Teoria del gender: ridicolizzarla in tre minuti, prendendola sul serio (video)

gender videoForse non c’è modo migliore di smascherare la follia degli studi gender con l’ironia. Ognuno può essere “quel che si sente”, indipendentemente dal suo sesso biologico, afferma infatti la teoria di genere.

Non solo uomo e donna, quindi, ma spazio aperto alla fantasia. Secondo la Australian human rights commission esisterebbero ben 23 generi sessuali: omosessuali, bisessuali, transgender, trans, transessuali, intersex, androgini, agender, crossdresser, drag king, drag queen, genderfluid, genderqueer, intergender, neutrois, pansessuali, pan gender, third gender, third sex, sistergirl e brotherboy. Anche se in realtà c’è chi non si riconosce nemmeno in essi ed è una forma di discriminazione non considerare chi si “sente” qualcos’altro oltre alla stretta catalogazione della commissione australiana.

Chi volesse davvero non discriminare nessuno, inoltre, dovrebbe citare tutte le migliaia di generi inclusivi possibili quando si rivolge ad un platea, non limitandosi a “signori e signore”. Una società davvero inclusiva deve aprirsi al diverso e alla diversità. Steffen Königer, deputato del parlamento regionale di Brandeburgo (Germania) ha voluto prendere sul serio la comunità Lgbt e il 9 giugno scorso è intervenuto a nome del suo partito, l’Alternative für Deutschland (AFD), in risposta ad una proposta dei Verdi per “l’accettazione della diversità, dei generi sessuali e dell’autodeterminazione contro l’omofobia a Brandeburgo”, utilizzando un linguaggio “inclusivo” e “non discriminatorio”.

Dopo aver cortesemente salutato il presidente del parlamento, ha voluto introdurre il suo discorso salutando tutti i più noti (e presunti) generi sessuali: «gentili signore e signori, gentili omosessuali, gentili lesbiche, gentili androgini, gentili bi-genders, gentili transessuali…». I saluti sono durati circa tre minuti, al termine dei quali ha espresso, in due secondi, la posizione contraria del suo partito alla proposta.

Il video, qui sotto, è diventato ben presto virale, aprendo gli occhi di molti sull’omo-follia dell’esistenza di un genere separato dal sesso biologico. Tesi respinta perfino da una delle più attive militanti arcobaleno d’Italia, la filosofa Michela Marzano, che ha affermato: «il corpo non è solo qualcosa che si “ha”, ma anche e soprattutto qualcosa che si “è”, prima della certezza che è la vita che impone il corpo a ognuno di noi e che non possiamo sbarazzarcene senza sbarazzarci al tempo stesso della nostra esistenza. Il nuovo mito, oggi, è proprio questo: cancellare ogni dipendenza. Non solo le dipendenze affettive, ma anche quelle biologiche. Il corpo fa resistenza. La realtà non si piega, altrimenti si rischia di pervertire la volontà di potenza e, credendosi onnipotenti, ci si dimentica che l’immutabile che è nell’anima lo si raggiunge solo contemplando l’immutabile che è nel corpo». Nessuno nasce nel “corpo sbagliato”, perché il corpo è ciò che si è.

 

Qui sotto il divertente intervento di Steffen Königer (pubblicato anche sul nostro canale Youtube)

La redazione

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96 commenti a Teoria del gender: ridicolizzarla in tre minuti, prendendola sul serio (video)

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  1. Germano ha detto

    In questi giorni su un quotidiano un commentatore sosteneva che sia da buzzurri (non usava questo termine ma la sostanza del discorso era questa) chiedere ad un giovanotto se ha la fidanzata. Infatti quel giovanotto potrebbe sentirsi offeso, qualora avesse un fidanzato!

    Il giorno dopo per strada sentivo una donna chiedere ad una ragazza col pancione: “È maschio o femmina?”
    Tra me e me ho pensato ironicamente: “Antica. E omofoba!”

      • Fefaz ha detto in risposta a Fefaz

        Oh, non era mia intenzione ridere di una tragedia o meglio, di una scena di un film riguardante una tragedia. Ovviamente la risata è riferita al dialogo paradossale, che tra l’altro può essere proposto in diverse situazioni, riportato da quest’immagine 😮

        • Andrea VCR ha detto in risposta a Fefaz

          Bentornato Fefaz!
          viva Cristo Re

        • Marco S. ha detto in risposta a Fefaz

          Infatti non c’e’ proprio nulla da ridere, caro mio signor Fefaz: Lei mi pare molto superficiale !

          Infatti per l’ufficiale di coperta del Titanic sarebbe stato un problema enorme stabilire la precedenza per l’imbarco sulle scialuppe, dovendo classificare oltre 40 identita’ di genere distinte, per arrivare ad una graduatoria di precedenze.
          Senza contare coloro che, esercitando un loro legittimo diritto, avessero deciso di modificarla proprio in quel preciso momento.

          Mi stupisco di come si possa essere cosi’ leggeri: si metta nei panni di quel pover’uomo !

          • Fefaz ha detto in risposta a Marco S.

            Ha proprio ragione caro Marco… pensando già di non potermi discolpare dalle accuse di bigottismo e ottusità, sarà meglio iniziare a preparare i ceci su cui inginocchiarmi stanotte.

            🙂 😀

            P.S. Grazie Andrea! Ci tengo però a precisare che non mi perdo nulla anche se non sempre partecipo commentando 😉

          • Andrea VCR ha detto in risposta a Marco S.

            Meraviglioso! 🙂 🙂 🙂

            • Marco S. ha detto in risposta a Andrea VCR

              Grazie, ma temo comunque che non sia una barzelletta: ho semplicemente sviluppato il tema della simpatica vignetta linkata da Fefaz, limitandomi ad applicare pedestremente all’evento i contenuti di questi “nuovi diritti”.

              Per cose molto meno eclatanti Ennio Flaiano conio’ il suo fulminante aforisma “La situazione e’ grave, ma non seria”.
              Non oso pensare cosa avrebbe tirato fuori oggi….

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Marco S.

            @ Marco

            “Infatti per l’ufficiale di coperta del Titanic sarebbe stato un problema enorme stabilire la precedenza per l’imbarco sulle scialuppe, dovendo classificare oltre 40 identita’ di genere distinte, per arrivare ad una graduatoria di precedenze.
            Senza contare coloro che, esercitando un loro legittimo diritto, avessero deciso di modificarla proprio in quel preciso momento.”

            ROFTL! 😀

            Ecco, ridicolizzazione is the way. Il gender è gnosticismo puro, non è altro che la riedizione della vecchia eresia già combattuta dai primi padri della Chiesa in un lontano passato, riproposta in ottica moderna per renderla appetibile.

            Oggi la vecchia apologetica non funziona più sulle coscienze, ecco perché avevo proposto, oltre un mese, la ridicolizzazione di questo neo-gnosticismo.

            • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

              In Facebook si può scegliere la propria appartenenza sessuale fra 70 generi diversi ed il grado di appartenenza può essere ulteriormente precisato con un numero che va da 0, che sta per poco o nulla, a 6 se si sente di appartenere totalmente a quel genere: in totale, con le varie gradazioni, siamo quindi a 420 generi tra cui scegliere.

              Tanto per la cronaca, il termine eterosessuale non è contemplata ma viene sostituito dalla parola/concetto di “cis-gender”, un neologismo che indica quelle persone che si sentono a proprio agio con il genere che gli è stato assegnato alla nascita dalla natura.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                Io invece mi sento King Kong. Non c’è un’opzione anche per me? Questa è discriminazione uffa! 😀

              • Andrea VCR ha detto in risposta a lorenzo

                Si diceva nell’antichità “Coloro che gli dei vogliono perdere, prima li fanno impazzire”… Dio non vuole che alcuno vada perso, ma quelli impazziscono ugualmente, per perdere sé stessi.
                Viva Cristo Re

  2. lorenzo ha detto

    A parte i rarissimi casi di malattie genetica caratterizzate da anomalie cromosomiche, gli esseri umani sono solo di due generi:
    – xx è di genere femminile,
    – xy è di genere maschile.
    Chi non è d’accordo cambi per votazione democratica le leggi biologiche.

    • Luca ha detto in risposta a lorenzo

      Giustissimo. Tuttavia il tuo discorso richiede una risposta ad alcune domande: Siamo liberi o determinati ? Sino a che punto la genetica determina il nostro essere ? Qual’é lo spazio proprio della libertà e responsabilità individuale ?
      Io credo che la teoria del gender anziché essere ridicolizzata dovrebbe aiutarci a riflettere su questi punti.

