Le false profezie di Malachia e della Emmerich sui “due papi”

malachia e false profezie 
 
di Chrisrose D’arco
da No al Satanismo, 30/04/16
 
 

Immancabile in tante persone la smania di correre dietro alle “profezie”, tanto più gettonate quanto più possono far pensare a una prossima fine del mondo. Come se il 21 dicembre 2012 non avesse insegnato niente!

Gruppi di estremisti tradizionalisti o ai margini della Chiesa cattolica (come la setta della “veggente” Maria Divina Misericordia e la setta di Gallinaro), e altri seguaci di false o non approvate rivelazioni private cattoliche, fanno un gran polverone con la presunta “profezia dei due papi“. Un’altra molto gettonata è la “profezia dell’ultimo papa o profezia sui Sovrani Pontefici” falsamente attribuita a San Malachia.

 

PROFEZIA “DEI DUE PAPI”
La “profezia dei due papi” è tratta dagli scritti della beata Anna Caterina Emmerich. Molti tradizionalisti (ed anche la stessa falsa veggente Maria Divina Misericordia, MDM), sostengono che tale “profezia” riguarda la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II e, in particolare, il rapporto tra Papa Francesco e Benedetto XVI. Il testo dimostra chiaramente che questo è del tutto falso: innanzitutto, le parole trascritte della Emmerick non sono una profezia, ma una visione. Sappiamo inoltre che dal 1819 fino al giorno del suo trapasso, nel 1824, la Emmerick dettò le sue visioni al poeta romanticista Clemens Brentano, che trascrisse quanto diceva seduto al capezzale della beata: ciò mette ulteriormente in guardia dall’interpretare a piacimento tali rivelazioni private. Occorre cautela nel fare parallelismi pericolosi nell’ambito di un discernimento che spetta soltanto al Magistero della Chiesa!

La visione della Emmerick riguarda la situazione della Chiesa nel IXX secolo, e sono identificati i due papi: Bonifacio IV, che regnò nel 608-615 e Pio VII, regnante nel 1800-1823. I passaggi rilevanti sono questi: «Poi ho avuto una visione meravigliosa. Roma mi è apparsa improvvisamente nei primi tempi … ho visto un Papa e un imperatore il cui nome non conoscevo. Non riuscivo a trovare la mia strada nella città, anche le cerimonie sacre; eppure le ho riconosciute come cattoliche […]. Quando avevo assistito a questa visione, anche nei più piccoli dettagli, ho visto ancora una volta l’attuale Papa (Pio VII) e la chiesa buia del tempo a Roma. Sembrava essere una grande, vecchia casa come un municipio con colonne di fronte… [questa descrizione si adatta ad un tempio massonico di quel tempo, nda]. Poi ho visto la connessione tra i due papi e i due templi […]. Il quadro era favorevole ai primi tempi, perché in loro l’idolatria era in calo, mentre a nostri giorni è proprio il contrario» (da “La vita e le rivelazioni di Anna Caterina Emmerick completi”, p. 277 e segg.).

Il card José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, ha ritenuto non autentici gli scritti attribuiti alla Emmerick: «La beata (Anna Katharina Emmerick, 1774-1824) ci ha lasciato di sicuro solo tre lettere. Gli altri scritti, che le vengono erroneamente attribuiti, hanno diversa origine: le “visioni” della Passione di Cristo furono annotate, rielaborate con grande libertà e senza alcun controllo, dallo scrittore tedesco Clemens Brentano (1778-1842) e vennero pubblicate nel 1833 con il titolo: “L’acerba passione di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo”. Pertanto, le opere in discussione non possono considerarsi né scritte né dettate dalla Emmerick e neppure autentiche trascrizioni delle sue affermazioni e delle sue narrazioni, ma un’opera letteraria del Brentano e con tali ampliamenti e manipolazioni che è impossibile stabilire quale sia il nucleo vero e proprio da potersi attribuire alla beata. Ne consegue che gli scritti in questione non sono lo specchio verace del pensiero e delle esperienze mistiche della monaca agostiniana. Le singole affermazioni, sia quelle che esprimono una sana religiosità, sia quelle che presentano stranezze e sentimenti antisemiti, sono scaturite dalla creatività e dalla fantasia artistica del Brentano» (J.S. Martins, in L’Osservatore Romano, 7/10/2004).

 

PROFEZIA DI MALACHIA
Passiamo a considerare la profezia di Malachia, citando dal libro 2012. Catastrofismo e fine dei tempi (Piemme 2010). Si tratta di un elenco di 111 papi apparso, 450 anni dopo la morte di Malachia, in un’opera in lingua latina del monaco benedettino Arnoldo Wion, Lignum Vitae (1595), il quale lo ha introdotto così: «San Malachia morì il 2 novembre 1148. Noi possediamo tre lettere di San Bernardo a lui indirizzate, le epistole CCCXIII, CCCXVI e CCCXVII. Si crede che egli abbia scritto pure qualche opuscolo. Ma di lui non conosco che una certa profezia sui Sovrani Pontefici. Siccome questo scritto è breve e a quanto pare non è stato ancora stampato, lo riproduco qui per rispondere al desiderio di parecchi». L’elenco parte da Celestino II (1143-1144) e ognuno dei papi è definito da un breve motto in latino che dovrebbe metterne in evidenza il nome, il simbolo, il luogo di provenienza o comunque un elemento che lo contraddistingue. Dopo l’elenco dei 111 papi, nel manoscritto si trova questa frase: «Nella persecuzione estrema, il trono della Santa Romana Chiesa verrà occupato da Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge fra molte sofferenze, finite le quali la città dei sette colli verrà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il proprio popolo. Fine (o Amen)».

