L’ipocrisia dei media (e di Augias) nella censura del film anti-Islam

Quando si immerge un crocifisso nel piscio dell’artista è espressione artistica. Quando dei bambini tirano delle bombe (o escrementi?) contro il volto di Gesù Cristo è espressione artistica. Quando si appende una rana in croce è espressione artistica. Quando si mostra una donna fare autoerotismo con un crocifisso è espressione artistica. Quando una Pussy Riot spezza con una moto sega una croce di legno in memoria dell’Olocausto e insulta il Patriarca di Mosca è legittima protesta politica. Quando invece un film offende Maometto e l’Islam allora si tratta di «contenuti che offendono la fede».

L’ipocrisia dei media occidentali è sotto gli occhi di tutti in questi giorni in cui la società è unita nel condannare, giustamente, un film offensivo verso l’Islam comparso su Youtube, «Innocence of Muslims»che Google ha già prontamente censurato in alcuni Paesi. Il film, della durata di 14 minuti, è stato prodotto e diretto da tale “Sam Bacile” di origine egiziana e di religione copta (regista di filmini pornografici) e finanziato da più di cento investitori ebrei, con lo scopo di richiamare l’attenzione sulle “ipocrisie” dell’Islam anche in seguito all’11 settembre del 2001 (cioè quello che hanno fatto i leader ateisti Christopher Hitchens e Sam Harris negli ultimi 10 anni). La diffusione del lungometraggio ha innescato come prevedibile diverse proteste in alcuni paesi a maggioranza musulmana, culminati con l’attentato al consolato statunitense a Bengasi nel quale hanno perso la vita 4 funzionari americani, tra cui l’ambasciatore Christopher Stevens.

“Il Corriere della Sera”, “Repubblica” e “Il Fatto Quotidiano” -sempre in prima linea ad invocare il rispetto verso la libertà artistica, di satira e d’espressione quando si tratta di contenuti che prendono di mira il cristianesimo e la Chiesa cattolica- si sono scatenati nella condanna alla pellicola, invocando la censura della forma di espressione del regista egiziano. Si è svegliata perfino Dacia Maraini con il suo pistolotto sulla «libertà che si trasforma in insulto». Ma con quale libello contro la Chiesa era impegnata la laicissima scrittrice settantasettenne quando il fotografo statunitense Andres Serrano immergeva nel suo piscio una croce con appeso Gesù Cristo? In quel caso la Maraini si è ben guardata dal pontificare che «la difesa della libertà è una bella cosa, ma la libertà propria va sempre messa in rapporto alla libertà altrui». Anzi, probabilmente se si fa una piccola ricerca, si trova perfino il suo nome tra gli intellettuali europei che hanno promosso questa “grande opera d’arte” (sic!).

Mai visto un articolo de “Il Corriere della Sera” invocare il rispetto dei credenti contro l’offensiva “rana-crocifissa” del tedesco Martin Kippenberger che ha suscitato l’indignazione del popolo altoatesino (nessun ferito, nessuna vetrina rotta, solo indignazione). Anzi nei suoi articoli si elogiava la direttrice del Museion di Bolzano per aver ignorato beatamente le proteste mantenendo esposta l’opera e ripetendo la sua frase: «l’arte è anche un po’ provocazione». Anche il  direttore de “La Stampa” Mario Calabresi ha usato uno spazio sul suo quotidiano per invocare un «mondo più rispettoso delle idee e delle credenze altrui». Sul suo quotidiano anche Gian Enrico Rusconi ha voluto dire la sua: «E’ necessario creare un nuovo equilibrio tra i principi della libertà di espressione e del diritto al rispetto dell’integrità del credo religioso». Ma qualcuno ha mai letto un articolo del cattolico Calabresi o del laico Rusconi sul «serve maggior rispetto al credo religioso» di fronte all’esposizione di Madonna and Child IIun’icona della Madonna con in braccio Gesù, immersa -ancora una volta-, in un bicchiere di urina del fotografo Serrano?

Incredibilmente anche l’ateologo di “Repubblica”, Corrado Augias ha pensato bene di dire la sua, da un lato riprovando a sfruttare la circostanza per mostrare la superiorità dei “laici” che non farebbero guerre religiose (ancora una volta ignorando però, da amante della storia, gli orrori dell’ateismo di stato), e dall’altro lato difendendo l’attaccamento degli islamici al profeta Maometto, e scagliandosi addirittura contro la libertà d’espressione: «quando la libertà diventa provocazione» è infatti il titolo del suo intervento critico verso il film. L’ipocrisia del dileggiatore del cristianesimo Augias in questo caso ha superato ogni confine, per non parlare del quotidiano in cui scrive che si è addirittura dilettato in una critica alla satira e in difesa delle vittime (due articoli, perfino). Non dimentichiamo il pavido “Fatto Quotidiano” che quotidianamente pubblica contenuti offensivi verso i cattolici (qualche giorno fa anche una bestemmia in pagina divertendosi con una “traduzione automatica” di un discorso del cardinale Ruini), perché -come sottolinea “Avvenire”«tanto i cattolici, al massimo, reagiscono con una protesta verbale o scritta». E se osano lamentarsi vanno ancora di più offesi e ridicolizzati perché stanno violando la libertà d’espressione.

Siamo comunque contenti che tutti questi bizzarri personaggi abbiano cominciato oggi (meglio tardi che mai) a difendere la libertà di religione, vediamo se rimarranno coerenti anche domani quando le vittime torneranno ad essere, come sempre, cristiani e cattolici. «Il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli», ha detto padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana (ricevendo il ringraziamento del prestigioso ateneo sunnita al-Azhar del Cairo). Ecco l’unica voce coerente, cioè quella della Chiesa, perennemente in difesa da ogni forma di discriminazione, indipendentemente dal tipo di religione professata dalle vittime.

