Cherofobia, temere la felicità perché poi torna il non senso della vita

paura della felicitàCherofobia significa paura della felicità, è il titolo del brano cantato da Martina Attili a X Factor. Si teme che la felicità duri troppo poco, c’è il desiderio di compimento ma la realtà tradisce le aspettative. Ne parlano anche Sartre, Claude Levi-Strauss e Bertrand Russell. Ma non è un disturbo, è la più autentica posizione umana senza il cristianesimo.

 

E’ da pochi anni che in ambito medico si parla di “cherofobia”, “paura ad essere felici”: i primi studi risalgono quasi tutti al 2013. In Italia se ne sta parlando più che all’estero grazie ad una giovane artista, Martina Attili (15 anni), autrice di un brano cantato sul palco di X Factor (video più sotto).

La cherofobia non si tratta di una vera e propria patologia ma un disagio che colpisce in particolar modo i Millennials, cioè la generazione nata tra i primi anni ottanta e la fine degli anni novanta. Non bisogna farsi ingannare dalla parola, non si tratta della paura ad essere felici ma di non esserlo. O meglio, si teme che la felicità duri troppo poco.

«Non riesco a vivere senza qualcosa che mi opprime, che mi indichi la fine», canta Martina Attili in Cherofobia. «Ed il mio cuore è come un fiore, crede ancora nel bene. Non sa che i petali cadranno tutti insieme». Lo definiscono un disturbo ma in realtà è la lucida consapevolezza che dovrebbero avere tutti. Non è Martina ad essere “strana”, sono tutti gli altri ad essere distratti.

I grandi pensatori sono tali perché richiamano l’uomo dalla sua distrazione, lo distolgono dalla routine. Ne citiamo tre, come esempio. «Siamo una parentesi tra due nulla», scriveva Jean Paul Sartre. Le creazioni dello spirito umano, continuava Claude Levi-Strauss, non hanno senso perché «si confonderanno nel disordine quando l’essere sarà scomparso». L’uomo, «la sua origine, la sua crescita, le sue speranze e paure, i suoi amori e ciò in cui crede», affermava il matematico Bertrand Russell, «non sono altro che il risultato di una collocazione accidentale di atomi. Tutte le opere della storia, tutta l’inspirazione, tutta la luminosità del genio umano sono destinate all’estinzione nella vasta morte del sistema solare. L’intero tempio delle conquiste dell’uomo deve inevitabilmente essere sepolto tra i detriti di un universo ridotto in macerie. Solo sull’impalcatura di queste verità, solo sulle salde fondamenta di un’inesorabile disperazione, l’abitazione dell’anima potrà essere costruita in sicurezza» (B. Russell, A Free Man’s Worship, Mosher 1923).

Levi-Strauss vedrà nel “noi”, nello stringersi gli uni agli altri, l’unica possibilità di consolazione per non soccombere tra «questa apparenza ed il nulla». Russell, invece, lo leggiamo: è sulla disperazione che si può fare forza, in una stoica resistenza. Sono soluzioni fragili ed illusorie, ma vanno rispettate. Ce ne fossero ancora di pensatori di questo calibro! La vera posizione umana: quella di un’attesa, di un bisogno di compimento che non trova soluzione nella realtà. Lo scriveva qualche mese fa l’anarchico Massimo Fini: «Quel che ci manca non ha limiti, non si può essere “felici mai”». Quell’originale desiderio di essere felici, che le cose abbiano un senso è quel che emerge dalle riflessioni di Sartre, Levi-Strauss e Rusell. Perché, dopo quei rari momenti di serenità ecco che torna il grande incubo del non senso: tutto ha una data di scadenza. E, con le debite proporzioni, è anche quello che la giovane Martina dice nel suo brano: «non riesco a vivere senza qualcosa che mi opprime, che mi indichi la fine».

Questa sarebbe l’unica autentica posizione dell’uomo senza il cristianesimo, cioè senza che quel giorno quell’Uomo di Nazareth non avesse preteso di essere via, verità e vita, vincendo sulla morte e dando un orizzonte di senso eterno. Una vita nuova, colma di speranza. Per nulla illusoria poiché originata da un incontro fisico, quello con la comunità cristiana, che introduce la presenza del Mistero nell’esistenza. «Noi cristiani», ha ricordato qualche giorno fa Papa Francesco, «siamo chiamati a custodire e diffondere la gioia dell’attesa: attendiamo Dio che ci ama infinitamente e al tempo stesso siamo attesi da Lui. Vista così, la vita diventa un grande fidanzamento. Non siamo lasciati a noi stessi, non siamo soli. Siamo visitati, già ora».

