La divinità di Gesù non fu un’elaborazione della chiesa primitiva

bart ehrman gesùDivinità di Gesù: pretese di essere Dio? Si dichiarò Dio? Secondo lo studioso Bart D. Ehrman la risposta è negativa, la sua natura divina fu un’elaborazione successiva delle comunità cristiane. Ma non è vero, ecco perché.

 

«Nessuno dei nostri primi tre vangeli dichiara che Gesù è Dio o lasci intendere che Gesù abbia mai sostenuto di esserlo». Questo afferma con convinzione l’agnostico Bart D. Ehrman, docente di Nuovo Testamento presso la North Carolina University, uno studioso importante che moltissimo ha fatto per dimostrare l’esistenza storica di Gesù di Nazareth, entrando in polemica con i “miticisti”, ovvero i pochi (e privi di titoli accademici) sostenitori della teoria del “Gesù mitico”.

Tuttavia, Ehrman non è credente e si giustifica teorizzando che «il Gesù storico non è quello contrabbandato dal cristianesimo contemporaneo. Gesù è esistito. Ma non fu la persona che oggi la maggior parte dei credenti pensa che fosse» (Did Jesus Exist?, HarperCollins Publishers 2012, p. 344). Nel sostenere ciò, lo studioso statunitense mostra spesso forti limitazioni e contraddizioni, l’esempio più classico è quando mette in discussione la divinità di Gesù Cristo. Lo abbiamo già osservato nell’aprile 2016.

Davvero Gesù non sostenne mai di essere Dio e «l’attribuzione di una natura divina a Gesù è stata un’elaborazione successiva delle comunità cristiane» (p. 235, 236)? No, è falso, anche se vi è una circostanza da chiarire: effettivamente Gesù ha rivelato la sua natura ai discepoli in modo progressivo e prudente, pedagogico. Spesso ha usato parabole e metafore, e quando gli apostoli intuirono si premurò: «Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”. Pietro, prendendo la parola, rispose: “Il Cristo di Dio”. Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno» (Lc 9,20-21 // Mc 8,29-30 // Mt 16,15-20). Se si fosse presentato fin da subito come il Salvatore atteso, il Sinedrio non gli avrebbe concesso nemmeno un anno di vita pubblica.

In ogni caso egli stesso espresse più volte la sua natura divina ed è ciò che conclusero anche i discepoli che con lui vissero e l’apostolo Paolo, che da loro si informò direttamente pochi anni dopo la morte di Cristo. E’ sufficiente riferirsi a 4 fonti: la Prima lettera ai Corinzi, un passaggio della Lettera ai Filippesi, un brano del Vangelo di Marco e un detto contenuto in Q, la fonte comune tra Matteo e Luca.

 

PRIMA LETTERA AI CORINZI E DIVINITA’ DI GESU’.

La Prima lettera ai Corinzi è stata composta da Paolo attorno al 53/54 d.C., ovvero una ventina d’anni dopo la morte di Gesù. Già in essa, in particolare in 1Corinzi 1, 21-25, San Paolo si riferisce a Gesù come «il potere di Dio e la saggezza di Dio». E’ una prima e chiara identificazione divina di Gesù Cristo, vicinissima alla sua morte.

Sempre in questa lettera, Paolo si riferisce al Cristo così: «Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo» (1Corinzi 8,4-6). Gli studiosi concordano sul fatto che in questo passaggio Paolo sta alludendo alla famosa preghiera ebraica “Shema”, contenuta in Deuteronomio 6, 4-9, una forte affermazione del monoteismo ebraico. Quando scrive che “dal quale sono tutte le cose”, Paolo prefigura ed anticipa quel che scriverà successivamente Giovanni, quando identificherà Gesù con «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14).

 

LETTERA AI FILIPPESI E DIVINITA’ DI GESU’.

Anche in un’altra lettera di San Paolo, destinata ai cristiani di Filippi e composta anch’essa tra il 53-54 d.C. (dunque contemporanea alla Prima lettera ai Corinzi), Paolo identifica in modo netto e univoco Gesù di Nazareth con Dio. Ecco cosa scrive: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini» (Fil 2,5-11).

