«Dj Fabo, non arrenderti: la luce si può ritrovare»

dj fabo eutanasiaPubblichiamo la lettera che Rita Coruzzi ha inviato a Fabiano Antoniani (famoso come dj Fabo), che in questi giorni ha chiesto l’eutanasia essendo rimasto cieco e tetraplegico. Rita Coruzzi è a sua volta affetta da tetraparesi e costretta su una sedia rotelle.

 
 
di Rita Coruzzi
da Avvenire, 20/01/17
 
 

Caro Fabiano, ho visto il tuo video e ho conosciuto la tua storia – il tuo passato da dj, l’incidente d’auto, la tua condizione di tetraplegico e cieco a 39 anni – che mi ha molto colpito, così come la tua richiesta al presidente Mattarella.

Ho deciso di scriverti perché mi sento vicina a te, sento di capirti in quanto anch’io per tanto tempo, pur essendo in una condizione meno grave della tua, ho pensato che la vita non mi potesse più offrire nulla e io fossi solo un peso per me stessa e per gli altri. Infatti a causa di un intervento sbagliato mi sono ritrovata sulla carrozzina in modo permanente, e ti posso assicurare che avevo pensato di poter vivere in tutti i modi, tranne che in questo.

Avevo solo dieci anni (ora ne ho trenta) e tutto ciò era troppo umiliante, provavo troppa vergogna, mi sentivo troppo diversa dagli altri, mi sembrava di essere uno scarto dell’umanità. Perciò credo di poter dire che in parte ti capisco, forse non completamente, perché non sono cieca, non vivo nella notte, ma conosco la tua delusione e la stanchezza dopo una serie di terapie inutili. È una situazione che logora dentro, sia il corpo che l’anima. Tuttavia mi sento anche di dirti che non credo che morire sia la soluzione, perché penso che tu potresti essere una risorsa per questa società, e non un peso. E soprattutto, hai ancora molto da offrire.

Penso che tu possa continuare a dare molto a tante persone, poiché possiedi ancora due grandi amori: la tua ragazza, che non ti ha abbandonato neanche in questa situazione, dando una grande prova d’amore; e la musica che, anche se per il momento non ti senti di ascoltarla perché ti ricorda troppo quello che hai perso, è una passione di cui non ti libererai, sarà sempre lì, in fondo al tuo cuore, pronta a sgorgare nei momenti più impensati. Questi due tesori potrebbero essere ancora una grande ricchezza, non solo per te. Forse non ci hai pensato, ma anche nelle tue condizioni potresti fondare associazioni per aiutare gli altri, per esempio i più bisognosi in India dove hai vissuto e che quindi conosci bene, oppure eventi musicali a scopo benefico, il cui ricavato può andare ad altre persone nelle tue stesse condizioni. Proprio perché ora ti trovi in questa situazione, tu per la società potresti essere energia buona e un esempio.

È scontato dire che la vita è crudele e ingiusta, che fa scherzi orribili, ma ciò che non è scontato è che chi li subisce ha due scelte: arrendersi e subirne il peso, oppure trovare un’alternativa. Questo è il bello della vita: finché sei vivo hai un’altra possibilità, puoi cambiare le cose, fare la differenza, pur con difficoltà cambiare i tuoi progetti per costruirne altri migliori, che magari non avresti neanche lontanamente immaginato. Una frase che mi ha molto colpito nel tuo video è quando dici che tu vivi nella notte. È vero, ora i tuoi occhi vedono il buio, ma la tua mente può ritrovare la luce e la voglia di vivere e di lottare. Se per ora non è sufficiente vivere per te stesso puoi vivere per gli altri, per chi ti ama, per chi è nelle tue condizioni e vive questi momenti difficili, che tu puoi capire molto bene. Potreste farvi forza a vicenda, confrontando le vostre esperienze.

Te lo dico francamente: spero che il presidente Mattarella ti risponda, ma con parole di speranza e di comprensione, dicendoti che lo Stato può aiutarti non a guarire bensì a migliorare la qualità della tua vita, e che da essa può rinascere speranza e fiducia, per te e per altri. Anch’io per anni mi sono sentita un uccello in gabbia con le ali spezzate e non trovavo alternativa, fino a quando, grazie all’aiuto della mia famiglia – in particolar modo di mia madre e del suo amore incondizionato – ho capito che dovevo trasformare la carrozzina, ovvero il mio punto di debolezza, in un punto di forza per ricostruirmi una vita diversa e creare qualcosa di nuovo, unico, lasciare la mia irripetibile impronta nel mondo, anche se in un modo diverso da come l’avevo immaginato.