La “profezia” era già tornata di grande attualità dopo la morte di Giovanni Paolo II, che era il 110mo nell’elenco e ovviamente lo è ancora di più da quando Benedetto XVI ha rinunciato al ministero di vescovo di Roma. L’autenticità della “profezia” è stata però ripetutamente smentita da una seria ricerca storica. San Malachia è stato una figura molto importante della Chiesa irlandese e del monachesimo cistercense, San Bernardo ne ha scritto la biografia citando tutti gli aspetti possibili, personali e di governo della Chiesa, senza mai menzionare presunte profezie o rivelazioni personali riguardo al succedersi dei Papi. Il che sarebbe davvero strano se ci fosse stato un manoscritto del genere. In secondo luogo, il riferimento ai Papi precedenti il 1590 è abbastanza preciso, con motti che richiamano lo stemma o il casato, mentre per i Papi successivi il riferimento è molto più vago e diventa possibile solo andando alla ricerca di elementi eterogenei cosa che, tra l’altro, renderebbe possibile la compatibilità con qualsiasi personaggio. Ad esempio, il primo papa della lista, Celestino II, è definito Ex castro Tiberi, con allusione al luogo di origine del Papa, che nacque a Città di Castello, sul fiume Tevere. Eugenio III (1145-1153) è definito Ex magnitudo montis, e anche qui il riferimento è al luogo di nascita: Montemagno, in provincia di Pisa.

Se invece guardiamo ai papi della nostra epoca, le interpretazioni date ai rispettivi motti sono a dir poco forzate. Giovanni XXIII sarebbe Pastor et Nauta (pastore e marinaio) con riferimento al suo mandato di Patriarca di Venezia (antica repubblica marinara) o al ruolo di “traghettatore della Chiesa nel mare della modernità” attraverso il Concilio Vaticano II. Paolo VI è indicato dal motto Flos Forum, fiore dei fiori, definizione che alcuni attribuiscono al giglio: nello stemma di Paolo VI compaiono tre gigli. Giovanni Paolo I è De Medietate lunae, che molti hanno riferito al fatto che il suo pontificato – 33 giorni – è durato “il tempo di una luna” con riferimento al mese lunare; in realtà il mese lunare è di 28 giorni e mezzo mese lunare, come indica il motto, è quindi di 14 giorni. Giovanni Paolo II sarebbe De labore solis, che alcuni vedono come riferimento alla provenienza da un Paese dell’Est (dove sorge il sole). Benedetto XVI sarebbe poi De gloria olivae, motto che fa faticare non poco gli esegeti di Malachia: l’interpretazione che va per la maggiore fa riferimento al nome Benedetto sostenendo che i benedettini sono chiamati anche olivetani, il che però non è vero in quanto gli Olivetani sono soltanto un ramo riformato del monachesimo benedettino; più recentemente ci si è riferiti al fatto che Benedetto XVI ha canonizzato il fondatore degli Olivetani, san Bernardo Tolomei, ma si vede che per poter rendere credibile la profezia bisogna fare un notevole sforzo di fantasia. Del resto come non notare che un motto del genere è così vago da potersi adattare a chiunque? Ad un papa italiano (terra degli ulivi) come ad un papa mediorientale o nordafricano (di carnagione olivastra) o anche ad un papa impegnato per la pace (l’ulivo è simbolo di pace). Qualcuno prima del conclave che ha poi portato all’elezione del cardinal Ratzinger, aveva visto nella profezia di Malachia un rafforzamento della candidatura al papato del cardinal Martini: era sicuramente qualcuno esperto di cocktail visto che aveva associato l’oliva al Martini.

Un altro elemento sottolineato dai critici è il fatto che nell’interpretazione classica, nell’elenco dei Papi sono considerati anche dieci anti-papa, il che è quantomeno curioso. Per la Chiesa gli anti-papa non possono essere certo inclusi nella successione di Pietro (tanto è vero che l’esistenza di un anti-papa Giovanni XXIII all’inizio del XV secolo non ha impedito che papa Roncalli assumesse quel nome nel 1958) né nella profezia si fa menzione di eventuali anti-papa, come ci si aspetterebbe. Se dovessimo perciò togliere gli anti-papa dall’elenco troveremmo che Benedetto XVI non sarebbe più il 111esimo Papa della lista ma soltanto il 101mo, con tanti auguri agli esegeti per trovare un nuovo aggancio tra persona e motto.

Un ultimo problema riguarda il 112esimo della lista, Petrus Romanus. Secondo alcuni storici si tratterebbe di un’aggiunta al testo inserita nel XIX secolo, ma a parte questo, la profezia non parla di un 112esimo papa. La cosa ha dato adito a due interpretazioni. La prima è che ci possano essere altri papi dopo il numero 111 e prima di Petrus Romanus, che poi nella tradizione è diventato Pietro II: in questo caso la fine della Chiesa e del mondo sarebbe rimandata a data da destinarsi. La seconda è che dopo Benedetto XVI non ci sia un altro Papa, ma un “reggente” che guidi la Chiesa senza che ci siano tempo e condizioni per la convocazione o la conclusione di un conclave. In questo caso la fine sarebbe davvero prossima: al venir meno di un papa (per morte o, come in questo caso, per rinuncia) la reggenza della Chiesa spetta infatti, fino all’elezione del papa successivo, al cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Quindi, dopo la rinuncia di Benedetto XVI, ci sarebbe dovuto essere come reggente il Camerlengo, che in quel momento era il cardinale Tarcisio Bertone, che era anche segretario di Stato vaticano. Ebbene, il nome completo del cardinale Bertone è Tarcisio Pietro Evasio, nato a Romano Canavese: ed ecco fatto Petrus Romanus, a patto di non farsi domande sul perché Malachia avrebbe indicato il secondo nome e non il primo, e usato come aggettivo (Romanus) il nome della città che in questo caso è sostantivo.

Ma, del resto, quando si è fermamente intenzionati a credere al catastrofismo apocalittico, si prende per buono tutto ed il contrario di tutto…

 

POST-SCRIPTUM
Nel libro-intervista Ultime conversazioni (Garzanti 2016), il Papa emerito Benedetto XVI ha risposto ironico ad una domanda sulla “profezia” di Malachia, secondo la quale il papato terminerebbe con il suo pontificato: «Probabilmente questa profezia è nata nei circoli intorno a Filippo Neri. A quell’epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito, e lui voleva solo dimostrare, con una lista lunghissima di papi, che invece non era così. Non per questo, però, si deve dedurre che finirà davvero. Piuttosto che la sua lista non era ancora abbastanza lunga!» (p. 205).

