Clamoroso dietrofront: alla Caritas monete da tutte le fontane romane

monetina fontana treviIl sindaco Virgina Raggi si “pente” e garantisce alla Caritas le monete della fontana di Trevi e aggiunge quelle di tutte le altre fontane. Un riconoscimento per il principale ente caritatevole della città, che ogni giorno aiuta gratuitamente centinaia di cittadini romani. Un “presidio di umanità”, secondo il quotidiano rosso l’Unità.

 

Non solo le monete raccolte nella Fontana di Trevi a Roma resteranno alla Caritas diocesana, ma anche le monete raccolte in tutte le altre fontane della Capitale saranno destinate all’organismo caritativo diocesano, per un totale approssimativo di 200.000 euro aggiuntivi.

Un dietrofront clamoroso quello di Virginia Raggi, sindaco di Roma, che -scrivendo a l’Osservatore Romano ha negato di aver «mai pensato di privare la Caritas di questi fondi». Si parla delle monetine lanciate dai turisti nella vasca di Trevi che, da decenni, il Comune dona all’organismo caritatevole più importante e presente sul territorio per contribuire all’aiuto quotidiano di migliaia di cittadini romani. Per la Raggi sarebbe stato un malinteso, in realtà l’atto esecutivo di espropriazione delle monete (si parla di un milione e mezzo di euro ogni anno) è stato deciso dal consiglio comunale il 28 dicembre scorso, su proposta dell’assessore Laura Baldassarri.

 

Virgina Raggi: “garantisco io, la Caritas non si tocca: aiuta i romani”

La notizia ha generato un polverone tale che il sindaco romano è corso ai ripari, non solo fermando l’atto ma aggiungendo la donazione alla Caritas di tutte le monete gettate nelle altre fontane romane. «La Caritas e tutte le migliaia di persone assistite dai suoi operatori», ha spiegato ieri, «possono stare tranquille. Garantisco io, in prima persona, che non verrà mai meno il contributo di questa amministrazione. L’ente diocesano svolge un compito importante per tanti bisognosi e per la città di Roma che vuole continuare a essere la capitale dell’accoglienza dei più deboli».

Secondo i dati del 2017, più di 48 mila famiglie si sono rivolte alla Caritas di Roma, di cui il 43% sono italiani e il 68% sono donne. Per loro sono stati erogati 350 mila pasti, 200 mila pernottamenti, 15 mila prestazioni sanitarie, 40 mila visite domiciliari a malati e anziani. Un’opera che ha coinvolto seimila volontari, cinquemila studenti e 12 mila pellegrini.

 

Sconfitta della laicità?

Ma anche il plateale dietrofront ha generato a sua volta polemiche, non solo interne ai 5stelle, e le solite urla alla laicità perduta, si veda l’odierno editoriale di Mario Ajello su Il Messaggero. E’ ovvio che è nel pieno diritto del comune di Roma decidere a chi destinare le monete lanciate nelle fontane presenti sul suo territorio e nessuno intende togliere a Cesare ciò che è di Cesare, ma il rapido “pentimento” dell’amministrazione comunale dopo le polemiche stride parecchio con il racconto di una presenza cattolica ininfluente sul territorio italiano, rappresentato da una Chiesa debole e priva di seguito popolare.

Inoltre, il riconoscimento laicissimo di Virginia Raggi (paladina Lgbt, ricordiamolo) all’operato della Caritas, andrebbe preso più sul serio. Ci sono certamente tante altre realtà caritatevoli nella Capitale, sia cattoliche che laiche, ma i disoccupati, i padri divorziati, i senzatetto, gli immigrati, le donne in difficoltà, gli anziani soli, la fila per avere tutti i giorni un piatto caldo gratuito la fanno davanti a questo ente diocesano. A chi si rivolgono gli oltre diecimila cittadini romani indigenti? Lo ammette la stessa Raggi che, arrivata al vertice dell’amministrazione comunale (al contrario degli attivisti grillini che criticano la sua marcia indietro, sul web), ha preso pieno possesso della realtà: «Credo che le parrocchie rappresentino un baluardo importante per la tenuta del territorio. Spesso le parrocchie e i centri di volontariato rappresentano le frontiere all’interno della città, il luogo in cui ci si confronta e si cresce insieme». Ecco perché sarebbe certamente legittimo, ma insensato e controproducente per i suoi stessi cittadini, privare la Caritas di questi fondi.

 

Il premier Conte annulla l’iper-tassazione del no-profit: “un errore”

Infine, restando in argomento, lo stesso ragionamento dev’essere balenato nella mente del premier Giuseppe Conte. Il quale, come la Raggi, ha personalmente garantito che il terzo settore -in gran parte rappresentato dalle opere caritatevoli cattoliche- non verrà ulteriormente tassato con l’Ires. «Quando si sbaglia bisogna ammettere l’errore», ha dichiarato ieri, Conte. Dopo l’incontro con i rappresentanti del “settore solidarietà”, «abbiamo convenuto di tornare al regime precedente». Il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a nome del Terzo settore, ha ringraziato il premier e «quanti – non da ultimo le testate giornalistiche – si sono adoperati per evitare il raddoppio della tassazione sugli enti che svolgono attività non profit».

 

Quando perfino l’Unità celebrava la Caritas: “un presidio di umanità”

«Quando si è stretti nella morsa degli usurai o quando improvvisamente ci si scopre poveri», scriveva qualche anno fa L’Unità, l’ex organo di stampa del Partito Comunista Italiano. «Quando si è persa la casa e gli affetti e con loro la dignità e l’umanità. Per chi vive queste situazioni drammaticamente “consuete” in questi tempi di crisi, incontrare la Caritas significa trovare un ricovero, una risposta al bisogno immediato, avere di fronte qualcuno disposto con competenza di ascoltare e prendersi cura. È un’occasione per risalire la china dell’emarginazione sociale». E ancora: «E’ stato così per tanti in questi anni. Qualcosa di più della semplice assistenza e di diverso dall’elemosina. Un presidio di umanità. Sia per chi ha usufruito dei servizi, sia per quell’esercito di volontari che hanno arricchito di senso loro vita».

La redazione

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2 commenti a Clamoroso dietrofront: alla Caritas monete da tutte le fontane romane

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  1. Marco ha detto

    E’ smaccatamente evidente che Conte , ex- Casa Nazareth , sia l’ uomo di fiducia del Vaticano dentro il Governo italiano. Uno che fara’ sempre gli interessi della Chiesa , interessi pecuniari
    Intendo.
    E cosi’ anche in questo governo giallo-verde sono riusciti ad avere il loro uomo. Sono in gamba i preti.

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    • Norberto ha detto in risposta a Marco

      Non vedo nulla di male in legami di stima e di amicizia, esattamente come Scalfarotto era l’uomo di fiducia dell’Arcigay e tu non ti lamentavi. Con la differenza che la Chiesa è un’autorità morale da secoli, prima ancora che esistesse lo Stato italiano, e aiuta ogni giorno i cittadini italiani (in Italia, poi da moltiplicare per ogni paese del mondo in cui è presente). I preti sono in gamba per questo e i politici fanno bene ad ascoltarli, anche perché sono i preti cattolici ad aver inventato la laicità di Stato, cosa che non esisteva nel paganesimo e nell’Impero romano.

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