Ancora una volta, pochissimi anni dopo la morte di Gesù c’è già nella comunità cristiana primitiva la convinzione che quell’uomo ha una natura divina. Sono gli anni in cui Pietro e Giacomo, testimoni oculari della vita e delle parole di Gesù di Nazareth, vivono ancora a Gerusalemme e con loro Paolo ha parlato più volte. Impossibile sostenere che l’apostolo delle genti riferisse qualcosa di differente dalle convinzioni di Pietro e Giacomo, così è altrettanto impossibile sostenere che la divinità di Gesù fu un’elaborazione successiva della comunità cristiana.

 

VANGELO DI MARCO E DIVINITA’ DI GESU’.

Tra i molti passaggi evangelici in cui Gesù auto-identifica la sua natura divina, ce n’è uno contenuto nel Vangelo di Marco -il più antico tra i vangeli- che tutti gli studiosi ritengono quasi certamente risalente al Gesù storico. Si trova in Mc 13,32, Gesù parla della data del giudizio finale: «Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre».

Gesù stabilisce una gerarchia, ponendosi al di sopra degli angeli del cielo. E’ un passaggio “sicuro” dal punto di vista dell’attendibilità storica in quanto è imbarazzante per la chiesa primitiva il fatto che Gesù Cristo stesso sia ignorante di qualcosa e, tuttavia, si dichiara come Figlio di Dio.

Ed è proprio il suo manifestarsi che lo porterà alla croce: «Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: “Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?”. Gesù rispose: “Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”. Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: “Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?”. Tutti sentenziarono che era reo di morte» (Mc 14,60-64 // Mt 26, 57-66).

 

FONTE Q E DIVINITA’ DI GESU’.

Come già detto, la cosiddetta Q è la antica fonte pre-sinottica comune dei due evangelisti, Matteo e Luca. Così si esprime Gesù: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt 11,27 // Lc 10,22). La fonte Q è solitamente data tra gli anni 40 e 50 d.C. (quindi 10/20 anni dopo la morte di Gesù).

 

Bastano dunque questi pochi e sintetici esempi per mostrare che Gesù sostenne di essere Dio e l’attribuzione di una natura divina non venne affatto elaborata successivamente dalle prime generazioni di cristiani, ma ebbe origine dagli stessi testimoni oculari, quegli uomini che vissero quotidianamente assieme a Gesù di Nazareth. Certo, si può rifiutarsi di credere a quel che Cristo disse di se stesso ma, come abbiamo già spiegato, diventa poi razionalmente complicato stimare e ammirare Gesù di Nazareth, riducendolo ad un semplice uomo, senza credere in Lui.

La redazione

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34 commenti a La divinità di Gesù non fu un’elaborazione della chiesa primitiva

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  1. minimus ha detto

    A mio parere il passo più eloquente è quando, il giorno stesso di Pentecoste (ossia nel primo atto di predicazione pubblica della Chiesa), San Pietro accusa la folla di “avere ucciso l’autore della vita”. Ovviamente per un ebreo soltanto Dio è autore della vita, quindi il richiamo alla divinità di Gesù è evidentissimo.

    • Norberto ha detto in risposta a minimus

      Non so se è il più eloquente, mi sembra che gli esempi nell’articolo lo siano un po’ di più…però certamente è da includere. Anche se credo vi sia ancora un dibattito irrisolto sulla datazione degli Atti, per molti risalgono al 60 d.c (e quindi avresti ragione ad includere quel passo tra gli esempi), per altri risalgono agli anni 80-90 e quindi si allontanano un po’ dagli eventi descritti e quindi la loro testimonianza in questo specifico caso diventa più secondaria. Tieni conto poi che l’accusa di Ehrman riguarda i Vangeli…

  2. troll ha detto

    effettivamente Gesù ha rivelato la sua natura ai discepoli in modo progressivo e prudente, pedagogico. Spesso ha usato parabole e metafore, e quando gli apostoli intuirono si premurò: «Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”. Pietro, prendendo la parola, rispose: “Il Cristo di Dio”.
    appunto.. non dio! cristo di dio significa l’unto di dio , un suo messaggero ..

    due evangelisti, Matteo e Luca. Così si esprime Gesù: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt 11,27 // Lc 10,22). La fonte Q è solitamente data tra gli anni 40 e 50 d.C. (quindi 10/20 anni dopo la morte di Gesù).

    matteo e luca NON sono gli evangelisti accertati dalla STORIA, in particolare non esiste alcun MATTEO, al posto del quale invece si trova un ebreo convertito , un sacerdote ebreo ecco perche gesu viene fatto parlare in termini biblici e in ogni caso non c’è scritto che gesu è dio e umano, o che coincide con dio.
    Gesù parla della data del giudizio finale: «Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre».

