Chi va a Messa è più felice dei cristiani nominali e dei non religiosi

credenti felicitàI cristiani praticanti sono più felici dei non praticanti e dei non religiosi, lo scopre il Pew Research Center in una nuova analisi basata su dati provenienti da diversi paesi del mondo. Chi va a Messa è anche più impegnato nella carità e in comportamenti sani.

 

Si parla di “persone religiose”, in realtà lo studio che presentiamo è svolto in Paesi a dominanza cristiana (e cattolica). Gli stessi autori precisano, infatti: «I paesi analizzati sono per lo più nazioni a maggioranza cristiana, in Europa e nelle Americhe, sebbene l’analisi includa anche alcuni paesi e territori africani e asiatici, come il Sud Africa, la Corea del Sud ed il Giappone».

La conclusione è che i fedeli praticanti, che partecipano attivamente alla Messa e alla vita parrocchiale, tendono ad essere più felici, più civicamente impegnati e meno attivi in comportamenti dannosi e anti-sociali, rispetto agli adulti non affiliati ad alcuna religione o ai credenti non praticanti.

E’ una nuova, enorme, analisi pubblicata due giorni fa dal Pew Research Center, basata sui dati delle indagini svolte negli Stati Uniti e in molti altri paesi del mondo (tra cui Colombia, Ecuador, Australia, Brasile, Perù, Argentina, Germania, Cile, Spagna ecc.). Molti studi precedenti hanno trovato associazioni positive tra religiosità e benessere psico-fisico, qualità e longevità della vita, in gran parte li abbiamo raccolti in un dossier specifico.

 

Una fede attiva è correlata a livelli più alti di felicità e altruismo.

La nuova indagine ha suddiviso il campione in tre categorie: le persone “attivamente religiose”, cioè coloro che si recano a Messa e partecipano ai sacramenti (almeno una volta al mese); le persone “credenti nominali”, coloro che rivendicano un’identità religiosa ma non frequentano e non praticano (chiamati anche “inattivi”); e le persone “religiosamente non affiliate”, cioè coloro che non si identificano in alcuna religione organizzata.

Il primo dato che emerge è che «questa analisi rileva che negli Stati Uniti ed in molti altri paesi, la partecipazione regolare ad una comunità cristiana è chiaramente collegata a livelli più elevati di felicità e impegno civico (in particolare, il voto durante le elezioni e l’adesione a gruppi di carità o organizzazioni di volontariato). Ciò potrebbe suggerire che le società con livelli decrescenti di coinvolgimento religioso, come gli Stati Uniti, potrebbero essere a rischio di declino nel benessere personale e sociale».

Soltanto negli Stati Uniti, il 58% degli adulti attivamente cristiani è attivo in organizzazioni di volontariato, gruppi di beneficenza, club sportivi o sindacati. Al contrario, lo è il 51% dei credenti nominali e il 39% dei non affiliati religiosamente.

Il secondo fattore rilevante dall’indagine è che negli Stati Uniti e negli altri paesi studiati, «le persone attivamente religiose hanno meno probabilità rispetto ad altre di impegnarsi in determinati comportamenti, come fumare e bere alcolici». Non si riscontra una correlazione diretta tra il praticare più attività fisica e l’obesità, tuttavia i credenti praticanti godono, in generale, di buona salute.

 

La pace sgorga quando l’esistenza si giudica alla luce di un Significato tangibile.

I ricercatori non spiegano il motivo di questa positiva correlazione tra una fede vissuta con coscienza e una migliore felicità ed un più alto impegno civico, «l’esatta natura delle connessioni tra partecipazione religiosa, felicità, impegno civico e salute rimane poco chiara e richiede ulteriori studi», scrivono.

La risposta proviamo a darla noi ed è piuttosto semplice. Innanzitutto, si dimostra che non è la stessa cosa, non è uguale credere o non credere, non è indifferente vivere attivamente la fede piuttosto che limitarsi a difendere un’identità cristiana nazionalistica. Soltanto chi si coinvolge nella comunità cristiana, vive la parrocchia e i Sacramenti sperimenta la profonda possibilità della pace. Questo perché costruisce la sua esistenza sulla roccia della presenza tangibile di Dio e sperimenta una unità di coscienza, una semplicità unificante nel percepire, sentire e giudicare l’esistenza alla luce di un Significato. Tutto viene valorizzato, tutto si connette, nulla scandalizza e nessun aspetto della realtà è rinnegato (il dolore, la sofferenza, l’ingiustizia ecc.). Questa è la promessa che vive, già ora, la comunità cristiana, i cui effetti oggettivi sono riscontrati anche in studi scientifici come questo.

