Ecco com’è il Sinodo inventato dai vaticanisti…

stampaIn uno dei suoi ultimi discorsi da Pontefice, Benedetto XVI ha ricordato in merito al Concilio Vaticano II: «c’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media». E’ quanto avvenuto anche quest’anno con il Sinodo sulla famiglia, lo ha accennato anche Papa Francesco nel suo discorso di ieri: «tanti commentatori, o gente che parla, hanno immaginato di vedere una Chiesa in litigio dove una parte è contro l’altra, dubitando perfino dello Spirito Santo».

Nel nostro commento alla prima bozza pubblicata dal Sinodo, la “Relatio post disceptationem“, sottolineando le enormi strumentalizzazioni dei vaticanisti italiani. Anche alla pubblicazione di ieri della Relazione ufficiale, la stampa ha reagito con enormi menzogne scritte sempre dagli stessi vaticanisti e da commentatori improvvisati. La maggior parte ha inventato una fantomatica “apertura” verso le coppie omosessuali -senza accorgersi che le parole di accoglienza usate non sono affatto nuove, dato che sono state prese dal Catechismo della Chiesa Cattolica-, con lo scopo per poterla usare a favore della legalizzazione delle unioni civili o del matrimonio omosessuale da parte del governo Renzi o per sostenere  iniziativa del sindaco Ignazio Marino che ha trascritto 16 matrimoni gay contratti all’estero.

 

LUIGI ACCATTOLI.
Partiamo da Accattoli, il più “scatenato” tra i vaticanisti sul Sinodo, apprezzato vaticanista del “Corriere” fino a poco tempo fa. In un articolo di ieri ha parlato della decisione di trascrivere 16 matrimoni gay da parte di Iganzio Marino, strumentalizzando di fatto il Sinodo: «Il Sinodo chiude oggi ma già ieri se ne è avvertita l’influenza innovativa nella disputa sulla “trascrizione” nei registri comunali di Roma di 16 matrimoni gay contratti all’estero». Secondo Accattoli, infatti, «il Vicariato di Roma e la Cei hanno protestato ma l’hanno fatto con la stessa prudenza usata dalla Curia milanese una settimana addietro, precisando che la Chiesa non si oppone alla tutela dei “diritti” degli omosessuali, ma chiede che abbia un nome diverso da “matrimonio”». Innanzitutto né il Vicariato né la Cei hanno mai parlato di “tutela dei diritti omosessuali” (che lui utilizza per far intendere un sostegno alle unioni civili). Se si legge l’articolo di “Roma Sette”, il settimanale della diocesi di Roma su cui è comparsa la durissima critica a Marino, non esiste nessun passaggio del genere. Nemmeno la nota della Cei riporta queste parole, semmai si legge: «L’augurio è che il rispetto delle persone individuali sia sempre salvaguardato nelle loro legittime attese e nei loro bisogni, senza mai prevaricare il dato della famiglia». “Rispetto delle persone individuali” è stato trasformato dal vaticanista in “diritti degli omosessuali”. Accattoli conclude tuttavia riconoscendo, dunque contraddicendosi, che «sono parole forti, che risentono dei toni di battaglia del nostro episcopato sui “valori non negoziabili” vigenti fino all’elezione di Bergoglio». Ma  non aveva scritto che si era usata prudenza? Il documento utilizza giustamente parole durissime (tanto che Luca Kocci parla di «vera e propria scomunica»), proprio per sottolineare la gravità dell’accaduto, come chiunque può leggere. Altro che “influenza innovativa”, che nel linguaggio giornalistico significherebbe parole di buonismo o accondiscendenza. D’altra parte la stessa Relazione ufficiale del Sinodo voluto da Papa Francesco presenta la stessa visione quando afferma: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

In un altro articolo cerca di mettere in contrapposizione il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, verso cui patteggia apertamente, con il card. Angelo Bagnasco presidente della Conferenza episcopale italiana. Accattoli vorrebbe mostrare come convivano due pensieri opposti tra gli stessi cardinali, e per esemplificarlo, ha scelto questa frase del card. Marx: «Per me è impensabile dire a una persona omosessuale che non può vivere il Vangelo». E per il card. Bagnasco ha citato un’altra frase: «Il “pensiero unico” in materia di sessualità è ormai una dittatura che si vuole imporre dall’Occidente a tutte le altre parti del mondo». Il commento di Accattoli: «Due voci che possono essere prese a emblema delle due anime, una audace e una prudente, che si sono fronteggiate nell’assemblea». Traducendo dal politichese questo significa: il cardinale buono che accoglie gli omosessuali e il cardinale cattivo che li respinge. Peccato che Accattoli abbia citato due frasi su due argomenti differenti: il card. Marx parla dell’accoglienza delle persone omosessuali e il card. Bagnasco respinge l’educazione gender nelle scuola. Entrambi concorderebbero certamente sulle affermazioni l’uno dell’altro, anche perché lo stesso Catechismo cattolico spiega che le persone omosessuali «possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana». Forse Accattoli vuol sostenere che il card. Bagnasco è contro il Catechismo?

