Lo studioso diventato cristiano grazie alla ricerca sul Gesù storico

.Un nome che spesso emerge nel dibattito sul Gesù storico è quello di Bart Ehrman, tra i pochi studiosi del cristianesimo primitivo e del Nuovo Testamento che non credono a quel che Gesù Cristo diceva di essere. Per questo viene spesso citato dai critici della storicitá.

Ehrman ha scritto molti libri divulgativi, ma non é uno studioso importante né é riconosciuto tra i principali addetti ai lavori, basti pensare che in nessun libro viene citato dal più importante biblista vivente, il prof. J.P. Meier. Essendo un abile oratore, Ehrman ama spesso raccontare la sua de-conversione dal cristianesimo evangelico all’agnosticismo. Secondo molti avrebbe abbandonato la sua fede a causa dei suoi studi, in realtà spesso ha ricordato che l’approdo allo scetticismo seguì all’incapacità di comprendere la coesistenza di Dio con la sofferenza nel mondo. Un’obiezione valida, forse l’unica seria mai partorita dall’uomo nei confronti di Dio, verso la quale abbiamo più volte giustificato la nostra posizione (qui, qui e qui).

Sono tanti invece gli studiosi che andrebbero citati come testimoni di un percorso inverso, che sono cioè passati dall’ateismo o dall’agnosticismo alla fede cristiana grazie agli studi sulla storicità del cristianesimo. Uno di questi è Michael Bird, oggi famoso teologo australiano e docente di Nuovo Testamento presso il Ridley Theological College di Melbourne. «Sono cresciuto in un ambiente laicista nella periferia dell’Australia», ha raccontato recentemente, «la religione era categoricamente respinta, vista come un’inutile stampella e le persone di fede venivano derise per la loro ipocrisia morale. Da adolescente ho scritto poesie beffarde contro la fede in Dio, mentre mia madre bestemmiava talmente tanto da far arrossire anche un marinaio».

Questo fino a quando ha iniziato a leggere il Nuovo Testamento, studiandolo seriamente anche come professione: «Il Gesù che ho incontrato è stato molto diverso dal grande illuso o dal mito che mi era stato descritto. Il Gesù della storia era reale, mi ha fatto riflettere sul senso dell’esistenza umana, mi ha colpito la testimonianza della Chiesa primitiva su Gesù: con la sua morte Dio ha vinto il male e con la sua risurrezione ha portato vita e speranza a tutti». Così è arrivata anche la conversione personale, «quando ho attraversato l’incredulità per arrivare alla fede, tutti i pezzi improvvisamente hanno iniziato a combaciare: avevo sempre sentito uno strano disagio verso il mio scetticismo, un grave sospetto che avrebbe potuto esserci qualcosa di più, qualcosa di trascendente, ma sapevo anche che mi era stato detto che era stupido pensarci. La fede è cresciuta dai semi del dubbio ed è emerso un mondo tutto nuovo che, per la prima volta, aveva un senso per me».

Oggi Bird è un noto biblista e spesso è entrato in dibattito proprio con le tesi di Ehrman, il quale conferma la storicità dei Vangeli ma ritiene Gesù un apocalitticista ebreo che predicava l’immediata fine del mondo, trasformato gradualmente in un essere divino dai suoi discepoli. Bird, assieme ad altri quattro noti studiosi -Craig Evans, Simon Gathercole, Chris Tilling, e Charles Hill-, ha anche pubblicato un libro, intitolato How God Became Jesus: The Real Origins of Belief in Jesus’ Divine Nature—A Response to Bart D. Ehrman, rispondendo alle tesi di Ehrman e mostrando i suoi numerosi errori.

«La mia fede e i miei studi mi hanno portato a credere l’opposto di quello in cui crede Ehrman», ha spiegato ancora il prof. Bird. «Gesù non è stato visto come un dio greco, come Zeus che trotterellava sulla terra o un essere umano che si è trasformato in un angelo al momento della morte. Piuttosto, i primi cristiani hanno ridefinito il concetto di “un solo Dio” per la persona e l’opera di Gesù Cristo. Molti sono convinti che Gesù era solo un profeta e non ha mai affermato di essere Dio, ma uno sguardo attento ai Vangeli dimostra che il Gesù storico chiaramente esercita prerogative divine. Egli si identifica con l’attività di Dio nel mondo e credeva che nella sua persona, il Dio di Israele stava tornando a Sion proprio come i profeti avevano promesso. Queste affermazioni, quando sono studiate da vicino, sono de facto affermazioni di divinità, motivo per cui i capi religiosi del tempo si indignarono. L’evidenza mostra che Gesù ha affermato di essere Dio incarnato, e entro 20 anni dopo la sua morte e risurrezione, i cristiani lo identificando con il Dio di Israele, utilizzando il linguaggio e la grammatica del Vecchio Testamento».