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53 commenti a Le false profezie di Malachia e della Emmerich sui “due papi”

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  1. Laura ha detto

    E pensare che Socci ci ha perfino scritto un libro catto-catastrofista sulla profezia della Emmerich…

  2. Fabio ha detto

    A me piace leggere i messaggi che la presunta veggente argentina, Luz De Maria, riceverebbe da Nostro Signore Gesù Cristo e dalla Madonna. Ho usato il condizionale, sia perché la Chiesa non si è ancora pronunciata, sia perché qualcuno potrebbe non credervi, pur se io la considero in buona fede.
    I messaggi che ella riceverebbe dal Cielo, sono di una tale bellezza poetica, oltre che di un’infinita saggezza, che quando li leggo hanno l’effetto di dissipare ogni paturnia, paranoia o negatività presente nei pensieri.
    Non mancano comunque anche moniti riferiti a determinate parti del pianeta o specifiche nazioni, Italia compresa. Direi, anzi, che l’Italia sia spesso menzionata nell’ultimo anno, assieme agli Stati Uniti d’America, il Cile, la Francia e la Spagna.
    Altro aspetto molto interessante è ciò che Gesù riferirebbe in merito alla Sua Chiesa, nella quale vi sarebbero dei pastori che mirano a seminare zizzania fra i fedeli e a destabilizzare il vero magistero che Lui ha stabilito. Sostanzialmente parla di confusione creata appositamente per attaccare la Chiesa, ma non ho mai, sottolineo MAI, trovato riferimenti a Papa Francesco, come falso profeta, antipapa, anticristo o altro! A differenza, invece, di come usano fare altre sedicenti veggenti o mistiche.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Fabio

      Per forza, il Papa non può essere un falso profeta nè un Anticristo, per parola stessa di Cristo

      “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno” (Lc 22,31-32).

      Quella promessa vale per ogni Pietro che sta alla guida della Chiesa.

      Coloro che seminano zizzannia oggi sono proprio quelli che non accettano il Magistero del Papa permettendosi (loro) di dogmatizzare disciplinae ecclesiastiche che col dogma hanno solo un rapporto di convenienza ma che sono accidentali e riformabili. Addirittura arrivano a metterlo sotto impeachement, accusandolo sottilmente di eresia, vedi i “Dubia”, quando una mente e uno spirito aperti all’insegnamento del Santo Padre, con una buona conoscenza della Rivelazione e del Magistero (cosa che loro hanno, essendo Cardinali) risponderebbe senza problemi con cinque “Si” a tutti i dubia.

      • Sebastiano ha detto in risposta a Vincent Vega

        In compenso ci pensa Vincent Vega ad accusare – e neanche sottilmente, ma proprio palesemente – di eresia l’attuale prefetto per la congregazione per la dottrina della fede.
        Siamo a posto.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Sebastiano

          Non ho parlato di eresia, ho parlato di proposizione materialmente eretica.

          Müller dixit “non si può dire che ci sono circostanze per le quali l’adukterio non costituisce peccato mortale”

          Vs

          Catechismo della Chiesa Cattolica 1857, 1860, 1862, 2355, 2283.

          Poi non si capisce perché se dei cardinali possono permettersi di tacciare di eresia il Papa (perché i Dubia questo sono, una specie “di esame” dell’ortodossia del Papa, come se loro fossero i maestri e lui il seminarista, quando il Papa è il maestro della Fede per tutti i cattolici) io non possa tacciare di eresia una proposizione di un cardinale, specie se questa frase contraddice fragorosamente il Magistero autentico.

          Meglio questo che proporre Dubia ridicoli che trovano la loro risposta nel testo stesso di Al, come il terzo dubium al quale risponde Amoris Laetitia 305 in modo chiarissimo.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Sebastiano

          Comunque se qualcuno vede Burke gli ricordi che è dall’epifania che stiano aspettando la sua “correzione formale”.

          Che fine ha fatto detta correzione? Non lo sa Burke che è suo grave dovere levarsi e “gridare dai tetti” ( cit) contro l’eresia del Papa?

    • Steve ha detto in risposta a Fabio

      Spero siano meglio di quelli di Medjugorie che… con tutto il rispetto, lo dico non da ateo, sono banali come pochi…

      Solo fanzaga nel sul fanatismo riesce a parafrasarli in una maniera allucinante, ma più li leggo più mi chiedo se davvero la Madonna non riesca a comunicare più di quello.

      Io sono sempre dalla parte di Francesco, comunque. Che tra l’altro su questo argomento credo proprio la pensi come me…

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Steve

        Personalmwnte non ho dubbi che ci siano accadiemnti sovrannaturali a Medjugorie, ho anche testimonainze sulle quali posso mettere entrambe le mani sul fuoco. Ma è assai probabile che non si tratti della Madonna
        http://www.lastampa.it/2017/02/28/vaticaninsider/ita/vaticano/il-vescovo-di-mostar-non-autentiche-le-apparizioni-di-medjugorje-6Mmcpf2TSV83VjG2FihmkJ/pagina.html

        Più facile che sia un eggregori. O uno spirito della natura.

        In base alle descrizioni fatte del fenomeno seocndo me è così.

        • Steve ha detto in risposta a Vincent Vega

          Hai presente il famoso video in cui quel francese prova a mettere un dito nell’occhio a vika durante l’estasi, e lei si ritrae?

          Non fu il movimento in se che mi fece venire mille dubbi, ma la cazzata con cui vika si giustificò (“mi era sembrato che il bambinello scivolasse dalle mani della madonna”)

          Palese cavolata, perchè mentire quindi? Da quel momento ho più di un dubbio su medjugorie.

          Comunque condivisibile la tua tesi, e l’articolo l’ho letto proprio ieri

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Steve

            Si, ci sono state persone in visita a Medjugorie che hanno testimoniato di ver visto presenze spirituali. Una persona che conosco molto bene, che non è certo impressionabile nè malata di mente, tra l’altro pure atea al tempo, ha affermato di aver visto una figura di donna “eterea” vivono ad un veggente, poi è sparita.

            Ma ha detto che non aveva somiglianza con la raffigurazioni della Vergine e sulle sue descrizione fornite dalle rivelazioni approvate. In base al comportamento di cui parlavano i veggenti e il Vescovo che ha esaminato il tutto (ad esempio “la Madonna” che viene “obbligata” a venire in Chiesa) penso sia probabile che sia uno spirito minore, non necessariamente malvagio.

