James Watson, un Nobel razzista che crede all’ateismo scientifico

James Watson, dna e doppia elica. Revocati i titoli onorari a causa di ennesime frasi contro neri, ma il razzismo è un passo coerente con il suo credo materialista: l’uomo è totalmente riconducibile al suo materiale genetico. «La cultura cristiana», scrive lo storico ebreo Lèon Poliakov, «è sempre stata antagonista alle teorie razziste».

 

Il noto biologo James Watson ci è ricascato. In una recente intervista è tornato a parlare delle “differenze genetiche” di intelligenza fra bianchi e neri ed il Cold Spring Harbor Laboratory ha deciso di revocare i titoli onorari consegnati al suo storico leader. Questa la notizia di oggi sui giornali.

Watson è un biologo statunitense ritenuto “uno dei padri del Dna”, per il quale ha vinto il Nobel per la Medicina nel 1962. Amatissimo dal matematico Piergiorgio Odifreddi, che lo omaggia con definizioni come «il più famoso scienziato vivente» e «noto anticonformista». Così anticonformista che nel 2007 disse che «i neri sono meno intelligenti dei bianchi» e che l’idea che «l’eguaglianza della ragione condivisa da tutti i gruppi razziali si è rivelata una delusione» tanto che «chi ha a che fare con dipendenti di colore pensa che questo non sia vero» (da notare che Odifreddi pubblica i suoi elogi a Watson 7 anni dopo queste frasi, divenute nel frattempo di dominio pubblico). Concetto ribadito poche settimane fa e che gli è costato la revoca dei suoi titoli onorari e la confutazione delle sue tesi da parte della comunità scientifica.

 

Watson vinse il Nobel rubando il lavoro di Rosalind Franklin.

Quel che sui quotidiani non viene però scritto è che Watson vinse il Nobel per la scoperta della struttura elicoidale del DNA, appropriandosi in gran parte del lavoro di Rosalind Franklin (morta poco dopo di cancro) e servendosi dei suoi lavori non ancora pubblicati. Tanto che l’università di Harvard si rifiutò di pubblicare il celebre libro di Watson, “La doppia elica”, in cui si vantava della scoperta. La vicenda è approfondita in B. Maddox, Rosalind Franklin. La donna che scoprì la struttura del dna (Mondadori 2002).

 

Il biologo idolo della comunità ateista: “La vita è solo questione di chimica”.

Occorre anche ricordare che James Watson è sempre stato un idolo della comunità anti-teista americana, alla stregua di Dawkins e dell’etologo E.O. Wilson. Una nota di colore: l’ateo più famoso del mondo, Richard Dawkins, difese lo stesso Watson quando quest’ultimo sostenne il diritto delle donne ad abortire se dalle analisi fosse emersa l’omosessualità del suo bambino (negli Stati Uniti i neodarwinisti sono contrari agli omosessuali perché li ritengono un danno alla proliferazione della specie).

Watson non ha mai fatto mistero del suo “ateismo scientifico”. Basta leggere il suo libro, Dna, il segreto della vita (Adelphi 2004) per scoprire quanto sia orgoglioso che l’aver scoperto il «segreto della vita» abbia di fatto confermato «la rivoluzione del pensiero materialistico dell’Ottocento». Per il quale, la vita umana non sarebbe «nulla di speciale, nient’altro che una questione di chimica», mentre l’uomo è «il prodotto di lanci casuali dei dadi della genetica» (p.415). Nel 1997, il nobel Watson firmò a favore della clonazione umana, perché «non esiste un’anima immortale ma soltanto processi elettrochimici». Invocò anche l’eugenetica e la selezione sessuale: «Lasciateci liberare la società dai difetti genetici». «C’è qualcosa di divino all’interno di una cellula, qualcosa che si chiama vita?», si domandò ancora Watson. «La doppia elica rispondeva a questa domanda con un “no” definitivo» (p. 415). E’ un’affermazione forse ancor più sciocca di quella dell’astronauta russo, Jurij Gagarin, che, reduce dal suo giro attorno alla terra (1961), proclamò: «Sono stato nello spazio, ma lassù non ho visto alcun dio».

 

Il genetista Francis Collins si convertì grazie alla scoperta del DNA.

Il religiosità pagana, animista. Anzi, a ben vedere, la doppia elica ha confutato il panteismo di Baruch Spinoza e l’anima mundi di Giordano Bruno, perché ha escluso il vitalismo magico interno alla materia (una “materia divina”) che nulla ha che vedere con il cristianesimo, per il quale ogni cellula è sottoposta interamente alle leggi naturali. E’ sul principio generatore di queste leggi che la scienza, con buona pace di naturalisti e tardo-positivisti ottocenteschi, cede il passo alla riflessione filosofica e metafisica.

Lo ha osservato uno dei maggiori esperti mondiali di fisica gravitazionale teorica e di cosmologia quantistica, il fisico Don Page: «Come cristiano ritengo che le leggi fisiche dimostrino la fedeltà di Dio e gli schemi che ha utilizzato, seppur non siano per Lui vincolanti. Vediamo tanta bellezza matematica, semplicità ed eleganza nell’universo fisico, nelle equazioni dinamiche che Dio ha creato, in un certo senso le leggi fisiche sembrano essere analoghe alla grammatica e al linguaggio che Dio ha scelto di usare». Ed il genetista che ha decifrato il DNA umano, Francis Collins, è noto per essersi convertito al cristianesimo dopo quella scoperta: «Ero sbalordito dall’eleganza del codice genetico umano. Mi resi conto di aver optato per una cecità volontaria e di essere caduto vittima di arroganza, avendo evitato di prendere seriamente in considerazione che Dio potesse rappresentare una possibilità reale».

 

Dall’ateismo scientifico al razzismo il passo è breve.

Come ha ben osservato il saggista Francesco Agnoli, è proprio da questi suoi convincimenti riduzionistici che prende piede il convinto razzismo di Watson. «Se il dna è tutta la vita, e se tutta la vita è riconducibile al dna, allora ogni distinzione tra uomo e uomo, e ogni alterità tra uomini e animali, è riconducibile solo ed esclusivamente ad esso», scrive Agnoli. «Di qui al razzismo il passo è breve: la differenza di sviluppo tra bianchi e neri non deriverebbe da dissimili cultura, storie ed educazioni, ma da fattori genetici, e come tale sarebbe incolmabile, eterna, immutabile» (F. Agnoli, Perché non possiamo essere atei, Piemme 2009, p.102).

Bisognerebbe ascoltare anche Lèon Poliakov, tra i principali studiosi del genocidio ebraico e dell’antisemitismo razzista (citato nel nostro dossier). «Il rifiuto di vedere l’uomo creato a immagine di Dio», ha scritto, «fu in buona parte alla base del pensiero determinista e razzista del XIX secolo. Infatti la tradizione giudaico-cristiana era “antirazzista” e “antinazionalista” […]. Per questo l’antropologia della Chiesa ha sempre giocato un ruolo di un freno estremo alle teorie razziste» (L. Poliakov, Il mito ariano, Editori Riuniti 1999, pag. 245,246,370,371).

La redazione

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111 commenti a James Watson, un Nobel razzista che crede all’ateismo scientifico

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  1. Alèudin ha detto

    Volevo solo dire che in realtà Jurij Gagarin reduce dal suo giro attorno alla terra (1961)in realtà non proclamò mai: «Sono stato nello spazio, ma lassù non ho visto alcun dio».

    E’ stata la propaganda comunista ad avergliela “messa in bocca”, sembra addirittura ch Jiuri fosse cristiano ortodosso tanto da far battezzare le sue figlie.

    • Alèudin ha detto in risposta a Alèudin

      Si certo, tanto è vero che la prima legge contro la schiavitù è stata promulgata da un papa nel 1450 circa…

      Inoltre non si contano i cristiani che si sono volontariamente sostituiti agli schiavi per liberarli.

      Roberto, ti ho già detto che piuttosto che fare le figure dell’imbecille è meglio studiare e approfondire.

      • Gianluca C. ha detto in risposta a Alèudin

        tanto è vero che la prima legge contro la schiavitù è stata promulgata da un papa nel 1450 circa

        Ti riferisci forse a Niccolò V, il quale con le bolle Dum diversas del 18 giugno 1452 e Romanus Pontifex dell’8 gennaio 1455 concesse ad Alfonso V re del Portogallo la facoltà di “conquistare e soggiogare i regni, le città e i territori detenuti da saraceni, pagani, infedeli e altri nemici di Cristo, di impossessarsi dei loro beni mobili e immobili e di ridurne gli abitanti in schiavitù perpetua“?

        • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

          Il Magistero insegna che “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.”.

          Utilizzando frasi parziali ed estrapolate dal loro contesto puoi benissimo affermare tutto ed il contrario di tutto: tu, ad esempio, puoi forse smentire di aver scritto “di ridurne gli abitanti in schiavitù perpetua”?
          Tu potresti obiettare che riporti il pensiero di altri, però non è assolutamente smentibile che quelle parole le hai scritte tu e quindi, se quelle parole le hai scritte tu, sei tu che, oltre ogni ragionevole dubbio, hai messo nero su bianco “di ridurne gli abitanti in schiavitù perpetua”.

