Se perfino “L’Unità” celebra l’operato della Caritas…

In occasione del 40° anniversario della Caritas Italiana, perfino l’ex organo di stampa del PCI ha dovuto riconoscere l’impegno della Chiesa nel mondo: «Quando si è stretti nella morsa degli usurai o quando improvvisamente ci si scopre poveri. Quando si è persa la casa e gli affetti e con loro la dignità e l’umanità. Per chi vive queste situazioni drammaticamente «consuete» in questi tempi di crisi, incontrare la Caritas significa trovare un ricovero, una risposta al bisogno immediato, avere di fronte qualcuno disposto con competenza di ascoltare e prendersi cura. È un’occasione per risalire la china dell’emarginazione sociale».

Il vaticanista dell’Unità, Roberto Monteforte, continua: «E’ stato così per tanti in questi anni. Qualcosa di più della semplice assistenza e di diverso dall’elemosina. Un presidio di umanità. Sia per chi ha usufruito dei servizi, sia per quell’esercito di volontari che hanno arricchito di senso loro vita». E probabilmente con grandissimo disappunto da parte di Marco Politi, non esita a dire: «È un merito della Chiesa italiana».

Il giornalista parla della grande ramificazione della Caritas sul territorio nazionale, «una presenza spesso scomoda per il potere e per le istituzioni. Un testimone straordinario di questa fedeltà al Vangelo e all’uomo è stato nella Roma degli anni ‘80 monsignor Luigi Di Liegro. Il primo direttore della Caritas diocesana era in prima linea dove scoppiavano le emergenze: tra i senza casa che avevano occupato i locali abbandonati della Pantanella, tra i malati di Aids, tra i poveri e i barboni cui assicurava un tetto, un pasto caldo, assistenza sanitaria e accoglienza. Di Liegro invitava a guardare alle cause del disagio, alle ingiustizie che offendevano l’uomo. Senza timore ha denunciato chi speculava sulle aree e sul lavoro. Perché considerava la fedeltà al Vangelo più forte del potere economico e politico, della difesa degli interessi dei potenti. Ha pagato il prezzo dell’incomprensione e dell’isolamento, ma la sua testimonianza ha reso credibile la Chiesa di Roma e ha dato frutto».

La Caritas si è ramificata nelle parrocchie, continua. Ha operato nelle zone di frontiera più difficili. Giovani, minori, immigrati, donne in difficoltà, anziani soli ed oggi sempre più i «nuovi poveri»: «gente normale», di ceto medio, precipitata improvvisamente nel disagio, aiutati dai «centri di ascolto», dagli «Osservatori delle povertà» e dai «laboratori» delle parrocchie e gli oltre 14 mila servizi socio-sanitari.

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26 commenti a Se perfino “L’Unità” celebra l’operato della Caritas…

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  1. Pino ha detto

    siamo nel 2011, mi verrebbe da dire che se l’ha capito anche l’Unità l’hanno capito proprio tutti….o quasi. Del resto non possiamo pretendere che i comunisti ed i loro discendenti diretti siano veloci di comprendonio. Hanno impiegato 80 anni per capire che il comunismo non era esattamente il paradiso terrestre quando Papa Pio IX nel 1864, ben 147 anni fa e tre anni prima della pubblicazione del Capitale di Marx, definiva Socialismo e Comunismo “pestilenze dell’umanità” (Sillabo). Il Papa avvertiva l’umanità del pericolo costituito da ideologie che predicavano l’avvento di un mondo nuovo senza Dio e contro Dio. Vediamo se l’Unità avrà ancora qualcosa da dire sull’ICI che, secondo loro, la Chiesa non paga o altre amenità del genere.

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    • nicola ha detto in risposta a Pino

      Confondi i radicali con i comunisyi ( comunisti italiani standard, tipo Berlinguer, D’Alema, ecc.). Il fatto che i radicali siano riusciti a far accettare le loro posizioni inquinando la sinistra comunista non significa che certe idee siano nate a sinistra ( comunista).
      Poi bisogna riconoscere che molti sedicenti cattolici oredicano bene ma razzolano male al contrario di moltissimi comunisti che predicano male ma razzolano bene, ad esempio sulla famiglia e su altre questioni.

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    • Larry SFX ha detto in risposta a Pino

      Guarda che sull’ICI l’Unità si era già espressa, dicendo che la Chiesa paga.
      Giudicate voi…

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  2. Giorgio P. ha detto

    Quante mense per i poveri ha aperto il PCI?

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    • Carmine ha detto in risposta a Giorgio P.

      Probabilmente ne ha chiuse parecchie, solo per il fatto che erano gestite da religiosi probabilmente. Oggi il PCI ha passato il testimone ai radicali.

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      • Alessandra ha detto in risposta a Carmine

        i Quali vogliono fare pagare l’Ici alle mense della caritas perchè fanno concorrenza al ristorante di fonte magari! 🙂

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      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Carmine

        Non confondiamo il PCI coi radicali. Togliatti volle un richiamo al concordato in costituzione i radicoli voglio denunciare il concordato.

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        • gabriele ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

          si, però altri tempi
          ora prc, pdci e simili sono radicaleggianti, con proposte come matrimonio omosex, etc.
          gli ultimi comunisti modello togliatti sono questi http://www.pmli.it/

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          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a gabriele

            Vero, se avessero detto a Berlinguer di legalizzare i matrimoni gay rideva in faccia ai proponenti.

