Alcuni privilegi degli omosessuali

Immaginiamo l’imbarazzo di quei cybernauti specializzati nella consultazione di offerte di lavoro sul web quando si sono ritrovati a leggere l’annuncio apparso su music-jobs.com lo scorso 25 aprile, con il quale Play Gay Italia «ricerca personale ambosessi assolutamente gay». Proprio così: aspiranti impiegati/e, web-designer, programmatori, tecnici, addetti all’ufficio stampa ed altri profili tecnico-amministrativi ai quali si offrono «assunzione a norma di legge con contratto a tempo indeterminato, 14 mensilità annue, retribuzione netta annua di euro 17.000» purché rigorosamente…omosessuali! 

Lasciando da parte le facili e becere battute da bar – l’omosessualità deve essere dichiarata nel Curriculum o comprovata durante il colloquio? (…), l’offerta in oggetto si presta ad alcune considerazioni serie che non possono essere taciute. Il soggetto che la propone, a cui fa capo una web-tv nonché il più importante portale del mondo gay europeo, fa sul serio e arriva a puntualizzare che «non verranno presi in considerazione i curricula di chi non appartiene al mondo gay» dimenticando soltanto che è vietato, per espressa disposizione di legge, porre in essere discriminazioni basate sull’età, sulla religione e sull’orientamento sessuale. Per intenderci: emarginare gli omosessuali impedendo loro l’accesso al mondo del lavoro è profondamente sbagliato e ingiusto, ma consentire la discriminazione a danno degli eterosessuali nell’accesso ad una posizione lavorativa è ancora più deleterio.

Tutto questo riporta alla memoria le politiche “redistributive” di Google, azienda estremamente attenta e sensibile verso il mondo omosessuale, che dal 2010 corrisponde ai suoi dipendenti omosessuali un aumento di stipendio unitamente ad un compenso maggiore rispetto ai colleghi eterosessuali sposati. Ciò al fine di controbilanciare le maggiori imposte sul reddito che gli omosessuali sono costretti a pagare per coprire le spese dell’assicurazione sanitaria dei loro partner. Una scelta pagata da Google che è libera di utilizzare i propri utili come meglio crede, ma l’effetto ottenuto è identico: per favorire i dipendenti omosessuali, si penalizzano quelli eterosessuali.  Ma nel caso di Play Gay Italia c’è un altro aspetto ancora più paradossale: i promotori di questa singolare offerta vantano, sin dalla prima riga, una copertura politico-istituzionale, addirittura un’approvazione ufficiale di questa insolita iniziativa imprenditoriale che sarebbe «supportata dall’ausilio della Regione Lombardia e Progetto Italia». Atteso che ciò sia vero e che questo progetto imprenditoriale si avvalga di risorse pubbliche, saremmo curiosi di leggere gli atti amministrativi che giustificano questo finanziamento. Potremmo ipotizzare magari un progetto finalizzato a contrastare l’omofobia – finalità meritoria, non si discute, ma per fare ciò è proprio necessario generare altre iniquità che si rivelano ancora più odiose, specie di questi tempi caratterizzati dalla drastica riduzione delle opportunità di lavoro?

Giusto per restare in tema di uso di denaro pubblico in rapporto alle iniziative proprie di una presunta cultura omosessuale, apprendiamo di un corposo finanziamento di 500mila euro per una rassegna cinematografica conclusasi da poco a Torino, dal titolo «Da Sodoma a Hollywood». Si resta perplessi nell’apprendere che il programma della rassegna in questione ha contemplato, in mezzo a pellicole che trattano del tema dell’omofobia, tra le altre cose, la proiezione del documentario “La Coccinelle-sceneggiata transessuale” in cui «quattro transessuali e artisti della canzone neomelodica in drag si dividono tra i vicoli di Napoli, dove si prostituiscono». Ancora più inquietante appare la trama del cortometraggio messicano “A Rapel” dove si parla di un uomo che «prova una forte attrazione per il nipote» e cerca in ogni modo di «sedurlo». Giunti a questo punto, ci chiediamo se sia consentito questo utilizzo di denaro pubblico per iniziative che, magari, dal lato dell’amministrazione pubblica sono destinate ad una finalità di rilevante interesse pubblico – e la lotta all’omofobia, lo ribadiamo, lo è sempre – ma che poi si risolvono in proposte controverse che, al contrario, finiscono con il dare ragione a quelle accuse che vengono levate contro il mondo omosessuale, raffigurato come una umanità “ a perdere” in preda ai bassi istinti, dedita unicamente al disordine morale e sessuale.

Tutto ciò nuoce certamente all’immagine e alla dignità delle persone omosessuali, quelle stesse persone verso le quali la Chiesa si impegna quotidianamente perché sia loro evitato ogni marchio di ingiusta discriminazione (in Italia e all’estero). Iniziative come quelle che abbiamo preso in esame, lungi dal promuovere l’integrazione e la lotta dalla discriminazione, finiscono con il sortire l’effetto opposto, cioè esasperare una presunta diversità del mondo omosessuale rispetto a quello eterosessuale. Viviamo fin troppe divisioni in questo travagliato anno 2012: non è il caso di aggiungerne altre o di esasperare ulteriormente quelle già esistenti.

Salvatore Di Majo

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83 commenti a Alcuni privilegi degli omosessuali

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  1. Castigamatti ha detto

    Tralasciando l’offerta di lavoro di Play Gay Italia, radicalmente nulla per violazione del d. lgs. 216/2003, vorrei dire due (dico, due) parole sul finanziamento della manifestazione cinematografica tenutasi a Torino.

    Non ho sentito nessuno dei media (tranne, ovviamente, i giornali e i siti cattolici) polemizzare su questo e sulle spese, mentre assai curiosamente quando il Papa va in visita pastorale in certi luoghi d’Italia, la prima cosa che fanno i “soloni” nostrani è quella di polemizzare su costi, spese, e quant’altro (è accaduto, ahimé, anche quando Benedetto XVI è venuto qui nel Nord Est, da dove vi scrivo).

    Tanto premesso, visto che si ragiona in termini “economici” sia consentita una domanda: qual è stato il ritorno per l’economia locale della manifestazione di Torino?