Proprio su quest’ultimo tema, ovvero l’auto-dichiarata divinità di Gesù, consigliamo il libro recentemente pubblicato in italiano Gesù figlio di Dio (EDB 2015) di Gérard Rossé, ordinario di Teologia biblica presso il Sophia University Institute. «La vera storia di Gesù Cristo è una buona notizia, e ha trasformato la mia vita», ha concluso il prof. Michael Bird. «È per questo che sto combattendo per raccontarla in mezzo a una cacofonia di voci sbagliate».

La redazione

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30 commenti a Lo studioso diventato cristiano grazie alla ricerca sul Gesù storico

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  1. Picchus ha detto

    Come si fa ad affermare che Ehrman non sia uno studioso importante né sia riconosciuto tra i principali addetti ai lavori, con contributi interessanti nel campo della filologia neotestamentaria, o peggio ancora che sia l’ “unico studioso del cristianesimo primitivo e del Nuovo Testamento che non crede a quel che Gesù Cristo diceva di essere”? Ma che scherziamo? Classifiche e affermazioni del genere fanno ridere, così si perde completamente di credibilità.

    • Panthom ha detto in risposta a Picchus

      Di fatto è così, se si leggono i principali volumi sul Gesù storico Ehrman non viene mai citato, tanto meno un suo lavoro. Nemmeno per criticarlo, ovviamente. Mai sentito James Dunn parlare di Ehrman, mai letto nulla di lui nei vari “Un ebreo marginale” di Meier, tanto meno si occupa di lui Ed Sanders. Non che io sia un fan di Wikipedia, però è signfiicativo che il suo nome non venga nemmeno citato nemmeno lì nell’elenco dei principali studiosi: https://it.wikipedia.org/wiki/Ricerca_del_Ges%C3%B9_storico

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Panthom

        Inoltre, come ho scritto in innumerevoli posts, il fatto che Erham non creda alla divinità di Cristo non significa che non afferma la storicità di molti eventi narrati nei Vangeli.
        Gli atei lo tirano per la giacchetta ma senza successo.

        Basta leggere anche il suo blog, che avevo linkato, nel quale afferma che o i discepoli ebbero alkucinazioni molto realistiche o Gesù risorse davvero, di fatto lui non nega nè afferma nessuna delle due tesi, le espone e basta. http://ehrmanblog.org/did-disciples-have-visions-of-jesus/

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Panthom

        Questo articolo scritto da Erham stesso è più che esaustivo http://ehrmanblog.org/why-i-actually-discuss-hallucinations/

        In pratica scrive stand. ” If you think the visions were veridical, then you think Jesus was really raised. You can take that view. But how can you think they had visions if they were not veridical? They would have to be hallucinations – and if that’s the view you want to take, you need to know what we know about hallucinations”.

        Non mette assolutamente in dubbio, come vedete, le apparizioni del Risorto, non gli viene nemmneo in mente di dire che si tratti di materiale redazionale inventato, no, non mette in dubbio la sincerità dei testimoni, semplicemente dice che, storicamente, non possiamo essere certi che Gesù apparve davvero alle donne, ai discepoli e a Paolo, perché potrebbero essere state allucinazioni.

        Come vedete, quindi, Erham non mette assolutamente in dubbio la storicità dell’impianto evangelico, lo stesso vale per gli avvenimenti principali della vita di Gesù, da lui tutti confermati come storici.

        Parlando delle apparizioni del Risorto, nei commenti a questo articolo (che è visibile solo se vi iscrivete) http://ehrmanblog.org/jesus-appearance-to-the-500-for-members/ un utente scrive, riferendosi all’articolo di Erham (che parla delle apparizioni di Gesù a 500 persone, oltre che ai dodici apostoli, a Paolo e alle donne) ” i find it very interesting that critical scholars consider the visions by the “500” to be historical”.