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            • Pino ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              mi scusi Enrico, il PD, diretto discendente del PCI con l’aggiunta dei cattocomunisti è diventato un partito radicale di massa, quindi è proprio nella ideologia marxista che c’è il baco del laicismo che, da piccole elite radicaleggianti e radical chic, si è trasferito alla più ampia platea dei suoi elettori. L’atteggiamento del PCI nei confronti della Chiesa era ovvio e strumentale, Togliatti sapeva benissimo che da uno scontro frontale con la Chiesa in Italia sarebbe uscito distrutto, e quindi assunse un atteggiamento di compromesso. Prima delle elezioni del 1948, quando sembrava potessero essere vinte dalla sinistra (anche sulla base dei risultati delle elezioni del 1946 per l’Assemblea Costituente) Togliatti ebbe un incontro segreto con Pio XII perchè aveva capito benissimo che occorreva raggiungere un modus vivendi pacifico con la Chiesa. Il leader comunista uscì dall’incontro che era di tutti i colori, non sapeva neppure da che parte fosse girato. Pio XII lo trattò come una pezza da piedi, lo attaccò ricordandogli quanto stava accadendo alla Chiesa nei Paesi dell’Europa orientale finiti sotto la dittatura comunista. Poi ci fu l’impegno diretto della Chiesa nelle elezioni del 1948 che spostarono 10 punti percentuali e sancirono la disfatta dei rossi salvando l’Italia dalla dittatura comunista.
              Altri tempi, altra consistenza delle gerarchie, oggi dobbiamo accontentarci di Bagnasco, Rosy Bindi, Franceschini e del “cattolico” Renato Balduzzi come ministro della sanità del governo Monti, “cattolico” che ha scritto i DICO per Rosy Bindi.

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  3. Mr. Crowley ha detto

    Si’ ma se per caso un vescovo di Santa Romana Chiesa, chiunque esso sia, volesse andare in una scuola pubblica, allora qualcuno (uno a caso, ovviamente) si appella alla laicita’ per impedirlo.

    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/vescovo-a-scuola-Vietato-impedirlo.aspx

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    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Mr. Crowley

      Altra figuraccia.Quante volte l’ateo con moralità Napolitano ha dato ragione a Carcano?

      Basta vedere i loro giudizi su Napolitano.

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  4. Sophie ha detto

    Mi fa molto piacere che la Caritas sia stata elogiata. Io ne faccio parte e vi assicuro che fa davvero tanto per chi ha bisogno: Italiani, extracomunitari, musulmani, poveri, disagiati,gente praticamente abbandonata da tutti, ecc. Si dà loro un pasto caldo, cibo da poter cucinare anche a casa, vestiti, si cerca un lavoro per chi non ce l’ha, si dà una mano agli stranieri ad orientarsi meglio, supporti anche economici nei casi più estremi, una casa, si offre il proprio tempo per ascoltarli o semplicemente gli si dà la possibilità lì di farsi una doccia se ne hanno bisogno… Io credo che quelli che fanno dell’anticlericalismo una missione di vita e un’ideologia vera e propria, dovrebbero informarsi di più su quello che fa la Chiesa per gli altri prima di sputare sentenze.

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    • Ugo ha detto in risposta a Sophie

      Cara Sophie…complimenti per quello che fa innanzitutto! Gli anticlericali di professione giocano proprio sulla disinformazione propria e degli altri, purtroppo.

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      • Sophie ha detto in risposta a Ugo

        Infatti Ugo mi dispiace dirlo, ma a volte ho impressione di vivere in una società di lobotomizzati schiavi della società, che dicono tutti la stessa cosa all’unisono come fossero un disco rotto col terrore di andare contro corrente. Qualcuno dice che a Medjugorje è tutto falso (senza manco abbassarsi ad andare a constatarlo di persona, non sia mai eh!), allora tutti a dire che lì di vero non c’è nulla; qualcuno dice che i preti sono tutti pedofili e tutti a dire che i preti sono pedofili; qualcuno dice che chi crede lo fa solo perchè è un analfabeta e giù tutti quanti a dire che i credenti sono tali perchè ignoranti. Parola d’ordine: rispettare l’ideologia anticlericale senza informarsi e senza pensare con la propria testa e ovviamente seguendo il più possibile le mode sella società (perchè l’anticlericalismo è una moda), spacciandosi poi per non so quale motivo per trasgressivi e liberi pensatori. E saremmo noi le pecorelle?! Per me i veri trasgressivi allora sono i cristiani. Noi non siamo figli della società ma figli di Dio…

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        • joseph ha detto in risposta a Sophie

          “Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo”

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          • Sophie ha detto in risposta a joseph

            Io mi sono convertita un anno e mezzo fa (ero una scettica) e mai avrei immaginato che ci fosse un tale astio verso i cristiani, nè avrei mai pensato che in una società che dice di essere democratica bisognasse giustificarsi per il fatto di essere credenti. Sto vedendo delle cose incredibili. Ma scherziamo!?

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            • Panthom ha detto in risposta a Sophie

              Purtroppo no, ma d’altra parte Cristo lo disse poco prima della passione, “sarete torturati a causa mia”.

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