Il complotto sulle dimissioni di Ratzinger offende la sua dignità

mons. negri benedetto xviDopo la colossale bufala del conclave invalido, dopo il catastrofismo apocalittico tramite la diffusione di false profezie, dopo aver accusato Papa Francesco di qualunque cosa, dalla secolarizzazione occidentale all’ignoranza dei cattolici italiani verso i brani evangelici, il mondo tradizionalista ha trovato un nuovo passatempo.

Sorprende che ad animare i catto-complottisti sia stato questa volta un prelato stimato come mons. Luigi Negri, un’uscita affidata ad un piccolo giornale online locale, Rimini 2.0. Ha abbracciato la teoria del complotto dietro le dimissioni di Benedetto XVI: «Ho poca conoscenza – per fortuna – dei fatti della Curia romana», ha dichiarato, «ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori. Si avvicina la mia personale “fine del mondo” e la prima domanda che rivolgerò a San Pietro sarà proprio su questa vicenda».

Che mons. Negri sia poco informato della questione, quindi non direttamente colpevole, è evidente quando definisce “gruppi cattolici” coloro che hanno chiesto a Trump di indagare sulle presunte pressioni da parte di Obama. Si tratta in realtà del direttore e dell’editorialista della rivista The Renmant, due noti sedevacantisti vicini alla Fraternità San Pio X di Marcel Lefebvre, i loro nomi sono Michael Matt e Christopher A. Ferrara. Non riconoscono il Concilio Vaticano II, da anni sono definiti “eretici” dal mondo cattolico statunitense e sono stati socialmente scomunicati nel 2000 dal vescovo di Lincoln, Fabian W. Bruskewitz, che ha condiviso la presa di distanza da loro da parte della comunità cattolica americana, in particolare dal magazine The Wanderer che ha criticato la loro avversione verso Giovanni Paolo II, parlando di «traiettoria scismatica». La rivista The Remnant e il direttore sono stati anche inclusi dal Southern Poverty Law Center nella lista di “gruppi di odio” degli Stati Uniti, avendo promosso l’antisemitismo. Ferrara ha perfino negato l’Olocausto, ricevendo dure critiche da parte dei principali siti web cattolici statunitensi.

Se avesse saputo queste cose mons. Negri ci avrebbe pensato due volte prima di appoggiare l’iniziativa di due sedevacantisti antisemiti. Questo serve anche per capire chi siano i critici di Papa Francesco e coloro che hanno inventato il nuovo complotto contro Ratzinger. Si tratta infatti di un’offesa enorme alla dignità del Papa emerito, che viene descritto da questi gruppi come un fragile burattino, servile ed obbediente alle presunte pressioni dei gruppi di potere progressisti. Ratzinger ne esce come un uomo debole, privo di carisma e di consapevolezza del proprio ruolo, impaurito dal mondo, dalle minacce e quindi negatore del sostegno che il Vicario di Cristo riceve dallo Spirito Santo per far fronte alle proprie responsabilità.

Che il complotto tradizionalista colpisca e ferisca mortalmente la dignità di Papa Benedetto XVI lo ha dichiarato anche padre Federico Lombardi, che è stato il suo portavoce e principale collaboratore per tutti gli anni del pontificato, oggi presidente della Fondazione Ratzinger. Tali affermazioni hanno suscitato «interrogativi e – a mio avviso – inutile confusione. Osservo anzitutto che – per fortuna – Mons. Negri riconosce di conoscere poco i fatti, il che in parte permette di relativizzare le sue affermazioni, che tuttavia ci vengono presentate come una “certezza”. Io ho sempre pensato che Benedetto XVI sia un uomo che ha messo la verità al primo posto. Come si fa a contraddire così platealmente ciò che ha detto solennemente e poi ribadito? Mi pare una strana testimonianza di “amicizia” quella di Mons. Negri, che contraddice trionfalmente ciò che il suo amico dice. Nella sua perfetta lucidità, già quattro anni fa ne era del tutto consapevole, ed evidentemente ha pensato che questo sarebbe stato un problema per la comunità della Chiesa. Come dargli torto? Non mi pare proprio che sia necessario pensare a delle terribili pressioni d’oltreoceano. Possiamo tranquillamente pensare che la sua sia stata una decisione molto saggia e ragionevole, davanti a Dio e davanti agli uomini».

L’immediato intervento di padre Lombardi è stato sminuito da Antonio Socci il quale, in modo come sempre disonesto, lo ha definito un «membro dell’entourage bergogliano, portavoce di Bergoglio». Qualunque cattolico sa che padre Lombardi è stato scelto da Benedetto XVI per essere il suo portavoce durante il pontificato, ha poi continuato per altri tre anni il suo ruolo nella sala stampa vaticana dopo l’elezione di Francesco. Socci contrappone al ratzingeriano Lombardi l’intervento pro-complotto dell’economista Ettore Gotti Tedeschi, dimenticando di ricordare che lo stesso Benedetto XVI fu d’accordo e non si oppose al suo allontanamento dalla dirigenza dello Ior, come emerso dall’intervista al Papa emerito contenuta nel libro Ultime conversazioni (Garzanti 2016). Questo libro è il grande assente nelle ricostruzioni complottiste, pubblicato dal biografo ufficiale Peter Seewald -scelto dal Papa emerito come custode del suo testamento spirituale- che ha individuato la necessità di presentare «un Ratzinger diretto, senza le distorsioni dei media, soprattutto nel caso della sua rinuncia». Scritto, in accordo con Ratzinger, per smentire le «leggende e teorie su una presunta cospirazione. Era necessaria quindi la versione diretta del personaggio storico per mettere fine a storielle senza senso».

Nel libro, Benedetto XVI risponde ai complottisti: «Sono tutte assurdità. Nessuno ha cercato di ricattarmi. Non l’avrei nemmeno permesso. Se avessero provato a farlo non me ne sarei andato perché non bisogna lasciare quando si è sotto pressione. Sono convinto che non si sia trattato di una fuga, e sicuramente non di una rinuncia dovuta a pressioni esterne, che non esistevano. Non si è trattata di una ritirata sotto pressione o di una fuga per l’incapacità di farvi fronte. Alle richieste non ci si deve piegare. È per questo che nel mio discorso ho sottolineato che io agivo liberamente. Non si può andar via se si tratta di una fuga. Non bisogna cedere alle pressioni. Si può andar via solo se nessuno lo pretende, e nessuno nel mio caso lo ha preteso. Nessuno». Lo stesso ha ripetuto più volte il suo segretario personale mons. Georg Gänswein, con cui lo si vede oggi passeggiare nei giardini vaticani: «Benedetto ha preso la sua decisione in modo libero, senza alcuna pressione. Non fu una fuga. Era convinto che il pastore non deve mai fuggire da nulla, neanche dai lupi se li incontrasse. Questa è la chiave per la giusta comprensione della sua decisione. Non è fuggito, ha semplicemente e umilmente ammesso di non avere più la forza per reggere la Chiesa di Cristo».

Sostenere il complotto, dipingere il Papa emerito come un bugiardo davanti al mondo, un pavido che fugge dai lupi, un uomo privo di dignità personale che si piega ai poteri forti e alle pressioni americane è un’offesa intollerabile nei confronti di Benedetto XVI. Ecco forse il palesarsi del fumo di Satana entrato nella casa del Signore, denunciato dal coraggioso Paolo VI. Beatificato da Papa Francesco.

 

mons. negri benedetto xvi

 
AGGIORNAMENTO 15/03/17
Un nostro lettore ci ha segnalato una piccola rettifica di mons. Luigi Negri, intervistato da La Fede Quotidiana. Alla domanda se ritiene realmente che dietro la rinuncia di Papa Ratzinger ci sarebbero pressioni di Obama”, l’arcivescovo ha risposto: «Io non ho mai detto questo e basta leggere il testo completo delle mie dichiarazioni. Ho solo preso lo spunto da recenti notizie di cronaca che arrivano dagli Usa, in particolare quanto pubblicato da Wikileaks e ho ricordato che su quell’episodio sarebbe opportuno verificare, cosa peraltro invocata da cattolici degli Stati Uniti». Si conferma dunque che mons. Negri non si è informato personalmente della vicenda e non ha ricevuto confidenze da parte di Benedetto XVI, ma ha preso spunto -come lui stesso dice- da notizie di cronaca.

 

La redazione

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98 commenti a Il complotto sulle dimissioni di Ratzinger offende la sua dignità

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  1. lorenzo ha detto

    “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino… nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.”
    Cosa ha spinto papa Benedetto, così vicino a papa Giovanni Paolo negli ultimi giorni del suo pontificato, a prendere una decisione di segno opposto?
    Un qualche interrogativo un semplice cattolico dovrà pure porselo…

    • Pippo ha detto in risposta a lorenzo

      concordo, una qualche domanda dovremmo porcela, perchè va bene che Socci è screditato e preda di fissazioni insuperabili, Cascioli non credibile, Michael Matt e Christopher A. Ferrara personaggi non difendibili, ma prima di mettere Mons. Negri nel cesto una qualche riflessione andrebbe fatta.

      • jacky ha detto in risposta a Pippo

        Mons. Negri purtroppo è condizionato dall’insano ambiente della Bussola quotidiana…se mai dovessi sostenere un complotto direi che è lui ad aver ricevuto pressioni dalla Bussola a dichiarare queste sciocchezze. Ora i tradizionalisti dovrebbero dimostrare che il mio complotto è falso mentre il loro è vero…stiamo freschi!

        • Pippo ha detto in risposta a jacky

          ma non diciamo fesserie per favore, stai a vedere che Mons. Negri è un ragazzino che si fa influenzare e non pondera ciò che dice.

          • Katy ha detto in risposta a Pippo

            Invece Ratzinger sarebbe un ragazzino che si fa influenzare e non pondera ciò che dice? Le fesserie…

          • jacky ha detto in risposta a Pippo

            Ho appena letto l’aggiornamento a fine articolo, come volevasi dimostrare Negri ha parlato poiché informato dalle notizie di cronaca e non da chissà quali rivelazioni, quindi si è lasciato condizionare dai giornalisti…direi che ha fatto una pessima figura. Tu che dici Pippo?

      • claudia2674 ha detto in risposta a Pippo

        Quale riflessione ? Che sono bastati dei ricatti per far dimettere un papa ? Di cosa dovrebbe avere paura un papa piuttosto vecchio ?

