La Rivoluzione francese inspirata dall’ideologia massonica

Un interessante saggio di Fulvio Conti, professore di Storia contemporanea presso l’Università di Firenze, ha mostrato la rilevante parte che ebbe la massoneria durante la Rivoluzione francese.

Lo storico, nel suo Dalla condanna al dialogo: tre secoli di relazioni tra Chiesa e massoneria, ben recensito da Paolo Mieli, ricostruisce le condanne della Chiesa alla massoneria a partire dalla lettera apostolica In eminenti (1738), con la quale papa Clemente XII stabiliva il divieto, pena la scomunica, di affiliazione alla massoneria e ad altre associazioni dello stesso tipo.

Ne emerge anche l’evidenza di una sovrapposizione di idee tra la massoneria l’Illuminismo. Diverse logge europee, infatti, si riempirono la bocca con le parole “democrazia” e “libertà repubblicana”, lo stesso Voltaire -affiliato alla loggia parigina Noef Soeurs- presentò gli appartenenti come «cittadini della democrazia massonica». Ma, esattamente come gli illuministi, i membri delle logge europee più si credevano progressisti utilizzando tali terminologie e più si comportavano come «vere e proprie strutture terroristiche» dirette a favorire la conquista francese dei Paesi confinanti.

L’influenza della massoneria sulla Rivoluzione francese, scrive lo storico italiano, «appare indubbia, sia dal punto di vista ideologico (basti pensare all’apporto dato dalle logge alla diffusione dell’idea egualitaria e alla sperimentazione di forme di rappresentanza democratica), sia sotto il profilo organizzativo, con molte figure del mondo liberomuratorio che rivestirono contemporaneamente ruoli direttivi durante l’esperienza rivoluzionaria o nel giacobinismo europeo». Non è un caso -come ha notato Franco Della Peruta in La massoneria nella storia d’Italia (Atanòr) — tutti quelli che raccolsero le bandiere della rivoluzione fecero propri metodi organizzativi e simboli massonici. Ma, secondo Della Peruta, i rivoluzionari si differenziavano dalla massoneria per la pratica attivistica e cospiratoria. Sotto questo aspetto «il terreno sul quale germinarono non è tanto quello delle logge dei Franchi muratori quanto piuttosto quello delle congiure repubblicane del 1794-95, delle cospirazioni patriottico-unitarie del 1798-99, delle esperienze giacobine». Conti accredita le stime secondo cui «nei territori italiani a egemonia francese si contarono circa ventimila affiliati, in larga parte funzionari civili e militari», che frequentarono le logge assieme ai rappresentanti dei ceti emergenti dei commerci, delle imprese e delle professioni.

Non stupiscono affatto questi legami, ben si conoscono infatti gli spiriti anticattolici dei rivoluzionari francesi e saperli inspirati da un fenomeno come la massoneria rende ragione al giudizio del noto filosofo francese Philippe Nemo: «Pur definendosi atee – la massoneria francese ha escluso formalmente l’esistenza di Dio e l’immortalità dell’anima, i socialisti hanno lanciato lo slogan “né Dio né padrone”, il marxismo difendeva il materialismo ateo – queste dottrine hanno assunto la funzione di surrogati religiosi. In effetti, hanno conquistato i popoli europei, già predisposti a prestare fede a chi promette l’avvento del Regno, sfruttando proprio i valori morali del cristianesimo: l’amore per il prossimo, la solidarietà, il disinteresse, il senso del sacrificio. La rigorosa intolleranza con cui i movimenti millenaristi atei hanno attaccato la Chiesa e il cristianesimo è stata perfettamente spiegata da Anatole Leroy-Beaulieu: poiché la Rivoluzione trasformerà completamente il mondo, occorre che tutti credano che il mondo così com’è sia completamente insopportabile. Non si può quindi permettere che permangano, rischiando di influenzare le persone, forme di sapienza che ci ricordano che il mondo è accettabile nonostante tutti i suoi difetti, che esso va migliorato ma non distrutto. Per questo motivo, dovunque questi movimenti hanno conquistato sufficiente potere, hanno lottato con tutte le loro forze contro il cristianesimo, tentando, ove possibile, di “sradicarlo” completamente dalla coscienza europea» (P. Nemo, La bella morte dell’ateismo moderno, Rubbettino 2016, pp. 13, 14).