 

Qui sotto il brano Cherofobia cantato da Martina Attili

La redazione

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26 commenti a Cherofobia, temere la felicità perché poi torna il non senso della vita

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  1. Fabio Padesini ha detto

    “cherofobia”, “paura ad essere felici”

    Mai sentita.. semmai paura dle futuro, ma ovviamente la causa è di una politica dominatata dal capitalismo che oggi con i governi di estrema destra che si stanno diffondendo ovunuque diventerà estremamente più aggressivo, privo di quel minimo di freni che governi di centro-sinistra possono garantire.

    Cercare un collegamento per fare propaganda al cristianesimo per spacciare una felicità surrogata non è solo stupido, ma una delle naturali conseguenze di questo quadro politico, anzi ne diventa perfino una causa:

    il cristianeismo esorta le persone a sperare in una felicità post-mortem distogliendola dal creare, qui e ora, un mondo giusto ed equo, una felicità in vitam!

    Non solo: il cristianesimo, ovviamente per giustificare la sua propaganda, induce le persone a credere che qui e ora non è possibile fare niente e ad accettare ogni forma di soppruso e di schaivismo come diceva paolo, il creatore e ideologo del cristianesimo:

    Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare; ma anche se puoi diventare libero, profitta piuttosto della tua condizione! Perché lo schiavo che è stato chiamato nel Signore, è un liberto affrancato del Signore!

    «siamo chiamati a custodire e diffondere la gioia dell’attesa: attendiamo Dio che ci ama infinitamente e al tempo stesso siamo attesi da Lui. Vista così, la vita diventa un grande fidanzamento. Non siamo lasciati a noi stessi, non siamo soli. Siamo visitati, già ora»

    !? Ma che roba è? La retorica del vuoto assoluto.

    Non siamo lasciati a noi stessi??

    Ma certo che si, chi altro ci sarebbe, dove?

    attendiamo Dio che ci ama infinitamente

    Questa è proprio la più grossa baggianata che un cristiano possa scrivere: ma come.. ci fa nascere già colpevoli senza aver fatto nulla, fa nascere bambini malati e deformi in ogni modo, fa tremare la Terra causando terremoti terribili e lasciando orfani migliaia di bambini.. e ci amarebbe “infinitamnete”??

    pensa se ci odiava…

    • Preghierecorte ha detto in risposta a Fabio Padesini

      Caro Fabio Pandesini, se ti prendessi la briga di studiare ciò che vuoi criticare scoprirete che la morte cosī come la differenza non le ha create Dio, inoltre devi cominciare a riflettere sul concetto di libertà, che cosa è la libertà?

      • Preghierecorte ha detto in risposta a Preghierecorte

        uff, scrivendo dal cellulare l’autocorrettore mi cambia le parole:
        “differenza” -> “sofferenza”

        Inoltre spiegami perché quando le cose vanno bene te ne freghi di Dio e quando vanno male lo chiami in causa.

        Per concludere, se veramente sei interessato a capire leggiti le vite dei santi, come S. Francesco, S. Giovanni della Croce, Santa Caterina da Siena o altri.

    • “Walter White” ha detto in risposta a Fabio Padesini

      il cristianeismo esorta le persone a sperare in una felicità post-mortem distogliendola dal creare, qui e ora, un mondo giusto ed equo, una felicità in vitam!

      Non ci può essere nessuna vera felicità in questo mondo, se l’unica prospettiva nel lungo periodo è di diventare cibo per vermi insieme alle persone amate.

      “L’infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai.”