  2. Pippo ha detto

    Mons. Negri non è uno sciocco, non è un complottista e non penso sia uscito improvvisamente di senno. Quando afferma “ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano” non penso lo faccia sulla base dell’azione promossa in America dai due screditati personaggi menzionati nell’articolo ma deve avere, evidentemente, informazioni da fonti credibili. Altrimenti non affermerebbe di “essere certo”. Una cosa è però imbarazzante. Un certo milieu anticlericale, anticattolico, laicista nel senso più deteriore, che attaccava tutti i giorni Papa Benedetto XVI improvvisamente, con l’elezione di Papa Franceco, è scomparso. Come mai?

    • lorenzo ha detto in risposta a Pippo

      Vorrei fare un paragone un po’ forte: talvolta nei comportamenti delle persone più vicine ai suicidi potrebbe ravvisarsi l’istigazione al suicidio.
      Siamo sicuri che le persone che avrebbero dovuto essere le più vicine a papa Benedetto non lo abbiano “fraternamente aiutato” alla rinuncia?

      • Pippo ha detto in risposta a lorenzo

        non c’è alcuna contraddizione fra la libera decisione di Papa Benedetto a dimettersi e le pressioni da lui subite a farlo. Le pressioni di cui si parla non sono mai state di natura “diretta” Papa Benedetto si è dimesso con una sua libera scelta, ma la natura di tali pressioni è “indiretta” e cioè: attacchi sistematici, continui, incessanti alla sua predicazione incentrata sui “valori non negoziabili” valori che sono in aperto contrasto con la visione neomondialista di stampo gnostico che vuole eliminare il cattolicesimo in quanto contrasta con la loro delirante intenzione di realizzare l’uomo nuovo globalizzato. A questo si sono aggiunti gli scandali tipo Vatileaks che hanno evidentemente indebolito la resistenza di un uomo di 85 anni che si è sentito tradito dalle persone a lui più vicine. L’articolo prende in considerazione ipotesi di pressioni dirette per forzare le dimissioni di Papa Benedetto, pressioni che non sono mai avvenute, ma ignora tutto il contesto di quel periodo, ed è a questo che con tutta probabilità Mons. Negri si riferisce quando dice “che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano”

        • lorenzo ha detto in risposta a Pippo

          Papa Benedetto è un agnello che è crollato sotto il peso di una croce sulla quale si erano tranquillamente seduti anche alcuni suoi stretti collaboratori, e non ha trovato attorno a lui uno straccio di Cireneo che lo aiutasse risollevarsi.

          • Pippo ha detto in risposta a lorenzo

            esatto, è stata una vittima di aggressioni e comportamenti indegni, su cui grava il sospetto di una regia. E la conferma di ciò è data da quanto avvenne successivamente. Guarda caso, come ho anche detto nel mio primo commento, dal momento dell’elezione di Papa Francesco tutto questo è cessato, miracolosamente?

        • Saverio Gpallav ha detto in risposta a Pippo

          Sono d’accordo. Le pressioni ci sono state eccome e sono state abbastanza evidenti ma indirette. Non hanno inficiato la libera scelta di Benedetto XVI. Anche Wojtyla negli ultimi anni le subì in maniera magari meno pesante, col pretesto delle sue condizioni di salute. Opinioni – non richieste- sulla possibile rinunzia del papa furono date anche da cardinali. Lo stesso Ratzinger parlò della rinunzia del papa come di una possibilità. Queste opinioni per la loro autorevolezza potevano costituire pressioni anche se credo che Ratzinger non ne volesse esercitare alcuna verso Wojtyla. Il codice canonico per la rinunzia prevede solo la totale libertà dell’atto e non contempla alcun presupposto. Sembra evidente che la rinuncia di Ratzinger, per quanto possa turbare i cattolici, sia stata completamente libera. Lo conferma anche tutto il suo comportamento successivo. Se non sussistevano motivi validi – e la vecchiaia può non apparire un motivo valido posto che quasi tutti i suoi predecessori hanno pontificato malgrado la vecchiaia – lo può sapere unicamente il Signore al quale Ratzinger dovrà rendere conto della sua scelta se per caso essa non fosse stata conforme alla Sua volontà. Insistere sulla questione della validità della rinunzia quindi è ozioso dal momento che giuridicamente essa è apparentemente valida fuori da ogni ragionevole dubbio. Sta a chi la mette in dubbio provare la coazione fisica o la violenza a cui Ratzinger non poteva opporsi che ne avrebbe inficiato la volontà dato che le pressioni, per quanto fortissime, non possono per loro natura causare un vizio della volontà che può essere determinato unicamente da una violenza morale alla quale non si può resistere, beninteso in relazione alla situazione di ciascuno. E la situazione del papa è tra le meglio difese e più potenti sulla terra. Quindi è quasi impossibile da immaginare il papa subire e cedere ad un atto di violenza che nessuno degli assertori dell’invalidità della rinunzia è finora riuscito neppure ad ipotizzare.

          • Katy ha detto in risposta a Saverio Gpallav

            Ma com’è che tutti che conoscono i segreti del Vaticano??? Praticamente avete rubato il lavoro a Corrado Augias 😀
            Ma fatemi il piacere va, pensate alla vostra vita che alle dietrologie ci pensano già tutti!

    • Salvatore ha detto in risposta a Pippo

      Ottima domanda: COME MAI?

  3. Zhaos-_-' ha detto

    In questo articolo si presenta la scelta tra queste 2 alternative:

    1-Benedetto XVI si è dimesso perché è fuggito (paura) o è stato costretto, perché c’era un complotto e c’erano pressioni altissime. (implicito: quindi ‘voi complottisti’ dite che è debole, vigliacco, incerto, bugiardo…)

    2-Benedetto XVI si è dimesso perché lo ha scelto volontariamente, lucidamente, senza costrizioni, perché non c’era alcun complotto e non ha subito pressioni. (sottinteso: si è dimesso perché non aveva più forze per governare la chiesa, per fare le cose normali che fa un Papa in una chiesa in situazione normale)

    Neanche vi viene in mente che può esserci una terza opzione?
    3- Benedetto XVI si è dimesso perché lo ha scelto volontariamente, lucidamente, senza costrizioni, perché ha ritenuto che fosse l’unica soluzione per risolvere i problemi o limitare i danni.
    Il complotto però esisteva veramente e le pressioni esistevano veramente.
    Benedetto non ha “avuto paura” per se stesso, non è stato “debole”, ma lo ha fatto per evitare danni maggiori alla Chiesa. Ha fatto un gesto grave per evitare qualcosa di più grave.

    Basiamoci sui fatti:
    Benedetto XVI era odiato e ostacolato da: governi liberali occidentali, tutta la sinistra, la destra progressista, i media, gli “intellettuali” radical, i cattolici progressisti (preti eretici, teologi eretici, lobby, cattolici adulti…), parte della chiesa tedesca e austriaca [Cercate Pfarrer Initiative (Appello alla disobbedienza)], la “mafia di San Gallo”.
    Negli ultimi anni (2011-2012) era in atto uno scisma sommerso da parte progressista-tedesca e c’erano scandali mediatici (vatileaks). Parte del clero e dell’elite occidentale voleva che ratzinger se ne andasse e voleva un cambio di programma radicale nella chiesa. Nel 2012 (circa) circolavano anche minacce di omicidio su Benedetto.
    Negli ultimi giorni prima delle dimissioni inoltre il vaticano è stato escluso dallo swift (finanza).

    In base a tutto ciò si può capire che la situazione non era buona (crisi) e che Benedetto xvi poteva benissimo essere stato minacciato, ricattato e costretto,.oppure decidere da solo di dimettersi perché riteneva di non avere sufficienti forze per contrastare tutto o perché riteneva che fosse un gesto grave ma l’unico possibile per evitare il peggio.
    Non possiamo ora essere sicuri delle motivazioni, ma di certo non si può negare la situazione di crisi in cui si era e dire praticamente cose come “era semplicemente stanco, era vecchio”.

    Confrontiamo poi la situazione precedente con quella di oggi.
    Oggi tutti i nemici di Benedetto XVI (e della chiesa) si gongolano e fanno quello che vogliono, quasi sempre senza conseguenze, elogiano la “nuova chiesa di Papa francesco”, vogliono cambiare la prassi, la dottrina e la morale cattolica, mentre chi cerca di frenare e denunciare viene bastonato da più parti.
    Questo non è normale.

    Quindi dire sempre che va tutto bene e a dare indirettamente dei filo-antisemiti eretici complottisti a chiunque osserva e si fa qualche domanda mi sembra abbastanza scorretto.

    • Pippo ha detto in risposta a Zhaos-_-'

      concordo, come ho detto nel mio commento non c’è conraddizione fra la libera decisione di Benedetto XVI di dimettersi e di fatti riprovevoli verificatesi in quel periodo. Liquidare in modo superficiale la questione presentando Mons. Negri come un complottista da strapazzo è un errore.

    • Salvatore ha detto in risposta a Zhaos-_-'

      Analisi abbastanza chiara e, a mio giudizio, pienamente condivisibile. Grazie.

  4. Vincent Vega ha detto

    Penso che sia evidente aldilà di ogni rsgionevole dubbio che questo papato non sia accettato da una parte del cattolicesimo conservatore e che, quindi, si cerchi in ogni modo un possibile “spiraglio”, non importa quanto piccolo, per indebolirlo e, soprattutto, fare un sapiente “killeraggio mediatico” dell’attuale Pontefice.

    Il fatto che siano notizie infondate e risibili non ha alcuna importanza. Goebbels, il ministro della propaganda del terzo Reich, affermava quanto segue “ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

    I continui dubbi sulla scelta di Ratzinger, o le continue aggressioni ai cambiamenti pastorali di Papa Francesco, tacciandolo di eresie inesistenti (perché l’unica cosa che è andato a cambiare sono la pastorale e la disciplina in settori del tutto a disposizione del potere delle chiavi di Pietro), hanno un duplice obiettivo:

    1) come scrivevo sopra, il killeraggio mediatico e morale del Papa, per il quale alcuni blogs cattolici e vaticanisti anche insigni lavorano infaticabilmente;

    2) il più importante in assoluto: assicurarsi che dal prossimo Conclave non esca, per nessuna ragione e per nessun motivo, un uomo che porti avanti quanto sta facendo Papa Francesco. , facendo pressione sui cardinali col killeraggio mediatico del punto 1.

    Riguardo alla numero due, infatti, sanno bene che se, al prossimo papato, venisse eletto ad esempio il Cardinale Tagle o il Cardinale Schönborn, ci sarebbe una sostanziale conferma di quanto sta facendo Papa Francesco, una conferma che poi diverrebbe irreversibile. L’irreversibilità, è questo che si vuole evitare, e sanno che con le nomine cardinalizie e vescovili che sta attuando Papa Francesco l’elezione di un nuovo Papa che continui ciò che lui sta facendo è tutto fuorché improbabile.