Ti auguro con tutto il cuore che tu possa trovare il modo di rendere straordinaria la tua vita di oggi e di trasformare la tua condizione in una forza. Se ci riuscirai ritroverai coraggio, speranza e risorse che nemmeno tu pensavi di avere. Il mio augurio è che tu decida di non abbandonare la vita, e grazie all’amore delle persone che ti stanno vicino, possa riscoprirla e trovarne il lato positivo. Non lasciar andare la vita, aggrappati a essa, devi ancora succhiarne il midollo. Io ho imparato per esperienza diretta che non è mai troppo tardi, anche nelle condizioni più improbabili, per sentirsi vivi e avere un motivo per dire alla vita il tuo personale “grazie”.

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31 commenti a «Dj Fabo, non arrenderti: la luce si può ritrovare»

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  1. ACQUARIUS ha detto

    Mi auguro anche io dal profondo del cuore che non opti per l’eutanasia. Purtroppo però sembra che abbia preso questa decisione davvero con coscienza, e se è la morte la cosa che vuole, seppur infelice come decisione, dovrebbe avere come tutti il sacro santissimo diritto di ottenerla.

    • Sophie ha detto in risposta a ACQUARIUS

      Una scelta del genere non è dettata dalla coscienza ma da una forte depressione.
      Fermo restando che comprendo il fatto che la sua è una croce molto pesante, i suoi affetti dovrebbero stargli vicino. Pregherò per lui.

      • ACQUARIUS ha detto in risposta a Sophie

        Non prendertela, ma la superficialità del tuo commento mi ha lasciato a dir poco sconcertato.
        “Una scelta del genere non è dettata dalla coscienza ma da una forte depressione”
        Mi chiedo, ma come si fa a sentenziare così su di una condizione di cui tu non è hai la minima idea? Gli e la hai diagnosticata tu la depressione? Ma scherziamo? Capisco che tu sia in buona fede, ma per pietà quando si ha che fare con questioni delicate come la vita umana, i dogmi vengono messi da parte……forse sarebbe meglio che lui e i suoi cari, come la sua splendida ragazza, stiano lontani da questa pagina di uccr, perchè leggendo alcuni dei commenti credo che si addolorerebbero non poco a causa della mancanza di delicatezza di alcuni interventi, come il tuo…..

        • Sophie ha detto in risposta a ACQUARIUS

          Ah quindi la coscienza dice lasciati andare e ammazzati… e sarei io l’irrazionale? Una persona si vuole uccidere e per te non è depressa, quindi è serena vero? Per conto tuo fa come ti pare, per conto mio invece spero di non morire con la morte e la disperazione nel cuore qualunque siano le mie condizioni. La vita finisce quando lo decide il Padre eterno.
          E per la cronaca io non sono tua sorella, quindi bello mio datti una calmata e pigliati una bella camomilla. Chiaro?

          • ACQUARIUS ha detto in risposta a Sophie

            ciò che più mi preoccupa non è la tua risposta, quanto gli otto mi piace sotto il tuo commento.
            I miei più sinceri complimenti per la profondità e la arguzia del tuo intervento.
            In effetti è dio(la d di dio va in maiuscolo?) che ci da la vita, ed è sempre lui ad estinguerla, davvero non ci avevo pensato, ti ringrazio per la lezione gratuita di catechismo.
            Riguardo il “tua sorella”potevi risparmiartelo, ma in ogni caso sappi che non ti ho mai rappresentato nella mente come una mia coetanea. Infatti dato il tuo commento degno di mia nonna, credo che tu sia piuttosto avanti con gli anni.

            P.S
            Sia chiaro che “I miei più sinceri complimenti” è ironico, non ti sto davvero lodando. Ho voluto precisartelo perchè da sola probabilmente non lo avresti intuito. Detto questo, a mai più!

            • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a ACQUARIUS

              Sperando che non venga bannato anche questo….