      • lorenzo ha detto in risposta a Luca

        Credi forse che i cromosomi del seno che il signor Wladimiro Guadagno si è fatto fare per travestirsi da donna non siano tutti rimasti xy? Credi forse che, anche se lui afferma di essere donna, qualche cromosoma del suo cervello sia diventati xx?
        Ognuno è libero di mascherarsi come vuole ma rimane sempre o maschio o femmina.

        • Luca ha detto in risposta a lorenzo

          Certo che no Lorenzo però forse non é qui tutta la questione. La questione é se i cromosomi influenzino e fino a che punto il nostro feeling con la realtà e le altre persone. Ad esempio se io maschio debba coltivare o reprimere gli aspetti cosiddetti “femminili” del mio carattere E’ corretto credere che la genetica ponga dei vincoli, e sino a quale segno, a questi aspetti della persona ? Io credo di no.

          • lorenzo ha detto in risposta a Luca

            E tu credi che le leggi evolutive non abbiano previsto, per la prosecuzione della specie, che gli uomini siano sessualmente attratti dalle donne e le donne dagli uomini?
            Piuttosto bisognerebbe chiedersi perché, in natura, determinate persone vengano ritenute dalle stesse leggi evolutive non adatte alla prosecuzione della specie.

            • Luca ha detto in risposta a lorenzo

              Perciò secondo te siamo determinati. Io credo di no

              • lorenzo ha detto in risposta a Luca

                No, non siamo determinati: siamo noi a determinare ciò che siamo e saremo.
                Resta però anche il fatto che la natura ha le sue leggi e chi non le osserva ne paga le conseguenze.

      • Michele ha detto in risposta a Luca

        Il punto è capire sino a che punto la teoria (o le teorie) gender consideri il corpo, la dimensione fisica importante per nella propria elaborazione.
        A me pare che le teorie gender, di impronta per lo più libertaria, considerino il corpo sessuato come un ostacolo per la piena esplicazione dell’autodeterminazione individuale, qualcosa che c’è ma che sarebbe meglio non ci fosse. Per questa ragione da parte delle teorie gender più radicali (e più coerenti) vi è una forte rivendicazione del fenomeno “transgender”: perché ciò mostra la possibilità di “rifare” il sesso fisico/biologico e renderlo disponibile ai desiderata della persona.
        Per cui è senz’altro vero che occorre salvaguardare lo spazio per la libertà e la conseguente responsabilità e che la genetica non determina il nostro essere (posizione rozzamente scientistica), ma non penso che la teoria gender sia la rivendicazione di ciò, ma anzi l’affermazione di una volontà prometeica.

        • Luca ha detto in risposta a Michele

          Bella risposta grazie. Non capisco bene se per te “volontà prometeica” implichi una connotazione necessariamente negativa, io non ce la vedo.

          • Michele ha detto in risposta a Luca

            L’espressione “volontà prometeica” l’ho adoperata proprio perché i teorici gender hanno verso l’aspetto sessuale dell’uomo (maschio/femmina) una volontà di manipolazione.
            Manipolazione comunque difficile perché la natura umana sessuata è indisponibile all’esercizio della libertà intesa nel senso in cui la intendono i “genderisti”, cioè come potere di fare ciò che si vuole (in definitiva, il “genderismo” è una variante del liberalismo): certo, io posso scegliere di “cambiare” sesso ma questo “cambiamento”, benché pesantemente indotto, sarà sempre qualcosa di esteriore, non diventerà mai veramente donna. Questa resistenza del corpo sessuato alla volontà manipolatrice umana (per questo prometeica) è qualcosa di irritante per i teorici gender, perché impedisce di realizzare appieno la loro teoria, ossia quella della massima fluidità della “identità di genere”.

      • Germano ha detto in risposta a Luca

        Luca,
        non è da ieri e nemmeno dalla settimana scorsa che in area cattolica si riflette sulle tematiche che evochi con le tue domande. La libertà, il rispetto, la dignità che ogni persona merita non sono mai state messe in dubbio, anzi!

        Tuttavia come cattolico e come persona che si ritiene dotata del minimo necessario in fatto di buon senso, mi sento di dire che da parte dei propugnatori della teoria gender si rileva una inaccettabile arroganza nel mettere in discussione un istituto millenario quale il matrimonio, che da sempre è stato a fondamento della nostra società. In nome di un’uguaglianza indimostrabile (le coppie gay non sono feconde!) se ne minano le basi, con effetti imprevedibili nel nostro futuro.

        Tema importantissimo quello della libertà: è perfino banale ricordare il motto secondo cui la propria libertà termina dove ha inizio quella altrui. Similmente, i diritti reclamati dalla teoria gender dovrebbero avere un limite laddove iniziano i diritti altrui: mi riferisco ovviamente al diritto dei bambini ad avere un padre maschio e una madre femmina. Le considerazioni legate ai casi eccezionali non sono, secondo me, opponibili.

        Altro caso di invasione del campo dei diritti altrui, è rappresentato dal subdolo tentativo di colonizzare con le teorie gender le menti dei più piccoli attraverso la scuola, infrangendo il diritto dei genitori di essere i primi attori nell’educazione dei propri figli.

        Quindi, Luca, mi pare che sia l’altro fronte quello nel quale c’è bisogno di riflettere, ti sembra?

        • Luca ha detto in risposta a Germano

          Mi semra un pò si e un pò no. Non tutti sono daccordo nel dire che riconoscere diritti al matrimonio o all’adozione mini l’istituto della famiglia. Da cattolico, educato a pensare la famiglia ed il matrimonio come uno dei massimi segni di amore, sacramento addirittura del patto d’amore tra Dio e l’uomo, semplicemente non penso sia giusto o utile ridurre un segno di questa natura ad un obbligo. Sarebbe avvilente, non credi ? Non si vede come questo abbia a che fare con un unione omosessuale, quindi perché temerla ? Puà essere benissimo che i gay siano arroganti nelle loro proposte, ma la risposta cristiana non può essere dello stesso segno, semmai nel porgere l’altra guancia.

          • Germano ha detto in risposta a Luca

            “Non si vede come questo abbia a che fare con un unione omosessuale, quindi perché temerla ?”

            Luca, il matrimonio, da che mondo è mondo, è sempre avvenuto tra un uomo e una donna. Dopo millenni, aprire ad una simile “novità” è come imboccare un percorso ignoto. Sulla base della fantasia in campo di diritti, potremmo pensare anche a matrimoni a tre, quattro, cinque, il che verrebbe incontro alle tradizioni islamiche. A questo punto (perché no?) si potrebbe andare oltre per accontentare le femministe e a una donna dovrebbe essere consentito sposare più uomini. Inoltre, visto che il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato visto anche come strumento per regolare diritti come la reversibilità, perché non dovrebbero sposarsi due fratelli o due cognate? Perché discriminarli? E immaginiamo, in questi scenari, i riflessi sui figli: biologici, in provetta, di madre affittata, di un matrimonio precedente, con due madri o due padri, o n madri e n padri ….

            È questo che vogliamo?

            Sembrano vaneggiamenti, ma non molti anni fa quel che oggi è regolato dalla legge non sembrava un vaneggiamento?

            • Luca ha detto in risposta a Germano

              Quello che possiamo volere e sperare a me pare sia che la Verità si imponga per la sua stessa forza interna, nella libertà e come espressione della libertà, non per imposizione.
              Allora poiché il matrimonio é divenuto inevitabilmente e opportunamente un’istituzione a me pare giusto e opportuno che venga posto a verifica piuttosto che subito passivamente come una necessità. Se la Verità millenaria che tu rivendichi é davvero una Verità continuo a pensare che non debba minimamente soffrire della contemporanea presenza di opportunità di segno diverso. Al contrario io credo possa uscirne rafforzato.

          • Marco S. ha detto in risposta a Luca

            Credo che finche’ si continueranno a chiamare “diritti”, i benefici connessi all’istituto giuridico del matrimonio (non “diritto”, ribadisco, ma “istituto giuridico”) , si brancolera’ sempre nel buio.