    C’è chi ha in odio la Chiesa ospedale da campo, rifugio dei peccatori, e preferisce che si ritorni alla Chiesa “fortezza assediata”, al modello di Chiesa come societas perfecta che è stato in vigore da Trento fino al CVII e che aveva ripreso parzialmente vigore sotto San Giovanni Paolo II e Ratzinger.

    A questi dico solo una cosa: mettetevi, e mettiamoci, tutti l’animo in pace, perché se è volontà di Dio questo cambiamento non ci sarà nulla che potrà fermarlo (esattamente come nulla potrà fermare una eventuale restaurazione, qualora questa fosse nei piani di Dio), dal momento che la Chiesa non è una istituzione umana, ma divina.

    • Pippo ha detto in risposta a Vincent Vega

      Vega, la sua dietrologia, mutatis mutandis, non ha nulla da invidiare a quella di Socci. La Chiesa, basta aprire un qualsiasi libro di diritto canonico, è una istituzione divino-umana. Se fosse solo divina non ci sarebbe bisogno dell’uomo,non le pare? Provvederebbe direttamente il Padreterno a tutto.

      • francoclassecinquantasei ha detto in risposta a Pippo

        …parole sante…la chiesa è proprio umana… SOTTOSCRIVO…per qual poco che vale…infatti nel Vangelo stà scritto : “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» [ Lc 12,39-48] . Dunque, io non dispero….troppo…perché al Papa e suoi Vescovi,Cardinali e Preti…dovranno rispondere maggiormente al Signore se sbagliano…

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Pippo

        @Pippo

        “Vega, la sua dietrologia, mutatis mutandis, non ha nulla da invidiare a quella di Socci. La Chiesa, basta aprire un qualsiasi libro di diritto canonico, è una istituzione divino-umana. Se fosse solo divina non ci sarebbe bisogno dell’uomo,non le pare? Provvederebbe direttamente il Padreterno a tutto.”

        Prima di parlare di dietrologie sarebbe meglio comprendere ciò che si legge. La Chiesa è divino-umana, e necessita dell’operato dell’uomo, ma l’operato dell’uomo, in ogni caso, si ferma davanti alla volontà di Dio, perciò se è volontà di Dio il rinnovamento che sta avvenendo nessuno riuscirà a fermarlo.

        Lo stesso dicasi se fosse volonta di Dio una restaurazione con l’elezione di un cardinale tipo Burke o altri simili a lui. Chiaramente accetterei questo, se fosse la volontà di Dio, ma penso di poter almeno sperare e pregare che la Sua volontà non sia questa.

        • Pippo ha detto in risposta a Vincent Vega

          “se è volontà di Dio il rinnovamento che sta avvenendo nessuno riuscirà a fermarlo” il “se” mi pare opportuno perchè magari la volontà di Dio potrebbe essere quella di punire il suo popolo, non ha considerato questa seconda eventualità?

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Pippo

            Rifiuto l’idea che Dio possa permettere di trasformare il suo Sacramento di salvezza (la Chiesa Cattolica) in Sacramento di dannazione, tale che uno seguendo la Chiesa vada in perdizione.

            Un Dio così sarebbe un Dio traditore delle Sue promesse, e ovviamente è impossibile, se stiamo parlando di Cristo.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Pippo

            Piuttosto, Pippo ed Emanuele, volete un’ermeneutica iper conservatrice (che non condivido) ma comunque pienamente cattolica, della situazione attuale?

            Eccola.

            Secondo questa ermeneutica, sapendo per Fede che Dio trae il bene anche dal male e che scrive dritto su righe storte, potremmo pensare (ripeto, se accettassimo l’idea che quanto sta avvenendo sia un “abuso”, cosa che non faccio assolutamente) che Dio stia permettendo tutto questo come “accecamento della coscienza” in buona Fede di buona parte del popolo cattolico, affinché si salvi.

            In altre parole, una gerarchia rigorista causerebbe la dannazione di molti, in quest’epoca piena di tentazioni, perché non seguendo la Legge con piena avvertenza si autocondannerebbero, e allora Dio permette questo per “placare” le coscienze dei cattolici attuali affinché non vivano e muoiano in peccato mortale. Dio potrebbe permettere una “rilassatezza” della dottrina per questa ragione, per evitare che milioni di persone si condannino cadendo sotto i rigori di della Legge che è forza del peccato (1 Cor 15,56)

            Io credo che quanto sta facendo Papa Francesco sia pienamente legittimo e secondo la volontà di Dio, ne sono fermamente convinto, anche perché non ha toccato niente della dottrina definita e definitoria, ma ha solo cambiato disposizioni pastorali e disciplinari (tutte cose accidentali. Nulla di irreformabile e sostanziale), ma quella esposta sopra (cioè l’idea che Dio non approvi quanto sta avvenendo ma lo permetta come atto di Misericordia per la salvezza delle anime in quest’epoca così empia) è se non altro una ermeneutica cattolica.

            Pensare che Dio permetta che il Suo Sacramento di salvezza, la Chiesa Cattolica, diventi strumento di dannazione tale che a seguirla in Buona Fede i fedeli vadano in perdizione, invece, secondo me è addirittura peccato contro lo Spirito Santo, perché significa dare a Dio del falso pastore (visto che il capo della Chiesa è Crìsto, cioè Dio) e del bugiardo.

        • Emanuel ha detto in risposta a Vincent Vega

          Il problema è propri di capire se e volontà di Dio. Nella storia d’Israele molte volte la volontà di Dio è stata quella di abbandonare il popolo eletto al suo peccato, vista la sua caparbietà di continuare a vivere nel peccato. Si legga un po’ la storia d’Israele. E i perseguitati sono stati quelli che, come i Profeti, hanno cercato di far sentire i richiami di Dio! Forse oggi si chiamano Burke, Meisner, Cafarra, Brandmuller ed altri che in seno alla Chiesa, nuovo popolo dell’alleanza fanno sentire il richiamo dell’altissimo. Forse il Sig.r Vega dovrebbe mettere sull’altro piatto della bilancia anche questa di valutazione.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Emanuel

            @Emanuel

            L’antico testamento è da molto che non viene più letto in maniera letterale, altrimenti dovremmo credere ad un Dio genocidia che avrebbe ordinato e talvolta fatto in prima persona dei massacri di fronte ai quali Stalin potrebbe sembrare un benefattore.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Emanuel

            E comunque persino quando si leggeva l’at in modo letterale si sosteneva che dopo la morte di Cristo in croce è nata una alleanza irreversibile, che non potrà mai essere spezzata.

            Il Sacrificio del Figlio infatti è ciò che soddisfa la Giustizia. Quando la morte redentrice del Signore non era ancora avvenuta le cose erano ovviamente diverse, infatti vigeva la Legge in tutta la sua spietatezza.

            Questo fermo restando che oggi nessuno legge alcuni passi violenti dell’At credendo che certe stragi siano state davvero volute o ordinate da Dio in persona (piuttosto si è arrivati alla conclusione che Dio è stato antropomorfizzato e gli sono stati attribuiti, dagli uomini, degli atteggiamenti e delle prerogative che potrebbero essere proprie di un dittatore umano, non certo di Dio).

    • Divus Thomas ha detto in risposta a Vincent Vega

      @ Vincent Vega

      Ci può spiegare cortesemente in cosa consisterebbe questo vituperato modello di Chiesa come “societas perfecta” istituito dal Tridentino?

      Grazie.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Divus Thomas

        Intendo la Chiesa arroccata su se stessa come una fortezza, dove c’era spazio per i perfetti e alcuni peccatori venivano scomunicati e tacciati di “infami” nel codice di diritto canonico.
        Cito il Codice di diritto canonico del 1917, relativamente proprio ad una delle categorie verso le quali il Papa ha fatto alcune aperture pastorali

        Cannone 2356. “Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, sunt ipso facto infames; et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate excommunicentur vel personali interdicto plectantur”.
        (CODEX IURIS CANONICI – 1917)

        Purtroppo ciò è stato anche a causa dello scisma luterano, nel senso che la reazione alle eresie di Lutero è stata estremizzata fino ad arrivare all’estremo opposto.

        Esempi:

        1) Lutero proclama la salvezza per sola fede? Esaltiamo le opere fino al punto da escludere dalla Chiesa i peccatori (vedere canone che ho riportato, cosa impensabile nella Chiesa Ortodossa, che ha mantenuto delle tradizioni comuni anche in Occidente nel primo millennio);

        2) Lutero proclama la predestinazione alla salvezza e anche alla dannazione? Rifiutiamo l’una e l’altra, quando invece l’insegnamento cattolico prevedeva e prevede tutt’ora la predestinazione alla gloria e la riprovazione, dove l’insegnamento differisce da Lutero è nel fatto che la la riprovazione non è predestinazione alla dannazione, ma la permissione della stessa da parte di Dio; cioè, mentre Lutero proclama che Dio causi attivamente il peccato e la dannazione nel reprobo, noi affermiamo che lo permette, senza esserne causa visto che Dio non può essere la causa di nulla di negativo; allo stesso modo, mentre Lutero afferma che la Grazia divina negli eletti arriva a togliere il libero arbitrio e la libertà , noi affermiamo che la Grazia efficace divina attua la libertà dell’uomo, portandolo liberamente a dire di si alla Grazia pur lasciandogli la libertà ontologica di rifiutarla.

        Il rifiuto di queste dottrine cattoliche come reazione alle eresie luterane ha portato al pelaganesimo mitigato ,cosa che oggi è parte della Fede di molti cattolici, e lo hai visto nelle passati discussioni nel rifiuto dei concetti di Grazia efficace e Grazia sufficiente. Peccato che rifiutando questi concetti, e rifiutando di ammettere che per la salvezza è necessaria la pre-mozione di divina, che non violenta ma attua la libertà umana, si arriva ad una “auto salvezza”, dove Dio non è più colui che salva ma l’uomo è causa della propria salvezza al pari di Dio (postulando un atto della volontà totalmente privo di pre-mozione divina come fanno quelli che rifiutano il concetto di Grazia efficace), per l’appunto una forma mitigata di pelagianesimo.

        Tra l’altro, e qui chiudo, questa forma mitigata di pelagianesimo è proprio ciò che rende non solo difficile da capire, ma incomprensibile, la gratuità della Misericordia divina.