              Se conoscesse chi è Sophie saprebbe con chi sta parlando e perché ha la facoltà di farlo: legga questo suo commento che posto alla fine che glielo spiega poi ne riparliamo delle condizioni di sofferenza che permettono a certuni come Sophie di capire molto più di altri e di scrivere.
              Complimenti ACQUARIUS per le tue sparate pregiudiziali nei confronti di Sophie, legga il seguito e poi faccia un piacere a tutti: taccia ed esca dalla discussione perché sta facendo la figura del cavolo sentendosi “un intellettuale di alto respiro”.
              http://www.uccronline.it/2017/01/10/north-carolina-lhouse-bill-2-resta-e-il-trans-seguira-la-sua-vera-natura/#comment-182436.
              PS:
              Complimenti dell’amore che porta a sua nonna, del resto tua nonna forse non aveva il tuo livello culturale ma guarda caso lo stesso dalla sua discendenza sei nato tu, a meno che tu non voglia asserire che per le mancanze culturali di tua nonna tuo padre o tua madre siano cresciuti delinquenti. Con ossequi ACQUARIUS che non ha nemmeno il coraggio di firmare col proprio vero nome e cognome, magari scrivendo pure se la discussione lo richiede il proprio vero indirizzo di residenza.

              • ACQUARIUS ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                “Complimenti dell’amore che porta a sua nonna, del resto tua nonna forse non aveva il tuo livello culturale ma guarda caso lo stesso dalla sua discendenza sei nato tu, a meno che tu non voglia asserire che per le mancanze culturali di tua nonna tuo padre o tua madre siano cresciuti delinquenti. Con ossequi ACQUARIUS che non ha nemmeno il coraggio di firmare col proprio vero nome e cognome, magari scrivendo pure se la discussione lo richiede il proprio vero indirizzo di residenza.”
                Ma che cazz…………….
                Detto con franchezza, mi fai un po paura. Guarda sicuro, dopo aver letto ciò che scrivi, il mio vero nome, cognome ed indirizzo(anche il numero dei peli del cu.. vuoi sapere?)non gli metto di certo….
                Comunque sotto questo post non risponderò davvero più a nessuno, dato che mi dispiaccio molto del fatto che la discussione sia sfociata nel trash.

            • Tommasodaquino ha detto in risposta a ACQUARIUS

              “In effetti è dio(la d di dio va in maiuscolo?) che ci da la vita, ed è sempre lui ad estinguerla davvero non ci avevo pensato, ti ringrazio per la lezione gratuita di catechismo”
              Eh no perché infatti di nascere l’ha deciso lei. Potrà forse scegliere di morire, certamente non ha la facoltà di tenersi la vita quando e come vuole.

            • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a ACQUARIUS

              Se sono i voti che ti interessano, io non condivido i post che tu scrivi al 80%, ma se quello è il tuo metro ti giudizio adesso vado a votarteli tutti. Dal primo all’ultimo. Complimenti per l’amore a tua nonna.

            • Marco S. ha detto in risposta a ACQUARIUS

              Acquarius o Aquarius ?

              • ACQUARIUS ha detto in risposta a Marco S.

                Acquarius e lo scivo anche in maiuscolo, te lo preciso dato che non ci vedi bene. Hai l’occhio presbite? Bè qusto è l’ultimo dei problemi, rispetto ai disagi psichiatrici di alcuni utenti……

                • Marco S. ha detto in risposta a ACQUARIUS

                  Quindi Acquarius…ok ok, un nome e’ un nome, piu’ corretto o un po’ meno corretto che sia, e’ comunque quello..

                  • ACQUARIUS ha detto in risposta a Marco S.

                    Ti spiego. Inizialmente come nick volevo usare “age of aquarius”, ma dopo ho optato per acquarius con la c(principalmente perchè mi suonava bene). Il mio obiettivo era quello di usare un nick troll per ironizzare sulla new age e sopratutto sui movimenti dell’età dell’acquario(di cui facevano parte i resunti ragazzi indaco) con cui ho avuto direttamente a che fare…..

