Processo a Galilei, nessun contrasto tra scienza e fede (video)

Agnoli videoE’ nota a tutti la strumentalizzazione del “caso Galileo”, divenuto suo malgrado (devoto cattolico, prima e dopo i problemi con il Sant’Uffizio) mito e martire del libero pensiero scientifico, contrapposto all’oscurantismo clericale e simbolo di un conflitto strutturale e insanabile tra Chiesa e scienza, in ultima istanza tra fede e ragione.

Qualche anticlericale calca troppo la mano e a volte, come accaduto ad Alessandro Cecchi Paone, arriva a pronunciare gaffe incredibili come il fatto che «Galieli dimostrò che la Terra era rotonda».

Il filosofo Luigi Baldi ha già approfondito su questo sito web la verità sul processo a Galileo, mentre Francesco Agnoli ha spiegato come l’eliocentrismo, lungi dall’aver messo in crisi la teologia, ha elevato l’uomo riaffermandone la centralità spirituale. Proprio Agnoli, scrittore, filosofo e saggista, in un video del 2009, ha approfondito dal punto di vista storico il processo di Galilei spiegando quel che la pubblicistica anticattolica ha nascosto per anni. Non ci fu alcuno scontro tra fede e scienza, tant’è che furono pagani e aristotelici ad opporsi alle sue teorie, trovando invece difesa delle sue tesi nei Gesuiti cattolici e fu la Chiesa ha consacrare tutte le sue scoperte più importanti.

I problemi iniziano per questioni diverse, sopratutto politiche. Ma inutile anticipare quel che ci verrà spiegato dal prof. Agnoli. Buona visione!

 

Qui sotto il video di Francesco Agnoli sul “processo Galilei”

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

43 commenti a Processo a Galilei, nessun contrasto tra scienza e fede (video)

« nascondi i commenti

  1. lorenzo ha detto

    Se “non ci fu alcuno scontro tra fede e scienza” crolla la favola dell’incopatibilità tra fede e scienza: si arrenderanno alla verità i sostenitori delle legende nere ?

    0
    • Giuseppe ha detto in risposta a lorenzo

      La fede e la scienza sono incompatibili nella misura in cui ci sono invasioni di campo. Per il resto uno scienziato può credere o meno, l’importante è che faccia il suo lavoro come di deve.

      0
      • Positrone76 ha detto in risposta a Giuseppe

        E’ parzialmente errato. Scienza e Fede non sono incompatibili ma sono separate nelle funzioni e nei campi di indagine. In genere le invasione dipendono da scientismo o dal suo opposto il fideismo (peraltro condannato dal Concilio Vaticano II).

        A tal proposito visto che non ho potuto rispondere ad Emanuele nell’articolo sui diritti ai gay, ma in accordo con l’argomento in oggetto rispondo che la sua opinione rispetto quello che la dottrina morale della Chiesa afferma sul piano scientifico è appunto una sua opinione. La Chiesa non deve stabilire (ne può) cosa sia malattia, compito che spetta alla scienza.
        Il discorso sulla varianza o sull’uso funzionale di parti del corpo non tiene conto dell’espressione creativa delle parti organiche umane cosa che peraltro servono una funzione superiore come quella celebrale e relazionale. Altrimenti dovremmo ritenere malati tutti coloro che pur eterosessuali usano creativamente ed in maniera non funzionale alla riproduzione i propri organi. Arrampicarsi sugli specchi con arzigogolate argomentazioni non serve a molto.
        La Chiesa si occupa di Cristo, del suo gregge, della relazione con Dio, non è un prontuario medico. L’approccio cattolico può dare una visione importante ma la pervicacia di taluni a voler dare alla Chiesa una responsabilità che non ha rischia di compromettere la sua missione verso alcuni figli di Dio. Il senso delle parole del Papa nelle recenti interviste viaggia in questa direzione.

        0
        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

          Cercherò di avere molta pazienza, perché se c’è qualcuno pervicace nel non voler comprendere che la propria confusione-ignoranza dottrinale non può essere elevata a criterio di verità, sei proprio tu.

          1) Il problema dell’essere “contro-natura” di un atto umano non coincide mai solo con l’essere utilizzato impropriamente di un certo organo o funzione (né con l’essere artificiale), perché un’organo, propriamente parlando, non ha una natura o essenza propria, ma è parte della natura o essenza umana. L’organo ha una propria struttura o composizione. Con il termine “natura”, presente nell’espressione “contro-natura”, ci si riferisce alla natura umana nel suo complesso, poiché è l’essere umano, in quanto sostanza (cioè in quanto ente a sé, cosa che una sua parte non è), che propriamente ha una natura.