        Se, infatti, non è la Misericordia divina a precedere e suscitare il pentimento (come insegna il tomismo) ma, piuttosto, come insegnano i neopelagiani di oggi , la Misericordia divina segue il pentimento umano, un pentimento che proviene da una decisione del tutto volontaristica, senza alcuna pre-mozione della Grazia, diventa evidente che qualunque gratuità della Misericordia è distrutta , ed essa diventa un “do ut des”, con l’uomo che è artefice della propria salvezza al pari di Dio (se, infatti, Dio offre Misericordia al penitente ma non causa direttamente il suo pentimento, de facto la salvezza diventa un 50/50, metà merito dell’uomo e metà merito di Dio).

        Tutte questi problemi purtroppo sono nati dalle eresie di Lutero, che hanno portato per reazione al rifiuto da parte dei fedeli di dottrine cattoliche pienamente parte del Magistero.

        Se Lutero non avesse tirato la corda ereticizzando ed estremizzando alcune dottrine oggi non avremmo il problema del neopelagianesimo.

        • Tommasodaquino ha detto in risposta a Vincent Vega

          Mi sembra una visione semplicista della Controriforma che difficilmente può essere bollata ad una semplice “reazione” uguale e contraria alla riforma luterana. Tant’è che poi i frutti della Controriforma sono stati duraturi e proficui. Non si può dire lo stesso della riforma luterana

          p.s. ricordo che Lutero diventò agostiniano semplicemente perché commise un omicidio, in preda alla necessità si rifugiò dagli agostiniani in virtù del privilegio che la Chiesa Cattolica aveva nei confronti dell’autorità secolare (non si potevano arrestare i colpevoli di reati che si rifugiavano presso una chiesa). Che poi lo stesso Lutero si è scandalizzato per la corruzione che c’era all’interno della Chiesa Cattolica. Simonia e nepotismo fanno schifo ma un omicida che non si consegna all’autorità secolare va bene così.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Tommasodaquino

            Attenzione, la controriforma, nei suoi testi (pensiamo al Concilio di Trento) non arriva affatto alle estremizzazioni dette sopra.

            Parafrasando la scuola di Bologna (quella che da l’interpretazione del Concilio Vaticano II come “evento”, e vede in esso una rottura col Magistero precedente, interpretando il Concilio per l’appunto secondo la sbagliata ed eterodossa -uguale a quella dei lefreviani tranne che nel giudizio di valore finale- ermeneutica della rottura) il problema non è stato nei testi dogmatici tridentini, ma nella controriforma come “evento”, che ha portato molti cattolici a rifiutare anche dotrrine pjenamente cattoliche è pienamente parte del Magistero, per l’unica colpa che sembravano “assomigliare” a quelle di Lutero (quando la somiglianza era appunto solo epidermica e superficiale, non certo teologica e dottrinale).

            Veda l’esempio che ho fatto sopra sulla predestinazione alla gloria e la riprovazione (con conseguente distinzione tra grazia sufficiente e grazia efficace) dottrina cattolica che più Cattolica non si può ma che oggi è rifiutata da moltissimi cattolici, al punto che, a parlarne, si viene tacciati di calvinismo.

            Perciò la mia critica non è alla controriforma in se, ma allo spirito con la quale è stata percepita dal popolo cattolico, uno spirito uguale è contrario alla ricezione del CVII ( che ha portato al fiorire, negli ultimi decenni, di dottrine eretiche e moderniste che non trovano nessuno spazio nè giustificazione nei testi del Concilio nè nei testi dei Papi post Conciliari, Papa Francesco compreso).

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Tommasodaquino

            Per concludere il mio pensiero, ad esempio canoni come quello che ho riportato dal Codice di diritto canonico di un secolo fa (di cui mi permetto la critica perché non si tratta affatto di Magistero infallibile, non a caso poi è stato abrogato in un progressivo avvicinamento alla situazione attuale) sono, per quanto mi riguarda, evidente frutto di un malinteso rigorismo e legalismo che non discende affatto dalla controriforma “per se”, ma dallo spirito con la quale detta controriforma è stata accolta nei secoli passati dal popolo cattolico, che ha prodotto i prelati che erano alla guida della Chiesa a fine ‘800 e inizio ‘900.

        • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

          1 – La controriforma “esclude” dalla Chiesa i peccatori? Evidentemente non conosci la storia della Chiesa dei primi secoli.

          2 – “… l’insegnamento cattolico prevedeva e prevede tutt’ora la predestinazione alla gloria”? Evidentemente non conosci l’insegnamento del Magistero.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            1) so perfettamente che nei primi secoli era ancora peggio, volevo dire che la Chiesa non ha fatto sue nemmeno alcune idee positive di Lutero, cosa che invece è stata fatta dal CVII; inoltre nel primo millennio non c’è stato solo il rigorismo, infatti la Chiesa Ortodossa ha mantenuto la sua “Oikonomia” pastorale proprio sulla base di quanto avvenuto a fine primo millennio, prima dello scisma;

            2) il Concilio di Trento insegna che esiste la predestinazione e che a cose normali non è possibile sapere se si è tra coloro che “Dio si è scelti.

            Ti consiglio di studiare prima di contraddire interlocutori molto più preparati di te.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            Concilio di Trento, sessione VI capitolo XII

            “Nessuno, inoltre, fino che vivrà in questa condizione mortale, deve presumere talmente del mistero segreto della divina predestinazione, da ritenere per certo di essere senz’altro nel numero dei predestinati (117), quasi fosse vero che chi è stato giustificato o non possa davvero più peccare, o se anche peccasse, debba ripromettersi un sicuro ravvedimento. Infatti non si possono conoscere quelli che Dio si è scelti se non per una speciale rivelazione.”

            Come vedi il Concilio di Trento non solo non nega, ma afferma l’elezione (cioè la predestinazione alla gloria), tuttavia ricorda anche che, in condizioni normali, non è possibile sapere se si è tra coloro che si salveranno, a meno di una speciale rivelazione o del fare tesoro di alcuni doni di Cristo (come i nove venerdì del sacro cuore, ai quali Cristo ha legato la perseveranza finale).

            Punto. Contro factum non valet argumentum.

            Se ciò che ho detto è falso scrivi al Vescovo di Padre Bellon, chiedendogli di rimuoverlo, visto che tale sacerdote è evidentemente eretico, dato che sostiene ciò che sostengo io

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=3014

            2. “Per grazia sufficiente s’intende l’impulso che Dio dà per accogliere la grazia.
            Questa grazia sufficiente la dà a tutti, perché vuole salvare tutti e per tutti Cristo è morto sulla croce.
            Tuttavia quando la grazia sufficiente è accolta, viene accolta per un’ulteriore grazia per la quale Dio aiuta la nostra volontà ad accoglierla.
            Questa ulteriore grazia viene chiamata grazia efficace.
            Con questo s’intende dire che anche il sì che diamo alla grazia di Dio è grazia di Dio: “È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13).

            3. Per cui la grazia sufficiente, se non è accompagnata dalla grazia efficace, non è ancora sufficiente a salvare, a portare in grazia.
            Si dice sufficiente perché in essa c’è la volontà di Dio di accordarla al singolo, ma il singolo la rifiuta.
            Quando la grazia rimane solo sufficiente è perché viene bloccata dalla cattiva volontà dell’uomo che non la vuole ricevere.

            4. Se invece questa grazia sufficiente viene accolta lo si deve al fatto che l’uomo non ha messo ostacolo e ha lasciato che la grazia sufficiente diventasse anche efficace.
            Ma, come ho detto precedentemente, l’uomo non può accordare questo consenso se non per un’ulteriore grazia di Dio.

            Bellon ha riassunto magnificamente il discorso della predestinazione e della riprovazione, dato che la Grazia sufficiente viene rigettata per colpa dell’uomo e la Grazia efficsce diventa tale per merito di Dio è la prova che “se ci danniamo è colpa nostra, se ci salviamo è per Grazia di Dio”.

            Non mi risulta che il Magistero abbia mai confutato o disapprovato queste dottrine.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            E ora basta, non ho intenzione di trascinare il topic in un ot.

            O mi esponi dei documenti Magisteriali che avrebbero condannato quegli insegnamenti (cioè la predestinazione alla gloria “ante praevisa merita”, insegnata peraltro anche da San Paolo in Rm 9,10-24, oppure ti chiedo cortesemente di non farmi perdere tempo inutilmente.

            Così magari condanniamo con eretico anche il teologo tomista Giovanni Cavalcoli http://www.arpato.org/predestinazione.htm

            Nel frattempo (cioè mentre tu scoverai l’insegnamento Magisteriale che condanna l’insegnamento tomista) ti rimando a Summa Teologica, Capitolo 23, Articolo 5.

            • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

              Questo insegna il Magistero:
              Alcuni hanno permesso a Dio di essere amati e altri no, perché hanno opposto un rifiuto.
              Quelli che si salvano, si salvano per grazia di Dio: ecco il vero significato della parola “predestinazione alla salvezza”.
              E quelli che si dannano, si dannano perché si sono opposti alla grazia di Dio.
              Tutti siamo predestinati alla salvezza, alcuni accettano di lasciano ” giudare e trascinare” dalla grazia alla salvezza, altri rifiutano.

              • Eliah ha detto in risposta a lorenzo

                Ho passato il 21esimo commento perciò devo usare un altro nick e dopo questo spero davvero di chiuderla. Chiedo alla Redazione di non pubblicare i precedenti tentativi di invio.

                @Lorenzo

                “Questo insegna il Magistero:
                Alcuni hanno permesso a Dio di essere amati e altri no, perché hanno opposto un rifiuto.”

                Esatto.

                “Quelli che si salvano, si salvano per grazia di Dio: ecco il vero significato della parola “predestinazione alla salvezza”.”

                E io (anzi, le fonti del Magistero che ho citato) che ho detto?

                “E quelli che si dannano, si dannano perché si sono opposti alla grazia di Dio.”

                Certamente.

                “Tutti siamo predestinati alla salvezza, alcuni accettano di lasciano ” giudare e trascinare” dalla grazia alla salvezza, altri rifiutano.”

                Perfetto, tranne il “Tutti siamo predestinati alla salvezza”. Quello che ti manca è che “anche il si che diamo alla Grazia di Dio è Grazia di Dio”, concetto spiegato benissimo da Padre Bellon sopra.

                Difatti la Grazia sufficiente viene donata a tutti, e chi la rifiuta, e si danna, si danna per la colpa di aver resistito alle sollecitazioni di tale Grazia. Questa Grazia viene donata a tutti, secondo la Giustizia di Dio, perché Dio da a tutti la possibilità di salvarsi.