                  • ACQUARIUS ha detto in risposta a Marco S.

                    si. faccio riferimento ad un gruppo di roma, dove le tipe credevano di essere fecondate dagli alieni e in alcuni momenti della giornata si scatena il panico tra le gente, perchè a detta loro comparivano gli insettodi(SPECIE ALIENA)…xd

                • Sophie ha detto in risposta a ACQUARIUS

                  Oh poverino, ti rode tanto il fatto che una malata di mente come me abbia messo in difficoltà con un semplice ragionamento un normale come te? 😀

                  • ACQUARIUS ha detto in risposta a Sophie

                    A proposito di questo, visto che sei intervenuta ne approfitto per dirtelo. Non mi riferivo a te e non sapevo tu fossi invalida. Per cui ti chiedo di scusarmi, se puoi, se alcune mie parole ti hanno fatto sentire offesa in qualsiasi modo, dato che non era mia intenzioni farti del male in nessun modo. Fortunatamente, non mi sembri la tipa che che si abbatte facilmente, ne ti considero inferiore a nessuno. Ci tengo a dirtelo non per commiserazione, anche se le mie posizioni sull’argomento non cambiano di una virgola. ciao…..

    • Sandrok ha detto in risposta a ACQUARIUS

      Mi spiace Aquarius, nessuno ha il diritto di chiedere allo Stato o ad altri cittadini di diventare complici della propria morte. Lo Stato difende la vita dei cittadini anche contro il loro desiderio momentaneo, per questo obbliga a farti indossare le cinture di sicurezza ad esempio.

      • Mariangela ha detto in risposta a Sandrok

        Lo stesso stato che ha approvato le unioni civili e soprattutto l’adozione da parte di coppie omosessuali…

  2. Germano ha detto

    In casi come questi persone come la Coruzzi hanno titolo per parlare e spero che la sua lettera arrivi al destinatario. Per gli altri penso sia una buona occasione per il silenzio.

    • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Germano

      Infatti tu potevi essere il primo a farlo piuttosto che scrivere il tuo commento.

      • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

        Ho cominciato a risponderti subito, fin dal primo commento.
        Sperando che UCCR passi il mio commento, visto che per il contenuto dei miei commenti sono stato bannato, ma rispetto la loro decisione: nessuno mi da la garanzia di non finire Off topics o dire scemenze. Quindi probabilmente questo subirà lo stessa sorte degli altri.
        Io ho personalmente ho provato il suicidio, non riuscito, i dettagli a richiesta per chi vorrà saperli; sono stato in clinica psichiatrica (più di una volta) dove gli altri pazienti depressi ti mettevano il suicidio in testa e l’unico modo per mantenere la serenità non era la visione di un film, non era parlare con gli altri pazienti, ma ripetere continuamente “Gesù Signore, Figlio di Dio, abbi misericordia di me peccatore” nelle passeggiate nel giardino della clinica in solitudine e dentro l’edificio e ciò dava una serenità che traspariva anche da fuori e la notava anche un’aspirante suicida che lo portava in particolare a chiedersi come facevo ad essere così sereno e a dire che portavo serenità, mentre lui si sarebbe tirato volentieri un colpo di pistola alla testa. L’unica soluzione al quesito che lo costrinse a darsi risposta fu: il grado di sofferenza tuo è minore del mio. Non è mia abitudine controbattere ad affermazioni di questo tipo. Liberi di pensarlo e dirmelo in faccia. Ma la malattia mentale vissuta e che vivo e ciò che ho visto nelle cliniche mi ha portato a ritenere che ogni vita è degna di essere vissuta fino alla fine ed anzi che è un dovere non mollare (sacra e inviolabile in poche parole), perché quando molli, la scelta non è solo privata, ma è automaticamente proposta agli altri come soluzione ai loro problemi come facile via di uscita per non soffrire più. Peccato che se uno può legittimamente decidere della propria vita, anche gli altri assumono il diritto di decidere della tua morte quando si realizza la cosiddetta eutanasia solidale, cioè quando tu vorresti vivere perché consideri la tua vita degna di essere vissuta perché magari sei su una sedia a rotelle mentre i tuoi parenti pensano invece che sia indegna e che sia loro dovere imporre legalmente l’eutanasia contro la tua volontà perché non ti reputano sufficientemente sano di mente in quel contesto per decidere della tua vita (causa istinto di conservazione o sopravvivenza e non scelta consapevole secondo il loro metro di giudizio).