          1.1) In altre parole l’essere usato impropriamente è una condizione necessaria ma non sufficiente dell’essere contro natura.

          2) Facciamo un esempio, che emerse già in una lunga discussione di tanto tempo fa con Luigi Pavone: il camminare sulle mani non è un atto contro-natura nel caso in cui si sia privi delle gambe, anche se corrisponde ad un uso evidentemente improprio delle mani e della braccia, che non sono fatte per camminarci. Anzi, in quanto metodo sostitutivo di una funzione che appartiene di suo alla natura umana (il camminare), il deambulare sulle mani (per chi sia privo delle gambe) è un atto perfettamente in armonia con la natura umana. Esattamente come il ristabilire la salute tramite un intervento chirurgico, che è un intervento artificiale, in quanto non previsto nel “mondo naturale”, non per questo è contro-natura, ma, anzi, dato che la condizione di normalità è alterata da qualsiasi malattia, la medicina (che tende ad eliminare ogni malattia) è un’attività corrispondente alla natura umana.

          3) E veniamo all’omosessualità. Come è già stato più volte chiarito nei commenti su questo sito, l’omosessualità non è un “malattia” né in senso fisiologico né psichiatrico, ma si tratta di una devianza della personalità, cioè di una devianza nella normale maturazione dell’identità sessuale, che è una questione puramente psicologica. E si tratta di una devianza che è strutturalmente e radicalmente contraria alla natura umana, poiché ne perverte una caratteristica essenziale, che è quella della differenza sessuale; una caratteristica presente ad ogni livello: fisiologico, psicologico e intellettuale. La natura umana è necessariamente sessuata e ove vi sia contraddizione tra la fisiologia (sempre eterosessuale) e la psicologia (omosessuale), ovviamente c’è qualcosa che non va, data l’intrinseca complementarietà dei due sessi (ad ogni livello ontologico).

          3.2) Dunque, caro Positrone, le tue sciocchezze assolute sulla “espressione creativa delle parti organiche”, corrispondono ad un gravissimo fraintendimento della dottrina sia puramente filosofica che cattolica. Quando vorrai concederti di comprenderlo?

          0
          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Errata corrige: un organo, non, ovviamente, “un’organo”.