Ancora oggi, nonostante Papa Francesco abbia criticato la “gente che parla” di una Chiesa divisa, ha pubblicato l’ennesimo articolo irridente verso i vescovi a lui antipatici (cioè quelli lontani dalle posizioni del suo amico card. Martini). Sostiene infatti che dal Sinodo sia emerso che il 10% dei vescovi si “opporrebbe a pelle” verso qualunque “apertura” della Chiesa, anche verso le altre religioni. In modo particolare si è visto, spiega, nell’opposizione ai paragrafi sulle persone con tendenza omosessuale e sulla comunione ai divorziati risposati. Peccato che non riesca a dimostrare che quei voti contrari provengano tutti dai “conservatori”, ed invece –è stato svelato oggi da un cardinale “riformista”- provengono anche dai vescovi a lui simpatici, che si sono opposti ai vari paragrafi perché avrebbero preferito parole diverse, probabilmente le stesse contenute nella bozza iniziale dove si parlava delle doti e delle qualità che le persone omosessuali possono dare alla comunità cristiana.

 

FRANCA GIANSOLDATI.
Lo stesso tentativo strumentalizzatore di Accattoli lo ha fatto Franca Giansoldati de “Il Messaggero”. Secondo lei «con Bergoglio la linea è cambiata. Sono finiti i tempi dell’interventismo a gamba tesa, dello scontro aperto, della contrapposizione veemente Chiesa-Campidoglio». Questo perché il cardinale Agostino Vallini, vicario della diocesi di Roma, non avrebbe fatto «alcun commento personale». Peccato che, come abbiamo già detto, il settimanale della diocesi di Roma, guidata da Vallini, abbia emesso un durissimo comunicato contro Marino. La stessa Giansoldati incredibilmente lo riconosce: «parole durissime, in linea con quello che ha ribadito la Chiesa la Sinodo sulla Famiglia». Subito dopo sostiene che la Chiesa avrebbe auspicato le unioni civili, anche se ad affermarlo è stato un solo vescovo (mons. Bruno Forte). Dunque: prima afferma che la diocesi di Roma avrebbe tenuto un profilo low cost, poi riconosce che la diocesi di Roma è intervenuta con “parole durissime” ed infine conclude l’articolo come l’ha iniziato: «niente scontri diretti, affronti portati avanti con dichiarazioni roboanti». Ma non si erano usate “parole durissime”? Tilt completo.

 

MARCO POLITI.
Aspettavamo il suo commento, come al solito estremamente di parte e per nulla oggettivo. Per lo meno ha avuto il merito di essersi informato sull’esito del Sinodo, evitando i falsi proclami di molti dei suoi colleghi. Nel suo articolo parla di scontri, di vittorie, di sconfitte, insulta i vescovi che non la pensano come lui chiamandoli “lupi” ed invita le associazioni laicali a fare pressione sul Vaticano «sui temi scottanti». Papa Francesco ha però criticato «tanti commentatori, o gente che parla», che «hanno immaginato di vedere una Chiesa in litigio dove una parte è contro l’altra». Lo stesso pupillo di Politi, il card. Luis Antonio Tagle lo ha smentito a proposito della guerra interna o delle strategie dei “lupi” conservatori: «In un processo sinodale gli elementi più importanti sono l’ascolto e la libertà di esprimere le diverse opinioni sulle situazioni che si presentano. Il Sinodo non è una battaglia né il frutto di una strategia».

Non solo il card. Tagle ha smentito la regia dei “lupi conservatori”, come afferma Politi, ma addirittura il card. Marx -il più aperto verso quel che i media considerano “aperture”- si è felicitato dell’esito del Sinodo, in particolare perché si è ribadita «l’accoglienza verso gli omosessuali […]. Per me è un risultato del tutto positivo». Politi parla di “ostruzionismo” dei “lupi conservatori” che hanno modificato leggermente la Relazione ufficiale rispetto alla bozza, e il card. Marx lo smentisce: «Ma questo è il frutto del normale andamento del dibattito. Io sono molto contento di quanto è uscito […]. Chi parla di vincitori e vinti non ha capito nulla del processo sinodale. Che è una discussione comune». Politi ha effettivamente parlato di vincitori e vinti…possibile che non abbia capito nulla del Sinodo, come dice il card. Marx? Sicuramente è molto disinformato, anche lui infatti ha dato credito alla bufala –subito smentita– che alcuni cardinali siano andati da Benedetto XVI per cercare una benedizione.