    Gesù stabilisce una gerarchia, ponendosi al di sopra degli angeli del cielo. E’ un passaggio “sicuro” dal punto di vista dell’attendibilità storica in quanto è imbarazzante per la chiesa primitiva il fatto che Gesù Cristo stesso sia ignorante di qualcosa e, tuttavia, si dichiara come Figlio di Dio.

    nel testo non si è affatto dichiarato figlio di nessuno, e dio non ha generato gesu! Inoltre NON è un passaggio sicuro: la frase appartiene ad un testo antico si ma non attesta assolutamente che gesu abbia pronunciato storicamente quella frase!

    Ecco cosa scrive: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini» (Fil 2,5-11).

    San Paolo si riferisce a Gesù come «il potere di Dio e la saggezza di Dio».

    • federico74 ha detto in risposta a troll

      Se qualcuno vuol rispondere a svitato101 (il nick del momento è “totalino”) compie un’opera di misericordia cristiana,
      Senza nessuno che risponda alle sue farneticazioni, ci sta troppo male.

    • lorenzo ha detto in risposta a troll

      Riesci a capire cosa significhi in italiano l’affermazione che “Gesù ha rivelato la sua natura ai discepoli in modo progressivo e prudente, pedagogico”: “Il Cristo di Dio” non è forse un modo “progressivo e prudente, pedagogico” per rivelare la propria divinità?

      Che l’evangelista Matteo non sia l’esattore delle tasse, apostolo di Gesù, è anche possibile; che l’evangelista Luca non sia il compagno di San Paolo è assai meno possibile: questo cosa cambia? Sai cos’è la “fonte Q”?

      Quando sostieni che “la frase appartiene ad un testo antico si ma non attesta assolutamente che gesu (ovviamente da te scritto minuscolo e senza accento) abbia pronunciato storicamente quella frase”, sei in ottima compagnia: anche il papa nero Arturo Sosa, ha infatti obbiettato che, ai tempi di Gesù, non c’erano i registratori.

      Se affermare di Gesù che “οὐχ {non} ἁρπαγμὸν {qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente} ἡγήσατο {considerò} τὸ {l’} εἶναι {essere} ἴσα {uguale sia in quantità che in qualità} θεῷ {a Dio}” non significa affermare che Gesù era uguale a Dio cosa significa?

      • troll ha detto in risposta a lorenzo

        Riesci a capire cosa significhi in italiano l’affermazione che “Gesù ha rivelato la sua natura ai discepoli in modo progressivo e prudente, pedagogico”: “Il Cristo di Dio” non è forse un modo “progressivo e prudente, pedagogico” per rivelare la propria divinità?

        è dove sarebbe questa progressività, Una scusa come un’altra tipo quella del mistero?

        Prima insegna a uccidere omosessuali, concubine e sterminare i nemici degli ebrei poi si preoccupa di fare pedagogia!??

        Che l’evangelista Matteo non sia l’esattore delle tasse, apostolo di Gesù, è anche possibile;

        non solo è possibile,

        che l’evangelista Luca non sia il compagno di San Paolo è assai meno possibile: questo cosa cambia?

        per voi cambia tuttofa capire la vera natura delle frasi attribuite a gesu che non sono storiche ma sono invece frutto del tentativo dell’autore di far combaciare la nuova religione con le profezie bibliche, la chiesa trova il tutto molto utile e lo fa diventare un vangelo

        Quando sostieni che “la frase appartiene ad un testo antico si ma non attesta assolutamente che gesu (ovviamente da te scritto minuscolo e senza accento) abbia pronunciato storicamente quella frase”, sei in ottima compagnia: anche il papa nero Arturo Sosa, ha infatti obbiettato che, ai tempi di Gesù, non c’erano i registratori.
        infatti! E neanche documentazione storica diretta (e forse ci sara stata chissà, ma il cristianesimo ha confuso tutto ed imposto il suo compendio sulla vita di gesu, cosi come è accaduto a francesco d’Assisi)

        Se affermare di Gesù che “οὐχ {non} ἁρπαγμὸν {qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente} ἡγήσατο {considerò} τὸ {l’} εἶναι {essere} ἴσα {uguale sia in quantità che in qualità} θεῷ {a Dio}” non significa affermare che Gesù era uguale a Dio cosa significa?