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  2. edoardo ha detto

    Scusate, eh…però guardiamo anche da un altro punto divista: può un etero assumere un impegno lavorativo per una rivista omosex operando in mezzo a gente omosex?
    O sei omosex pure te, o fuggi appena sgami dove sei capitato.
    E già nel nome dell’organizzazione c’è il tema dell’omosessualità.
    Faccio un altro esempio: anni fa c’era una rivista inglese che parlava di mariuhana, chiamata “Home Grown”, la versione inglese dell’americana “High Times”.
    Una rivista per gli usatori di mariuhana che speiga tutto, ma proprio tutto, dalle tecniche di coltivazione agli espedienti legali.
    Bene, lo immaginate uno che lavora a qualunque titolo alla redazione di Home Grown e non usa mariuhana, anzi, la odia?
    Quello è un pesce fuor d’acqua e tutti, ripeto tutti quelli che sguazzano in Home Grown sono di loro.
    Quelli bypassavano l’ostacolo legale della discriminazione contro i non-usatori assumendo personale per conoscenza diretta, tra i loro amici.
    Questi omosex italiani lo fanno con una offerta pubblica di lavoro e come tali sono soggetti alla legge che vuole le offerte di lavoro aperte a chiunque, ma chiunque si applica sa benissimo che se non sei omosessuale, o lo diventi o lì dentro per te è impossibile restare più di mezza giornata.
    Dunque li capisco quelli della rivista, piuttosto di dover affrontare situazioni incresciose dopo, è meglio mettere in chiaro le cose da subito.
    Io avrei agiro diversamente: nominalmente il posto di lavoro aperto a tutti, ma nella selezione del personale io discrimino gli omosex dagli etero, allora legalmente potrei farlo.
    E nel colloquio lo direi papale-papale: se entri qua, sei in mezzo agli omosessuali, dunque vedi te quel che vuoi, dopo non venirmi a lamentarti che devi venire a lavorare con la cintura di castità nel di dietro, perchè uomo avvisato mezzo salvato.

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    • Castigamatti ha detto in risposta a edoardo

      Il discorso è più complesso e più semplice allo stesso tempo: è questione di coerenza, non si può pretendere che il “non discriminare” valga a senso unico… Questo secondo me vuol far capire l’articolo

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      • edoardo ha detto in risposta a Castigamatti

        E io rispondo con:
        uno che va a cercare lavoro per una organizzazione che ha scritto GAY a caratteri cubitali nel nome, di cosa vai in cerca?
        Una ragazza che va a cercare lavoro in un night dove si esibiscono in spogliarelli, di cosa è che va in cerca?
        Uno che parte dall’Italia e va ad Amsterdam in un coffee shop, di cosa è che va in cerca, uno così può essere del Salvation Army, secondo te?
        Messo così l’annuncio di lavoro è discriminatorio, su questo non ci piove sopra perchè esclude gli etero, ma un etero lì dentro è come se una ragazzotta andasse a lavorare in un night club NOTO dove “c’è giro” e si lamentasse di approcci non desiderati, oppure se uno che odia la mariuhana andasse in un coffee shop di Amsterdam e si lamentasse che ci sono tutti fumati lì dentro.
        Ripeto che io gli direi: ma tu ci sei o ci fai? I guai te le vai a cercare col lumicino?
        Tu parli di principio, e su questo non ci piove sopra che si tratta di discriminazione a cui non sono nuovi, io parlavo dal punto di vista pratico dell’applicante alla posizione di lavoro.
        Al ragazzo direi: PLAY GAY ITALIA lo sai leggere o no? Ti piacciono i gays, sei a casa tua, non ti piacciono? In tal caso se ti candidi per quel lavoro lì, sei uno scemo, piuttosto va’ a scaricare cassette ai magazzini generali ortofrutticoli.

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        • Azaria ha detto in risposta a edoardo

          Ti do ragione solo in parte:
          – Gia` dire “ti piacciono i gay” non significa “essere gay”, quindi gia` su questo la discriminazione e` del tutto ingiustificata.
          – C’e` bisogno che i gay mi piacciono o basta semplicemente che non sia intollerante con loro? Anche su questo c’e` un abisso.

          Io essendo cattolico e professionista non avrei problemi a mettere la mia professionalita` a servizio di una compagnia anche fatta al 90% da omosessuali e ne sarei pure felice se tale compagnia si battesse per i diritti degli omosessuali (e sottolineo diritti: non esere perseguitati, non essere discriminati ecc, non dei presunti diritti quali il “matrimonio” e l’adozione).

          Certo, la mia professionalita` e` in vendita ma i miei valori no, quindi in una societa` del genere non ci entrerei neanche per uno stipendio dieci volte superiore (e te lo garantisco, non e` un’esagerazione), resta di fatto che con i soldi pubblici fanno doppio danno: discriminazione verso gli etero ed induzione alla discriminazione (da parte degli etero verso gli omosessuali).

          Se non sbaglio per l’induzione alla discriminazione si configura anche un reato penale, ma su questo non sono molto esperto.

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        • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a edoardo

          Dipende dalla serietà del datore di lavoro. Alla Philip Morris assumono anche non fumatori, certo per una persona normale è impossibile lavorare in mezzo ad ambienti omosessualisti che è diverso da lavorare con omosessuali.

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        • Falena-Verde ha detto in risposta a edoardo

          Non so se essere d’accordo.
          Il paragone con la rivista “Home grown”, ad esempio, lo trovo fuori luogo. Logicamente, chi scrive gli articoli di quella rivista, deve fumare la Mary-Verde o, almeno, avere delle conoscenze in materia. Se io, direttore, devo assegnare un pezzo riguardante la coltivazione della Mary-Verde, la affiderei ad una persona che ha un suo orticello, per intenderci.
          Quindi, sì, per fare determinate cose alla “Home grown” DEVI essere “esperto” in materia. Ma per fare il grafico o il tecnico, non devi, per forza, fumare la Mary-Verde.
          Idem qua. E’ vero che un non-gay o, comunque, un non-esperto, non potrebbe, chessò, scrivere un articolo sulla moda transessuale. Però, potrebbe fare il designer, o il tecnico.