            Poi boh, non lo so, sta di fatto che è difficilissimo che sia la Madonna vera, la Madre di Dio. Tra l’altro ora che ci penso la vedevo così già l’anno scorso http://www.uccronline.it/2016/06/06/il-sole-pulsante-di-medjugorje-smentita-la-frode-e-lallucinazione-collettiva/#comment-179322

            • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

              Spirito minore? Ma che è?

              • Vincent Vega ha detto in risposta a Sophie

                Il mondo spirituale è vasto, pensa che una volta padre Amorth dovette liberare una casa da uno spirito burlone, cioè uno spirito non malvagio nè demoniaco ma lo spirito di una persona che per qualche ragione tornava sempre in quella che era stata la sua abitazione e si divertiva a spaventare gli abitanti della casa e a fare scherzi.

                I defunti per permesso di Dio possono a volte agire in questa dimensione. Comunque è un mondo poto vasto, per questo San Paolo diceva di testare gli spiriti per capire quali provenissero da Dio.

                • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

                  Scusa ma quello che dici non è cristianesimo, ma una religione fai da te che mi ricorda molto quei sedicenti sensitivi che parlano degli spiriti guida in programmi tipo “La strada dei miracoli”.
                  Non esistono spiriti burloni ma infestazioni demoniache. Al massimo si può vedere un’anima del Purgatorio che chiede preghiere.

                  • Vincent Vega ha detto in risposta a Sophie

                    Le anime del Purgatorio infatti spesso si purificando nei luoghi dove hanno vissuto, a volte però possono creare dei problemi ai nuovi abitanti. Era proprio di quello che stavo parlando.

                    Ma aldilà di questo il mondo spirituale è vasto e complesso, da lì fenomeni come Medjugorie, dove non c’è la Madonna ma ci sono comunque altre presenze. Non entro nel merito di cosa sia o non sia ma comunque certi fenomeni esistono, gli spiriti guida non c’entrano nulla.

                  • Vincent Vega ha detto in risposta a Sophie

                    Comunque è meglio lasciar perdere perché c’è ancora una mentalità troppo ristretta su certe cose.

                    La gente ha bisogno di “schemi” e spesso si teme ciò che non si conosce. Meglio lasciar perdere e rimanere convinti che tutto stia nel proprio “schemino” e che non ci sia altro, tanto male non fa. 🙂

                    • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Più che bisogno di schemi c’è bisogno di chiarezza. Non parlo tanto per parlare, mi sono dovuta far vedere da tre esorcisti.

                    • Steve ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Più che altro mi infastidisce che ogni volta che si sconfina un minimo appunto dallo “schemino”, partono bordate sul fatto che si segue una religione di comodo faidate e bla blablabla

                      Non parlo necessariamente solo di Sophie, però stica, è ugualmente arrogante credere che ogni cosa della propria visione spirituale sia quella corretta e veritiera

                    • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Scusami Vincent ma fai delle riuscite senza senso che non hanno niente della religione cristiana. Quando ho sentito parlare degli spiriti della natura mi si sono arrufati i capelli.

                    • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Ops solo ora mi sono accorta che ha risposto Steve e non Vincent.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      @Sophie

                      Vedi, è una questione di aver studiato anche altre religioni. Il cattolicesimo ha la pienezza della Verità ma semi di Verità ci sono anche in altre Fedi.

                      Ora, ci sono troppe testimonianze, anche di persone aldilà di ogni sospetto, come quella che ho menzionato, che mi fanno dire che qualcosa di spirituale a Medjugorie c’è sicuramente.

                      Sono però d’accordo con la Chiesa nel dire che non si tratti della Madonna.

                      E però è improbabilissimo (quasi impossibile, anche perché non c’entra nulla) che siano anime purganti o demoni (in quanto comunque molte persone da Madjugorie hanno avuto frutti spirituali positivi).

                      Perciò ho pensato o ad un eggregori o ad un djinn.

                      I djinn sono conosciuti dalla tradizione islamica; e non sempre sono malvagi, anzi.

                      Io mi sono fatto l’idea che esistano e che alcuni fenomeni spirituali non leggibili “cattolicamente” possano essere “colpa” (e talvolta merito; quando sono positivi) loro.

                      Certo, l’Islam sbaglia in molte cose, in primis nel negare la divinità di Cristo, ma sui djinn può avere ragione. E secondo me Medjugorie ci rientra in pieno.

                      Studiando anche le altre Fedi si riesce a dare una lettura di alcuni avvenimenti che secondo la propria tradizione sono “illeggibili”.

                    • Sophie ha detto in risposta a Vincent Vega

                      “Perciò ho pensato o ad un eggregori o ad un djinn.”

                      Vabbè lasciamo perdere…

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Poi ripeto, posso sbagliare, è solo un mio pensiero.

                      Ma siccome non esiste alcun pronunciamento dogmatico contro l’esistenza dei djinn penso che tale lettura sia lecita, dopotutto molti fenomeni non leggibili “cattolicamente” possono essere letti secondo quella chiave di lettura.

                      Ed è un dato di fatto che Medjugorie non sia leggibile cattolicamente dato che:

                      1) non è la Madonna;

                      2) però ci sono troppe testimonianze concordi nel dire che qualcosa di spirituale c’è, li;

                      3) non è compatibile col comportamento di un’anima o di più anime purganti;

                      4) non è compatibile con una azione diabolica.

                      Invece ci sono molteplici concordanze con quegli spiriti che i musulmani chiamano djinn, perlomeno stando a certe tradizioni il comportamento dell’entità è simile.

                      Poi non pretendo certo di avere certezze su questa questione, ma di certo non si può averle neanche al contrario.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Cerco semplicemente di avere un minimo di apertura mentale, tutto li.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      @Steve

                      “Più che altro mi infastidisce che ogni volta che si sconfina un minimo appunto dallo “schemino”, partono bordate sul fatto che si segue una religione di comodo faidate e bla blablabla
                      Non parlo necessariamente solo di Sophie, però stica, è ugualmente arrogante credere che ogni cosa della propria visione spirituale sia quella corretta e veritiera”

                      Più che arroganza è miopia.

                      Cristo ci ha promesso di darci tutte le Verità necessarie alla salvezza, e infatti lo ha fatto.

                      Ma non ha promesso che ci avrebbe fornito la conoscenza di tutto lo scibile dell’universo visibile e invisibile, perciò è assurdo pensare che il cattolicesimo conosca letteralmente “tutto” del mondo spirituale e non ci sia “sfuggito” nulla.