        • positrone76 ha detto in risposta a troll

          Bisogna dimostrare anche che il tuo sia un ragionamento storico se è per questo…

        • lorenzo ha detto in risposta a troll

          1. Il Sommo Sacerdote capisce benissimo le parole di Gesù e lo dichiara reo di morte perché: “ha bestemmiato (ἐβλασφήμησεν)… avete udito (ἠκούσατε) la bestemmia (τὴν βλασφημίαν)”.

          2. Anche padre Arturo Sosa, il papa nero, pensa che ai tempi di Gesù non c’erano i registratori e che quindi quello che è scritto nei Vangeli non è storicamente dimostrabile: come vedi sei in buona compagnia!

          3. Io, ed un altro paio di miliardi di persone, siamo disposti a credere che solo Gesù, tra tutti quelli che si sono dichiarati Dio, era veramente Dio: se tu non ci credi, sono solo fatti tuoi, non certamente miei.

    • gladio ha detto in risposta a troll

      In via dei Ciclamini al centoventitrè
      Vendevano le bambole vestite come me….

      Signor Centouno, creda a me, quando sente che il suo cervello sta per iniziare a fare le capriole, anzichè mettersi alla tastiera a scrivere fesserie , raccolga su una scopa e si metta a danzare alle note della canzonetta https://www.youtube.com/watch?v=-cDSr9j7ax8

      La aiuterà a smaltire un po’ di quegli umori maligni che tiene in corpo e si sentirà molto meglio

    • Andrea2 ha detto in risposta a troll

      Totano tanto tonto, ma se non credi in Dio, cosa ti interessa la divinità di Gesù Cristo?

    • Emanuele ha detto in risposta a troll

      Ragazzi, state rispondendo ad uno che si autoetichetta come troll…

  3. giuliano ha detto

    Gesù Cristo è centrale in quanto collegamento fra Dio e Uomo. Credere e mettere in pratica questo presupporrebbe ineluttabilmente “vedere” in Gesù maestosità e potenza. Invece, come di vede dalla lettura del Vangelo, l’importanza di Gesù è direttamente proporzionale alla sua umiltà (si è fatto servo, si è sempre posizionato a difesa E con gli ultimi…). Con queste condizioni al contorno come potrebbe non essere la divinità di Gesù già “assodata” dall’origine? Detto in altri termini: come potrebbe essere stato da subito incisivo nel suo insegnamento se già all’origine la posizione da ultimo, eventualmente presentata “solo” come uomo, poteva rischiare di compromettere l’essenza dello stesso insegnamento?

    • Andrea2 ha detto in risposta a giuliano

      I punti del Vangelo dove si afferma la divinità di Cristo sono più di uno. Chiarissimo è il racconto del paralitico guarito in Matteo dove Gesù rimette i peccati e dove si dice che solo Dio può farlo.
      Quando preghiamo alla fine del Rosario rivolgendoci a Dio Padre, a Gesù, allo Spirito Santo ed alla Santissima Trinità diciamo abbi pietà di noi perché hanno il potere di perdonare i peccati mentre quando ci rivolgiamo alla Madonna diciamo prega per noi perché non ha questo potere e quindi può solo intercedere per noi presso Dio.

      • Andrea2 ha detto in risposta a Andrea2

        P.S. Non voleva essere una risposta a Giuliano ma solo l’inserimento di un nuovo commento

      • Andrea2 ha detto in risposta a Andrea2

        Totano dalla testa di legno: cessa il tuo sproloquio demente!
        Non dire cose che non sai e che ti inventi senza nessuna logica, altrimenti la prossima volta aggiungo la virgola.
        P.S Scrivere Dio e Gesù minuscoli è molto infantile e più da bambino scemo e dispettoso che da persona adulta.

