Ma una Chiesa povera non aiuta nessuno…

Caritas«Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!». Questa è la bellissima espressione di papa Francesco durante l’incontro con i media il 16 marzo. La frase può essere letta in modo superficiale, come hanno fatto i media e anche alcuni uomini di politica (ad esempio Beppe Grillo), oppure può essere intesa dal punto di vista cristiano, assumendo dunque una validità logica e un senso compiuto.

Se venisse presa letteralmente e in modo superficiale, come dicevamo, la frase non avrebbe senso. Cosa se ne fanno i poveri di una Chiesa povera? Cosa se ne fanno i poveri di una Caritas che non ha i soldi per offrire pasti gratuiti tutti i giorni? Cosa se ne fanno i poveri di un ricovero di religiosi che non hanno i soldi per il riscaldamento? Assolutamente nulla, una Chiesa povera non può aiutare nessuno (ovviamente sempre dal punto di vista dell’aiuto materiale!), così come un imprenditore senza soldi non può aiutare chi è in cerca di lavoro…non ha senso dire: “un imprenditore povero per i disoccupati!”. Una Chiesa povera per i poveri è una frase che non ha alcun senso, i quotidiani hanno riportato una frase palesemente contraddittoria, che ovviamente non hanno capito.

La bellissima espressione di papa Francesco va evidentemente letta contestualizzandola all’interno di un approccio cristiano, dove la povertà non coincide obbligatoriamente con il banale “non avere nulla”. La povertà è innanzitutto un atteggiamento della persona, Gesù nel Vangelo ripete spesso: “beati i poveri di spirito”. La povertà cristiana è il non porre la speranza in quel che si ha, essere libero da quel che si possiede (dal denaro, dai vestiti, dagli affetti), sapendo che non sta in essi quel di cui l’uomo ha bisogno per essere lieto. San Paolo lo dice benissimo: «quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero […]; quelli che comprano come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!» (1 Cor 7, 29.31).

Dunque la povertà cristiana non è non avere soldi, ma è l’essere liberi da essi, usarli (e usare tutto quel che si ha) come se non li si possedesse, con un distacco intelligente. La povertà cristiana è l’uso corretto e cristiano dei soldi, così come, ad esempio, fanno i missionari nel mondo: non danno il loro piccolo stipendio ai poveri che incontrano, ma usano questo denaro per investire, ad esempio, in centri di formazione per insegnare loro un mestiere (detto più banalmente: non si regala il pesce, ma si insegna a pescare).

Il Papa ha richiamato la Chiesa ad un distacco morale da quel che ha (la povertà di spirito), certamente anche ad una vita basata sull’essenziale, ma non ha chiesto che la Chiesa diventi materialmente povera e dunque incapace di aiutare il prossimo in difficoltà. Anche il paragone con San Francesco d’Assisi che molti fanno è sbagliato: il suo carisma vale per i francescani (è un esempio, per tutti, di assoluta libertà dal mondo, perfino dalla morte, che chiamava “sorella”), ma non può valere per la Chiesa intera che mantiene e aiuta ogni giorno milioni di individui in difficoltà in tutto il mondo.

Non lasciamoci abbindolare, chi spinge per una Chiesa materialmente povera (cioè non in senso cristiano) vuole una Chiesa inesistente, costretta a chiudere le sue missioni, a lasciare decadere le sue chiese, le sue scuole e i suoi oratori, incapace economicamente di realizzare iniziative culturali e spirituali, ecc. E’ la Chiesa che desidererebbe il laicismo, ovvero completamente assente nella scena pubblica e sociale. Invece, anche il denaro –se usato bene, in modo onesto e morigerato-, può contribuire alla missione della Chiesa di annunciare il Vangelo e sostenere la speranza di più persone possibili.

Occorre infine fare attenzione ad un altro equivoco, che la nostra riflessione può portare: la Chiesa non è un’ente di beneficenza, la Chiesa -ricca o povera che sia- annuncia e testimonia che la Risposta al bisogno dell’uomo è entrata nella storia, si è fatta carne ed è possibile incontrarLa per tutti, qui e ora. Come ricorda ancora papa Francesco: «se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa».

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173 commenti a Ma una Chiesa povera non aiuta nessuno…

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  1. manuzzo ha detto

    Chi vuole una Chiesa povera spesso è solo chi vuole più opportunità di distruggerla. Qui il termine “povera” lo sto usando in termine laicista.

  2. Eaglet ha detto

    Attenzione! Molti perfino nella Chiesa, cioè fedeli cattolici, ci stanno cascando!
    Da un lato i cattocomunisti, a cui piace pensare che Gesù era uno straccione che girava per la Palestina a piedi scalzi, e dall’altra i “catto-fascisti”, cioè i tradizionalisti, che già ce l’hanno a morte con questo Papa, e pur di discreditarlo usano frasi del tipo “questo venderà pure il Vaticano”…

    • Azaria ha detto in risposta a Eaglet

      Qual’é la novitá? I cattolici adulti purtroppo ci sono sempre stati.
      Il primo fu Giuda (la vicenda del profumo versato sui piedi di Gesú).
      Certo, i cattolici adulti dovrebbero notare che il loro comportamento é molto affine con quello del traditore per eccellenza, possibile che non se ne siano mai accorti?
      Mi dispiace che anche i tradizionalisti (in cui credo molto, anche io sono profondamente tradizionalista) se la stiano prendendo con il Santo Padre.

    • controinformato ha detto in risposta a Eaglet

      e come al solito noi la chiesa viene presa nel fuoco incrociato…

    • andrea ha detto in risposta a Eaglet

      “Sicuramente voleva dire questo”…c’è qualcosa di ansioso, di paura che venga “interpretato male”?
      Forse sarebbe molto più semplice domandare al Papa cosa intendesse dire, n’est ce pas?

      • semelets ha detto in risposta a andrea

        Anch’io ho percepito nell’articolo l’ansia di cui parli, quasi un affrettarsi a incasellare le parole del papa in un alveo rassicurante, senza lasciare che sia il tempo a farci capire cosa gli frulli in testa a questo papa.
        Il mio intervento che trovi più sotto si prefigge appunto di mostrare che, accanto all’interpretazione data da UCCR, sono possibili altre e forse più fondate interpretazioni.

        • semelets ha detto in risposta a semelets

          Naturalmente non intendo dire che le riflessioni dell’articolo non siano in linea generale condivisibili, ma solo che la frase del papa può essere aperta ad un più ampio ventaglio di interpretazioni.

        • semelets ha detto in risposta a semelets

          “il mio intervento che trovi più sotto…”
          mi riferisco naturalmente al post (18 marzo 2013 alle 22:33) e non a quello qui sopra.

  3. luca ha detto

    Sono ateo e voglio esprimere la mia opinione.

    Penso che Papa Francesco auspichi una chiesa PIU’ povera. MENO opulenta.
    Ovviamente ciò non vuol dire essere nullatenenti. Penso che voglia eliminare (se glielo faranno fare) solo alcuni eccessi barocchi della curia.

    • Laura ha detto in risposta a luca

      Certamente è così!

    • controinformato ha detto in risposta a luca

      beh, come ho detto io: dove si può fare del bene con meno risorse è giusto “tagliare”, ma non prendiamoci in giro.

    • Penultimo ha detto in risposta a luca

      Infatti,e sopratutto non è richiesto,non è questo il senso della povertà evangelica,non lo è dai tempi per cui la chiesa è nata.Ogni cosa ha un valore,ma essenzialmente non è il valore di un moneta d’oro per cui si vive.

      Per es Giuda predicava di dare le monete ai poveri,di dare ogni cosa ai poveri,ma poi rubava,e alla fine proprio lui ha preso le monete.

      “Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: “Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento danari per poi darli ai poveri?”
      Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.

      Chiaro esempio di chi predica troppo la povertà altrui solo in senso esteriore e poi interiormente è più avido di quelli contro cui predica.

  4. controinformato ha detto

    Grillo?
    E’ un ectoplasma, un “incantesimo” come quelli che attaccava nei suoi spettacoli.

    Andiamo, cosa vi aspettate da uno che strilla per l’informazione libera mentre sul suo blog ricicla ca**ate complottiste e anticlericali?

    • Laura ha detto in risposta a controinformato

      Evitiamo però di sviare i commenti su Grillo, se ne sente fin troppo in televisione!

      • controinformato ha detto in risposta a Laura

        Come ex-grillino per me è difficile chiudere la bocca su quello cui sto assistendo

        • manuzzo ha detto in risposta a controinformato

          bene controinformato, visto che siamo nel tema, complimenti per aver capito come mai non preferisco grillo ma voto per un partito che ha 3/4 del programma con ciò che appunto votava lei (e contro il quale non mancano vigliaccate stampo centri sociali). Mi associo in pieno alla sua osservazione, aggiungendo che è più facile “prevedere” che capire quando ci si è dentro. E questo le fa solo onore.

    • Penultimo ha detto in risposta a controinformato

      I grillini crollano vedrai,è solo una questione di tempo.Il guaio di RITENERE che gli altri debbano essere PERFETTI implica che tu devi essere PERFETTO.I moralisti si autofregano con le loro stesse mani in quanto nessuno,ma proprio nessuno è perfetto.La morale esteriore alla fine crolla,così come crollano le apparenze da marketing pubblicitario di casaleggio.

  5. controinformato ha detto

    E comunque laddove ci siano sprechi, esteriorità vane o semplicemente laddove si può fare lo stesso con meno spese è giusto tagliare, ma questo, cari i miei anticlericali, vorrei che valesse per tutti e non solo ed esclusivamente per il Vaticano (che tra l’altro è in rosso da 10 anni).

  6. alma ha detto

    Questa sarebbe la corretta interpretazione, ma certo é che la frase cosí formulata dá adito anche a interpretazioni semplicistiche che si potevano
    facilmente prevedere.

  7. “Poveri DI spirito”? Ma non era “poveri IN spirito”?

  8. MarcoF ha detto

    Povertà non significa pauperismo!!

  9. GT ha detto

    Bellissimo articolo!Scritto in modo raffinato ed intelligente. Rivolgo i miei apprezzamenti davvero sentiti all’autore!

  10. Sophie ha detto

    Bò gli anticlericali lo fraintendono in senso positivo e lo hanno in simpatia un pò troppo per i miei gusti. Non voglio fare paragoni con Benedetto perchè sarebbe stupido, però Gesù non lo poteva vedere nessuno mentre lui lo possono vedere 9 anticlericali su 10, non comprendo…
    Vabbè lasciamo passare un pò di tempo e si vedrà!

    • Salvatore ha detto in risposta a Sophie

      Ma anche Gesù oggi è visto come un grande saggio, come un Buddha o un Platone, ed è amato per questo, perché il suo messaggio è ridotto un banale “amatevi, pace, fratellanza…”. Come lo è papa Francesco.

      Il problema è che lo confondono, quando capiranno che papa Francesco è cattolico allora vedrai le solite bordate!

    • LawFirstpope ha detto in risposta a Sophie

      Non ha ancora avuto di parlare di principi non negoziabili.
      Lo scambiano per chissà quale progressista, si ricrederanno presto…

    • Gab ha detto in risposta a Sophie

      C’è una cosa a cui però richiamerei l’attenzione del Santo Padre. Io capisco lo stile “personale” ma qua si tratta di dare una connotazione oggettiva al papato. Il fatto che si rischia con questi gesti di fraintendere e dare un messaggio di mero pauperismo anziche di povertà evangelica è molto forte. Personalmente ritengo che bisogna stare molto attenti. I paramenti non sono “carnevalate”, i simboli del potere pontificio non sono di appartenenza di questa o quella persona ma rappresentano il Successore di Pietro.