            0
          • Positrone76 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Premesso che, nonostante la tua pervicacia di dare dell’ignorante al prossimo e non a te stesso, come in prima ed anche in ultima istanza dovresti fare, vado a risponderti punto per punto.
            1) Io non ho risposto alla tua obiezione ma a quella di Emanuele e riguarda il rapporto scienza dottrina. Ho i miei forti dubbi sulla seconda di certo di sfugge la prima. Tuttavia in senso molto ampio tutti i peccati vanno dottrinalmente contro-natura seguiamo la tua impostazione poichè Dio ci ha creati perfetti e perfettibili ed ogni atteggiamento che ci porta verso la non perfezione NON rispetta la nostra più intima Natura, cosa che peraltro in assoluto non nego. La differenza è che tu stabilisci SOLO nell’omosessualità la contro-naturalità cosa che è negata dai fatti e dalla logica oltre che dalla Dottrina di cui continuamente ti riempi le dita ma di cui evidentemente non hai compreso appieno la portata.
            1.1) Niente da ridire sul concetto di essere ma anche di natura usato impropriamente, ed infatti questo ho fatto notare.
            2) Niente da dire semplicemente c’è da integrare il discorso. Secondo quanto tu definisci essendo il camminare parte della natura umana chi non può camminare, neppure usando altre parti del proprio corpo o con l’aiuto di scienza, tecnologia o altro per espletare la funzione naturale “camminare” è immediatamente collegabile per te ad un male ontologico poichè per te è la pulsione ab origine ad essere male ontologico e non la conseguenza. Ciò è falso oltre che illogico e stupido. Soprattutto, ed è una tecnica che usi spesso, eviti di citare la comparazione quasi che qualsiasi attività svolta da eterosessuale sia permessa e lecita persino oltre l’idea che il fine venga rispettato (la procreazione) neanche Gesù non avesse fornito una strada alla felicità che sia alternativa.
            3) E vieniamoci a questa omosessualità che in questo sito ha più volte tradito la dottrina quando la si è fatta passare per problema ontologico (che in sè significa poco o nulla). Noi nasciamo connotati sessualmente? Certo. Si tratta di devianza? Si e no. Preferirei il termine più neutro di differenziazione rispetto a devianza e certamente non ad un concetto astratto e valorizzato di normale (che in sè non ha nessun valore se non statistico). Che sia radicalmente contraria è un giudizio di merito quindi opinabilissimo. Il termine perverte in luogo di cambia ne da un’ulteriore giudizio di merito e morale non giustificato da nessuna logica rispetto al naturale ma solo rispetto alla finalità riproduttiva che è una caratteristica primaria solo in relazione al perpetuarsi della specie. Essendo la dottrina incentra sulla ricerca della relazione dell’uomo con Dio e con gli altri uomini non un manuale di sesso esso ha senso solo nel giudizio di Dio sull’uomo e per l’uomo. Un giudizio che passa attraverso la dottrina in TUTTI i suoi aspetti. Se la fisiologia (che tu indichi con Natura) e la psicologia sono diversificate o in conflitto tu ci vedi qualcosa che non và, io ci vedo qualcosa che và compreso. Ci sono casi di non maturazione? Sicuro. Ci sono casi dipesi da traumi? Certo. Ci sono dicotomie totali tra sesso biologico e psicologico? Nessun dubbio. E’ sempre frutto di qualcosa che non và? Non lo sappiamo, ne io ne la Dottrina ne c’è certezza (in un senso o nell’altro) in psicologia, fortuna che ci sei tu che pensi di sapere.
            Fossilizzarsi solo sugli atti prescindendo dallo spirito dell’atto è come condannare l’omicidio anche nel caso di legittima ed ultima difesa.
            La Dottrina insegna che prima di guardare la pagliuzza nell’occhio dell’omosessuale dovresti guardare la durezza e la trave che c’è nel tuo di cuore. E sempre la dottrina ti spiega che l’insegnare la verità “ontologica” passa dalla misericordia non dalla condanna.
            3.1 Quello che tu ti ostini a non capire e che non diciamo cose troppo diverse con un unica grande differenza. Tu metti davanti la Legge io la Misericordia. Tu vuoi essere il savio che indica e si aspetta obbedienza io indico lasciando che la scelta rimanga alla libertà dell’uomo amando come ama Dio che non impone mai ne condanna prima ma dopo.
            Soprattutto tu giustifichi il Male quando commesso da eterosessuali io ricordo che in realtà un peccato lo è indipendentemente dal sesso biologico e psicologico di chi lo commette. Quando vorrai capire le sciocchezze assolutizzate e il gravissimo fraintendimento dottrinale e filosofico che commetti?

            0
            • Positrone76 ha detto in risposta a Positrone76

              Devo ringraziare pubblicamente la redazione di UCCR per non avermi (ancora) censurato (a volte gli scappa di farlo in maniera non troppo cattolica e tradendo a mio avviso lo spirito stesso di questo sito come riportato alla voce UCCR ad inizio pagina) motivo per il quale a volte non mi viene data la possibilità di rispondere venendo messo in moderazione (non per i linguaggi o le espressioni non rispettose ma evidentemente per i contenuti). Sappiate dunque che quando non leggete le mie repliche non dipende, in genere, da una mia mancanza o scortesia. L’ho scritto ora, non lo scriverò più. Cmq auguro ogni bene a tutti loro e voi e vi ringrazio cmq tutti di esistere e di essere parte delle mie giornate.

              0
            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

              1) Incominciamo con la tua logica, inesistente. Se anche io non avessi citato i peccati di lussuria eterosessuale contro-natura, questo a tuo avviso coinciderebbe con l’averli negati? Cioè se parlo del colore rosso, ma non di quello arancione, significa che nego l’esistenza del colore arancione? Ma ti è andata male anche di fatto, poiché ho già ricordato quanto San Tommaso d’Aquino diceva dei peccati in questione, che considerava appunto contro-natura, poiché atti come la masturbazione o il coito anale (anche se praticato con una donna) pervertono le evidenti finalità degli organi sessuali, per un fine illecito (quello del piacere, slegato dalla procreazione ed educazione della prole).

              2) Ciò non toglie che l’omosessualità comporti maggiore perversione dell’ordine naturale, perché di per sé implica la massima opposizione alle condizioni naturali tramite cui si adempie al fine principale della sessualità.