        Proprio oggi leggevo a commento di quel pessimo fatto di cronaca capitato nel Bresciano di un paziente psichiatrico che ha ucciso una professionista della riabilitazione psichiatrica “Mio nonno, mio padre ed io abbiamo lavorato una vita e abbiamo pagato camionate di tasse anche per mantenere nelle nostre strutture ospedaliere queste inutili e dannose larve umane provenienti da ogni dove.” Cosa sottintendono questi commenti lascio a ciascuno il capirlo. Ma ognuno ha i suoi nemici da far fuori e l’eutanasia forzata statale può essere un buon metodo per farli fuori facendo passare una pena di morte per persone che ci pestano i piedi con motivazioni pietistiche e solidali per giustificare questa scelta. Esperti del marketing sanno motivare perché tutti i malati sulla sedia a rotelle dovrebbero essere solidali con gli altri da suicidarsi senza neanche farsi l’iniezione ma farlo con un sacco in testa ben chiuso a casa propria perché si risparmierebbe per le cure statali, si sgraverebbero di oneri i familiari, tutto per convogliare i soldi verso chi ha un diritto maggiore a vivere di altri rispetto a chi è diventato un inutile peso sulla sedia a rotelle. Tanto per non girare attorno alle questioni uso questo gergo e appositamente non le metto in linguaggio elegante. Comunque complimenti a quelli che dicono: una situazione puoi giudicarla solo se la vivi (c’è un fondo di verità, ma esiste anche l’intuizione e l’empatia), peccato che non si comportano coerentemente con questa massima quando un ladro va a casa loro o un assassino attenta alla loro vita, infatti se fossero coerenti come dicono di essere dovrebbero decidere che dovrebbero prima trovarsi nelle condizioni di rubare e diventare assassini e poi suggerire agli altri cosa fare. Peccato che questo capiti raramente e queste persone sono le prime giustizialiste a chi pesta loro i piedi.
        Comunque se qualcuno ha inteso che auguro al pregiatissimo DJ Fabio di togliersi la vita, ha frainteso il mio post, gli auguro di trovare le motivazioni a vivere e rimanere con noi per lungo tempo ancora e diventare campione di coraggio, mi auguro che abbia vicino persone che lo aiutino ad imboccare questa strada perché conta parecchio il supporto familiare. Nonché mi auguro un esercito di persone che preghino le anime sante del purgatorio per lui.
        Tuttavia piuttosto che il silenzio su un post di UCCR come questo e 580 commenti sul pontefice in 6 discussioni dovrebbe far pensare che forse su UCCR qualcuno ha messo la discussione ed il vantarsi della propria cultura e del proprio pontificare di fronte alle persone e alle domande fondamentali dell’esistenza quali la sacralità della vita. Discutere di sesso più volte con miriadi di post e scrivere 5 commenti su una questione che riguarda la vita di una persona e la sua salvezza eterna forse è sintomatico di qualcosa che non va nei commentatori di UCCR, a partire dal sottoscritto.
        Per la cronaca SOPHIE sa di quello che parla, chi la segue la conosce e spero di non farle dispiacere linkando una discussione dove ha detto un po’ di lei e li si troverà il perché lei ha la facoltà di parlare meglio di altri e non è per niente superficiale http://www.uccronline.it/2017/01/10/north-carolina-lhouse-bill-2-resta-e-il-trans-seguira-la-sua-vera-natura/#comment-182436.
        Ma comunque che importa, forse in cielo DJ Fabo vedrà questo commento e Sophie il fatto che lo difesa, perché UCCR bannerà il mio post per linguaggio poco appropriato ed offensivo. Pazienza.

        Visto che il commento non sarà pubblicato mi permetto:
        DJ Fabo, non ho potuto seguire la tua carriera da dj, le tue canzoni, i tuoi ritmi, ma penso di dire la cosa più importante: la tua vita ha sempre senso e per me non sei un peso neanche se ti trovassi in coma irreversibile (supposto che si possa ancora parlare in questo modo) e volentieri darei la vita per te, anche in stato di coma, se fossi più coraggioso e con Gesù che mi fortifica la volontà di decisione e il coraggio pur di farti vivere. Ho ancora una cosa da fare, ma questa rimarrà un segreto tra te e me, pur non essendoci mai incontrati. Forza DJ, è ancora il momento di cantare la vita.

        • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Se, e sottolineo se, i suicidi non vanno in paradiso è perché sono stupidi: non hanno infatti capito che, come tu giustamente affermi, “ogni vita è degna di essere vissuta fino alla fine ed anzi che è un dovere non mollare”.