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90 commenti a L’ipocrisia dei media (e di Augias) nella censura del film anti-Islam

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  1. Alèudin ha detto

    è al tempo stesso doloroso e di sollievo leggere di queste ipocrisie.

    sollievo perchè si smaschera la pochezza di queste persone, doloroso perchè hanno un potere enorme sulla gente.

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  2. Qumran ha detto

    D’ora in poi quindi difenderanno anche i cristiani dalla provocazione laicista? Naaa, tutti voltagabbana.

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  3. Andrea ha detto

    Il fatto è appunto questo: contro il Cristianesimo ci si accanisce perché mica poi rischi di beccarti una granata in faccia, fermo restando che l’offesa alle altrui Convinzioni Religiose è l’offesa più bassa possibile. Ma innanzitutto va condannato chi reagisce in un certo modo a pur ignobili provocazioni, ed è chiaro che questi prendono le distanze anche per paura.

    Ma per smettere di vederci insultati dovremmo anche noi scendere in piazza, bruciare copie del fatto e devastare sedi della UAAR? Siamo davvero ancora ai tempi di Cro-Magnon da questo punto di vista ;( ;( ?

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    • Lugh ha detto in risposta a Andrea

      Mah, anche se non sarebbe proprio cristiano, non credo che si possa considerare “peccaminoso”. Dopotutto anche Cristo contro i mercanti ha tirato fuori la frusta.

      Una piccola correzione: a segare la croce non era una troietta Pussy Riot (giustamente in carcere), ma una troietta Femen (ora auto-esiliatasi a Parigi per questo), e la croce era alle vittime dello stalinismo, non dell’Olocausto.

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  4. silvia ha detto

    Ancora una volta hanno perso l’occasione per stare zitti e farci quindi più figura. E ancora una volta hanno dimostrato che in realtà non sono atei nè razionali, ma semplicemente anticlericali e ipocriti

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  5. Giorgio P. ha detto

    Dall’articolo traspare un’orribile verità: agli atei piace l’urina.
    E chi li capisce questi…

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  6. cabellen ha detto

    Ancora una volta, cari irriducibili dell’UCCR, il registro di fondo di questo vostro post è il vittimismo fazioso.
    Ancora una volta, non fate che proporvi come le arcigne guardie del corpo di un clero che riesce persino a essere più progressista di voi (come voi stessi ammettete nell’ultimo paragrafo del post).
    Ancora una volta, avete perso l’occasione di volare alto e di contrapporre all’isterico fanatismo di molti fratelli islamici quel superiore livello di maturità che pure dovrebbe appartenere alla vostra storia e alla vostra esperienza di cristiani, voi che già da alcuni secoli avete affrontato la sfida di riforme e di illuminismi, di espropri laici e di rivoluzioni scientifiche, di relativismi e di ateismi, di agnosticismi e di indifferenza.

    Avreste potuto parlare ai vostri fratelli islamici col cuore in mano, avreste potuto indicare loro la strada che anche voi avete percorso, avreste potuto chiedere loro di aprire il loro credo a nuovi modelli di tolleranza e di convivenza, avreste potuto gettare le basi di un dialogo.

    E invece no, ancora una volta non fate che esprimere il meschino egoismo di una comunità che si sente minacciata e che deve arroccarsi nell’intransigente difesa dei suoi valori, quasi che voi foste agnelli innocenti a cui toccano tutte le persecuzioni, e fingete di dimenticare che in realtà continuate ad avere una notevolissima abbondanza di mezzi per proporre e imporre al mondo i vostri valori.

    Provate a cambiare registro, qualche volta: vi farà bene.

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    • Lugh ha detto in risposta a cabellen

      Ma sei musulmano? A parte che la Chiesa ha condannato il film su Maometto, voi vi sapete difendere alla grande, è per questo che gli anticlericali vi fanno le fusa come gattini.

      Sul vittimismo e l’abbondanza di mezzi, poi! Sicuro che non ti confonda con Santoro o Travaglio? No, perché avrebbe molto più senso.

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      • StevenY2J ha detto in risposta a Lugh

        Cabellen, io ho scritto molte volte su questo e altri siti “tradizionalisti” non condividendone le tesi, non sono affatto credente né, tantomeno, difendo a oltranza la Chiesa ma questa volta concordo in pieno con il pezzo.

        Non é possibile usare sempre due pesi e due misure, questo é innegabile. Delle due vie, l’una. O si ammette, una volta per tutte, che l’arte e la libertà di espressione possano toccare qualunque argomento, comprese le religioni (secondo me, dovrebbe essere così) oppure si ammette che le religioni (tutte le religioni) sono intoccabili. Usare due pesi e due misure é ipocrisia pura: libertà di espressione quando il bersaglio é la Chiesa che non reagisce con le armi e (finto) rispetto per la religione quando la vittima é l’Islam. I fanatici islamici sono degli invasati ma questi sono ipocriti e, sinceramente, é un atteggiamento schifoso, dal mio punto di vista.

        Non ha senso parlare di “idiozie” o “provocazioni” solo quando l’opera si riferisce all’Islam e parlare, al contrario, di “Arte” (con la A maiuscola) quando l’opera si riferisce al Cristianesimo. Il film su Maometto é ritenuto “idiota”? Bene, però allora é idiota anche l’opera di Castellucci sul volto di Gesù e tutto il resto della bagarre. Scegliamo il metro di giudizio una volta per tutte.

        Mi spiace per te, Cabellen, ma questa volta gli unici che si comportano da “vittime” (e non lo sono) sono i soliti fanatici islamici (e non mi riferisco, ovviamente, a tutto l’Islam) che giungono persino all’omicidio. Mi dispiace, ma non hanno scusanti se non, forse, l’arretratezza culturale in cui vivono.

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        • Giovanni ha detto in risposta a StevenY2J

          Molto più condivisibile questo commento di quello di cabellen, ma non privo di aspetti controversi.

          Peccato l’uso del termine “tradizionalista” come se aderire alla Tradizione sia meritorio per essere etichettati come fanatici retrogradi. Più si aderisce invece è più si rimane legati alla tradizione apostolica.