                La Grazia efficace, però, che è cio che fa si che il peccatore si lasci “guidare e trascinare” liberamente dalla Grazia alla salvezza, viene concessa dalla Misericordia di Dio solo ai predestinati alla gloria.

                Del resto il Concilio di Trento è chiarissimo (San Tommaso ancora di più, vatti a leggere il riferimento che ti ho citato), parlando di coloro che “Dio si è scelti”.

                La scelta di Dio nel predestinare alla Gloria è attiva, non passiva.

                La volontà efficace o assoluta (conseguente) di Dio si compie sempre infallibilmente. Infatti niente di reale e di buono può avvenire al di fuori della causalità efficiente di Dio. Le cause seconde agiscono solo col “concorso naturale” di Dio e sussistono solamente se conservate nell’essere da Dio (S. Th., I, q. 19, a. 6).

                Il “concorso divino”, metafisicamente, è l’influsso della Causa prima sull’attività delle creature. L’ente finito dipende da Dio sia quanto all’essere (creazione e conservazione nell’essere), sia quanto all’agire (“agere sequitur esse”). Inoltre la sana teologia ammette comunemente la necessità di un’azione positiva di Dio sulla creatura per spiegarne l’attività (“concorso immediato”).

                Tale dottrina la si trova nella Rivelazione. Isaia (XXVI, 12): “Signore, Tu hai operato in noi tutte le nostre azioni” e San Paolo (Atti degli Apostoli, XVII, 28): “in Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo”. La ragione teologica è la seguente: solo Dio è il suo essere che coincide col suo agire, essendo Egli assolutamente semplice. La creatura invece riceve l’essere da Dio. Ora siccome la potenza o capacità di agire non passa da sé all’azione, la creatura ha bisogno di un impulso o spinta all’operare. Dio in quanto causa prima efficiente e finale dell’universo, inoltre, ha il dominio assoluto su tutte le cose. Perciò l’attività delle creature non può essere sottratta all’influsso o concorso divino. Dio è causa principale e la creatura è causa seconda e subordinata (De Potentia, q. 3, a. 7).

                Dal che ne consegue che il pentimento del peccatore, la sua entrata in Grazia e soprattutto la perseveranza finale non siano possibili senza una Grazia Efficace di Dio che precede e suscita l’effetto voluto, con una pre-mozione divina. Il peccatore, pur mantenendo la libertà ontologica di dannarsi, non si dannerà, perchè la Grazia efficace è quella Grazia di cui Sant’Agostino diceva che “nessun cuore, per quanto indurito, rifiuta, perché è data proprio per togliere la durezza di cuore”.

                È questo il nocciolo della questione. È certamente vero che chi si salva si salva perché, liberamente, accetta la Grazia di Dio e si lascia guidare, liberamente, alla salvezza, ma questo avviene quando Dio, nella gratuità della Sua Misericordia, dona la Grazia efficace.

                La sola Grazia sufficiente, infatti, sebbene sia realmente, di per se, sufficiente a salvare (d’altronde lo dice la parola stessa) viene rifiutata e frustrata dal peccatore che la rifiuta, dannandosi per sua esclusiva colpa.

                Perciò, se è vero che non esiste la predestinazione alla dannazione (perché vorrebbe dire che Dio causerebbe attivamente il male, l’indurimento nel peccatore, cosa impossibile) è altrettanto vero che esistono la predestinazione alla gloria e la riprovazione. La predestinazione alla gloria è già stata spiegata, la riprovazione è la permissione, da parte di Dio, della morte del peccatore in stato di peccato mortale, che avviene quando il peccatore rifiuta, per sua colpa, la Grazia sufficente e muore nell’impenitenza finale.

                Cito sempre San Tommaso

                “Dio riprova alcuni. Infatti abbiamo già detto che la predestinazione è una parte della provvidenza. Si è anche dimostrato che la provvidenza può ragionevolmente permettere qualche deficienza nelle cose ad essa sottoposte. Dunque, siccome gli uomini vengono indirizzati alla vita eterna dalla provvidenza divina, appartiene ad essa il permettere che alcuni manchino di raggiungere questo fine (ut permittat aliquos ab isto fine deficere). E ciò si dice riprovare.
                Quindi come la predestinazione è parte della provvidenza relativamente a coloro che da Dio vengono ordinati alla salvezza eterna; così la riprovazione è parte della divina provvidenza rispetto a coloro che non raggiungono tale fine.
                Quindi la riprovazione non dice soltanto prescienza: ma vi aggiunge concettualmente qualche cosa. Difatti, come la predestinazione include la volontà di conferire la grazia e la gloria, così la riprovazione include la volontà di permettere che qualcuno cada nella colpa, e che cada nella pena della dannazione per il peccato” (Somma teologica, I, 23, 3).

                Perciò a quello che dici va aggiunto che per la salvezza è necessaria la pre-mozione divina, e questo è il motivo per cui la salvezza è dono di Misericordia, e il motivo per cui i salvati mostrano la Misericordia di Dio e i dannati la Sua Giustizia.

                E con questo penso di avere chiuso la questione, dato che non sei stato in grado di portare una smentita da parte del Magistero a quanto ho scritto e riportato, ma hai riportato solo la tua idea di ciò che dice il Magistero.

                Perciò direi che quello che doveva dire è stato detto e non è stato confutato.

                Se il prossimo commento non conterrà una confutazione di questo ho riportato, una confutazione basata sulla dottrina del Magistero (e non su queklo che un crede sia la dottrina del Magistero) non risponderò, perché siamo già OT e non intendo proseguirvi ulteriormente.

                • lorenzo ha detto in risposta a Eliah

                  Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te [Sant’Agostino, Sermo CLXIX, 13].

                  Se Dio ti ha predestinato alla salvezza sarai salvato anche senza di te, se Dio non ti ha predestinato alla salvezza sarai dannato nonostante te. (Vincent Eliath, Commento XXI)

                  • Eliah ha detto in risposta a lorenzo

                    A parte il fatto che citare contro la dottrina della predestinazione alla gloria e la riprovazione Sant’Agostino, ovvero il massimo esponente di questa dottrina (che poi è stata raffinata da San Tommaso) è semplicemente………. Incredibile.

                    Cioè, è incredibile che tu voglia citare Sant’Agostino per confutare ciò che lui stesso insegnava.

                    Detto questo, hai detto una fesseria, perché:

                    1) il Concilio di Trento insegna dogmaticamente che è necessaria la cooperazione umana per la salvezza. Ma, per l’appunto, la cooperazione, l’accettazione libera della Grazia, nonchè le buone opere, avvengono perché Dio ha usato Misericordia, dandoti la Grazia Efficace. Questo per rispondere alla fesseria che hai detto, secondo la quale io sosterrei che “Dio ti ha predestinato alla salvezza sarai salvato anche senza di te”, emerita idiozia;

                    2) riguardo alla seconda fesseria “se Dio non ti ha predestinato alla salvezza sarai dannato nonostante te” io non ho mai detto questo: chi si danna si danna proprio A CAUSA della sua colpa (altroché “nonostante”) di aver rigettato la Grazia sufficiente ed essere morto nell’impenitenza finale.

                    In conclusione, non hai mostrato dove il Magistero confuterebbe quanto ho riportato (ma hai però citato Sant’Agostino, il quale insegnava che Dio ha una Grazia che nessun cuore per quanto indurito rifiuta perché è data proprio per togliere la durezza di cuore -cioè la Grazia efficace- e che quando Dio corona i nostri meriti non corona altro che i suoi doni, come dicevo lo hai citato per confutarmi, il che è semplicemente incredibile) e hai distorto completamente la mia tesi (che poi è quella di tutti i tomisti, in primis i domenicani, e sebbene il Magistero non abbia ufficialmente condannato la tesi molinista ha sempre prediletto il tomismo) per farmi dire il contrario di ciò che ho detto.

                    Che dire, complimentoni.

                  • Eliah ha detto in risposta a lorenzo

                    In sintesi, la Misericordia non segue il pentimento.
                    Il pentimento, necessario per essere perdonati dai peccati mortali e per non morire nell’impenitenza finale, è al contrario preceduto è causato da Dio che usa Misericordia dando la Grazia efficace, che pre-muove la volontà del peccatore a far si che, liberamente, egli accetti la Grazia.

                    Ecco perché, ad esempio, alla fine della prima delle quindici orazioni di Santa Brigida si recita

                    “In memoria di tali dolori ti prego, dolcissimo Gesù: concedimi prima della mia morte, il vero pentimento, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati. Amen.”

                    Proprio perché il pentimento è dono di Dio, dono di Misericordia di Dio. Dono che non è obbligato a concedere. Infatti Dio, per essere tale, deve essere giusto (cioè deve donare a tutti almeno la Grazia sufficiente), non “deve” essere Misericordioso. La Misericordia è gratuita proprio perché va oltre la Giustizia ed è dono completamente libero di Dio.

                    Quando Dio invece usa la misura della Giustizia non ha altro da fare che lasciare la sola grazia sufficiente, e certamente il peccatore non si pentirà, rifiutando la Grazia sufficiente (che pure per se sarebbe sufficiente a salvare, come dice la parola stessa, se il peccatore non la rifiutasse) per propria esclusiva colpa dannandosi.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Eliah

                      Neghi forse di aver scritto che Giuda non si sia pentito perché Dio non ha voluto che si pentisse?

                    • Eliah ha detto in risposta a lorenzo

                      Si, lo nego. Dio ha concesso a Giuda la Grazia sufficiente, perciò Giuda si è dannato perché, per sua colpa, ha rifiutato tale Grazia.

                      Dio ha voluto la salvezza sia di Giuda che di San Paolo, poiché “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della Verità” (1 Tim 2,4).

                      San Tommaso spiegava che alcuni si salvano e altri no distinguendo in Dio tra volontà assoluta, efficace e conseguente, e volontà condizionale, inefficace e antecedente.

                      Come ho scritto sopra, sono costretto ad autocitarmi

                      “La volontà efficace o assoluta (conseguente) di Dio si compie sempre infallibilmente. Infatti niente di reale e di buono può avvenire al di fuori della causalità efficiente di Dio. Le cause seconde agiscono solo col “concorso naturale” di Dio e sussistono solamente se conservate nell’essere da Dio (S. Th., I, q. 19, a. 6).”