          Che poi perfino taluni Papi si esprimano attraverso concetti che, ad una lettore superficiale paiono in contrasto con il Magistero, è attualità…

          Per tornare però al tema, James Watson ha detto o non ha detto un’emerita cazzata?

          • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

            Per tornare però al tema, James Watson ha detto o non ha detto un’emerita cazzata?

            Assolutamente no! Le migliori menzogne, su quello che affermano le persone, sono quelle in cui si estrapolano determinate loro affermazioni dal contesto in cui sono state pronunciate e le si applicano ad altri contesti. Non è assolutamente smentibile che quelle parole le ha scritte UCCR e quindi, se quelle parole le ha scritte UCCR, è UCCR che, oltre ogni ragionevole dubbio, ha messo nero su bianco “i neri sono meno intelligenti dei bianchi”

            • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

              Per sostenere questo dovresti però dimostrare che l’affermazione di James Watson «i neri sono meno intelligenti dei bianchi», sono state isolate “dal contesto in cui sono state pronunciate” ed applicate “ad altri contesti”: se non riesci a fare questo, stai solo sparando cavolate.

            • Panthom ha detto in risposta a Gianluca C.

              I razzisti si difendono sempre tra loro.

  2. Gianluca C. ha detto

    Infatti la tradizione giudaico-cristiana era “antirazzista”

    Ma leggiamo insieme le parole scritte in Civiltà cattolica, 1853, IV, 2, 2, 481-499, a commento del libro La capanna dello zio Tom

    Lo schiavo negro o di altra tinta che non sia bianco è, come il mancipio presso i pagani, strettamente non persona ma cosa, benché (si capisce) cosa viva e semovente… una razza, diciamo, che, collocata nell’infimo grado dell’umana specie, nella carnagione nera da disgradarne l’ebano, nel crine lanoso e velluto, nella faccia schiacciata e stranamente ottusa, nell’occhio che, quando non è stupido, o è feroce o ti rivela un’astuzia volpina, nelle facoltà intellettuali lente, circoscritte, inertissime… Così in essi la condizione di schiavi pare venuta a confermare ciò che avea disposto la natura; e la ripugnanza che le altre razze trovano ad avvicinarlesi sembra condannarli ad un eterno servaggio. Or vede ognuno che somiglianti differenze non si tolgono via cogli articoli dei codici. Sia in uno Stato della Confederazione ammessa o no legalmente la schiavitù, sarà sempre vero che un Bianco non si assiderà in eterno alla stessa mensa con un uom di colore, non vorrà con essolui entrare nel medesimo cocchio od avere comune il banco, non che nel teatro, ma fino nel tempio…

    E ancora, le parole della Congregazione per il Sant’Uffizio del 1866, a commento dell’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti:

    Nonostante che i Pontefici Romani non abbiano nulla lasciato di intentato per abolire la schiavitù presso tutte le genti, e a questo si debba principalmente il fatto che già da diversi secoli non si trovino più schiavi presso molti popoli cristiani, tuttavia […] la schiavitù, di per sé, non ripugna affatto né al diritto naturale né al diritto divino, e possono esserci molti giusti motivi di essa, secondo l’opinione di provati teologi e interpreti dei sacri canoni. Infatti, il possesso del padrone sullo schiavo, non è altro che il diritto di disporre in perpetuo dell’opera del servo, per le proprie comodità, le quali è giusto che un uomo fornisca ad un altro uomo. Ne consegue che non ripugna al diritto naturale né al diritto divino che il servo sia venduto, comprato, donato. Pertanto i cristiani… possono lecitamente comprare schiavi, o darli in pagamento di debiti o riceverli in dono, ogni volta che siano moralmente certi che quei servi non siano né stati sottratti al loro legittimo padrone né trascinati ingiustamente in schiavitù… perché non è lecito comprare, senza il permesso del proprietario, la roba altrui, sottratta con il furto

    • gsimy ha detto in risposta a Gianluca C.

      intanto le parole della seconda citazione non commentano la prassi della schiavitù negli Stati Uniti, ma nell’area etiopica, dove il possesso e la tratta di schiavi
      la traduzione è alquanto criticabile, in quanto al posto di schiavitù sarebbe meglio tradurre con ‘servitù’, la quale presuppone (vedi Somma teologica) alcuni diritti fondamentali della persone ‘serva’, tra cui essere alimentato, non essere privato della vita, della famiglia, avere una dignità etc
      l’istruzione poi condanna la tratta degli schiavi

      ‘ Il venditore dovrebbe chiaramente esaminare se il servo messo in vendita sia stato giustamente o ingiustamente privato della sua libertà e che il compratore non possa fare nulla che potrebbe danneggiare la vita, la virtù o la fede cattolica del servo’

      vedi http://quodlibetales.blogspot.com/2013/08/pio-ix-e-la-schiavitu.html

      • Gianluca C. ha detto in risposta a gsimy

        Il venditore dovrebbe chiaramente esaminare se il servo messo in vendita sia stato giustamente o ingiustamente privato della sua libertà

        Questo passaggio se possibile è ancora più ripugnante, dacché presuppone che oltre ad essere “trascinati ingiustamente in schiavitù” (o in servitù, per coloro cui piace giocare con le parole) via sia la possibilità di esservi trascinati giustamente.

        • gsimy ha detto in risposta a Gianluca C.

          ma ha una vaga idea della situazione della schiavitù nell’area etiopico – sudanese?
          vi erano lì grosso modo due tipi di ‘schiavitù’:
          – quella per debito o legata al feudatario locale, che comunque presupponeva dei diritti dello schiavo, e che più che da combattere subito era da mitigare pian piano facendola sparire poco a poco
          – quella dovuta ai raid dei negrieri sudanesi o arabi, che razziavano intere aree rapendo migliaia di persone e che aveva una mortalità altissima: la Chiesa la considerò da sempre ingiusta e la combattè, vedi l’operato di Comboni in Sudan.

          • Gianluca C. ha detto in risposta a gsimy

            facendola sparire poco a poco

            Sì, talmente poco a poco che la Congregazione per il Sant’Uffizio dichiarò lecito l’acquisto di schiavi da parte dei cristiani. Ma finiscila.

            • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

              Una citazione non smentisce che la schiavitù sia effettivamente sparita grazie alla Chiesa. Il fatto che sei costretto a copiare-incollare da internet dimostra la tua abissale ignoranza in materia, nonché la tua arroganza nel voler replicare a Poliakov, il più importante storico del razzismo (ebreo, oltretutto). I bambini che fanno i bulletti sul web fingendo di essere giganti non li ho mai sopportati.

              • Gianluca C. ha detto in risposta a Salvatore

                Quella “citazione” è un documento ufficiale della Santa Sede in cui, anno Domini 1866, dopo che quasi tutti gli stati cristiani dell’Europa e dell’America, sia protestanti che cattolici, avevano abbandonato e dichiarato fuori legge la tratta e lo schiavismo, viene ribadita la liceità dell’acquisto di schiavi da parte dei cristiani.
                Se io faccio la figura del bulletto, tu nel dire che “la schiavitù è effettivamente sparita grazie alla Chiesa”, laddove la Santa Sede sosteneva la liceità della schiavitù anche quando era pressoché sparita in tutto il mondo civilizzato, stai facendo la figura dello stupido.
                E di “citazioni” della Santa Sede che giustificano e incitano alla schiavitù te ne trovo quante ne vuoi, caro il mio poliakoviano.

                • positrone76 ha detto in risposta a Gianluca C.

                  La liceità di un comportamento o di una condizione si applica sempre al contesto, similmente alla questione della pena di morte. La condizione di schiavo in culture non cristiane è peraltro imparagonabile a quella delle culture non cristiane…
                  Poi se tu ritieni che la Chiesa abbia alimentato la schiavitù è una tua scelta ideologica ed anti storica ma del resto ci sono pure complottari e terrapiattisti 🙂

        • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

          Si perché servitù, cosa che esiste ancora oggi, è fondamentalmente differente da schiavitù.

    • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

      Per la tradizione cristiana schiavi e liberi, ebrei e greci, bianchi e neri sono tutti ugualmente figli dello stesso Padre: questo è quello che insegna il Magistero.

    • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

      Con la enorme differenza che nel cristianesimo ogni affermazione razzista è in contraddizione aperta all’insegnamento di Gesù (che ha ricordato lorenzo), nella visione ateista invece ogni affermazione razzista è in coerenza con il credo filosofico che sostiene l’ateismo.

    • Gianluca C. ha detto in risposta a Gianluca C.

      1853: “Lo schiavo negro è strettamente non persona ma cosa”
      1866: “I cristiani possono lecitamente comprare schiavi”

      Questo pone fine a qualunque discussione sul presunto ruolo di “freno estremo” della Chiesa alle teorie razziste. Nel “pensiero determinista e razzista del XIX secolo” la Chiesa era impelagata sino all’osso. Punto.

      • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

        Le cazzate affermate da talune persone non inficiano le affermazioni del Magistero.
        Se anche taluni “cattolici” scrivono libri mettendo in dubbio la perpetua verginità di Maria, forse viene inficiato il dogma?

        • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

          Le cazzate affermate da talune persone non inficiano le affermazioni del Magistero

          Che “la schiavitù non ripugna al diritto naturale” e che “i cristiani possono lecitamente comprare schiavi” l’ha detto il papa praticamente l’altro ieri, mica il parroco di Roccacannuccia.
          Qui le cazzate sono solo di chi scrive che “la tradizione giudaico-cristiana era antirazzista”

          • gsimy ha detto in risposta a Gianluca C.

            sei tu che non sai contenstualizzare delle affermazioni dirette verso casi specifici

            • Gianluca C. ha detto in risposta a gsimy

              E’ un caso specifico che i Gesuiti in America erano proprietari di oltre 17000 schiavi negri?
              (C.J. McNaspy, J. Gómez F., Esclavitud negra en América, in Diccionario Histórico de la Compañía de Jesús. Biográfico-Temático, directores Ch. E. O’Neill, J.M. Domínguez, Roma, Institutum Historicum Societatis Iesu, Madrid, Universidad Pontificia Comillas, 2001, ii, p. 1254.)

              • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

                No, è un caso specifico che i Gesuiti vennero soppressi a causa del loro impegno antischiavista, quando tutta la società era schiavista.
                E oltre a Polikov, qui lo dice Paolo Mieli: http://www.gliscritti.it/blog/entry/2939
                Tutta gente rozza e incolta al contrario del nostro Gianluca che con una ricerchina pensa di poter possedere la storia nelle sue mani, facendosi beffe degli storici.

          • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

            Le migliori menzogne, su quello che affermano le persone, sono quelle in cui si estrapolano determinate loro affermazioni dal contesto in cui sono state pronunciate e le si applicano ad altri contesti: vedo che continui imperterrito, nonostante ti sia già stato fatto notare che questo modo di agire è disonesto e perfido, a sparare cazzate utilizzando questo metodo.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a lorenzo

              Non estrapolo dal contesto proprio niente.
              Non c’è nulla da estrapolare quando si scrive

              Lo schiavo negro è strettamente non persona ma cosa

              Sarà sempre vero che un Bianco non si assiderà in eterno alla stessa mensa con un uom di colore
              La schiavitù, di per sé, non ripugna affatto né al diritto naturale né al diritto divino

              I cristiani possono lecitamente comprare schiavi

              • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

                Sempre la stessa citazione in oltre 2000 anni di storia. E’ divertente quando chi riesce a trovare l’ago nel pagliaio ripete incessantemente che il pagliaio era comunque pieno di aghi.

                Come se due citazioni potessero smentire il cammino e la vocazione anti-schiavista della Chiesa, che con le bolle contro la schiavitù di Eugenio IV, Pio II, Sisto IV e Paolo III, firmò i primi diritti umani universali, addirittura a partire dal 1300 d.C.

                Qui Gianluca C. potrà farsi una cultura su come la Chiesa abolì la schiavitù nel mondo: https://it.wikipedia.org/wiki/Sicut_Dudum

                • Gianluca C. ha detto in risposta a Salvatore

                  Vuoi che ti cito una decina di bolle papali che giustificano ed anzi incitano alla schiavitù?

                  • Alèudin ha detto in risposta a Gianluca C.

                    La questione é che dove c’è stato il Cristianesimo cattolico la schiavitù é stata osteggiata dove inveci i protestanti e gli atei la schiavitù é stata portata avanti.

                    Fateve una ragione.

              • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

                Lo schiavo negro è strettamente non persona ma cosa: cazzata contraria al millenario insegnamento del Magistero.

                Sarà sempre vero che un Bianco non si assiderà in eterno alla stessa mensa con un uom di colore: cazzata contraria al millenario insegnamento del Magistero.

                La schiavitù, di per sé, non ripugna affatto né al diritto naturale né al diritto divino: se tu uccidi l’unico sostentamento di una famiglia, è giusto che tu marcisca in galera e quella famiglia muoia di fame o è giusto che tu sia, per tutta la tua vita, al servizio di quella famiglia e quella famiglia possa vivere?

                I cristiani possono lecitamente comprare schiavi: il cristiano, anche se vive in una società in cui vige la schiavitù, non deve mai dimenticare che lo schiavo è un suo fratello e che quindi deve trattarlo come uno di famiglia e quindi “comanda il servo in vista del bene comune, quindi anche per il bene del servo stesso, sicché anche il padrone ha degli obblighi verso il servo”.

          • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

            Peccato che si tratta del più grande storico dell’anti-razzismo e Gianluca C. scrive sul web che lui “dice cazzate”, confermando il detto che Umberto Eco che qualunque imbecille su internet può mettersi a discutere con un professionista. Perché trovare una citazione razzista non significa affatto negare che non vi è mai stata una cultura razzista nel cristianesimo, ma semplicemente che qualcuno ha scritto a favore del razzismo, come ci sono i preti pedofili.

            In secondo luogo la Chiesa non ha mai considerato i servi della gleba esseri inferiori ai padroni, perché il pensiero cristiano non lo permette. Il razzismo invece è proprio ritenere l’altra “razza” inferiore, mentre i casi di servitù/schiavitù presenti nel cristianesimo non sono mai legittimati come razze inferiori ma semplicemente ci si adattò al sentire dei tempi. E allora gli schiavi ricevevano protezione e assistenza dai loro padroni.

            Qui Gianluca C. può farsi una cultura: https://www.uccronline.it/2012/11/26/cristianesimo-chiesa-cattolica-e-la-schiavitu/

      • Pippo ha detto in risposta a Gianluca C.

        fra Guglielmo Massaia, quale Vicario Apostolico in Etiopia, non sapeva come regolarsi: riferiva che in Etiopia la schiavitù era una condizione che presso i Galla e i Sidama [popolazioni etiopi] era talmente intersecata con il loro sistema sociale, che era impossibile avere una famiglia senza acquistare e tenere schiavi” I teologi in passato hanno ammesso la possibilità di un “famulatus perpetuus” per cui una persona si trova legata ad un’altra per un servizio (in cose lecite) a vita, come il servo della gleba (esso però non è lo schiavo pagano e il padrone non può avere su di lui diritto di vita e di morte; né gli può impedire di avere famiglia, sposa e beni”): è solo vincolato alla terra che lavora, oppure si tratta dello schiavo a cui viene commutata la pena di morte con la pena della schiavitù: si tratta della schiavitù perpetua che lo stesso Beccaria proponeva al posto della pena di morte. Il documento fa riferimento a queste dottrine in modo che il compito di evangelizzare una particolare popolazione africana tenga conto delle sue strutture economiche e sociali. In queste popolazioni, come nell’antica Roma, l’abolizione automatica della schiavitù avrebbe significato il crollo repentino della società, la fame e la morte per milioni di persone. Quello che importava (come già San Paolo Apostolo indicava nella LETTERA A FILEMONE) era la trasformazione dei rapporti umani fra schiavi e padroni in rapporti di tipo familiare che introducevano il rispetto dei diritti fondamentali della persona trasformando gradualmente la schiavitù in un servizio, in un rapporto di lavoro. A questo siriferisce il documento.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Pippo

          Certo che a te gli storici negazionisti ti fanno una semplice.
          Le parole, specie se profferite a un certo livello, sono pietre. Frega assai se presso gli etiopi la schiavitù era diffusa. La Chiesa, anziché condannarlo senza se e senza ma, ha giustificato il fenomeno arrivando a dire che la schiavitù non era contraria al diritto naturale e che il cristiano poteva comprare schiavi.
          Che bella evangelizzazione in Etiopia. L’importante è che vi convertiate. Poi se volete avere schiavi, fate pure

          • gsimy ha detto in risposta a Gianluca C.

            no, ha detto che la schiavitù era tollerabile solo se rispettava delle condizioni ben specifiche di trattamento dello schiavo, e condannando l’inumana schiavitù nei negrieri arabi e sudanesi (ai quali Comboni rubava gli schiavi e accoglieva i fuggitivi)
            tu consideri tutti i tipi di schiavitù come un caso unico e uniforme, quando i casi concreti erano piuttosto variegati, e non ci si poteva approcciare ad essi con un ‘liberateli tutti e subito’ soprattutto verso società come quelle dell’africa saheliana, nelle quali gli schiavi erano in molti casi il 90% della popolazione totale

            • Gianluca C. ha detto in risposta a gsimy

              Tutto bello quello che scrivi, e tutto inventato, visto che la Congregazione non parla del caso specifico dell’Etiopia ma scrive chiaramente che un cristiano può comprare schiavi. In Etiopia, come altrove.