          Leggendo il tuo paragone con la ragazza del night, mi è tornata alla mente la scena del film “King Kong” in cui la ragazza, ad un certo punto, essendo disoccupata, ha la tentazione di diventare una spogliarellista. Sì, la fame porta anche a questo.
          Oggi siamo in un periodo di crisi, dove molte persone sarebbero disposte, come questa ragazza, a fare dei lavori umilianti. Io non considero “umiliante” lavorare per una rivista gay e, a maggior ragione, non vedo perché un disoccupato dei giorni nostri, anche se etero, chieda, spontaneamente, di lavorare per questa rivista gay. Lo farebbe per tirare avanti. Non sarebbe, forse, il sogno della sua vita, però… Se c’è gente disposta a spogliarsi in un night, perché non dovrebbe esserci gente disponibile a lavorare in un ambiente che non gli piace?

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          • Falena-Verde ha detto in risposta a Falena-Verde

            Qualcuno potrebbe gentilmente dirmi cosa c’è che non va nel mio intervento e rispondere nel merito?
            Tra l’altro, mi trovo perfettamente in linea con quanto scritto nell’articolo. Infatti ho scritto che è sbagliato, secondo me, negare ai non-gay la possibilità di lavorare (anche perché non bisogna essere gay per fare il designer).
            Se siete in disaccordo con me, vi chiedo di farmelo sapere con delle risposte, non con un dislike (che a metterli son buoni tutti).

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  3. Paolo ha detto

    Che pena edoardo

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    • edoardo ha detto in risposta a Paolo

      Lascia stare le pene, Paolo, che hanno fatto pena anche quel gruppo di violenti che hanno fatto irruzione a Milano in chiesa nel bel mezzo della messa, generando una collutazione in cui è svenuta una signora presente, per “punire” i cattolici di essere favorevoli alla terapia psicanalitica VOLONTARIA E NON COATTA per alcuni omosex che VOLONTARIAMENTE desiderano praticarla.
      Dunque occhio per occhio = sessantaquacchio.

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      • Paolo ha detto in risposta a edoardo

        Ahhh eri presente?
        Sono sempre contro la violenza, specialmente contro le violenze psicologiche come le terapie che menzioni (e che sonoi state condannate da tutta la comunità scinetifica).

        Salutini

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        • mariasole ha detto in risposta a Paolo

          Non sono state affatto condannate da tutta la comunità scientifica, ma solo da quella venduta, è diverso..

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          • Paolo ha detto in risposta a mariasole

            Direi proprio che non è così e l’evidenza lo dimostra cara marysun. DIciamo che invece sono promosse solo da una misera pete religiosamente ideologizzata

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            • Ercole ha detto in risposta a Paolo

              Immagino che tu stia parlando di Nicholas Cummings, ex presidente dell’Apa. O forse da Robert Perlof, ex presidente dell’Apa. Sapresti dimostrare che sono “religiosamente ideologizzati”?

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Paolo

          Non dirmi che torni a parlare della signora comunità scientifica, eh? Ieri mi ha chiesto se puoi lasciarla in pace perché potrebbe denunciarti per diffamazione.

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  4. Daniele ha detto

    Le lobby omosessualiste e i radical chic si sono scagliati contro l’Agesci (l’associazione che raccoglie e rappresenta gli scout cattolici italiani) perché ha “osato” dire, in conformità coi propri scopi statutari (nei quali l’educazione e la crescita umana, culturale, spirituale, ecc… dei ragazzi scout viene al primo posto), che i capi scout devono astenersi dal dichiarare o dal mostrare in presenza dei ragazzini eventuali propensioni personali all’omosessualità, allo scopo di non generare confusione nelle giovani menti a loro affidate circa un aspetto così importante e cruciale, quale quello della sessualità, durante la preadolescenza e l’adolescenza (periodo in cui si forgia il carattere di una persona).
    Ma l’Agesci mai e poi mai si è permessa di cacciare un capo scout qualora si fosse saputo che è omosessuale.

    Invece qui i gay discriminano apertamente chi gay non lo è, ma le stesse lobby omossessualiste e gli stessi radical chic che si son scagliati contro l’Agesci ora non fanno una piega, anzi approvano il fatto che i gay abbiano dei privilegi (e che quindi, guardando il rovescio della medaglia, gli eterosessuali siano discriminati): incoerenti!

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    • edoardo ha detto in risposta a Daniele

      Daniele, ho letto anch’io questa notizia una settimana fa, più o meno.
      Poi sono andato all’articolo in oggetto ed ho potuto leggere parte del discorso del vescovo, non mi ricordo chi.
      Dalle sue parole, per lo meno come sono state riportate (era La Repubblica, dunque, sapete, un organo clerical-conservatore di prima classe !!!) non si ravvisa uno straccio di incitamento alla discriminazione, anzi, il vescovo in questione è stato molto attento e ponderato, ha solo detto, continuate pure a fare gli scout omosex, ma, per piacere, non ostentatelo davanti ai ragazzi, ricordatevi che avete ragazzi la maggior parte dei quali minorenni.
      E’ reato forse questo che ha detto? E’ “viuuuulenza omofobbbica”???
      E sfido chiunque a ravvisare parole di razzismo e discriminatorie.
      Ma niente da fare! In quel sito…del cavolo (lasciatemelo dire, sono gnurante per natura), un deficiente si è scagliato contro “il Vaticano” dicendo che sono nazisti (sì, esattamente così), un altro citrullo del gregge diceva che i preti sono viuuuulenti, un altro citrullo ancora (ah, questa è uno spasso!) ha imbastito uno studio sociologico sugli scouts dicendo che sono “medio-borghesi indottrinati di cattolicesimo” ecc..ecc… Insomma, pareva la fiera dei citrulli.
      Oh, roba da matti ! Io penso che una volta, quando c’erano i bambini che crescevano nei poderi spersi tra le macchie di Maremma, intervallati da un monte pieno di bosco tra una casa e l’altra, quando crescevano ragazzi, erano molto più provveduti mentalmente e psicologicamente di questa generazione di guerriglieri della tastiera….speriamo per il loro bene che la recessione in corso li faccia tornare ad uno stile di vita più congegnale con la natura umana.

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  5. Il punto su cui è basato questo articolo, a mio modesto avviso, è sbagliato, perché è sbagliata la neutralità della moralità laico-relativista, su cui è fondato questo ossessivo richiamo alla non-discriminazione. Cerchiamo di capire le radici dei proclami politically correct, che il più delle volte nascondono solo delle trappole ideologiche.