        Secondo Erham, il dato dei 500 ai quali apparve Gesù dopo la sua morte non è storico (secondo lui sarebbe un’esagerazione di Paolo) però ammette che si, come ha scritto quell’utente sopra, la stragrande maggìoranza degli studiosi storico critici ritiene quel dato come storico, nel senso che oltre ai discepoli della prima ora e Paolo ci furono molte altre persone che videro il Cristo risorto.

        Gli storici non credenti quindi parlano di allucinazioni ma non di invenzione posteriore, come vedete. E se nemmeno i non credenti dicono che si tratta di invenzione posteriore direi che è un buon indicatore dell’affidabilità del Vangelo, che si creda in Gesù o no.

        Pertanto agli atei non resta che ripiegare su pseudo studiosi come Cascioli, Donnini, Salsi, De Angelis eccetera, perché nell’ambito accademico nessuno sostiene le tesi a loro care.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Panthom

        Per il resto concordo con Phantom, Erham è ben lontano dall’essere uno dei principali storici neotestamentaristi (con “principali” intendo importanti) tuttavia è importante, per noi, tenerlo in considerazione perché gli anticristiani cercano di tirarlo per la giacchetta sperando, in maniera del tutto inutile, che Ègli avvalori tesi a loro care.

        Basta pensare l’impagabile “secondo Erham di Gesù non si sa praticamente nulla” scritto da un disturbatore anticristiano in un topic precedente per capire quanto spesso venga citato, con menzogne e in malafede, dagli anticristiani.
        Peccato che qui c’è gente che Erham l’ha letto davvero, pertanto se vogliono venire qui a dire menzogne hanno chi li confuta. 😉

      • Picchus ha detto in risposta a Panthom

        In effetti è curioso che un biologo non venga citato in una lista di fisici! Ehrman è un filologo e nella sua produzione scientifica si è occupato essenzialmente di filologia neotestamentaria e patristica. Nessuno sorpresa dunque che non sia citato, visto che sull’argomento ha scritto essenzialmente volumi divulgativi. Peraltro Ehrman non è un miticista, al contrario. Starei inoltre anche molto attento a incensare il Meier come il più importante biblista vivente, visto che è uno che afferma che Gesù ebbe fratelli, con buona pace della verginità perpetua, e che delle parabole di Gesù solo sei sarebbero effettivamente sue mentre tutto il resto sarebbe redazionale. Più in generale è l’intera argomentazione a non avere senso, giacché basata su criteri del tutto arbitrari e insignificanti.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

          Balle.
          Meier (che, si, oggi è lo studioso più importante della third quest) afferma, a pagina 324 del volume 1 di “un ebreo marginale”, che l’opinione più probabile a livello meramente storico è che Gesù avesse fratelli e sorelle carnali.

          Probabile, non certo. Io, da cattolico, mi fido della Chiesa, che stabilisce per dogma che Maria fu vergine sia prima che dopo il parto. Personalmente ritengo che i fratelli di Gesù fossero fratellastri, figli di Giuseppe da un precedente matrimonio, ma comunque ripeto, di prove storiche che Gesù avesse fratelli carnali non ne sono state portate, pertanto il dogma regge.

          Per il resto ti dispiacerà sapere che Meier, come molti storici neotestamentari moderni, considera che molti miracoli evangelici siamo storicamente fondati, dove con “fondati” non intendo accertati metafisicamente come reali, ma che la testimonianza dei testimoni è genuina sullo svolgersi dei fatti, anche se, per il naturalismo metodologico della storia, non possiamo dire “si, Gesù resuscitò veramente la figlia di Giairo o LAZZARO” o “si, quella persona esorcizzata da Gesù era davvero indemoniata” possiamo però dire che i testimoni scrissero di fatti veramente accaduti, e che Gesù venne ritenuto, in vita, come un uomo capace di resuscitare la gente, compiere gusrigioni miracolose e fare esorcismi.

          Quel “venne ritenuto” è la chiave di tutto, più in la la storia non può andare. Quello che ci dice è che molti miracoli evangelici non furono inventati dai redattori, ma li si ferma. Se vuoi ti faccio una lista di miracoli oggi ritenuti storici e no invenzioni dagli storici neotestamentari.