 

GIANCARLO BOSETTI
Sinceramente non sappiamo chi sia, appare oggi con un articolo su “Repubblica” (intitolato “Se la democrazia bussa in Vaticano”) dove si avventura a commentare il Sinodo. Secondo lui «bisogna ammettere che la versione più tenue, dell’accoglienza nella Chiesa “con rispetto e delicatezza” di uomini e donne con tendenze omosessuali (118 sì contro 62 no) mostra un cambiamento in corso». Qualcuno dovrebbe fargli notare che la frase arriva dal Catechismo della Chiesa in cui si legge: «Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione», che non è certo stato pubblicato ieri. Ma lui parla di “cambiamento”. Conclude, contento, scrivendo che «la dottrina e la teologia della Chiesa mostrano di poter cambiare». Peccato che non vi sia stato (né vi sarà mai) alcun cambiamento di dottrina: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia», si ribadisce infatti nella Relazione ufficiale, a proposito di dottrina.

 

FRANCO CARDINI.
Cardini è uno storico ma si avventura spesso, con poco successo, in questioni non sue. Ieri ha incredibilmente scritto che dopo Papa Francesco e dopo il Sinodo i cattolici non possono più opporsi alla legge sulle unioni civili e sui matrimoni omosessuali. Non ci credete? Ecco cosa scrive: «da oggi i cattolici non sono più consigliati di mantenere un atteggiamento aperto e comprensivo ma sono invitati con fermezza a farlo; e che la loro militanza cattolica li obbligherà, anche come cittadini, a regolarsi in modo da far si che le istanze morali e civili di persone che pur seguono un’etica lontana dalla loro -gli omosessuali per intendersi- vengano circondate di rispetto e aiutate nei limiti del possibile a tradursi in pratiche civili e giuridiche. Il cattolico da ora non potrà più farsi scudo della sua fede come alibi per contrastare quelle misure civili volte a rendere possibile e giuridicamente riconosciuta una unione anche fuori dai limiti matrimoniali, persino una unione tra persone dello stesso sesso». E’ incredibile la strumentalizzazione ed è doveroso ricordare ancora una volta quel che è emerso finora dal Sinodo: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». E ricordiamo anche il giudizio di Papa Francesco, più volte espresso: «La Chiesa offre una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell’unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana. Vogliamo riaffermare che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta».

 

GIACOMO GALEAZZI, MARCO ANSALDI e GIAN GUIDO VECCHI
I tre vaticanisti Galeazzi de “La Stampa”, Ansaldi di “Repubblica” e Vecchi del “Corriere” sono coloro che spingono particolarmente su una Chiesa in litigio, dove una parte è contro l’altra. Sono loro, più di tutti gli altri, gli artefici dei presunti strappi tra “tradizionalisti” o “conservatori” e “progressisti”, trattando la Chiesa come fosse un partito politico. Ancora oggi Ansaldo cerca di far combattere i presunti “conservatori” contro Papa Francesco. Quando i fenomeni sono troppo complessi per poter essere capiti tutto viene ridotto alle schematiche già note.

 

PIER FRANCESCO DE ROBERTIS
Un altro sconosciuto, fa il commentatore per “Il Giorno” e avventurandosi anche lui a parlare del Sinodo ci spiega che «la Chiesa si è detta pronta ad imboccare la strada del dialogo e dell’apertura sui temi più dibattuti nella Chiesa stessa e nella società, quella della comunione ai divorziati risposati e alle coppie di fatto e ai gay». De Robertis infatti ricorda il paragrafo in cui si invita maggior attenzione agli omosessuali. La Chiesa «vuole voltare pagina». Anche lui non sa nulla di quanto scrive, sul tema dell’accoglienza agli omosessuali il Sinodo ha semplicemente espresso quanto scritto da anni nel Catechismo della Chiesa cattolica (««Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione»), mentre sui divorziati risposati si è rimandato tutto al Sinodo ordinario, escludendo “facili aperture”. Ma il tormentone è che “la pagina è girata” e quindi avanti con le bugie!