      Si sta rivoluzionando anche il bel cerimoniale che aveva introdotto saggiamente Benedetto XVI. Già in cappella sistina ci sono state modifiche che io ho ritenuto un pò eccessive. Spero solo che il Papa non si faccia prendere troppo dalla vulgata mediatica del “povero” a tutti i costi.

      Le parole di Gesù, in occasione dell’osservazione “economica” di Giuda, riguardo allo spreco di profumo prezioso sparso dalla donna peccatrice sulla Sua testa e sui Suoi piedi, così parlò: “ Pauperes semper habetis vobiscum, me autem non semper habetis” – I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me – (Gv. 12, 8)-.

      Il rischio quindi è quello di farsene uno schermo.

      • Sophie ha detto in risposta a Gab

        Scusa la durezza ma se vuole continuare sulla falsa riga del simpaticone ad ogni costo, senza l’intenzione di toccare argomenti che lo rendono insopportabile(anticoncezionali, matrimoni gay ed aborto in particolare)allora io lo considero non come vescovo di Roma ma come vescovo qualunque. Se ha intenzione poi di portare avanti il duro lavoro di cui si è caricato Benedetto che, ricordiamo, nessuno poteva vedere, allora per me w il Papa.
        Al momento non mi piace ma sono in attesa di future sorprese, si spera…

        • semelets ha detto in risposta a Sophie

          Se tu dici W il Papa a condizione che soddisfi le tue aspettative, allora giustifichi implicitamente quelli che dicevano peste e corna di Benedetto XVI perchè non andava loro a genio.
          Il papa è il vicario di Cristo e il successore di Pietro, dunque è la roccia.
          Tu naturalmente sei libera di considerarlo un sasso qualunque se non soddisfa le tue aspettative, (“…allora io lo considero non come vescovo di Roma ma come vescovo qualunque”) ma a quel punto temo che sarai tu a diventare un insignificante sassolino vagante.
          E’ da quando è stato eletto che fai interventi negativi su questo papa, solo perchè non sta rispettando la tua agenda e le tue aspettative.
          Non rientra nelle le nostre competenze impostare la pastorale del papa, noi dobbiamo solo lasciarci interpellare da essa.

          • Sophie ha detto in risposta a semelets

            Io sono libera di esprimere il mio pensiero. A me al momento non piace.

          • Sophie ha detto in risposta a semelets

            E’ troppa apparenza paradossalmente.
            Ma bada bene, potrei cambiare idea pure domani, a me Benedetto fino a 4 anni fa non piaceva.

            • Semelets ha detto in risposta a Sophie

              Tornando seri, capisco quello che vuoi dire, qualcosa del tipo “un’ostentazione esteriore di povertà”, che non sarebbe in fondo molto diversa, in quanto ostentazione, dall’ostentazione del fasto o del potere. .
              Io dico solo, ed è in fondo quello che dici anche tu, che bisogna aspettare per valutare l’efficacia della pastorale di papa Francesco (perchè è di questo che si tratta, non di errori dottrinali) e in più dico che in questa attesa, l’amore che dovremmo avere per il papa “a prescindere”, dovrebbe indurci a dire una parola in meno, anzichè in più.

              • Sophie ha detto in risposta a Semelets

                Aspettiamo…

              • Gab ha detto in risposta a Semelets

                Non sono d’accordo. A furia di “pastorale” il linguaggio dogmatico se ne è andato in soffitta. Ora direi che la crisi della Chiesa sotto questo punto di vista è evidente. E pensare di risolvere il problema con maggior “pastorale” significa continuare a perseverare nella crisi.

                Il vero coraggio sta nel ritornare alla bellezza del dogma e a mettere chiari i puntini sulle i. Insomma se la Chiesa non fa una profonda riflessione sul Vaticano II per dirla in breve le cose non possono che peggiorare. Ma ovviamente come ha detto il predecessore del Papa, la Chiesa è di Cristo. E se l’uomo non saprà metterci la pezza Lui ce la metterà di certo.

                • Semelets ha detto in risposta a Gab

                  Se tu fossi stato eletto papa sarei certamente d’accordo con te, a causa della mia incompetenza in materia e a motivo del fatto che esula dalle mie responsabilità sapere cosa debba dire o non dire un papa, o come egli debba impostare la sua pastorale: il mio orizzonte è davvero troppo ristretto, se confrontato con l’orizzonte a 360° sul mondo intero che deve avere un pontefice.
                  Non ho capito inoltre cosa vuol dire “a forza di pastorale”. La pastorale è semplicemente inevitabile: i mercoledì del papa sono pastorale, le omelie sono pastorale, le visite sono pastorale, ecc., ma forse con questo termine intendiamo due cose diverse.
                  Non ho capito infine quali sarebbero i dogmi o i punti dottrinali calpestati o traditi da papa Francesco, dopo neanche una settimana di pontificato.
                  Che un papa, a nemmeno una settimana dall’elezione, si trovi i fucili puntati da parte di coloro che gli dovrebbero essere più vicini è semplicemente scandaloso.

        • Umpalumpa ha detto in risposta a Sophie

          Chiaramente non conosco il papa e so poco delle sue idee. Però, dal poco che ho letto in giro, non credo che ti debba preoccupare. Accanto all’indole molto “sociale” (che a me piace moltissimo), ci sono anche convinzioni ferree e in linea con i suoi predecessori sui temi quali aborto, famiglia, vita.

    • Sophie ha detto in risposta a Sophie

      Ecco, il mio sospetto è che voglia troppo attirare le simpatie del popolo,non vorrei che non toccasse certi temi apposta (non so… mi da l’impressione che non ne abbia proprio intenzione ma forse mi sbaglio. Oppure non vorrei che facesse un pò alla cardinale Martini, che era perennemente ambiguo apposta per piacere a tutti. Scusate ma io Martini, pace all’anima sua, non l’avevo tanto in simpatia per la sua ambiguità.

      • Emanuele ha detto in risposta a Sophie

        …ma, da quel poco che ho potuto vedere mi pare che Papa Francesco sia spontaneo… Ricordiamo che viene da un paese latino americano dove. mediamente, i comportamenti sono un po’ più estremizzati che da noi…

        Un po’ come la differenza tra napoletani e torinesi: le espressioni di gioia e dolore sono assai diverse, pur essendo uguali i sentimenti provati… Lo dico, ovviamente con tutta la simpatia per entrambe le città. Semplicemente è che i primi possono risultare un po’ “teatrali” e “sguaiati”, i secondi un po’ “freddi” e “ditaccati”.

        Venendo a Martini, io credo che ci sia stata una volontà di malainterpretazione da parte di laici(sti). Non credo che Martini sia mai uscito dalla retta via della dottrina, anche se può essersi avvicinato molto al limite. Credo piuttosto che i laici avevano necessità di un “infiltrato” e, nel bene e nel male, lo hanno eletto a tale compito…

        Un po’ come è successo per San Francesco (molto di moda in questi giorni): gli vengono attribuiti pensieri, parole, opere ed omissioni che non ha mai compiuto o detto.

        P.S.
        Ho aggiunto “omissioni”, perché molti sorvolano sulla partecipazione del Santo alla crociata ed alla ferrea intenzione di convertire i mussulmani. Non solo, giustificava anche l’uso della violenza. Quando il sultano gli chiese perché i cristiani, pur predicando la pace, andavano a fare loro la guerra rispose: «I cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete»

        Alla faccia del pacifismo…

        • Sophie ha detto in risposta a Emanuele

          Può essere pure che cerca di avvicinare le persone a lui e di fare modifiche nell’ambito ecclesiastico per poi agire della serie:”Io ai miei ho fatto una bella strigliata d’orecchie, adesso però tocca a voi”. L’unica cosa è: quando?

    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Sophie

      Beh, Sophie, micca del tutto vero ciò che dici: di Gesù si dice che lo seguivano le folle perchè piaceva ciò che diceva. Il fatto che sia stato abbandonato sotto la croce denota in gran parte la paura dei suoi discepoli e degli apostoli, non il fatto che non lo avessero amato.

      E poi stiamo attenti: non è che gli anticlericali amino Papa Francesco, secondo me: è che stanno cercando di influenzarlo e di dettargli l’agenda del suo pontificato. Tu cosa faresti per convincere qualcuno a fare quello che vuoi tu? Non proveresti a lusingarlo, all’inizio, e a diffondere l’interpretazione che ti è comoda delle sue parole e delle sue azioni?

  11. Anonimo tradizionalista ha detto

    Finalmente, una interpretazione della frase che rispetti i dettami del Vangelo. Grazie UCCR

  12. Franceschiello ha detto

    San Francesco aveva sì il carisma della povertà, ma non era un pauperista, non era un eretico, e non era un dissidente.
    In fatto di liturgia, raccomandava che tutto ciò che servisse per l’Eucarestia fosse prezioso. In fatto di dottrina, raccomandava la più completa adesione alla fede cattolica, pena l’espulsione dall’ordine. E in fatto di gerarchia, raccomandava sempre il massimo rispetto e la massima obbedienza nei confronti del clero.

    http://www.tempi.it/i-cattolici-del-sottobosco-vogliono-farci-credere-che-san-francesco-era-che-guevara#.UUcmSaM2QsE

  13. beppina ha detto

    Una chiesa povera e per i poveri potrebbe indirettamente intendersi come riproposizione di uno dei messaggi chiave di Gesù: testimonianza come argine dell’egoismo. Senza la prima non si riduce il secondo e se non si riduce il secondo non si arriva al compimento del bene comune (unico modo per debellare la povertà nell’umanità).

  14. Pino ha detto

    nessuno ricorda mai, e io non ricordo di averlo mai sentito, che Lazzaro, il miglior amico di Gesù, era l’uomo più ricco della Palestina di quei tempi, una sorta di Agnelli di 2000 anni fa. Però Gesù era il suo miglior amico, e questo conferma il senso dell’articolo, il problema non è il denaro ma il suo uso, l’approccio etico che si ha verso di esso.

    • Simone ha detto in risposta a Pino

      Giusto ricordare dettagli simili, l’unica cosa che spero è che dopo il Gesù “straccione” non si passi ad un Gesù “Briatore”.

  15. Daniele ha detto

    Il denaro è un PESSIMO PADRONE (cioè il denaro, se usato male, diventa “idolo” e schiavizza chi lo possiede e lo accumula: guardare ad esempio l’episodio evangelico del giovane ricco), ma è un OTTIMO SERVO (cioè il denaro, se usato bene, diventa strumento attraverso il quale attuare, accanto alla dimesione spirituale, la carità cristiana e la fraternità: il Buon Samaritano, ad esempio, era un uomo evidentemente facoltoso che decise di usare parte dei suoi soldi per soccorrere l’uomo caduto nella mani dei briganti: fasciò le sue ferite, evidentemente comprando di tasca propria le bende, e lo sistemò nell’alloggio, pagando di tasca propria l’albergatore. Un altro esempio è San Martino, che prese il suo ricco mantello e lo donò al povero che stava morendo di freddo).
    Ma tutti siamo chiamati alla carità, poveri o ricchi che siamo, in proporzione a quanto possediamo: a chi ha molto è chiesto molto, a chi ha poco è chiesto meno. Ma a gli occhi di Dio ciò che conta non è il poco o il tanto, ma è il donarsi agli altri con cuore sincero, ognuno secondo le proprie capacità (ricordate l’episodio evangelico della vedova povera che mise nel tesoro del tempio un solo spicciolo, ma che in realtà donò più di tutti gli altri, poiché la sua offerta era più “sofferta” e “preziosa” degli altri, che donavano il loro superfluo, senza sperimentare cioè la carità cristiana, e ricordate la parabola dei Talenti: tanto quello che ne aveva 5 quanto quello che ne aveva 2 vengono ammessi alla festa del padrone poiché entrambi sono stati capaci di investire al meglio, cioè per il bene, ciò che avevano, tanto o poco che fosse). E chi non ha tanti soldi può attuare la carità donando parte del proprio tempo agli altri: ecco un’interpretazione positiva della frase “il tempo è denaro”!
    Penso che Papa Francesco intenda una “Chiesa povera” in senso cristiano, cioè che usa le risorse di cui dispone per fare delle opere di bene nei confronti dei più poveri.
    Come del resto Madre Teresa: riceveva tante donazioni, in modo che il suo Convento, se si guarda la cosa da un punto di vista strettamente fiscale, era ricco. Ma di queste ricchezze lei usava per sé e per le proprie consorelle lo stretto necessario per il loro sobrio sostentamento quotidiano, mentre il resto (che era poi la maggiorparte) lo usava per attuare la carità cristiana nei confronti dei poveri di Calcutta.
    Perciò concordo che “Chiesa povera” non significa nullatenente (come la vorebbero i laicisti) ma, piuttosto, che utilizza per i poveri ciò di cui dispone, poco o tanto che sia.