                      Perciò se Dio vuole la salvezza di San Paolo con volontà assoluta, efficace e conseguente, San Paolo certamente si salverà, non importa quanto fosse indurito, perché Dio gli donerà, per misericordia del tutto immeritata, la Grazia efficace, cioè quella Grazia che, corne diceva Sant’Agostino “nessun cuore, per quanto indurito, rifiuta, perché è data proprio per toglierà la durezza di cuore”,

                      Tale che San Paolo, liberamente, non solo si è lasciato trascinare e portare alla salvezza dalla Grazia efficace di Dio, ma ne ha ricevuta di così abbondante che è diventato Santo e una delle due colonne principali su cui è fondata la Chiesa.

                      Questo è avvenuto perché Dio ha usato Misericordia con lui.

                      La salvezza di Giuda è stata voluta con volontà conseguente, condizionale e inefficace, Dio infatti ha permesso che tale volontà antecedente non si realizzasse permettendo che Giuda si dannasse, permettendo che Giuda, rifiutando la Grazia sufficiente, morisse nell’impenitenza finale.

                      Non c’è alcuna ingiustizia in questo, perché è colpa di Giuda l’aver rifiutato la Grazia sufficiente, che Dio dona a tutti.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Eliah

                      Neghi forse di aver affermato che Giuda non si è pentito perché Dio non gli ha concesso la grazia efficiente?

  5. Fabio ha detto

    Quello che è accaduto realmente in Vaticano, nel febbraio del 2013, rimane un segreto relegato nel confessionale tra Papa Benedetto XVI e il Signore.

    Nessuno mai potrà sapere, neanche un domani, cosa o chi indusse veramente il pontefice a dimettersi in modo spontaneo, perché certamente qualcosa o qualcuno ha giocato in modo determinante alle sue dimissioni, ma ciò non toglie che l’ultima decisione fu certamente e solamente SUA e di nessun altro.

    Non affannatevi perciò a voler indagare sui motivi psicologici e le eventuali colpe morali del pontefice dimissionario, poiché a nessuno deve riguardare. É un segreto che rimarrà nel confessionale.

    La sola domanda che c’è da porsi è la seguente: riconosco Papa Francesco come legittimo successore di Papa Benedetto XVI e Vicario in terra della Chiesa Cattolica di Cristo?

    • Pippo ha detto in risposta a Fabio

      nessuno mette in dubbio sia che le dimissioni di Papa Benedetto siano state una sua libera decisione sia il fatto che Papa Francesco sia il legittimo successore, per questo basta il codice di diritto canonico. Quello che non viene mai analizzato in modo dettagliato è il contesto nel quale Papa Benedetto so trovò ad operare.

      • jacky ha detto in risposta a Pippo

        Nessuno lo mette in dubbio? Mons. Negri lo ha messo in dubbio, Socci lo ha fatto, Tosatti pure e anche gli antisemiti americani vicini a Lefebre. Ma in quale mondo vivi, Pippo??

        • Pippo ha detto in risposta a jacky

          messo in dubbio cosa? Mons. Negri ha detto “ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano” non ha detto che le dimissioni non sono state una libera decisione o che l’elezione di Papa Francesco non sia valida, cerchi di capire quello che si dice prima di commentare in modo impreciso.

          • Katy ha detto in risposta a Pippo

            Se ci sono responsabilità dentro e fuori il Vaticano significa dire che le dimissioni di Ratzinger non erano libere, altrimenti basterebbe credere a come lui le ha più volte giustificate. Senza contare che Negri va a ricordare i gruppi che hanno chiesto a Trump un’inchiesta…quindi è stato fatto credere che Benedetto XVI sia un bugiardo davanti a tutti e un uomo debole che scappa davanti alle pressioni. E Pippo cosa fa? Anche lui si aggrega nella diffamazione di Benedetto!

            • Pippo ha detto in risposta a Katy

              forse, gentile Katy, non hai letto bene i miei commenti. Ho sostenuto che non c’è stata una pressione diretta a far dimettere Papa Benedetto ma un clima di aggressione contro di lui e fatti riprovevoli accaduti nella cerchia delle persone a lui più vicine. L’aggressione continua e costante da parte del mondo laicista mondialista e multiculturalista è stato indirizzato alla sua opera di difesa dei valori non negoziabili, posizione incompatibile con chi vuole una società scristianizzata che vuole ridurre l’uomo all’homo oeconomicus, senza radici, tradizioni e valori. Anche la sua posizione sulla impossibilità di giungere alla verità tramite la sola ragione non poteva essere accettata da massoni ed illuministi che governano l’Unione Europea. Tutto ciò ha indebolito un uomo di 85 anni che ha preso l’unica decisione che poteva prendere, dimettersi. Ma la mia domanda è un’altra, come mai con l’elezione di Papa Francesco tutto ciò è finito, anzi il Papa sembra essere il beniamino di quel mondo? Come mai?

              • Fabio ha detto in risposta a Pippo

                Probabilmente perché l’attuale pontefice appare, sottolineo appare, meno rigoroso, meno formale e meno austero nella dottrina, rispetto al suo predecessore.
                Questa distorsione d’immagine, (che non rispecchia la verità), potrebbe aver indotto i nemici della Chiesa, a ritenere Papa Francesco una persona facilmente circuibile e malleabile, rispetto a Benedetto XVI.
                Sostanzialmente lo ritengono un debole, un soggetto fragile ed aperto ai valori non negoziabili, per quel suo modo umile e mite di parlare e gesticolare, ma in realtà il Pontefice ha una tempra tenace e determinata, umile e mite sì, ma non per questo sprovveduto o disposto a scendere a compromessi, tant’è vero che nulla è sostanzialmente cambiato dopo Ratzinger, se non qualche piccolo intervento in ambito pastorale. Lo stesso Ratzinger, ha poi ammesso di sentirsi protetto da Bergoglio.
                Questo è ciò che penso veramente io.

                • Fabio ha detto in risposta a Fabio

                  Può anche darsi che mi sbagli, però io sono convinto che la storia mi darà ragione, su quanto ho esposto sopra.

  6. Gianfranco ha detto

    Mi pare di capire che chi ha dubbi sull’azione di questo Papa perchè agisce in modo differente da come vorrebbe, rimpiange il vecchio Papa. Perchè?
    Le pressioni per favorire le dimissioni del Papa non hanno ragion d’essere. Benedetto XVI è il primo Papa (a parte Celestino V nel Medioevo) che si è dimesso. Prima di allora era impensabile solo formulare, e figurarsi sollecitare, la possibilità di questo evento. E’ stato Benedetto XVI il primo a spiegare teologicamente e successivamente utilizzare questa possibilità, in tempi moderni.
    Se davvero ci fosse stato un complotto sarebbe stato più semplice ucciderlo che farlo dimettere. Pensate ad esempio al maggiordomo di Papa Benedetto che era psicologicamente fragile: se qualcuno avesse voluto avrebbe potuto usarlo impunemente. E’ stato fatto con Arafat e con altri meno noti.
    La causa delle dimissioni di Benedetto XVI è da ricondurre alle motivazioni da lui stesso addotte: dopo una lunga riflessione ha deciso di non poter farcela più con le sole proprie forze. Non c’è nessun complotto. Chi lo pensa è perchè mal sopporta chi è venuto dopo.

    • lorenzo ha detto in risposta a Gianfranco

      Sai qual è la differenza tra un complotto ed un sottile e velato ostracismo?
      Se non lo sai vatti a leggere la storia di papa Celestino V, poi leggiti il suo atto di rinuncia e confrontalo con quello di papa Benedetto XVI.

      • jacky ha detto in risposta a lorenzo

        Qui non si parla di “velato ostracismo” ma di pressioni di Obama, tanto da richiedere un’inchiesta da parte di Trump. E Ratzinger secondo te si dimette per un “velato ostracismo”?? Paolo VI allora cosa avrebbe dovuto fare? Ma davvero siete cattolici voi?

        • lorenzo ha detto in risposta a jacky

          Non mi interessano le cavolate tipo pressioni di Obama…
          Sai come si può distruggere moralmente e psicologicamente una persona? Con un sottile e velato ostracismo.
          Sai come si nasconde una mela avvelenata? Mettendola in mezzo ad altre mele.
          Sai come si distoglie l’attenzione dalle indebite pressioni? Si mettono in campo presunti complotti.

          Paolo VI ha parlato di fumo di satana che si stava insinuando nella Chiesa: se ha continuato ad insinuarsi fino ad ora, molte cose sono assai probabili…

          inde

          • Katy ha detto in risposta a lorenzo

            1) Le cavolate delle pressioni di Obama le hanno sparate Socci e Negri, non mi sembra che tu abbia preso le distanze da loro.

            2) Il “velato ostracismo” è una nuova teoria complottista di cui tu sei autore, lascia il tempo che trova.
            3) Benedetto ha spiegato chiaramente di aver scelto liberamente, i complottisti (anche quelli velati) si mettano il cuore in pace.

            • lorenzo ha detto in risposta a Katy

              1- Perché dovrei prendere le distanze da Socci quando non condivido quello che scrive?
              – Perché dovrei prendere le distanza da mons. Negri sulle pressioni di Obama quando lui stesso afferma: ““Io non ho mai detto questo e basta leggere il testo completo delle mie dichiarazioni. Ho solo preso lo spunto da recenti notizie di cronaca che arrivano dagli USA, in particolare quanto pubblicato da Wikileaks e ho ricordato che su quell’episodio sarebbe opportuno verificare, cosa peraltro invocata da cattolici degli Stati Uniti”?

              2- Il “velato ostracismo”, se non ti fosse chiaro, si attua sia insinuando che certi corvi non avrebbero avuto buon gioco se il timone fosse stato retto con mano più ferma senza dare una mano a reggere il timone, sia mettendo in moto un venticello che potrebbe portare la nave fuori rotta insinuando poi che non si è in grado di seguire la rotta.
              Papa Benedetto, se ti premuri di leggere le parole con cui rinuncia a “governare la barca di san Pietro”, afferma che “è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.”.

              3- Il ritenere che non vi sia stato alcun “incoraggiamento” alla rinuncia di papa Benedetto è opinione rispettabilissima.
              Io ritengo invece che qualche “incoraggiamento” alla rinuncia vi sia stato.

    • Emanuel ha detto in risposta a Gianfranco

      Un analisi impeccabile quella di Zhaos! Nel clima mondiale che si sta delineando e al quale Benedetto ha cercato di indicare una Ragione Teologica e non semplicemente umanistica (l’uomo non può prescindere da Dio), non ci si può meravigliare che ci siano state delle pressioni. Non è la prima volta che l’arma bianca dei poteri forti ha agito a livello mondiale. Potevano ucciderlo? E perché mai avrebbero dovuto farlo, quando c’è la strada del terrorismo psicologico, per di più per un uomo fragile di 85 anni!? L’assassinio lo hanno usato gli uomini di potere e lo abbiamo visto, per altri personaggi che potevano intralciare il nuovo ordine mondiale che si sta cercando di creare. Può Papa Benedetto, dopo la scelta del nascondimento per un bene superiore, scelta obbligata per gli eventi che man mano si presentavano, dichiarare di esseri sentito solo e quindi costretto a delle dimissioni forzate? Come dice il Vescovo Negri il tempo sarà galantuomo e un giorno ci dirà la verità, con l’aiuto di Dio!

