Benedetto XVI smentisce (ancora) Antonio Socci: «Il terzo segreto di Fatima rivelato per intero»

Benedetto XVI scriveSi dicono “ratzingeriani”, ma ogni volta che Benedetto XVI interviene pubblicamente è un duro colpo per loro. Parliamo in particolare di Antonio Socci, oggi punta di diamante dell’antipapismo italiano.

Pochi giorni fa il giornalista toscano ha ricevuto una plateale smentita da parte di Benedetto XVI sul teorema da lui ideato circa il terzo segreto di Fatima, a cui ha dedicato anni di lavoro e perfino un libro: Il quarto segreto di Fatima (Rizzoli 2006). In esso ha sostenuto che vi sarebbe una parte «esplosiva» del Segreto che riguarderebbe la Chiesa e il mondo di oggi, ma che il Vaticano non pubblica perché si tratterrebbe di una «profezia di un’immane sciagura per il mondo e una grande apostasia e crisi della Chiesa. Una prova apocalittica al termine della quale – disse la Madonna stessa a Fatima – “il mio Cuore Immacolato trionferà”.

Apocalitticismo, il Vaticano che nasconde i segreti, profezie catastrofiche: Socci non abbandona mai il sensazionalismo ha perfino coinvolto Benedetto XVI, il quale avrebbe «confermato implicitamente» tutto questo, smentendo la voce ufficiale della Chiesa, che invece ha sempre ribadito il contrario. In particolare il card. Tarcisio Bertone, che da segretario dell’ex Congregazione del Sant’Uffizio (quindi “vice” di Ratzinger), incontrò più volte la veggente suor Lucia, ha ben chiarito le cose nel libro L’ultima veggente di Fatima (Rizzoli 2007): il Segreto è stato rivelato interamente.

Come spesso accade, tuttavia, le risposte ufficiali diventano incredibilmente delle conferme per i teorizzatori di ipotesi alternative, ed infatti in questi anni Socci ha proseguito a ribadire la sua tesi, sviluppatasi oltretutto anche sulle chiaramente farneticanti dichiarazioni del terrorista turco Alì Agca. Nel suo libro su Fatima, il giornalista toscano scrive: «Che vi sia una parte del Segreto non svelata e ritenuta “indicibile” è certo». Ma le “certezze” che Socci offre ai suoi lettori, dicevamo all’inizio, sono state confutate dall’intervento recente di Benedetto XVI, il quale ha voluto replicare ad alcuni articoli contenenti dichiarazioni attribuite al professor Ingo Dollinger, secondo cui quando era cardinale Ratzinger avrebbe confidato che il Segreto non era stato svelato completamente. «Il Papa emerito Benedetto XVI», si legge nel testo diffuso dalla Sala stampa vaticana, «comunica “di non aver mai parlato col professor Dollinger circa Fatima”, afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al professor Dollinger su questo tema “sono pure invenzioni, assolutamente non vere” e conferma decisamente: “la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa”». Nessun quarto segreto di Fatima, quindi.

Non è la prima volta che negli interventi di Benedetto XVI si può leggere una indiretta smentita alle tesi del giornalista di Libero: se il suo leit-movie è la totale discontinuità tra Francesco e i suoi predecessori, Benedetto XVI ha scritto invece di essere «grato di poter essere legato da una grande identità di vedute e da un’amicizia di cuore a Papa Francesco» (lettera confermata dallo stesso Ratzinger). Il Papa emerito ha anche smentito il teorema di Antonio Socci sul fantomatico “attacco occulto”, da lui sostenuto come causa delle sue dimissioni, replicando in prima persona («Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino» ha scritto, «unica condizione della validità è la piena libertà della decisione»), e in “seconda persona” tramite l’intervento del suo segretario personale, mons. Georg Gänswein: «Benedetto stesso ha detto di aver preso la sua decisione in modo libero, senza alcuna pressione. La consapevolezza che le forze del corpo e dell’animo venivano meno, di dover guardare non alla propria persona ma al bene della Chiesa. Le ragioni sono nella sua declaratio».

Più recentemente, Socci ha contrapposto la visione della misericordia di Benedetto XVI e di Padre Pio a quella di Francesco (scrivendo: «La misericordia testimoniata da padre Pio – diversamente da quella di Bergoglio – era inseparabile dalla giustizia e dalla verità. Padre Pio infatti diceva di temere la misericordia perché se ne può abusare. Il suo insegnamento ricalca quello di Giovanni Paolo II (con S. Faustina) e di Benedetto XVI»), ricevendo ancora una volta smentita da Benedetto XVI, il quale ha evidenziato il legame tra la misericordia di Suor Faustina e quella di Giovanni Paolo II, aggiungendo che «Papa Francesco si trova del tutto in accordo con questa linea. La sua pratica pastorale si esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio».

Tornando a Fatima, il capitolo è quindi definitivamente chiuso? Ovviamente no, anche se Socci non ha voluto commentare queste parole del Papa emerito, che mandano inevitabilmente all’aria i teoremi catastrofici, il suo lavoro di anni e le sue “certezze” spacciate come verità, ci ha pensato lo storico tradizionalista Roberto De Mattei a sostenere, guarda caso, che «la smentita non convince». Benedetto XVI quindi, se ne deduce, mentirebbe da decenni alla Chiesa e al mondo intero per tenere segreto “l’indicibile” Segreto. La posizione irrazionale dei tradizionalisti, attaccati al complottismo esoterico, è proprio il tradimento del magistero di Benedetto XVI, che ci ha insegnato invece a tenere unita la fede alla ragione. Il vero segreto, infatti, è che una autentica fede cristiana è ben lontana da tutto questo, non si abbandona al misterismo apocalittico e non rimane incastrato in esso. Nel commento teologico ufficiale del Terzo segreto di Fatima, da parte dell’allora card. Joseph Ratzinger, dopo aver puntualizzato già ai tempi che il Segreto è stato «pubblicato integralmente», vi si aggiunge: «Chi legge con attenzione il testo del cosiddetto terzo “segreto” di Fatima, resterà presumibilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni che sono state fatte. Nessun grande mistero viene svelato; il velo del futuro non viene squarciato».