              0
            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

              1) Il tuo punto 2 esprime tutta la tua ignoranza in filosofia. Ti ho già ricordato come secondo la dottrina di Sant’Agostino e poi di San Tommaso (accettata in pieno dal Magistero cattolico) il male (in generale) corrisponda ad un “privazione”, cioè all’assenza di qualcosa che sarebbe dovuto in quanto richiesto dall’essenza o natura dell’ente in oggetto. La cecità è un male per un uomo (la cui essenza prevede la capacità visiva), ma non lo è per la pietra.
              Nota bibliografica: Charles Journet, Il male, Borla, Torino 1963 (si tratta di un ottimo testo, che troverai sicuramente in un buona biblioteca e che, spero, potrà chiarirti bene sia gli elementi filosofici che quelli teologici intorno alla questione del male).

              1.1) L’omosessualità è un male in primo luogo in questo senso (prima EVENTUALMENTE di esserlo anche moralmente, se praticata), poiché corrisponde ad una devianza dalla salute e dalla normalità psicologica (oltre che dalla normalità di utilizzo degli organi sessuali, quando praticata). Provare attrazione verso il proprio stesso sesso è un male, poiché la natura sessuata dell’essere umano è fatta per la complementarietà (ad ogni livello ontologico) in ordine al fine principale, quello procreativo.

              1.2) Ora, nessuno è moralmente colpevole (= male morale, che è una specie di male) per un male che gli è capitato indipendentemente dalla sua volontà: un malato di cancro, ovviamente, non ha commesso alcun peccato (se non è stato un fumatore incallito). Ciò vale, ovviamente, anche per l’omosessualità, la quale è in sé un male, ma non necessariamente un male anche morale, se non agita (devo rispiegarti il perché?).

              0
              • Positrone76 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                Nono non è che devi rispiegarmi il perchè se un perchè non c’è. L’omosessualità non è un male alla salute e la Dottrina non ha questo compito again.
                La cecità può non essere una scelta (perchè qualcuno potrebbe anche rendersi ceco volontariamente ad esempio fissando il sole nell’idea di vedere qualche sacra immagine) come può non esserlo l’omosessualità.
                Il male è quello che Gesù definisce male e lo è perchè lo dice Dio, il suo Logos e la Chiesa per il suo Logos che segue la Sua logica, una logica che per noi non è pienamente comprensibile nonostante il tentativo di taluni in certi casi di quadrare il cerchio.

                Provare attrazione per il proprio sesso diventa male perchè come scrivi tu non rispetta il fine procreativo, come tutte le scelte sessuali che portano allo stesso risultato (parliamo ovviamente di un cattolico che cerchi Dio). Non esattamente in modo preciso quanto quello da me scritto ma se non male interpretato va bene anche il tuo pensiero. Questa tua imprecisione probabilmente dipende dal fatto che sei ancora uno scolaretto :-). La natura umana è sessuata ma la complementarità può essere raggiunta, grazie a Gesù, a più livelli altrimenti i casti sarebbero malati ontologici.

                0
            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

              Positrone76 ha scritto: “Che [l’omosessualità] sia radicalmente contraria [alla natura umana] è un giudizio di merito quindi opinabilissimo. Il termine perverte in luogo di cambia ne da un’ulteriore giudizio di merito e morale non giustificato da nessuna logica rispetto al naturale ma solo rispetto alla finalità riproduttiva che è una caratteristica primaria solo in relazione al perpetuarsi della specie”.

              1) Che l’omosessualità sia radicalmente e intrinsecamente contraria alla natura umana, è un’evidenza immediata per i motivi che ho già più volte spiegato. Al piano della doxa corrisponde invece la tua visione delle cose, totalmente falsa sia a livello filosofico, che a livello della dottrina cattolica.

              2) Dicendo che la “finalità riproduttiva è una caratteristica primaria solo in relazione al perpetuarsi della specie”, dimostri nuovamente tutta la tua crassa ignoranza e la tua mancanza di buon senso, poiché, ovviamente, nel caso dell’umanità l’uso corretto della sessualità (quello riproduttivo) non ha come unico fine, né come fine più importante, quello della semplice prosecuzione della specie, ma, essendo l’uomo un ente dotato di spirito immortale e razionale, la procreazione comporta anche il dovere dell’EDUCAZIONE MORALE; proprio perché LA NATURA umana è anche natura spirituale (razionale). Questo è il motivo per cui San Tommaso ritiene che l’indissolubilità del matrimonio sia necessaria come principio fondamentale del diritto naturale.

              Dunque l’omosessualità è contraria in toto alla natura umana, ossia lo è sia rispetto alla componente puramente biologica dell’uomo, sia rispetto alla sua componente spirituale.

              0
            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

              Positrone76 ha scritto: “Quello che tu ti ostini a non capire e che non diciamo cose troppo diverse con un unica grande differenza. Tu metti davanti la Legge io la Misericordia”.