  16. Salvatore Scargiali ha detto

    La povertà è innanzitutto un atteggiamento della persona, Gesù nel Vangelo ripete: “beati i poveri di spirito”. La povertà cristiana è il non porre la speranza in quel che si ha, essere libero da quel che si possiede (dal denaro, dai vestiti, dagli affetti). UCCR e d altri si cominciano a preoccupare, è chiaro invece a tutti cosa si intende “buono” nell’essere poveri ed è il concetto espresso sopra. Forse UCCR e altri non lo intendono o non hanno fiducia nei fedeli che ascoltano il Papa. La povertà, quella della mancanza di sostentamento e della fame, va curata aiutata per allontanarla da tutti. Chi ha la povertà descritta sopra, quella predicata da Cristo, non sentirà neanche la povertà e la fame da cui risollevarsi, questo è quello che predica il Vangelo e che penso voglia dire il Papa quando parla di una chiesa povera.

    • Pino ha detto in risposta a Salvatore Scargiali

      non ho capito nulla dal tuo commento.

    • Valentina ha detto in risposta a Salvatore Scargiali

      Commento incomprensibile. Mi fa ridere l’unica cosa che si capisce, cioè quando dice che “l’UCCR comincia a preoccuparsi” del richiamo del Papa alla povertà 😀

    • manuzzo ha detto in risposta a Salvatore Scargiali

      non per fare il genio, qualcosa di quello che dice si comprende. Però, perché ci si dovrebbe preoccupare? e poi perché non dovremmo fidarci del papa? Il sito dà solo un’interpretazione (giusta o sbagliata) delle parole pronunciate. Come più volte visto (es: discorso di B-16 sui gay) non mancano quelli che vogliono mettere parole non dette in bocca al papa. E per questo che, corretta o erronea, penso che UCCR si sia mobilitata. Ripeto: può anche essere un interpretazione sbagliata quella del sito, ma non vedo dove sia il non fidarsi del papa

  17. Antonietta ha detto

    ne siete proprio sicuri della vostra interpretazione? non è che povertà è anche STACCARSI dalle ricchezze superflue, dalla croce d’oro, dalla macchina di lusso, dalle scarpette eleganti? Non è troppo comodo essere ricchi senza darci peso?

    • Laura ha detto in risposta a Antonietta

      Certamente è anche questo, ma non vedo nulla di male in una croce bordata d’oro e nemmeno in una macchina di grossa cilindrata, sopratutto se serve sicurezza e necessità per i lunghi viaggi a cui sono sottoposti vescovi e cardinali. Le scarpe rosse non sono eleganti, sono soltanto rosse per ricordare il martirio dei cristiani…varranno 80 euro. Ci vedo molto male in un presepe che costa migliaia di euro!

      • Emanuele ha detto in risposta a Laura

        …credo che Benedetto XVI abbia usato 3 paia di scarpe durante il pontificato… il primo paio credo che addirittura fu donato dall’artigiano che le fabbrica…

  18. francesco ha detto

    Vorrei dire solo una cosa: Benedetto XVI è stato un papa molto razionale, intelligente, attento ai dettagli e ai fraintendimenti; molte persone però, cattoliche o anticattoliche, non sono state in grado di capire le sottigliezze di discorsi così grandi; pertanto spesse volte quello che diceva veniva banalizzato ad una frase che spesso non centrava nulla con il suo significato originario, che veniva storpiato in un nuovo senso. Al contrario il papa Francesco utilizza un linguaggio semplice, ‘impreciso’, che cerca di suscitare emozioni più che stimolare la riflessione. Questa cosa però non mi sembra un male, visto che chi ha testa arriverà da solo alla verità di ciò che dice, e a chi manca rimarrà una frase bella, anche se approssimativa, e carica di speranza.

  19. Piero Paris ha detto

    Chiedo scusa. Il commento precedente non c’entra niente con la chiesa.
    Quello di riferimento è il seguente:

    LE TASSE DEL CLERO –
    Un autorevole rappresentante del Vaticano ha invitato gli evasori a pagare le dovute tasse.
    – A parte il fatto che la maggior parte degli evasori lo sono per necessità, altrimenti non potrebbero sopravvivere, i cittadini si chiedono quante tasse il Vaticano paga sui suoi immobili, sulle sue dipendenze sparse non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo e sulle sue sedicenti attività sociali, che in realtà sono delle vere attività commerciali.
    Risulta inoltre che, non solo non paga i servizi resi dallo Stato Italiano, ma vengono taciute persino le donazioni e quelle laute offerte che sprovvedute vecchiette, da secoli plagiate con la promessa di una grazia o del paradiso, infilano in quelle tante predisposte cassette sparse in tanti luoghi di culto, come santuari e chiese. Altro che povertà !!!
    – da COCOMIND.com – La voce del dissenso

    • edoardo ha detto in risposta a Piero Paris

      A chi ha scritto quel proclama di cazzate, puoi tranquillamente rispondergli che il “Vaticano” paga l’IMU sugli immobili non esenti esattamente come legge impone, e di quegli immobili non ne fa “sedicente attività sociale”, ma attività sociale autentica, come per esempio gli appartamenti posseduti dalla Curia di Brescia, regolari sui pagamenti IMU esattamente come lo erano prima sull’ICI, i quali appartamenti sono affittati a canoni inferiori anche del 40% rispetto alla media locale.
      Sai, per una famiglia, pagare 500 euro e pagarne 300 fa differenza, fino a prova contraria.
      La fonte di questa notizia è un amico avvocato del foro di BS, per comunicazione personale.
      Sulle esenzioni IMU, comunque, c’è stata una stretta che ha interessato sia immobili della Chiesa, la maggior parte dei quali dati in gestione a famiglie a condizioni vantaggiose come quelli di BS, ed anche immobili di sedi politiche ed associative diverse, infatti numerosi circoli ARCI si trovano a dover pagare adesso quel che non hanno mai pagato prima.

    • Daphnos ha detto in risposta a Piero Paris

      La voce del dissenso potrebbe cominciare, per esempio, a verificare che: 1) il Vaticano non deve pagare alcuna tassa perché è uno stato indipendente: il riferimento dovrebbe essere alla Chiesa italiana, ma sappiamo bene che per certe persone non ha senso sottilizzato sui termini e neanche cercare di capire ciò di cui stanno parlando; 2) lo Stato italiano riceve un enorme quantità di denaro dagli immobili dalla Chiesa italiana, basta vedere semplicemente quanto versa Propaganda Fide al comune di Roma; 3) pensare di tassare l’Offertorio è l’idea più imbecille che si sia mai sentita su questo sito, senza contare il fatto che chi ha in testa tanta confusione e ignoranza non dovrebbe permettersi di giudicare le scelte di quelle vecchiette che, se ne faccia una ragione, sono molto più in gamba delle persone che le criticano.

      Ps la maggior parte degli evasori lo sono per necessità, altrimenti non potrebbero sopravvivere ma la voce del dissenso è davvero sicura di quello che scrive, oppure vuole soltanto esprimere il proprio dissenso nei confronti della realtà?

    • beppina ha detto in risposta a Piero Paris

      Un autorevole rappresentante del Vaticano ha invitato gli evasori a pagare le dovute tasse … a parte il fatto che la maggior parte degli evasori lo sono per necessità, altrimenti non potrebbero sopravvivere, i cittadini si chiedono …

      Evadere vuol dire rubare. Punto. Adesso giriamo il discorso perchè un “esponente” del Vaticano ha invitato a pagarle; ma per favore…

      Risulta inoltre che, non solo non paga i servizi resi dallo Stato Italiano, ma vengono taciute persino le donazioni e quelle laute offerte che sprovvedute vecchiette, da secoli plagiate con la promessa di una grazia o del paradiso, infilano in quelle tante predisposte cassette sparse in tanti luoghi di culto, come santuari e chiese. Altro che povertà !!!

      Affermazione miserabile (oltre che offensiva) che non solo denota una abissale mancanza di rispetto ma soprattutto un approccio becero, inconcludente ed ideologico della realtà. Mancanza di rispetto nella qualificazione dei fedeli, becero perchè irrispettoso della dignita umana delle persone, inconcludente perché non contestualizzato, ideologico perché denota odio di fondo per chi non la pensa come lei. Vediamo se ci arriva a capire perché miserabile e offensiva…

  20. Edith ha detto

    Scusatemi, ma siete proprio sicuri della vostra interpretazione? e cioè che Bergoglio non intendesse l’espressione alla lettera? I suoi gesti iniziali , benchè siano stati considerati segnali di grande “umiltà” a me sembrano piuttosto un voler affermare sè stessi per compiacere una certa demagogia pauperistica. La vera umiltà credo sia quella di Benedetto XVI che non ha mai rifiutato di indossare i segni di una tradizione millenaria , proprio per il rispetto verso la sacralità del suo ruolo, non certo per attaccamento alle cose materiali (ne avrebbe fatto volentieri a meno). Così radicalmente umile che alla fine si è spogliato di tutto, per un Bene superiore, quello della Chiesa.

  21. Franceschiello ha detto

    Comunque, se proprio dobbiamo dirla tutta, il premio di “Papa più pauperista” (passatemi l’espressione) lo vince Paolo VI, il quale Paolo VI vendette la tiara, vendette l’automobile, dismise i flabelli e il manto papale, e soppresse la Corte Pontificia. Ma a quanto pare nessuno lo ricorda, tutti parlano di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo I, ma nessuno parla di Paolo VI. E’ come se tra il 1963 e il 1978 ci fosse un buco, chissà perchè…

    • Emanuele ha detto in risposta a Franceschiello

      …la deposizione della tiara, a mio avviso, non fu una grande idea…

      La tiara, o triregno a causa delle tre corone sovrapposte, voleva solo dire: io comando a casa mia (il Vaticano), sono sovrano, non dipendo da nessuno stato né da nessuna organizzazione terrena (ONU, EC, etc.). Per questo sono libero di parlare e di agire, senza nessuna interferenza di altre “potenze” (prima corona).

      Secondo, il Papa viene incoronato da altre potenze, come avveniva per i Re o come avviene per i governanti, comunque eletti dal popolo. La Chiesa si incorona da sola, senza bisogno di legittimazioni esterne, come vorrebbero i laicisti (seconda corona).

