«Leone e Francesco usurpatori»: scomunicato un altro prete complottista
- Ultimissime
- 19 Ago 2026

Insultava i pontefici e rifiutava di citarli nella Messa. Scomunicato il prete americano John Mary Foster, altra vittima di una fede irrazionale.
Senza ragione, la fede diventa follia.
Arriva dagli Stati Uniti un altro sacerdote auto-esclusosi dalla comunione ecclesiale.
Da anni insultava Papa Francesco e rifiutava di riconoscerlo come pontefice. Lo stesso con Leone XIV, definendo entrambi «usurpatori» del soglio pontificio.
Dopo anni di tentativi di riconciliazione, il 14 agosto è arrivata la scomunica.
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Chi è il prete scomunicato
Il caso è quello di John Mary Foster, sacerdote dell’arcidiocesi di San Antonio (Texas).
Alla scomunica latae sententiae è seguita la dismissione dallo stato clericale per essere stato riconosciuto colpevole di scisma.
La vicenda è stata resa pubblica con tristezza dall’arcivescovo Gustavo García-Siller dopo l’intervento di un tribunale canonico, autorizzato dal Dicastero per la Dottrina della Fede.
E’ stato stabilito che Foster ha commesso un «crimine contro la fede».

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I (finti) messaggi soprannaturali
Foster, ordinato nel 1987, aveva fondato nel 2001 la Mission of Divine Mercy, realtà che proponeva ritiri e attività sacramentali.
In maniera identica e speculare alla setta italiana di Alessandro Minutella, dal 2024 il gruppo aveva iniziato a diffondere falsi messaggi soprannaturali attribuiti a Dio e alla Madonna, nonostante l’arcivescovo avesse ordinato di non pubblicarli.
Mons. García-Siller aveva quindi revocato a Foster le facoltà ministeriali e soppresso lo status di apostolato della comunità.
L’uomo aveva però continuato a celebrare pubblicamente la Messa nonostante il divieto, iniziando deliberatamente ad omettere il nome di Leone XIV dalla Preghiera eucaristica, come già aveva fatto con Francesco.

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Influenze italiane?
In qualcuno potrebbe emergere una domanda.
Anche Foster avrà creduto alle «invenzioni false e stupide» –così definite da mons. Georg Gänswein– circa l’invalidità della rinuncia di Benedetto XVI?
La risposta è no, fortunatamente il resto del mondo ignora gli immensi sforzi di fantasia dello youtuber italiano Andrea Cionci.
Ma qualcuno è evidentemente riuscito, per vie proprie, a raggiungere le medesime teorie, accreditandole “minutellianamente” tramite locuzioni interiori e messaggi soprannaturali.

















10 commenti a «Leone e Francesco usurpatori»: scomunicato un altro prete complottista
Se intendete prete come sinonimo di sacerdote ordinato, non esistono ex preti: “Tu es sacerdos in aeternum, secundum ordinem Melchisedech”.
Per chi lo avesse scordato o non lo sapesse, tre sono i Sacramenti irripetibili e permanenti perché imprimono nell’anima di chi li riceve un carattere indelebile: Battesimo. Cresima e Ordine.
Io nell’articolo non vedo scritto da nessuna parte “ex prete”.
Forse non hai letto l’articolo appena uscito: la prossima volta faccio il “copia incolla”!
Quale sarebbe l’articolo appena uscito?
Ora è scritto “L’uomo aveva però continuato a celebrare pubblicamente la Messa…” Sarebbe corretto scrivere che la Messa che il sacerdote continua a celebrare è illecita ma valida.
Esattamente come un laureato in una qualsiasi disciplina, che continua a possedere la laurea anche quando disconosce l’autorità e l’autorevolezza di chi gliel’ha conferita …
Parificate la laurea ai sacramenti che imprimono il carattere significa non aver capito cosa significa imprimere all’anima il carattere: dare un’occhiata al catechismo non farebbe male
Non intendo scendere in polemica, ma volevo solo fare una battuta ironica.
Però, oltre al Catechismo è bene sapere che il canone 290 del Codice di diritto canonico, in una delle tre cause che portano alla dimissione dallo stato clericale, con dispensa dagli obblighi provenienti dalla sacra ordinazione, indica “un grave delitto commesso dal chierico” (dimissione in poenam), «mediante la pena di dimissione inflitta legittimamente» che può avvenire solo dopo un processo penale, previsto dal Codice di diritto canonico ai nn. 1720-1728. il processo penale è riportato nell’articolo ed è avvenuto in questo caso specifico. Inoltre, nei casi previsti dal Codice di diritto canonico per i quali si può applicare, come massima pena, la dimissione dallo stato clericale, sono indicati l’apostasia, l’eresia e lo scisma (can. 1364, §2) e, da quanto riportato nell’articolo, lo scisma c’è.
Ma anche senza ricorrere al Codice di diritto canonico, è elementare concludere che chiunque attenti all’unità della Chiesa (che se ne renda conto o no) viene dal maligno e anche se non può nulla contro di essa può ingannare le persone, e quindi gli va impedito di nuocere.
Poi, se questo sacerdote vede, in buona fede, qualcosa di sbagliato nel Papa, faccia come fece S. Francesco e, se lo Spirito Santo è con lui, gli renderà testimonianza anche davanti al Papa.
Ti chiedo scusa se puntualizzo, ma approfitto della tua risposta per ribadire che la dimissione dallo stato clericale non cancella il carattere impresso in eterno dal sacramento dell’Ordine. Un abbraccio in Cristo.
Ricambio volentieri l’abbraccio in Cristo