    Un conto sarebbe limitarsi a fare notare che questi laicisti si contraddicono (e infatti in questo caso lo fanno), un’altro è approvare senza riserve questa assurda tendenza all’anti-discriminazione, che in realtà serve solo a due cose: 1) in primis a lasciar campo libero a qualsiasi rivendicazione soggettiva (in questo caso all’ideologia gay); in secundis, e di conseguenza, a poter colpire, sia mediaticamente, che, poi (quando i tempi del plagio delle masse siano compiuti), sul piano giuridico, chi non si aggrega da bravo pecorone al relativismo morale di lorsignori.

    Voi non discriminereste un gay dichiarato, se si presentasse per un colloquio al fine di essere assunto come baby-sitter convivente per i vostri due figli maschi? Io purtroppo conosco amici che hanno assunto un tipo del genere, ma questo è solo l’esempio delle follie a cui porta l’ideologia…

    Secondo voi alla redazione del Manifesto assumerebbero un giornalista che frequentasse ambienti di estrema destra (e viceversa)?

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    • Andrea ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Ciao a.t.a.e

      “Voi non discriminereste un gay dichiarato, se si presentasse per un colloquio al fine di essere assunto come baby-sitter convivente per i vostri due figli maschi? Io purtroppo conosco amici che hanno assunto un tipo del genere, ma questo è solo l’esempio delle follie a cui porta l’ideologia…”

      il purtroppo si basa quindi su evidenze di conseguenze negative in cui sono incorsi i tuoi amici a seguito dell’approccio seguito?

      Oppure sul fatto che i tuoi amici lo abbiano cercato proprio un babysitter gay, discriminando i non gay?

      non mi è chiaro.

      Personalmente non lo discriminerei perchè non ho motivo di confondere tra gay e pedofilo.

      Sul discorso del Manifesto sono d’accordo, credo non sia facile in alcuni casi scindere gli ambiti della discriminazione in componente sociale e componente professionale, in quanto alcuni skill esperienziali sono probabilmente correlabili a specifiche condizioni che possono poi essere oggetto di discriminazione

      Faccio un esempio: Se volessi creare un consultorio che aiuta i gay a districarsi nella soluzione dei problemi che li affliggono (siano essi di ordine sociale economico o di salute), sarei titolato a cercare un gay per una specifica posizione? O starei discriminando tutti gli altri?

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Non hai afferrato il punto. L’anti-discriminazione in assoluto è un assurdo, che dipende da un preciso assunto relativista, che dice: poiché la verità non esiste (affermazione contraddittoria) oppure muta coi tempi (affermazione equivalente alla precedente), chiunque si arroghi il diritto di “discriminare” in base a un preciso criterio veritativo è un fanatico, appunto, perché la verità oggettiva non esiste. Se si dà corda a questo, si cade nella trappola, perché implicitamente si accetta il principio sottostante.

      Invece bisogna dire che se uno sta facendo il male, non solo si può, ma è doveroso “discriminarlo”, nel senso di trattarlo diversamente da chiunque il male non faccia. Chiaro?

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      • Andrea ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Bastava scrivessi: “i gay sono il male”,
        ma questa tua posizione a me era già chiara. E allora ti rifaccio le domande:

        1) I tuoi amici non avrebbero dovuto dare lavoro al babysitter gay perchè i gay sono il male? (se mi dici di si non c’è niente di male per me) o per altri motivi?

        2) Nell’ipotesi assurda in cui tu fossi l’editore di un giornale per gay, sarebbe lecito che tu ritenessi l’essere gay una caratteristica funzionale ad avere delle competenze di dominio su cui basare la selezione?

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        • Andrea ha detto in risposta a Andrea

          (preciso: selezione ai fini dell’assuzione di un articolista ovviamente…)

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Andrea

          1) I gay non sono “il male”, sono persone che, se praticano le loro devianti tendenze, fanno del male a se stessi e alla società.

          2) Non colgo il senso del tuo punto 2, dato che sono stato proprio io a dire che trovo del tutto giusto “discriminare” chi è portatore conclamato di un comportamento gravemente errato (uno che, dunque, con il suo esempio può traviare potenzialmente altri, anche solo nelle idee, senza necessariamente dover tirare in ballo la pedofilia).

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          • Andrea ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            1) “sono persone che, se praticano..”, beh ma è ovvio che lo praticano altrimenti quale altra definizione potremmo dare di gay

            2) Ok ho capito, però ne traspare che nella tua definizione un gay sia è uno che va in giro “esercitando” comportamenti da gay anche fuori dall’ambito delle relazioni di coppia, insomma nel tuo concetto lo standard gay è quello del gay-pride per intenderci, una sorta di esibizionista effemminato che cerca di convincere tutti a fare sesso con gli uomini, iniziando dai bambini cui non lesina il cattivo esempio.

            Non so se hai conosciuto dei gay in vita tua, intendo nel corso della normale vita sociale/lavorativa ma se questi concetti derivano da esperienze personali a mio avviso sei stato abbastanza sfortunato nei tuoi incontri.

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            1) Bene, se è ovvio, doveva essere già ovvio che un cattolico non può che ritenere ciò profondamente errato e pericoloso per tutti.

            2) Stai un po’ farneticando… Una persona che sbandieri un proprio comportamento profondamente errato e pericoloso (per sé e per gli altri) come normalità, già solo per questo costituisce un esempio molto negativo per chicchessia.
            Quando poi la società, ormai temo in buona parte, lasci, approvi, conceda che una grave peccato sia trasformato nel suo opposto, si può avere la precisa percezione di quanto qualcosa che viene spacciato per “un fatto privato”, in realtà abbia un fortissimo impatto sociale e non solo rispetto al proprio ristretto ambito: se infatti il rapporto “normale” con la realtà (= riconoscere il vero e il bene per quello che sono in sé, non per come ci vogliamo arrogare il diritto di ri-definirli noi ogni volta che ci fa comodo) salta in un caso (= omosessualità che è un male = invece bene), con ciò stesso la probabilità che salti anche in altri ambiti aumenta vertiginosamente.

            Per questo essere gay non è solo questione relativa alla sessualità, ma incide negativamente anche in molti altri ambiti.