                      Di certo sappiamo tutto ciò che ci serve alla salvezza, ma molte altre cose no, perciò altre tradizioni religiose, su alcuni argomenti, possono avere delle informazioni e delle tradizioni che noi non abbiamo.

                      Non c’è nulla di strano o eretico in questo. Serve semplicemente un minimo di apertura mentale.

                      Se io o te tornassimo nel 1745 e dicessimo che la terra ha 4,5 miliardi di anni invece che 6000 anni verremmo bruciati al rogo come eretici o comunque ci verrebbe tolto il saluto e verremmo considerati degli individui pericolosi, seguici di dottrine demoniache.

                      Eppure…..

                  • lorenzo ha detto in risposta a Sophie

                    Ti trovi di fronte ad un esempio pratico di sincretismo religioso di stampo modernista: per non farti traviare fidati solo del Magistero.

                    • Sophie ha detto in risposta a lorenzo

                      Credo che seguirò il tuo consiglio…

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                      Ti chiederei di evidenziare cosa avrei detto di modernista o di sincretista ma sono conscio che sarebbe troppo per te. D’altronde anche negli altri topic a parte attaccare sul personale con slogans privi di qualunque significato non hai saputo fare nulla, mai una volta che tu sia entrato nel merito.

                      D’altronde un ciuco non può diventare un cavallo….

                    • Ringo de Palma ha detto in risposta a lorenzo

                      Ti chiederei di evidenziare cosa avrei detto di modernista o di sincretista ma sono conscio che sarebbe troppo per te. D’altronde anche negli altri topic a parte attaccare sul personale con slogans privi di qualunque significato non hai saputo fare nulla, mai una volta che tu sia entrato nel merito.

                      D’altronde un ciuco non può diventare un cavallo….

                    • Ringo de Palma ha detto in risposta a lorenzo

                      D’altronde, caro Lorenzo, confondere la presa d’atto ovvia che Gesù ci ha lasciato le Verità necessarie per la salvezza ma non ci ha conferito tutto lo scibile universale sui mondo visibili e invisibile, e che quindi anche altre Tradizioni possano affermare qualcosa di vero sul mondo spirituale (tranne quando contraddicono dogmi della nostra Fede), come dicevo confondere questa che è un’ovvietà fin dal CVII col sincretismo evidenzia che si è di fronte ad un caso di limitatezza invincibile col quale è de tutto inutile, anzi degradante, discutere.

                      Buona lettura

                      http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_1997_cristianesimo-religioni_it.html#II.3.%20LUNIVERSALIT%C0%20DELLO%20SPIRITO%20SANTO

                      81. “Oggi non è in discussione la possibilità di salvezza fuori della chiesa di quelli che vivono secondo coscienza. Questa salvezza, come si è visto nella precedente esposizione, non si produce indipendentemente da Cristo e dalla sua chiesa: essa si fonda sulla presenza universale dello Spirito, che non si può separare dal mistero pasquale di Gesù (Gaudium et spes, n. 22; Redemptoris missio, n. 10, ecc.). Alcuni testi del Vaticano II trattano specificamente delle religioni non cristiane: coloro ai quali non è stato ancora annunciato il Vangelo sono in vari modi ordinati al popolo di Dio, e l’appartenenza alle diverse religioni non sembra indifferente agli effetti di questo “ordinamento” (cf. Lumen gentium, n. 16). Si riconosce che nelle diverse religioni si trovano raggi della verità che illumina ogni uomo (‘Nostra aetate’, n. 2), semi del Verbo (Ad gentes, n. 11); che per disposizione di Dio si trovano in esse cose buone e vere (Optatam totius, n. 16); che si trovano elementi di verità, di grazia e di bene non soltanto nei cuori degli uomini, ma anche nei riti e nei costumi dei popoli, anche se tutto dev’essere “sanato, elevato e completato” (Vaticano II, decr. Ad gentes sull’attività missionaria della chiesa, n. 9; Lumen gentium, n. 17). Rimane aperto invece l’interrogativo se le religioni come tali possano avere valore in ordine alla salvezza.”

  3. Max ha detto

    Bah, credere cosi’ facilmente alle profezie… l’immaginazione, senza l’uso della ragione e del buon senso, conduce all’errore.

    Scusate per la considerazione poco originale.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Max

      D’accordissimo.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Max

      Aggiungo solo che, secondo me, l’importante è non arrivare all’estremo opposto, cioè ad essere scettici aprioristicamente anche verso la rivelazioni private approvate dalla Chiesa.

      • Fabio ha detto in risposta a Vincent Vega

        Infatti anche nel Credo Apostolico si dichiara di credere in Dio, creatore di tutte le cose visibili e INVISIBILI.

        Io, molti anni fa, per esempio, ebbi modo di parlare con un gentilissimo signore anziano, (incontrato in una stradina di campagna), a cui mi ero rivolto per chiedere un’informazione riguardo un luogo che stavo cercando. Lui mi indicò con precisione dov’era situato il posto che stavo cercando, (che poi trovai), e dopo averlo infinitamente ringraziato per l’aiuto datomi, non feci nemmeno in tempo a fare retromarcia con l’automobile, che nel giro di qualche secondo l’anziano era letteralmente scomparso. Tant’è vero che anche la mia compagna seduta di fianco a me, sbottò incredula: “Ma dov’è svanito?!”

        Lo dico in pura onestà intellettuale: vedemmo e parlammo con un fantasma. E fummo in due a testimoniare la cosa.
        In ogni caso fu un’esperienza molto piacevole, poiché l’anziano aveva un modo di fare da nobiluomo d’altri tempi. Si tolse perfino il cappello che teneva in testa, quando mi accostai a lui per chiedergli l’informazione.
        Un gran signore, (e glielo dissi anche, quando lo ringraziai), se pur un fantasma.

        • Sophie ha detto in risposta a Fabio

          Davvero? Wow! Chissà forse era il tuo angelo custode. 😉

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Fabio

          Sono fenomeni più frequenti di quello che si creda. Maria Simma spiegava che spesso le anime purganti fanno la loro purificazione nei luoghi in cui hanno vissuto, e talvolta possono aiutare le persone.