              • gsimy ha detto in risposta a Gianluca C.

                i pontefici non hanno lasciato nulla di intentato per abolire la servitù tra le nazioni”. Tuttavia “la servitù, considerata di per sé e in assoluto, non ripugna il diritto naturale e divino” (servitus ipsa per se et absolute considerata iuri naturali et divino minime repugnat). Questo se la si intende come “il diritto perpetuo a disporre a proprio vantaggio dell’opera di un servo”. Tale servitù giusta presuppone che il servo si doni “spontaneamente e con la libera e propria volontà” (sponte sua et ex libera et propria voluntate) e venga trattato “secondo i precetti della carità cristiana” (secundum praecepta caritatis christianae). Se invece sono stati ingiustamente (iniuste) ridotti in servitù “non possono essere comprati e ricevuti” (emi aut recipi nequa quam possunt) e hanno regolarmente diritto di fuggire (regulariter fugere iuro suo possunt).

                • Pippo ha detto in risposta a gsimy

                  gsimy Oscar Wilde diceva “Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.”

          • Pippo ha detto in risposta a Gianluca C.

            Gianluca sei privo delle basi culturali minime per affrontare simili argomenti, prendi pezzetti di informazione qua e là e generalizzi situazioni che invece sono specifiche. Solo quelli con l’anello al naso possono credere alle tue fanfaluche, la Chiesa è sempre stata duramente contro la schiavitù, ma situazioni particolari necessitano di considerazioni particolari

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Pippo

              Erudiscimi tu, allora: la Santa Sede, ribadendo nel 1866 la liceità dell’acquisto di schiavi da parte dei cristiani per le loro comodità, quando in tutto il mondo lo schiavismo era tramontato o stava per tramontare, su quali “considerazioni particolari” avrebbe inteso soffermarsi?

            • Pippo ha detto in risposta a Pippo

              Gianluca io l’ho spiegato se sei tonto la colpa non è mia,fatti spiegare il mio post da qualcuno che capisce

      • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

        Guarda caso le uniche citazioni sulla schiavitù in tutti i 2000 anni di storia della Chiesa, Gianluca le trova solo nel giro di tredici anni tra il 1853 e il 1866, coincidenza vuole che fu anche il periodo di pieno positivismo scientista ed illuminista, a conferma che il clima torbido dell’Illuminismo razzista era penetrato anche nel mondo cattolico.

        Tutto qui? Si, tutto qui. E Gianluca omette di commentare le parole del suo “amico” Watson, giocando a specchio riflesso. Oltretutto volendo controbattere a Poliakov, uno che il razzismo lo ha studiato davvero mica si è limitato a copiare qualche citazione trovata su internet.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Salvatore

          Watson non è mio amico ed è un razzista omofobo e misogino, a riprova ce si può essere un genio in un campo e un imbecille e un pezzo di merda in tutti gli altri.
          Esattamente come Poliakov. Sarà un grande storico, ma ciò non lo esime dal giustificare le sue affermazioni, in particolare sull’antirazzismo della tradizione cristiana. In particolare, provi a confutare il fatto che la Chiesa giustificasse ancora la schiavitù (e nell’800 la schiavitù era una schiavitù negra) nel momento in cui la schiavitù era stata abolita in tutti i paesi europei e, da pochissimo, anche in America.

          • gsimy ha detto in risposta a Gianluca C.

            l’Imperatore del Brasile a un certo punto abolì la schiavitù, e dopo un po’ le elite scontente di ciò lo deposero e proclamarono la repubblica

          • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

            Ecco chi ha abolito la schiavitù in Etiopia:
            http://www.mymilitaria.it/liste_04/schiavitu_tigre.htm
            “Il primo atto ufficiale compiuto da De Bono subito dopo l’inizio del conflitto fu appunto la liberazione degli schiavi. Il 14 ottobre 1935 ad Adua promulgò il bando che metteva fuori legge lo schiavismo nella regione del Tigrè. E non poteva non farlo: l’abolizione della schiavitù era il principale motivo con cui l’Italia giustificava l’aggressione all’Etiopia davanti alla Lega delle Nazioni.”

      • Michele ha detto in risposta a gsimy

        Mi hai preceduto, stavo anch’io cercando l’originale.
        Penso che Gianluca abbia fatto copia-incolla di questo articolo del teologo Andrea Grillo: http://www.cittadellaeditrice.com/munera/150-anni-prima-del-sinodo-schiavitu-e-legge-naturale/.

        Grillo fonde due passi distinti dell’articolo di Civiltà Cattolica. Leggendolo, ed invito chiunque a farlo, è evidente che la prima metà dell’estratto citato non è un giudizio positivo dell’articolista gesuita sulla schiavitù, ma mostra il trattamento che subiscono gli schiavi neri. E’ preceduto dal seguente capoverso:

        “Noi di qua nel vecchio mondo appena ci sapremmo formare un giusto concetto di quell’abbominio riconosciuto e mantenuto dalla legge, in quanto tra noi, mercè la diuturna influenza del concetto cristiano, il diritto, la dignità, la libertà naturale della umana persona sono così intimamente penetrate negli universali convincimenti, che un popolano, un contadino, un fanciullo crederebbe di ascoltar fole e si farebbe le croci a sentirsi fare uno schizzo di quella snaturata ed atroce legislazione. Ma già si sa: l’incivilimento moderno fa agevole non che possibile, ciò che a noi altri cristiani all’antica non avrebbe neppure la sembianza del probabile!”

        E quello successivo comincia: “Noi ci sentiamo correre in volto i rossori scrivendo di cotali cose”.

        La seconda parte dell’estratto invece è inserita in un più ampio passo dove l’articolista, benché condividendo le tesi abolizioniste, dubita che abbiano effetto liberatorio verso i neri d’America considerando sia lo stato selvaggio o quasi in cui questi ultimi hanno vissuto e la particolare situazione della società americana dove le due razze non riescono ad avere rapporti amichevoli. Il gesuita conclude il passo scrivendo:

        “In siffatta disposizione di animi ed in molta disparità di legislazioni nei vari Stati della Confederazione americana, l’abolirsi la schiavitù in uno di essi non è un rendere a libertà i miserissimi che ne sono vittima; ma è solo far cangiar loro di paese e di possessori, peggiorandone per giunta la condizione per lo scadere che fa il prezzo della loro vita;”

        Non mi sembra affatto la prosa di un razzista filoschiavista. Comunque invito tutti a leggersi l’articolo e trarre le proprie conclusioni.

        La malafede di Grillo nel riportare il passo, manipolandolo al fine di difendere sue tesi su un particolare punto di dottrina, è di un’evidenza lampante. Mi sembra che non sia la prima volta che il personaggio viene pescato in tali operazioni.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Michele

          Ma per cortesia. Qualche anno dopo, sempre la Civiltà Cattolica, oltre a considerare giusto che i figli ereditassero la condizione schiavile dai genitori, affermava:
          “la schiavitù nel suo moderato concetto non ripugna assolutamente al diritto di natura” e che “i padroni hanno il diritto di usare perpetuamente ed in ogni opera a proprio vantaggio le forze dei loro schiavi e di essere riveriti”. (Il concetto morale della schiavitù, in «La Civiltà Cattolica», anno XVI, serie VI, vol. 1, fasc. 358, 7 febbraio 1865).

          Hai letto bene, schiavi, non servi, come vorrebbe qualche negazionista.
          D’altronde, come avrebbe potuto dire il contrario una Compagnia che possedeva in America 17000 schiavi negri?
          Ma io mi chiedo: avete ANCORA il coraggio di parlare?
          Fatevi un esame di coscienza. Se le frasi prese dalla Civiltà Cattolica e dalla Congregazione per il Sant’Uffizio le aveste lette in qualche testo scritto da un laico, non vi sareste indignati a morte?

          • Michele ha detto in risposta a Gianluca C.

            Domani andrò a cercarmi anche l’articolo del 1865. La ricerca di oggi è già stata una lezione: verificare sempre, non copia-incollare ad cazzum da altri siti.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a Michele

              Ed io ti ripeto: se quelle frasi infami le avesse scritte un laico non avresti usato un millesimo di quella foga giustificazionista cui ti stai – e state – ridicolmente appigliando.
              Controlla pure il testo del 1865, e vediamo quali altri giustificazioni riuscirai a tirare fuori.

              • Michele ha detto in risposta a Gianluca C.

                Ma che ti aspetti? Che di fronte a un laico, ossia all’autoreputato vertice della civiltà, predicante tesi razziste un suo avversario intellettuale non ne approfitti per coglierlo in fallo? Non è lo stesso che fai tu e i tuoi sodali in questi commenti? Su, siamo onesti, chiunque, quando nota un nostro “oppositore ideologico” sostenere tesi che ci paiono infami e contraddittorie con i principi da costui proclamati, coglie l’occasione per girare il coltello nella piaga.