            Il Diritto non e’ la formalizzazione dei nostri pii desideri o di quello che nella nostra sensibilita’ riteniamo giusto, caritatevole, santo etc. etc.
            Il Diritto e’ un’impianto fatto di pesi e contrappesi che servono per tenere in piedi e far funzionare la societa’, dando a ciascuno il suo, senza dimenticare di incoraggiare tutti a perseguire il bene comune.

            Non solo la filosofia, la scienza, la tecnica, l’economia e la medicina sono soggette alla tirannia della realta’, della ragione e della coerenza.
            C’e’ anche il Diritto.

            Un ordinamento giuridico “montato su” a sentimento, sulla base di mere considerazioni estetiche, non ha maggiori probabilita’ di funazionare di un motore Ferrari smontato e poi rimontato con lo stesso spirito “artistico”.
            Magari finisce alla Triennale, ma certo non nei box di qualche circuito di Formula 1.

            I romani hanno avuto un particolare genio nel razionalizzare gli ordinamenti giuridici e ci hanno lasciato in eredita’ ordinamenti giuridici paragonabili al motore di una Ferrari.
            Ora, a forza di smontarli e rimontarli “a sentimento”, sara’ gia’ molto se con essi riusciremo ancora a tirarci su l’acqua dal pozzo.

            Disponibile per dettagli tecnici, ma solo se interessa.

            • Luca ha detto in risposta a Marco S.

              E’ esattamente quello che penso anch’io (vedi risposta a Germano). Penso solo accanto a quel che dici che ogni istituto giuridico puà e deve essere costantemente messo a prova se vogliamo che esprima giustizia anziché mera conservazione.

              • Germano ha detto in risposta a Luca

                A me sembra che un istituto giuridico plurimillenario possa definirsi sufficientemente testato. La crescita umana non può immaginarsi come un percorso circolare, ma piuttosto lineare. Prova a dire ad una femminista che si deve accettare la messa in discussione della parità dei sessi perché se in questo concetto è insita la Verità, questa trionferà prima o poi.
                Nel caso del matrimonio, mentre la Verità emerge, quante persone e per quanto tempo dovranno soffrire?

              • Marco S. ha detto in risposta a Luca

                L’istituto giuridico non deve esprimere ne’ dimostrare nulla, ma solo incoraggiare quei comportamenti che si ritengono non tanto utili per le parti, ma semmai benefici per l’intera collettivita’.
                La giustizia di un istituto giuridico e’ applicarsi allo stesso modo a tutte le situazioni che forniscono i medesimi benefici alla societa’, non e’ estenderlo in stile “todos caballeros”, ovvero “oves et boves”, a tutti coloro che lo desiderano, rivendicandolo come se fosse un “diritto”.

                A mio giudizio le unioni tra omosessuali non forniscono particolari benefici alla collettivita’, e men che mai benefici paragonabili a quelli del matrimonio, e quindi non vedo per quale motivo renderle beneficiarie di un costoso istituto giuridico simil-matrimonio (destinato presto ad essere equiparato in tutto e per tutto ed esso per via giurisprudenziale).

      • Giacomot ha detto in risposta a Luca

        Hai ragione, dovrebbe farci capire la differenza tra la libertà e la follia…

      • Marco S. ha detto in risposta a Luca

        Io credo che la risposta stia nella natura delle cose, cioe’ nella funzione teleologica degli organi genitali e nell’evidente scopo della sessualita’: un ordine che negare mi pare sia come negare la luce del sole.

        E’ un ordine di cui le persone dovrebbero sentirsi liberamente parte, pur nelle differenti personalita’ degli individui (ci sono infiniti modi di essere uomo, restando indiscutibilmente un uomo, e infiniti modi di essere donna, restando indiscutibilmente una donna).

        La domanda che ci poniamo e’: “Che significato dare al fatto che qualcuno non si senta liberamente chiamato a far parte di questo ordine ?”

        La scienza per secoli ha dato certe risposte, ora ne da’ altre.
        Prendo atto con rispetto, senza aggiungere nulla, non volendo abusare della mia liberta’ di espressione (perche’ in questi tempi molto particolari, dove s’inventano a getto continuo tanti “nuovi diritti”, il grosso rischio che si corre e’ quello abusare degli antichi) 🙂

        • Giuseppe ha detto in risposta a Marco S.

          Infatti è risaputo che tutti fanno sesso solo per procreare…

          • Marco S. ha detto in risposta a Giuseppe

            Non faccia il furbo sig.Giuseppe, mi ha capito benissimo.

            E’ evidente che il piacere sessuale sia funzionale alla procreazione e serva per indurre le specie a conservarsi attraverso essa, combinando continuamente il proprio materiale genetico, per creare nuovi individui.
            Per tale motivo esistono gli organi genitali e quindi esistono il maschio e la femmina.

            Che poi il sesso, attraverso il piacere che da, sia stato fruito in altro modo, diciamo cosi’ a mero “scopo ricreativo”, e’ un di piu’ che specie superiori come l’uomo, capaci di dominare la natura, si sono potute concedere.
            Molto spesso nella ricreazione mi pare ci si sia spinti molto al di la’ di quelle appaiono essere le funzioni fisiologiche e teleologiche degli organi genitali.

            “La domanda e’: “Fino a che punto lo stato puo’ allontanarsi dalla basi antropologiche delle comunita’ che governa, per andare incontro ai desideri piu’ o meno comprensibili di propri cittadini ?
            E il farlo che prezzo potra’ avere ?”

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Marco S.

              Per Marco

              “Che poi il sesso, attraverso il piacere che da, sia stato fruito in altro modo, diciamo cosi’ a mero “scopo ricreativo”, e’ un di piu’ che specie superiori come l’uomo, capaci di dominare la natura, si sono potute concedere.
              Molto spesso nella ricreazione mi pare ci si sia spinti molto al di la’ di quelle appaiono essere le funzioni fisiologiche e teleologiche degli organi genitali.”

              Ecco, questo è un concetto importante. Infatti è risaputo che gli estremi si toccano, perciò se è da ripudiare lo gnosticismo del gender non bisogna nemmeno ricadere nella fallacia naturalistica di giudicare moralmente lecita solo l’attività sessuale ordinata alla riproduzione, come abbiamo fatto noi per molto tempo.

              Diciamocelo chiaro e tondo: per molti secoli noi abbiamo insegnato che ciò che gli animali facevano istintivamente (ovvero copulare solo per procreare) noi dovessimo imparare a farlo sforzandoci, e che ogni azione sessuale tra uomo e donna che non contemplasse o non fosse ordinata alla procreazione fosse un’empietà.

              Questo è l’esatto opposto del gender. Se il gender pensa di potersi staccare completamente dal dato naturale inventandosi la propria identità noi per secoli abbiamo fatto l’estremo opposto, e come è risaputo gli opposti si toccano.

              Occorre equilibrio: no gender ma anche no alla fallacia naturalistica (alimentata da un’errata comprensione del testo di Onan, che venne condannato non per aver disperso il seme ma per non aver atteso all’obbligo del levirato. Se Onan non avesse atteso all’obbligo del levirato rifiutandosi di far l’amore, invece che praticando il coito interrotto, sarebbe stata la stessa cosa), si all’equilibrio.

              • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                Quindi Gesù ha sbagliato a non condannare le leggi sull’omosessualità dell’AT?
                Ed anche S. Paolo ha sbagliato a ribadire la condanna dell’omosessualità

                • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                  Attinenza con ciò che ho scritto io = 0

                  L’omosessualità non c’entra un emeritissimo nulla qui.

                  Io parlavo dell’identificare qualunque rapporto sessuale tra uomo e donna che non sia esplicitamente ordinato alla procreazione come “intrinsece malum”, che altro non è che una fallacia naturalistica, che confonde il piano descrittivo con quello normativo.

                  Il discorso sull’omosessualità è profondamente diverso. Se Cristo avesse detto di non condannarla non sarebbe stato capito, idem per San Paolo.

                  Parliamo di 2000 anni fa, e seppur Cristo sia Dio, non si è incarnato in un astratto iperuranio platonico, ma si è incarnato nella Palestina di 2000 anni fa, e ha dovuto giocoforza utilizzare categorie dell’epoca.

                  Voglio che sia chiaro che non sto sdoganando l’omosessualità, dico solo che non mi è chiaro quanta scelta ci sia in coloro che sono omosessuali, e se non è una loro scelta non li si può rimproverare se agiscono da omosessuali, perché sarebbe come rimproverare un gabbiano di comportarsi da gabbiano o rimproverare me perché mi piacciono le donne.

