L’eutanasia legale? Poi è impossibile limitarla

CampbellL’eutanasia è stata legalizzata la prima volta spingendo sui “casi estremi”, i malati terminali. Una volta inclinato il piano, inevitabilmente è destinato ad aumentare la pendenza: si è infatti passati ad accettarla per i malati non terminali, poi per gli anziani, poi per i bambini malati, poi per le sofferenze solo psicologiche (come solitudine, noia di vivere).

Fino ad arrivare ad oggi dove nella clinica svizzera “Dignitas” è stato concesso il suicidio assistito ad un’insegnante inglese, single e senza figli, che non riusciva ad adattarsi alla tecnologia e non comprendeva i tempi moderni. Interessante il commento de “Il Sussidario”, che ha parlato di una società disumana, che di fronte ad un chiaro grido di aiuto, come quello di questa donna, che dice “vorrei morire”, risponde “ti aiuto ad ucciderti”, anziché domandarsi dove ha fallito.

La soluzione non è ucciderci tra noi, ma ««ai malati serve che qualcuno li ami, non che li uccida». A dirlo è Jane Campbell, vittima di atrofia muscolare spinale diagnosticata quando aveva 11 mesi di vita. Perché «la pena peggiore per un malato è la mancanza di qualcuno che ti vuole al mondo così come sei, non la malattia». Se si è circondati da nessuno o da persone per le quali sei un peso, è ovvio il pensiero di toglierti da parte. Il quale aumenterebbe di potenza con una legge che facilitasse il suicidio assistito. Questa cultura «istiga i deboli al suicidio. Arriveranno a sentirsi in colpa per il fatto di esistere, di costare tempo e denaro. Ma noi vogliamo davvero vivere in un mondo di solitudine e disperazione, un mondo privo di compassione?».

«La bugia», ha spiegato in un’intervista, «sta nell’idea che dipendere sia una cosa terribile. Le persone spesso si fermano all’apparenza e per esempio quando guardano me non vedono quello che io sono. Mi riducono a una donna in carrozzina che scrive con un dito e che si nutre con la peg. Se solo avessero il coraggio di guardare oltre vedrebbero che sono una donna felice». Grazie soprattutto al suo intervento, nel 2009 la legge intesa a sostenere i viaggi dei malati terminali verso paesi che praticano l’eutanasia è stata respinta con 194 voti a 141.

La redazione

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44 commenti a L’eutanasia legale? Poi è impossibile limitarla

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  1. luca ha detto

    Perché non specificare nell’articolo che la signora aveva 89 anni ed era malata?

  2. Nullapercaso ha detto

    La percezione della realtà e la realtà stessa possono essere molto lontane. Io conosco una coppia con tre figli di cui uno si è suicidato a vent’anni. Sicuramente era amato, i genitori credenti, forse un po’ rigidi, sicuramente non assenti. Evidentemente la percezione di vicinanza e affetto non sono stati sufficienti a motivare la continuazione della vita. Non tutti i drammi sono così semplicisticamente spiegabili.

  3. unafides ha detto

    Il modus operandi tipico di chi conduce le battaglie pro death è sempre quello di introdurre la nuova legislazione proponendo all’opinione pubblica dei casi estremi che possono fare facilmente leva sui sentimenti e con la complicità dei media cercano di raggiungere il beneplacito della gente comune. Una volta ottenuto il permesso per questa nuova deriva non è facile arginare l’emorragia di richieste che può arrivare per i più disparati motivi da chi non ha neanche il coraggio di togliersi la vita da solo e cerca di coinvolgere altre anime nel gran crimine. Nel caso di Norma McCorvey che di fatto introdusse l’aborto legale negli Stati Uniti la vicenda fu questa: la giovane venne strumentalizzata in quanto faceva al caso delle associazione prodeath, una situazione famigliare degradata, alcol, droga, presunte violenze e l’opinione pubblica fu ammaestrata, sembrava un caso limite per poter ricorrere all’aborto, ma oggi si usa l’interruzione di gravidanza come metodo contraccettivo. Per la cronaca, la giovane Norma McCorvey si convertí ed oggi è in prima fila nei movimenti prolife.