          Peccato che al rispetto a tutte le religione, StevenY2J abbia preferito la libertà di espressione senza limiti, libera di prendere di mira chiunque. Troppo comodo così, non può essere questo il metro di giudizio secondo me.

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        • cabellen ha detto in risposta a StevenY2J

          @StevenY2J: sono d’accordo sul fatto che la libertà artistica non dovrebbe conoscere due pesi e due misure, però oltre alla questione di principio c’è anche il problema concreto delle violenze – e c’è appunto il problema di una certa “arretratezza” di popoli islamici la quale potrà forse correggersi ma nel lungo periodo, e dunque anche in relazione a questo ci vuole una certa cautela.
          E’ evidente che il cattolicesimo ha un maggiore self-control, ma proprio per questo trovo che il post in questione avrebbe dovuto argomentare da un livello un po’ superiore. E non dimentichiamo che i processi a Pasolini per vilipendio alla religione non sono poi così distanti nel tempo, e non dimentichiamo che ancora oggi (a dispetto del vittimismo che si fa qui dentro) andare in televisione a parlare contro il papa o il cristianesimo non è una possibilità così scontata…

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          • Vincenzo ha detto in risposta a cabellen

            andare in tv a parlare contro il papa non è una possibilità così scontata…??? Ma quante volte sono stati in tv i vari Odifreddi, Augias, Travaglio, Santoro, Vauro, Villaggio, Fo, Mainardi, Flores D’Arcais etc. etc….!! E sono pure ossequiati e trattati con deferente rispetto da presentatori\attori quali la Dandini e simili.

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          • Mattia ha detto in risposta a cabellen

            “c’è appunto il problema di una certa “arretratezza” di popol islamici la quale potrà correggersi ma nel lungo periodo e, dunque anche in relazione a questo ci vuole cautela”

            Come disse una volta Magdi Allam “hanno paura e non hanno vergogna ad ammetterlo”.

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            • StevenY2J ha detto in risposta a Mattia

              Rispondo, innanzitutto, a Giovanni. Ho usato il termine “tradizionalista” per indicare il cattolico molto meno disposto a mettere in discussione la “tradizione” e, quindi, non disposto a legittimare (in alcun modo) situazioni come le coppie di fatto, l’omosessualità, l’eutanasia attiva e passiva… Non ho inteso dare al termine una valenza aprioristicamente negativa, l’espressione “fanatici retrogradi” l’hai usata tu, non io. Personalmente, fino a quando un cattolico “conservatore” (preferisci?) esprime le proprie idee in modo pacifico e civile, si merita tutto il mio rispetto.

              Per quanto riguarda la libertà di espressione, io sono dell’idea che non debbano esistere argomenti “tabù” finché si tratta, ovviamente, di critica, satira e non si passa ad azioni violente o a insulti personali. E’ la mia idea, opinabilissima ma se cominciamo a mettere dei paletti all’arte, alla stampa e all’espressione umana si rischia di cadere facilmente nella censura generalizzata. Se, ad esempio, non si può fare ironia sulla religione, qualcuno potrà poi pretendere che non si faccia ironia sulle istituzioni italiane, sullo Stato e, quindi, sul Parlamento e sul Governo.

              Questo in generale. Poi, dal punto di vista pratico, ritengo piuttosto imbecille, personalmente, chiunque deride una religione (qualunque) perché la religione é strettamente legata ai sentimenti delle persone. Spesso, inoltre, si tratta di un facile mezzo per far parlare di sè o per fare soldi. Tuttavia, la soluzione più semplice (che seguo io), non amando la censura e i divieti, é quella di boicottare questi “spettacoli” od “opere d’arte” semplicemente non andandoli a vedere.

              Per quanto riguarda l’arretratezza culturale dei popoli islamici, si può anche condividere una certa prudenza. E’ innegabile, ovviamente, che per un editore, ad esempio, é molto più pericoloso pubblicare i versetti satanici contro l’Islam che non l’inchiesta su Gesù di Augias, per dire. Nel primo caso, rischi la vita.

              Si abbia, però, almeno il coraggio di dire le cose come stanno, altrimenti é ipocrisia. Non é corretto scrivere frasi del tipo “il film su Maometto é un idiozia” dopo aver definito “opera d’arte” lo spettacolo di Castellucci. O sono idiozie entrambe o sono opere d’arte entrambe. Si abbia il coraggio di scrivere che era meglio non girare il film su Maometto perché (alcuni, non tutti) seguaci dell’Islam sono dei fanatici invasati e degli intolleranti violenti e abbiamo paura delle conseguenze.
              Mi dà molto fastidio quando i cattolici che protestano per Castellucci vengono definiti “intolleranti” mentre gli islamici che mettono le bombe per il film su Maometto “sono stati urtati nella loro sensibilità religiosa”.

              Un po’ di onestà intellettuale sarebbe gradita.

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            • controinformato ha detto in risposta a Mattia

              Magdi CRISTIANO Allam, non dimenticarlo!

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        • Sophie ha detto in risposta a StevenY2J

          :)

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      • Pino ha detto in risposta a Lugh

        no, non è musulmano ma è chiaamente una persona disturbata. Discutere con questi personaggi è solo tempo perso.

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    • Vincenzo ha detto in risposta a cabellen

      Commento fuori luogo. Qui non si tratta di discutere sulla potenza o meno dei mezzi di propaganda e proselitismo della chiesa. Qui si sottolinea solo il fatto che molti giornalisti di primo piano usano due pesi e due misure : con l’Islam si sta più che attenti a non urtarne la sensibilità, col Cristianesimo invece tutto è permesso.

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    • Alèudin ha detto in risposta a cabellen

      che poi rileggiti il tuo commento nella parte finale:

      “… e fingete di dimenticare che in realtà continuate ad avere una notevolissima abbondanza di mezzi per proporre e imporre al mondo i vostri valori.”

      poverini i laici, obbligati a fare chissà cosa dalla potente macchina vaticana…

      Chi è che fa la vittima?