              Invece diciamo cose profondamente diverse. Inoltre non c’è vera misericordia, così come vera carità, ma solo una loro caricatura, quando si manca del radicamento nella verità, come nel tuo caso.

              0
              • Positrone76 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                Mi spiace ma non è come tu sostieni. Evito di rispondere a tutte le fesserie che scrivi prima concentrandomi sull’ultimo punto.
                Una radicamento alla verità che sia privo di Misericordia non è Verità. E’ vero forse hai ragione tu, io scrivo cose cattoliche mentre tu scrivi cose vetero cattoliche se non anche protestanti.

                Con tutta la sapienza di cui ti autoincensi e ammanti non capisci che:

                Io non ho mai scritto da nessuna parte che la pratica omosessuale sia lecita moralmente (come da dottrina). Scrivo invece che indivdualmente (come da Dottrina) il caso si valuta caso per caso perchè come scrive autorevolmente la Congregazione per la Dottrina della Fede nel caso singolo potrebbe non esserci in taluni casi colpa.
                Ho scritto che la Dottrina non è un trattato ne medico, ne psichiatrico, ne psicologico.
                Ho scritto che benchè la Dottrina abbia una visione chiara del peccato sul profilo sociale deve essere spiegata interamente quindi anche nella parte relativa a cosa sia il peccato, come lo si commette, cosa lo attenua, cosa lo aggrava e quale sia lo scopo.
                I ciechi pur avendo la privazione, come dici tu vivono un male su di sè, un male, che non li trasforma in malati ontologici, come TU e non la Dottrina affermi.
                Fai bene a specificare che San Tommaso “ritiene” perchè appunto lo ritiene lui anzi tu di lui. Poichè la natura umana, dotata di spirito e razionalità, nella procreazione ha il dovere di EDUCARSI MORALMENTE ma alla PROCREAZIONE non alla condanna di sè per rinnegamento fine a se stesso. Come ridice autorevolmente la Congregazione per la Dottrina della Fede, scopo della Chiesa e della Dottrina non è far rinnegare alla persona la propria più intima natura ed il proprio sentire. Compito della Dottrina è trasmettere Gesù che con la Sua grazia aiuta a capirci. Un omosessuale non smetterà di esserlo perchè tu gli punti un dito addosso ed in genere non smetterà mai.
                La morale cattolica non ha altra giustificazione che Gesù. Se Gesù non ci fosse esistito o non fosse Risorto la morale cattolica e pure San Tommaso sarebbero una grande fesseria. E siccome Gesù non si è mai approcciato al singolo condannandolo prima e poi aiutandolo ma sempre aiutando e salvando per poi chiedere di non peccare più. E come se tu prima di buttare il salvagente ti premurassi di ricordargli che sono fatti suoi se è uscito in mare con il tempo brutto, se non è affogato nel frattempo e solo se riconoscere che è stato un idiota allora gli butti il salvagente. Da come scrivi sembra che io giustifichi matrimoni i gay o scriva che la sessualità (ma differenza tua, TUTTA la sessualità) non possa essere fonte di peccato se vissuta non coerentemente al valore e alle virtù sponsale. Di nuovo sempre la Congregazione dice che “le persone omosessuali sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castità”. Capisci cosa significa come gli altri o ti servono i sottotitoli?

                Se si dedicano con assiduità a comprendere la natura della chiamata personale di Dio nei loro confronti, esse saranno in grado di celebrare più fedelmente il sacramento della Penitenza, e di ricevere la grazia del Signore, in esso così generosamente offerta, per potersi convertire più pienamente alla sua sequela (come gli altri sempre).

                Ora forse non avrò letto io ma non mi pare che tu faccia questo gran parlare di “malattia ontologica” (che non significa un ciufolo) nel caso di autoerotismo o nel caso di sodomia eterosessuale. Tu giustifichi qualsiasi sessualità eterosessuale ma così tradisci il senso della morale cristiana e della dottrina cattolica. Tè capì?

                0
    • Azaria ha detto in risposta a lorenzo

      Arrendersi alla veritá? Quando mai? Se la veritá va contro le loro assurde ipotesi peggio per la veritá!

      0
    • manuzzo ha detto in risposta a lorenzo

      NO

      0
    • MarcoF ha detto in risposta a lorenzo

      Questo mai!! A costo di dire che l’acqua è asciutta e il fuoco è bagnato!!

      0
  2. Azaria ha detto

    Innanzitutto grazie alla redazione di UCCR per questo articolo.

