Da donna svelo le conseguenze sociali della pillola contraccettiva

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La donna “liberata” è dipendente da aziende farmaceutiche e crioconservazione, l’uomo è deresponsabilizzato. Conseguenze della pillola contraccettiva.


 

La “rivoluzione della contraccezione“ ha avuto enormi conseguenze, anche sociali.

Indissolubilmente legata agli anni della contestazione del 1968, iniziò con l’introduzione della pillola per il controllo delle nascite.

Aver separato il momento unitivo, insito per natura nel rapporto sessuale, dal momento procreativo, ha cambiato fondamentalmente il rapporto tra uomini e donne, e NON in meglio.

 

Quando non esisteva la pillola

Quando non esisteva la pillola, i rapporti sessuali nell’immaginario maschile e femminile avevano conseguenze.

Esisteva un “non detto” che suggeriva rispetto, senso del pudore, una sorta di “distanza” per cui gli uomini dovevano impegnarsi in un progetto serio e condiviso, prima di poter accedere al corpo di una donna.

Sembra difficile da credere, ma era noto allora, forse più di oggi, che il sesso poteva portare a gravidanza: non si pensi ad una questione di maggiore o minore alfabetizzazione, bensì di “cultura” in senso lato.

La donna considerava sé stessa e la sua maternità come beni preziosi.

Un tempo faceva pagare a “caro prezzo” il corteggiamento: l’uomo doveva dimostrare di desiderare fortemente quella donna, di essere disponibile a sacrifici e ad impegni.

La pillola ha rimosso tutto ciò.

 


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Pillola contraccettiva e conseguenze

L’uomo è perfettamente consapevole che la donna, assumendo la pillola, gli ha fatto l’enorme favore di “cancellare” la possibilità di gravidanza.

Può quindi accedere al suo corpo senza alcuna preoccupazione in merito ad una propria responsabilità. Sarebbe quindi da stolti pensare di impegnarsi con una sola donna quando si possono avere continuamente relazioni diverse: c’è la pillola!

E poco importa che la pillola, o qualsiasi altro mezzo anticoncezionale, non garantiscano di evitare il concepimento e la gravidanza nel 100% dei casi, inducendo di conseguenza una falsa sicurezza.

Gli esiti di tale “rivoluzione“ sono sotto gli occhi di tutti: oggi nessuno più si sposa; siamo di fronte a un decremento demografico che nemmeno in periodo di guerra ci si poteva attendere.

Ma, soprattutto, è scomparsa la figura dell’uomo che assume un impegno nei confronti di una donna e di una possibile famiglia.

Inoltre, l’orologio biologico non consente di pensare all’infinito alla maternità, quindi o la donna spera che una relazione occasionale possa trasformarsi in qualcosa di serio oppure trova l’escamotage della crioconservazione degli ovuli.

 


Le alternative naturali alla pillola nelle facoltà di Medicina
(23/07/2025)


 

La donna libera diventa cliente

In tutto ciò c’è un unico vincitore: le aziende farmaceutiche.

La vendita della pillola contraccettiva (come di altri mezzi anticoncezionali) garantisce introiti infiniti ma, in confronto a quelli previsti dalle fecondazioni in vitro necessarie dopo la crioconservazione degli ovuli, si tratta di noccioline.

La contraccezione doveva permettere alla donna di non avere l’ingombro e il problema della gravidanza, invece ha dato all’uomo l’arma per evitare a se stesso la responsabilità della paternità.

Ancora una volta, però, visto che la fertilità femminile non è infinita, è la donna che cerca soluzioni “martoriando” il proprio corpo con iperstimolazioni ormonali per sperare di diventare madre oltre il termine naturale previsto.

E così la donna “liberata” è diventata “cliente per sempre“.

Autore

Vittoria Criscuolo

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6 commenti a Da donna svelo le conseguenze sociali della pillola contraccettiva

  • Fabrizia ha detto:

    Sono d’accordo su tutto l’articolo. Aggiungerei soltanto che, “prima”, la donna pagava da sola la gravidanza fuori dal matrimonio anche se erano stati in due a iniziarla; “prima”, le donne erano consumate da gravidanze anche molto numerose e ravvicinate, perché i mariti evidentemente non sapevano né volevano contenersi. Sembra che adesso come prima i maschi abbiano sempre qualche difficoltà a gestire la loro sessualità. Forse non saremmo alla situazione attuale se i maschi fossero stati da sempre educati alla responsabilità. E in Occidente siamo ancora fortunate, perché altrove ci sono i Talebani.

    • G.B. ha risposto a Fabrizia:

      Educati alla responsabilità? Purtroppo l’educazione oggi (sia per i maschi che per le femmine) va in direzione opposta. Ai giovani viene insegnato a fare sesso molto prima che a guidare la macchina.

  • Manlio Padovan ha detto:

    Ad minorem gloriam Dei, che secondo gli stupidi tutto sape e tanto ci ama, sono dovuto arrivare alla non più verde età di ottantadue anni compiuti per leggere che: «La capacità di educare i figli è molto meno diffusa di quella necessaria per metterli al mondo» con quello che ne consegue e che a tutti è noto. Quale contrasto con il famigerato motto idiota e criminale della fede che sollecita il “crescete e moltiplicatevi” al quale tutti noi siamo stati educati. E continuiamo ad esserlo! Ci vuole ben altro che l’idealismo. E lessi quel messaggio per puro caso. Ma ciò che più è straordinario è che quella frase, così piena di serietà e di nobili e reali conseguenze risale al 1919; essa è inserita nell’opuscolo L’ABC del comunismo di Bucharin e Preobrazenskij pubblicato in URSS. E a quella affermazione così educativa, segue quest’altra altrettanto significativa: «Su cento madri, una o due soltanto sono capaci d’essere delle buone educatrici. L’avvenire è dell’educazione sociale.» Questo è senso di responsabilità!
    Certo quella frase è datata ed incompleta dal momento che non c’è alcun riferimento ai padri che, con ogni evidenza, non sono più preparati delle madri.
    Mentre il ricco ed incolto Occidente, con la criminale idiozia del “crescete e moltiplicatevi”, avrebbe generalmente preso atto della inadeguatezza dei genitori al loro ruolo solo nel 1955 col film americano “Gioventù bruciata”; mentre oggi ci accorgiamo, tramite la RAI, di come si aggravi ogni giorno di più il problema del disagio e della fragilità dei giovani ai quali i genitori non sanno trasmettere i fondamentali del vivere di ogni giorno.

    • G.B. ha risposto a Manlio Padovan:

      E’ arrivato alla non più verde età di ottantadue anni e ancora crede alla favola del comunismo?

  • Alfonso ha detto:

    El comercio de óvulos: explotación y riesgo para las donantes – ZENIT – Espanol https://es.zenit.org/2011/09/28/el-comercio-de-ovulos-explotacion-y-riesgo-para-las-donantes/

  • Alfonso ha detto:

    Nunca me voy a cansar de denunciar qué quien convirtió a España en el paraíso de la venta de óvulos fuel joyero y feminista Zapatero; España, el mercado de óvulos de Europa https://eldiario.es/1_9b300b?utm_campaign=botonera-share&utm_medium=social&utm_source=twitter a través de
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