    • Aristarco ha detto in risposta a unafides

      I pro-choice vogliono libertà di scelta per sé stessi e per voi.
      Se voi, pro-life-anche-a-cervello-bollito, avete deciso che l’eutanasia è cosa brutta e cattiva, sarò io – insieme a voi – a difendere la vostra scelta per voi stessi.
      Se domani sarete preda di dolori lancinanti e non sensibili alla morfina e vorrete comunque vivere fino in fondo il vostro atroce supplizio, io sarò con voi.
      Però se io non avrò le vostre palle, mi piacerebbe avere la possibilità di una uscita di sicurezza, di una uscita anticipata.
      P.S. Una delle vostre peggiori menzogne è che attribuite ai pro-choice la volontà di estendere a tutti l’eutanasia.
      Io sono a favore dell’eutanasia. Ma di una eutanasia per pochi. Assolutamente antidemocratica. Una sorta di privilegio aristocratico, più che un diritto democratico

      • gladio ha detto in risposta a Aristarco

        Se domani sarai preda di figli e nipoti che hanno l’ intenzione di “sbarazzarsi del vecchietto”, ancorchè in buona salute ma che è di intralcio per tante cose : le vacanze, i corsi in palestra ecc…ecc…noi saremo al loro fianco ad aiutarli a trovare per te l'”uscita di sicurezza”.
        Eh si caro amico, vedrai, la finirà proprio così…

        PS: dell’ arrticolo non hai proprio capito un tubo!

        • gladio ha detto in risposta a gladio

          Ancora una cosa Aristarco:
          Qualsiasi decerebrato è capace di insultare , tutt’ altra cosa è cercare di convicere le persone dei loro errori ( o presunti tali) con argomentazioni serie ed approfondite nel rispetto reciproco

          • Aristarco ha detto in risposta a gladio

            Sono stato accusato di essere offensivo.

            Allora chiamatemi per le mie scelte ideologiche un pro choice e non un pro death.
            Al sottoscritto piace essere definito un pro choice, mentre un pro death è una terminologia troppo macabra, per i miei gusti.
            Qualcuno potrebbe sostenere che la mia richiesta limita la libertà di espressione e che in fondo in fondo in fondo essere considerato un pro morte non può essere considerato inesatto.
            Allora però lasciatemi rivolgere a voi in termini di pro-life-anche-a-cervello-bollito, perché in fondo in fondo in fondo non è inesatto sostenere che voi siete a favore della vita anche quando il cervello è ormai un catorcio inservibile.
            In conclusione, in ogni luogo su internet dove vi è scambio di opinioni, vi è un particolare livello minimo di netiquette accettabile.
            Il sottoscritto cerca di tararsi a quello di questo confronto.
            Personalmente preferisco di gran lunga i consueti termini di pro choice e pro life e non mi piacciono i termini denigratori anche se non inesatti di pro death e pro-life-anche-a-cervello-bollito.
            Però, mi attengo a ciò che decide la maggioranza.
            Ciao
            Aristarco

            • domenico ha detto in risposta a Aristarco

              ma sii serio…
              di quale libertà di scelta stai parlando? Segui quello che sta succedendo negli altri paesi dove già c’è l’eutanasia e la stanno estendendo anche a chi non la chiede e a chi non ha nessuna malattia terminale o ‘cervello bollito’. I casi stanno aumentando in modo esponenziale.
              Rispondi a questo che è l’argomento di questo articolo!

            • gladio ha detto in risposta a Aristarco

              Ti infastidisce il termine pro-death? Non stento a crederlo, pertanto, per educazione e rispetto verso l’ interlocutore mi atterrò al termine pro-choice; non sarà comunque una questione linguistica a cambiare la sostanza delle cose.

              Sai qual’ è allora la differenza tra i pro-choice ed i pro-life?
              Unicamente nel fatto che un pro-life, a differenza di un pro-choice,
              considera un poveretto dal “cervello bollito” un essere umano a tutti gli effetti, la cui infermità non sminuisce di un muillimetro la sua dignità.

              In poche parole per noi un “cervello-bollito” vale quanto una persona sana e ardita come te.

              Il cervello sarà anche un catorcio inservibile , ma non l’ essere umano,caro Aristarco.