            • Michele ha detto in risposta a Michele

              Cari lettori, ecco a voi il volume della Civiltà Cattolica del 1865 contenente l’articolo “Il concetto morale della schiavitù”: https://books.google.it/books?id=rG4RAAAAYAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=concetto%20morale&f=false

              Levatevi dalla mente scene sanguinolente quali la fustigazione su schiavi neri da parte di padroni bianchi.
              Leggendo apprenderete (pag. 430) che la definizione di schiavo difesa dall’articolista è la seguente: “un uomo legato per tutta la vita in tutte le opere a servigi di altro uomo, mercè la conveniente retribuzione”, praticamente il panorama della servitù diffusa nelle famiglie aristocratiche e borghesi fino a qualche decennio fa. Nulla c’entra con l’Africa e la “tratta dei negri”.
              Scoprirete (pag. 434) che il padrone è obbligato a ” ad alimentarlo convenientemente, non meno giovane robusto, che vecchio inutile , curarlo malato, imporgli moderate fatiche , trattarlo secondo i dettami della ragione e non coll’acerbità di cieca passione” e che lo schiavo “serba intero il diritto della vita. Quindi se il padrone l’uccide, commette un omicidio ; se lo ferisce, maltratta od offende comechessia ; perpetra una iniquità non altrimenti che se avesse usato cotesti modi con persona libera.”

          • Salvatore ha detto in risposta a Gianluca C.

            Peccato che tutto il tuo affanno di questa sera, caro Gianluca, non serva a nulla e non dimostri nulla. Trovare due citazioni a caso, pur controverse e ben smentite da Michele, non confuta l’evidenza storica che il pensiero cristiano promosso dalla Chiesa fu sempre un freno al razzismo (anche nei suoi rigurgiti illuministi) e che fu proprio la Chiesa cattolica ad abolire, poco a poco, l’istituzione della schiavitù.

            Poliakov ha perfettamente ragione, certamente ci sono stati cristiani razzisti ma poco conta perché il razzismo è in contraddizione con il messaggio evangelico. Al contrario, è coerente con il materialismo ateo.

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a Michele

          Michele
          Sarebbe interessante sapere cosa ne pensi dell’inumamo più che esecrabile comportamento del cattolicissimo ré del Belgio Leopoldo II, proprietario del Congo Belga, verso i “negri” ridotti a schiavitù ; e, particolarmente, quando veniva loro recisa la mano destra perché non riuscivano (sovente per astenia e/o carenza fisica) a raccogliere la quota di latex imposta da Leopoldo II…..
          Grazie per la risposta

          • Gianluca C. ha detto in risposta a alessandro pendesini

            Non una parola di biasimo fu pronunciata dalla Santa Sede nei confronti di quello che fu uno dei più efferati genocidi della storia. E meno male che erano contro la schiavitù, se erano a favore a Leopoldo II gli fornivano direttamente i machete per mozzare le mani ai negri

            • underwater ha detto in risposta a Gianluca C.

              Leopoldo II era un massone liberale.

            • Michele ha detto in risposta a Gianluca C.

              Pensa che la stampa LAICA dell’epoca nella migliore delle ipotesi faceva passare le notizie che arrivavano da laggiù come fake news; nella peggiore celebrava l’opera civilizzatrice di popoli selvaggi!

          • Michele ha detto in risposta a alessandro pendesini

            Stiamo parlando del Leopoldo II figlio del protestante e massone Leopoldo I, e verosimilmente massone lui stesso? Si parla di quel Leopoldo che scelse e mantenne per anni come primo ministro quel liberale anticlericale di nome Frère Orban, autore di una laicizzazione massiccia della scuola belga fino alla rottura delle relazioni con la S. Sede? È lo stesso Leopoldo che si tenne per anni come amante una prostituta d’alto bordo di nome Caroline Lacroix sposandola in punto di morte? È proprio il Leopoldo che riversò parte dell’enorme ricchezza accumulata in Congo sulla borghesia belga (liberale e massonica sin dall’indipendenza, lei sa meglio di me che in Belgio, come in Francia, il Deep State si incontra nelle logge) che nulla ebbe da obiettare al trattamento subito dai neri africani?

            Massone, liberale, adultero e concubino: un profilo, un modo di pensiero, una condotta di vita decisamente più laica che cattolica, non trova? Hanno ben più titolo i cattolici a chiedere a voi laici conto delle azioni sul sopracitato, piuttosto che voi a loro.
            Devo ricordare io che il Congo fu dato in regalo a Leopoldo dalle altre potenze europee laicissime? O che se le notizie giungevano in Europa, prontamente azzittite dalla stampa (anch’essa longa manus massonica), era grazie a missionari (tanti protestanti, va detto)?

            E il vostro laicismo internazionale nel frattempo, oltre a spartirsi i proventi, cosa faceva? La S. Sede nel 1888 almeno pubblicava (Leone XIII) l’enciclica In Plurimis per celebrare l’abolizionismo in Brasile. I governi liberali europei la praticavano de facto in Africa.
            Vogliamo parlare anche delle imprese coloniali della Terza Repubblica Francese, laicista, massonica e anticlericale? O dell’Italia risorgimentale del massone e anticlericale Crispi? O del fatto che il positivismo, moda laicissima di quei tempi, da cui i razzisti attinsero per i propri convincimenti?

            Suvvia, che ne avreste da vergognarvi voi laici per generazioni per il colonialismo ed il razzismo; se non lo fate è perché tra voi vige crassa ignoranza mista a malafede.

            • Reilain ha detto in risposta a Michele

              Comunque il colonialismo in Africa potrebbe esistere ancora ed è della Francia -almeno- sulla Costa D’Avorio fino a prova contraria. Si ascoltino le rivelazioni di Mohamed Konarè, leader del movimento panafricanista. Francia laica, globalista e capitalista. Il vero potere è quello che non si fa riconoscere.

          • Reilain ha detto in risposta a alessandro pendesini

            <ma come fai a misurare il grado di cattolicità di un sovrano semplicemente leggendo su un libro che era cattolico? Tu usi la parola "cattolicissimo". Sappiamo mica che andava sempre a Messa, che seguiva tutti i dogmi della Chiesa, che aveva davvero Cristo nel cuore? Guarda che l' ultimo punto è fondamentale eh. Mi pare che si tratta la storia come se fosse una favoletta: "c era una volta il cattolicissimo Tizio, c era una volta il cattivissimo Caio, c era una volta il simpaticissimo Sempronio". Oh, ma che modi di fare storia sono?

    • federico74 ha detto in risposta a Gianluca C.

      Neuro101, ma sei un caso umano?

  3. Pippo ha detto

    James Watson dovrebbe spiegare sulla base di quali studi può dimostrare questa affermazione.

  4. lorenzo ha detto

    L’ateismo scientifico, “Per il quale, la vita umana non sarebbe «nulla di speciale, nient’altro che una questione di chimica»”, evita però accuratamente di rispondere ad una domanda fondamentale: chi ha stabilito che le leggi chimiche siano quelle e non altre?

    Se tutto è «il prodotto di lanci casuali dei dadi della genetica», chi stabilisce che, ad esempio, se esce il “sette” va bene e se esce il “nove” non va bene?

    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

      Io avrei detto “che Nietzsche “ha ispirato il nazismo”?!”
      Vorrei farti notare che io ho semplicemente affermato che il nazismo ha attinto a piene mani a quella che, a torto o a ragione (a me la differenza interessa ben poco), era allora ritenuta la filosofia di Nietzsche: capisci da solo la differenza o devo farti un disegnino?

      Invece di ridere, dimmi chi ha stabilito le leggi della chimica e chi stabilisce quale sia la cifra esatta da ottenere con un lancio di dadi per ritenerlo valido?

  5. Andrea2 ha detto

    Premesso che nell’articolo non si parla di schiavismo ma è stato Gianluca C. a tirarlo in mezzo per sviare il discorso, anche Francis Crick, cha ha avuto anche lui il Nobel per il DNA, è un altro bel elemento.
    Ha dichiarato che è impossibile che il DNA si sia sviluppato per caso ma, siccome era ateo e tutto ciò assomigliava troppo a dire che esiste un Creatore, ha detto che lo hanno portato gli alieni (senza spiegare come si è sviluppato il DNA degli alieni). In pratica pur non credere a Dio, crede ai marziani!
    Per altro Watson, che dice che l’uomo è il prodotto di lanci casuali dei dadi della genetica, non sa rispondere alla domanda del famoso entomologo Fabre, che visse nell’800, che chiedeva come si poteva sviluppare per caso una caratteristica complessa che era dannosa finché non era completamente sviluppata e solo allora diventava favorevole portando l’esempio delle vespe che predano i ragni per nutrire le larve.

    • Alhwin Mohamed ha detto in risposta a Andrea2

      L’atesimo scientifico e la riduzione materialista è quella dottrina cristiana che serve alla chiesa per dimostrare che i gay non devono sposarsi per via dei cromosomi xx e xy.