          • Picchus ha detto in risposta a Vincent Vega

            Grazie per aver confermato ciò che ho scritto, anche se non te ne rendi conto, vista anche la maniera confusa con cui utilizzi il termine storico, ma pazienza. Mi sfugge poi cosa mi dovrebbe dispiacere. Bizzarro modo di impostare la questione. Quanto alle citazioni del Meier, se prendi i suoi volumi alla fine hanno l’indice degli autori citati. A memoria mi sembra di ricordare che nel volume tre Ehrman è citato a pagina 6 e 10, tra gli studiosi ricordati dal Meier e a cui porge i propri ringraziamenti, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Per gli altri puoi controllare da solo, al momento non li ho sottomano.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

              Non ti ho affatto dato ragione, ho solamente evidenziato una ovvietà: Meier, semplicemente, sostiene che dal punto di vista squisitamente storico (che, come è noto, non l’ho fare affermazioni teologiche) è più probabile che i fratelli di Gesù fossero carnali, ma di prove non ce ne sono, perlomeno non ne sono state portate di cogenti, pertanto il dogma di Maria Vergine prima e dopo il parto non è stato falsificato da nessuno.

              Quello che vi dovrebbe “dispiacere” è il fatto che l’attendibilità storica dei sinottici è ormai ampiamente confermata. Un tempo dicevate che Gesù non era mai esistito, poi siete passati al “è esistito ma non ne sappiamo nulla, il famoso Dass Bultmaniano”, e ora che non solo sappiamo che è esistito ma abbiamo confermato storicamente gran parte degli eventi evangelici dovete far (come faceva un disturbatore anticristiano, Piero, nei giorni scorsi) dire agli storici ciò che gli storici non hanno detto, tipo far dire a Erham che “di Gesù non si praticamente nulla”, cosa che Erham non ha mai sostenuto, limitandosi, anche nei suoi libri più scandalistici (che di scandalistico hanno solo il titolo, come “Gesù non l’ha mai detto) a sottolineare quello che oramai è risaputo, ovvero la presenza di materiale redazionale.

              Ad ogni modo hai ragione, quello che disoiace o no a voi miscredenti è tutto meno che un problema, l’importante è che non veniate qui a sparare menzogne come il disturbatore Piero ha fatto nei giorni scorsi, perché le menzogne sono intollerabili.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                Che come è noto non può fare affermazioni teologiche volevo scrivere.

              • Picchus ha detto in risposta a Vincent Vega

                Figata, da cattolico conservatore bigotto omofobo sono diventato miscredente in soli tre post. Fantastico!

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

                  Allora devo aver frainteso qualcosa di brutto. Oppure ho ragione? 🙂

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

                  Sai perchè ho frainteso il tuo post? Perché ad ogni articolo sul Gesù storico qua viene qualche miscredente a brandire Erham contro la nostra Fede, del tutto incurante del fatto che Erham NON sostenga affatto le tesi a loro care. Si sa, si fermano ai titoli, “Gesù non l’ha mai detto”, “sotto falso nome” eccetera, titoli sensazionilisti ma solo quello hanno di sensazionalista, perché poi il loro contenuto è tutt’altro che “pericoloso” come credono, al più citano cose conosciute e straconosciute da anni, che possono spaventare solo il fondamentalista.

                  Capito perché ti ho frainteso? 😉
                  Ad ogni modo mi spiace.

                  • Picchus ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Non è la prima volta che qui vengo frainteso http://www.uccronline.it/2012/01/20/ecco-perche-i-vangeli-sono-unopera-di-grande-attendibilita-storica/#comment-44961 , vedi commenti. Poi per motivi di tempo e altro non partecipo molto alle discussioni, per cui non ci si conosce e su un monitor è facile con capirsi immediatamente. Capisco che Ehrman sia usato e abusato, in maniera spesso anche irritante, semplicemente rilevavo come questo tuttavia non permetta argomentazioni come quelle presentate nell’articolo, perché non sono argomentazioni storiche e fanno perdere in credibilità. Su certi argomenti il rigore è d’obbligo. Il mio era una sorta di, forse noioso, richiamo al rigore argomentativo.