  4. Max De Pasquale ha detto

    Redazione UCCR

    Quando pubblicate articoli su internet come questo, e’ bene che chiediate ad uno o piu’ esperti accademici del settore “di essere presente”. Altrimenti arriva il signor Qualunque, che si sente invece chissa’ quale esperto, a scrivere commenti che fanno cadere le braccia per terra e lasciano dubbi a chi non si occupa di questi argomenti.

  5. lorenzo ha detto

    Vedo che non hai capito una mazza: sai perché il Sommo Sacerdote si straccia le vesti, afferma che Gesù ha bestemmiato e lo dichiara reo di morte?
    Perché Gesù, dichiarando di essere “seduto alla destra di Dio” dichiara di essere alla pari a Dio e la bestemmia è pertanto doppia: se Gesù è come Dio, Dio non è più unico.

    Spero non ti sfugga inoltre il passo di Matteo in cui gli scribi, di fronte a Gesù che afferma di perdonare i peccati, ritengono che bestemmi perché solo Dio può perdonare i peccati.

    Riguardo poi al “figlio di Dio”, vedo non hai affatto notato come Gesù distingua nettamente tra il πατρὸς {padre} σου {tuo}, ὑμῶν {vostro} e αὐτῶν {loro}, ed il πατρός {padre} μου {mio}: un conto è infatti la nostra figliolanza con Dio ed un conto è la Sua.

  6. Francesco ha detto

    Buongiorno,
    cerco di risponderle (con rispetto, anche se lei non ha per noi) prendo per buono quanto da lei stesso affermato.

    > [I testi del Nuovo Testamento] arrivano ad almeno cento anni dalla morte di gesu

    Anche se non vuole riconoscere le verità storiche accreditate (vds le indicazioni per ritenere i Vangeli antecedenti al 70 d.C.), anche in quel periodo, il cristianesimo era oggetto persecuzione e non di onore umano. La sua ricostruzione avrebbe senso solo se il NT fosse stato scritto dopo l’editto di Costantino. Perché qualcuno avrebbe dovuto inventarsi di sana pianta qualcosa…. e per poi morire per quello?

    > gesu dice di essere il messia, il messaggero non dio in persona

    Le rispondo con una domanda…
    Perché nel Salmo 110, (Antico Testamento, quindi) Si legge “Oracolo del Signore al mio Signore:
    – Siedi alla mia destra/ finché io ponga i tuoi nemici / a sgabello dei tuoi piedi – .”
    Se il Messia è un semplice uomo discendente di Davide, e non Dio, perché Davide lo chiama “suo Signore”?

    Risponda lei, in modo convincente, alla domanda!

    Assunto invece che Gesù è Verbo Incarnato, Figlio di Dio, gli dà anche la titolarità ad essere profeta e messia… ossia essere accreditato a parlare per nome di Dio (accreditamento profetico che anche uomini in precedenza hanno avuto).

    > in Matteo sono chiamati figli di Dio “gli operatori di pace”:
    > il re
    > il Messia
    > il popolo d’Israele, quello prediletto da Dio.
    > gli angeli
    > gli operatori di pace
    > Mentre nella tradizione ebraica il titolo «figlio di Dio» attribuito al popolo di dio: “israele è il mio figlio primogenito” (Es 4,22)
    > oppure “Dall’Egitto ho chiamato mio figlio (Os 11,1)”. Questo titolo è attribuito a Israele costantemente nella tradizione biblico-giudaica.

    Ovvio che lei tutto ciò la confonda…in quanto non l’associa al grande disegno di Dio di “ricapitolare tutte le cose in Cristo”, ma il germe di questo grande e meraviglioso progetto…è il grande mistero dell’incarnazione, ossia la nascita nella storia di Gesù Uomo-Dio.

    Comunque:
    – le creature angeliche sono chiamate figli di Dio, perché creature puramente spirituali e destinate a lodarlo e servirlo in modo diretto (al cospetto stesso della Santissima Trinità);
    – Il popolo di Israele perché immagine della Chiesa, corpo mistico di Cristo;
    – Il re e Messia, perché Cristo stesso è il Messia e i re, in analogia al popolo di Israele per la Chiesa, ad immagine di Cristo re dell’universo, del tempo e della storia;
    – gli operatori di pace, perché partecipi del sacrificio di Cristo sulla croce, che “…ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,/ per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,/ facendo la pace,/ e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,/ per mezzo della croce,/ eliminando in se stesso l’inimicizia./
    Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,/ e pace a coloro che erano vicini.