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  6. Ede Fabrizio ha detto

    l’omofobia non esiste e ammetterla significa convenire con un concetto creato dal mondo omosessualista per perfezionare la proria ingegneria ideologica: esistono solo uomini che sbagliano perchè vogliono affermare la propria giustizia con la violenza

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Ede Fabrizio

      Quindi non esiste nemmeno la pedofilia: esistono uomini che sbagliano perché violentano qualcuno ma fanno confusione con l’età…

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      • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Roberto Dara

        La pedofilia è una questione medica, un disturbo certificabile. L’omofobia è la “paura dell’omosessuale”…nessun medico ha mai tracciato tale sintomo.

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        • Andrea ha detto in risposta a Giovanni Pastormerlo

          forse perchè nessuno è andato da un medico ritenendo che essere omofòbico fosse un problema per lui, più probabilmente chi è omofobo non si pone nemmeno il problema.

          Io però non tenderei a negarlo del tutto. Se vedessi una persona che scappa alla vista di un gay lo definirei omofobico, dopodichè possiamo stabilire che nessuno scappa e che ciò che viene definita fobia in questo caso non è vera fobia.

          Tornando a fobie più standard: gli agorafobici ci vanno dal medico e gli viene diagnosticata tale fobia appunto, nonostante sia comprovato che gli spazi aperti non hanno mai fatto veramente male a nessuno…

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          • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Andrea

            Parlare di “fobia” significa introdurre un concetto medico. Se non è dimostrato, non esiste. Nessuno “scappa” davanti ad un gay. Ci sono persone a cui fanno ribrezzo (penso ai neonazi) e ci sono persone che non hanno nulla contro di loro, ma hanno un’idea diversa sul comportamento omosessuale ma sanno bene che l’uomo è libero di fare quel che crede. Hanno anche una visione diversa del matrimonio e della famiglia e sostengono tale idea venendo spesso discriminati personalmente.

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      • Antonio ha detto in risposta a Roberto Dara

        Non esiste l’omofobia quindi non esiste la pedofilia?!?!?!?! MA CHE CAXXXXX VUOL DIRE? MA CHE STAI DICENDO?

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        • gemini ha detto in risposta a Antonio

          Calmati Antonio…

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a Antonio

          Intendevo dal punto di vista legale: per Ede l’omofobia non esiste ma eventuali azioni violente verso gli omosessuali sono azioni violente generiche, in cui non ci sarebbe una specifica violenza verso qualcuno “perché” è omosessuale. Secondo questa visione, un pedofilo (per assurdo) potrebbe essere un molestatore/violentatore generico verso la vittima non “perché” è un/a bambino/a.
          Ovviamente io non sono d’accordo, per me il pedofilo è un pedofilo, e quindi una persona che commette questi delitti perché esplicitamente rivolti verso bambini (e non verso altri), così come l’omofobo che commette i suoi delitti (o le sue molestie o le sue discriminazioni) specificamente verso omosessuali (e non verso altri). Ergo, per me, l’omofobia esiste eccome.

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          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Roberto Dara

            Cosa è l’omofobia? Escludere i gay dalle forze armate non lo è.

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          • gemini ha detto in risposta a Roberto Dara

            Roberto secondo me non vai a fondo nelle questioni poiché vuoi a tutti costi passare per il moderato…
            Bisogna parlare con franchezza: che ruolo deve avere l’omosessualità?

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          • Raffa ha detto in risposta a Roberto Dara

            @Dara

            “l’omofobo che commette i suoi delitti”
            Eppure il 99% delle volte viene detto “omofobo” a chi sostiene la famiglia tradizionale. Immagino che però tu in quei casi non sentirai il bisogno di fare la precisazione che hai fatto adesso, giusto?

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Raffa

              Sinceramente non ho mai sentito dare dell'”omofobo” a chi semplicemente sostiene la famiglia tradizionale, a meno che questo sostegno non lo dia negando categoricamente (e in alcuni casi violentemente) qualsiasi richiesta di diritti da parte di omosessuali. Se non c’è violenza, non c’è delitto, ma resta l’omofobia.

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              • Raffa ha detto in risposta a Roberto Dara

                Si fa molto di peggio, come dimezzare lo stipendio ad un padre di famiglia: http://www.uccronline.it/2012/02/14/il-matrimonio-e-tra-uomo-e-donna-lazienda-gli-dimezza-lo-stipendio/
                Ti sei contraddetto da solo: prima dici “così come l’omofobo che commette i suoi delitti (o le sue molestie o le sue discriminazioni)”, poi dici: ” non c’è delitto, ma resta l’omofobia”.

                Riprovaci Roberto.

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Raffa

                  Raffa come al solito fai finta di non capire. Non c’è nessuna contraddizione, l’omofobia puó condurre a delitti o rimanere semplicemente un aspetto discriminatorio, cosí come, a puro titolo d’esempio, la pedofilia o il razzismo possono condurre a delitti o rimanere una deviazione psichica o sociologica che non conducono a delitti se rimanegono solo latenti.

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    • Agnostico ha detto in risposta a Ede Fabrizio

      @Ede Fabrizio,
      se “l’omofobia non esiste e ammetterla significa convenire con un concetto creato dal mondo omosessualista per perfezionare la proria ingegneria ideologica”, allora non esiste neanche quella che voi chiamate “cattofobia” e ammetterla significa convenire con un concetto creato dal mondo cattolicista per perfezionare la propria ingegneria ideologica.

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      • Raffa ha detto in risposta a Agnostico

        Che bello trovare un tuo commento anche su questo…bravo, vedo che hai ritrovato il coraggio.

        “allora non esiste neanche quella che voi chiamate “cattofobia””…non esiste la “cattofobia”, esiste l’anticlericalismo e l’antiteismo. Basta leggere i tuoi commenti d’altra parte.

        “un concetto creato dal mondo cattolicista “…tutto quello che è “-ista” e “-ismo” è un ideologia, che nulla a che vedere con l’ideale cristiano.

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  7. Ede Fabrizio ha detto

    L’omofobia è un termine recentisssimo coniato per dare una parvenza clinica e patologica a chi la pensa diversamente dagli ideologi Gay.
    La pedofilia è una deviazione che affetta chi cerca di soddifare i propri impulsi sessuali con i piccoli.
    Il paralogismo è un difetto logico che si riscontra quando le affermazioni di un soggetto non approdano ad una conclusione logicamente valida

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Ede Fabrizio

      Il paralogismo è una metafora volutamente illogica, per evidenziare una stranezza nella prima enunciazione. L’omofobia è un termine recente, ma il concetto che rappresenta è molto vecchio. Oggi se ne parla di più perché si parla di più di omosessualità.