                  Il gender va ridicolizzato e contrastato perché è completamente assurdo. Persone che si sentono donne mentre sono in un corpo di uomo esistono, ma questo non significa che sia la normalità, nè tantomeno che uno possa “scegliere” cosa essere.

                  Gli omosessuali sono uomini che hanno preferenze sessuali omoerotiche e che talvolta si sentono donne, ma questa è appunto una disforia, non è la normalità.
                  Io condanno il gender perché vuole far passare per normale ciò che non lo è, non condanno l’omosessualità e gli omosessuali in blocco perché in molti casi non hanno colpa della loro condizione.

                  Tutto li.

                  • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Lorenzo, quando ho scritto

                    “Io parlavo dell’identificare qualunque rapporto sessuale tra uomo e donna che non sia esplicitamente ordinato alla procreazione come “intrinsece malum”, che altro non è che una fallacia naturalistica, che confonde il piano descrittivo con quello normativo.”

                    Mi riferivo appunto alla dispersione del seme. Tutta la morale sessuale cattolica “ufficiale” si riassume in questo dettame: non disperdere il seme. Bene, quello che volevo evidenziare è che questa cosa nasce da un clamoroso fraintendimento della vicenda biblica di Onan, che non venne affatto condannato per aver disperso il seme ma perché, disperdendo il seme, non attendeva all’obbligo del levirato.

                    Se non avesse atteso all’obbligo del levirato rifiutandosi di fare l’amore sarebbe stata la medesima cosa, ripeto.

                    Era tutto qui il discorso.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Da sempre i cristiani, a parte frange di integralisti ad iniziare dai Montanisti e dai Manicheisti passando per i Catari, hanno ringraziando Dio anche per il piacere connesso alla sessualità.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Invece c’è stata una indubitabile tendenza “platonica”, che si ravvisa in parte già in Paolo, a vedere il sesso come nemico. Tendenza che ha raggiunto l’apice nei secoli medievali.

                      Soltanto oggi Papa Francesco ha potuto parlare bene di Eros senza prima “agapizzare” il tutto, ma discorsi sull’erotismo come quelli contenuti in Amoris Laetitia 200 anni fa sarebbero stati impensabili, in un documento Papale.

                      Se mi parli dell’induismo ok, ma che per gran parte della nostra storia abbiamo avuto un rapporto conflittuale con la sessualità, come cristiani, è fuori discussione.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Cerco di spiegarmi meglio, Lorenzo.

                      La concezione esclusivamente riproduttiva del sesso, che l’ha fatta da padrone nella Chiesa per millenni e la faceva da padrone fino ad un secolo fa, fino al Concilio Vaticano II, si rifaceva alla biologia aristotelica, di matrice finalistica, secondo cui ogni cosa tende al proprio bene, non solo in senso etico ma anche in senso fisico, e secondo cui perciò ogni cosa ha in potenza il proprio bene, che equivale quindi al proprio fine (ciò che la biologia non-aristotelica ha in seguito chiamato “funzione”).

                      Ora la concezione secondo cui il sesso può avere una natura ricreativa invece che procreativa è sempre stata estranea alla Chiesa, prima del Concilio. Secondo la concezione ecclesiastica dei tempi che furono, che è appunto una concezione tomistico-aristotelica, cioè esplicitamente realista (parlo in termini filosofici e non retorici), il corpo è principium individuationis, per cui dà all’uomo la propria appartenenza al regno animale, nel quale il sesso NON si distingue dalla sua finalità procreativa, e per questo motivo chi facendo l’amore procrea agisce secondo-natura mentre chi facendo sesso si rifiuta volontariamente di procreare (cercando di far l’amore nei periodi non fertili o usando un contraccettivo) agisce contro-natura.

                      Detto in parole povere: secondo la vecchia concezione l’uomo può, volendo, avere anche una sessualità (sto parlando ovviamente di sessualità eterosessuale eh) creativa e ricreativa, ma semplicemente non gli è moralmente concesso, perché, come ho scritto “il corpo è principium individuationis, per cui dà all’uomo la propria appartenenza al regno animale, nel quale il sesso NON si distingue dalla sua finalità procreativa” il che implica, detto brutalmente, che l’uomo, dal punto di vista prettamente fisico, non dovrebbe avere una sessualità diversa da quella animale, i quali (gli animali) copulano infatti solo per procreare.

                      L’idea di valorizzare anche il fine unitivo è propria del Concilio, ma c’è ancora molta strada da fare.

                      Tuttavia è indubitabile che parole come quelle contenute in Al sull’erotismo, dette da un Papa, nel 1930 (ma anche nel 1970 con Paolo VI, anche se eravamo nel post concilio, e pure con gli ultimi due Papi, piaccia o no) sarebbero state fantascienza pura.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Se i cristiani che conosci tu hanno avuto rapporti conflittuali con la sessualità prima del CVII, quelli che conosco io non ne avevano affatto.
                      Lo sapevi che vari concili, precedenti a Trento, proibirono ai preti di avere concubine?
                      Se dunque i chierici, pur avendo talvolta figli senza necessariamente sposarsi, convivano tranquillamente anche con donne, cosa facevano, secondo te, i fedeli laici?
                      Se non tieni presente che molti scritti preconciliari sono come le “grida” di manzoniana memoria, non riuscirai a capire che se il Magistero avesse ribadito allora il fine unitivo della sessualità avrebbe solo sfondare una porta aperta.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      @ Lorenzo

                      “Se i cristiani che conosci tu hanno avuto rapporti conflittuali con la sessualità prima del CVII, quelli che conosco io non ne avevano affatto.”

                      Certo, perché non seguivano il Magistero. 😀

                      Ma se l’avessero seguito hai voglia se ne avrebbero avuti, visto che era vietato e sottoposto a peccato mortale praticamente tutto.

                      “Lo sapevi che vari concili, precedenti a Trento, proibirono ai preti di avere concubine?
                      Se dunque i chierici, pur avendo talvolta figli senza necessariamente sposarsi, convivano tranquillamente anche con donne, cosa facevano, secondo te, i fedeli laici?”

                      Ma va? E io che cosa ho detto negli ultimi mesi? 🙂
                      Ho detto più è più volte che a Trento il sesto comandamento venne cambiato da “non commettere adulterio” a “non commettere atti impuri” e venne criminalizzato il concubinato dei laici proprio perché c’erano anche dei preti che convivevano.

                      Se non ci fossero stati questi abusi da parte dei sacerdoti forse non ci sarebbe stato l’inasprimento, ma solo 50 anni fa due giovani che andavano a convivere senza essere sposati avrebbero dato scandalo, mentre prima di Trento non era affatto così.

                      Appunto, Trento fu un giro di vite di sessuofobia niente male.

                      “Se non tieni presente che molti scritti preconciliari sono come le “grida” di manzoniana memoria, non riuscirai a capire che se il Magistero avesse ribadito allora il fine unitivo della sessualità avrebbe solo sfondare una porta aperta.”

                      Ma lo tengo presente eccome, quello che volevo dire è che prima del Concilio la sessuofobia più estrema era “Magistero ufficiale”.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                      @ Vincent
                      Ti posso assicurare che seguivano il Magistero.

                      Se chi guarda una donna per desiderarla ha commesso adulterio quale differenza trovi tra il non commettere adulterio e non commettere atti impuri?

                      La tua conoscenza del cattolicesimo preconciliare è alquanto macchiettistica…

                    • Vincent Vea ha detto in risposta a Vincent Vega

                      L’adulterio c’è soltanto se una delle due persone è sposata, altrimenti non è adulterio. Punto.

                      Ed è per questo che per 1500 anni dopo la morte di Cristo il sesto comandamento non era stato cambiato, poi a Trento si è avuta la brillante idea di cambiarlo (e ripeto, questo è un fatto ineludibile) da non commettere adulterio a non commettere atti impuri, proibendo tutta la sessualità umana che non fosse diretta alla procreazione e tra marito e moglie, mettendo fuori legge è sottoposto a peccato mortale ogni manifestazione sessuale. Pessima idea, tra l’altro puntualmente disattesa.

                      Riguardo a questo

                      “Ti posso assicurare che seguivano il Magistero.”

                      Eh infatti gli italiani sono conosciuti come gente molto austera e mortificata, nella storia. 😀

                    • Vincent Vea ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Ho scritto “gente austera e mortificata” perché indubbiamente il sesto comandamento dal Concilio di Trento in poi imporrebbe ai laici dei sacrifici e rinunce sessuali solo di poco inferiori a quelle imposte al sacerdote.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Ultima cosa.