La redazione

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25 commenti a Chi va a Messa è più felice dei cristiani nominali e dei non religiosi

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  1. Laurenti ha detto

    anche chi va in una moschea o nel tempio di Dahamnur è piu felice.. il non religioso essendo privo di illusioni è normale che sia meno felice.

    • Reilain ha detto in risposta a Laurenti

      A me sembra che il più illuso di tutti sia proprio l’ ateo, come la mettiamo?

    • federico74 ha detto in risposta a Laurenti

      “privo di illusioni”
      Essere certi che l’universo si sia fatto da solo, cos’è?

      • Mister R. ha detto in risposta a federico74

        federico74

        Io aggiungerei anche il credere che delle persone possano morire tra atroci sofferenze per una bugia che sapevano essere tale…

    • Norberto ha detto in risposta a Laurenti

      Il non essere religiosi è la più grande illusione che ci sia, perché senza Dio si pone la propria speranza negli idoli moderni: il sesso, i soldi, il successo, la fama, illudendosi continuamente che essi potranno portare alla felicità. Il non religioso è il più illuso di tutti.

    • Mister R. ha detto in risposta a Laurenti

      Laurenti

      – Le religioni sono favole che servono a consolare l’uomo.

      – Hai ragione, non trovo nulla di più consolante dell’ateismo: fai quello che ti pare tanto poi chi si è visto si è visto, quindi: relax.

  2. Andrea2 ha detto

    La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Questo è l’inizio della esortazione apostolica sull’annuncio del Vangelo di Papa Francesco appunto Evangelii gaudium.
    I primi comandamenti delineano un superbo e glu ultimi un invidioso.
    Secondo voi chi non segue i comandamenti perché è superbo ed invidioso può essere felice?
    P.S. Se ammettete che l’ateo è meno felice del credente, perché venite qui a cercare di dimostrare le vostre idee e convincere gli altri? Per cattiveria?

    • federico74 ha detto in risposta a Andrea2

      Credo che non possano farne a meno; attribuiscono le loro frustrazioni all’esistenza del Cattolicesimo; se poi si tratta di gay, si autoconvincono che senza Dio potrebbero vivere felici, come se la morte non esistesse.
      Non possono non odiarci. Sono dominati dall’astio. Sono degli infelici.
      Ma Gesù, ovviamente, ha previsto tutto: “hanno odiato ME, odieranno anche voi”.
      Senza volerlo, confermano che la buona via è quella del Cristo.

    • Brunello ha detto in risposta a Andrea2

      Ci credi, Andrea, che me lo chiedo pure io? Di recente ho discusso su facebook con una persona agnostica tendente all’ateismo che mi diceva di stare bene così… non mi sognerei di cercare di convertirlo visto che si sente sereno così… Invece in questo sito è pieno di atei che cercano di convertire i cattolici…

      • Max De Pasquale ha detto in risposta a Brunello

        Anche io conosco agnostici ed atei che si dicono contenti cosi’, e posso anche crederci. Non sono moltissimi pero’. E di solito non sono persone aggressive.

        • Mister R. ha detto in risposta a Max De Pasquale

          Max De Pasquale

          Se non sono aggressive vuol dire che stanno veramente bene, al contrario di certa gente che commenta in questo sito.

  3. Terry ha detto

    Dio è gioia e incontrarlo significa appunto essere testimoni di questa gioia.
    E nessuno può separarci da lui se non noi stessi.

  4. F ha detto

    Ad alcuni figli, viene data data la grazia, sorrisi e carezze, quasi la felicità qui ed ora, ad altri invece mazzate e bastonate, nonostante tutto l’impegno che cerca di dare per la propria conversione, ma si sà un Padre fa sempre delle preferenze.

