Il card. Ruini tra Bergoglio e Messa in latino: lo scoop che non c’è
- Ultimissime
- 20 Giu 2026

Il blog “Messa in Latino” arruola Ruini contro Papa Bergoglio usando un testo del 2016. Pochi mesi fa però il cardinale respinse il Rito preconciliare.
A pochi giorni dalla morte spunta un “testamento spirituale“.
La morte del card. Camillo Ruini ha commosso, addolorato e riacceso polemiche sul ruolo della Chiesa in Italia.
Su UCCR abbiamo manifestato gratitudine per l’epoca ruiniana, usando le parole del cardinale per replicare ai suoi tanti avversari.
I progressisti contro Ruini
Molti di questi avversari culturali sono cattolici e di orientamento progressista. E in questi giorni si stanno “scatenando”.
Fabrizio Mastrofini (su “L’Unità”) lo ha dipinto come «la voce bruta della reazione che tentò di imporre lo stato etico».
Mentre Luca Kocci (“Il Manifesto”) la ha condannato per l’uso «della religione come strumento politico» (invece l’astro nascente della “sinistra religiosa” internazionale, James Talarico, è visto come un idolo).
Nei giorni precedenti Francesco Antonio Grana (“Il Fatto Quotidiano”) gli ha affibbiato il nomignolo di “Richelieu della politica italiana” e Marco Damilano (“Domani”) lo ha definito “l’ispiratore della clerico-destra”.

Il card. Ruini, ma quali ingerenze! Una fede libera, non chiusa in sacrestia
(17/06/2026)
I tradizionalisti: “Ruini contro Bergoglio”
Anche l’area tradizionalista si è data da fare.
In particolare con lo “scoop” del blog “Messa in Latino” (gestito da Luigi Casarini e figli) che ha pubblicato un testo inedito del card. Ruini ricevuto da «fonti in altissimo loco» e presentato come “testamento spirituale”.
E’ stato scritto dieci anni fa, il 3 giugno 2016.
Come mai tutto questo interesse?
Perché in un breve passaggio, l’ex presidente della CEI parla di Papa Francesco rivelando di aver gioito alla sua elezione e di esserne stato «subito un suo sostenitore» e «anche oggi», cioè dieci anni fa, «mi rallegro e lo ringrazio per il suo straordinario slancio evangelizzatore».
Tuttavia ammise anche «di trovarmi in una situazione di disagio, non certo per motivi personali ma perché fatico a comprendere alcuni orientamenti che mi sembrano riaprire ferite, dopo il Concilio a stento medicate».
Perciò, chiese «umilmente al Signore di convincermi interiormente che la Chiesa è sua e che Egli stesso ne ha cura, al di là delle nostre vedute umane».
Il testamento è stato rilanciato e tradotto dai vaticanisti vicini al blog: l’ex femminista Franca Giansoldati (“Il Messaggero”), Niwa Limbu, Edward Pentin e Diane Montagna.
Il testo del card. Ruini è molto lungo e articolato, ma a questi giornalisti sembra interessare solo l’affondo su Francesco. E lo presentano come «l’ultima confessione» anche se risale al 2016.

Ruini: uno scoop che non c’è
Non si capisce dove stia lo scoop.
Le osservazioni sul pontificato di Francesco sono state espresse in modo più approfondito dal card. Ruini in un’intervista al “Corriere” nel febbraio 2026, pochi mesi prima della sua morte.
In quella recente occasione, dopo aver mostrato la foto di Bergoglio alle sue spalle, il cardinale spiegò ad Aldo Cazzullo le difficoltà avute con lui: «Più che deluso, sono stato sorpreso», disse.
Il bilancio del pontificato lo ritenne «complesso, con aspetti molto positivi e altri assai meno». Ne apprezzò «il grande coraggio» e ne criticò l’aver tenuto «troppo poco conto della tradizione».
Ruini avanzò critiche anche a Benedetto XVI per la «decisione sbagliata» di dimettersi.
Chi oggi ignora questa visione più articolata, rilanciando soltanto le frasi più critiche e risalenti al 2016, sta evidentemente adattando il pensiero di Ruini alle proprie esigenze narrative.
E’ lo stesso errore dei progressisti che dimenticano appositamente che le stesse preoccupazioni etiche del cardinale furono ribadite, con toni assai più severi e interventistici (si pensi ai medici abortisti chiamati “sicari”), da Papa Francesco.
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Il card. Ruini e la Messa in latino
C’è poi un altro elemento che rende curiosa l’operazione editoriale tradizionalista.
Nella stessa intervista al “Corriere”, infatti, Ruini affrontò direttamente il tema della liturgia antica.
Alla domanda se avesse voluto un ritorno alla Messa in latino, la risposta fu inequivocabile: «Certamente no. È molto importante che la gente comprenda il linguaggio nel quale si celebra». Smarcandosi dall’etichetta di “tradizionalista“, Ruini aggiunse: «Tradizione non vuol dire tornare indietro».

Si tratta di affermazioni difficilmente conciliabili con gli obbiettivi dei blog che vorrebbero il ripristino della liturgia antica e di chi si batte contro il motu proprio “Traditionis Custodes” con cui Francesco ha limitato la celebrazione in latino.
Eppure, proprio loro oggi sembrano voler arruolare Ruini, evitando le sue parole più recenti e rilanciando lo “scoop” del testamento spirituale.
Conoscendo il coraggio e la trasparenza di don Camillo, difficilmente avrebbe apprezzato questi tentativi poco leali.


















5 commenti a Il card. Ruini tra Bergoglio e Messa in latino: lo scoop che non c’è
Niente, non ce la fanno proprio i tradizionalisti. Evidentemente abituati al latino comprendono male l’italiano… sempre ammesso comprendano il primo
Fraternamente, penso che molti dei cosiddetti tradizionalisti che rifiutano per esempio il Concilio Vaticano II o mettono in dubbio l’autorità/legittimità degli ultimi Papi compiono l’errore di ergersi ad arbitri della purezza della fede. Eppure Cristo ha pregato che la fede di Pietro non venga meno (Luca 22,32) e ha assicurato che le porte degli inferi non prevarranno sulla sua Chiesa (Matteo 16,18)
Ho scritto molti dei cosiddetti tradizionalisti… tutti coloro che mettono in dubbio la legittimità dei Pontefici o del Vaticano II compiono quell’errore per me…
Ho come l’impressione che tu conosca poco le sequenze evangeliche:
– è assolutamente vero che in Luca (22.32) si legge: “ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno”,
– ma non dimenticare che, sempre in Luca (22.57-60) poi si legge: “O donna, non lo conosco! O uomo, non lo sono! O uomo, non so quello che dici!”.
Io, quando era il Vicario di Cristo. ho quasi ogni giorno pregato mattina e sera per Papa Francesco: tu lo hai fatto?
La lettera di Ruini fu scritta il 3 giugno 2016.
“Amoris laetitia fu pubblicata il 19 marzo 2016.
A chi mi accusa di tradizionalismo legga i miei commenti qui: https://www.uccronline.it/2015/11/22/il-card-ruini-da-una-bella-lezione-agli-antibergogliani/