      Terzo, molti sono i poteri temporali, ma uno solo è il vero Re: Gesù Cristo. Era cioè un giusto monito per ricordare a sovrani e governanti che la loro autorità deriva comunque da Dio, vero padrone del mondo. Cristo regna sia sulla Chiesa sia sul mondo (terza corona).

      Invece di cedere alle pressini laiciste, una bella lezione di storia e dottrina avrebbe risolto tutto… La si poteva anche fare di latta o cartapesta… certo non tutti avrebbero capito: “chi ha orecchi per intendere, intenda”

  22. Umpalumpa ha detto

    ” La povertà cristiana è il non porre la speranza in quel che si ha, essere libero da quel che si possiede”
    “una Chiesa povera non può aiutare nessuno, così come un imprenditore senza soldi non può aiutare chi è in cerca di lavoro”

    Lo noto solo io il contrasto???

    Delle due, una..O non si pone la speranza in quello che si ha (denaro, salute, prestanza, intelligenza, dialettica, cultura ecc) oppure si pone la speranza in qualcosa che ci “sta sopra”.

    Non credete??? oppure pensate davvero che la Chiesa sia utile solo se finanziariamente attrezzata?? e quindi se fosse povera sarebbe inutile??

    • Eli Vance ha detto in risposta a Umpalumpa

      La prima frase riguarda la posizione essenziale del singolo cristiano: di fronte alle ricchezze deve essere in grado di imitare Gesù nella fede e nelle opere, quindi non legare la propria identità alle cose mondane. La seconda riguarda invece la dimensione materiale dell’aiuto, senza risorse materiali non è possibile donare cose materiali e quindi aiutare il prossimo da questo punto di vista (materiale). Per cui se solo tu hai notato l’apparente contrasto è perchè hai affibbiato il “porre la speranza” alla seconda preposizione, il che è improprio perchè come detto si tratta di solo una delle dimensioni (quella materiale) dell’aiuto che si può dare al prossimo, o se vuoi la seconda frase è una delle conseguenze concrete della prima.
      Ciò premesso la tua preposizione “Chiesa sia utile solo se finanziariamente attrezzata” va intesa solo dal punto di vista dell’aiuto materiale e non in generale.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Eli Vance

        Se è vero quello che scrivi, ossia “Chiesa sia utile solo se finanziariamente attrezzata” va intesa solo dal punto di vista dell’aiuto materiale e non in generale.” non si adatta bene con quanto scritto nell’articolo “una Chiesa povera non può aiutare nessuno”.

        Secondo me una Chiesa povera sarebbe utilissima. E per dirla tutta, credo che lo Ior sia per la Chiesa più un intralcio che un vantaggio.

        • Eli Vance ha detto in risposta a Umpalumpa

          Forse perchè l’articolo nel dire “Una chiesa povera non aiuta nessuno” nel contesto spiega chiaramente che sta trattando dal punto di vista materiale, per cui è inutile vederci altri riferimenti. Se il titolo ti sembra fuorviante, guarda l’immagine, se leggere l’articolo è troppo lungo. E’ evidente che dal punto di vista spirituale, etico e di diffusione della fede hai ragione te, ma se si segue la dimensione trattata in specifico nell’articolo, quella materiale, allora no.
          PS cmq “utilità” è una parola che non mi piace se applicata a questo contesto.

          • Umpalumpa ha detto in risposta a Eli Vance

            Eli non ti agitare. Non volevo farti arrabbiare. Personalmente ho scritto utilità solo perchè nell’articolo c’era scritto che una Chiesa povera non può aiutare nessuno e ci si domandava cosa se ne fanno i poveri di una Chiesa povera. Per me i poveri, da una Chiesa povera, ricevono la speranza..che è molto più importante di una minestra calda o di un posto letto. Senza con questo voler sminuire il preziosissimo lavoro fatto dalla Caritas & Co. Anzi.

            Credo che il monito lanciato dal papa “la Chiesa non è una Ong” non è solamente, come indicato giustamente anche da Uccr, pensare che per fare la Chiesa siano sufficienti le buone intenzioni individuali e i soldi (nel caso si scade nell’attivismo), ma anche pensare che per fare la Chiesa siano necessari le buone intenzioni e i soldi (nel caso si scade nel clericalismo).
            Entrambe le visioni, vedono la Chiesa come qualcosa fondata esclusivamente sulle capacità umane. Non credi?? Magari sto dicendo una mitragliata di fesserie 🙂

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Umpalumpa

              E’ corretto quello che dici, ma ha ragione Eli Vance. Certamente i poveri, come tutti gli uomini, sono aiutati dalla Chiesa perché essa è continuazione del corpo di Cristo.

              Ma l’articolo parla solo di un aiuto materiale a chi è in difficoltà, è ben specificato nell’articolo. Il tuo è un equivoco che poteva nascere ma è stato risolto nelle ultime righe dell’articolo.

              • Umpalumpa ha detto in risposta a Paolo Viti

                Ah ok. Se l’articolo parla solo dell’aiuto materiale che la Chiesa può dare ai poveri, allora ci sto.

                Quindi se l’unico scopo della Chiesa fosse l’attività caritativa allora una chiesa povera sarebbe meno efficacie (facciamo finta che non ci sia scritto che non può aiutare nessuno). Ok, se il discorso è questo, anche secondo me potrebbe starci.

                PS: ma c’è sempre stata questa frase nell’articolo: “(ovviamente sempre dal punto di vista dell’aiuto materiale!)”???? Non l’avevo notata la prima volta.

            • Eli Vance ha detto in risposta a Umpalumpa

              Non stai dicendo fesserie come io neanche lontanamente mi sono agitato, stavo solo focalizzando l’attenzione sul fatto che l’articolo parla della dimensione materiale dell’aiuto, vedo comunque che l’incomprensione, nata penso dal titolo generico dell’articolo, si è appianata.

    • Laura ha detto in risposta a Umpalumpa

      Non vedo alcun contrasto o alcuna contraddizione. La povertà cristiana è essere liberi dalle cose che si possiede, non essere determinati da essi perché tutto quel che è necessario davvero è Cristo stesso. Non è il non avere nulla, ma saperlo usare in modo intelligente!!

      Una Chiesa finanziariamente attrezzata è molto più utile a portare il Vangelo fino ai confini del mondo piuttosto che una Chiesa povera che non può nemmeno pagare il viaggio ai propri missionari per mandarli in Cina.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Laura

        Ma se sei libero dai soldi, ossia ritieni che sia necessario solo Cristo e tutto il resto è un surplus, non puoi ritenere i soldi necessari per realizzare i tuoi obbiettivi. O la cosa necessaria è solo Cristo oppure è Cristo, i soldi, la salute, la parlantina ecc

        Guarda che non sogno una chiesa di freakettoni e sono d’accordo che essere liberi dai soldi non sia semplicemente essere poveri. Del resto molti poveri sono ossessionati dall’idea di arricchirsi. Inoltre non c’è dubbio che una chiesa finanziariamente attrezzata è utile per evangelizzare. Questo però non vuol dire assolutamente che una chiesa povera sia inutile e neppure meno utile di quella ricca. Questo perchè la Chiesa non è fortunatamente basata sulla sua capacità finanziaria oppure sulle capacità dei credenti (x fortuna), ma su Dio. Penso sia il nocciolo della fede, per chi ce l’ha.
        Altrimenti cosa differenzia la Chiesa da una Ong? Lo so. Sapete tutti che questa frase non è farina del mio sacco 😉
        Del resto i primi cristiani erano poveri, san Francesco era un povero e guarda che razza di ordine ha messo su. Lo stesso si può dire di San Benedetto.

        • Paolo Viti ha detto in risposta a Umpalumpa

          I soldi sono necessari per arrivare in Cina e distribuire il Vangelo ai cristiani perseguitati…il problema è non essere attaccato a questi soldi ma usarli per la missione di ogni cristiano.

          Quello che dici è un equivoco che poteva nascere rispetto all’articolo, ma se leggi le ultime righe dell’articolo capisci che è già risolto.

          • Umpalumpa ha detto in risposta a Paolo Viti

            Penso che in questo caso invece non ci capiamo. E’ fuori di dubbio che per andare in Cina ad evangelizzare siano necessari dei soldi. E’ pura matematica. Quanto costa un biglietto? tot euro..quindi sembrerebbe avessi ragione tu.

            Ma il discorso che cercavo di dirti era un altro. Per fare “funzionare” la Chiesa non è necessario il denaro ma Dio. Esempio quant’era ricca la chiesa del 400? credo ricchissima, eppure non funzionava. Quanto era ricco San Francesco? 0 eppure “funzionava” alla grande. Scusa per il termine “funzionare” ma non me ne viene in mente uno migliore.

            In altre parole, certo che serve il denaro per evangelizzare, come serve la salute (molto difficilmente un malato può evangelizzare), le conoscenze, sapere le lingue ecc.
            Ma ti è mai capitato di fare 2 chiacchiere con chi per esempio è stato mandato dal papa con tutta la famiglia a contribuire all’evangelizzazione di un paese estero? Io si, ho avuto questa fortuna. E obbiettivamente se queste persone avessero dovuto fare i calcoli: mi basteranno i soldi? sarò abbastanza sano? il paese estero è igienico? conosco la lingua del posto? non sarebbero mai partiti perchè qualunque business plan avrebbe previsto il loro totale fallimento. Eppure dopo decenni di “lavoro” hanno costruito realtà abbastanza “inspiegabili”. Quindi, certo servono i soldi/salute/lingua/ecc ma se si pensa che queste cose siano necessarie o sufficienti per “fare” la Chiesa, a mio parere, si sta prendendo un granchio.

            Ripeto, visto che il tema è decisamente complesso, è probabile che sbaglio.

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Umpalumpa

              Stai dicendo cose perfettamente giuste, ma non sono in alternativa o in contraddizione con l’articolo.

            • Eli Vance ha detto in risposta a Umpalumpa

              Sull’evangelizzazione intesa come primo annuncio, punto principale dell’attività della Chiesa, non ti sbagli, ma prendiamo ad esempio le Caritas locali che si prende la responsabilità, anche se non vincolante dal punto di vista giuridico, di provvedere alle necessità primarie di una certa fascia povera di un certo contesto sociale, allora se non c’è un minimo di stabilità economica non può funzionare. Tornando all’evangelizzazione intesa non come primo annuncio ma come mantenimento duraturo nel tempo dei rapporti tra Roma (che “presiede nella carità le altre chiese”) e le altre chiese locali allora il discorso può variare. Insomma il discorso della stabilità economica entra in gioco quando si inizia a parlare di impegni in primo luogo duraturi nel tempo e che richiedono il fisico esborso di quattrini (assistenza ai poveri, luoghi di culto, copie della Bibbia ecc). Sono cose non strettamente necessarie per la finalità ultima della Chiesa (che resta agnelli in mezzo ai lupi), ma se vi è la possibilità di gestire risorse economiche volte all’equilibrio sociale, a un supporto all’evangelizzazione, alla difesa dei valori umani allora ritengo sia dovere della Chiesa non perdere l’opportunità di contribuire al bene comune, se invece tali risorse verranno a mancare non per questo la Chiesa cambierà la sua finalità ultima.
              Mi scuso per la lunghezza 🙂

  23. Semelets ha detto

    Io penso questo:

    1) Il contesto non era quello di un ritiro spirituale, ma un incontro con giornalisti, cattolici e non cattolici, credenti e non credenti.
    2) Il papa non è uno sprovveduto (sarebbe da sprovveduti il pensarlo).

    Come ha giustamente osservato alma (18 marzo 2013 alle 14:45) era facilmente prevedibile immaginare che la frase venisse interpretata così come è stata interpretata. E’ probabile quindi che l’interpretazione letterale data dai media, fosse quella prevista e voluta da papa Francesco.

