Il lato oscuro e violento del buddhismo

Ratzinger Dalai lamaLe religioni non cristiane, afferma la Chiesa cattolica «non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini». In particolare, si valorizza l’esperienza buddhista in quanto «secondo le sue varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo mutevole» e si insegna a cercare una via davvero soddisfacente al cuore umano. Tuttavia, la Chiesa annuncia che Cristo è questa risposta cercata, è «”via, verità e vita”, in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose»

Purtroppo molti occidentali hanno una visione distorta del buddhismo. Non a caso il video dei monaci buddisti thailandesi con occhiali alla moda, borse di lusso e costosi gadget tecnologici in viaggio a bordo di un jet privato ha scosso moltissime convinzioni, evidenziando le contraddizioni tra la tradizionale immagine del buddhismo e le strumentalizzazioni operate dall’Occidente e dai vip convertiti al New age. Il Buddhismo è concepito come la religione della pace, della meditazione, della rigenerazione, della tolleranza e gli anticattolici occidentali, come Marco Politi de “Il Fatto”, hanno l’interesse a presentarlo così.

Molti parlano di “moda spirituale”: se uno invita l’arcivescovo Scola al consiglio comunale di Milano è un reazionario, se invece viene invitato il Dalai Lama è rispetto multiculturale. Tuttavia ci sono notevoli aspetti positivi e stimabili anche nel buddhismo, ma occorre guardare la realtà nella sua complessità, andando oltre i luoghi comuni e senza mai dimenticare la parole di Giovanni Paolo II: «Venerabili amici, rappresentanti del Buddhismo e dello Shintoismo in Giappone, […] La Chiesa Cattolica esprime la sua stima per le vostre religioni e per i vostri alti valori spirituali, come la purezza, l’ascetismo, l’amore per la bellezza della natura, e la benevolenza e la compassione per tutto ciò che vive».

E’ doloroso tuttavia leggere storie di cristiani perseguitati, impossibilitati a dare ai morti una sepoltura cristiana nel regno di Buddha, mentre lo stesso è pienamente concesso ai buddisti in terra cristiana. Non era la religione del rispetto? In Sri Lanka, in quattro mesi gli estremisti buddisti hanno attaccato trenta chiese. Accade mai il contrario? «La Chiesa in Sri Lanka continua a crescere», ha spiegato padre Amos della Mission Network News, «e i buddisti cominciano a sentirsi minacciati. Molti credenti non lasciano più offerte ai templi buddisti, che fanno fatica a sopravvivere, per questo hanno cominciato ad attaccare le chiese». Sempre in Sri Lanka, una folla di circa mille persone nel dicembre 2012, fra cui numerosi monaci buddisti, ha preso d’assalto una chiesa cristiana e ferito il pastore Pradeeep. La folla ha devastato la chiesa, distruggendo arredi sacri, attrezzature, auto parcheggiate. Il giorno prima dell’incidente, un gruppo di buddisti e di monaci aveva visitato il Pastore, intimandogli che, senza il permesso del clero buddista, non poteva condurre culto cristiano, pena la distruzione della chiesa. Dopo il rifiuto del Pastore, che ha invocato i diritti costituzionali, è giunto l’attacco. Accade mai il contrario? Nel 2012 le comunità cristiane in Sri Lanka, di diverse confessioni, hanno registrato circa 50 casi di attacchi da parte buddista. E’ stato colpito da una sassaiola anche il vescovo cattolico di Mannar, Mons. Rayyappu Jospeh.

Esiste anche il monaco birmano, Wirathu, che incita all’odio contro gli islamici, soprannominato il “Bin Laden buddista”. E’ ritenuto l’ispiratore del raid di ottobre 2012 contro i musulmani nello Stato di Rakhine: 200 morti ammazzati e 100 mila sfollati. La guerra tra buddisti e islamici in Birmania è violentissima, nel maggio scorso a Oakkan una donna ha urtato un monaco facendogli cadere la ciotola dell’elemosina, è stata la scintilla che ha fatto scoppiare i tumulti e 300 persone hanno distrutto la moschea della città. E’ recente la notizia che due pastori cristiani sono stati arrestati nel piccolo regno buddhista del Bhutan, nazione che non riconosce la minoranza cristiana, che si è sviluppata in modo sotterraneo.

Sul buddhismo è uscito un volume di Roberto Dal Bosco, profondo conoscitore della religione orientale il quale ha raccontato che «quando ci fu lo tsunami, i missionari cristiani erano in prima linea negli aiuti, lo stesso non credo si possa dire dei buddisti. Possiamo parlare di “legge del non intervento” come ne parla la scrittrice belga, ma cresciuta in Giappone, Amélie Nothomb. Il tuo male è il tuo karma, te lo sei meritato, lo devi esperire interamente tu, al massimo il buddha può darti qualche consiglio… siamo millenni lontani dalla bontà materiale del cristianesimo, dall’atto stesso di Dio che si sacrifica con la carne e il sangue per i suoi figli».

La professoressa Jae-Suk Lee, che insegna alla facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense, ha spiegato: «Il successo delle religioni orientali in Occidente deriva da un vuoto spirituale che il cristianesimo, a un certo punto, ha smesso di riempire. Gli aspetti del buddhismo relativi alla meditazione al rilassamento, all’’introspezione hanno riempito questo vuoto».

Ogni religione porta dentro una traccia di verità, bisogna valorizzarla e favorire con tutti un dialogo di confronto. L’importante, come abbiamo voluto fare con questo articolo, è conoscere davvero le religioni non cristiane, non strumentalizzarle in chiave anti-cattolica e non usare mai una religione contro l’altra.

La redazione

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