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    • pastor nubium ha detto in risposta a Ede Fabrizio

      “L’omofobia è un termine recentisssimo coniato per dare una parvenza clinica e patologica a chi la pensa diversamente…” e di fatti è un termine improprio dal momento che fobia, come ricorda G. Pastormerlo, sta a indicare una paura irrazionale e non un odio consapevole, dunque perché l’omofobia dovrebbe essere stigmatizzata più di quanto lo sia la misoginia, la misandria o la misantropia?
      non si cura l’odio con l’odio, l’ingiustizia con l’ingiustizia, la discriminazione con ulteriori discriminazioni, così i problemi non si risolvono, si aggravano

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  8. Agnostico ha detto

    C’era una volta il detto “Una rondine non fa primavera”. Non mi sembra che l’annuncio in questione sia sufficiente per far parlare di “privilegi degli omosessuali” (quali sarebbero gli altri??).
    Sicuramente un simile annuncio è discriminatorio ma – se si fosse veramente imparziali – bisognerebbe guardare quante discriminazioni ci sono nei confronti degli omosessuali.
    Proprio oggi è uscita un’indagine di Istat secondo cui il 29% degli omosessuali dichiara di essere stato discriminato nella ricerca del lavoro.
    Nell’articolo viene scritto che “emarginare gli omosessuali impedendo loro l’accesso al mondo del lavoro è profondamente sbagliato e ingiusto, ma consentire la discriminazione a danno degli eterosessuali nell’accesso ad una posizione lavorativa è ancora più deleterio”: perchè discriminare gli eterosessuali è più deleterio? Ora le discriminazioni hanno un peso diverso?
    Il comportanto di Google è da encomiare. Le “differenze” attuate da Google servono a riparare le differenze nella tassazione dell’assicurazione sanitaria: basterebbe eliminare queste ultime. Non capisco in che modo la policy di Google penalizzerebbe gli eterosessuali.
    Per quanto riguarda l’ausilio che Play-Gay Italia riceverebbe dalla Regione Lombardia bisogna vedere quale tipo di ausilio sia. Ausilio non significa per forza finanziamento (alias soldoni). Insomma se siete “curiosi di leggere gli atti amministrativi che giustificano questo finanziamento” informatevi tranquillamente: esiste la trasparenza per quanto riguarda gli atti amministrativi, esistono gli Urp delle istituzioni, gli uffici stampa. Insomma è una curiosità legittima che può essere facilmente soddisfatta: però è meglio informarsi prima di lanciare sospetti o accuse che non hanno solide basi.
    Stesso discorso per il finanziamento alla rassegna cinematografica “Da Sodoma a Hollywood”. Chi ha finanziato l’evento? Ministero, Regione, Provincia o Comune? Dov’è la delibera del finanziamento? Come mai il consigliere comunale Morrone che ha denunciato il finanziamento a “La Bussola Quotidiana” (sic transit gloria mundi….) non ha neanche presentato una interrogazione in materia?
    Per ultimo, in che modo la Chiesa si impegna quotidianamente affinché agli omosessuali sia vietato il “marchio” di ingiusta discriminazione? Mi sfugge proprio……

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    • gemini ha detto in risposta a Agnostico

      Aspettiamo Raffa 🙂

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    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Agnostico

      Ricordiamoci che per lavorare bisogna interagire in maniera normale con le persone del gruppo con cui si lavora.

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    • Raffa ha detto in risposta a Agnostico

      1) Ma infatti non è solo un annuncio, ma una serie di notizie recenti (sommale a quelle passate e a quelle future)

      2) “bisognerebbe guardare quante discriminazioni ci sono nei confronti degli omosessuali”…o anche delle persone obese o anoressiche. E allora?

      3) “Proprio oggi è uscita un’indagine di Istat secondo cui il 29% degli omosessuali dichiara di essere stato discriminato nella ricerca del lavoro”…caspiterona…un ennesima auto-dichiarazione??? Pensa che anche il 29% dei milanisti dice di essere stato discriminato dagli interisti. E ovviamente viceversa.

      4) “perchè discriminare gli eterosessuali è più deleterio?”…leggi la frase e sopratutto cerca di capirla.

      5) “non capisco in che modo la policy di Google penalizzerebbe gli eterosessuali”…semplicemente privilegiandoli.

      6) “però è meglio informarsi prima di lanciare sospetti o accuse che non hanno solide basi”….ti ricordo che si parla di lombardia, governata dal tuo nemico numero 2 dopo Berlusconi bau bau. Vedo che il tuo fondamentalismo religioso supera perfino l’ideologia politica.

      7) “Come mai il consigliere comunale Morrone che”…e se l’avesse fatto? E se non l’avesse fatto impaurito dagli agnostici fondamentalisti che lo avrebbero diffamato sul web? Perfino gli assistenti sociali lasciano abusare i gay dei figli per paura del terrorismo omosessualista: http://www.dailymail.co.uk/news/article-480151/Gay-couple-left-free-abuse-boys–social-workers-feared-branded-homophobic.html

      8 ) “in che modo la Chiesa si impegna quotidianamente affinché agli omosessuali sia vietato il “marchio” di ingiusta discriminazione?”….innanzitutto è presente un link preciso. Secondariamente basta leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica: “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione”.

      Ti aspetto sulle scuole private, so che è l’argomento che non ti fa dormire di notte.

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      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Raffa

        In merito a google ricordo che quando uno viene assunto pattuisce un lordo col datore di lavoro non un netto. Io sono scapolo quindi non ho detrazioni e percepisco quindi al netto meno di uno con 8 figli ma sono fatti miei che non interferiscono col lavoro. Ricordo poi che anche abitando in due comuni diversi si percepisce un lordo diverso.

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

          Non è affatto detto, col datore di lavoro si può benissimo pattuire uno stipendio netto, anzi, spesso è proprio così.

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          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Roberto Dara

            Di solito si tratta il lordo sulle lettere di assunzione è scritto il lordo.

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              Sulle lettere di assunzione è scritto il lordo, ma se tu hai pattuito “duemila euro al mese nette”, il datore di lavoro nella lettera ci scrive la cifra lorda che porta a quel netto.

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              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Roberto Dara

                Giuruducamente conta il lordo.