    A tal proposito può essere interessante leggere alcune dichiarazioni di dom Helder Camara:

    «Così, come nell’ora della Provvidenza Dio liberò il Papa dallo Stato Pontificio (ma Pio IX e i cattolici di tutto il mondo in quel momento non lo capirono bene), verrà il giorno in cui il Padre libererà il Vicario di Cristo dal lusso del Vaticano. Durante il bombardamento di Roma ero arrivato a pensare che Dio avrebbe agito lasciando che una bomba liquidasse ciò che sembrava impossibile abbandonare in altro modo. Non avrebbe funzionato però: Rockefeller avrebbe ricostruito un Vaticano ancor più ampio e lussuoso. La riforma deve venire da dentro. Come sarebbe bello per il mondo se, anziché arrivare il giorno della devastazione, dell’incendio e del saccheggio (come tante volte mi è capitato di vedere), partisse dal Papa il gesto di spogliarsi».

    «Ieri — scrive — mi hanno chiesto quale sarebbe la prima cosa che farei se fossi Papa. Ho iniziato ricordando loro che non è per niente facile essere Papa. È difficilissimo. È difficile persino essere arcivescovo. Non so cosa riuscirei a fare. Ma so cosa avrei voglia di realizzare. Mi insedierei in piena Piazza San Pietro. Direi al popolo e al mondo che, in linea con Paolo VI che ha donato la sua tiara per non essere e non voler essere mai più un Re di questo mondo, in quell’istante, per una questione di coscienza, vorrei dire ai Paesi che hanno accreditato ambasciatori presso la Santa Sede che, malgrado il Papa ci tenga a mantenere sempre ottime relazioni personali con tutti i popoli, ormai non hanno ragion d’essere né gli ambasciatori in Vaticano, né i nunzi
    presso i Governi […]. Direi la stessa cosa, con estrema delicatezza e misurando
    le parole per non ferire nessuno, al patriziato romano. E ancora, comunicherei
    la decisione di trasformare il Vaticano in semplici Museo e Biblioteca, affidati a
    un’istituzione internazionale che si impegnasse a mantenere questi organi al
    servizio della cultura (il prezzo dell’affitto sarebbe impiegato per i poveri). Manie
    di Povertà!… Affinché la Chiesa sia serva come Cristo, affinché non offra al
    mondo lo scandalo di una Chiesa forte e potente che si fa servire, mi sembra
    fondamentale questo inizio d’inizio da fare subito, il primo giorno. Vi rendete
    conto di che rivoluzione sarebbe? […]. Da lì alla riforma della Curia romana
    sarebbe un passo. Nella misura in cui sarà vissuta la collegialità e l’atteggiamento
    verso i vescovi smetterà di essere di sfiducia e di sorveglianza, la Curia potrà
    essere molto semplificata […]. Le spese scenderebbero moltissimo: senza nunziature
    né nunzi; senza il Vaticano da mantenere (le piccole Guardie resterebbero
    a vigilare il Museo, la Biblioteca, la Basilica, mantenute dall’istituzione affittuaria);
    con il decentramento effettivo del governo della Chiesa, il Papa potrebbe togliersi dall’imbarazzo dei beni che scandalizzano tanto. Forse il prestigio del Papa crollerebbe. Ma è essenziale che abbia prestigio? Essenziale è che faciliti alla gente l’identificazione fra Cristo e il suo rappresentante diretto e immediato sulla terra. Essenziale è che l’umanità non veda nella Chiesa un Regno in più, un Impero in più […].» (fonte: Aggiornamenti Sociali 02/2009).

    Ecco, può darsi che papa Francesco sia in sintonia con queste riflessioni e che la sua frase significhi semplicemente quello che ha detto, piaccia o non piaccia.

    • andrea ha detto in risposta a Semelets

      Pienamente d’accordo;
      d’altronde, l’Unico Maestro dice: “Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.”
      E ancora: “Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di DIO, e tutte queste cose vi saranno date in più”.

      • Semelets ha detto in risposta a andrea

        Io però non sono molto d’accordo sull’utilizzo di citazioni scritturistiche a sostegno di una tesi o di un’altra (parlo in generale e non solo in questo frangente), perché alla Scrittura, presa a pezzetti, si può far dire quasi tutto e il contrario di tutto.
        Di per sé la questione della povertà della Chiesa è una questione aperta, che ammette varie posizioni e infinite sfumature.
        Quello che intendevo sottolineare è che è molto probabile che papa Francesco, quando ha pronunciato quella frase, avesse in mente proprio queste riflessioni di Helder Camara (pubblicate pochi anni fa su una rivista di gesuiti, in un editoriale di 6 pagine dal titolo “il sogno di una Chiesa povera e serva,” per celebrare il centenario della nascita del vescovo brasiliano) e che dunque fosse corretto interpretarle in senso letterale.
        D’altra parte, che senso avrebbe dire una cosa, sapendo benissimo che verrà interpretata in un certo modo, e poi bacchettare come imbecille chi l’ha interpretata proprio in quel modo?

        • andrea ha detto in risposta a Semelets

          Sulla prima parte: non è vero che si può far dire tutto e il contrario di tutto alle Parole del Verbo; esse sono oggettive:
          “Non preoccupatevi del mangiare e del vestire, cercate
          PRIMA DI TUTTO il Regno di DIO e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”.
          Non si prestano a fraintendimenti.
          Sulla seconda: credo proprio che sia come dici, comunque ribadisco che basterebbe domandarlo al Papa, senza “assicurare che voleva
          dire questo e quest’altro”, quasi mandandogli un messaggio: “ehi, vedi di non dire cavolate”, il tutto nascosto da “le bellissime parole del Papa”
          Va beh.

          • semelets ha detto in risposta a andrea

            D’accordissimo sulla tua seconda parte, ma non sulla prima: proprio la frase che hai citato può prestarsi (e di fatto nella storia si è prestata) a fraintendimenti, cullando l’idea che non sia così importante occuparsi delle responsabilità temporali, perchè tanto c’è la provvidenza.
            Potrebbe fare da contraltare alla tua citazione, ad esempio, la famosa frase di san Paolo “chi non vule lavorare, neppure mangi”, che è come la negazione dell’idea che del mangiare e del vestire se ne possa occupare la Provvidenza (e se san Paolo ha dovuto fare questa ammonizione, qualcuno che aveva frainteso qualcosa dev’esserci pur stato).

    • Franceschiello ha detto in risposta a Semelets

      Mah, sinceramente non sono tanto d’accordo. Si parla tanto di “lusso del Vaticano”, ma nessuno dice che il lusso del Vaticano di oggi è l’ombra di quella che era la corte papale ai tempi del Rinascimento, quindi molto è stato fatto in questo senso.
      E, in tutta franchezza, a me non entusiasmano questi discorsi pauperistici. Il problema secondo me merita una trattazione molto più profonda e complessa. Ad esempio, a me ha fatto sempre riflettere il fatto che Pio XII da Pontefice indossava paramenti preziosi, ma come uomo era poverissimo: aveva solo qualche camicia logora e rattoppata, e dormiva su una branda di ferro. Come mi ha fatto sempre riflettere anche il fatto che il papa buono Giovanni XXIII sia entrato nel cuore della gente “nonostante” la tiara e i flabelli, mentre oggi nessuno si ricordi più di Paolo VI che vendette la tiara e diede il ricavato ai poveri.
      Secondo me, bisogna distinguere tra l’onore che si rende all’uomo, e l’onore che si rende a Dio, come in effetti faceva san Francesco, il quale per sé non voleva nulla, ma quando si trattava di lodare Dio, non badava a spese. Con ciò ora non voglio dire di tornare alla tiara e alla gestatoria; semplicemente, bisognerebbe avere morigeratezza, girando al largo sia dalla pomposità che dalla sciatteria.

      • Semelets ha detto in risposta a Franceschiello

        Com’è possibile che tu non sia d’accordo con me e che io invece sia d’accordo su ogni parola del tuo intervento? Dico davvero, l’ho riletto più volte e lo condivido parola per parola.
        Nel mio intervento non ho voluto esprimere un mio giudizio, ma evidenziare alcuni elementi che secondo me dovrebbero far ritenere più corretta l’interpretazione letterale data dai media alle parole del papa, rispetto a ciò che sostiene l’articolo.
        Per quanto riguarda il tuo intervento, tu dici ad esempio che Giovanni XXIII è entrato nel cuore della gente nonostante la tiara: è vero, ma questo è avvenuto a causa del suo approccio semplice e alla mano, che probabilmente avrà a suo tempo scandalizzato qualcuno, che avrà giudicato quei modi troppo rozzi e contadini per un pontefice.
        Papa Benedetto XVI è riuscito a far breccia negli intellettuali e non credo di sbagliare dicendo che, per quello che è il suo carattere e la sua persona, non sarebbe riuscito a riunire attorno a sè anche tanti giovani, se non gli avesse preparato il terreno Giovanni Paolo II: in questo possiamo senz’altro dire che ha vissuto di rendita di quello che è stato un carisma di Wojtyla.
        Quello che voglio dire è che nessun papa può incarnare in sè tutte le sfaccettature della natura umana e per forza di cose ognuno incarnerà un aspetto e porrà l’accento su una sfumatura o su un’altra, senza tradire, ma anzi traendo forza dall’operato dei predecessori, il tutto sotto l’ala dello Spirito Santo.
        Se mi sforzo di immaginare in questi giorni Joseph Ratzinger, non me lo figuro disperato e con le mani nei capelli, come appaiono alcuni frequentatori di questo sito (a prescindere dal fatto che A-theos=a-ethos direbbe “e per forza, tutto questo degrado è in perfetta linea ratzingeriana”): lo immagino fiducioso e contento nel vedere il suo successore fare cose che lui non sarebbe mai riuscito a fare.
        Ma non immagino così solo Ratzinger: penso anche a Giovanni Paolo I e II, Paolo VI, Giovanni XXIII, Pio XII e su fino a san Pietro: tutti contenti a fare il tifo e intercedere per papa Francesco.

        • Semelets ha detto in risposta a Semelets

          A ben pensarci, alla figura aristocratica di Pio XII è succeduto il “contadino” Giovanni XXIII;
          dopo il problematico e per certi versi drammatico Paolo VI è apparsa la meteora radiosa di Giovanni Paolo I, esplosa poi nel pontificato di Giovanni Paolo II;
          e adesso, dopo l’intellettuale Benedetto XVI (che in realtà è prima di tutto un mistico), ecco il “caliente” Francesco. Di cosa dobbiamo avere paura?

  24. Matyt ha detto

    Concordo pienamente con Umpalumpa.

    Questo mi pare il solito discorso ipocrita tipico del ciellino con le mani molto, ma molto in pasta, che deve trovare per forza di cose una giustificazione “alta” alle proprie ambizioni economiche (sicuramente lecite, quando non sfociano nell’illegalità, ma molto poco cattoliche, del resto Mt 19,24 non è scritto a caso.)

    Ma ovviamente, sono un anticlericale che incarna tutto ciò che odiate, e troverete sicuramente un bizzarro arzigogolo mentale per smentire anche quel passo biblico.

    Così come dopotutto siete riusciti a fare di Francesco, trasformando la sua risposta pauperistica alla scandalosa corruzione del clero in un fenomeno macchiettistico.