 

Post scriptum
Nel suo quotidiano insulto a Papa Francesco, oggi Antonio Socci ha scritto che il Papa gli «fa pena» perché «non si vuole mischiare con le pecore», avendo atteso la processione del Corpus Domini all’arrivo ed essendosi rifiutato di inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento, aggiungendo una citazione estrapolata di Benedetto XVI: «l’incapacità a inginocchiarsi appare addirittura l’essenza stessa del diabolico». Socci ha quindi usato Papa Ratzinger per dare del satanico al suo successore, oltretutto diffondendo due calunnie. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha spiegato, fin dal 2014, che Francesco rinuncia alla processione a piedi per motivi di stanchezza fisica e perché «l’attenzione dei fedeli rimanga concentrata sul Santissimo Sacramento esposto e portato in Processione», piuttosto che sul Papa. Altra menzogna è il mancato inginocchiarsi davanti al Santissimo, cosa che invece Papa Francesco fa abitualmente (almeno quando le ginocchia glielo consentono), come dimostrano queste fotografie (e questo video dal minuto 2:13:11).

bergoglio inginocchiato

 

AGGIORNAMENTO 29/05/16
Il giornalista Antonio Socci ha voluto replicare a questo articolo (sorvolando sulle sue false affermazioni rispetto al mancato inginocchimento di Francesco davanti al Santissimo), ma la toppa è peggiore del buco. Oltre a mettere velatamente in dubbio l’autenticità del comunicato ufficiale della Santa Sede, ha sostenuto che il Vaticano avrebbe sì pubblicato tutto il terzo Segreto, ma ritenendo “non sovrannaturale” un presunto scritto di suor Lucia, «tuttora sconosciuto e resta il mistero sul suo contenuto». Socci, nonostante ammetta di non conoscerne il contenuto, conclude inevitabilmente che tale presunto scritto sia chiaramente apocalittico e profetizzi un’apostasia della Chiesa nei suoi massimi livelli, per questo il Vaticano e tutti i pontefici da Papa Roncalli a Francesco, passando per Wojtyla e Ratzinger, lo stiano tenendo nascosto al mondo perché «alquanto imbarazzante per un Pontefice». Non solo, ma sostiene addirittura che Benedetto XVI si sia tradito e abbia menzionato il contenuto di tale scritto, -che nel frattempo teneva nascosto in Vaticano-, in alcune sue citazioni pubbliche (dove in realtà parla della “missione profetica di Fatima” e non di un presunto scritto che nel frattempo era da lui nascosto in Vaticano). Per finire, il giornalista toscano ha concluso che nel 2017 terminerebbero «le sofferenze e le prove della Chiesa», cioè il terribile martirio di una Chiesa annichilita che sarebbe stato profetizzato nel solito presunto scritto di suor Lucia.

Se ne deduce che per Socci, entro il 2017 inizierà e si concluderà la catastrofica profezia contenuta nel presunto scritto di suor Lucia, che Benedetto XVI e i suoi predecessori avrebbero nascosto per motivi di imbarazzo e “neutralizzato” ritenendolo “non sovrannaturale”. Probabilmente alla fine del 2017, quando nulla accadrà, qualcuno dirà che la profezia apocalittica in realtà dovrà verificarsi tra altri due, cinque o nove anni, estrapolando altre citazioni, scelte per l’occorrenza. Un po’ come la profezia contenuta nelle apparizioni di Anguera sulla distruzione di Roma che, sempre Antonio Socci, ha allarmato si sarebbe dovuta verificare il 23 marzo scorso, senza ovviamente premurarsi di controllare della smentita da parte del sito ufficiale. Tornado a Fatima e lasciando perdere l’apocalitticismo, suor Lucia ha confermato che la visione avuta si è realizzata e conclusa con l’attentato a Giovanni Paolo II e ha interpretato la terza parte del “segreto” non in uno scritto nascosto e neutralizzato come non sovrannaturale da Benedetto XVI e “colleghi”, ma in una lettera a Giovanni Paolo II del 12 maggio 1982, riferendosi agli errori dell’Unione Sovietica. Il card. Tarcisio Bertone, vice di Ratzinger alla Congregazione del Sant’Uffizio, dopo aver a lungo conversato con la veggente, ha replicato proprio ai sostenitori dello scritto di suor Lucia nel libro L’ultimo segreto di Fatima (edizione 2007 e 2010): «Quella parte del discorso in prima persona non è stato censurato perché non esiste. Non esiste quel testo. E non lo affermo per partito preso, ma perché la conferma che la terza parte del “Segreto” è quella pubblicata, è venuta direttamente da suor Lucia. La profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato (da suor Lucia e da tutti i pontefici, ndr). Non ci si vuole arrendere all’evidenza». E, come ha rilevato il vaticanista Andrea Tornielli: la prefazione delle due versioni del libro del card. Bertone è formata da una lettera di Benedetto XVI.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

63 commenti a Benedetto XVI smentisce (ancora) Antonio Socci: «Il terzo segreto di Fatima rivelato per intero»