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      • Kosmo ha detto in risposta a Alèudin

        Andiamo, che ti aspetti dal “fedele” servitore di PierPippa Odifreddi sul suo blog? La bava del tizio fuoriesce dallo schermo!!!

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    • Andrea ha detto in risposta a cabellen

      T’avevo dato “+” perché avevo letto “uaar” al posto di “UCCR” e letto il resto alla luce di ciò, poi mi ora mi sono reso conto del perché di tanti “-”. Scusatemi per la svista, considerate il mio voto in questi ultimi.

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    • Marco ha detto in risposta a cabellen

      Perchè non iniziate voi a trattare persone e cose con la stessa misura?
      Quello di cui parli non si tratta di “vittimismo”, ma di una constatazione di fatto, anche se so già che sicuramente tu non la penserai così.
      Anche se non condivido una virgola di quello che hai scritto, mi sforzo a rispettarti ugualmente, in quanto tu, me stesso e tutte le altre persone abbiamo la stessa dignità di figli di Dio.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a cabellen

      @cabellen

      Si potrebbe anche rovesciare il discorso: la Chiesa cattolica è l’unica entità europea rimasta a difendere quei valori occidentali di cui qualcuno si riempie spesso la bocca, per poi battere in ritirata quando questi sono minacciati concretamente.
      E la spiegazione è di una semplicità disarmante: l’Europa è pavida fino al midollo e siccome teme di vedere scorrere sangue, fa finta di nulla e passa avanti, esattamente come, e ricordiamoci, avvenne quando si accese il conflitto nell’ex-Jugolavia. Perchè l’Europa è pavida, ci si chiederà? Perchè rappresenta esclusivamente un gigantesco apparato burocratico ed economico senza una propria anima. La sua indifferenza è il pegno del quieto vivere, della vigliaccheria, di colui che ormai è abituato a vedere il sangue solo attraverso la tv, magari fatto scorrere dalle stesse imponenti forze armate occidentali, ma cmq pur sempre lontano da casa, come in una dimensione estranea e parallela. E per quieto vivere l’Europa sarebbe capace anche di svendere tutti i propri valori democratici senza battere ciglio. L’importante è che lo spread ed il rapporto disavanzo/Pil siano contenuti entro i limiti imposti dalla banca centrale. L’Europa non è altro che un gigantesco calcolatore elettronico la cui unica preoccupazione è di fare tilt.

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      • cabellen ha detto in risposta a Antonio72

        Sono d’accordo, antonio72. La battaglia principale in cui atei e credenti potrebbero impegnarsi sullo stesso fronte è proprio quella contro il dilagante impero della finanza, un sistema che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Purtroppo l’Europa è dominata da ottusi finanzieri, e non sembra voler condividere altro. Personalmente non credo che un’eventuale anima dell’Europa debba formarsi necessariamente intorno ai valori cristiani, e neppure percepisco l’islam come una potenziale minaccia alle nostre democrazie. Ciò che muove il mondo sono sempre gli interessi economici.

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

        @cabellen

        L’anima non si costruisce a posteriori, o esiste oppure no, o i valori condivisi sui quali si fonda l’unione europea rappresentano una realtà concreta anche se soffocata dalla ben più pesante e globalizzata etica del profitto, oppure non si possono inventare di sana pianta, al limite si può solo recuperarli. Volere infatti derivare l’anima da un ente che non l’ha mai avuta sarebbe come far vivere un sasso.
        Guarda gli USA: prima di essere la prima potenza economica mondiale sono gli Stati Uniti d’America. Viceversa l’Europa, che a livello economico ha il potenziale per superare anche gli stessi USA, è costretta ad arrancare proprio perchè non può definirsi gli Stati Uniti d’Europa!
        Solo da un sentire comune (e sì, qui la razionalità c’entra un bel nulla) si può derivarne un’economia forte e stabile (e non a caso è la Germania a primeggiare in Europa). La pavidità europea rispetto all’islam si spiega proprio per questo. Se non fosse per la potenza tecnologica e la ricchezza prodotta, il popolo europeo, secondo la legge evolutiva naturale, sarebbe destinato a soccombere a quello islamico. Togli la moneta e all’Europa non resta nulla, se non proprio il recupero di quei vecchi valori che buttò dalla finestra quando decise di consegnare il potere ai mercanti e ai tecnocrati. E Chi, primo nella storia dell’uomo, cacciò i mercanti dal tempio? Ecco, si deve solo cacciare i mercanti dal tempio. Ci vuole ancora Cristo. Il resto è chiacchera, l’etica laica è chiacchera.

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    • Bichara ha detto in risposta a cabellen

      Il cuore in mano(?) telo riducono a brandelli a morsi.
      Sveglia…scendi qua giù
      - L’unica critica al film è lo scarso prestigio artistico ma la trama e le sceneggiature sono TUTTE tratte fedelmente dalle biografie islamiche su il fu macometto…e i specializzati e studiosi del islam sanno questo fatto.
      - (per ANDREA) non solo le probabili granate o sciabolate ,che siano, ma c’è dall’altra parte possibili lauti compensi per chi loda l’islam e disprezza il cristianesimo o diffonde l’odio per gli ebrei , dai miliardi di petroldollari dei beduini alleati con i massoni adoratori di Dio danaro contro il loro NEMICO per antonomasia e cioè Gesù Cristo e i cristiani..anche queto sta all’origine dei due pesi e due misure di certi “intellettuali” e certa mass media
      L’islam ,Cabellen , come tutte le ideologie totalitarie filosofiche , usa principalmente il bastone e la carota e non la persuasione perchè incoerente e inconvincente
      - Con le manifestazioni barbariche tanti islamisti pubblicamente in Egitto hanno offeso cristianesimo e cristiani loro connazionali ed è stato bruciata la sacra Bibbia d’avanti all’ambasciata americana (tutto docum.su you tube) e uno in particolare che non poteva rientrare in Egitto per il suo estremismo, al tempo di Mubarak, ha sputato tante di quei insulti, derisioni e incitamento alla violenza contro cristianesimo e cristiani da essere dinunciato alla magistratura che mesi fa lo ha condannato alla reclusione per aver insultato il patriarca copto il giorno della sua morte , ebbene , l’onorevole neo presidente egiziano che viene accolto qui con tutti gli onori , lo ha fatto uscire dal carcere,,come hanno scatenato tutti i terroristi compreso l’assassino di Sadat dai carceri dalla cosiddetta primavera macabra
      queste notizie edificante non li sentiamo in mass media occidentale a meno che sfugga di mano ai paladini del islamicamente corretto.
      L’occidente ha aiutato i bravi mujahidin in Afganistan e ha ottenuto come ricompenso l’11 settembre e ora vuole verificare la loro lealtà e li fà addirittura salire al potere…ne vedremo delle belle,,,parole di che è nato in mezzo a loro….basta aspetare, i fausti risultati non tarderanno a manifestarsi.