    • Andrea ha detto in risposta a Fabio Padesini

      “L’uomo è il suo stomaco: nutri il suo ventre e sarà felice” (Karl Marx)
      Peccato che la Svezia sia il Paese più ricco d’Europa, ma anche quello col più alto tasso di suicidi.
      “L’uomo è i suoi genitali: permettigli di soddisfare i suoi piaceri e sarà felice” (Sigmund Freud)
      Peccato che sempre Freud considerava san Francesco (casto e povero) come il modello di persona riuscita dal punto di vista psichiatrico.
      “Il vero uomo è quello di razza ariana: elimina il diverso e avrai la felicità sulla terra”
      Parola di Adolf Hitler, di sangue … ebreo e morto suicida.
      “Vuoi la felicità sulla terra: le tre elle, cioè Liberarismo in politica, liberismo in economia e libertinaggio in morale” (Marchese De Sade). E’ sotto gli occhi di tutti l’effetto della legge della giungla.
      Morale: le ideologie insegnano a delirare, SOLO LA CHIESA CATTOLICA A RAGIONARE, perché si basa sulla realtà d’un uomo-Dio e d’una donna “Dei Para”.
      Il protestante Lutero, colui che ha rimpiazzato Dio con la sua testa, ha detto che siamo giustificati solo mediante la fede.
      Per un cattolico, la fede senza le opere è morta.
      La storia dimostra, infatti, che se non ci fosse stata e non ci fosse ancora l’opera di carità della Chiesa Cattolica Apostolica Romana (con tutti i suoi difetti, sicuramente, essendo composta da uomini), la civiltà occidentale si sarebbe semplicemente estinta.
      Ai comunisti, in particolare, interessa dei poveri solamente nella misura in cui sono invidiosi di chi non lo è e guai a smentirli con i fatti, se no manifestano la loro vera natura di fascisti, cioè di arrroganti e prepotenti.
      Infine, le argomentazioni “contro Dio” sono semplicemente ridicole e anzi rafforzano; anche a livello razionale, la posizione dei credenti, dato che, proprio perché è Dio sfugge dai nostri schemi e ci lascia liberi. Per quanto riguarda, in particolare,le persone handicappate, mia moglie ci lavora quotidianamente e le puo’ assicurare che, nonostante le oggettive difficoltà, manifestano spesso una gioia di vivere ben superiore a quella dei cosiddetti normali.
      Infine, un vecchio professore di fisica sedicente ateo, cominciava i corsi cosi’:
      “Ragazzi! Ficcatevi bene in testa che la fisica la sanno solo tre persone: io, Dio e Einstein. Dio non esiste e Einstein è morto.”
      Questa frase mette ben in evidenza la vera natura dell’ateo incallito.
      Come dice il famoso psichiatra Tonino Cantelmi, se la malattia del secolo scorso è stata la depressione, quella di questo è il narcisismo.
      Il tono sprezzante del suo intervento, di chi s’illude d’avere la verità in tasca ne è purtroppo una conferma.

    • lorenzo ha detto in risposta a Fabio Padesini

      Perché critichi un cristianesimo che è solo nella tua testa?
      Il cristianesimo, ed in particolare il cattolicesimo, insegna che la felicità dell’altra vita è la semplice prosecuzione della felicità di questa vita: la felicità di cui però parlo io, da quello che scrivi, mi sembra che tu non l’abbia nemmeno mai assaporata…

      • Fabio Pededini ha detto in risposta a lorenzo

        lorenzo

        Perché critichi un cristianesimo che è solo nella tua testa?
        Il cristianesimo, ed in particolare il cattolicesimo, insegna che la felicità dell’altra vita è la semplice prosecuzione della felicità di questa vita:

        Pare di no:

        Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.

        Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare;

        Quelli che si trovano sotto il giogo della schiavitù, trattino con ogni rispetto i loro padroni, perché non vengano bestemmiati il nome di Dio e la dottrina. Quelli poi che hanno padroni credenti, non manchino loro di riguardo perché sono fratelli

        Esorta gli schiavi a esser sottomessi in tutto ai loro padroni; li accontentino e non li contraddicano,

        Non mi pare che tutto questo sia compatibilie con l’idea di felicità..

        non condannate e non sarete condannati

        Be sull’ultimo insegnamento diciamo che la chiesa non l’ha proprio seguito alla lettera..

        La chiesa insegna a soffrire gioiosamente perche induce a credere che la felicità, la giustizia, la pace, ecc.. tutto arriverà dopo essere belli che defunti.

        E poi,dico io, nel frattempo si induce pure ad evitare critiche, condanne e accuse diciamo cosi.. “scomode”, nevvè?

        • lorenzo ha detto in risposta a Fabio Pededini

          La tua risposta non fa altro che confermare come tu non abbia la più pallida idea di cosa sia la vera felicità perché mi sembra, correggimi se sbaglio, che la tua idea della felicita sia legata al filo doppio col piacere, mentre la felicità cui alludo io viene dalla pace che si vive intimamente e che non viene annullata nemmeno da situazioni effettivamente dolorose: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.”

    • Sophie ha detto in risposta a Fabio Padesini

      “Il cristianeismo esorta le persone a sperare in una felicità post-mortem distogliendola dal creare, qui e ora, un mondo giusto ed equo, una felicità in vitam!”