      • Katy ha detto in risposta a Emanuel

        Quindi Benedetto XVI ora si sarebbe dimesso perché “lasciato solo”. Ancora una volta il papa emerito ne esce come un debole che cade in depressione se non ha più appoggi. Senza contare che la solitudine di Ratzinger è un’altra invenzione di sana pianta pur di sostenere con i denti il complottismo….d’altra parte bisogna pur dare un senso alle proprie giornate.

  7. Luca ha detto

    Io penso che forse potrebbe risultare più interessante provare ad analizzare come mai tutto questo stia accadendo. Quali sono le differenze nella pastorale di Benedetto XVI e Francesco, come mai l’uno diventa il campione dei tradizionalisti, l’altro il campione dei progressisti e del dialogo ? Ha davvero senso una divisione del genere ?
    Personalmente penso che tutto questo sia reale, non il prodotto dei media o della propaganda delle due pretese parti in causa, ma il frutto di due modelli pastorali entrambi pienamente Veri ma ben distinguibili. Penso che se così é questo costringa tutti noi a ripensare la nostra idea di Chiesa e di unità.
    A me pare che in questo momento siano in difficoltà quei credenti – dai lefevriani sino ad una parte di CL (tra cui Mons. Neri e Socci) che negli ultimi decenni – in nome della Verità – hanno coltivato un’idea di Chiesa molto ancorata all’identità storica, culturale, persino etnica e all’azione politica diretta. Così come nei decenni precedenti “soffrivano” i credenti più legati alla spiritualità, ad un’evangelizzazione fondata sulla Carità e sul dialogo con le culture.
    Queste due esigenze, tutt’altro che antitetiche, sono sempre esistite nella storia della Chiesa ma prese ciascuna delle due come un’unico a sé stante conducono inevitabilmente ad incomprensioni e divisioni dolorose. Quante volte nei commenti letti sulle pagine di uccr ci siamo divisi con velenose scomuniche reciproche tra tradizionalisti e progressisti ? Se fosse giunta l’ora di una riconciliazione, di ripensarci tutti come parte di un’unico corpo capace di comprenderci tutti, tradizionalisti e progressisti ?

  8. Fabio ha detto

    Strano che vi siano poche vocazioni al sacerdozio, o a farsi asceti anacoreti, giacché leggendo la moltitudine di commenti così sincretici, contraddittori e disorientanti sulla Fede e non solo, verrebbe la voglia d’isolarsi dalla società.
    Strani anni, questi.
    Si fugge dal delirio di una quotidianità oggettivamente sempre più opprimente, ingiusta ed inquietante, cercando rifugio in altri ambiti più spirituali, ma trovando anche lì fazioni contro fazioni in un crescendo di ostinazione a voler ragione su ogni cosa.
    Comprendo il bisogno che sentiva Gesù d’isolarsi nei luoghi più silenti, mentre gli apostoli, i detrattori e la gente comune, improvvisavano simposi filosofici o tribunali popolari.

    • Katy ha detto in risposta a Fabio

      Completamente d’accordo. Con tutti questi tradizionalisti che combattono la Chiesa ora si capisce perché le chiese rimangono vuote…

  9. Fabio ha detto

    Lasciate che il Pontefice in carica si occupi del proprio ministero e non giudicatelo per la propria indole più compassionevole e misericordiosa, che austera e teologica.
    Egli non ha alcuna responsabilità diretta o indiretta nelle dimissioni del suo predecessore.

    • lorenzo ha detto in risposta a Fabio

      Rileggiti gli interventi e vedrai che chi ha collegato in modo diretto ed inequivocabile le perplessità sulle dimissioni di papa Benedetto con le critiche sull’operato di papa Francesco non sono di certo coloro che hanno espresso perplessità ma è stato un modernista.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

        Lorenzo, non sono affatto un modernista (se lo sono, a te dimostrare dove, visto che se non sbaglio il modernismo è la sintesi di tutte le eresie è una accusa grave questa; se essere a favore di alcuni cambiamenti pastorali e disciplinari che non intaccano il dogma vuol dire essere modernisti allora ti comunico che non hai idea di cosa sia il modernismo ed è meglio che eviti di parlare a vanvera), per il resto mi riferivo all’operato di vari vaticanisti e vari blog cattolici.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

        Se mi accusi di essere un modernista – accusa gravissima, visto che è l’equivalente del darmi dell’eretico- quando invece seguo semplicemente il Magistero della Chiesa (che non ha solo una applicazione conservatrice ma anche progressista, conservatorismo e progressismo sono due modi leciti di intendere e applicare la Fede, al contrario delle deviazioni ereticali tradizionaliste e moderniste), sei pregato di mostrare dove sarei modernista, cioè dove sarei eretico e dove il mio pensiero contraddirebbe il Magistero definito e definitorio.

        Grazie.

        • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

          Hai la coda di paglia?

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            No Lorenzo; semplicemente so leggere.

            Tu sopra hai scritto

            chi ha collegato in modo diretto ed inequivocabile le perplessità sulle dimissioni di papa Benedetto con le critiche sull’operato di papa Francesco non sono di certo coloro che hanno espresso perplessità ma è stato un modernista

            E siccome sono stato io a fare tale collegamento http://www.uccronline.it/2017/03/13/il-complotto-sulle-dimissioni-di-ratzinger-offende-la-sua-dignita/#comment-188078 ne consegue che il modernista di cui parli sarei io.

            Perciò non è coda di paglia. Una cortesia: smettila di reputarti così furbo, tale da poter lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Grazie.

            • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

              Attento che, assieme alla coda, vada al fuoco l’intera persona.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                Lasciamo perdere….

                Prima accusi gli altri apertamente di essere modernisti e poi chiedi se hanno la coda di paglia…

                Devi crederti molto furbo, caro Lorenzo. Ma non c’è problema, crogiolati pure in questa idea di furbizia, se ti fa stare bene chi sono io per impedirtelo?

              • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                L’unica cosa che mi dispiace è che questa idea di furbizia non sia accompagnata da un po’ di sano buonsenso, che prevede anche l’evitsre di parlare di argomenti nei quali la propria preparazione è eufemisticamente lacunosa e accusare in pubblico di eresia una persona andandosi poi a nascondere dietro un “hai la coda di paglia”, ma evidentemente secondo il tuo parametro va bene così.

  10. Giobbe ha detto

    Mons. Negri è amico personale di Benedetto XVI e persona di grande correttezza, tanto più verso un papa. Non avrebbe mai detto quel che ha detto, a mio parere, senza avere avuto o intuito un qualche consenso da parte di Benedetto XVI.

    • Katy ha detto in risposta a Giobbe

      Invece Padre Lombardi non solo è amico personale di Benedetto XVI, ma è stato da lui scelto come suo portavoce, vive in Vaticano ed è presidente della Fondazione Ratzinger. Per non parlare del segretario personale mons. Georg. Al contrario, Negri ammette di non conoscere la questione…quindi direi che è stata un’uscita imprudente e avventata. Bene hanno fatto gli amici di Benedetto XVI a smentire immediatamente, come d’altra parte ha fatto lo stesso Ratzinger in più occasioni. Farlo passare da codardo e da bugiardo è un po’ troppo per i suoi “amici personali”, non trovi?

      • Pippo ha detto in risposta a Katy

        Mons. Negri ha detto di essere certo “che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano” secondo te Mons. Negri parla a vanvera? E’ uno sciocco? Non ha fonti informative che possano sostenere ciò che dice? E’ evidente che per il buon nome della Chiesa venga smentito tutto, ma credere che sia il solito “gombloddo” ordito dalle forzeo scure della reazione in agguato mi sembra quanto meno ingenuo.

  11. Ubi Deus ibi pax ha detto

    Onestà vorrebbe che riportate anche la smentita di Mons. Negri ad alcune assurde attribuzioni (in realta bastava leggere serenamente la dichiarazione iniziale).

    Mons. Negri intervistato dalla Fede Quotidiana ha risposto cosí:
    http://www.cattoliciromani.com/8-principale/50007-la-rinuncia-al-pontificato-da-parte-di-benedetto-xvi-e-altre-notizie-sul-papa-emerito?p=1648698&ampviewfull=1#post1648698

  12. Livio ha detto

    Onestamente liquidare la vicenda è puerile, così come è scorretto delegittimare Papa Francesco.
    La Chiesa ha vissuto un evento piu unico che raro, tra l’altro la foto con i 2 papi appaiati sembra uscire da un romanzo Urania.
    D’altro canto credo nell’assoluta buona fede di Papa Benedetto, il che però potrebbe dare adito a una doppia interpretazione, la prima è che la verità nuda e cruda è quella che lui ha esposto e i media hanno riportato. la seconda è che per amore della Chiesa abbia volutamente messo a tacere alcuni retroscena poco edificanti per non incrinare il pontificato del suo successore.
    Forse non si saprà mai, ma che rimangano dei punti in sospeso è certo. Compito del cattolico è accettare la designazione di Papa Francesco.

    • Pippo ha detto in risposta a Livio

      forse è bene fare chiarezza una volta per tutte. Che la rinuncia di Papa Benedetto sia stata volontaria e decisa da lui solo in base a quanto ha detto non si mette in discussione come non si mette in discussione il fatto che Papa Francesco sia legittimamente Papa. Quello di cui si discute e lascia perplessi è altro e cioè il clima di aggressione a Papa Benedetto ed alla Chiesa portato avanti negli anni del suo pontificato ed oggi misteriosamente scomparso.

      • claudia2674 ha detto in risposta a Pippo

        Ma come scomparso ? Ma non va mai a farsi un giro su certi siti dove papa Francesco viene insultato nelle maniere più orribili e disgustose ? Per non parlare di certi giornali destrorsi tipo Libero o Il Giornale. E i manifesti già dimenticati ?

        • Pippo ha detto in risposta a claudia2674

          Papa Francesco è diventato una specie di cocco del mondo laicista, basta leggere i grandi giornaloni per capirlo. Qualsiasi cosa dica viene immediatamente interpretata secondo uno stile interpretativo tale per cui sembra che il Papa stia ribaltando la dottrina cattolica. Non è che ci voglia molto a capirlo.