                    Ogni bene 🙂

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

                      Si, si questo concordo Picchus, l’ho scritto anche sotto, piuttosto che sminuire Erham è meglio evidenziare come non sostenga affatto le tesi che alcuni gli vogliono attribuire.
                      Poi vabbè, è sempre meglio non farsi prendere la mano dal fervore apologetico, come ha fatto Ratzinger nel suo libro su Gesù.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

              Ho controllato, hai ragione su Erham, Meier lo ringrazia ad inizio del volume 3.
              Ad ogni modo ripeto: è del tutto inutile che lo citiate come “distruttore” della storicità del Nuovo Testamento, perché aldilà dei titoli scandalistici il contenuto di tali libri dal titolo “roboante” come “Gesù non l’ha mai detto” non dicono nulla di drammatico ne di sconosciuto a chi si occupa di storia neotestamentaria.

              Sintomatica è la recensione di questo utente, un non credente molto deluso dal libro di Erham, che si aspettava gli fornisse “armi” da brandire contro i fedeli e invece è stato tremendamente deluso. Leggere per credere, tratto da un forum di studio aconfessionale e laico sul Cristianesimo primitivo http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=49704199

              • Picchus ha detto in risposta a Vincent Vega

                Sono felice tu abbia citato un forum di cui sono moderatore 🙂

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

                  Oddio dai, chi sei? 😀

                  Johannes Weiss? Teodoro? Talità? Hard Rain (il grande Hard Rain)?
                  Dai, adesso sono troppo curioso! 🙂

                  Quel forum è grandioso, è un vero peccato che oggi sia semideserto, sul serio. Spero che tornerà ai fasti di un tempo, mi raccomando non cancellatelo per nessun motivo, che è un’autentica miniera di informazioni sul Gesù storico.

                  • Picchus ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Il forum è “semideserto” per scelta. In realtà di persone che lo seguono ve ne sono tante, solo che una volta fatta la scelta di dare un taglio scientifico al forum, e tagliati senza pietà i fuffari di ogni campo, di gente in grado di portare avanti una discussione con cognizione di causa e in maniera corretta non ce ne è tantissima, e spesso è anche troppo occupata per scrivere sui forum. Però ritengo che comunque tale forum rappresenti una voce e un tentativo importante di collegamento, in Italia, tra gli studi accademici e coloro che senza essere dei professionisti sono comunque interessati all’argomento.
                    Partecipa!

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

                      Sto già partecipando. 😉
                      Nei prossimi giorni voglio scrivere alcuni pensieri sulla cristologia paolina, perché su questo aspetto ho sentito proporre da Erham idee che non stanno ne in cielo ne in terra (sicuramente saprai a cosa mi riferisco).
                      Erham è un bravo storico, ma quando esce dal suo campo….

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

          Altra cosa: molto più importanti delle parabole sono altri detti e fatti della vita di Gesù, che guarda caso sono, nella maggioranza dei casi, autentici.
          Il materiale redazionale nei sinottici esiste, ma la vita di Gesù è riportata molto fedelmente, poi il materiale redazionale era presente in ogni opera dell’epoca.

          Giovanni è sicuramente più ricco di materiale redazionale ma nei sinottici, benché presente, è comunque in larga minoranza rispetto al materiale storico.

      • Picchus ha detto in risposta a Panthom

        Che poi sono andato a ricontrollare ed è una balla. Ehrman è citato nei volumi 1, 3 e 4 del Meier. Ed è citato anche da Theissen-Merz. Non ho tempo e voglia di controllare pure tutti gli altri.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Picchus

          Se hai letto i volumi di Meier avrai visto che sono abbastanza lunghi, e io personalmente non ricordo che abbia citato Erham. Può darsi che io sia in errore, in tal caso, per smentirmi, potresti citarmi la pagina dove Meier cita Erham nei suoi volumi? Che non me le ricordo, giuro.