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  Giuridicamente non conta niente, conta l’accordo che si prende con il datore di lavoro. Se un datore di lavoro accetta di dare a due dipendenti due “lordi” diversi in modo che il loro netto sia uguale, nessuno può dire nulla.

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      • Agnostico ha detto in risposta a Raffa

        1) Mi spieghi come fai a considerare anche le notizie “future”? Sei un veggente? Quali notizie passate?
        2) Mi sembra che l’argomento qui sia la discriminazione in base agli orientamenti sessuali: cosa c’entrano gli obesi?
        3) Studiati l’indagine Istat: la trovi nella homepage. Vuoi affermare che gli omosessuali non siano discriminati in Italia? Per fortuna la maggior parte degli Italiani non la pensa come te.
        4) Non l’ho capita: me la spieghi tu?
        5) Privilegiare significa favorire una categoria e non riparare ad una discriminazione come fa Google.
        6) Cosa dici? Ma ti fai? Visto che si lancia il sospetto di un finanziamento bisogna essere onesti intellettualmente e riportare dati e fonti certe e non solamente lanciare dei sospetti: poi se non si è in grado di provare il sospetto è un altro discorso.
        7) Il Consigliere Morrone non ha presentato nessuna interrogazione (puoi controllare sul sito del comune di Torino): se scrivo qualcosa di certo prima ho il buon senso di verificare. Se teme “ritorsioni” (da provare poi) non faccia politica.
        8) Del Catechismo della Chiesa – con tutto il rispetto – non interessa alla società: se ti studi l’indagine Istat sugli omosessuali capirai il perché. Più concretamente mi basta guardare la reazione che ha avuto Avvenire alle parole della Fornero: oppure Avvenire ora non è collegato alla Chiesa? Non che mi importi molto (anzi per niente) ma a cosa si riferisce il Catechismo con “ingiusta discriminazione

        Ps: dormo benissimo a differenza tua che scrivi pure alle 2 di notte……

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        • Raffa ha detto in risposta a Agnostico

          Bravo! Finalmente hai ritrovato le energie per replicare! Non è da tutti.
          Peccato che il livello sia sempre il solito.

          1) “Mi spieghi come fai a considerare anche le notizie “future”?”…non mi hai risposto perché non ne sei capace? Sulle “notizie future” è ovviamente una previsione. Ad esempio la notizia futura è che Agnostico verrà confutato su tutto quanto ha detto…aspetta e vedrai.

          2) “cosa c’entrano gli obesi?”…di fatto concentrandoti solo sugli omosessuali, discrimini gli obesi e gli anoressici. E’ una forma di discriminazione. Oltretutto obesi e anoressici sono geneticamente portati ad essere tali, non gli omosessuali.

          3) “Vuoi affermare che gli omosessuali non siano discriminati in Italia?”…io ho affermato che ci sono fin troppe auto-dichiarazioni di discriminazione. Quale validità hanno? Sopratutto se l’intenzione è quella di far passare l’omosessuale come una vittima da difendere con dei diritti superiori a quelli dei disabili o di altre categorie minoritarie.

          4) “me la spieghi tu?”…ho 25 anni…non mi metto certo ad insegnare a una quercia secolare. Oltretutto comunista, dunque doppiamente intelligente.

          5) ” Privilegiare significa favorire una categoria e non riparare ad una discriminazione come fa Google”….si ripara ad una presunta discriminazione avvantaggiando la categoria e discriminando. E’ come riparare ad una guerra iniziando un’altra guerra. E’ come riparare ad una gravidanza dopo lo stupro con un’altra violenza, cioè l’aborto.

          6) “poi se non si è in grado di provare il sospetto è un altro discorso”…ti ricordo che stai difendendo Formigoni bau bau. Davvero pensi di mettere da parte l’idelogia politica privilegiando l’ideologia anti-religiosa?

          7) “se scrivo qualcosa di certo prima ho il buon senso di verificare”…ti sopravvaluti, di fatto fino ad oggi non ne hai beccata una. L’ultima bufala che hai detto è che la Marcia pro life di Desenzano del Garda era un’iniziativa a livello NAZIONALE. O non ti informi o devi cambiare spacciatore.

          8 ) “se ti studi l’indagine Istat sugli omosessuali capirai il perché”…ma se la chiesa è tanto ininfluente come si giusitifica il tuo fondamentalismo? Capisci che la tua sola esistenza confuta le tue teorie? Ti ricordo che l’indagine Istat è stato guidato per uscire a sostegno degli omosessuali, proprio nella giornata giusta. Fra 10 giorni ne uscirà un altro che dirà l’opposto (sicuramente meno pubblicizzato), come avviene puntualmente negli USA.

          9) “dormo benissimo a differenza tua che scrivi pure alle 2 di notte”…ci credo, anche mio nonno dopo il Tavor si addormentava benissimo. Noi giovani invece viviamo anche di notte…scusa se infierisco. 🙂

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          • Agnostico ha detto in risposta a Raffa

            Punti 1), 2), 4), 5): chiacchiere al vento. Non c’è proprio niente da replicare. Sul punto 4) hai ragione: di certo non puoi insegnarmi nulla. In ogni caso da un laureando (in cosa? Scienze religiose?) ci si aspetterebbe di più.
            3) La stragrande maggioranza degli Italiani ha una idea diversa da te sulla discriminazione verso gli omosessuali. Se non vuoi leggerti l’intera ricerca la trovi sintetizzata qui.

            6) Andiamo su qualcosa di serio. Il finanziamento non è stato dato al Cinema Gay ma al Museo del Cinema che – poi – finanzia una serie di attività tra le quali quella del Festival LGBT.
            http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/in-breve/archivio/2011/aprile/index.php?limit=6&limitstart=24
            Visto che sei di Torino lo potevi scoprire facilmente oppure frequenti solo le parrocchie?

            Ora speriamo che riusciate a proporre qualcosa di più serio e non la solita aria fritta riguardo questo fantomatico finanziamento della Regione Lombardia a questa società: coraggio ragazzi!