    In secondo luogo vorrei chiedere alla redazione o a chiunque mi possa aiutare, qualche informazione riguardo l’abiura di Galilei.
    Ho trovato questa fonte:
    http://www.minerva.unito.it/Storia/GalileoTesti/GalileoAbiuraOriginale.htm
    Che mi puzza tantissimo, ma non sono riuscito a trovare una “prova schiacciante” per dire che é una bufala, anche perché il testo é sotto una “uniTo” (universitá di Torino) che in teoria dovrebbe essere attendibile ma che non mostra alcuna fonte.
    Ho trovato lo stesso testo qui:
    http://it.wikisource.org/wiki/Abiura_di_Galileo_Galilei
    ed ho notato che nella sezione Informazioni sulla fonte del testo l’autore della voce fa ben magra figura visto che riporta lo stesso sito da me sopra linkato (quello di uniTo), mentre del libro originale a cui si faceva riferimento viene aggiunto che dopo un controllo tale abiura non era nel libro. Alla fine si fa riferimento al libro di una tipa che non conosco minimamente (Angela Cerinotti) e che scrive principalmente di mitologia o comunque di periodo dell’impero romano o ellenico (e non ho idea con quanta attendibilitá) quindi non molto attendibile riguardo la storia medioevale.

    Esiste qualcuno che puó darmi un’ulteriore prova?
    Se tale testo (come sono sicuro) é falso non é bene che stia sotto un indirizzo di un’universitá italiana.

    0
    • Emanuele ha detto in risposta a Azaria

      Posso consigliarti il sito di StoriaLibera.it, dove sono presenti vari documenti su Galileo:
      http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/

      Qui invece puoi leggere il testo dell’abiura, che puoi confrontare con l’altra fonte, e della sentenza del processo:
      http://apologetica.altervista.org/Galileo_abiura.htm

      0
    • lorenzo ha detto in risposta a Azaria

      L’atto di abiura da te riportato non è, quasi certamente, un falso.
      Dalla lettura di quell’atto però, se viene fatta con gli occhi della cultura allora imperante, non si evince alcun contrasto tra scienza e fede.

      Il processo fu intentato infatti in base alle accuse:
      “Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale, è proposizione assurda e falsa in filosofia, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura;
      Che la Terra non sia centro del mondo né imobile, ma che si muova eziandio di moto diurno, è parimente proposizione assurda e falsa nella filosofia, e considerata in teologia ad minus erronea in Fide.”
      Come puoi leggere tu stesso, allora, il vero contrasto era tra quei credenti che ritenevano le leggi scientifiche emanazione ed al servizio della filofia, ed altri crdenti, Galileo in testa, che ritevano le leggi scientifiche indipendenti dalla filosofia.

      0
      • Emanuele ha detto in risposta a lorenzo

        aggiungerei anche che leggendo bene l’abiura si nota:

        Io Galileo […] [ho] scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l’istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d’eresia

        Ossia Galileo ammette che continuò a sostenere la sua teoria senza avere prove scientifiche. Infatti, Bellarmino chiese a Galileo delle prove per le sue teorie, ma egli non fù in grado di dimostrarlo. Nel Dialogo accenna ad un esperimento con vasi pieni d’acqua da far ruotare su se stessi ed intorno ad un asse eccentrico. Egli voleva riprodurre il moto delle maree, a suo giudizio indizio certo del moto terrestre di rivoluzoione.

        In realtà egli aveva torto, poiché il moto delle maree è dato dall’attrazione gravitazionale di Sole e Luna, non dalla rotazione della Terra attorno al sole. Per la dimostrazione scientifica della rotazione della terra sul suo asse si dovrà aspettare circa 150 dopo la morte di Galileo, per quella attorno al Sole ancora di più.

        0
  3. Umberto P. ha detto

    “Eppur si muove!”

    No, scherzo. Come segno di pace, vi lascio tutta la ragione in questa interessantissssima diatriba.

    0
  4. Klaus ha detto

    “ha consacrare” non si può proprio leggere! correggete vi prego!

    0
  5. Alcor vega ha detto

    Scusate ma su mobile iOS non si vedono i filmati potete risolvere? @readzione ucr

    0
  6. Mariolino ha detto

    Praticamente Agnoli da la colpa ai pagani di aver trasmesso ai cristiani la nozione che la Terra girasse attorno al Sole. Ma questa è una bufala pazzesca! I cristiani scelsero quelle teorie scientifiche che non contraddicevano quanto detto dalle Scritture, infatti nell’antica grecia vi erano pure astronomi che affermavano il contrario, ma ciò non interessava ai cristiani e quindi non dierono seguito a tali conoscenze. Bravo Agnoli per rigirare la frittata a suo favore!
    Noto poi che quest’intervista è stata emessa da Voyager, sicuramente il peggiore e più aprossimativo programma (pseudo)scientifico della Tv.

