“Repubblica” terrorizzata dalla “Manif Pour Tous”

Manif pour tous italia 2Se il quotidiano “Repubblica” comincia a diffamare la Manif Pour Tous Italia è un buon segno, significa che comincia a temerla. E’ infatti uscito un articolo pieno di calunnie, odio e rancore contro la libera associazione di italiani contrari all’educazione Lgbt, che sancisce dunque l’inizio della classica campagna di fango contro i dissidenti in cui il quotidiano di Scalfari è specializzato.

I metodi sono sempre gli stessi: dipingere i nemici come violenti, estremisti e pochissimi di numero. Un giornalista di “Repubblica”, Daniele Castellani Pierelli, amante della Cina (tanto che il suo sogno è quello di essere corrispondente da Hong Kong), dove l’omosessualità è quasi un reato, si è infiltrato tra i manifestanti della “Manif” durante il recente raduno in Santi Apostoli a Roma. Su cento intervistati ha scelto di parlare solo di uno, quello che -tagliata l’intervista a dovere- poteva sembrare più strambo, facendo credere che rappresentasse le idee di tutti i manifestanti. E’ il metodo “Repubblica”.

Il quotidiano mostra di temere che «siano le prime prove generali di una battaglia che diventerà rovente» nei prossimi mesi. Divertente che Pierelli cerchi di sminuire l’iniziativa italiana mettendola a confronto con la ben più consistente manifestazione francese, dove è appunto nata la “Manif pour tous” in opposizione al “mariage pour tous”, il disegno di legge di Hollande per aprire il matrimonio agli omosessuali. In Francia, ride Pierelli, «un milione di persone ha manifestato contro le nozze gay», in Italia poche centinaia. Già, peccato che i suoi colleghi calunniavano a loro volta la marea umana francese contro la legge Hollande, parlando di poche migliaia: «Secondo gli organizzatori, è sceso in strada più di un milione di persone, mentre le stime della polizia riducono tutto a non più di 150mila manifestanti». Ora invece i manifestanti francesi sono magicamente diventati un milione, solo giusto per contrapporli a quelli italiani. E’ il metodo “Repubblica”.

Ma anche gli insulti diretti non mancano: «borghesia da parrocchia», «cattolici anti-gay» e «movimenti estremisti», dei ragazzotti con giubbotti scuri che guardano la manifestazione vengono fatti passare come i membri più violenti, pronti ad entrare in gioco quando si farà duro. E’ il metodo “Repubblica”Ma ormai questo metodo è noto a tutti e, come dicevamo, è sintomo della paura che cattolici, omosessuali, cristiani e agnostici contrari alla distruzione del matrimonio e sostenitori del diritto dei bambini di crescere in una famiglia che non violi la diversità sessuale da cui sono nati, si sveglino come ha splendidamente invitato a fare Massimo Introvigne, imitando il contro-movimento culturale che sta nascendo in America.

Se “Repubblica” ha paura e si oppone, allora siamo sulla strada giusta. La “Manif” torna nuovamente in piazza il prossimo 2 febbraio a Roma, alle ore 11 in piazza Farnese, davanti all’ambasciata di Francia (pagina Facebook). In contemporanea a Parigi, Lione, Bruxelles, Bucarest, Madrid e Varsavia. Chi può partecipare partici, chi non puoi diffondi la notizia!

 

Manif

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