    • GiuliaM ha detto in risposta a Matyt

      Peccato tu abbia omesso i due versetti successivi:
      A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?». E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

      Circa san Francesco. ti linko un bell’articolo: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1444
      In particolare:
      San Francesco è vissuto poverissimo, ma anche lui voleva i vasi sacri fossero preziosi.
      Ecco che cosa si legge nelle Fonti francescane: “Francesco sentiva tanta riverenza e devozione verso il corpo di Cristo, che avrebbe voluto scrivere nella regola che i frati ne avessero ardente cura e sollecitudine nelle regioni in cui dimoravano, ed esortassero con insistenza chierici e sacerdoti a collocare l’Eucaristia in luogo conveniente e onorevole. Se gli ecclesiastici trascuravano questo dovere, voleva che se lo accollassero i frati. Anzi, una volta ebbe l’intenzione di mandare, in soste le regioni, alcuni frati forniti di pissidi, affine di riporvi con onore il corpo di Cristo, dovunque lo avessero trovato custodito in modo sconveniente.

      E inoltre: Gesù Cristo stesso non ha rimproverato la donna che ha rotto per lui un vasetto di nardo molto prezioso, ma l’ha lodata.
      L’atteggiamento di Giuda, che voleva vendere il vaso con la scusa dei poveri solo per appropriarsi dei soldi, ricalca bene quello di tanti ipocriti di oggi a cui non frega nulla dei poveri, ma che li usano come “argomento di conversazione” contro la Chiesa.

      • Matyt ha detto in risposta a GiuliaM

        E non sei ovviamente minimanente sfiorata dal fatto che io possa voler vedere una Chiesa che predica bene e razzola ancora meglio, perchè la qualità di un dibatitto va di pari passo con l’autorevolezza dei suoi interolocutori, vero?

        • GiuliaM ha detto in risposta a Matyt

          Non vedo una smentita intelligente del mio post, se non una domanda retorica piena di livore.

          • Matyt ha detto in risposta a GiuliaM

            Esiste un modo per smentire intelligentemente il tuo post?
            Ne dubito.
            Buone cose.

            • GiuliaM ha detto in risposta a Matyt

              Boh… probabilmente sono io che non ho capito un’acca del contributo che i tuoi commentini avrebbero apportato alla discussione…

            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Matyt

              Smentire il tuo post? Ma perché Matyt sei sempre in trincea a voler sfidare, provocare e confutare tutti? Dai tranquillo, te l’hanno detto che non vinci nulla, vero?

            • Ateofago ha detto in risposta a Matyt

              eeeeeEEEEEEEE…

              BINGO!

              c’è una sospetta corrispondenza biunivoca fra questo commento e quest’altro commento

              le bugie (comprese le identità fasulle) hanno le gambe corte 😀

              …interlocutori di cacca

              • Daphnos ha detto in risposta a Ateofago

                Sicuro che Matyt sia il Censore? Se mi permetti l’osservazione, per quanto abbiano entrambi tendenze moralizzatrici, Matyt mi sembra MOLTO più sopportabile del Censore, spesso è anche più rispettoso.

                • Ateofago ha detto in risposta a Daphnos

                  Supponiamo per un istante che, in presenza di moderazione e di un’alta probabilità di essere aggrediti da una massa compatta di lettori, un individuo possa dissimulare una certa affabilità al solo scopo di poter continuare la sua opera…

                  Chiaramente mi rendo conto che stiamo parlando solo di ipotesi e che potremo avanzare solo un certo grado di corrispondenza ma mai una certezza. Per il momento sottolineo solo la “sospetta” analogia: se non si tratta della stessa persona, per lo meno dimostra come certe categorie di individuo siano omologate a standard ideologici.

                  • Matyt ha detto in risposta a Ateofago

                    La paranoia è sintomo psichiatrico, io andrei a farmi vedere.

                  • Salvatore ha detto in risposta a Ateofago

                    IL Censore?? E che nome è…forse è per questo che il suo imbarazzante blog (cioè quello di Matyt) non ha alcun commento? “Ateismo assertivo”….ah ah ah ah ah ah!!!

    • Nonsense ha detto in risposta a Matyt

      Matyt non ti sei accorto che quando hai visto “scandalosa corruzione” ti stavi guardando allo specchio 😀

      • Matyt ha detto in risposta a Nonsense

        Pensi di meritare risposta?

        • Nonsense ha detto in risposta a Matyt

          Quindi tu saresti l’unico ad avere il diritto di fare affermazioni provocatorie?
          Tira fuori le prove di quanto affermi o, se non lo vuoi/puoi fare, taci quando la gente osserva che quel che scrivi sono un delirio da cannato

    • Laura ha detto in risposta a Matyt

      Quanto livore Matyt…ma che cosa ti rende sempre così frustrato? Possibile che la tua vita non conosca un po’ di serenità ogni tanto?

      Un anticlericale ossessionato e dipendente dalla Chiesa e dai cattolici, ma è questo che davvero vuoi dalla tua vita? Pensaci e se lo ritieni giusto chiedi aiuto, magari anche alle bravissime persone di CL alle quali vomiti sopra.

    • Eli Vance ha detto in risposta a Matyt

      Niente arzigogoli, basterebbe leggere i due versetti antecedenti:
      “Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze” e “Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.”.
      Matyt, onestamente ce lo vedi o no che il male del giovane non sono propriamente le sue ricchezze possedute ma il suo attaccamento ad esse che gli genera tristezza? E chi è ricco è più tentato in quanto è’ come se pensasse che sono le ricchezze a dare senso alla propria vita.
      Ciò premesso, l’articolo non è un commento completo alle parole di Francesco I, ma piuttosto una difesa da interpretazioni fuorvianti, e ad ogni modo il senso del discorso sulla condanna degli sfarzi eccessivi, della corruzione clericale (che tu sovrastimi, lasciatelo dire), o dell’ipocrisia sulle ambizioni economiche che tu affibbi a certi soggetti resta valido come giusto che sia e nessuno lo mette in dubbio, ma l’articolo non lo mette sufficentemente in risalto perchè i punti di vista dei detrattori della Chiesa che l’articolo si propone di combattere sono altri: cioè impedire alla Chiesa di avere risorse in modo che stia zitta, detto brutalmente.
      Ps Perchè dovremmo odiarti?

    • Daphnos ha detto in risposta a Matyt

      Chiaramente non sono d’accordo sull’ultima affermazione, ma anche se ho apprezzato diversi aspetti del tuo discorso e di quello di Umpalumpa, vorrei farti comunque farti notare che l’accostamento a Formigoni mi pare un po’ azzardato.

      Pochi di noi sono ricchi (almeno penso), nessuno di noi deve giustificare niente, quanto poi all’identificazione di CL con i soli esponenti del mondo politico mi pare, questo sì, l’incarnazione dell’anticlericalismo che sopprtiamo a fatica!

  25. nicola ha detto

    Povero è una cosa, povero di spirito un’altra. A quanto ne so nel Vangelo vengono si parla sia di poveri che di poveri di spirito, ed entrambi sono figure ritenute di molto più meritevoli del Paradiso di quanto non lo siano ricchi e ricchi di spirito ( che non significa spiritosi ma superbi, arroganti, saccnti, intolleranti,…). Ma cos’è la povertà? Secondo me il concetto di povertà è indissolubilmente legato al contesto temporale e del luogo. Un povero del 1200 ad Assisi è diverso da un povero di oggi ad Assisi, ed un povero a Buones Aires è diverso da un povero a Roma. Usando il criterio ‘ora e qui’ possiamo affermare che la Chiesa Cattolica è giàpovera. Basta considerare gli ‘stipendi’ dei religiosi, dal parroco fino ai cardinali. Chi in Italia invoca una Chiesa piùpovera vuole una Chiesa moribonda non più povera. Per quanto riguarda gli aspetti socio-economici globali dovremmo rifarci a Marx (Cardinale Reinhard).

  26. massimo ha detto

    e invece avete sbagliato come al solito… poveri s’intende propio POVERI MATERIALMENTE perche alla società ci deve pensare LO STATO… e non una confessione religiosa..

    ma che c’entra la teologia e lo spirito con le questioni di governo?..
    .. inoltre NON si business con la poverta…
    date a Cesare quel che è di Cesare…

    • Laura ha detto in risposta a massimo

      Dovrebbe, ma non ce la fa. Infatti lo Stato risparmia 11 miliardi grazie alla Chiesa. I soldi servono comunque anche per sostenere le chiese, ristrutturarle, gli oratori, mantenere i missionari e i teologi eccetera. Una Chiesa senza soldi non potrebbe arrivare a parlare al miliardo di cattolici del mondo.

    • Azaria ha detto in risposta a massimo

      “e invece avete sbagliato come al solito”
      Meno male che capisci sempre tutto tu.

      “alla società ci deve pensare LO STATO… e non una confessione religiosa”
      Si vede. La protezione civile parte dalle proprie sedi quando la caritas é giá al lavoro, i primi nemici della mafia (eccezione fatta per Falcone e Borsellino) sono i PRETI antimafia, la stragrande maggioranza di centri di recupero da alcol e da tossico-dipendenza sono guidate da cattolici… e potrei continuare per 20 righe.

      “che c’entra la teologia e lo spirito con le questioni di governo?”
      Io mi chiedo che relazione ci sia fra questa frase ed l’articolo

      “inoltre NON si business con la poverta”
      Trascurando i miei dubbi riguardanti la grammatica della frase. Cosa intendi con il fare affari con la povertá? La Chiesa non usa la povertá, non ci lucra sopra (come fanno invece tante associazioni di “beneficienza”).

      “date a Cesare quel che è di Cesare”
      Sempre fatto, tu hai fatto altrettanto? Inoltre noi diamo anche a Dio ció che é di Dio.

  27. Luce ha detto

    Mi sembra un articolo un pò tirato. Sembra quasi un articolo volto a difendersi nel mantenere le ricchezze opulente piuttosto che ad aprirsi al grande cambiamento di cui la Chiesa ha bisogno.
    Quello che tutti hanno inteso nelle parole di questo Papa è chiaro e non è stato travisato, ed è semplicemente la richiesta di una Chiesa più povera, non abbiate paura, la Chiesa nella povertà di spirito e di denaro sopravviverà sempre, è Gesù che ce lo insegna e ce l’ha assicurato.

    • Azaria ha detto in risposta a Luce

      Che la Chiesa sopravviva non ci sono dubbi! “Le porte dell’inferno non prevarranno su di Essa”. Il problema é che senza soldi le opere di bene non potranno mai essere fatte.
      Un esempio su tutti: Don Bosco.
      Ha investito i soldi che gli venivano dati creando dei centri di accoglienza per i ragazzi di strada fornite di laboratori per insegnare a lavorare ai ragazzi. Credi che don Bosco sia riuscito a fare tutto questo senza soldi o con pochi soldi? ha gestito somme importanti di denaro, dal punto di vista del mondo potrebbe essere considerato un ricco. Certo, avrebbe potuto distribuire direttamente il denaro ai ragazzi poveri restando povero anche agli occhi del mondo, ma questo uso del denaro sarebbe stato altrettanto efficace?

  28. Secondo il mio punto di vista la frase va intesa come segue: chiesa povera, cioè chiesa che mette al di sopra di tutto l’amore agli ultimi, non, banalmente, la mancanza di risorse. Mettendo seriamente al di sopra di tutto l’amore agli ultimi, si riescono, certamente, anche a creare con loro e per loro condizioni migliori di vita. Senza grandi costi, senza assistenzialismo, senza autoreferenzialismo. Questa è la mia esperienza dopo molti anni di condivisione con il Sud del mondo: esperienza costellata di fatti enormemente concreti, che lo spazio non permette di evidenziare.
    Mettendosi dalla parte dei poveri, con le tecnologie a disposizione oggi, si fanno….miracoli!