      • Klaud ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

        Agostino
        L’hai fatta fuori dal vaso, ma almeno questa volta ci hai risparmiato un pippone da ottanta righe…

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Klaud

          Poi quello che non riesco a capire perché atei dichiarati e razionali, assolutamente scientifici, mentre irrazionali sono i cristiani che non hanno capito che non c’è risurrezione e sono uomini destinati a diventare terra di concime prima o poi perda il proprio prezioso da tempo da artista fra persone “non al suo livello intellettuale” e che non possono far altro che essere condannati a dire scemenze.

          • Klaud ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            Il virgolettato è tuo; lo credo bene che ti bannino, io ti imporrei il cilicio, ma di quelli tosti!

            • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Klaud

              Poi ripeto la domanda in forma più chiara di quella messa in precedenza: perché un ateo razionale, assolutamente scientifico, che trova irrazionale la religione cristiana e nel particolare la resurrezione di Gesù e crede di diventare terra di concime prima o poi perda il suo prezioso tempo da artista del pensiero fra persone “non al suo livello intellettuale” (i cristiani per intenderci, non l’ateo) e che non possono essere far altro che l’essere condannati a scrivere scemenze (sempre i cristiani). Questo era il senso della domanda iniziale. Se la trovata offensiva nei suoi confronti me ne scuso, non era questo l’intento, però sono curioso della sua risposta perché alcune cose dette corrispondo al suo profilo, almeno per l’ateo a quanto mi risulta.

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Klaud

          Comunque ho votato la tua risposta perché apprezzo la sincerità da qualunque parte venga detta.

    • Max ha detto in risposta a Germano

      Sono d’accordo.

  3. CORRADO LUCIANI ha detto

    L’argomento è interessante e tanti interventi offensivi sono del tutto fuori luogo. Dare risposte precise a questioni di estrema complessità non è possibile. Prima di giudicare un suicida occorre vestire i panni di quella persona. Anche il credente può avere motivi di sconforto. Il problema di fondo è che la tecnologia consente di prolungare artificialmente la vita. Io temo molto la sofferenza e temo meno la morte, perché credo che una qualche forma di coscienza sopravviva ad essa. Se io riesco ad affrontare la sofferenza che le malattie mi causano ho qualche dubbio che riesca anche a sopportare serenamente un prolungamento innaturale della vita quando la malattia non lascia comunque scampo. Secondo me è assai difficile distinguere tra accanimento terapeutico ed eutanasia passiva. Chi ha una naturale propensione a sopportare il dolore può gradire quello che (convenzionalmente?) viene definito accanimento terapeutico, mentre chi è più sensibile al dolore può volere quello che (convenzionalmente?) viene definito eutanasia passiva. Da credente ho anche paura che l’accanimento terapeutico, dandoci più sofferenze di quelle naturalmente sopportabili, possa condizionare quantomeno inizialmente quello stato di coscienza post morte. D’altre parte però sono affascinato dalle NDE (esperienze pre-morte) che nemmeno la scienza nega. Esse, a mio parere, dimostrano che si possono avere degli stati di coscienza sublimi anche in condizioni di coma o simili. A prescindere dalle sue cause questo dimostra che è difficile valutare se una persona soffre o meno: a volte i familiari sentono il bisogno di “staccare la spina” ad un loro caro, ma potrebbe essere una scelta che pone fine a uno di quei stati di coscienza che lasciano piacevoli ed indimenticabili esperienze. Per questo non farei mai il testamento biologico, lasciando la scelta a medici e familiari. Secondo me più che discussioni e giudizi sono necessari fatti. Più che manifestazione pro o contro qualcosa occorre innanzitutto dare un sostegno materiale a chi ha persone con malattie particolarmente gravi ed invalidanti: lo Stato con assistenza economica per far fronte alle spese; la Chiesa tramite associazioni di volontariato dando conforto spirituale (anche con ricorso a particolari forme di meditazione), oltre ad una attività di volontariato che aiuti chi non è autosufficiente; la Scienza, aiutandoci a soffrire meno e, perché no, a capire come raggiungere uno stato simile a quello delle NDE. Quando i malati terminali avranno quell’aiuto di cui hanno bisogno il problema scomparirà da solo. Ecco perché credo che una Chiesa che condanna sbaglia, perché dovrebbe limitarsi a portare aiuto e non a giudicare.

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