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      • Bichara ha detto in risposta a Bichara

        scusate, nella riga 9 intendevo ideologia politica e non filosofica.

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      • Sophie ha detto in risposta a Bichara

        Ciao Bichara, ben tornato! :)

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        • Bichara ha detto in risposta a Sophie

          Grazie Gentilissima :) non ho mai smesso di leggere UCCR (Una.Comunità.Cristiana.Rispettabile)in modo particolare quelli che fanno volontariato alla caritas, riflettendo lo splendore di nostro Signore su tutti a prescindere da razza , credo , lingua , sesso , età o colore ;)
          Ho avuto un sacco da fare in questo periodo e poco tempo libero…
          Auguro a te e a tutti una BUONA DOMENICA.

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  7. Alèudin ha detto

    con il tuo commento non fai che confermare quanto scritto nell’articolo.

    Vittimismo da parte nostra, può anche essere.
    Ipocrisia conclamata da parte di molti cosiddetti intellettuali, parlano i fatti.

    Vedi tu e preferisci sguazzare nei tuoi pregiudizi o prendere atto della realtà.

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  8. Panthom ha detto

    Umberto Veronesi 87 anni
    Dacia Maraini 76 anni
    Margherita Hack 90 anni
    Piergiorgio Odifreddi 62 anni
    Corrado Augias 77 anni

    Dai ragazzi, fra trent’anni l’Italia sarà sicuramente più rispettosa dei credenti.

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    • Lugh ha detto in risposta a Panthom

      Purtroppo non mi sento di condividere il tuo ottimismo. Fra i giovani l’odio antireligioso è diffusissimo, diciamo pure maggioritario, basta guardare su internet il sostegno a qualsiasi forma di insulto, violenza o vandalismo anticristiano. La forza dell’ateismo militante è proprio quella di sorreggersi sul nichilismo assoluto, troppo seducente per i giovani. A questo punto sono quasi meglio i musulmani, almeno loro sostengono fermamente i loro valori.

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      • controinformato ha detto in risposta a Lugh

        Sarei proprio curioso sentire il parere di un musulmano dopo l’esposizione controllata ai deliri di questi ultrasettantenni…

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  9. Daphnos ha detto

    Vorrei rispolverare un articolo postato da Piero qualche settimana fa. La testata può suscitare perplessità o favori, ma il contenuto è indubbiamente interessante.

    http://www.ilgiornale.it/news/milano/i-miracoli-dellislam-spariti-femministe-atei-e-indignados-830601.html

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    • controinformato ha detto in risposta a Daphnos

      vabbé che il Giornale è per la destra come Repubblica è per la sinistra, però non ci avevo mai fatto caso…

      Solo una cosa: che c’entrano gli Iron Maiden?

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      • Daphnos ha detto in risposta a controinformato

        Beh, sono un gruppo metal non certo cristiano. Anche se ne ho conosciuti di ben più blasfemi, forse gli Iron Maiden sono il riferimento più immediato e conosciuto dal grande pubblico al mondo culturale del metal. O forse l’unico conosciuto dall’articolista!

        In ogni caso, credo che l’articolo sarebbe identico nel significato se al loro posto ci fossero i Judas Priest, i Black Sabbath o i Burzum.

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        • controinformato ha detto in risposta a Daphnos

          cosa vuol dire?
          anch’io ascolto musica metal, dovrei essere un pessimo cristiano?

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          • Daphnos ha detto in risposta a controinformato

            No. Anch’io ascolto metal (o meglio, ascoltavo; non perché pentito, ma perché ho cambiato interessi), ma non mi puoi dire che l’ambiente delle serate metal, da me ampiamente frequentato, anche sul palco come chitarrista, fino a cinque-sei anni fa, sia ispirato anche lontanamente a un principio cristiano. Ovvio, poi ognuno la pensa come vuole, parecchi ragazzi credenti vanno in giro con la maglietta dei Blind Guardian e dei Children of Bodom; è solo che l’ambiente culturale metal viene facilmente associato, spesso dai meno giovani, per via dei testi e dello stile di vita proposto dagli autori, al più classico dei sovvertimenti dei valori tradizionali, tipicamente ‘nichilista adolescenziale’.

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            • controinformato ha detto in risposta a Daphnos

              Se per questo anche io e i miei amici teniamo nei nostri armadi le magliette dei gruppi che ascoltiamo e le indossiamo tranquillamente mentre facciamo attività in parrocchia e nessuno ci dice niente.
              Alcuni di loro sono entrati a far parte del coro della nostra chiesa e i canti li suonano sia in maniera tradizionale che “a modo loro” e il parroco ha approvato il loro Alleluja Heavy-Metal.