          È proprio una “vocazione” di alcune anime purganti, specie quelle che devono scontare l’egoismo avuto in vita verso il prossimo.

          Bella esperienza, Fabio.

          • Germano ha detto in risposta a Vincent Vega

            Vincent, ti vedo parecchio esperto (nel mio credere mi ritrovo molto diverso da te). Com’è questa cosa del purgatorio, che non è esistito sino al medio evo? Da dove è venuto fuori? Per la mia fede quello del purgatorio è un concetto non fondamentale, che quindi non mi sono preoccupato di indagare. Ma tu, come studioso cattolico delle religioni, mi potrai dare, se vorrai, un punto di vista interessante. Ti ringrazio sin d’ora.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Germano

              Preferisco lasciar parlare Papa Benedetto XVI, lo cito dall’enciclica Spe Salvi http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html

              45. “Questa idea vetero-giudaica della condizione intermedia include l’opinione che le anime non si trovano semplicemente in una sorta di custodia provvisoria, ma subiscono già una punizione, come dimostra la parabola del ricco epulone, o invece godono già di forme provvisorie di beatitudine. E infine non manca il pensiero che in questo stato siano possibili anche purificazioni e guarigioni, che rendono l’anima matura per la comunione con Dio. La Chiesa primitiva ha ripreso tali concezioni, dalle quali poi, nella Chiesa occidentale, si è sviluppata man mano la dottrina del purgatorio. Non abbiamo bisogno di prendere qui in esame le vie storiche complicate di questo sviluppo; chiediamoci soltanto di che cosa realmente si tratti. Con la morte, la scelta di vita fatta dall’uomo diventa definitiva – questa sua vita sta davanti al Giudice. La sua scelta, che nel corso dell’intera vita ha preso forma, può avere caratteri diversi. Possono esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all’amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l’odio e hanno calpestato in se stesse l’amore. È questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola inferno [37]. Dall’altra parte possono esserci persone purissime, che si sono lasciate interamente penetrare da Dio e di conseguenza sono totalmente aperte al prossimo – persone, delle quali la comunione con Dio orienta già fin d’ora l’intero essere e il cui andare verso Dio conduce solo a compimento ciò che ormai sono [38].

              46. Secondo le nostre esperienze, tuttavia, né l’uno né l’altro è il caso normale dell’esistenza umana. Nella gran parte degli uomini – così possiamo supporre – rimane presente nel più profondo della loro essenza un’ultima apertura interiore per la verità, per l’amore, per Dio. Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente nell’anima. Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno forse di colpo irrilevanti? O che cosa d’altro accadrà? San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, ci dà un’idea del differente impatto del giudizio di Dio sull’uomo a seconda delle sue condizioni. Lo fa con immagini che vogliono in qualche modo esprimere l’invisibile, senza che noi possiamo trasformare queste immagini in concetti – semplicemente perché non possiamo gettare lo sguardo nel mondo al di là della morte né abbiamo alcuna esperienza di esso. Paolo dice dell’esistenza cristiana innanzitutto che essa è costruita su un fondamento comune: Gesù Cristo. Questo fondamento resiste. Se siamo rimasti saldi su questo fondamento e abbiamo costruito su di esso la nostra vita, sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella morte. Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco » (3,12-15). In questo testo, in ogni caso, diventa evidente che il salvamento degli uomini può avere forme diverse; che alcune cose edificate possono bruciare fino in fondo; che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il « fuoco » per diventare definitivamente capaci di Dio e poter prendere posto alla tavola dell’eterno banchetto nuziale.

              47. Alcuni teologi recenti sono dell’avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L’incontro con Lui è l’atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l’incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l’impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò totalmente di Dio. Così si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia e grazia: il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l’amore. In fin dei conti, questa sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo. Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore dell’amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la « durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno – è tempo del cuore, tempo del « passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo [39]. Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L’incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l’uno con l’altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza « con timore e tremore » (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro « avvocato », parakletos (cfr 1 Gv 2,1).

              48. Un motivo ancora deve essere qui menzionato, perché è importante per la prassi della speranza cristiana. Nell’antico giudaismo esiste pure il pensiero che si possa venire in aiuto ai defunti nella loro condizione intermedia per mezzo della preghiera (cfr per esempio 2 Mac 12,38-45: I secolo a.C.). La prassi corrispondente è stata adottata dai cristiani con molta naturalezza ed è comune alla Chiesa orientale ed occidentale. L’Oriente non conosce una sofferenza purificatrice ed espiatrice delle anime nell’« aldilà », ma conosce, sì, diversi gradi di beatitudine o anche di sofferenza nella condizione intermedia. Alle anime dei defunti, tuttavia, può essere dato « ristoro e refrigerio » mediante l’Eucaristia, la preghiera e l’elemosina. Che l’amore possa giungere fin nell’aldilà, che sia possibile un vicendevole dare e ricevere, nel quale rimaniamo legati gli uni agli altri con vincoli di affetto oltre il confine della morte – questa è stata una convinzione fondamentale della cristianità attraverso tutti i secoli e resta anche oggi una confortante esperienza. Chi non proverebbe il bisogno di far giungere ai propri cari già partiti per l’aldilà un segno di bontà, di gratitudine o anche di richiesta di perdono? Ora ci si potrebbe domandare ulteriormente: se il « purgatorio » è semplicemente l’essere purificati mediante il fuoco nell’incontro con il Signore, Giudice e Salvatore, come può allora intervenire una terza persona, anche se particolarmente vicina all’altra? Quando poniamo una simile domanda, dovremmo renderci conto che nessun uomo è una monade chiusa in se stessa. Le nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro, mediante molteplici interazioni sono concatenate una con l’altra. Nessuno vive da solo. Nessuno pecca da solo. Nessuno viene salvato da solo. Continuamente entra nella mia vita quella degli altri: in ciò che penso, dico, faccio, opero. E viceversa, la mia vita entra in quella degli altri: nel male come nel bene. Così la mia intercessione per l’altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa esterna, neppure dopo la morte. Nell’intreccio dell’essere, il mio ringraziamento a lui, la mia preghiera per lui può significare una piccola tappa della sua purificazione. E con ciò non c’è bisogno di convertire il tempo terreno nel tempo di Dio: nella comunione delle anime viene superato il semplice tempo terreno. Non è mai troppo tardi per toccare il cuore dell’altro né è mai inutile. Così si chiarisce ulteriormente un elemento importante del concetto cristiano di speranza. La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me [40]. Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso? Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo anche per la mia salvezza personale.”