  2. Francesco ha detto

    Per quanto riguarda il male, proprio grazie ai Vostri suggerimenti, ho letto il libro di Philippe Nemo “La bella morte dell’ateismo moderno” ed in quel libro c’è un capitolo con le spiegazioni sul libro di Giobbe… UN CAPOLAVORO!
    Philippe Nemo parla di “Eccesso del Male” e “Dolore Innocente” che portano Giobbe ad una TEOFANIA, cioé all’incontro con Dio.
    Anche se pare una contraddizione, senza Dolore, l’uomo rimane incastrato nell'”idolatria della legge” cioé in quel “comportati bene che tutto andrà bene”.
    Invece il Dolore Innocente, l’Eccesso del Male è la spia, il segnale, l’avvertimento che la nostra vita è “limitata” e questo ci costringe a cercare Dio e ad avere un rapporto personale con Lui.
    Non è un Dio del Libro il nostro, ma un Dio di Amore e questo mondo, anche quando non si commettono azioni malvagie, è comunque un mondo in cui non si può non soffrire proprio perché senza Dio è “incompleto”.
    Grazie di avermi suggerito quel libro: scoprire Philippe Nemo ed i suoi libri è stato come trovare un tesoro.
    Il Dolore è la più grande obiezione a Dio che alcuni fanno: capire quindi il significato e scoprire a cosa serve nel Cristianesimo è l’ennesima dimostrazione che il Cristo è chi dice di essere!

  3. cristiano ha detto

    Grazie per lo spunto che mi hai fornito, Francesco! la questione del male innocente – confesso – mi tormenta. Correrò a comprare il libro di Nemo! grazie ancora

  4. Vahe Lazaryan ha detto

    Bellissima l’ultima frase!

  5. Vincent Vega ha detto

    Un consiglio a Phantom e agli altri: ho notato che spesso, quando su questo forum fanno capolino gli anticristiani brandendo Erham come “clava” contro il cattolicesimo, molti di voi reagiscono sminuendo Erham.
    Credetemi, non è necessario. È di certo una reazione istintiva normale di fronte a chi lo cita come nemico della Fede, ma è più che sufficente dimostrare che non sostiene ciò che gli atei vorrebbero che sostenesse per metterli a tacere.

    Fatevi furbi, ragazzi. È come quando si parla del Vangelo di Giovanni. Inutile dire che i grandi discorsi giovannei (“io sono”, “io e il Padre siamo uno” eccetera) risalgono al Gesù storico, è pacifico che non è cosi, tutti gli storici, anche cattolici lo sanno e lo ammettono, molto più produttivo porre in evidenza la storicità accertata di buona parte dei sinottici e degli atti degli apostoli.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

      Ho parlato del Vangelo di Giovanni perché l’ex Papa Benedetto XVI, nella sua opera “Gesù di Nazareth”, ha avuto l’ardire di attribuire a Gesù buona parte dei grandi discorsi giovannei dove Gesù si auto attribuisce la consustanzialità e l’uguaglianza al Padre http://gruppofamiglie.sitiwebs.com/attachments/File/Joseph_Ratzinger_-_Ges___di_Nazareth_Prima_parte.pdf , il problema è che, se è vero che il libro del nostro caro ex Papa è pregevolissimo dal punto di vista teologico, altrettanto non si può dire dal punto di vista storico.

      Di fatto Ratzinger commise l’errore di accettare il metodo storico critico quando confermava la storicità dei Vangeli sinottici e rifiutarlo quando sosteneva la già citata redazionalità del Vangelo giovanneo.
      Questo non è accettabile, ragazzi. Non se si vuole usare il metodo storico critico a nostro vantaggio, cosa possibilissima come questo articolo e numerosissime opere dimostrano, ma se ci da 100 (come infatti fa) bisogna anche accettare quando ci “toglie” 10, non so se mi spiego.

      L’opera dell’ex Papa infatti ricevette molte critiche per la sua parzialità, non fate lo stesso errore.
      Fino adesso nessuna ricerca ha messo in difficoltà la Fede (o meglio, la metteva in difficoltà prima della Third quest, ai tempi del “dass” Bultmanniano, secondo il quale del Gesù storico nulla si poteva sapere, idee ormai messe in soffitta da decenni), ma è importante giocare secondo le regole se si scende in campo, e nel momento in cui uno di noi, fosse anche il Papa, sostiene che i grandi discorsi Giovannei provengano dal Gesù storico (cosa che ormai non accetta più nessuno in campi storico, nemmeno gli studiosi più conservatori) attribuendo a Gesù persino il famoso “io sono” beh…. Cessa immediatamente di fare storia e inizia a fare teologia, facendo, dal mio punto di vista, grave danno alla nostra causa.

      La ricerca storica ci sorride, ma è importante non lasciarsi “prendere la mano” con la tentazione di dichiarare storica ogni virgola dei Vangeli, parlando di un’inerranza biblica che è sempre e solo stata in tema di Fede e morale.

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