I cristiani impegnati divorziano meno (grazie a Dio!)

coppia-anziani

Certe notizie diventano interessanti se arrivano da un contesto storico e sociale in cui le persone non faticano a definirsi nominalmente cristiane anche se in gran parte non mettono piede in una chiesa da anni, non conoscono e non vivono il messaggio cristiano, ignorano i fondamenti del catechismo e trascorrono la loro vita esattamente come se Dio non esistesse.

Queste persone, gran parte degli italiani (e degli occidentali), continua a definirsi cristiana per motivi di tradizione, abitudine cultura o costume. Ma non c’è da parte loro un’adesione sincera e profonda, impegnata e consapevole alla fede cristiana, alla sequela di Cristo e all’appartenenza alla Chiesa, facendo proprio e vivendo il suo insegnamento, diffuso dal Pontefice, dai pastori e dal Catechismo. Non intendono semplicemente farlo.

A livello sociologico sono definiti cristiani o cattolici nominali e proprio ad essi sembra rivolgersi un’indagine realizzata nel 2011 dal sociologo Bradley Wright, docente dell’Università del Connecticut. «E’ un mito utile», ha dichiarato, «affermare che il tasso di divorzio dei cristiani è identico, se non superiore, a quello di tutti gli altri». Invece non è così, in linea generale il tasso di divorzio di chi si definisce cristiano è del 42%, mentre quello degli americani religiosamente non affiliati è del 50%. Ma se confrontiamo i cristiani nominali da quelli seriamente impegnati (che frequentano settimanalmente le funzioni religiose, anche se questo ovviamente non basta per definirli “impegnati”), il tasso scende al 38%.

Secondo una seconda analisi, effettuata da Brad Wilcox, direttore del National Marriage Project presso l’Università della Virginia, gli americani che frequentano le funzioni religiose più volte al mese hanno invece il 35% in meno di probabilità di divorziare rispetto ai non religiosi e il 20% in meno rispetto ai cristiani nominali.

Questo suggerisce che non è tutto uguale, credere o non credere, scegliere di vivere da autentici cristiani tutti i giorni non è come non farlo. Tutto cambia, tanto che il coinvolgimento attivo e consapevole con l’insegnamento cattolico arriva ad influenzare anche la qualità dei rapporti coniugali e familiari, dato importante in quanto immersi in un contesto storico durissimo e drammatico per la famiglia.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

81 commenti a I cristiani impegnati divorziano meno (grazie a Dio!)