              • Aristarco ha detto in risposta a gladio

                Grazie sentitamente per aver accettato la questione linguistica che avevo sollevato.
                Poi è chiaro che le differenze ideologiche rimangono.
                Però personalmente, a prescindere delle idee che alloggiano nel molliccio e gelatinoso computer che alberga all’interno della nostra scatola cranica, ritengo che un buon livello di rispetto reciproco sia di straordinaria importanza e non solo una banale questione di galateo.
                Cordialità
                Aristarco

                • unafides ha detto in risposta a Aristarco

                  Davvero il problema è di natura semantica? Tu puoi pure accontentarti di farti chiamare pro-choice e molti possono illudersi che sia veramente questo il problema, ma io non mi faccio illusioni, quando ho a che fare con chi promuove la cultura della morte mi piace chiamare l’avversario con il suo nome e non con un vezzeggiativo che serve ad edulcorare il veleno. Chi ha proposto la libertà di uccidere il proprio bimbo in grembo, chi propone di uccidere i propri malati non è per la libertà di scelta, è per la libertà di morte.

                  • Aristarco ha detto in risposta a unafides

                    Caro Unafides,
                    Solitamente cerco di tararmi sul tono del mio interlocutore, ma non necessariamente scendo ai suoi livelli.
                    Se il mio interlocutore digrigna i denti, fa la faccia scura, mi lancia accuse in termini di ammazza-bambini e ammazza-malati, mi fa le boccacce, mi descrive come apologeta di morte, mi fa la linguaccia, mi definisce “veleno” che si autoedulcora con il termine pro-choice,… e vabbè!
                    Vorrà dire che questa tigre da tastiera avrà bisogno di liberarsi di altre frustrazioni quotidiane, per cui getta in rissa la sua incapacità di confrontarsi.
                    Ciao
                    Aristarco

                    • unafides ha detto in risposta a Aristarco

                      Mi dispiace che la sua capacità di dialogo sia scaduta al punto da attaccare personalmente, non ho frustrazioni di cui liberarmi e non sono una tigre da tastiera, sorvolo sulle offese che non contano. Conta altro per me, io al massimo mi riferivo a tutto il movimento pro-death, se lei ne ricopre la leadership mondiale allora e solo allora mi stavo riferendo a lei. Si riguardi. Buona Domenica

            • Max ha detto in risposta a Aristarco

              “Se voi, pro-life-anche-a-cervello-bollito”… questo sembra offensivo.

              Una delle ragioni per cui anche in Paesi fortemente secolarizzati come il Regno Unito ci si oppone all’introduzione dell’eutanasia e’ che a farne le spese potrebbero essere le persone piu’ deboli e piu’ facilmente influenzabili… si potrebbe montare su di loro una pressione per convincerli a togliere il disturbo.

              Inoltre nessuno vuole tenere prolungare l’esistenza di una persona di poche ore facendogli provare dolori terribili. Poi quali sono i dolori lancinanti su cui gli antidolorifici moderni non fanno effetto? la Medicina moderna ha fatto molti progressi in questo campo

            • Andrea2 ha detto in risposta a Aristarco

              pro-choice e pro-death sono praticamente la stessa cosa

        • Aristarco ha detto in risposta a gladio

          Ho già accennato alla grande menzogna dei pro life, che attribuiscono ai pro choice l’intenzione di portare l’eutanasia su un cosiddetto scivoloso slippery slope.

          Personalmente – se fosse nella mia possibilità – farei in modo la legge che regolamentasse l’eutanasia fosse scritta in modo da contenere rigorosissime e selettivissime regole tali per cui fra coloro che possono avvalersi del privilegio (e non diritto) della eutanasia, fossero esclusi i cagadubbi.
          Non solo farei in modo di escludere i cagadubbi.
          Ma certamente farei in modo di evitare che si possa verificare il principio del “sbarazzarsi del vecchietto”.
          La mia legge sulla eutanasia delineerebbe un percorso per raggiungere il privilegio della eutanasia infarcito di ostacoli di vario tipo: solo i più determinati sarebbero in grado di percorrerla fino in fondo.
          Tanto per essere chiaro, chi non ha mai lasciato ripetuta e chiara traccia di essere favorevole alla eutanasia, non potrà poi chiederla all’ultimo momento sul proprio letto di morte: troppo comodo!!!
          Non solo.
          Basta che sia intercettato solo un momento di incertezza, e la possibilità di ottenere il privilegio della eutanasia decadrebbe immediatamente e definitivamente.
          In conclusione, personalmente imbraccerei la mitragliatrice (metaforicamente, eh!) per difendere dalla eutanasia sia il cagadubbi che il vecchietto di cui si ci vuole sbarazzare per vantaggio dei parenti che così ereditano oppure per vantaggio della società che lo considera un “peso morto”.
          In altri termini, di un cosiddetto slippery slope sull’eutanasia, ho più paura io che un pro life.
          Ciao
          Aristarco