 

Il consiglio che diamo, lo abbiamo già fatto, è abbastanza impopolare ma lo riteniamo decisivo: smettiamo di acquistare i quotidiani (a parte “Avvenire” e “L’Osservatore Romano”). Un buon uso di internet è più che necessario per tenersi informati, sopratutto utilizzando le fonti originali e sicure per informarci sul Papa e sul Vaticano. Per una volta siamo d’accordo con Beppe Grillo: mandiamoli a casa.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

26 commenti a Ecco com’è il Sinodo inventato dai vaticanisti…

« nascondi i commenti

  1. Kosmo ha detto

    E come prima Tosatti e Magister ve li siete scordati?

  2. Graf ha detto

    Trovo, invece, Sandro Magister e Marco Tosatti tra i più seri, credibili e informati vaticanisti oggi in circolazione.
    Chiedo ai lettori di questo bellissimo sito se ce ne sono altri di altrettanto professionali e onesti.

  3. Graf ha detto

    Mi correggo…se ce ne sono altri ugualmente professionali e onesti….

  4. Salvatore ha detto

    Ciò che ha fatto il sindaco Marino è una vera porcata. I romani, seguendo l’esempio del primo cittadino, potrebbero benissimo non rispettare le leggi astenendosi dal pagare le tasse e balzelli vari. Da parecchi giorni, poi, sento parlare fino alla noia di diritti degli omosessuali (con chiaro riferimento, ovviamente, al matrimo-
    monio con nessi e connessi), ma non dei figli eventualmente adottati, i quali hanno tutto il diritto di avere un padre ed una madre come natura comanda.

    • Menelik ha detto in risposta a Salvatore

      Me è proprio quel “sento parlare fino alla noia” lo scopo del tutto.
      Non era tanto la ufficializzazione italiana di un matrimonio, cosa molto aleatoria.
      Allora per lo stesso principio io vado in un paese africano a maggioranza islamica, vengo in possesso in qualche maniera, cioè sborsando soldi ai parenti, di tre ragazze dell’età di mia figlia, le sposo laggiù, ungendo bene gli uffici pubblici di dollari o euro, le carico su un aereo diretto in Italia, e mi presento in un comune chiedendo al sindaco di registrare la mia posizione matrimoniale anche in Italia con tutte e tre le ragazze, dunque all’anagrafe io sarei marito di tre donne giovani.
      In termini di meccanica giuridica, è lo stesso principio.
      L’operazione di Marino, Merola e gli altri, serve per far parlare, far parlare e far parlare organizzando una pseudo-cerimonia kermesse davanti alle telecamere.

    • Dario* ha detto in risposta a Salvatore

      So che quello che sto per scrivere non è direttamente connesso al tuo post ma, nel servizio del telegiornale che ho visto riguardo al fatto in questione, venivano mostrate due coppie di uomini davanti a Marino: una aveva uno e l’altra due bimbi con sé. Forse la cosa non è esplicita (per ora) ma si capisce bene dove vogliano andare a parare con i diritti che pretendono…
      Per il resto concordo (cioè sul fatto che Marino abbia fatto una gran porcata)

      • Marco S. ha detto in risposta a Dario*

        Caro Dario, io non capisco come, con l’Italia che balla da tre anni sull’orlo del baratro economico, questa classe politica, Renzi e Berlusconi compresi, possano anche solo permettersi di porre queste priorita’.

        O meglio, lo capisco benissimo ed e’ molto rivelatore.

        • Dario* ha detto in risposta a Marco S.

          Condivido in pieno Marco, ma quello che mi lascia più stupefatto comunque resta vedere come la gente abbocchi facilmente al loro amo. Siamo immersi nei paradossi:
          – carenza di manodopera contemporaneamente alla disoccupazione dilagante
          – denatalità contemporaneamente alla proliferazione degli aborti ed abbandono delle famiglie naturali
          – fondi tagliati alla sanità ed alla scuola (tanto per citarne due) contemporaneamente ad ingenti spese per equiparare gli animali agli esseri umani
          – nuovi strampalati diritti per chi se la passa benone a scapito di quelli di chi sta male
          Possibile che nessuno li noti?

  5. GiuliaM ha detto

    Aggiungerei all’elenco Stefano Maria Paci, il mellifluo vaticanista di SkyTG24. Ogni volta che lo sento sproloquiare con il suo tono arrogante mi viene voglia di perforare lo schermo e prenderlo a ceffoni!

  6. Umpalumpa ha detto

    L’oss.romano non l’ho mai letto.
    Capito spesso nel sito di Avvenire ma onestamente non è che ne condivida il “taglio”. Troppo tiepido a mio parere in molti temi.