                      Ho scritto

                      ” l’adulterio c’è soltanto se una delle due persone è sposata, altrimenti non è adulterio. Punto.”

                      Perché è proprio il suo significato. Commette adulterio un uomo sposato che va con qualunque donna non sia sua moglie o un uomo celibe che va con una donna sposata, esattamente come commette adulterio una donna sposata che va con un uomo che non sia suo marito o una donna nubile che va col marito di un’altra.

                      È proprio una questione strettamente di significato semantico, che non ammette eccezioni.
                      Anche perché sennò sarebbero TUTTI adulteri, visto che la prima cosa che c’è verso una donna (e, per le donne, un uomo) che ci piace è il desiderio, non certo l’agape angelicato.

                      Semplicemente Cristo ha detto che se un uomo sposato guarda una donna che non sia sua moglie per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore, ovvero che non serve arrivare al fatto compiuto, esattamente come un celibe che concupisce una donna sposata. Lo stesso vale per le donne sposate che desiderano altri uomini e donne nubili che desiderano uomini sposati.

                      Il significato di adulterio è molto preciso.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega
                    • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                      @ Vincent
                      ” Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;
                      ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Mt 5.27-28)
                      Premesso che τὸ ἐπιθυμῆσαι αὐτὴν significa si desiderare, ma nel senso di infiammarsi di quella passione che briga fino ad ottenere quello che brama, è vero che il termine greco qui usato per donna è γυνή, che indica la donna sposata, ma è anche vero che indica sia una fidanzata, sia una donna di qualsiasi età – vergine, sposata o vedova.
                      Cosa significavano allora le parole di Gesù: Avete inteso che fu detto… ma io vi dico…? Che senso avrebbe avuto quel paradosso dialettico tipicamente aramaico se Gesù avesse voluto alludere alle sole donne sposate e non alla ricerca del piacere sessuale al di fuori del matrimonio?
                      Non era forse già vietato dall’ultimo dei comandamenti il desiderare la moglie altrui?

                      Tanto per la cronaca, prima del concilio si “peccava piacevolmente e tranquillamente” il sabato sera, ci si confessava durante la S. Messa della domenica mattina e poi si faceva la Comunione.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Esatto, desiderare la moglie altrui. Infatti è adultero sia un uomo sposato che va con una donna che non sia sua moglie sia un celibe che va con una donna sposata. Ma un celibe che va con una donna nubile non è affatto adultero. Questo proprio per il significato della parola eh.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Visto che il gender è lo sdoganamento dell’omosessualità, qui c’entra.

                    Nella Palestina ellenizzata e nei territori limitrofi di 2000 anni fa Cristo e S. Paolo non sarebbero stati capiti?
                    Sai cosa significa ellenizzata?
                    Sai cos’è l’amore greco e quanto fosse diffuso?

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                      Il gender non è lo sdoganamento dell’omosessualità, è lo sdoganamento di uno gnosticismo idiota. Tutto li.

                      Per quanto riguarda Cristo e San Paolo:

                      1) Cristo non ha condannato le leggi del Levitico ma con l’episodio dell’adultera ha comunque esteso il divieto di lapidazione anche agli omosessuali. È comunque da notare che non ha mai parlato di loro.

                      2) Su San Paolo riporto ciò che ho scritto in questo commento http://www.uccronline.it/2016/06/13/strage-di-orlando-cordoglio-e-preghiera-non-strumentalizzazione/#comment-179958

                      “Quando San Paolo scriveva queste parole

                      Rom 1, 24-32

                      ” Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
                      Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.”

                      Parlava soprattutto, come dimostra la parte in grassetto, DELL’IDOLATRIA. Ci sono persone che idolatrano le creature invece del Creatore e si lasciano andare ad ogni tipo di vizio, ed è questa l’omosessualità colpevole, non certo quella di chi ci è nato (e si, ci sono maschi che già da bambini piccolissimi manifestano delle attitudini femminili, e li parlare di scelta è grottesco).

                      Dopodiché, quando parla di coloro che sono “colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia” NON STA PARLANDO AFFATTO SOLO DEGLI O OMOSESSUALI.

                      Paolo sapeva perfettamente che anche gli eterosessuali possono essere “colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia” ed è di queste persone che dice che “meritano la morte” indipendentemente dalle loro preferenze sessuali.

                      La Scrittura bisogna saperla leggere e sapere come approcciarvisi. Il letteralismo fondamentalista non è il modo migliore.”

                    • Luca ha detto in risposta a lorenzo

                      Quindi Gesù ha sbagliato a non condannare le leggi sull’omosessualità dell’AT?
                      Ed anche S. Paolo ha sbagliato a ribadire la condanna dell’omosessualità

                      Questione di lana caprina che rovescia la sostanza del problema. S Paolo e Cristo non hanno mai avuto come orizzonte ideale la determinazione di una legge esatta sempre e per tutti, quanto la fondazione della coscienza e della responsabilità personale come viatico per una convivenza giusta. Basta leggere il discorso della montagna e la Lettera ai Galati: Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia. (Gal 5, 4)

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                      Esatto Luca. Purtroppo dal Concilio di Trento il cristianesimo è diventato la “religione della legge”, infatti in Oriente (parlo degli ortodossi) hanno orrore di un certo nostro legalismo. Dal CVII in poi stiamo cercando di recuperare lo spirito originario del Vangelo, ma c’è ancora molto da fare, sebbene questo pontificato abbia dato una bella sferzata in tal senso.

                      Ti ringrazio per i tuoi interventi, sono sempre molto azzeccati e mi piacerebbe che intervenissi di più.

                    • Germano ha detto in risposta a Vincent Vega

                      Vincent,
                      tu e Luca avete vedute similari e perfino una prosa simile.

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      @ Vincent
                      1. Affermare: “In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città.(Mt 10.15)”, significa forse dire che la condanna per Sòdoma e Gomorra è stata cancellata?
                      E non venirmi a dire che la condanna delle due città riguardava la mancata ospitalità…

                      2.
                      a – poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore
                      b – Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore: le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi

                      a – poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente
                      b – Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia

                      Secondo l’uso semitico, ripetere lo stesso concetto una seconda volta serve a ribadire quanto affermato in precedenza, ed anche ammettendo che il secondo elenco non sia attribuibile agli omosessuali, rimane il fatto che li mette in buona compagnia.

                      Non dimenticare inoltre la condanna per chi “approva” determinati comportamenti che viene assimilato a chi li fa.

                      3. Un bambino piccolissimo che manifesta attitudini femminili non esiste: esistono invece bambini piccolissimi che manifestano attitudini che determinate società considerano femminili.
                      Il cervello dei bambini piccolissimi agisce esclusivamente sulla base di quanto stabilito dai cromosomi xx o xy.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                      Lorenzo, mi sono già espresso. Sicuramente il comportamento omosessuale non è ammesso secondo la nostra religione, ma altrettanto sicuramente io credo che non saranno puniti gli omosessuali che sono tali per nascita e non per vizio.

                      Questo mi dice la mia coscienza.

                      Riguardo a questo tuo appunto

                      “Un bambino piccolissimo che manifesta attitudini femminili non esiste: esistono invece bambini piccolissimi che manifestano attitudini che determinate società considerano femminili.
                      Il cervello dei bambini piccolissimi agisce esclusivamente sulla base di quanto stabilito dai cromosomi xx o xy”

                      Io parlavo di bambini che manifestano preferenze per tutte le attività femminili, comportamenti femminili e che, raggiunta la pubertà, manifestano interesse verso i maschi. Ci sono. Come ci sono bambini che durante l’infanzia sembravano del tutto “regolari” memtre appena raggiunta la pubertà si scoprono omosessuali.

                      Ecco, non credo che queste persone vadano condannate. Resta comunque il fatto che è una anomalia, perché essere maschi e femmine comporta determinati comportamenti e preferenze, normalmente.