          • andrea g ha detto in risposta a Aristarco

            Vietare l’eutanasia è una laica vittoria dell’umanesimo
            contro la cultura pro morte dei materialisti barra edonisti
            che valutano il nonnetto non autosufficiente (ma di cui
            bisogna pagare la retta, ah!)un peso e non (più) una
            persona.
            Il fatto che questa pratica abominevole (demoniaca) sia
            stata attuata dai nazi psicopatici fa riflettere.

            • Aristarco ha detto in risposta a andrea g

              Come è noto, i nazisti sono stati i primi a promulgare leggi anti-fumo.
              Non per questo considero la odierna legge anti-fumo promossa dal cattolicissimo Girolamo Sirchia una espressione di nazismo.
              Se infatti si legge la legislazione nazista anti-fumo e la legislazione italiana anti-fumo emerge lampante il differente substrato ideologico. Anche se si deve ammettere che, sul piano pratico, vi è innegabilmente una certa sovrapponibilità.
              Un analogo discorso può essere fatto sulla eutanasia promossa dal nazionalsocialismo e la eutanasia promossa da una nazione democratica, come – ad esempio – l’Olanda.
              Su un piano pratico vi è innegabilmente una certa sovrapponibilità, ma il substrato ideologico è distante anni-luce.
              Cordialità
              Aristarco

      • LawFirstpope ha detto in risposta a Aristarco

        Se voi, pro-life-anche-a-cervello-bollito, avete deciso che l’eutanasia è cosa brutta e cattiva, sarò io – insieme a voi – a difendere la vostra scelta per voi stessi.

        Così facendo ti contraddiresti: l’eutanasia è contemporaneamente un bene (nei tuoi confronti) e un male (nei confronti di altri).

      • unafides ha detto in risposta a Aristarco

        Oggi in tutta coscienza firmeresti per la tua eutanasia in caso di malattia terminale con dolori insensibili alle terapie palliative, ma la tua firma la porresti adesso in piena salute. Non puoi sapere come ti comporteresti davanti alla malattia e come i tuoi sentimenti possano cambiare e con essi l’attaccamento alla vita e ai tuoi cari che magari continuano ad accudirti nonostante tutto con amore e tu non vorresti più lasciarli. La vicenda Borgonovo ha fatto scuola nello specifico, all’inizio avrebbe voluto farla finita, ma poi l’amore della sua famiglia e dei suoi amici lo aiutarono nella battaglia.

      • domenico ha detto in risposta a Aristarco

        Nessuno infatti ti vieta di porre termine alla tua vita. E’ diverso quando tu chiedi allo Stato di agire per conto tuo.

        Ma visto il tuo pensiero aristocratico che ne dici di questo che sta avvenendo in Belgio?
        ” Eutanasia “non richiesta” in Belgio Anche se non c’è sofferenza, il medico vuole poter accelerare la morte”
        http://www.ilfoglio.it/soloqui/22914

        • Aristarco ha detto in risposta a domenico

          Caro Domenico
          Faccio una premessa.
          Il Foglio è la rivista di Giuliano Ferrara.
          Ricordo una trasmissione “Otto e mezzo” su La Sette con Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni.
          Ricordo perfettamente una particolare puntata in cui si parlò del Protocollo di Groningen.
          Caso volle che io avevo già letto in precedenza il Protocollo di Groningen e quindi sapevo esattamente cosa ci fosse riportato.
          Ricordo la trasmissione come qualcosa di assolutamente vergognoso, con il sottoscritto che strabuzzava gli occhi e saltava sulla sedia: o Giuliano Ferrara non è in grado di tradurre l’inglese o è uno dei più sfacciati falsificatori del tubo catodico.
          Ricordo che vi era, in collegamento, una deputata olandese che parlava perfettamente l’italiano che cercava insistentemente di intervenire per correggere ciò che diceva Ferrara sul Protocollo di Groningen, e quest’ultimo alzava la voce, con atteggiamento prevaricatore, riuscì a non farla parlare.
          Ed io che avevo già letto, per conto mio, il Protocollo di Groningen, rimasi assolutamente schifato.
          Quindi se mi citi come fonte un articolo su Il Foglio, giornale di Giuliano Ferrara, tendo ad essere diffidente.