        • Livio ha detto in risposta a claudia2674

          da che mondo e mondo l’applauso scatta ai presunti “affacci verso la modernità” contro le “derive oscurantiste”. I media si titillano quando credono di assistere (secondo loro) a un rilassamento della morale e della dottrina, considerandolo segno di apertura.
          I tradizionalisti li ascoltano solo coloro che si interessano direttamente della questione, dal di dentro.
          Il resto è invece osso per il grande pubblico (bue). Vedi i conformisti rapper delle iene l’altra sera.

      • Boomers ha detto in risposta a Pippo

        Bravissima Claudia!! Non è scomparso affatto, la persecuzione mediatica verso Francesco è enorme e quotidiana, solamente si sono invertite le parti. Se prima erano i cattocomunisti ora sono i cattofascisti a colpire il Vicario di Cristo!

  13. lorenzo ha detto

    Se tu vuoi andare in un locale gay è una tua libera scelta.
    Se a noi cattolici va bene il conclave per scegliere il Papa è una nostra libera scelta.

    Il battesimo non è libera scelta?
    Il fatto che tu sei nato è forse una tua libera scelta?

    • O, eta! ha detto in risposta a lorenzo

      Ho diritto di togliermi la vita è di scegliermi la religione. Perché chiamate il battesimo “marchio indelebile”?

      • O, eta! ha detto in risposta a O, eta!

        E senza accento

      • O, eta! ha detto in risposta a O, eta!

        E senza accento

      • lorenzo ha detto in risposta a O, eta!

        Per toglierti la vita basta salire al 10° piano e buttarti di sotto o se non puoi camminare, metterti un sacchetto di plastica in testa: chi ti vieta di usare questo tuo diritto?
        “marchio indelebile” è un termine per indicare che, come la vita, si riceve una volta per sempre: il battesimo può essere visto come la cancellazione totale, per una sola volta, di tutti i debiti di una persona ma, se proprio ti piace contrarre debiti, sei libero di accollartene successivamente quanti ne desideri.

  14. Pippo ha detto

    Dall’articolo di Accattoli sul Corriere della Sera per i quattro anni di pontificato di Papa Francesco

    I cinque cambiamenti (veri)
    Liberandolo dalle due ali più chiassose ma poco consistenti, il dibattito su Francesco ha acquisito, in quattro primavere, alcuni punti essenziali condivisi dalla grande maggioranza dei cattolici e degli osservatori: sotto il suo regno c’è una nuova serenità nella Chiesa e nel suo rapporto con l’umanità circostante, si viene affermando un nuovo linguaggio delle guide della Chiesa più vicino alla cultura post-moderna, si registra una minore conflittualità delle comunità cattoliche nazionali con i rispettivi Parlamenti, un loro maggiore impegno sul fronte umanitario ed ecologico.

    questo è un esempio di come un certo ambiente laicista vede questo pontificato

  15. claudia2674 ha detto

    Ho sempre pensato che chi parla di un Benedetto “ricattato” non ha nessun rispetto per il papa emerito e anzi lo insulta ! Infatti si vuole credere che un uomo di quasi 90 anni che ha dedicato la vita a Dio e che adesso dovrebbe solo aspettare la morte ed il giudizio divino abbia paura di non so chi o cosa arrivando a dimettersi perché certe cose non si sappiano. da qui il responso: Benedetto ha fatto cose orribili o Benedetto è un vile !!! Basterebbe far funzionare il cervello per capire quale disservizio si stia facendo al papa emerito.

    • Boomers ha detto in risposta a claudia2674

      Tutto fa brodo pur di colpire il suo successore. Il volto dei fantomatici ratzingeriani è ora da tutti visibile…

  16. Saverio Gpallav ha detto

    La questione della validità della rinunzia, che non può essere messa ragionevolmente in dubbio, in quanto libera, come sempre confermato da ogni parola e atto di Ratzinger, non impedisce però di far luce sul clima infame di aggressione al Papa e alla Chiesa, messo in atto da ogni direzione durante tutto e soprattutto alla fine del suo pontificato. L’amore di verità dovrebbe spingere chiunque a chiedere di svelare i documenti che confermano l’attacco subito in quegli anni dalla Chiesa e i suoi artefici, noti e ignoti. L’inusitata rinunzia papale, lungi da esser un atto di codardia di fronte a pressioni – che vi sono state – o peggio di cedimento ad una violenza non respingibile – tutta da dimostrare e francamente inimmaginabile – , è parsa invece una soluzione – giusta o sbagliata è presto per dirlo – per far cessare i formidabili attacchi che subiva la Chiesa e che rischiavano di arrecarle danni gravissimi e portarla addirittura a uno scisma

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Saverio Gpallav

      Per Saverio

      “La questione della validità della rinunzia, che non può essere messa ragionevolmente in dubbio, in quanto libera, come sempre confermato da ogni parola e atto di Ratzinger”

      La validità della rinuncia non può essere messa in discusisone anche per un altro motivo, ancora più importante: l’intera Chiesa, nel sul corpo dei Vescovi, ha accettato l’elezione di Papa Francesco, e questo è garanzia della sua legittimità.

      Se Ratzinger fosse ancora Papa e Francesco fosse stato invalidamente eletto, infatfi, Bergoglio sarebbe un antipapa, ma la totalità della Chiesa non ha mai accettato degli antipapi come Papi legittimi, c’è sempre stata una opposizione più o meno aspra, perché la Chiesa, nella sua totalità, è indefettibile

      ” un punto deve essere considerato assolutamente incontrovertibile e posto saldamente al di sopra di alcun dubbio: l’adesione della Chiesa universale sarà sempre, in sé, un segno infallibile della legittimità di un determinato pontefice, E dunque anche della esistenza di tutte le condizioni richieste per la legittimità stessa. Non serve guardare lontano per averne prova, ma troviamo immediatamente nella promessa e nella infallibile provvidenza di Cristo: ‘Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa’, ed ‘Ecco, io sarò con voi tutti i giorni’. […] Come diverrà ancora più chiaro da quel che diremo più tardi, Dio può permettere che alle volte la vacanza della Sede Apostolica si prolunghi per un lungo tempo. Può anche permettere che sorge un dubbio circa la validità di questa o di quella elezione. Non può tuttavia permettere E l’intera chiesa accetti come Papa colui che non è tale veramente e legittimamente. Così, dal momento in cui il Papa è accettato dalla Chiesa e unito a lei quale capo del corpo, non è più permesso sollevare dubbi circa un possibile vizio della elezione o una possibile mancanza di qualche condizione necessaria per la legittimità. Questo perché la menzionata adesione della Chiesa sana in radice tutti i difetti della elezione e prova infallibilmente l’esistenza di tutte le condizioni richieste.”

      (4] L. Billot, Tractatus de Ecclesia Christi, vol. I, pp. 612-613)

      “È immediatamente di fede divina che questo uomo in particolare, legittimamente eletto e accettato dalla Chiesa, è il supremo pontefice e successore di Pietro, non solo quoad se (in sé) ma anche quad nos (per noi) – anche se è molto più manifesto per noi (quad nos) quando de facto il Papa definisce qualcosa. In pratica, nessun cattolico non concorda con la nostra conclusione. […] cristo Signore ha dato responsabilità alla Chiesa di scegliersi un uomo che, per un certo periodo, sia il tipo di regola della fede appena descritto; e, conseguentemente, la Chiesa ha anche ricevuto il compito di determinare, attraverso il suo atto di accettazione, che questo uomo sia stato eletto canonicamente e legittimamente. Perché, proprio come spetta al Papa e alla Chiesa determinare quali libri sono canonici, così spetta alla Chiesa [non al giudizio privato] di determinare quale uomo è stato scelto per essere norma e regola vivente della fede. […] [Dunque questa materia] è qualcosa che la Chiesa può determinare come una verità di fede.

      La chiesa accetta l’elezione eletto come materia di fede, perché ella riceve lui come regola infallibile della fede, e come capo supremo al quale è unita – poiché l’unità della Chiesa dipende dalla sua unione con lui. […] la elezione e colui che è eletto sono proposti dai cardinali, non in quanto tali, ma in persona della Chiesa e del suo potere – perché è lei che ha affidato a loro il potere di eleggere il Papa e di dichiararne l’elezione. Perciò loro, sotto questo aspetto e per questo compito, sono rappresentativamente la Chiesa stessa. Quindi i cardinali, o chiunque altri siano gli elettori legittimamente designati dalla Chiesa (cioè dal Papa), rappresentano la Chiesa in tutto ciò che ha a che fare con la elezione del suo capo, il successore di Pietro. Proprio come il Papa riunisce i vescovi assieme in un Concilio, e tuttavia la conferma di quello e l’ultima parola in materia di fede spettano a lui, così la congregazione dei Cardinali elegge il Papa, e dichiara che egli è stato eletto, e tuttavia è la Chiesa, della quale sono i ministri, che attraverso la sua accettazione in definitiva conferma come verità di fede il fatto che questo uomo è veramente la più alta regola della fede e il supremo pontefice.

      “Tutto ciò che rimane da determinare, quindi, è l’esatto momento in cui l’accettazione della Chiesa diviene sufficiente a rendere la proposizione de fide. Ciò avviene forse non appena i cardinali propongono l’eletto ai fedeli che sono nelle immediate vicinanze, oppure solamente quando la notizia della elezione si sia sufficientemente sparsa in tutto il mondo, in ogni luogo in cui la Chiesa si trovi?
      “Io RISPONDO che (come abbiamo detto sopra) la elezione unanime dei cardinali E la loro dichiarazione è simile a una definizione data dai vescovi di un concilio legittimamente riunito. Per di più, l’accettazione della chiesa è, per noi, come una conferma di questa dichiarazione. Ora, la accettazione della Chiesa si realizza sia negativamente, per il fatto che la Chiesa non contraddice la notizia della elezione ovunque questa diventi nota, che positivamente, per la graduale accettazione dei prelati della Chiesa, a cominciare dal luogo della elezione, fino a estendersi al resto del mondo. Appena gli uomini vedono che un Papa è stato eletto, e che la elezione non è stata contestata, essi sono obbligati a credere che l’uomo sia il Papa, e ad accettarlo.”

      ( Cursus Theologicus, Tomo 6, Q 1-7 Sulla Dede, Disputazione. 8.)

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Saverio Gpallav

      Scusa ho fatto casino col quote.

  17. Vincent Vega ha detto

    Chiedo scusa alla redazione per essermi fatto trascinare sopra con Lorenzo, spero di aver chiuso l’ot. 🙂

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