La redazione

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5 commenti a La Rivoluzione francese inspirata dall’ideologia massonica

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  1. Fratello Sorello ha detto

    La massoneria non ha mai praticato e la sua dottrina non prevede nessuna tortura, nessuna condanna fisica per apostasia e nessun terrore.

    La chiesa è terroristica perchè ha perseguito il suo proselitismo con le condanne a morte:

    “È necessario, ai fini della salvezza, che ogni creatura sia sottomessa al papa.”

    La chiesa è intollerante verso le altre religioni, per questo attacca la massoneria.

    – l’amore per il prossimo e la solidarietà sono sinomini
    – la solidarietà non è un valore morale del cristianesimo, è un valore morale umano presente da sempre nella nostra storia, predicato dal buddhismo molti secoli prima che esistesse il cristianesimo
    – il cristianesimo è finalizzato alla conquista del massimo potere terereno e di ogni bene materiale, infatti la cheisa cattolica è l’istituzione piu ricca del mondo, con un patrimonio incalcolabile
    – il senso del sacrificio è l’esaltazione dle martirio in nome di una divinità , il sacrificio è quello compiuto da Borsellino, sono due cose totalmente diverse.

  2. giuliano ha detto

    La Rivoluzione introdusse “impostazioni” migliorative del vivere civile già presenti nel mondo moderno e qualcosa è rapportabile anche alla sola Rivoluzione. Ma produsse anche molta violenza e morte. Il Mondo Nuovo che la Rivoluzione voleva avviare: a) sul piano politico segnò la fine della Francia allora conosciuta ed introdusse una Francia molto più aggressiva ed ideologizzata; b) per mere valutazioni di bottega (altro che visione politica…) venne elimina e spogliata dei beni tutta l’organizzazione millenaria della Chiesa in Francia (la “spogliazione” si spostò anche in altri Stati, tra cui l’Italia) e sparirono anche centinaia di istituzioni votate all’assistenza degli infermi e all’assistenza dei più poveri); c) l’incameramento dei beni ecclesiastici non comportò un aumento delle condizioni economiche delle classi più umili; d) con la Rivoluzione vennero saccheggiate biblioteche e centri culturali e persero la vita illustri scienziati; e) sul piano artistico le “spogliazioni napoleoniche” depredarono interi Stati (fra cui l’Italia e gli “Staterelli” italiani di allora) e gran parte di questi beni artistici rubati sono ancora in Francia a far bella mostra nei tanto decantati musei francesi. Quel che ha comportato la Rivoluzione nel mondo moderno va rielaborata in termini di somma algebrica fra positivo e negativo (su questo non ci piove) ma va anche precisato che gran parte dei contributi “positivi” c’erano già nella Storia. In questo quadretto idilliaco non fa certo specie l’inserimento dei principi della massoneria nel decorso rivoluzionario.

  3. andrea g ha detto

    Proprio la nefasta influenza massonica, con la sua carica antireligiosa,
    potrebbe illuminare sul come sia potuto succedere che le giustissime istanze
    umane (pensiamo a cosa fosse il delirio delle caste nobiliari, con i loro vergognosi
    sfruttamenti del popolo), abbia potuto produrre, allo stesso tempo, orrori epocali,
    dal genocidio della Vandea al Terrore, dai ghigliottinatori
    ritrovatisi, in pochi anni, ghigliottinati, proseguendo con i massacri
    delle guerre napoleoniche, più varie ed eventuali-