            7) Ora c’è anche differenza tra manifestazione nazionale e locale? Ogni scusa è buona……
            8) Quindi vuoi affermare che l’Istat ha falsato la sua ricerca per favorire gli omosessuali? Mi sto rotolando dalle risate……eh si: la solita lobby omosessualista che ora controlla anche l’Istat. Allora fra 10 giorni ne uscirà una diversa? Diamoci appuntamento per fine mese allora………
            9) Son contento per tuo nonno. Io alle 2 di notte o dormo oppure……(autocensura): di sicuro non sto al pc. Contento tu……

            Volendo parlare di cose serie, a Bologna la scorta dell’arcivescovo ha picchiato un manifestante che protestava contro l’atteggiamento della Chiesa verso l’omosessualità: vergogna!
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/flash-contro-lomofobia-scorta-arcivescovile-ferisce-manifestante/233946/

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            • Raffa ha detto in risposta a Agnostico

              1) “Non c’è proprio niente da replicare”…fai bene, di fatto non ne saresti capace e preferisci sbrigartela così.

              2) “di certo non puoi insegnarmi nulla”…ho rispetto per gli anziani, ma ti ricordo che sei stato tu a chiedermi aiuto.

              3) “La stragrande maggioranza degli Italiani”…è cristiana e non la pensa come te.

              4) “finanzia una serie di attività tra le quali quella del Festival LGBT”…quindi soldi pubblici a film che invitano alla pedofilia e all’incesto. Ti sono piaciuti almeno?

              5) “coraggio ragazzi!”…perché infierisci su di te?

              6) “l’Istat ha falsato la sua ricerca per favorire gli omosessuali”…ha fatto un’intervista a 7000 mila persone in 600 comuni (quali?) che dovrebbero rappresentare le posizioni di 60 milioni di italiani. Tuttavia noto tante cose molto positive.

              7) “differenza tra manifestazione nazionale e locale”…certamente, in ogni città c’è una manifestazione che non ha nessuna intenzione ad essere di livello nazionale.

              8 ) “Io alle 2 di notte o dormo oppure…”…con Tavor e Viagra oggi si fa di tutto.

              9) “vergogna!”….ah ah ah ah ah :D, mi fai morire Agno! Innanzitutto siamo a Milano e poi: «Dall’arcivescovado di Milano, invece, nessun commento. “Non siamo al corrente dei fatti”, ha assicurato don Davide Milani, responsabile per la comunicazione della Curia milanese, che ha raccontato: “Proprio ieri, il cardinale Scola ha avvicinato un gruppo di donne che protestavano all’ingresso di una conferenza alla quale era stato invitato. L’arcivescovo – ha spiegato don Milani – è per il confronto e il dialogo”. Anche se l’iniziativa fosse esplicitamente anticlericale e contemporanea alla visita del Papa? “Se vogliono protestare – ha risposto – hanno il diritto di farlo».

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  9. Vincenzo ha detto

    Bisogna sforzarsi di considerare la questione omosessuale in modo equilibrato.Fino qualche decennio addietro l’omosessualità era in Italia gravemente discriminata e ghettizzata. mi ricordo che negli anni “settanta”, ad esempio, se un ragazzo in fase adolescenziale “non era andato a letto con una donna” almeno qualche volta veniva sospettato di essere un “finocchio”con conseguenti irrisioni da parte dei compagni. Poi il pendolo ha oscillato nella direzione opposta ed ora siamo in una fase in cui viene data eccessiva enfasi all’omosessualità quale situazione esistenziale di cui inorgoglirsi (gay pride). Bisogna che il pendolo riduca le oscillazioni x assestarsi in una posizione mediana in cui questa questione venga considerata con meno ideologismo, ma con più empatia e realismo

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Vincenzo

      E se invece non la considerassimo affatto, e lasciassimo a ognuno una sana libertà di gestire la sua sessualità come meglio gli aggrada?

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    • Diener ha detto in risposta a Vincenzo

      Scusami, io tutto questo cambiamento non lo vedo. Ora se in una scuola c’è un gay sono tutti buoni e gentili? A me non sembra affatto..

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      • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Diener

        Il problema è che il gayismo si è imposto con violenza. Fino a 3 anni fa andavo al liceo e tutti ci prendavamo per in giro dandoci del “gay”, ancora ora in università. Magari in un sondaggio tutti dicono di essere favorevoli alle nozze gay perché in fondo va di moda dire così, poi però appena se ne va il giornalista si ricomincia da capo. Io evito di farlo, ma sarà una cosa che non si cambierà mai, come non si smetterà mai di dire “sei un mongolo” o “sei handicappato” e così via.

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  10. Controinformato ha detto

    titolo di studio: omosessuale

    ma stiamo scherzando?!?!?

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  11. edoardo ha detto

    allora prima di tutto lavorare per un’azienda o associazione che si rivolge a un pubblico omosessuale, non vuol dire lavorare in un postribolo pieno di sodomiti. è ridicolo leggere in alcuni commenti il chiaro sottinteso che se lavori in un tale contesto, allora ovviamente devi darti a pratiche omosessuali (orrore).
    insomma, miei cari cristiani razionali, essere omosessuali non vuol dire centrare la propria vita solo sulla sodomia in ogni contesto possibile.
    secondariamente a me sembra sensatissimo che per creare contenuti comunicativi nel mondo dei media per un target così specifico, essere omosessuali sia assolutamente necessario: per esempio un omosessuale eviterebbe di scrivere articoli pieni di pregiudizi e stereotipi basati sulla non conoscenza della vera esperienza dell’essere omosessuale.
    del resto per scrivere su una rivista di automobilismo credo bisogni avere almeno la patente… o no?

    certo l’annuncio non è scritto benissimo, ma santo cielo, cosa pretendente da una comunità continuamente ignorata, insultata, emarginata e zittita? già vorreste che stessimo zitto e facessimo le nostre “cosacce” di nascosto, e in più essere gentili e ringraziarvi?
    conoscete il detto “non si può la sera mangiare fiele e la mattina ca*are miele”

    ah ovviamente io sono omosessuale, spero di aver alimentato un po’ la vostra “razionalità” con un punto di vista differente

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    • Ercole ha detto in risposta a edoardo

      Commento inutile, in quanto le figure che si cercano nell’annuncio sono tecnici, impiegati, assistenti ecc.., nessuno tra questi ha contatto con il pubblico eppure devono essere gay. Un etero non può fare il tecnico di una ditta che si rivolge ai gay?

      Il fatto che tu affermi che voi siete una “comunità continuamente ignorata, insultata, emarginata e zittita” mi fa davvero ridere 😀

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  12. @Andrea
    Vedi mia risposta sopra.

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