    Ma se le annunciamo una cosa meravigliosa e vera, perché le profezie, fin dai tempi antichi ci parlano di Cristo, ma ne parlano anche i santi, che con la loro stessa vita hanno vissuto come lui e si sono comportati come lui stesso si è comportato, tanti miracoli sono avvenuti e continuano…perché vuole combattere la Verità anche quando se decidesse il contrario sarebbe invece la Verità stessa a combattere per lei?
    Non si ostini più, la prego.

    • francesco sodano ha detto in risposta a Francesco

      le profezie sono manipolazioni medievali della bibbia (vedi i vari Isaia)

      • lorenzo ha detto in risposta a francesco sodano

        Mi spieghi il passo dell’eunuco della regina Candàce e del diacono Filippo alla luce della tua farneticante sparata?

      • lorenzo ha detto in risposta a francesco sodano

        Mi spieghi il brano degli Atti in cui il diacono Filippo incontra il funzionario della regina Candàce alla luce della tua affermazione?

      • Francesco ha detto in risposta a francesco sodano

        > le profezie sono manipolazioni medievali della bibbia (vedi i vari Isaia)

        > I vangeli a cui tu fai riferimento non sono sorgenti indipendenti ma scritti da personaggi ignoti della setta di Paolo di Tarso.

        Anche se fosse come dice nella sua seconda affermazione…(cosa per altro assolutamente falsa), e fossero del IIo secolo d.C., che le profezie siano manipolazione medievali della Bibbia, fa veramente sbellicare dalle risate, quando già nel nuovo testamento leggiamo:

        Poi [Gesù] disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.
        Lc 24,44-48.

        Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall’antichità. …. a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch’essi questi giorni.
        (Atti degli Apostoli cap. 3)

        Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino. Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio.

        (Seconda lettera di Pietro cap. 1)

      • Andrea2 ha detto in risposta a francesco sodano

        Che sciocchezza apocalittica!
        Le profezie di Isaia sono state tramandate anche dagli ebrei che non hanno riconosciuto Cristo e quindi hanno continuato ad aspettare il Messia. Per cui possiamo essere certi che nessuno le ha manipolate.

    • Klaud ha detto in risposta a Francesco

      *…perché le profezie, fin dai tempi antichi ci parlano di Cristo…*

      Se le profezie sono veritiere, come mai gli ebrei non hanno riconosciuto Gesù come messia?

  7. Francesco Sodano ha detto

    I vangeli a cui tu fai riferimento non sono sorgenti indipendenti ma scritti da personaggi ignoti della setta di Paolo di Tarso. Quindi tutte le analisi che fai sono basate sull’acqua. I vangeli apocrifi, quindi non modificati continuamente dai preti cattolici (Bergoglio ha addirittura cambiato le parole di Cristo nel Pater Noster senza capire come nasce l’invocazione), non parlano mai di divinità di Gesù (vangeli di Tommaso e Giuda). Comunque è indicativo che al concilio di Nicea vi erano una quarantina di sette cristiane ognuna con un’idea diversa di Gesù. Sarebbe ora di smetterla con queste elucubrazioni e pensare seriemente a cosa la Storia ha lasciato vivo nella religione cristiana eliminando inutili orpelli come il Vaticano.

  8. Armando Savini ha detto

    Credo che la divinità di Gesù sia a monte. Se leggiamo la Bibbia aramaica, e per esempio i salmi 45, 110, ma anche alcuni passi dei Midrashim e dello Zohar, emerge chiaramente la natura divina del Messia. Ora, Gesù dichiara alla Samaritana di essere il Messia e i suoi segni sono la realizzazione delle profezie messianiche annunciate da Isaia e dagli altri profeti, come anche da Zaccaria. La divinità del messia non nasce nel Nuovo Testamento ma lo precede. Di questo ed altro ne parlo in un mio libro, che a breve uscirà per Cantagalli-Chirico.

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