      • Andrea2 ha detto in risposta a Alhwin Mohamed

        Caro troll finto arabo (Alhwin è un nome tedesco), di sciocchezze se ne sono sentite tante ma la tua le batte tutte: l’ateismo scientifico è una dottrina cristiana? Prova a dirlo a Pendesini e vediamo cosa risponde!
        Inoltre, visto che hai messo il tuo commento in riposta al mio, cosa c’entra quello che dice tu con quello che ho scitto io?
        In questi giorni il tempo è abbastanza bello, non rimanere attaccato al computer ma esci, fai una passeggiata, rilassati e se sei stanco siediti un attimo in una chiesa deserta, chissà che non ti faccia bene.

  6. Andrea2 ha detto

    La battaglia culturale “positiva”, sostanzialmente razionalista e laica, si sposa spesso con una visione razzista che non solo codifica le razze umane ma ne propone una gerarchia in cui ovviamente il bianco europeo è al vertice.
    P.S. Prima che gli atei insorgano indignati, li informo che questa affermazione non è mia ma si trova sul sito del’UAAR! E’ riferita a due testi del 1887 e 1890 che illustravano le teorie evoluzionistiche.

  7. Emanuele ha detto

    Gianluca C.

    Il tuo è un comportamento veramente esecrabile. Estrapolare un passo da una fonte cattolica trasformando un’accusa contro lo schiavismo ed il razzismo in una difesa di essi.

    Nonostante ti stato mostrato l’errore, invece di scusarti, continui a lanciare strali ed accuse. A questo punto, quale credibilità dovrebbero avere le tue citazioni (peraltro la seconda non c’entra nulla con il razzismo)?

    Voglio sperare nella buona fede iniziale, ingannato da la propaganda anticattolica. Ma davanti all’errore grave e palese perseveri.

    La tua intenzione non è discutere di un tema, per quanto spinoso, ma fare bieca propaganda accusando gli altri di apologetica cieca ed ipocrita.

    Quindi che senso ha discutere? Hai fatto il tuo proclama di odio anticristiano, ritieniti soddisfatto così.

    • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

      MA QUALE ERRORE?
      Puoi smentire che la Santa Sede nel 1866 dichiarava lecito per i cristiani comprare schiavi?
      Sembri un ragazzino che è venuto a scoprire che Babbo Natale non esiste

      • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

        I cristiani possono lecitamente comprare schiavi: il cristiano, anche se vive in una società in cui vige la schiavitù, non deve mai dimenticare che lo schiavo è un suo fratello e che quindi deve trattarlo come uno di famiglia e quindi “comanda il servo in vista del bene comune, quindi anche per il bene del servo stesso, sicché anche il padrone ha degli obblighi verso il servo”.

      • Emanuele ha detto in risposta a Gianluca C.

        La reductio ad ridiculum non è un argomento a sostegno delle tue tesi.

        Poi, la schiavitù cosa c’entra col razzismo? In molte culture gli schiavi sono della stessa etnia o addirittura della stessa nazione.

        È casomai lo scientismo ateo dell’Ottocento ad aver giustificato scientificamente il razzismo e la schiavitù che l’articolo da te citato malamente criticava (puoi leggere Darwin a riguardo…)

        • federico74 ha detto in risposta a Emanuele

          “È casomai lo scientismo ateo dell’Ottocento ad aver giustificato scientificamente il razzismo e la schiavitù”.
          Splendida citazione, Emanuele.
          Lo scientismo ateo è l’espressione sottoculturale del laicismo demoniaco, che fa proseliti solo tra ignoranti dediti alle fake news.

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Emanuele

          Puoi smentire che la Santa Sede nel 1866 dichiarava lecito per i cristiani comprare schiavi?

          • lorenzo ha detto in risposta a Gianluca C.

            I cristiani possono lecitamente comprare schiavi: il cristiano, anche se vive in una società in cui vige la schiavitù, non deve mai dimenticare che lo schiavo è un suo fratello e che quindi deve trattarlo come uno di famiglia e quindi “comanda il servo in vista del bene comune, quindi anche per il bene del servo stesso, sicché anche il padrone ha degli obblighi verso il servo”.

            • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

              Tu, luce di noi senza fede, spiegaci cos’è che fa di un nostro fratello uno schiavo; se è uno di famiglia perché lo chiami schiavo?
              Esci dal seminario, vedi gente, leggi cose meno tristi.

              • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                Faccio anche a te la stessa domanda che ho fatto a Gianluca sperando tu mi sappia dare una risposta: se tu uccidi l’unico sostentamento di una famiglia, è giusto che tu marcisca in galera e quella famiglia muoia di fame o è giusto che tu sia, per tutta la tua vita, al servizio di quella famiglia e quella famiglia possa vivere?

                • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

                  Se tu uccidi l’unico sostentamento di una famiglia è giusto che marcisci in galera;
                  se fossi stato io potevo anche avere i miei buoni motivi… 😆
                  Però non hai risposto alla mia domanda.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                    Quindi, per te, è giusto che quella famiglia muoia di fame: complimenti per il tuo senso di giustizia.
                    Uno schiavo è tale perché determinate società ammettono la schiavitù: il cristianesimo combatte la schiavitù affermando che schiavo e padrone sono fratelli, tu, a quanto pare, combatti la schiavitù alla De Bono.
                    Ho risposto alla tua domanda?

        • federico74 ha detto in risposta a Emanuele

          Dallo scientismo ateo derivano i bigotti di internet, quelli che credono ai dogmi delle scie chimiche, della terra piatta e degli extraterrestri che controllano i governi.

  8. alessandro pendesini ha detto

    Lo ha osservato uno dei maggiori esperti mondiali di fisica gravitazionale teorica e di cosmologia quantistica, il fisico Don Page: «Come cristiano ritengo che le leggi fisiche dimostrino la fedeltà di Dio e gli schemi che ha utilizzato, seppur non siano per Lui vincolanti. Vediamo tanta bellezza matematica, semplicità ed eleganza nell’universo fisico, nelle equazioni dinamiche che Dio ha creato, in un certo senso le leggi fisiche sembrano essere analoghe alla grammatica e al linguaggio che Dio ha scelto di usare»…….Dice l’articolo

    Vorrei innanzitutto far presente che Don Page è di stampo cristiano-evangelico !…. Detto questo ritengo che le sue convinzioni, spacciate per scientifiche, non vanno considerate pertinenti o razionali ma metafisiche, quindi pseudoscientifiche ! Non troverete nessuna traccia in serie riviste scientifiche tipo Science e/o Nature, ma anche a livello accademico, di affermazioni pretese –e spacciate per RAZIONALI- da Don Page o altri « scienziati » o considerati tali.
    La metafisica, dogmi, teologia, mitologia ecc… NON hanno assolutamente niente di scientifico. Motivo per cui dovreste togliere in questi casi la R (come Razionale) da UCCR……

    Sono, per contro, d’accordo sul fatto che nessuno ha potuto dimostrare una qualsiasi differenza cognitiva tra etnie di neri, bianchi o gialli, ma anche tra uomini e donne !
    Queste visioni non trovano nessun riscontro sia nelle branche teoriche che pratiche, sempre tenendo presente che ogni umano (cosi come ogni oggetto) è unico, gemelli monozigoti inclusi !
    E che l’incidenza dell’innato, inteso come potenziale o patrimonio genetico -che stimo al circa 10% nella nostra personalità è di grand lunga inferiore a l’epigenetico o acquisito che stimo circa il 90% ! Ritengo che questo sia molto interessante saperlo se vogliamo evitare di scrivere stupidate….

    • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

      E dimmi, o sapiente che rifiuti di ammettere anche a te stesso che le tue radici culturali sono cristiane, chi ha stabilito che le leggi per cui esiste ciò che esiste, siano quelle che sono e non altre?

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

        E dimmi, o sapiente che rifiuti di ammettere anche a te stesso che le tue radici culturali sono cristiane, chi ha stabilito che le leggi per cui esiste ciò che esiste, siano quelle che sono e non altre?
        Caro Lorenzo
        Devo ripeterti che so quasi niente su quasi tutto ??? Ma quel poco che ritengo sapere è sufficiente per capire le continue geremiadi che dai come risposte ultrapertinenti, o assolute….ma che, in sostanza, è solo spostamento d’aria ed inutile spreco d’energia……

        Effettivamente sono nato in un contesto TRADIZIONALE –e NON culturale, cattolico…Nel quale tradizioni fantasmatiche, miti e dogmi, spacciati per verità assoluta, mi sono stati inculcati già dalla mia più tenera infanzia da persone senza scrupoli ….Ma, grazie alla CULTURA DEGNA DI QUESTO NOME acquisita in altri Paesi, ho gia da tempo cambiato inevitabilmente di paradigma…..
        Se alludi al « Disegno Intelligente » ti rispondo seccamente che trattasi di una stramba ipotesi che NON ha nessena consistenza e/o validità scientifica. In chiaro trattasi di una bufala PSEUDOSCIENTIFICA inventata da certi cattolici per indurre gente insufficientemente informata in errore !