  5. federico74 ha detto

    Le croci ci sono per tutti; è però richiesta l’umiltà; “chi mi vuol seguire rinneghi sè stesso, prenda la propria croce e Mi segua”.
    Gesù è IL Maestro (l’unico), è il nostro liberatore (“Senza di ME fate niente”): ma non può liberarci se non siamo umili, se riteniamo di essere in credito(!) verso Dio. Dio spiega tutto, risponde a tutto, ma ci vuole l’umiltà; l’umiltà è verità.
    Il peccato di satana (“non servirò”) è un peccato di arroganza. Queste sono le condizioni per giungere alla Vita eterna; qui siamo liberi, di aderire o meno; se non aderiamo, ci chiudiamo nell’astioso livore nevrotico, non si scappa.
    Ci danniamo nella nostra chiusura di rabbia, perché vogliamo aver ragione a lamentarsi.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a federico74

      Queste sono le condizioni per giungere alla Vita eterna; qui siamo liberi, di aderire o meno; se non aderiamo, ci chiudiamo nell’astioso livore nevrotico, non si scappa.
      Caro Federico 74 (Federico chi???)
      Spiacente doverle dire che questa sua stranissima più che infondata affermazione è degna di un ciarlatano che non ha nessuna infarinatura o competenza nella branca psichiatrica e/o neurologica ! Lei cerca solo visibilità e propaganda per difendere la sua ideologia fantasmatica tinta di misticismo…. Ne più Ne meno

      • EnnesimoUtente ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Chi vuole è libero di credere, chi non vuole è libero di non credere. Qualcuno si è preso la briga di fare una statistica e ha rilevato che chi partecipa alla Santa Messa è più felice. Cosa c’è di ideologico? Perchè chi difende a spada tratta l’esistenza del Divino è un ciarlatano e chi invece nega il Divino è uo scienziato?
        Come mai si tende a condannare la Chiesa perchè ha i beni terreni? Non è forse un attacco ideologico? I fedeli che hanno donato i propri beni alla Chiesa per il bene della comunità sono stati tutti raggirati? Non credo proprio… Forse chi accusa di incompetenza a sua volta non ha tutte le competenze necessarie per dare un giudizio lucido e distaccato.

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a EnnesimoUtente

          A proposito di “felicità”
          Non è in Italia -che ha circa l’80% di cattolici, che viviamo più felici !!!
          Secondo la classifica del World Happiness Report delle Nazioni Unite istituito in occasione della giornata internazionale della felicità. Infatti l’Italia risulta, da questi studi, il 43esimo paese più felice del mondo !!!
          L’analisi non si limita alla misurazione dei fattori di benessere di 156 paesi nel mondo (reddito, salute, istruzione, lavoro, aspettativa di vita, status sociale, generosità, onestà …) ma anche quelli relativi alla corruzione, libertà, buon governo o fiducia nelle istituzioni.
          Se i paesi nordici sono in cima alla lista, sono anche quelli in cui si pagano delle tasse relativamente alte ; ma « Queste tasse sono viste come un investimento nella qualità della vita di tutti”, afferma Meik Wiking, co-autore dello studio in Danimarca »…..Una considerazione che non si applica veramente all’Italia dove l’evasione fiscale e frequentazione dei PARADISI FISCALI è –purtroppo- tuttaltro che insignificante…..Questo spiega, inoltre, il debito italiano di oltre 2500 miliardi di €, ma che certi politici dominanti fanno caccia ai pesci piccoli, molto piccoli, ignorando –malgrado le diverse commedie politiche che danno l’illusione di « onestà » e pragmatismo- i pesci grossi, tra i quali un certo Vaticano…..Purtroppo…..

          • EnnesimoUtente ha detto in risposta a alessandro pendesini

            Non so, magari sbaglio, ma la Danimarca è uno dei paesi europei con più alto tasso di suicidio…
            Peraltro poi il Vaticano non mi sembra un paradiso fiscale, quantomeno non al pari di Lussemburgo, Irlada Olanda… ed è (giustamente) uno Stato Sovrano. Forse ho travisato io…