              • Germano ha detto in risposta a Vincent Vega

                Ti ringrazio sinceramente. Resta il fatto che il purgatorio non è mai stato citato da Gesù. Credo che i pensieri e le vie di Dio sovrastino come il cielo la terra anche i pensieri e le vie degli stessi pontefici.

                • Vincent V.2 ha detto in risposta a Germano

                  Beh in un certo limite, nel senso che il Purgatorio è dogma di Fede, per un cattolico, cioè non è qualcosa su cui ci sia materia di discussione.

                • Antonio Aiazzi (Vinc) ha detto in risposta a Germano

                  Beh in un certo limite, nel senso che il Purgatorio è dogma di Fede, per un cattolico, cioè non è qualcosa su cui ci sia materia di discussione.

          • Fabio ha detto in risposta a Vincent Vega

            Ne ho vissute non poche, di esperienze sui generis nel corso della mia vita, eventi decisamente bizzarri o inverosimili, tali da non trovar alcuna spiegazione razionale. L’ultimo della serie mi è accaduto alcuni mesi fa con un orologio da polso, rimessosi a funzionare da solo, sebbene da circa due anni fosse fermo con le batterie scariche, ma l’aspetto più paradossale è stato accorgermi che l’ora che segnava, era regolata precisa con quella degli altri orologi!
            Se ci ripenso mi vien da sorridere, poiché posso anche considerare l’eventualità che un orologio si rimetta in movimento dopo anni di ferma, (forse per qualche residuo energetico della batteria), ma quante possibilità vi possono essere, che si rimetta in funzione nell’ora esatta segnata dagli altri orologi?
            E tutt’ora funziona!
            Ma non è ancora tutto. Ed è qui che adesso giunge l’incredibile.
            Molti anni fa, questa “divertente circostanza” mi era già accaduta due volte, con altri orologi da polso. Le modalità identiche a quella descritta di un paio di mesi fa.
            Io ci sorrido quando capita, dopo di che prendo l’orologio e me lo rimetto al polso, come fosse la cosa più normalissima.
            Sempre meglio queste innocue bizzarrie, che le fenomenologie violente da poltergeist, o quelle stile film “L’Esorcista.”

            Riguardo invece il discorso apparizioni mariane a Medjugorie, io credo che lì avvengano realmente, se non altro per il numero altissimo di conversioni, nonché quello altrettanto non indifferente di guarigioni miracolose, comprese quelle di tumori in metastasi, casi di cecità e sclerosi multiple avanzate.
            Vi sono troppe testimonianze di persone d’ogni sesso, età e luogo d’origine, che non possono non essere prese in considerazione, od essere declassate ad auto suggestioni, menzogne, o auto guarigioni improvvise, specie se poi ci sono anche dei referti medici che attestano le condizioni precarie di un paziente prima del viaggio in quel luogo e subito dopo.
            Ci sono stato anch’io a Medjugorie, anni fa. L’esperienza è stata alquanto positiva, pur se non ho assistito ad alcun evento strano o inspiegabile nel cielo o fra le persone, tanto meno a guarigioni miracolose.
            Se debbo essere sincero, quando son salito sul monte delle apparizioni mariane, non ho provato emozioni particolari, o superiori a quelle che potrei provare tranquillamente entrando in una chiesa la notte di Natale, ma quando son salito sull’altro monte, ossia il Krisevac, (anch’esso considerato un monte di strane manifestazioni divine), lì sì, invece, ho avvertito qualcosa che avviluppava i miei sensi, ma soprattutto l’animo. Non appena raggiunsi la cima del monte, avvertii una sensazione indecifrabile, tant’è vero che dovetti separarmi dal resto del gruppo, ritrovandomi a piangere per alcuni minuti senza una ragione vera e propria, rivivendo con la mente, poco dopo, alcuni momenti drammatici della mia esistenza; questa cosa non era affatto avvenuta sull’altro monte delle apparizioni mariane.
            Il Krisevac, (o monte della croce), ha una storia molto più antica legata ai strani fenomeni, rispetto al Podbordo, quello delle apparizioni.

            Altra cosa da tener assolutamente conto, è che quando vi fu la guerra in Jugoslavia, la località di Medjugorie non fu mai coinvolta dal conflitto, sebbene distasse a pochi chilometri da Mostar, luogo decisamente martoriato. L’unica bomba aerea che cadde a Medjugorie, fatalità davanti alla chiesa, manco esplose!
            Ho anche sentito storie di piloti di caccia militari, i quali non riuscivano mai a rintracciare con esattezza la località di Medjugorie, poiché essa appariva sempre ricoperta da una coltre di nebbia fitta, oppure le strumentazioni dei velivoli che iniziavano “ad impazzire”.

            C’è poi quella leggenda, legata ad una pergamena costituita da materiale non esistente su questo pianeta, sulla quale sarebbero stati impressi in una lingua sconosciuta dall’uomo, i dieci famigerati segreti di Medjuogorie, riguardanti il destino del mondo, conosciuti da una sola veggente, Miriana, mi pare.

            Staremo a vedere… Io mi limito a prendere in considerazione tutte le testimonianze legate a quel luogo. Il resto lo farà la storia.

            • Steve ha detto in risposta a Fabio

              Quella degli orologi è tanto bizzarra quanto affascinante… davvero!

              Io non ho mai avuto esperienze particolari e ahimè, nemmeno sensazioni particolari di fronte ad esempio, alla sindone, che rimane comunque uno dei pilastri imprescindibili della mia “conversione” da disinteressato a cristiano molto fai da te, per usare un termine caro a Sophie

              A Medjugorie mi piacerebbe andare ma ribadisco il mio assoluto scetticismo sulla vicenda, mentre sulle altre apparizioni non mi pronuncio.

              Su altri fenomeni “splatter” come ad esempio civitavecchia, mi sono ampiamente documentato e non so dare risposte.