        N.B. -La finalità del Vaticano –malgrado l’apparente « bontà » del papabuono- è fare proselitismo, avere un massimo di « clienti » cattolici ben indottrinati, e riempire le casse dell’IOR….E questo da circa 2000 anni !

        • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Io ti ho fatto una semplice domanda: chi ha stabilito che le leggi per cui esiste ciò che esiste, siano quelle che sono e non altre?
          Non sai cosa rispondere e preferisci non rispondere?

          • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

            Se fai domande stupide non avrai risposte, se chi risponde è al tuo livello avrai risposte stupide.
            Dicci tu quali sarebbero le leggi ‘per cui esiste ciò che esiste’. Il disegno intelligente… il big bang…, ? Tu le conosci?

            • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

              Grazie per avermi fatto sapere che “chi ha stabilito che le leggi per cui esiste ciò che esiste, siano quelle che sono e non altre?”, è una domanda stupida.
              Ti domando allora chi ha stabilito che le interazioni fondamentali siano quelle che conosciamo e non altre?

              • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

                Arridaje! Tu non vedi il bosco perché davanti ci sono gli alberi: non hai capito che nessuno ha stabilito quali siano le leggi e quali no.
                La scienza non ha ancora trovato le risposte. La religione sì, basta crederlo. Patafisicamente parlando.

                • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                  Credere che “nessuno ha stabilito quali siano le leggi e quali no” è un atto di fede al pari del credere che Qualcuno abbia stabilito quali siano le leggi e quali no: non mi dire che non ti è chiara questa elementare evidenza?

                  • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

                    Di elementare ci sono solo i tuoi luoghi comuni. Hai le prove di quello che affermi? Il tuo è un atto di fede, non il negare le tue fantasie.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                      Ho forse mai negato che il mio credere che Dio ha fatto il mondo sia un atto di fede?
                      Spiegami tu, piuttosto, perché il credere che il mondo si sia fatto da solo non dovrebbe essere un atto di fede: quali evidenze scientifiche puoi portare al riguardo?

        • ilnous@outlook.it ha detto in risposta a alessandro pendesini

          beh io penso che quel poco che credi di sapere sia sufficiente per renderti un saccentone..

      • federico74 ha detto in risposta a lorenzo

        E’ un sapiente da binario morto.

        • Andrea2 ha detto in risposta a federico74

          No, quello era il fruttarolo pazzo dai molti nomi.
          Pendesini lo definirei un somaro sapiente ricavandolo da quello che lui stesso dice di sé: so quasi niente su quasi tutto. Se sa quasi niente è un somaro, ma se lo sa su quasi tutto è un sapiente. Socrate diceva: una sola cosa so, so di non sapere che non è proprio la stessa cosa. Per altro, se sapendo quasi niente vuole pontificare su tutto, è anche un somaro saccente.
          Tempo fa gli avevo consigliato di studiare la fisica quantistica ma poi mi sono reso conto che in realtà dovrebbe cominciare dalla termodinamica ma ancora più importante sarebbe che definisse con se stesso cosa intende per razionale, parola che usa spesso ma senza mai chiarire cosa voglia dire. A giudicare dai suoi commenti, sembrerebbe che sia razionale e scientifico chi gli dà ragione, chiunque esso sia, ed invece sia pseudoscientifico chiunque gli dia torto, anche se premio Nobel.

  9. Aristocle ha detto

    Boh, può darsi che nella storia della chiesa si trovino documenti che giustificano l’istituto giuridico (che tale era fino alla sua universale abolizione) della schiavitù, sulla scia di un aristotelismo letterale, tuttavia non mi sembra onesto affermare che la chiesa abbia sostenuto o peggio promosso la schiavitù…
    Non dimentichiamo l’esperienza delle Reducciones dei gesuiti del Paraguay, (tra l’altro uno dei motivi della battaglia che il Portogallo illuminista avviò contro di loro). Al proposito vale citare la Bolla di Urbano VIII “Commissum nobis” del 1639, nella quale il papa proibisce «di ridurre in schiavitù gl’indiani occidentali o meridionali; venderli, comprarli, scambiarli o donarli…tenerli in schiavitù, favorire coloro che compiono le cose suddette…o anche affermare e predicare che tutto questo è lecito…»
    Con un’attenta ricerca nei testi è possibile dimostrare che Marx sostiene l’economia capitalista, che il Mein Kampf promuove l’ebraismo o che la bibbia nega l’esistenza di Dio!
    Non dimentichiamo che la chiesa ha tra i suoi santi bianchi e santi neri (sant’Agostino pare non fosse proprio un viso pallido e l’iconografia spesso lo ritrae nero). Come disse Nelson Mandela, i vescovi neri testimoniano che la chiesa non discrimina per il colore della pelle!

    Ma al di là di sterili dispute a suon di documenti…vogliamo guardare all’oggi? Chi accoglie i migranti? Quanti di noi che perdiamo il tempo a battibeccare abbiamo in casa o accoglieremmo in casa un disperato che arriva dall’Africa…o faremmo come quella famiglia veneta, cristiana, che sta ospitando in casa propria sei africani (di fede islamica)e sta provvedendo a che possano lavorare e inserirsi nella nostra società?

  10. Giuseppe ha detto

    Se sono solo un aggregato casuale di atomi qual è il motivo razionale per negare la giustezza della schiavitù?

    • Klaud ha detto in risposta a Giuseppe

      Perché un altro aggregato casuale di atomi potrebbe ridurre in schiavitù anche te.

      • underwater ha detto in risposta a Klaud

        Quindi legge della giungla e addio alla dignità umana considerata oggettivamente.
        Di fatto confermi che senza Dio non esiste alcun limite morale.

        • Emanuele ha detto in risposta a underwater

          Ma per forza, non c’è alternativa.

          L’unica legge naturale scientificamente sostenibile è la legge del più forte, il quale in virtù della sua forza (non necessariamente fisica) decide quali sono le regole del gioco. Il fatto di non uccidere il prossimo e solo legato al tornaconto personale (o del proprio gruppo). I diritti altrui, se esistono, sono solo concessioni del più forte che può decidere illimitatamente beneficiari e fattispecie.

          Almeno Darwin, Spencer, Malthus, Morris, etc. ebbero il coraggio di ammetterlo.

        • Klaud ha detto in risposta a underwater

          Vedo che non riuscite ad andare oltre la superficie dei concetti.
          Spiego: se un aggregato casuale di atomi ha la capacità di distinguere qual è il comportamento razionale da seguire, ne consegue che non è un aggregato casuale.
          E la causa non è comunque dio.
          Emanuele si è avvicinato al concetto, ma poi sbraca nelle conclusioni: la legge del più forte è stata la formazione primordiale delle società, puoi dire che oggi non sia
          ancora vero? Dopo duemila anni di cristianesimo…

          • Francesco ha detto in risposta a Klaud

            > Spiego: se un aggregato casuale di atomi ha la capacità di distinguere qual è il comportamento razionale da seguire, ne consegue che non è un aggregato casuale.

            Quindi secondo lei siamo o non siamo un aggregato casuale di atomi?

            E se non lo siamo, perché abbiamo la “capacità di distinguere il comportamento razionale da seguire”, ammesso secondo le non sia Dio, quale sarebbe?

            Nel concetto di “comportamento razionale da seguire”, include anche che esistono un bene o un male?
            Un bene o un male rispetto a cosa?
            Sono concetti secondo lei, oggettivi o soggettivi?

      • Francesco ha detto in risposta a Klaud

        > Perché un altro aggregato casuale di atomi potrebbe ridurre in schiavitù anche te.

        Presuppone comunque un sistema morale secondo il quale se io rispetto, sarò rispettato (Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te / Quello che gli altri vorreste facessero a voi, voi fatelo agli altri).

        Potrebbero benissimo darsi i:
        1. Non riduco in schiavitù qualcuno, e qualcuno (prepotente) mi schiavizza.
        2. Sono uno schiavista, ma nessun terzo che incontro (anche più forte) mi fa schiavo (metti il caso di una civiltà aliena altamente tecnologica che non se ne fa niente di una forza lavoro umana).

        Quindi è una non risposta, la sua, se non mi dice da dove previene il comandamento morale “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te “.

  11. Emanuele ha detto

    Qualche citazione dell’illuminato Darwin, alla faccia del razzismo…

    Giudicando dagli orridi ornamenti e
    dalla orrida musica che si ammirano da moltissimi selvaggi, potremmo dire che le loro facoltà estetiche non sono tanto sviluppate.

    i selvaggi non distinguono prontamente fra le impressioni soggettive e le obbiettive.

    La maggior parte dei selvaggi vedono con indifferenza i patimenti degli stranieri, o anche ne provano piacere. Alcuni selvaggi si prendono il barbaro piacere d’incrudelire contro gli animali, e in essi l’umanità è una virtù ignota.

    Presso i selvaggi, la più grande intemperanza non è cosa riprovevole. La loro sfrenata dissolutezza, per non
    parlare dei delitti snaturati, è qualche cosa che fa trasecolare.