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      @ Vincen
                      Vedo che le bufale pseudoscientifiche del mondo gay-friendly ti hanno conquistato…

                      La differenza tra il cervello dell’uomo e quello della donna consiste nel come i due sessi tendano ad affrontare le situazioni concrete:
                      – gli uomini tendono ad organizzare il mondo in categorie distinte, le donne affrontano le cose con maggiore flessibilità;
                      – gli uomini giudicano in maniera più generale e frettolosa, le donne sono in parte più accurate;
                      – per l’uomo il mondo è più lineare, per la donna più ricco di sfumature;
                      – gli uomini sono più pragmatici, le donne spesso si perdono in ripetitive elucubrazioni mentali;
                      – gli uomini utilizzano maggiormente il pensiero astratto e lavorano mentalmente su categorie e generalizzazioni, le donne affrontano le situazioni più nello specifico, in termini di situazioni concrete e di relazioni;
                      – gli uomini sono più legati a principi astratti di giustizia, dovere, correttezza, le donne si basano su sensazioni soggettive, considerando molte attenuanti, non si basano su principi astratti;
                      – gli uomini sono più stabili emotivamente, più dominanti, più legati alle regole e meno fiduciosi, le donne sono più calorose, apprensive, emotivamente, meno sicure di sé e più sensibili.

                  • pendesini alessandro ha detto in risposta a Vincent Vega

                    …Io condanno il gender perché vuole far passare per normale ciò che non lo è……
                    @Vincent Vega
                    Se l’omosessualità è contraria alla legge “legge naturale” come lei afferma, dovrebbe essere detto per tante altre cose, e quindi vietarle !
                    Molte sono le cose che facciamo non conformi alla “legge naturale”:
                    — costruiamo le città,… prolunghiamo artificialmente la durata della vita umana opponendosi alle malattie,… costruiamo dighe e deviamo corsi acqua,… produciamo ibridi di piante naturali,…riproduciamo le mandrie (cheptel) attraverso l’inseminazione artificiale,…rinchiudiamo gli animali negli zoo, …Vincenzo, inter nos, tutto cio’ non le sembra contrario alla “legge naturale”?
                    Per quanto riguarda la “legge divina” è una nozione puramente dogmatica che alcuni possono credere (e questo si rispetta), ma è anche permesso ad altri di non aderire a questa ideologia… (e anche questo deve essere ripsettato).

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a pendesini alessandro

                      Per Alessandro

                      “Se l’omosessualità è contraria alla legge “legge naturale” come lei afferma, dovrebbe essere detto per tante altre cose, e quindi vietarle !
                      Molte sono le cose che facciamo non conformi alla “legge naturale”:”

                      Io non condanno l’omosessualità “per se”, condanno il gender. Oltre ad una certa omosessualità libertina e arrogante che vuole cantare diritti sui figli degli altri, cosa inaudita e che non sta nè in cielo nè in terra.

                      Sa cos’è lo gnosticismo, Alessandro? Se non lo sa dovrebbe impararlo. 😉

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a pendesini alessandro

                      Vantare diritti, non “cantare”. Ad ogni modo ripeto, non è l’omosessualità per se la nostra nemica, ma il gender e l’omosessualismo, ovvero l’omosessualità libertina e arrogante di cui parlavo che pensa che sia di suo diritto “comprare dei figli” i quali non conosceranno mai i loro genitori.

              • Marco S. ha detto in risposta a Vincent Vega

                Caro Vincent, hai ragione, ma non bisogna neanche perdere totalmente di vista il fine ultimo di ogni cosa che facciamo, distaccandocene totalmente.
                Anche il gioco dei bambini o quello degli scacchi non sono pura ricreazione ma cibo per la mente.

                E comunque ritengo che le cose a cui si fatica a dare un senso, non possono godere di incoraggiamento giuridico tramite istituti giuridici insensati, pena il progressivo smarrimento dell’intera societa’, che perde ogni idea di se’ e dei suoi scopi.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Luca

        Luca, scusa è…
        A parte tutto il discorso se è giusto o sbagliato. Tralasciamolo per un momento. Riflettiamo solo su ciò che è vero e falso (non se è giusto o sbagliato).

        La teoria di genere non dice che l’uomo può essere più o meno femminile dal punto di vista caratteriale (o viceversa). Sarebbe onestamente la scoperta dell’acqua calda. Dice che ognuno può scegliere il sesso a cui appartiene. Chiamandolo in un’altra maniera (genere).

        La verità è che ciascuno di noi è dotato di libero arbitrio all’interno di una realtà.

        Tale realtà ci pone dei limiti. Ovviamente alcuni di questi limiti possono o potranno essere superati. Pensiamo alle invenzioni dell’uomo: dalla ruota all’aereo. Nel 1200 era impossibile volare. Oggi non lo è più.

        Alcuni nostri limiti/caratteristiche sono scritte nel nostro genoma. Tu sei moro, occhi azzurri, maschio, pelle bianca, alto 1.80 (non lo so come sei. Faccio per dire). Se hai un carattere più o meno estroverso, più o meno femminile non dipende granchè dai geni.
        Puoi tingerti i capelli, metterti le lenti a contatto scure, amputarti il pene, abbronzarti e metterti su dei trampoli. Così facendo potrai sembrare biondo, occhi scuri, femmina, nera, alta 3 metri. Rimani un uomo moro, occhi azzurri, bianco di un metro e ottanta, più o meno estroverso e/o “gentile”. Questo perchè? perchè ogni tua singola cellula contiene il tuo specifico dna.

        Magari domani o fra 100 anni si scoprirà una pastiglia che modifica il nostro genoma. Quindi ognuno di noi potrà cambiare le proprie caratteristiche genetiche (sesso compreso) e scegliersi quelle che preferisce.
        Fino ad allora può solo far finta di essere ciò che non è.

        Ad oggi dire di poter scegliere il sesso a cui si appartiene (magari chiamandolo in un’altra maniera – genere) è falso. Insegnarlo nelle scuole è un errore.

        Un altro nostro limite è che non riusciamo a respirare sott’acqua. Magari fra 5 anni verrà inventata una pastiglia che ci farà crescere le branchie e quindi potremmo dire di volere e potere respirare sott’acqua.
        Oggi si può anche dire di voler respirare sott’acqua. Ci si può pure mettere ad urlare che “volere è potere”, “sono libero di fare ciò che voglio” “è un mio diritto respirare sott’acqua”, ma rimane il fatto VERO che non possiamo respirare sott’acqua.
        Quindi se cominciamo a dire di volerci buttare in alto mare a testa in giù perchè tanto ci siamo tatuati delle branchie sotto le orecchie, non accusiamo di “brachiofobia” tutti quelli che ci dicono che non è una grande idea il nostro tuffo.

        • Luca ha detto in risposta a Umpalumpa

          OK ma non ho capito dove vuoi arrivare. Stiamo parlando di affettività e di espressioni della personalità o no ? Ci sono indubbiamente in questa storia così tanti aspetti più o meno giusti o ingiusti, esagerati o meno, ideologici o scientifici che mi pare difficile dare un giudizio netto, semolice e conclusivo su tutto. Alla base tuttavia c’é una cosa semplice e secondo me condivisibile, anzi sacrosanta: il rifiuto di racchiudere la persomnalità dei singoli in ruoli predeterminati dal genere sessuale.

        • Li ha detto in risposta a Umpalumpa

          Una pastiglia che modifichi il genoma? Sembra una roba da fantascienza : vi ricordate quanti film e libri hanno fatto immaginando futuri con macchine volanti, terre desolate con bande di predoni e catastrofi nucleari tali da modificare il clima peggio di com’è?
          E credi davvero che gli scienziati possano fare un lavoro simile sul DNA umano? Cava da una parte, problemi dall’altra.
          Penso arriveremo a trovare prima la cura per il cancro.
          Il tuo paragone per i capelli tinti mi fa tornare in mente che io li tingo, ma la natura si riafferma e il colore bianco a volte prende il sopravvento anche dopo 15 gg.
          Penso che solo il genere ermafrodita possa aver ragione di esistere oltre all’etero:loro ci nascono, e decidere cosa si è diventa arduo.

  3. Ciccio ha detto

    Visto che il video è anche su youtube, qualcuno non potrebbe perdere dieci minuti della sua vita per tradurlo ed inserire i sottotitoli? Farlo è semplicissimo, serve solo di conoscere la lingua. Oppure se mi fornite la traduzione posso inserirli io con il mio account.

    • Fabrizia ha detto in risposta a Ciccio

      Non fa altro che dire: ” Onorevoli Signore, onorevoli signori, onorevoli omosessuali” e poi via con tutto un elenco di “onorevoli lesbiche, onorevoli transgender, onorevoli asessuali” ecc. E quando il Presidente gli domanda di venire al punto, lui risponde: ” Non ho ancora finito con i saluti di apertura” suscitando ilarità. Geniale.