              Una domanda vorrei però fare a quei buonpensanti che dicono in giro “Heavy Metal = Droga e Satanismo”, dove gira più droga: nei concerti dei Metallica o nelle discoteche fuori Milano?
              Eppoi basta con questa storia del satanismo! Solo perché i ritmi sono pesanti e i toni aggressivi non vuol dire che siamo tutte bestie assetate di sangue! I satanisti ci sono, è vero, l’ambiente non rispetta molto il cristianesimo, è vero, ma si tratta pur sempre di minoranze rispetto a un mondo molto vasto e variegato.

              Parlo poi a nome mio, non fraintendetemi.
              Io il metal non lo ascolto neanche tanto come fanno i miei amici, che ne sono totalmente immersi al punto che di una band ti sanno dire vita, morte e miracoli; lo ascolto perché ci trovo quell’alchimia che sento mancare fortemente a questo mondo giovane troppo spesso dipendente dalla Commerciale e dalla Techno (non a caso il nemico dichiarato dei metallari), che ho visto trasformare dei ragazzi in veri e propri zombie e soprattutto distorcere e distruggere la Musica con la M maiuscola!
              Preferisco essere trascinato da un riff tagliente come un rasoio e cullato da una ballad piuttosto che farmi spappolare il cervello dal quel fo***tissimo Pulcino Pio!!!

              I gusti saranno anche i gusti, ma per favore non discutiamone mentre stiamo arroccati sui pregiudizi, dai!

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  10. Daphnos ha detto

    Su Augias, tutto quello che avevo letto era la risposta, dal suo spazio cartaceo su Repubblica, domenica scorsa, ad un lettore. Costui domandava al giornalista un’opinione sul regista della discussa pellicola. E l’ineffabile Corrado attacca la risposta con le fatidiche parole: “L’iINTOLLERANZA DEI MONOTEISMI E’ UN’ANTICA PIAGA”.

    Ma guarda un po’ che bella idea. Già che ci siamo, perché non estendere la colpa agli ebrei e ai cristiani, colpevoli di avere idee diverse su Dio? Come se gli atti di violenza fossero una prerogativa delle religioni organizzate (monoteiste, beninteso; lasciamo stare indù e buddisti, quelli possono essere solo buoni). Un gruppo -perché di una minoranza si tratta- di musulmani mette a ferro e fuoco un’ambasciata? COLPA DEI MONOTEISMI!! Quindi anche vostra, cari cristianucci.

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  11. André ha detto

    Mi permetto di aggiungere che ho letto (e meno ancora ascoltato) ben poche proteste per la pubblicità che Paddy Power, gestore di scommesse sul calcio, ha realizzato in cui la figura di Gesù è proposta come “pulizia” per tutto quel settore; la pubblicità è stata censurata dalle televisioni, perché blasfema, ma non da internet, se ogni volta che voglio vedermi un video su Youtube sono COSTRETTO a vederla (o, come preferisco, a cambiare pagina aspettando che passi…).
    Ma tornando all’argomento principale dell’articolo: qualunque offesa alla religione è un’offesa all’essere umano che pratica quella religione; non so se qualcuno qui abbia visto effettivamente quel “film” su Maometto, ma certo chi lo ha fatto saprà che non si può neppure parlare di film, poiché sembra un filmino delle vacanze estive o, al più, una recita scolastica da risultati gravemente insufficienti.
    Lo ha detto anche il papa, parlando della collaborazione fra Cristiani e Musulmani in Libano: la convivenza, il dialogo, lo studio reciproco fra le religioni è possibile perché chi le pratica è sempre motivato da un fine comune, che è la ricerca della verità. A volte, invece, a quanto pare la convivenza fra Cristiani (o Musulmani, Buddhisti, Induisti, ecc.) ed Atei è impossibile, perché loro non cercano la verità, la negano a priori.

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  12. Sophie ha detto

    PER LA MENTALITA’ DOMINANTE TUTTO E’ SACRO ECCETTO GESU’