  29. Daniele ha detto

    Forse il titolo che la redazione di UCCR ha dato all’articolo (cioè “Ma una Chiesa povera non aiuta nessuno…”) si presta ad essere confuso per una critica alle parole di Papa Francesco. Certo: è vero che poi nell’articolo si spiega che la frase non è un attacco al Papa ma piuttosto all’interpretazione che i laicisti, che vorrebbero una Chiesa del tutto ridotta a zero, danno delle parole del Papa, ma, proprio per questo, non era meglio titolare “Ma una Chiesa nullatenente non aiuta nessuno…”?

    • Eli Vance ha detto in risposta a Daniele

      Concordo sul fatto che è il titolo ad avere generato le incomprensioni. Letto così senza aver presente l’articolo sembra come una rimbeccata alle parole del Papa.

  30. beppina ha detto

    I desiderata di una persona (il denaro, il potere, ecc…) possono essere vissuti come una possibilità o possono essere vissuti come uno scopo. Se prevale lo scopo penso prevalga l’egoismo (la persona é condizionata, ad esempio dall’aspetto economico, nei rapporti con le altre persone); se prevale la possibilità l’egoismo probabilmente non sparisce ma almeno può passare in secondo piano. Certamente non se ne viene fuori se pensiamo che l’annullamento dei desiderata personali risolva la questione; a grandi linee penso che il discorso possa valere anche passando dal singolo credente alla comunità di credenti e quindi alla Chiesa. In altri termini la valutazione etica del potere/denaro probabilmente non va vista con l’obiettivo di acquisirne da subito l’eliminazione alla radice ma piuttosto con l’obiettivo immediato di caratterizzarne positivamente l’uso (ad esempio finalizzandolo prevalentemente alla realizzazione del bene comune). Questo tenendo a mente due cose: 1) se si riesce a realizzare il bene comune si contribuisce implicitamente a contenere il problema egoismo (almeno in termini di comunità); 2) bene comune penso possa essere inteso non solo in termini di sussistenza a vivere ma anche in termini di qualificazione a vivere (forme artistiche, adeguati luoghi di preghiera, ecc…).

  31. francesco ha detto

    Secondo me c’è poco da interpretare nelle parole di Papa Francesco, e a ulteriore riprova che l’interpretazione sia la più semplice e naturale possibile, sono le parole di questa mattina dove dice chiaramente che “il vero potere è servire i più deboli”. Quindi tornando alla Chiesa povera per i poveri ovviamente non vuol dire senza risorse, ma senza sprechi e con l’unico obiettivo (ripeto unico) di diffondere il vangelo (evangelizzazione) e aiutare i bisognosi. (e riciclare il denaro sporco tramite lo IOR non rientra in nessuna di queste due cose.

    • Nonsense ha detto in risposta a francesco

      Dipende da:
      a) quanto sono vere le storie sullo ior
      b) cosa realmente è ciò che definisci “riciclaggio”

      aiutare la gente significa anche passare per riciclatori di denaro sporco con l’opinione pubblica.

      purtroppo c’è sempre qualcuno che beve le panzane e poi le va a replicare sui siti come UCCR

  32. Luca ha detto

    Sono in sintonia con quanto scrive Francesco. Non sono invece in sintonia con quanto scrive l’articolo. Una Chiesa “povera” aiuta eccome e non mi pare questione di quantità (ci vuole per forza) ma di qualità. I soldi devoluti da un’istituzione che presenta sé stessa con croci (croci ?) d’oro e gioielli non hanno lo stesso senso dei soldi devoluti da un’istituzione che si presenta con una croce e un’anello piscatorio di metallo. Se poi si riuscisse finalmente a far chiarezza sugli affari dello IOR, l’aiuto sarebbe ancora più consistente: toglierebbe finalmente ogni alibi alla coscienza e responsabilità personale di ciascuno di noi.

    • Katy ha detto in risposta a Luca

      L’articolo è davvero interessante, meno i banali commenti di alcuni, specie questo qui.
      Papa Francesco sarebbe un fissato maniaco che parla di povertà della chiesa avendo in mente solo una crocetta d’oro e un anello simbolico. La parte sui gioielli è poi un classico 😀 , peccato che dimentichino le collezioni di avorio nascoste e la cassaforte con i rubini in camera di Bertone.
      La vicenda dello Ior non c’entra nulla, sistemare l’etica della banca vaticana non significa essere poveri, una confusione immensa!!

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Katy

        Come fa a non centrare nulla lo Ior e l’auspicio che la Chiesa sia più povera?

        • Nonsense ha detto in risposta a Umpalumpa

          non c’entra nella misura in cui le risultano panzane l’80% delle storie sullo ior

          • Luca ha detto in risposta a Nonsense

            Il punto é proprio questo, le panzane. Le panzane ci sono là dove non c’é trsaparenza. D’altra parte la mia coscienza di cristiano non mi permette di accontemtarmi di quello che lo IOR fa per il bene comune, dimenticandomi la mia responsabilità personale. Quante volte abbiamo sentito dire “con tutti i soldi che ci sono in Vaticano … ci pensino loro”.

    • Daphnos ha detto in risposta a Luca

      responsabilità personale di ciascuno di noi

      PREGO?!

  33. Piero B. ha detto

    L’essenziale è ricordarci che S. Francesco era certamente cristiano, ma Cristo non era francescano. (e non solamente per un mero ordine cronologico)

    • marcello ha detto in risposta a Piero B.

      certo Cristo non era fracescano, ma come fece poi Francesco testimoniava con tutta la vita e la parola (tralascio citazioni evangeliche che conoscerai bene…) una povertà di spirito e materiale “francescana” diremmo col linguaggio di oggi!|

    • Luca ha detto in risposta a Piero B.

      Giusto, Francesco è stato solo un testimone. Perciò non dimentichiamo i messaggi evangelici sulla povertà.

      • Valentina ha detto in risposta a Luca

        Sveglia Luca, la povertà fine a se stessa è un altro idolo a cui va di moda inchinarsi! Non è la povertà a risolverti la vita, smettiamola di idolatrarla e lasciarci confondere da ciò che veramente risponde all’uomo.

        • Luca ha detto in risposta a Valentina

          Ciao Valentina e grazie per l’intervento. Sai, io sono un cristiano cattolico praticante e ricco. Forse non é la povertà a risolvermi la vita (anche perché non la vivo), tuttavia ho letto il vangelo, settimanalmente rinnovo la mia fedeltà alla parola e quel che ho letto ed ascolto non mi lascia troppo tranquillo. Forse il ruolo dei pastori, del papa prima degli altri, é esattamente questo: ricordarci il vangelo e non lasciarci addormentare in comode certezze (ricchezze). Le mie sono riflessioni ad alta voce rivolte principalmente a me stesso, senza nessuna polemica. Di idoli o di “fini” altri non saprei …

      • Valentina ha detto in risposta a Luca

        E poi, ci sono stati uomini ricchissimi che hanno fondato case per i poveri, hanno finanziato le missioni cristiane in Africa e India, hanno creato case per i tossicodipendenti gestite da suore, hanno aiutato numerosi convertiti dall’islam a scappare dalla persecuzione!

        • Luca ha detto in risposta a Valentina

          Giusto, ed infatti li ammiro.
          D’altra parte non credo che la Carità sia una questione “materialista”, di risultati. Questi non sarebbero distinguibili dall’evangelico pane che cade dalla mensa del padrone a favore dei cagnolini in attesa. Forse la carità ha più a che fare con le monetine della povera vedova.

  34. marcello ha detto

    Sì, ma povera – come ha mostrato Padre Francesco – anche dei tanti orpelli d’oro, di segni esteriori di ricchezza e di beni materiali, parca e umile nell’utilizzo del denaro che gestisce ricevuto dai contributi publici, rendite mobiliari e immobiliari, lasciti e donazioni.
    Vero che se non avesse più nulla non potrebbe svolgere quei servizi di carità e solidarieta, di missione ed educazione che svolge.
    Allora sì, se sono destinati a questo – ve ne sarebbero certo molti di più – per quelle finalità così nobili che la rendono concretamente vicino e di aiuto ai più deboli, svolgere compiti educativi-formativi, e soprattutto di missione nel mondo, per l’annuncio e la testimonianza di Cristo.

  35. Pino ha detto

    Nostro Signore Gesù Cristo, durante la predicazione in Giudea, amava sostare e riposarsi nella casa del suo amico Lazzaro di Betania. Lazzaro era la persona più ricca di Betania. Nel Vangelo ci sono molti esempi di persone ricche e facoltose che sono seguaci di Gesù: Zaccheo, Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo
    Lazzaro, che ha ricevuto da Gesù il miracolo della resurrezione e gode della Sua amicizia, non è chiamato ad abbandonare la posizione che ha nel mondo.
    Lazzaro è talmente ricco che Maria, sua sorella, poteva permettersi di ungere i piedi di Gesù con un profumo di nardo purissimo, profumo valutato da Giuda Iscariota, che gestiva i soldi degli apostoli in trecento danari – lui tradì Gesù per trenta danari – trecento danari erano il valore di trecento giornate lavorative – un intero anno di lavoro – ( Gv 12,1-11).
    Giuda Iscariota considerava azioni come questa uno spreco intollerabile in considerazione delle esigenze dei poveri.
    Anche i comunisti consideravano la ricchezza degli edifici ecclesiastici uno spreco intollerabile e infatti li trasformarono in granai e dormitori. Ma la storia, che è politica sperimentale, dimostra che, quando i regimi comunisti hanno trasformato le chiese in dormitori e in granai, invece di risolvere i problemi dei poveri hanno creato le stragi di morti per fame: 13 milioni di morti per fame in URSS nel 1930 e 60 milioni di morti per fame in Cina tra il 1958 e il 1960.
    Quando Gesù sceglie gli apostoli, inizialmente li manda a predicare senza bisaccia, senza calzari, senza soldi e cioè privi anche della preoccupazione di dover gestire il possesso in comune dei loro soldi. Egli vuole che vivano solo del vitto e dell’alloggio che verrà dato loro da coloro che, divinamente ispirati, li ospiteranno ( Mt 10,9 ) .
    Questo è solo un periodo temporaneo e speciale che Gesù concede agli apostoli, un periodo in cui Egli provvede direttamente a tutto ciò che serve loro affinché possano predicare senza alcuna preoccupazione, anche lecita, per le cose temporali, senza la preoccupazione di dover lavorare e neppure di dover comprare il necessario per mangiare: essi imparano, in questo modo ad affidarsi totalmente a Lui . Che si tratti di una fase straordinaria lo si deduce, infatti, da altri passi del Vangelo dove si rileva, invece, che conservare il denaro e operare per procurarsi altri beni è conforme alla perfezione insegnata da Cristo: si legge, per esempio, che Gesù aveva la borsa dei denari, affidata a Giuda, in cui venivano riposte le offerte a Lui fatte e che – i discepoli andarono in città a comperare da mangiare.
    Nell’imminenza della passione molte delle concessioni speciali che Gesù aveva fatto agli Apostoli vengono tolte, ma ora chi ha un sacco lo prenda; così pure la bisaccia e chi non ha spada venda il mantello e ne compri una” ( Lc 22,35 ).
    Da notare che dopo questo periodo speciale, in cui Gesù era fisicamente presente ed educava e assisteva gli apostoli, così come un padre educa e assiste i figli quando sono piccoli, i discepoli dovranno occuparsi personalmente della loro vita, dovranno lavorare – quando non troveranno comunità di laici disposti a mantenerli affinché possano dedicarsi totalmente a diffondere il messaggio di Cristo e la sua grazia agli uomini – e dovranno anche difendersi se sarà necessario, a loro dovrà bastare la grazia, anche perché San Paolo insegna che la virtù si rafforza nella debolezza: Dio non si sostituirà al loro lavoro e alle loro fatiche, ma li aiuterà spiritualmente nelle loro opere, – moltiplicandone- i risultati solo quando lo riterrà opportuno (cfr San Tommaso D’Aquino, Summa Teologica,, I -II, q.108, a.2; II-II,
    q.185, a.6, ad 2, q.188, a.7, ad 5 ).