  4. Sebastiano ha detto

    Sto ridendo da dieci minuti…

    • Marco S. ha detto in risposta a Sebastiano

      Tra un po’ non sara’ piu’ nemmeno necessario andare al cinema, per farsi due ghignate.
      I vari Checco Zalone e Sacha Baron Cohen finiranno a fare i lavavetri in qualche semaforo.

      Qualcuno ha detto che tutti gli errori umani si propongono prima in tragedia e poi si ripropongono in farsa.
      Ad un paio di generezioni precedenti alla nostra e’ toccata la tragedia.
      A noi temo tocchera’ la farsa.

  5. Giorgio ha detto

    ….cari power ranger verde sessuali, cari power ranger rosso sessuali. Bene ho finito coi power rangers, passo alla saga di Dragon Ball: cari goku sessuali…

  6. Sebastiano ha detto

    Ho visto che in Gran Bretagna ci sono pure questi:

    TRANS-SPECIES
    Comunità degli “uomini-cane”,
    Tom, aka “Spot”, uno degli uomini-cane intervistati, afferma che per lui scegliere di trasformarsi in un animale significa semplicemente tornare a uno stadio primordiale e più libero.
    BASTA DISCRIMINAZIONI, VOGLIO ESSERE ACCETTATO COME CANE
    “Ci si sente come può sentirsi un gay, un etero, un bisex, un trans ed essere accettati. (…) Tutto quello che voglio è che la comunità dei cuccioli sia accettata nella stessa maniera. Non stiamo cercando di causare dolore al pubblico, o di causare dolore ai rapporti. Siamo proprio come qualsiasi altra persona sulla strada”.
    La comunità degli uomini-cane teorizza e rivendica la transizione di specie, con il passaggio dall’uomo all’animale, negando, in una visione antispecista, l’esistenza di una specie umana distinta da quella animale.

    Pensa se al tipo veniva in mente di citare anche questi e tutte le loro possibili varianti (uomini-gatto, uomini-topo, uomini-formica e via di seguito tutte le vagonate di altri): ne avrebbe avuto fino alla fine del millennio…

  7. nicola ha detto

    ho sempre più l’impressione che la mediatizzazione (marketing) e politicizzazione (poteri) di queste questioni complesse porti sempre alla medesima “malattia del pensare” che è il riduzionismo:
    – non siamo solo corpo ma anche mente-anima-spirito da esso emergente ed esso contenente;
    – non siamo solo il risultato genetico ma anche epigenetico della prima premessa;
    – non siamo solo maschi o femmine per la genitalità ereditata o operata;
    – un’operazione anche se riuscita non restituisce un corpo nella sua integrità psicofisica: cicatrici, dolori, segni, tracce, artificialità, altre propriocezioni, ecc.;
    – non siamo solo soli;
    – …
    negare, rimouovere, dimenticare uno di questi aspetti o uno dei tanti altri non esplicitati ancora nella lista non fa bene all’uomo non-solo-macchina, non-solo-cervello, ecc.

    • lorenzo ha detto in risposta a nicola

      Indipendentemente dal riduzionismo (per i cattolici l’uomo è composto di anima e di corpo), il gender è una cakata si o si?

  8. Umberto P. ha detto

    Può essere un modo delicato per allontanare una spasimante non gradita: “scusami, non te ne sei accorta ma io sono pangender, non può funzionare!”

  9. pendesini alessandro ha detto

    ….Nessuno nasce nel “corpo sbagliato”, perché il corpo è ciò che si è….Dice la filosofa Michela Marzano !
    Vorrei pero’ chiedere alla filosofa Marzano : come la mettiamo quando il cervello, indipendentemente dal volere, NON riconosce il proprio sesso anatomico ?

    Non potremmo evitare interminabili discussioni, sovente controproducenti, e venire al sodo :
    -la filosofa Marzano (come qualsiasi persona) premesso che non sia omosessuale o bisessuale !, ha già provato solamente immaginare avere dei rapporti sessuali con una donna ?… Personalmente mi sono chiesto a diverse riprese se fosse possibile -PER PURA SCELTA o FANTASIA avere dei rapporti sessuali con un, sia pur bellissimo uomo, la risposta immediata e senza equivoci è sempre stata e rimane NO ! Potrei nel peggiori dei casi prostituirmi, come già capita per certi bambini, adolescenti e uomini che sovente, trovandosi in un contesto di povertà critica, permette loro ottenere soldi per sfamarsi….

    Domanda : Nella misura in cui la persona è sia valida grazie, ad esempio, alla molecola (farmaco), e invalida senza di essa, chi è la vera persona ?

    • Vincent Vega ha detto in risposta a pendesini alessandro

      Semplicemente certe preferenze sessuali esistono ma non sono conformi alla natura della persona che le prova. Questo non significa che essere uomo o donna sia un’opinione, significa banalmente che esistono uomini e donne che, per motivi sconosciuti, talvolta si sentono donne invece che uomini e viceversa.

      Un’anomalia è tale proprio perché diversa dalla norma. Il ricomoscere che esista un’anomalia e non disprezzare chi si trova in quello stato non implica non riconoscere che essere uomo e donna è un dato oggettivo e immodificabile. Poi se io oggi batto la testa e mi sveglio convinto di essere una ragazza non divento una ragazza per questo, divento un ragazzo convinto di essere una ragazza.

      Esattamente come se mi svegliassi convinto di essere King Kong http://www.angolopsicologia.com/2011/08/licantropia-le-persone-che-si-credono.html non diventerei King Kong per questo, ma sarei un ragazzo convinto di essere King kong.

      • pendesini alessandro ha detto in risposta a Vincent Vega

        Vincent Vega :
        L’educazione non è sempre sufficiente, come lo dimostra l’esempio di transessualismo umano. In definitiva, cio’ che stimola il desiderio, si trova, molto probabilmente, in alcuni nuclei di neuroni nell’ipotalamo, come per qualsiasi funzione vitale. I comportamenti sessuali ulteriori si preparano allo stesso tempo e, anche se nell’uomo l’educazione può modularli entro certi limiti, non restano indifferenti a l’influenza di questo determinismo.
        Esistono nei mammiferi, uomo incluso, diversi nuclei nell’ipotalamo. Due di questi nuclei condizionano il comportamento sessuale: è stato dimostrato a diverse riprese che i topi o ratti castrati, ad esempio, cessano di manifestare il desiderio sessuale, va notato inoltre che l’introduzione di un cristallo di testosterone nella zona laterale, più precisamente nella zona preottica, puo’ innescare un comportamento maschio nei due sessi; ma –e questo è importante saperlo- l’introduzione di un cristallo di estradiolo nella regione ventro-mediana attiverà un comportamento tipicamente femminile.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a pendesini alessandro

          Resta il fatto che un uomo che si sente donna non cessa di essere uomo per questo. Semplicemente è un uomo che nutre questo bizzarro convincimento, che non è realtà.

      • pendesini alessandro ha detto in risposta a Vincent Vega

        Possiamo leggere su Wikipedia : “In generale la ricerca del settore evidenzia come la personalità e le differenze di comportamento siano da attribuire a apprendimento e condizionamenti o modelli e imitazione piuttosto che a fattori puramente biologici, sebbene ancora oggi una parte non trascurabile delle ricerche si concentri sul tentativo di individuare differenze nelle dimensioni e nella struttura del cervello che potrebbero condizionarme le funzionalità”…A torto ?

        • Andrea VCR ha detto in risposta a pendesini alessandro

          Possiamo leggere qualcosa di meno politicizzato e più imparziale?
          Su siti di sinistra (quella vera, multipolare ed anticapitalista) come palaestina felix le critiche ai moderatori di wiki sono pesantine.
          Viva Cristo Re

    • Li ha detto in risposta a pendesini alessandro

      Domanda : Nella misura in cui la persona è sia valida grazie, ad esempio, alla molecola (farmaco), e invalida senza di essa, chi è la vera persona ?

      Ho capito tutto il resto ma questo no. Qual’è il farmaco che ti rende valido?
      Come invalida posso dirti questo : a volte a sentirmi poco valida sono io perché in passato ho avuto il mio da fare a tenere sotto controllo la malattia, finché non ho trovato un buon equilibrio di farmaci, ma una cosa la so. Dato che è genetica (e solo mia in famiglia ) non è scomparsa, ma solo nascosta dietro ad un muro.
      Con il gender è uguale : potrai mascherare ciò che sei con le operazioni e gli ormoni, ma appena smetti le pillole la realtà si riafferma.