    0
    • Emanuele ha detto in risposta a Mariolino

      nell’antica grecia vi erano pure astronomi che affermavano il contrario

      …ce ne citi qualcuno, per cortesia?

      0
      • Mariolino ha detto in risposta a Emanuele

        Il sistema eliocentrico fu intuito o teorizzato da numerosi greci fin dai tempi dalla scuola pitagorica e continuò per secoli ad essere oggetto d’indagine, fino a quando l’avvento del cristianesimo, appoggiandosi alle teorie tolemaiche, rifiutò tutte le spiegazioni che entravano in contraddizione con quanto raccontato dalle Sacre Scritture. Tra i fautori della teoria eliocentrica vi erano ad esmpio Aristarco, Seleuco o Eraclide Pontico.

        0
    • Panthom ha detto in risposta a Mariolino

      I pagani? Forse intendi gli aristotelici?? Anche i bambini sanno della fusione tra la cultura di Atene e Gerusalemme, non solo filosofica. Durata per secoli e ancora oggi Aristotele è un punto di riferimento per noi cristiani.

      Tutto qui Mariolino? Dai, so che puoi fare di più…

      0
      • Mariolino ha detto in risposta a Panthom

        E’ Agnoli che dice che il conflitto era nel pensiero pagano e non in quello cristiano, confondendo volutamente l’idea mistica e divina che avevano certi pensatori classici con le evidenze astronomiche a cui altri arrivarono. Capisco che persone come Agnoli vogliano fare propaganda ad oltranza del cristianesimo ma quando una sparata è così grossa non si può fare a meno di notarla.

        0
        • domenico ha detto in risposta a Mariolino

          Mariolino, il sistema tolemaico venne accettato perchè con quel sistema tutti i calcoli astronomici riuscivano.
          Ma sarei curioso di sapere quali sarebbero le ‘evidenze astronomiche’ che portarono alcuni a sostenere il sistema eliocentrico in un periodo in cui non esistevano neanche i telescopi (quando Galileo perfino con il telescopio faticò a fornire queste evidenze).

          0
          • Luca ha detto in risposta a domenico

            Hai ragione sul sistema tolemaico e sulle evidenze a disposizione. Il punto é che la scienza non é matematica, non procede per sillogismi logici (come Galileo ha contribuito a mostrarci). La scienza é anche intuizione, capacità critiche, tentativi di falsificare le teorie correnti. Dunque il sistema eliocentrico aveva la funzione essenziale di evidenziare come il tolemaico non era l’unica spiegazione possibile dei dati esistenti. Il punto del processo non fu nella scienza, fu politico (come giustamente dice Agnoli). Si trattava di capire se tra due ipotesi scientifiche le scritture e l’autorità della Chiesa avessero qualcosa da dire. Dunque il buon Galileo si é fatto fregare, come spesso capita in questi casi, da un eccesso di superbia intellettuale ma la Chiesa sbagliò su di un piano per lei ben più sostanziale, come lei stessa ha saputo in seguito ben riconoscere.

            0
        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mariolino

          A quanto fatto notare da Domenico aggiungo che forse Mariolino non è informato del fatto che Tolomeo arrivò alla Cristianità, esattamente come l’Aristotele fisico e metafisico, grazie all’intermediazione islamica. E tra gli arabi, che ovviamente non dovevano “difendere” alcun passaggio scritturistico cristiano, Tolomeo fu un’autorità tanto quanto nella Cristianità. Riprovaci, sarai più fortunato…

          0
  7. Luca ha detto

    Nel 1981 Papa Giovanni Paolo II istituì un’apposita commissione allo scopo di approfondire la questione. Alla fine dei lavori il relatore cardinal Paul Poupard con il pieno consenso dell’allora cardinal Ratzinger scrive tra l’altro: “… Il problema che si posero dunque i teologi dell’epoca era quello della compatibilità dell’eliocentrismo e della Scrittura. Così la scienza nuova, con i suoi metodi e la libertà di ricerca che essi suppongono, obbligava i teologi a interrogarsi sui loro criteri di interpretazione della Scrittura. La maggior parte non seppe farlo. Paradossalmente, Galileo, sincero credente, si mostrò su questo punto più perspicace dei suoi avversari teologi…”. Mi pare allora che non risponda a verità quel che dice Agnoli (“non ci fu alcun contrasto tra sceinza e fede”). Il contrasto ci fu eccome, causato dall’invasione di campo della Chiesa. Ad ammetterlo non sono i soliti criticoni ateisti (come Hawking e compagnia, veri specialisti in invasioni di campo) ma la Chiesa stessa (vera esperta in esami di coscienza, per nostra fortuna ed insegnamento).