          Comunque non evito la questione di fondo che mi hai sottoposto.
          Piuttosto di una regolamentazione non dico “selvaggia” della eutanasia, ma anche solo “democratica” della eutanasia, preferisco di gran lunga l’opzione no-eutanasia.
          Come ho già detto, il sottoscritto è indubbiamente pro-eutanasia, ma ho più paura di voi cattolici di un “pendio scivoloso” che porti ad allargare “a cani e porci” (senza offesa per i cani e i maiali) il “diritto” alla eutanasia.
          Non pensare che non sia consapevolissimo di cosa ci sia in gioco e della stratosferica importanza di ciò.
          Anche se sono assolutamente pro-eutanasia senza “se” e senza “ma”, ho anche una fifa terribile di abusi. Ho più fifa dei Cattolici.
          Però, pur con tanta fifa in corpo, ritengo che il depositario ultimo del mio personalissimo destino possa alla fin fine essere solo il sottoscritto, pur riconoscendo un ruolo gigantesco alla rete di rapporti umani che deve collegare ogni essere umano (“No man is an island” John Donne).
          Ciao,
          Aristarco

          • domenico ha detto in risposta a Aristarco

            Carissimo Aristarco, mettila come vuoi ma le tue preferenze non contano nulla: in tutti i paesi al mondo dove è stata fatta una legislazione sull’eutanasia si è avuto il piano inclinato che tu stesso dici di temere.
            Per cui sono certo che starai dalla nostra parte nel combattere queste leggi.

      • Menelik ha detto in risposta a Aristarco

        “…dolori lancinanti non sensibili alla morfina…”?
        Mai sentito parlare del fentanyl?
        Fai una ricerchina su wiki.
        L’eroina, al confronto, è acqua fresca.
        L’effetto dura tre giorni.
        Lo somministravamo a mio suocero, l’anno scorso, per mesotelioma pleurico, dall’autunno fino a fine marzo, quando è passato a miglior vita.
        Più sotto (o sopra) Gladio ti ha detto qual è il problema che sempre più frequentemente si presenta in questi casi.
        Pressioni psicologiche per sbarazzarsi del “vecchiaccio” il quale, prima si leva dai cosidetti, prima si eredita.

        • Aristarco ha detto in risposta a Menelik

          Ci sono un mucchio di pazienti che non tollerano i farmaci morfinici o oppiacei, come anche il Fentanyl.
          E se non tollerano gli oppiacei, ecco che emerge un grandissimo problema perché non vi sono alternative.
          E poi smettiamo di considerare la morfina e i farmaci oppiacei, come una panacea anti-dolore. Molti tipi di dolore sono non sensibili agli oppiacei.
          In conclusione, fra pazienti che non tollerano i farmaci oppiacei e i pazienti che hanno dolori non sensibili alla morfina, vi è – assolutamente sottaciuto – un enorme problema di gestione degli ultimi giorni della propria vita.
          Dato però che si tratta di un problema che coinvolge persone che non votano e non hanno peso politico, questo problema tenderà a mantenersi a lungo.
          Ciao
          Aristarco

          • Menelik ha detto in risposta a Aristarco

            Cosa significa che non tollerano gli oppioidi?
            Hanno l'”allergia” agli stupefacenti?
            Non esiste “un mucchio di pazienti che non tollerano….”.
            Oggi l’analgesia è in grado di controllare ogni livello di dolore agendo in più modalità, non solo con i narcotici.
            L’eutanasia è nella stragrande maggioranza dei casi richiesta per motivi psicologici, per il “mal di vivere” che si accentua in quello stato, e su questo l’ambiente che circonda il paziente ha parte in causa.
            Come i down, non sono persone inutili.
            Se la stupidissima cultura occidentale è imperniata sul bello, magro, in carriera, è ovvio che i malati siano considerati, e loro si autoconvincono di esserlo, persone inutili, rottami umani che gravano sulla vita di chi dovrebbe prendersene carico, e non lo fa, perché è un peso, e richiede impegno, responsabilità.
            La strategia dei sostenitori dell’eutanasia è come quella dell’aborto: vengono presentati casi estremi, rari, facendo credere che siano la media, per poi utilizzare l’aborto e l’eutanasia in ogni caso a prescindere da patologie, ossia aborto come semplice anticoncezionale ed eutanasia per depressione psicologica.
            La libertà in queste cose è come la libertà di usare droga: viene presentata come una scelta personale, ma è falso, perché influenza pesantemente le persone che hanno a che fare con lui, oltre al messaggio perverso che si dà agli adolescenti, che drogarsi non sia un male che fai in primis a te stesso, e poi a tutti gli altri con cui interagisci.
            E se non ne siete convinti, chiedetelo alle famiglie dei tossici, in che maniera il suo stile di vita influenza tutti gli altri.