      Non è vero. Il tuo futuro solo ora lo puoi costruire, la tua vita è l’unica chance che hai per fare qualcosa di buono per gli altri. La felicità te la puoi costruire già in questo mondo e godertela nell’ altro in paradiso nonostante le avversità affrontate. Le persone più tristi che io abbia incontrato in vita mia sono gli atei, non godono ora e non godono di là. Perennemente arrabbiati e vittime dell’ ideologia più alla moda perché totalmente incapaci di ascoltare la voce della proroga coscienza. Dovresti specchiarti ai nostri Santi, i quali non se ne sono stati con le mani in tasca senza far nulla.

    • Mister R. ha detto in risposta a Fabio Padesini

      Fabio Padesini

      Congratulazioni, hai dimostrato una totale ignoranza riguardo all’argomento, ora vattene.

  2. Fabio Pedesini ha detto

    Caro Fabio Pandesini, se ti prendessi la briga di studiare ciò che vuoi criticare scoprirete che la morte cosī come la differenza non le ha create Dio,

    Assolutamente si: terremoti, malattie, tumori non sono stati creati dall’uomo nè sono frutto del libero arbitrio ma solo di come funziona la Natura, che appunto secondo te è creata dal tuo dio (ha un nome usatelo, altrimenti non si capisce quando parlate della vostra divinità).

    Inoltre spiegami perché quando le cose vanno bene te ne freghi di Dio e quando vanno male lo chiami in causa.

    Ma è il contrario! Siete voi che quando le cose vanno bene lo chiamate in causa e quando vanno male lo ignorate: davanti a migliaia di morti dopo un terribile terremoto, se c’è un superstite e tutti a ringraziare dio per il miracolo!

    Per concludere, se veramente sei interessato a capire leggiti le vite dei santi, come S. Francesco, S. Giovanni della Croce, Santa Caterina da Siena o altri.

    Ma tu dove l’hai letta la storia dei santi, sui fumetti in parrocchia?

    Caterina ha avuto un vita terribile, morta anoressica a soli 33 anni. Quando il padre confessore tentava di metterle dello zucchero nell’acqua ormai vomitava anche quella ma lei diceva di provare di voler mangiare ma che dio non le dava la forza per farlo perchè non pregava abbastanza.

    Da giovane si frustava con catene di ferro (oltre a indossare il cilicio ovviamente) perchè pensava che la morte della sorella, Bonaventura, a cui le era intensamente legata, fosse una punizione divina, la sorella era morta per colpa sua perche aveva ceduto a pettinarsi a truccarsi per cercare marito e quindi aveva con l’intenzione rotto il voto di castità (dirà poi lei, preso a 5 anni quando le era apparso cristo vestito da papa a cui si era promessa sposa!)

    Per non parlare degli incubi che faceva che magari sui fumetti che hai letto tu in parrocchia vengono chiamate visioni” e le patologie mantelai magari sono chiamte “misticismo”.

    Da questa deformazione dei fatti nasce poi tutto il resto: il fideismo, la devozione, le donazioni (ovvero i soldi) ecc.

    Caterina era a tutti gli effetti malata di mente, sconvolta dall’orrore di un epoca devastata dalla religione e da guerra peste e fame: lei infatti ènata il 1347. L’anno della MORTE NERA.

    Quindi come vedi ne so MOLTO piu di te sui santi che l’hai letti sui fumetti in parrocchia, dove magari Caterina te l’hanno chamata mistica, perche cosi fa piu effetto.

    il cristianeismo esorta le persone a sperare in una felicità post-mortem distogliendola dal creare, qui e ora, un mondo giusto ed equo, una felicità in vitam!

    Non ci può essere nessuna vera felicità in questo mondo, se l’unica prospettiva nel lungo periodo è di diventare cibo per vermi insieme alle persone amate.

    E però è esattamente quello che succede come puoi facilmente constatare scoperchiando una tomba qualunque.

    Se questo non lo accetti allora sei semplicemente immaturo, incapace di uscire dall’eta dell’infanzia, come hai affermato tu, forse per una volta sei stato sincero (ma secondo me ti sei già pentito).

    L’incapacità di accettare la vita per come è vi porta a scegliere la porta larga e facile dell’illusione, un mondo dei balocchi che come quello di collodi porta solo disgrazie (l’extiliabilis supertitio): morte, odio, razzismo, omofobia e altra morte e altro odio in un circolo vizioso.

    “L’infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai.”