    • Simone ha detto in risposta a Pino

      Come già detto è giusto che si riportino questi dettagli ma spero che questa deriva del “Gesù ricco” in contrapposizione al Gesù “povero”, non vada troppo in là.
      Credo che proprio tu, in un altro articolo, abbia commentato che i vestiti di Gesù “erano l’equivalente di un vestito firmato Armani”, e in quest’altra sede hai anche detto che Lazzaro “era l’Agnelli dell’epoca”. Ok, adesso però che nessuno mi venga a dire che l’asino con cui Gesù entrò in Gerusalemme era come una Lamborghini e che dopo le nozze di Cana Gesù andò in discoteca.

      • Enrico ha detto in risposta a Simone

        Concordo con te Simone: è inutile che ce lo nascondiamo, il Vangelo ci provoca sempre, a volte cozza con la nostra logica e la nostra volontà egoistica e così nasce anche il rischio di voler razionalizzare il Vangelo per “piegarlo” ai nostri comodi. Mi sembra che questo accada anche quando si vuole presentare quello che tu definisci il Gesù ricco. Personalmente leggo e rifletto su brani come questo http://spiritoevitaeterna.blogspot.it/2007/06/mc-12-41-44-lofferta-della-vedova.html o questo http://www.imitazionedicristo.it/lunedi16agosto_10.htm (ma ce ne sarebbero mille altri, questi sono i primi due che mi sono venuti alla memoria) ed ho più di un dubbio su tutte le elucubrazioni di Pino e sul fatto che la richiesta di povertà sia stata legata in qualche modo solo ad una fase transitoria della predicazione di Gesù. Sarebbe più comodo se fosse così, ma il Vangelo, pur senza costringerci ad un pauperismo sterile, mi sembra indichi un’altra direzione. Che poi è quella di Papa Francesco e del bell’articolo che stiamo commentando.

  36. Sophie ha detto

    OFF TOPIC: Brosio in tv ha detto che Cecchi Paone andrà a Medjugorje, oppure ho sentito male?

  37. Enrico ha detto

    Sembra che Brosio abbia solamente la volontà di portarlo e temo che Cecchi Paone rimarrà un caso disperato http://www.intelligonews.it/paolo-brosio-ecco-i-segni-che-legano-papa-francesco-a-medjugorje/

    • Semelets ha detto in risposta a Enrico

      Comunque il papa ha già fatto capire come intende risolvere la questione Medjugorje.

      • Kosmo ha detto in risposta a Semelets

        e come?

        • semelets ha detto in risposta a Kosmo

          Preferisco rispettare la linea editoriale di UCCR, che non ha mai pubblicato articoli su questo argomento, come del resto sta facendo “Avvenire”.
          Mi accontento di metterti la pulce nell’orecchio.
          Prendilo come un enigma: in fondo il papa è stato eletto da talmente poco tempo che non saranno tantissime le cose su cui dovrai arrovellarti.
          (Bada che ti ho sentito dirmi: “st****o!”) 😉

          • Kosmo ha detto in risposta a semelets

            eh?

            • semelets ha detto in risposta a Kosmo

              eh cosa?

              • Kosmo ha detto in risposta a semelets

                “Mi accontento di metterti la pulce nell’orecchio.”
                e la pulce nell’orecchio dov’è?

                • semelets ha detto in risposta a Kosmo

                  sta nel fatto che nei pochi discorsi fatti dal nuovo papa è già possibile capire come sarà affrontato il problema.

                  • Kosmo ha detto in risposta a semelets

                    complimenti per l’esegesi su un solo discorso ed un breve saluto.
                    Visto che sono duro di comprendonio, ti dispiace essere meno ermetico (e non intendo “er metico della mutua” 😀 )?

                    • semelets ha detto in risposta a Kosmo

                      Certo che mi dispiace 🙂 se no che enigma sarebbe?

                      E’ proprio lì il bello, che non devi cercare l’ago nel pagliaio, vagliando centinaia di discorsi, encicliche e documenti, ma trovare la soluzione a partire da pochi elementi, il che può essere meno faticoso, ma certamente più intrigante.
                      Posso solo dirti, per non farti scervellare invano, che come precondizione devi conoscere un po’ delle questioni in campo relative all’ormai trentennale fenomeno.

                    • semelets ha detto in risposta a Kosmo

                      Certo che mi dispiace 🙂 se no che enigma sarebbe?

                      E’ proprio lì il bello, che non devi cercare l’ago nel pagliaio, vagliando centinaia di discorsi, encicliche e documenti, ma trovare la soluzione a partire da pochi, pochissimi elementi, il che può essere meno faticoso, ma certamente più intrigante.
                      Posso solo dirti, per non farti scervellare invano, che come precondizione devi conoscere un po’ delle questioni in campo relative all’ormai trentennale fenomeno.

                    • Kosmo ha detto in risposta a Kosmo

                      tu hai tempo da perdere, caro fratello

            • semelets ha detto in risposta a Kosmo

              “…UCCR, che non ha mai pubblicato articoli su questo argomento”
              intendevo dire su Medjugorje in generale e non su come il papa intenda affrontare la questione.

  38. maurizio ha detto

    La pretesa di giusta interpretazione non è male. Ti sei fatto una chiacchierata con papà francesco o è tutta farina del tuo sacco? Sii responsabile del tuo annunciare il Vangelo, esorta il tuo prossimo perché ami e poi lascia agire lo spirito:dal che Dio c’è, ma non sei tu.

    • Sophie ha detto in risposta a maurizio

      Letto solo ora. Io non mi faccio portatrice del Vangelo, non l’ho scritto da nessuna parte.

      “Dio c’è, ma non sei tu.”
      Grazie mille per la cattiveria gratuita, anche questo non è essere cristiani se è è per questo. Tolgo il disturbo e non scrivo più in questo sito visto che le mie incertezze danno fastidio. E tanti saluti.

      • Laura ha detto in risposta a Sophie

        Non credo che il commento fosse indirizzato a te, probabilmente a chi ha scritto l’articolo. In ogni caso non cadere in queste sciocche provocazioni, scritte appositamente per generare polemiche, perché perdere la tua presenza per questa gente?

  39. Umpalumpa ha detto

    Lo dico innanzi tutto a me stesso. E’ bastato che il papa auspicasse una chiesa povera e la stragrande maggioranza dei cristiani (io per primo) ci siamo ca***i addosso, dando mille interpretazioni e puntualizzazioni, tutte che però, guarda caso, salvavano il nostro gruzzolo. Quindi mi domando: Serviamo Dio o mammona? io mammona, lo ammetto.
    Però è bello vederlo, perchè dimostra che se la Chiesa dovesse fondarsi sulle nostre forze non sarebbe arrivata a compiere 1 anno. Invece ne ha fatti 2000 e rotti 🙂

    • Semelets ha detto in risposta a Umpalumpa

      Grande Umpalumpa!
      Oltretutto ci siamo cagati addosso avventatamente, perchè papa Francesco mica ci manda a casa le guardie svizzere a pignorarci i beni e neanche dobbiamo temere il prelievo forzato sui conti correnti (perlomeno non dal Vaticano).

    • Nonsense ha detto in risposta a Umpalumpa

      A me non ha fatto paura per i miei averi, piuttosto ho temuto per le interpretazioni: non è che prima di Papa Francesco la Chiesa fosse chissà quale montagna di opulenza e ricchezza; certe situazioni rischiano di dare ragione a chi , per pura invidia e/o cattiveria, ha sempre rimproverato alla Chiesa di essere un’organizzazione a scopo di lucro o peggio. E proprio in quel caso la ragione quella gente non ce l’ha. Questo realmente mi preoccupa di un discorso sulla povertà.

      • Luca ha detto in risposta a Nonsense

        Giusto. E’ proprio per questo che la “forma” della Cartità, la “povertà” nel senso dei comportamenti, dello stile di vita e dell’immagine esteriore che si dà é anche più essenziale della “quantità”. Riguardo poi le reali ricchezze della Chiesa, il problema é la trasparenza, attraverso la quale la Chiesa avrebbe tutto da guadagnare.

        • Ateofago ha detto in risposta a Luca

          Guarda che non sempre si può essere trasparenti. C’è una cosa che si chiama privacy, oltre al fatto che dietro ogni spicciolo dato a fin di bene ci può essere una storia brutta alla quale si vuol porre rimedio e che, giustamente, chi ha devoluto quei soldi vorrebbe non fosse sbandierata ai quattro venti per soddisfare i capricci di un anticlericale.

  40. Emanuele ha detto

    OT

    Ferrara da Vespa: “Il Papa deve trasferirsi il Laterano, vera sede papale”. Plauso di Politi…

    Tra le righe, il Papa deve rinunciare al potere temporale (quel poco che gli rimane) e dunque alla sua autonomia…

    • Emanuele ha detto in risposta a Emanuele

      Altra chicca… Sia Vespa, sia Ferrara, sia Messori danno ancora per vera la frase misogena di Bergoglio inventata su Yahoo Answer.

      La cosa assurda é che Messori cita pure la Genesi (ovviamente a sproposito) per difendere la frase falsa, volendo dimostrare l’inferiorità della donna… Secoli di teologia buttati nel ce…so…

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Emanuele

        Sono d’accordo con te. Ieri effettivamente Messori m’ha deluso con alcune uscite un po’ “strambe”.
        Ferrara invece era in formissima.

  41. Carlo ha detto

    A parte il fatto che la Chiesa non aiuta nessuno!! Ma poi perchè dovrebbe farlo la Chiesa e non un ente statale???

    “la Chiesa -ricca o povera che sia- annuncia e testimonia che la Risposta al bisogno dell’uomo è entrata nella storia, si è fatta carne ed è possibile incontrarLa per tutti, qui e ora.”

    Falso!!! Basta guardarsi attorno.Nell’umanità di oggi sono presenti povertà,malattie,catastrofi naturali ecc ecc. Quindi il fatto che la Riposta al bisogno dell’uomo è entrata nella storia è FALSA semplicemente perchè nessun bisogno dell’uomo è stato soddisfatto.

    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Carlo

      La Chiesa non aiuta nessuno? 😀

      Guardate a che punto può arrivare il proselitismo comunistoide…(da notare la divinizzazione dell’ente statale, molto staliniano come dire….).

      L’ultima frase è scritta come se la libertà dell’uomo non esistesse, come se la rivelazione di Cristo dovrebbe essere automaticamente accettata da tutti.

      Arriveranno tempi migliori dove esisterà qualcuno che si opporrà a noi avendo argomentazioni intelligenti, per ora accontentiamoci dei bimbi.

  42. giovanni ha detto

    non parafrasate troppo le parole del pontefice .una chiesa povera e’ una chiesa che in vaticano e nel mondo non spreca nell’ostentazione del potere e del denaro.il papa lo sta dimostrando ogni giorno.ringrazio dio per la sua elezione.

  43. Sophie ha detto

    “siamo “custodi” della creazione, DEL DISEGNO DI DIO ISCRITTO NELLA NATURA, custodi dell’altro, dell’ambiente”
    Questa frase mi era sfuggita.
    La parte in maiuscolo mi sembra in maniera evidente una bordata contro i matrimoni gay, o forse l’ho visto solo io…!?

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