Spagna, prete influencer progressista abbandona il ministero

prete lascia sacerdozio Damián María Montes

Damián María Montes lascia il sacerdozio: dalla vanità per il successo alla critica verso la morale sessuale della Chiesa. Lo stesso schema di Alberto Ravagnani.


 

Come in Italia, anche in Spagna.

Mentre i preti più tradizionalisti finiscono per creare comunità scismatiche a loro misura, i sacerdoti più progressisti perdono se stessi dietro alle logiche del mondo.

L’ultimo caso è quello di Damián María Montes, sacerdote redentorista nato a Granada nel 1986 e ordinato nel 2013.

Lo stesso schema seguito dall’italiano Alberto Ravagnani, una coincidenza sorprendente.

 

Chi è Damián María Montes

Damián María è divenuto noto al grande pubblico dopo la partecipazione ai talent show “La Voz España” e “The Voice” e aver vinto il Premio Bravo della Conferenza Episcopale Spagnola nel 2016.

E’ seguito da migliaia di persone sui social e ha costruito la sua immagine pubblica come sacerdote comunicatore e divulgatore.

Negli ultimi anni, tuttavia, le sue posizioni erano diventate sempre più critiche verso alcuni insegnamenti morali della Chiesa, in particolare nell’ambito della sessualità.

 


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Il prete abbandona il ministero

Dopo un lungo periodo di silenzio, ha annunciato ieri sui social network di lasciare definitivamente il sacerdozio, parlando di una decisione maturata dopo anni di interrogativi e conflitti interiori.

Si definisce «grato per ciò che ho vissuto» e con «la coscienza pulita» consapevole di aver «costruito i necessari ponti di dialogo». Tuttavia, allude a «ragioni impellenti», pur senza rivelarle, che «hanno reso il mio servizio missionario estremamente difficile».

Nel video, Montes descrive gli ultimi anni come un periodo «molto triste e molto difficile» e spera che si aprano per lui nuove opportunità, tra cui formare una famiglia.

 


Ti avevo difeso! Ora (ex) don Alberto Ravagnani devi chiarire
(16/03/2026)


 

L’ossessione per la morale (omo)sessuale

Rispettiamo la scelta di Damián María e gli auguriamo il meglio.

Ma pensiamo sia giusto sottolineare alcuni passi del suo percorso che ci paiono significativi.

In particolare si può facilmente constatare che l’ex prete era da tempo più interessato a lanciare moniti alla Chiesa sulla sessualità e sull’“apertura all’omosessualità” piuttosto che parlare della fede e testimoniare Cristo.

Le controversie che hanno riguardato la sua carriera pubblica sono infinite, costellate da dichiarazioni ambigue.

Nel 2025, aveva fatto parlare di sé per aver partecipato alla benedizione rituale di una coppia omosessuale a Madrid. Un anno prima aveva partecipato all’irriverente programma televisivo “La Capitale del Peccato 2.0”.

L’apertura di «un nuovo paradigma nella morale sessuale» era un ritornello frequente nei suoi post su X e a El País rilasciava interviste contro i critici della benedizione di coppie arcobaleno.

 

 

La piattaforma di “evangelizzazione”

Damián María Montes aveva anche fondato iMission, una piattaforma di evangelizzazione.

Molti sacerdoti spagnoli hanno però segnalato che i corsi proposti creassero «confusione riguardo alla dottrina che professiamo», ammonendo che «non siamo qui per intrattenere e fare quello che fanno tutti gli altri, tanto meno per insegnare e creare ambiguità su questioni contrarie al Magistero».

Non sorprende che il co-fondatore della piattaforma e attivista LGBTQ+, Daniel Pajuelo, ha annunciato la sua richiesta di dispensa dal sacerdozio nell’ottobre 2023.

 

ravagnani montes

 

Lo stesso schema di Alberto Ravagnani

E’ inevitabile rintracciare lo stesso schema seguito dall’italiano Alberto Ravagnani.

E non solo perché il video in cui entrambi annunciano l’abbandono del ministero è sorprendentemente simile: stesse inquadrature, stessa costruzione scenica, stesso copione, stessa entrata in scena, stesso tono.

Entrambi influencer, entrambi sedotti dalla vanità per l’enorme seguito, entrambi hanno lentamente spostato il focus da Dio a Io, entrambi si sono lentamente abbandonati a predicare le logiche secolari della (omo)sessualità, entrambi hanno smesso gradualmente di indossare l’abito talare ed entrambi ha abbandonato il ministero sacerdotale.

Due storie diverse, in contesti diversi, ma accomunate dalla stessa dinamica.

Alberto e Damián María ci ricordano che l’evangelizzazione è sempre una strada a doppio senso: si può portare Cristo nel mondo, ma si può anche finire per farsi evangelizzare dal mondo, portando le sue ossessioni mondane dentro se stessi e dentro la Chiesa.

Autore

La Redazione

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