Il furto al card. Simoni: se l’anticlericale è anche analfabeta funzionale

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Le reazioni social al furto subito dal card. Ernest Simoni, con la complicità dei media. Una piccola lezione dei danni dell’analfabetismo anticlericale.


 

Dicesi analfabeta funzionale: chi legge e scrive ma non sa comprendere.

Un caso da manuale sono le reazioni sui social a seguito del furto avvenuto in casa del cardinale Ernest Simoni, a Firenze.

 

Il furto a Simoni e le reazioni social

Invece della normale solidarietà alla vittima, è partita una sorta di gara all’elogio dei ladri.

Il motivo? I titoli di giornale hanno riportato che sono stati rubati 30 mila euro, facendo credere che il cardinale possedesse davvero una tale somma in contanti.

Molti commentatori non aspettavano altro che scatenarsi in insulti e sberleffi rivolti al cardinale. L’offesa più sobria è stata quella di ipocrisia.

 


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Il cardinale e l’appartamento

Peccato che le cose siano diverse da quanto compreso da molti. Basta leggere gli articoli e comprendere. Per l’appunto.

I ladri hanno sfondato un muro e forzato la porta blindata dell’appartamento situato in piazza Duomo, mettendo tutto a soqquadro.

Qui emerge un primo dettaglio: Simoni non vive in una lussuosa residenza privata.

L’appartamento appartiene all’Opera del Duomo ed è riservato ai canonici, per questo il cardinale vi abita.

Simoni ha 98 anni ed è l’ultimo testimone della persecuzione del clero albanese, condannato dal regime comunista a 28 anni di prigionia e lavori forzati.

È assistito dal nipote Antonio e da sua moglie, i quali vivono con lui e gestiscono un ristorante della zona.

 


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Il cardinale e l’appartamento

Il furto si è verificato lunedì scorso, mentre in casa non c’era nessuno, e il valore della refurtiva è stato stimato complessivamente in circa 30 mila euro.

La stima dei danni non equivale all’avere 30 mila euro in liquidità!.

Secondo la cronaca, sono stati portati via pochi contanti, un calice d’oro utilizzato dal cardinale per celebrare la Messa, alcuni monili (presumibilmente della moglie del nipote), medaglie e riconoscimenti, tra cui il Fiorino d’oro con cui Simoni fu premiato dal Comune di Firenze.

Il nipote ha raccontato che, appena ha saputo del furto, lo zio ha soltanto domandato se fossero state danneggiate le statue religiose presenti nella sua stanza. Saputo che erano intatte, ha commentato: «Allora poco male».

 


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Analfabetismo + anticlericalità

La vicenda, come detto, offre un piccolo test di alfabetizzazione.

Leggere «refurtiva stimata in 30 mila euro» e trasformarlo in «il cardinale possedeva in casa 30 mila euro in contanti» significa non aver compreso ciò che si è letto.

E se all’analfabetismo si mischia una forte dose di anticlericalismo, la miscela diventa esplosiva. Si arriva a fare il tifo per chi ruba, purché la vittima indossi una porpora cardinalizia.

Il card. Simoni ha sfidato per decenni il dittatore comunista Enver Hoxha e ha subito per decenni le menzogne del regime sul suo conto. Siamo certi che qualche derisione sui social non lo scalfirà affatto.

Autore

La Redazione

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3 commenti a Il furto al card. Simoni: se l’anticlericale è anche analfabeta funzionale

  • Andreas ha detto:

    L’ ignoranza e la grevità del pressappochismo odierno (non solo anticlericale, ma anche di stampo “cattolico”!) sono forse riusciti in ciò che neppure un regime dittatoriale ha potuto: mortificare la dignità eroica del martirio. Mala tempora currunt: un mondo occidentale abbandonato alla propria stoltezza…

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