    “Libertà di satira, di foto e di critica da una parte. Dall’altra rispetto della fede, della privacy e della dignità personale. Il conflitto sembra riproporsi ogni giorno: le foto della principessa inglese, le vignette di Vauro sul ministro Fornero, le (nuove) vignette su Maometto del settimanale “Charlie Hebdo”, il filmaccio sull’Islam che ha scatenato violente reazioni. E altri film anticristiani che non hanno suscitato neanche proteste.
    Si ripropone pure il caso Rushdie con l’ultimo suo libro appena uscito e anticipato l’altroieri da “Repubblica” col titolo “Quando arrivò la fatwa e pensai: sono morto”.
    Rushdie, che vive protetto in Occidente da quando lo stesso Khomeini sancì la sua condanna a morte per il romanzo “I versi satanici”, ritenuto blasfemo, è considerato un Eroe nei salotti intellettuali. Che poi, magari, predicano il multiculturalismo e l’apertura acritica al mondo islamico.
    Salotti che soprattutto se ne infischiano della sorte dei cristiani che vivono perseguitati e sotto costante minaccia in regimi musulmani come il Pakistan.
    Eppure sono cristiani che mostrano ben più eroismo di qualunque scrittore che vive in Occidente come Rushdie.
    Sono le contraddizioni dei laici nostrani. Ma tutti ne hanno. Infatti il conflitto fra libertà di espressione e rispetto degli altri (che non è risolto né da leggi né da regole condivise) è influenzato dai rapporti di forza e spesso pone tutti in contraddizione con se stessi.
    Prendiamo i francesi. In poche ore hanno preso decisioni opposte. Il tribunale di Nanterre ha sostanzialmente condannato il settimanale “Closer” per le foto in topless della principessa inglese Kate. Anche se – riferisce il Corriere – “la stampa inglese nota come una sentenza così severa difficilmente sarebbe stata pronunciata in Gran Bretagna”.
    Dunque grande rigore oltralpe in difesa della privacy della coppia reale inglese (questione in fin dei conti leggera) e invece assoluta libertà per il settimanale satirico parigino “Charlie Hebdo” il quale propone delle “spericolate” vignette su Maometto che vorrebbero essere una “provocazione” in difesa della libertà di espressione, viste le violente manifestazioni dei paesi islamici contro il film “Innocence of Muslims”.
    E visto che, il 2 novembre scorso, la redazione dello stesso settimanale fu bruciata con una molotov mentre il numero in edicola ironizzava sull’Islam (per la vittoria del partito musulmano in Tunisia).
    Il Comitato che raggruppa i musulmani francesi condanna questa iniziativa del settimanale come un “nuovo atto di islamofobia che vuole offendere deliberatamente i sentimenti dei musulmani”.
    Il premier socialista francese Ayrault ha disapprovato l’iniziativa del giornale satirico, ma non ha preso provvedimenti che limitano la libertà di satira. Invece lo stesso Ayrault ha annunciato il divieto di manifestare a Parigi contro il film “Innocence of Muslims” ritenuto anti-islamico dai musulmani.
    Il primo ministro ha usato parole forti: “siamo in una repubblica che non ha intenzione di farsi intimidire… un paese in cui è garantita la libertà d’espressione, compresa la libertà di satira”.
    Parole coraggiose. Tuttavia non si capisce perché un paese così libero deve respingere delle richieste di manifestazioni che sono anch’esse espressione libera del pensiero.
    Il premier ha detto che “se veramente delle persone si sentono offese nelle loro convinzioni e pensano che sono stati calpestati dei diritti, possono rivolgersi ai tribunali”.
    Bene. Ma perché non si può esprimere pacificamente indignazione in piazza per un film o delle vignette che i musulmani ritengono offensive? Il topless della principessa inglese (che è stata paparazzata al pari di una quantità di personaggi famosi al mare), è davvero più sacro inviolabile della fede di milioni di persone?
    Se si proibiscono delle manifestazioni legali non si finisce per spingere a manifestare illegalmente (quindi, poi, facilmente, con la violenza)?
    C’è chi si chiede pure se abbia senso che – in nome della libertà di satira – si mettano a repentaglio la sicurezza o anche le vite delle persone.
    Le risposte non sono facili.
    Intanto i fondamentalisti sono in subbuglio e sembra che si annunci una tempesta. Mentre la Lega Araba tuona: “Prima il film che ha provocato reazioni violente, ora le vignette su Maometto. Queste cose devono finire”.
    E’ un’intimazione? Bel problema planetario. Veniamo a casa nostra, alla polemica fra il ministro del lavoro e il disegnatore satirico del “Manifesto”, Vauro che ha fatto una vignetta davvero pesante.
    Dove la signora Fornero è raffigurata in calze a rete davanti al telefono con questa scritta: “Fiat-Marchionne – Fornero: ‘Aspetto che il telefono squilli’ ”. Titolo della vignetta: “La ministra squillo”.
    Vauro (forse) intendeva essere sarcastico sull’ “attendismo” della Fornero sulla Fiat, ma con disegni e parole che – a mio avviso – giustificano la dura risposta del ministro: “Trovo vergognosa la vignetta di Vauro che denota il persistente maschilismo, volgare e inaccettabile, da parte di alcuni uomini”.
    Vauro ovviamente se la ride, è uno di coloro che osannano la libertà di satira come se fosse l’unica cosa sacra e intoccabile del mondo.
    Però con un’eccezione. Condannò come “cattivo gusto” le famose vignette su Maometto del febbraio 2006 e disse: “non le avrei mai messe in pagina”.
    In effetti quante volte il disegnatore del “Manifesto”, che pure è così graffiante sulla Chiesa Cattolica e i suoi simboli sacri, si è permesso di toccare l’Islam?
    Come e quando ha fatto satira in quella direzione? E’ sempre “di cattivo gusto” o è semplicemente pericoloso?
    Invece sul cristianesimo, la Chiesa e il papa è sempre permesso tutto. Non si rischia nulla. Le “provocazioni” ormai sono così abusate che non fanno più notizia.
    Lo si è visto al recente festival del cinema di Venezia. E’ stato annunciato come uno “scandalo” esplosivo il film “Paradise Faith”, in cui la protagonista pratica l’autoerotismo utilizzando un crocifisso.
    Sebbene la trovata sia effettivamente inqualificabile non ha suscitato la minima reazione in nessuno (come pure altri episodi di fondamentalismo anticristiano dei mesi scorsi).
    Perché è scontato che su Cristo e la Chiesa tutto sia permesso e nessuno protesti o li difenda.
    Qualche cattolico si è detto sconcertato perché il 12 settembre una severa dichiarazione di padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, ha tuonato in difesa di Maometto e non di Gesù contro “le ingiustificate offese e provocazioni”. Infatti non si riferiva al film di Venezia, ma a quello prodotto in America e giudicato offensivo dagli islamici.
    Tuttavia padre Lombardi ha anche pronunciato parole che valgono per tutti i casi: “il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli”.
    Inoltre la Chiesa in genere evita proteste pubbliche contro quelle “provocazioni” anticristiane perché i loro autori spesso cercano proprio questa pubblicità, per atteggiarsi a martiri della libertà di espressione e far passare la Chiesa come un’istituzione intollerante e oscurantista.
    Infine è giusto che padre Lombardi abbia fatto tempestivamente quella dichiarazione contro il film antislamico per scongiurare il rischio che nei paesi musulmani le folle urlanti se la prendano – come accade spesso – con le minoranze cristiane, identificate arbitrariamente con coloro che, stando in Occidente, bersagliano il loro Profeta.
    Ma la situazione è assurda.
    In queste ore abbiamo scoperto che sacre e intoccabili sono: l’immagine dei seni della principessa inglese, la satira, la libertà di espressione, lo stato francese, l’Islam, Rushdie, i ministri italiani e i disegnatori satirici.
    L’unico, per la mentalità dominante, a non essere ritenuto sacro e intoccabile è Gesù Cristo. Inerme, il Figlio di Dio è alla mercé di chiunque.” ANTONIO SOCCI

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    • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

      Antonio Socci, secondo me, va a fasi alterne: a volte è bravo, altre volte fa cilecca. Ma questo è uno dei migliori pezzi che abbia mai scritto.