    APPUNTO! Quindi accetta la Verità, accetta lo stato dei fatti e diventa un uomo maturo e adulto, ed esci dallo stato infantile.

    • Preghierecorte ha detto in risposta a Fabio Pedesini

      Car Fabio, ripeto che basta che ti studi un po’ di Bibbia per capire che la morte e la sofferenza non le ha create Dio, la morte, ad esempio, è stata causata da quella ribellione che in “cattolicese” si chiama “peccato originale”. Se to non ti informi poi non puoi criticare in maniera costruttiva.

      Rinnovo i suggerimenti che ti ho già dato, stai sparando cavolate perché stai criticando qualcosa che non conosci.

      Le critiche che fai possono andare bene forse per una fede deista simil massonica o forse per l’Ilsam ma non per il cattolicesimo.

  3. Brunello ha detto

    Forza Fabio, ammetti la verità: il comunismo, come tutte le ideologie che promettevano il paradiso in terra, è miseramente fallito. I cambiamenti sociali li deve comunque fare la politica, non è compito della religione. Comunque il mio vescovo invita a dubitare dei cattolici infelici. Sena Dio la vita sarebbe una mostruosità, alcuni atei che conosco dicono di essere felici ma sinceramente non so come fanno…

    • Federico74 ha detto in risposta a Brunello

      Concordo con te, Brunello.
      Le ideologie terrene, con il loro mito dell'”uomo nuovo” non sono altro che espressioni infernali dell’autonomia
      umana da Dio.
      Gli estremismi (destra e sinistra) non provocano altro che dittature, e milioni di morti.

    • Mister R. ha detto in risposta a Brunello

      Brunello

      Infatti alcuni si suicidano, oppure si riducono come il caro Fabio Pendesini, meglio noto come Shiva 101…
      Comunque la domanda me la pongo anch’io senza trovare risposta.

    • Klaud ha detto in risposta a Brunello

      …ma sinceramente non so come fanno

      Hai presente quegli animali vissuti in cattività e che nel momento di essere messi nella natura non sanno come fare?…
      Devi resettare il sistema artificiale e ricominciare. Sei tu quello artefatto.
      E poi salta fuori ancora questa fissazione sulla morte: dove sono tutti quei disperati terrorizzati dalla morte? Sono solo nella vostra testa.
      Vi hanno fatto credere troppe cose.

      • Mister R. ha detto in risposta a Klaud

        Klaud

        Invece di uscire i soliti discorsi degli atei usano senza capire il vero perché della domanda, spiegaci come fai? 🙂

      • Mister R. ha detto in risposta a Klaud

        Klaud

        Nessuno pensa alla morte perché è meglio non pensarci.
        Domani cade un meteorite, la razza umana si estingue e tutto ciò che ha costruito sparisce nel nulla senza lasciare traccia, non ti pare un qualcosa di terrificante al solo pensiero?
        Stesso discorso per la coscienza umana.

        “Ma allora è un modo per illudersi…”

        No, è semplicemente riflettere sul significato della nostra esistenza, l’uomo ha avuto sempre una finalità, un qualcosa che lo spronava a seppellire i morti invece di lasciarli mangiare dagli avvoltoi, ma da dove viene e perché è una costante in ogni uomo?
        In un universo nato senza fine ultimo, questa nostra caratteristica da dove sbuca?

        “L’evoluzione..”

        L’evoluzione si svolge in un universo senza fine ultimo, pertanto oltre al creare come un macchinario cieco organismi sempre nuovi non vedo come potrebbe portare, anche in un organismo intelligente, il finalismo che da sempre contraddistingue l’uomo.

        • Klaud ha detto in risposta a Mister R.

          Il finalismo umano è all’interno della nostra vita. È per questo che non si costruiscono più le piramidi. 😆 Un finalismo escatologico glielo dài tu.

          ”…un qualcosa che lo spronava a seppellire i morti invece di lasciarli mangiare dagli avvoltoi…”
          Ci sono popoli che ancora oggi i loro morti se li mangiano, e latri che li tagliuzzano e li abbandonano vicino ai fiumi per agevolare i predatori. E quindi?

          • Mister R. ha detto in risposta a Klaud

            Klaud

            Il finalismo è una nostra caratteristica, ma da dove è spuntata visto che ho posto come assioma che questo universo sia sprovvisto di un fine ultimo?

            I popoli che tu citi mangiano i morti per farli continuare a vivere in loro, al massimo lasciano i cadaveri dei nemici in pasto ai coccodrilli. E quindi?

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