  10. mariasole ha detto

    AI CREDENTI, AI SACERDOTI, premesso che la prima forma di misericordia è DIRE LA VERITA’, ecco un testo poco conosciuto:

    – Lettera di Giuda –

    Giuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo, agli eletti che vivono nell’amore di Dio Padre e sono stati preservati per Gesù Cristo: misericordia a voi e pace e carità in abbondanza.
    Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla nostra salvezza, ma sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte.
    Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui – i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna – empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo.

    Ora io voglio ricordare a voi, che già conoscete tutte queste cose, che il Signore dopo aver salvato il popolo dalla terra d’Egitto, fece perire in seguito quelli che non vollero credere, e che gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno.
    Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno.
    Ugualmente, anche costoro, come sotto la spinta dei loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli esseri gloriosi. L’arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore!

    Costoro invece bestemmiano tutto ciò che ignorano; tutto ciò che essi conoscono per mezzo dei sensi, come animali senza ragione, questo serve a loro rovina. Guai a loro! Perché si sono incamminati per la strada di Caino e, per sete di lucro, si sono impegolati nei traviamenti di Balaàm e sono periti nella ribellione di Kore.
    Sono la sozzura dei vostri banchetti sedendo insieme a mensa senza ritegno, pascendo se stessi; come nuvole senza pioggia portate via dai venti, o alberi di fine stagione senza frutto, due volte morti, sradicati; come onde selvagge del mare, che schiumano le loro brutture; come astri erranti, ai quali è riservata la caligine della tenebra in eterno.

    Profetò anche per loro Enoch, settimo dopo Adamo, dicendo: “Ecco, il Signore è venuto con le sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di lui”.
    Sono sobillatori pieni di acredine, che agiscono secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce parole orgogliose e adùlano le persone per motivi interessati.

    Ma voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo.
    Essi vi dicevano: “Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni”. Tali sono quelli che provocano divisioni, gente materiale, privi dello Spirito.
    Ma voi, carissimi, costruite il vostro edificio spirituale sopra la vostra santissima fede, pregate mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.

    Convincete quelli che sono vacillanti, altri salvateli strappandoli dal fuoco, di altri infine abbiate compassione con timore, guardandovi perfino dalla veste contaminata dalla loro carne.

    A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e nella letizia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e sempre. Amen!

  11. Vincent Vega ha detto

    L’avevo consigliato io poco tempo fa di ridicolizzare il gender, o meglio, che la ridicolizzazione fosse la strada migliore. http://www.uccronline.it/2016/05/16/e-ora-che-arcigay-prenda-le-distanze-dai-pedofili-di-nambla-e-da-mario-mieli/#comment-177215
    Sono stato profetico? Ahahahahaha! 😀 😀 😀

    • pendesini alessandro ha detto in risposta a Vincent Vega

      -L’omosessualità è un’altra forma di sessualità senza riproduzione. NON di certo una libera scelta personale ! Non è omosessuale chi lo desidera, questo ragionamento è semplicemente puerile per non dire assurdo !
      N.B. : -Un mondo più tollerante verso gli omosessuali, come avviene oggi in molti paesi, potrebbe produrre un certo effetto, perché l’omosessualità è molto probabilmente più diffusa di quanto possiamo immaginare. Tutto porta a credere che è inoffensiva (rari sono i criminali omosessuali di elevato livello !) e potrebbe anche avere degli effetti benefici. Infatti possiamo notare che in diverse branche sembra spesso associata a doti o predisposizioni, particolarmente in quelle artistiche. Detto questo, critico apertamente certi dei loro atteggiamenti e/o comportamenti in pubblico (gay pride, ecc..) che possono scioccare certe sensibilità di qualsiasi età.

      • Sebastiano ha detto in risposta a pendesini alessandro

        Finora rimane però anche solidamente indimostrata la teoria del “gay si nasce”.
        La tua affermazione perentoria (“NON di certo una libera scelta personale !”) è un tuo libero convincimento, che si potrebbe allora definire altrettanto “puerile e assurdo” di quelli che vorresti contestare, assieme agli altri basati sul “tutto porta a credere”, sull'”elevato livello di criminalità”, sulla favoletta degli “effetti benefici” congiunta a quella delle “predisposizioni artistiche”: una specie di mondo tutto roseo al quale però mancano i supporti di reali dati statistici (e non solo).
        Che uno non scelga deliberatamente di diventare omosessuale (ma anche questo non lo puoi escludere) non rende affatto marginale il peso del condizionamento ambientale, sociale e soprattutto ideologico in cui matura questo orientamento.
        Che poi l’estremizzazione porti alla moltiplicazione ridicola del genderismo eretto a sistema, beh, mi pare che l’articolo lo esemplifichi chiaramente.

        Nessuno qui è intollerante “verso gli omosessuali”, lo siamo verso quella lobby che vorrebbe (pena la galera, con gran giubilo di Scalfarotto e soci) impedirci di esprimere anche una semplice opinione contraria sulla questione.

        • pendesini alessandro ha detto in risposta a Sebastiano

          Caro Sebastiano (chi ???)
          Guardi che non ho mai scritto, detto o sognato « che si nasce gay » ! E’ da tempo che ho smesso di credere, per evidenti ragioni, che il gene gay NON esiste….
          Mi limito ad affermare che nostri corpi sono troppo complessi per fornire risposte chiare e nette sulla differenza sessuale. Quanto più cerchiamo una semplice base fisiologica al “sesso”, più diventa evidente che il “sesso” non è una pura categoria fisica. Sperando di essermi fatto capire….

          Da come risponde non ci dovrebbero essere dubbi che LEI (nota che le do del lei ?) sia un cattolico di stampo fondamentalista, sicuramente omofobo !.. Se dovessi sbagliarmi me lo faccia sapere uscendo eventualmente dall’anonimato, il minimo che una persona intellettualmente onesta e integra possa fare ! Grazie
          Con i suoi «pertinenti »discorsi su questo sito non rischia il ridicolo. Mi permetta di suggerirle di postare le sue legittimissime convinzioni su siti tipo Wikipedia, accessibile a tutti, o comunque accademici o scientifici (degni di questo nome) tenti magari anche su Science e/o Nature e….auguri …..
          P.S. Lei scrive : « Nessuno qui è intollerante “verso gli omosessuali »…Infatti, da tempo l’avevo già notato…..

          • Marco S. ha detto in risposta a pendesini alessandro

            Mi pare che la medicina consideri il “sesso” come una categoria fisica, su base cromosomica e consideri una dismorfia la sua mancata definizione tra maschile o femminile.

            Semmai si riesce ad arrivare alle teorie in questione, attraverso altri concetti molto piu’ maneggevoli, tipo l'”orientamento sessuale” o il “genere”.

            • pendesini alessandro ha detto in risposta a Marco S.

              …..Mi pare che la medicina consideri il “sesso” come una categoria fisica, su base cromosomica e consideri una dismorfia la sua mancata definizione tra maschile o femminile…..
              @Marco S
              La dismorfia c’entra nella sessualità come i cavoli a merenda….
              Inoltre voler separare il somatico dalla psiche non mi sembra una buona idea, non dicerto razionale !

              -L’organizzazione di ogni encefalo dipende ovviamente in gran parte della storia e del contesto del suo sviluppo. Il capitale genetico umano è troppo povero per rendere conto della straordinaria ricchezza delle sue connessioni sinaptiche.
              P.S.Noi siamo le nostre sinapsi. Esse sono quello che sei. Le sinapsi codificano cio’ che siamo !

          • Sebastiano ha detto in risposta a pendesini alessandro

            “…non ci dovrebbero essere dubbi che LEI (nota che le do del lei ?) sia un cattolico di stampo fondamentalista, sicuramente omofobo…”

            Ecco, ora che hai lanciato il tuo mantra e mi hai segnalato per i campi di rieducazione puoi tornare a dormire tranquillo.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a pendesini alessandro

        Io infatti non ho detto che sia omosessuale chi lo desidera. Dico però che il gender è semplicemente ridicolo. Un uomo che si sente donna o che prova attrazione verso altri uomini non cessa di essere uomo, è “semplicemente” un uomo che prova attrazione verso altre donne o che si sente lui stesso donna. Tutto qui.

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