    0
    • Ottavio ha detto in risposta a Luca

      Se guardi il video e non ti soffermi al titolo capirai perché Agnoli afferma che non ci fu alcuno scontro tra scienza e fede, in quanto a sostenere Galieli c’erano i Gesuiti e ad opporsi a lui c’erano gli aristotelici laici e non cristiani. Inoltre il processo di Galilei fu svolto per motivi politici e seppe provocare le convinzioni teologiche di allora (vedi Poupard!) ma tuttavia il card. Bellarmino fu più scienziato di lui in quanto chiese a Galileo delle prove che lui non seppe dare, dicendo inoltre: “Dico che quando ci fusse vera demostratione che il Sole stia nel centro del mondo e la Terra nel terzo cielo, e che il sole non circonda la terra, ma la terra circonda il sole allhora bisogneria andar con molta consideratione in esplicare le Scritture che paiono contrarie, e piú tosto dire che non l’intendiamo che dire che sia falso quello che si dimostra. Ma io non crederò che ci sia tal dimostratione, fin che non mi sia mostrata””.

      0
      • Luca ha detto in risposta a Ottavio

        Tutto vero e tutto giusto quel che scrivi, ma la sostanza resta una e semplice: si volle attribuire alla scrittura un valore di autorità scientifica che non le competeva, e su questo piano il laico Galileo seppe essere molto profondo e spirituale dei suoi accusatori che avrebbero dovuto essere un’autorità proprio sul pinao delle Scritture (Galileo: “intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo”). Fu un errore non capirlo allora, resta un errore negare oggi quello che é stato.

        0
        • borg ha detto in risposta a Luca

          bravo luca.

          0
        • Max ha detto in risposta a Luca

          E’ un po’ piu’ complicato di cosi’. Copernico fu incoraggiato a scrivere il suo trattato sull’eliocentrismo da un vescovo, Giese of Culm. Un Papa, Clemente VII, nel 1533 chiese ad un suo collaboratore e religioso, Johann Widmanstadt, di dare una spiegazione delle teorie di Copernico nei Giardini Vaticano. Egli fu cosi’ interessato e compiaciuto che fece regali di valore al suo collaboratore. La Chiesa da tempo (almeno da S. Agostino) aveva imparato a comprendere che molti passi delle Sacre Scritture non andavano interpretati letteralmente.

          Il caso Galileo e’ complesso, e suggerisco di leggere questa descrizione in inglese. E’ un po’ lunga ma molto interessante.

          http://www.quora.com/History/What-is-the-most-misunderstood-historical-event/answer/Tim-ONeill-1

          Non discolpa la Chiesa – che ovviamente fece una grave errore – ma mette le cose nel giusto contesto.

          0
        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luca

          Bravo un corno, si sta avvolgendo in un circolo vizioso: come si fa a divenire consapevoli che un dato passo scritturistico, implicante un riferimento ad un fenomeno naturale, non va interpretato letteralmente? Forse attraverso il raggiungimento della verità scientifica relativa a quell’ambito naturale?

          E allora, spiegami come avrebbero potuto i teologi correggere un’interpretazione che abbisognava di una verità scientifica, per la quale però non c’era prova alcuna…

          Inoltre non vedo proprio dove vi sia errore nel condannare uno scienziato molto orgoglioso e spocchioso, che pretende di dare lezioni di teologia in base a prove scientifiche inesistenti.

          0
          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Faccio inoltre notare che la democraticissima modernità, che tanto stigmatizza il comportamento della Chiesa nel caso Galilei, è quella che ci sta per impedire di affermare la verità filosofica e scientifica sull’omosessualità, in base al nulla assoluto e a pura ideologia! Cercate di ragionare almeno su ciò che avete di fronte agli occhi, liberi pensatori dei miei stivali!

            0
    • lorenzo ha detto in risposta a Luca

      Non vi fu alcun contrasto tra scienza e fede, bensì un contrasto tra le filosofia che pretendeva di stabilire le leggi di natura e l’intuizione di Galileo che si rese conto che le leggi di natura non dipendono dal pensiero filosofico.

      0
« nascondi i commenti