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      • Sophie ha detto in risposta a Daphnos

        Io lo adoro Socci, è più forte di me! Dice tutto quello che sente e non gliene frega niente. Ormai siamo agli sgoccioli e servono cattolici “d’attacco” e lui lo è. Anche nostro Signore è stato un uomo d’attacco anche se gli anticlericali e compagna bella lo vogliono far passare per una sorta di cicciobello. Il cristianesimo non è roba per sottomessi dal mondo e calabraghisti!

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    • cabellen ha detto in risposta a Sophie

      Non metto in dubbio che rispetto all’islam il cristianesimo sia molto più facile da criticare e da sbeffeggiare, ma quello che non capisco è la vostra reazione indignata, sarcastica, vittimistica contro l’ipocrisia di questa situazione.

      Non dovrebbe essere per voi motivo di orgoglio, il fatto di dimostrarvi superiori a questo genere di provocazioni e di reagire in modo civile e appropriato? che cosa vi importa se fanatici di un’altra religione si mostrano tragicamente suscettibili? cos’è, siete invidiosi che loro possano sfogare il loro risentimento? e poi, non vi sfiora il sospetto che un’idiozia di film come questa “innocenza dei musulmani” sia forse soltanto il detonatore di tensioni che si sono accumulate verso i paesi occidentali in seguito ad altre e ben più corpose ragioni?

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      • Sophie ha detto in risposta a cabellen

        Cabellen dopo quello che hai scritto prima, non ho voglia di risponderti. Fatti rispondere da qualcun altro.

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      • Eaglet ha detto in risposta a cabellen

        Me sa che non hai capito il senso dell’articolo… Qui il problema non è il film, il problema è l’ipocrisia di certi giornalisti laicisti nostrani.

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        • cabellen ha detto in risposta a Eaglet

          D’accordo, ma perché dovrebbe sembrarvi ipocrita un giornalista che denuncia le provocazioni contro l’islam e non quelle contro il cristianesimo, visto che tutti sanno benissimo che solo le prime sono pericolose, e non le seconde?

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          • Pino ha detto in risposta a cabellen

            vediamo se ci arrivi, guarda che non è difficile, ce la potresti fare anche tu. Quando ci sono le provocazioni contro il cristianesimo i giornalisti radical-chic e politically correct (quelli di Repubblica, Corriere, Fatto, Stampa, Messaggero ecc.), se qualcuno avanza qualche timida protesta, alzano subito il ditino, aggrottano il sopracciglio ed indignati si ergono a difesa della libertà di espressione minacciata. Se invece appare qualche vignetta satirica contro Maometto gli stessi difensori della libertà di espressione si adirano, strillano alla difesa della libertà religiosa violata, invocano censure. Come mai? Perchè se la fanno sotto se dovessero dire le stesse cose che dicono quando ci sono offese al cristianesimo, perchè sanno che qualche islamico potrebbe incazzarsi e non ci metterebbe molto a tagliare loro la gola. Poichè non vogliono spendere soldi per i pannoloni prendono le difese dell’islam, molto più comodo, semplice e sicuro. E totalmente incoerente ed ipocrita.

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            • Kosmo ha detto in risposta a Pino

              E’ il pupazzo da ventriloquo di Pierpippa, che ti aspetti?

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            • cabellen ha detto in risposta a Pino

              Va bene, ci rinuncio. Inutile tentare di farvi ragionare. Tenetevi il vostro cieco vittimismo e buon pro vi faccia. E’ che qualche volta mi piacerebbe riconoscere nei vostri post il profilo di fra’ Cristoforo, e non quello di don Abbondio. Ma evidentemente questo è quello che passa il convento.

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              • controinformato ha detto in risposta a cabellen

                senti chi parla!
                non eravate voi le povere vittime di 2000 anni di oscurantismo cristiano?

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              • Pino ha detto in risposta a cabellen

                ci rinunci perchè non capisci, sei di limitatissime capacità intellettuali, ma questo lo avevamo capito. Non che aspettasimo niente di meglio.

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  13. Lugh ha detto

    “Sono contento di vivere in Italia. Qui nessun giornale o sito di satira si permetterebbe mai di prendere in giro una religione diversa da quella cattolica.”

    Umore maligno (benché non sia certo un sito cristiano!)

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  14. Luca ha detto

    Volevo solo dirvi che noto tra i miei contatti su Facebook una certa avversione per il sito UCCR.
    Vi faccio noto anche un sito che è un vero e proprio depistaggio del sito UCCR, (molti credono che siate voi) questo è uno degli articoli:
    http://urccoline.wordpress.com/2011/05/24/croazia-il-102-e-cristiano/

    La nota positiva è che… state diventanto famosi! :)

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  15. Licurgo ha detto

    Ma quella dei cento finanziatori ebrei, a cui si riferisce la new, è vera o una bufala?
    L’ho letto oltre a qua ogni tanto qua e là quasi a mo’ di diceria ma non ho mai trovato riferimenti.
    Sinceramente tendo a pensare che sia più una diceria che altro, ma se ci fosse qualche link sarei curioso.

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  16. Pino ha detto

    vediamo di capire, Dacia Maraini, quella che tifa per l’incesto e la poligamia fa un pistolotto sulla “libertà che si trasforma in insulto”? Ma siamo al delirio, urge abrogare la legge Basaglia.

    http://win.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=276

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  17. Eaglet ha detto

    Non avevo mai visto il crocifisso nell’urina… Mi fa quasi vomitare… Come si fa a definire arte?

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  18. gianfranco francioni ha detto

    Suor Rita la ringrazio per avermi fatto leggere queste parole, che peraltro conoscevo, anche se senza nomi. Adesso so cosa non leggere nei giornali, quando vedo una firma come quelle sopra descritte.
    Gianfranco Francioni

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