            • alessandro pendesini ha detto in risposta a EnnesimoUtente

              Peraltro poi il Vaticano non mi sembra un paradiso fiscale….
              Ennesimo Utente :
              La Chiesa cattolica -quindi il Vaticano- è la più grande istituzione immobiliare del Mondo.
              NB :-Il valore del suo patrimonio immobiliare, a livello mondiale, è di oltre DUEMILA miliardi di euro. Solo In Italia, circa il 20% -pari a 400 miliardi di € del patrimonio immobiliare- appartiene al Vaticano. Al quale vanno aggiunte le fonti di reddito come l’Obolo di san Pietro (78 milioni di $ nel 2013) ; gli incassi dei Musei vaticani (oltre 50 milioni di €/anno) ; senza dimenticare i profitti della IOR, istituto bancario e l’Istituto per opere di religione che investe il patrimonio del Vaticano.
              Poi ci sono le riserve di oro !!! (c’è chi parla di oltre 60.000 tonnellate in depositi situati in varie parti del mondo)… Un altro grande affare per la Chiesa sono le migliaia di istituzioni…ecc…ecc…
              Ma quando case e chiese crollano seguito a terremoti, ad esempio è lo stato italiano che paga quindi i contribuenti, e non il Vaticano…..Cercate l’errore….
              A tutto cio’ va aggiunto il contributo dell’8 per mille (oltre un miliardo di € nel 2016), il quale non serve a finanziare lo Stato Vaticano, ma viene impiegato per il sostentamento del clero e per spese di culto e caritative della Conferenza Episcopale Italiana, di cui si dispone di un rendiconto e della ripartizione, cosi dicono…

              NB Affermare che la chiesa NON abbia riciclato denaro sporco, particolarmente delle mafie italiane, è nientemeno che negare un’evidenza storica che solo ingenui, ignoranti o gente di cattiva fede nega !

            • alessandro pendesini ha detto in risposta a EnnesimoUtente

              EnnesimoUtente
              Le ho risposto, ma molto disgraziatamente il mio commento che non aveva niente d’ingiurioso o offensivo NON è piaciuto a “Catone il censore”, e l’ha….eliminato ! Questo è -purtroppo- e da sempre il vostro metodo preferito : tacitare gente che osa pertinentement criticare la teocrazia vaticana…..

              • EnnesimoUtente ha detto in risposta a alessandro pendesini

                Nessun problema… sono stato anche io polemico, col rischio di andare eccessivamente “off topic”. Bisogna accettare le decisioni di chi gestisce questo spazio, che anzi ringrazio per l’impegno e il tempo che dedicano a questa attività. E poi suvvia, la censura non è mica ad appannaggio esclusivo della Chiesa Cattolica…. anzi!

      • Reilain ha detto in risposta a alessandro pendesini

        E basta che con questa fede supina e acritica Delle neuroscienze, tipica del più becero e ignorante militarismo ateo. Ci sono neuroscienziati profondamente cristiani e neuroscienziati atei. Il riduzionismo non è una certezza scientifica, ma una posizione filosofica data a posteriori senza domandarsi nemmeno se l’ esperienza possa essere esperire sé stessa. Hai annoiato con questa storiella della neuroscienze che fa diventare gli uomini onniscienti e atei mentre l ignoranza di questa rende le persone religiose, scientista saccente e noioso.

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a Reilain

          Ci sono neuroscienziati profondamente cristiani e neuroscienziati atei
          Caro Reilain
          Da studi accademici effettuati da Larson et Witham nel 1998, risulta che nei membri della National Academy of Sciences USA, la fede in Dio è scesa al 7%, con il 72% dei non credenti e agnostici 21%.
          Da questo risulta chiaramente che il denominatore comune di qualsiasi credenza irrazionale non è altro che l’ignoranza

          NB : « Il 70% degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)….. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre – non se ne rendono nemmeno conto….
          È sconcertante, e facciamo fatica ad accettarlo. Ma gli strumenti scientifici di cui la linguistica si serve per analizzare il rapporto tra “messaggio” e “comprensione” hanno una evidenza drammatica….. un’ampia America profonda, incolta, ignorante, estremamente provinciale) se anche quelle societá denunciano incoerenze e ritardi, mai si avvicinano a queste angosciose latitudini, che appartengono soltanto all’Italia, e alla Spagna….. Se noi destiniamo alla ricerca la metà di un paese come la Bulgaria, evidentemente c’è un “discorso” da riconsiderare »……

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