    I “padri” sinodali, Santo padre in primis, dovrebbero stare attentissimi. Non solo a quello che dicono e fanno. Ma anche a come il loro pensiero viene riportato nei media. Soprattutto dopo aver capito che perfino il Concilio è stato rappresentato in maniera opposta rispetto a quello che era e questa errata rappresentazione ha fatto perdere la fede a milioni di fedeli nel mondo. Rifare lo stesso errore ora, sarebbe ancora più grave.
    Esempio classico è la frase: “Chi sono io per giudicare?”. Frase super condivisibile, ma se estrapolata e strumentalizzata può voler dire l’esatto opposto. E infatti oggi che succede? che viene usata per sostenere i matrimoni gay. E per smentire questi “sostenitori” furbastri non è sufficiente che uno qualsiasi faccia notare la strumentalizzazione, sarebbe necessario che chi l’ha pronunciata riprendesse pubblicamente gli strumentalizzatori.

    PS: sono curioso, a proposito di giornali, di vedere come sarà il quotidiano “La Croce” di Adinolfi.

    • Dario* ha detto in risposta a Umpalumpa

      Io credo che se uno dovesse misurare le singole parole che dice finirebbe per non parlare affatto e sarebbe molto peggio se la Chiesa cominciasse a tacere

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Dario*

        No, Dario. Anzi.
        Non è che uno debba tacere. Anzi. Deve parlare. Non può..deve.
        A mio parere deve parlare chiaro. Se non riesce, dopo essere stato frainteso è necessario che spieghi. Ancora più importante è, come nel caso in questione, se non è stato frainteso ma strumentalizzato.
        Se inoltre si dispone di servizi stampa e giornali, la spiegazione è ancora più semplice.

        Quello che voglio dire è che a me sta benissimo che il papa parli alle volte a braccio. E’ pure auspicabile che lo faccia. Anche perchè i suoi interventi migliori sono stati fatti proprio a braccio. Però di fronte ad alcuni giornali che travisano completamente ciò che viene detto e omettono ciò che non gli piace, per portare avanti idee politiche in antitesi con le idee cattoliche, non vedo perchè non si parli chiaro e si denunci questi fatti.

        Se io domani dico: “sono interista e non mi sta simpatico il milan” e sul giornale X viene riportato “mi sta simpatico il milan” e successivamente inizia un tam tam mediatico pro-milan fino ad arrivare che la campagna abbonamenti rossonera si basa su questa mia frase, io personalmente 2 parole di “correzione” le direi.

      • Salvatore ha detto in risposta a Dario*

        Non occore parlare molto. E’ sufficiente anche parlare poco, ma bene.

    • Dario* ha detto in risposta a Umpalumpa

      P.S. Chi vuole fraintendere o manipolare troverà sempre un modo per farlo a prescindere dalla perfezione del discorso originale, lo fanno anche con le parole di Gesù, vuoi che non lo facciano con le parole di un uomo?

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Dario*

        Chiaro, Dario. Verissimo. Questo non significa che di fronte ad una strumentalizzazione inevitabile sia giusto sorvolare. Altrimenti anche questo articolo di UCCR sarebbe inutile. Invece credo sia l’opposto. Di fronte ad una strumentalizzazione inevitabile è necessaria la contro-replica. Altrimenti succede che il messaggio giusto venga recepito sbagliato e milioni di persone vengano confuse (com’è successo col concilio vaticano II)

        • Dario* ha detto in risposta a Umpalumpa

          Sì sì, sono d’accordo che bisogni replicare alle strumentazioni che falsano i contenuti di quanto detto, intendevo solo dire che uno non debba smettere di parlare o limitare ciò che ha da dire per paura di dire cose che poi verranno usate in modo improprio

  7. beppino ha detto

    La dittatura della minoranza avanza… lo so é un controsenso ma questo é il risultato. Ringraziamo le persone eterosessuali che per far torto a chi non la pensa come loro (alla fine della fiera questa é la vera motivazione…) giustificano, accettano, sponsorizzano, l’accadere di evenienze e situazioni destinate unicamente a far avanzare egoistiche desiderata private di coppie omosessuali, che la natura ha posto nell’interimpossibilità di avere figli, in danno alla unica oggettiva “forma” antropologica pubblica in grado di garantire la miglior prospettiva ad una società (quella costituita dalle famiglie composte da mamma, papa e figli).

  8. aurelio ha detto

    Posso essere d’accordo su tutto. Pero’ ditemi: perché il papa o chi per lui non ha chiarito che la sua frase: “Chi sono io per giudicare” si riferiva alle persone (dobbiamo amare tutti e lasciare il giudizio a Dio) e non agli atti omosessuali che restano un grave peccato, se non vogliamo gettare alle ortiche gran parte delle sacre scritture (ricordando espressamente san Paolo, chiarissimo nella condanna)?

« nascondi i commenti