  4. paolo ha detto

    L’illuminismo tedesco è diverso da quello francese: l’illuminismo tedesco non vuole eliminare il cristianesimo, lo vuole sostituire con una nuova religione. Hegel, Hölderlin, Schelling, facevano parte di una comunità
    ideale e avevano stretto un patto; ne facevano parte, oltre a loro tre, Isaac Von Sinclair e almeno altre tre persone; insomma era un cenacolo, un circolo il cui motto era “Ragione e libertà”, “Il regno di Dio venga tra di noi” insieme con “La Chiesa invisibile” e “Mai fare pace con il dogma”. Era una sorta di comunità eterodossa, cosa allora molto
    diffusa nell’ambiente sia tedesco che francese. In alcuni casi queste comunità avevano il volto massonico,anche se Jacques
    D’Hondt, uno studioso francese, ha scritto un libro importante dal titolo Hegel segreto in cui ripercorre questi legami eterodossi, che erano allora molto diffusi; il termine stesso di “Chiesa invisibile”, che era molto usato e che deriva da Kant, indicava più che altro la fraternità massonica come prospettiva.Lessing adotta un punto di vista razionalista superiore all’illuminismo.Lessing riconosce questa presenza della ragione nella religione, idea che Hegel prenderà alla lettera: la religione precede la filosofia.Bisogna ereditare, assorbire, superare,
    inglobare la religione e non bisogna rinnegarla semplicemente o cacciarla, bisogna per così dire prenderla al proprio interno. E’ l’idea del superamento, dell’eredità: è la grande gnosi di Hegel. Questa, è la vera
    sfida per il cristianesimo dall’Ottocento in poi. L’idealismo tedesco si compie – Hegel e Schelling in particolare più che
    Fichte, o meglio anche Fichte – laddove i suoi protagonisti si
    concepiscono come gli apostoli dell’era dello spirito: inizia con loro la terza età del mondo.Geist, spirito, si scrive in tedesco sempre con la lettera maiuscola, come tutti i sostantivi, e non si capisce mai se stiamo parlando dello spirito umano oppure dello spirito divino. Lessing inaugurava quello che poi i romantici chiameranno il “vangelo di Lessing”. L’età che si apre, di cui la Rivoluzione sarà un momento essenziale, è un’età messianica, un’età escatologica.Gioacchino da Fiore, un monaco vissuto tra la fine del XI e gli inizi del XII sec. – il quale sognava una visione totalmente monastica del mondo – diventa con la sua teoria assolutamente insolita nell’ambito della teologia e dell’esegesi, quella per la quale ad ogni figura e ad ogni persona
    della Trinità corrisponderebbe un’epoca storica, diventa, a partire dall’illuminismo tedesco, il paradigma della secolarizzazione moderna.Non c’è secolarizzazione se non c’è teoria delle tre età; e
    questo ci fa capire anche una cosa molto diffusa su cui non si riflette mai e cioè che tutto l’Ottocento è dentro l’idea delle tre età del mondo. Anche in Auguste Comte ci sono tre le età del mondo. E uno si chiede: come mai queste età devono essere sempre tre e
    non quattro o cinque? Sono tre, perché il paradigma è quello teologico, e anche per Comte l’ultima età è quella laica. C’è l’epoca religiosa, quella metafisica e poi da ultima quella scientifico-positiva. Quindi la terza età è laica, è l’eredità del religioso trasformato in un momento laico.Per Lessing, che sappiamo essere appartenuto in maniera dichiarata alla Massoneria – ha anche pubblicato dei dialoghi, Ernst e Falk, dedicati alla massoneria-, la terza età del mondo significa la fraternità, come la immaginava la massoneria. Quindi la terza età del mondo significa la nuova chiesa, la Chiesa invisibile di cui parlava Kant ne La religione nei limiti della sola ragione. Anche Kant pensava che
    voleva una nuova chiesa che doveva essere realizzata non per via rivoluzionaria, ma per via riformista, trasformando i dogmi in precetti morali: insomma, bisognava occupare le facoltà di teologia e trasformare il cristianesimo dall’interno: così avremo una nuova fede, senza feriti né morti e tutto sarà indolore. Questo grande progetto che l’intellighenzia europea coltiva coincide con quello della nuova religione. La nuova religione significa la nuova chiesa, significa il regno di Dio realizzato, significa l’età dello spirito come deve esprimersi,
    che è l’età della ragione. La sofisticazione più raffinata della religione, anzi, nemmeno della religione(intesa come virtù naturale dell’uomo che si rivolge a Dio), ma della essenza del cristianesimo, che è la divinizzazione dell’umano, non l’umanizzazione del divino.

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