    Le scimmie sono molto inclinate alla imitazione, come sono pure i selvaggi più bassi;

    Sir J. Lubbock osserva inoltre quanto sia improbabile che i nostri primieri antenati abbiano potuto “contare fino a dieci,
    mentre tante razze che esistono ora non possono andare più in là di quattro”

    Nelle nazioni civili, lo scemare della mole delle mascelle pel minore esercizio, il movimento consueto di differenti muscoli che servono ad esprimere le varie emozioni, e l’aumento nel volume del cervello per la maggiore attività della mente, hanno tutti insieme prodotto un notevole effetto sull’aspetto generale di esse in confronto dei selvaggi.

    il gusto è così differente nelle differenti razze, che la nostra musica non procura alcun piacere ai selvaggi, e la loro è per noi orribile e incomprensibile

    La dissolutezza di molti selvaggi è senza dubbio meravigliosamente grande.

    La variabilità o la diversità delle facoltà mentali fra gli uomini della stessa razza, per non parlare delle maggiori differenze che esistono fra gli uomini di razze
    distinte, è tanto nota che non vale la pena spenderci intorno ulteriori parole.

    sono caratteristiche delle razze umane
    inferiori.

    La credenza che esista nell’uomo una intima
    relazione fra il volume del cervello e lo sviluppo delle facoltà intellettuali si appoggia sul paragone dei crani delle razze selvagge e delle incivilite

    le razze incivilite hanno estesa e vanno tuttora sempre estendendo la loro cerchia, per modo da prendere il posto delle razze inferiori.

    Fra qualche tempo avvenire è quasi certo che le razze umane incivilite stermineranno e si sostituiranno in tutto il mondo alle razze selvagge. Nello stesso tempo le
    scimmie antropomorfe saranno senza dubbio sterminate. Allora la lacuna [tra uomo ed animali] sarà ancora più larga, perchè starà tra l’uomo e qualche scimmia inferiore invece di quella che esiste ora fra un nero od un australiano ed il gorilla

    Abbiamo ora veduto che un naturalista può sentirsi pienamente giustificato nel considerare le razze umane come specie distinte;

    Si ammette generalmente che nella donna le forze d’intuizione, di rapida comprensione, e forse d’imitazione, sono più fortemente spiccate che non nell’uomo; ma alcune
    almeno di queste facoltà sono caratteristicamente delle razze più basse, e perciò di uno stato inferiore e remoto
    di incivilimento.

    La principale distinzione nelle forze intellettuali fra i due sessi è dimostrata in ciò che l’uomo giunge ad una più alta eminenza, qualunque cosa egli imprenda, cui
    non può giungere la donna – sia che richiegga profondo pensiero, ragione, od immaginazione, o semplicemente l’uso dei sensi e delle mani

    l’uomo si è elevato al suo stato
    presente. Ma dacchè egli ebbe raggiunto il posto di uomo, egli si è diviso in razze distinte, che molto più probabilmente si potrebbero chiamare sotto specie.

    • Alhwin Mohamed ha detto in risposta a Emanuele

      L’Illuminismo al constrario, è un percorso di Verità e quindi ovviamentea si parte cona degli errori, quelli sulla teoria della razza, poi poi correggersi ed evolvsersi. Gli illuministi del ‘700 che parlavano in termini rqazzisti non lo facevano sper fini di dominio per un sincero errsore scientifico ched venne ben presto , con la ragione e lsda morale, scorretto e confutato.

      Ennesima BUFALA del Darwin razzista.

      A parte l’assurdità di giudicare (e da quali pulpiti…) una persona nata nel 1809 con gli standard attuali, Darwin era un convinto antischiavista, tanto che il sanguigno capitano del Beagle Fitzroy lo bandì dalla sua tavola dopo una discussione su questo argomento. Inoltre, Darwin riconobbe che tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro colore e dalla loro cultura, facevano parte di un’unica specie che si era differenziata solo in superficie, e identificò correttamente la culla dell’umanità nel continente africano.
      Non vedeva i cosiddetti selvaggi inferiori in quanto biologicamente tarati, ma pensava che potessero progredire (ovvero, per Darwin, diventare più simili agli occidentali) se si fossero trovati in un altro contesto ambientale e sociale.
      Rispetto a noi laicisti l’etica di Darwin era certamente arretrata, ma chi adesso è antirazzista, forse, deve ringraziare anche il contributo di persone come lui.

      E comunque sia chiaro che Watson ha pienamente ragione: i negri sono meno intelligenti!!

      • minimus ha detto in risposta a Alhwin Mohamed

        Anche il socialismo era un “sincero errore scientifico”, nel frattempo ha causato decine di milioni di morti.

      • Emanuele ha detto in risposta a Alhwin Mohamed

        Le citazioni sopra sono tutte prese dall'”Origine dell’uomo” di Darwin e prima di prendere posizione in sua difesa, varrebbe la pena di leggere i suoi scritti e non solo gli aneddoti e l’apologetica.

        Comunque, da questi “errori” sono venuti fuori lo schiavismo americano, lager, gulag 2 guerre mondiali e decine di milioni di morti. L’occidente, cristiano ribadisco, a fatica nel corso dei secoli stava portando avanti i valori evangelici di uguaglianza e rispetto. Di fatto in Europa non esistevano praticamente schiavi da ben prima dell’illuminismo.

        l’Illuminismo con le sue teorie darwiniste e spenceriane ha rigettato l’uomo nella barbarie dei regimi nazisti e sovietici. Hai letto che Darwin diceva che le razze inferiori di uomo era naturale che sarebbero state dominate e sterminate dalle superiori (caucasica)? Ti ricorda nulla?

        Oggi fate pure spallucce? “Eeh, che vuoi la scienza sbaglia, ma poi si corregge”… Lo vedo come si corregge! Milioni di aborti ogni anno prevalentemente per motivi eugenetici, eutanasia eugenetica, neocolonialismo, etc. grazie proprio alle teorie di Watson & Co.

        E nuovamente la chiesa è l’unica che concretamente si oppone… Poi tra 70 anni direte nuovamente che la scienza sbaglia e finirà che anche l’aborto era colpa della Chiesa perché San Tommaso sosteneva l’animazione ritardata.

        • federico74 ha detto in risposta a Emanuele

          Grande post, veramente, Emanuele. Tutto vero parola per parola.

          • Gabriele ha detto in risposta a federico74

            Mi piace poi che con Darwin, secondo gli ateisti anticlericali, sembra lecito dire:

            A parte l’assurdità di giudicare (e da quali pulpiti…) una persona nata nel 1809 con gli standard attuali

            Se si prova a fare lo stesso con alcuni documenti ecclesiastici (come l’articolo della Civiltà cattolica spacciato per approvazione dello schiavismo), allora apriti cielo!

  12. alessandro pendesini ha detto

    Michele : Ti ringrazio per la l’elaborata risposta.

    Ma ritengo che sarebbe molto interessante sapere :

    1°-Re Leopoldo II era ateo o credente di stampo cristiano ?

    2°-A me risulta che fece doni sostanziali alla Chiesa cattolica per la costruzione della basilica nazionale dedicata al « Sacro-Cuore di Gesù

    3°-Inoltre sin dalla nascita, alla morte si è conformato alla ritualità (battesimo, nozze, funerale ecc…) cattolica o no ?

    Grazie per la risposta

    • Francesco ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Professarsi cattolico/cristiano, fare donazioni, o anche ricevere sacramenti (senza le dovute disposizioni), non sono elementi sufficienti per essere buoni cristiani (“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.”).

      Se quel tipo di religione, la rifiuta… è lo stesso che rifiutiamo noi.

      Mentre dei santi, ne esiste la canonizzazione (e non mi risulta che quella persona sia tra questi), non esiste un analogo per i dannati.

      • alessandro pendesini ha detto in risposta a Francesco

        Francesco
        Avrà forse notato che il mio commento è destinato a MICHELE ?

        Quello che lei non sembra aver capito è che mi interessa sapere se Leopoldo II era cristiano, cattolico o filocattolico !
        NON MI RISULTA CHE SIA STATO ATEO !! OK ?

        Una cosa sembra essere certa : Leopoldo II ha sulla coscienza oltre che le esecrabili atrocità (amputazioni delle mani, ecc..) qualche 10.000.000 di morti congolesi da quando è stato proprietario assoluto del Congo ! Le statistiche sembrano eloquenti : all’nizio del regno i congolesi erano 25 milioni, verso la fine sono stati censiti circa 15 milioni.
        NB NON ho trovato -o letto- nessuna critica UFFICIALE della Chiesa cattolica relativa a questo gigantesco scandalo ! ne durante, ne dopo il suo regno !!! Vergogna

  13. Giuseppe ha detto

    Se sono solo un aggregato casuale di atomi, mi sembra, che l’unica legge a cui devo sottostare sia la preservazione della specie, quindi la legge del più forte, in questa ottica la schiavitù é funzionale, quindi giusta?

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