              Certo mi piacerebbe MOLTO essere testimone di qualcosa di particolare… un paio di anni fa andavo pure a caccia di fantasmi con dei miei amici, eravamo pure muniti di k2 e altri aggeggi, ma nulla

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Fabio

              @Fabio

              Davvero straordinario l’episodio dell’orologio, quasi come quello dell’anima di quel signore che ti ha aiutato!

              Su Medjugorie sono certo anche io che ci sia qualcosa di spirituale, sulla “natura” però di quelle apparizioni l’ho sempre pensata come la Chiesa: non è la Madonna.

              Su cosa sia ho espresso il mio pensiero sopra a Sophie. Se è ciò che dico io non è strano che avvengano conversioni e miracoli, in quanto anche quelle entità di cui ho parlato possono essere molto benevole e protettive, e quindi essere alleate di Dio.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Fabio

              Poi è chiaro, è solo una speculazione, ma fino a prova contradia ritengo che la mia speculazione sugli spiriti della natura o djinn possa essere corretta. D’altronde non c’è motivo per escludere aprioristicamente che l’Islam su questo aspetto possa avere ragione.

  4. Fabio ha detto

    @ Vincent, non metto in dubbio l’esistenza di entità spirituali alleate a Dio, ma sono più convinto che a Medjugorie sia la Madre di Gesù a manifestarsi, considerando l’entità degli eventi risanatori sulle gravi patologie delle persone.
    Mi è difficile pensare che un djinn operi guarigioni di tumori, al punto di sopprimere metastasi avanzate e diffuse nel corpo di una persona, o ridare la libertà del movimento a pazienti affetti da sclerosi multipla avanzata.
    É più plausibile che qualche entità burlona, ma benevola, mi ricarichi la batteria di un orologio da polso, (come accaduto più volte a me), che mettersi a compiere guarigioni impossibili, che solamente Gesù riusciva a compiere, quando camminò in carne e ossa su questo pianeta.
    Io la penso così. Le guarigioni improvvise e miracolose le vedo più opera diretta della mano risanatrice di Dio Padre, che di uno spirito benigno.
    Soltanto Dio ha il controllo totale delle leggi della natura.
    Emblematico è il caso descritto nel Vangelo, quando Gesù placa le onde del mare e la furia del vento, sgridando loro. La Potenza di Dio Creatore si manifestò chiaramente in Lui.

    @ Steve, quella degli orologi è veramente divertente, sì, nella sua bizzarria. 🙂
    Ma lo erano di meno gli incubi che di tanto in tanto facevo di notte, quando imperversava la guerra nell’ex Jugoslavia, negli anni 90.
    Mi sognavo infatti di trovarmi da quelle parti, in continua fuga dagli eventi cruenti, ma l’apice di questi incubi fu quando mi sognai di trovarmi su di un monte sconosciuto in Bosnia, assieme a dei ragazzi e sentirmi dire da loro che dovevamo andarcene immediatamente da lì, perché quel luogo sarebbe stato bombardato.
    Ebbene, l’indomani di quel sogno, vi fu la seconda strage al mercato di Sarajevo. Era il 1995.
    Non appena la guerra finì, non ebbi più alcun incubo.
    Specifico che da quelle parti non ci sono mai stato fisicamente, fatta eccezione quando mi recai a Medjugorie alcuni anni fa.

    • positrone76 ha detto in risposta a Fabio

      Voi volete far venire un colpo al cuore a qualche ultratradizionalista… non è molto cattolico da parte vostra 😀

      • Fabio ha detto in risposta a positrone76

        🙂
        É vero, Positrone.
        Se un ultra tradizionalista leggesse i nostri post, griderebbe allo scandalo. Direbbe “anatema a voi, eretici!”
        Ma a me non interessa nulla.
        Se si dice la verità, essa è sempre cosa gradita a Dio.
        E poi anche la Bibbia abbonda di teofania, ossia di personaggi che facevano sogni profetici.
        Negli Atti degli Apostoli, capitolo 2, versetto 16-21, sta scritto che negli ultimi tempi i giovani e gli anziani, (e non solo), profeteranno e avranno visioni.
        Nulla di scandaloso od eritico, quindi, fuorché per gli ultra ottusi.
        🙂

        • Ringo de Palma ha detto in risposta a Fabio

          Tra l’altro senza alcuna motivazione, perché vorrei capire cosa abbiamo detto di eretico.

        • Ringo de Palma ha detto in risposta a Fabio

          Ma già fare una domanda simile sarebbe chiedere troppo a certe persone. Non puoi chiedere ad un ciuco di diventare un cavallo, come ho scritto sopra, sarebbe una crudeltà inutile.

    • Ringo de Palma ha detto in risposta a Fabio

      @Fabio

      Può essere, sinceramente ho tratto certe conclusioni leggendo il comportamento di quell’entità coi veggenti. Poi di più non so.

      Ah, sono sempre Vincent.

    • Ringo de Palma ha detto in risposta a Fabio

      Solo una cosa Fabio

      “Mi è difficile pensare che un djinn operi guarigioni di tumori, al punto di sopprimere metastasi avanzate e diffuse nel corpo di una persona, o ridare la libertà del movimento a pazienti affetti da sclerosi multipla avanzata.”

      Verissimo, anche i Santi quando fanno miracoli non lo fanno col proprio potere, ma è Dio ad agire tramite loro. Ciò che fanno i Santi e gli angeli è intercedere presso Dio per noi, anche Padre Pio affermava sempre di non avere alcun potere e che tutto ciò che faceva era Dio a farlo tramite lui.

      Perciò suppongo che se i djinn esistono davvero possa valere lo stesso principio, visto che stando alla tradizione islamica alcune volte possono essere creatire spirituali benevole. Poi ripeto, non mi azzardo a sputare sentenze su ciò che avviene a Medjugorie, ho semplicemente lanciato una mia idea basandomi sul comportamento di quella “figura ambigua” , vedere qui http://www.lastampa.it/2017/02/28/vaticaninsider/ita/vaticano/il-vescovo-di-mostar-non-autentiche-le-apparizioni-di-medjugorje-6Mmcpf2TSV83VjG2FihmkJ/pagina.html

  5. Massimo ha detto

    Le profezie di Malachia sono un falso opera del ceccarelli, probabilmente su commissione dei sostenitori del mio avo cardinal Girolamo Simoncelli per agevolarne l elezione al papato, che non raggiunse nonostante la profezia lo preannunciasse…..

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