            • Aristarco ha detto in risposta a Menelik

              Troppi argomenti messi sotto i riflettori da Menelik: ”allergia” agli stupefacenti; analgesia moderna come panacea per ogni tipo di dolore; eutanasia e “mal di vivere”; “utilità” o “inutilità” sociale delle persone affette da sindrome di Down; raggruppamento dei “valori” della cultura occidentale rappresentato dalla triade “bello, magro e in carriera”; … e poi strategie promozionali… aborto… droga…. insomma troppa troppa carne sul fuoco!

              Solo allora una considerazione sulla capacità della analgesia moderna a contrastare ogni tipo di dolore.
              Purtroppo si deve accettare il fatto che moltissime persone muoiono ancora fra atroci sofferenze.
              Sostanzialmente per combattere il dolore abbiamo a disposizione solo due classi di presidi farmacoterapeutici: i farmaci che derivano dalla aspirina e i farmaci che derivano dalla morfina. Punto e stop.
              Se Menelik inventasse un terzo farmaco analgesico, lo farei diventare più ricco di Bill Gates.
              Abbiamo a disposizione solo due classi farmacologiche analgesiche propriamente dette e accade frequentemente che vi siano delle intolleranze e dei dolori non-responsivi.

              Poi chi ha Fede se ne infischia di questi discorsi.
              Per chi ha Fede, non è importante avere o non avere disponibilità di una efficace farmacoterapia analgesica.
              Se uno che ha Fede si trova su un isola in mezzo all’oceano, senza radio ma con tutti i conforts, alle prese con una malattia atrocissima e senza speranza, non chiederà l’eutanasia, anche se non vi fosse disponibilità neppure di una mezza compressina di Aspirinetta.
              Però chi non ha Fede, può anche non avere le “palle” come chi ha Fede.
              E allora, colui che non ha Fede, sarebbe più sereno se sapesse che – come estrema ratio – esiste la possibilità di ottenere l’eutanasia.
              Cordialità
              Aristarco

              • Daphnos ha detto in risposta a Aristarco

                Sostanzialmente per combattere il dolore abbiamo a disposizione solo due classi di presidi farmacoterapeutici: i farmaci che derivano dalla aspirina e i farmaci che derivano dalla morfina. Punto e stop.

                Sto per dire una cosa che mai avrei pensato di dire, da conservatore quale sono… SVEGLIAAAAAAAA!! SIAMO NEL 2014, NON NEL 1890!!!!!! Ma in fondo vi capisco. Chi vi indirizza nelle opinioni non ha alcun interesse a darvi cultura. Cordialità.

      • Azaria ha detto in risposta a Aristarco

        Aristarco, in primo luogo ti voglio fare i miei complimenti per le tue osservazioni pacate e le tue argomentazioni, è abbastanza raro trovare persone che usano tali modi essendo contrari all’argomento trattato.

        Di contro però vorrei farti notare che mentre tu e chiunque appoggi le teorie pro-choice ragionate su ciò che “dovrebbe essere” la Chiesa ragiona su “ciò che realmente è”.

        La Chiesa conosce la realtà della natura umana (compresa la psicologia delle masse) molto meglio di me e di te messi insieme ed aveva già previsto la deriva che sarebbe arrivata con le leggi pro-aborto e pro-eutanasia.

        Probabilmente se ci fosse una minima possibilità di introdurre una legge che possa garantire la scelta di morte a chiunque senza però aprire le porte alle derive già accennate, la Chiesa non vi si opporrebbe. Sicuramente in tale caso lascerebbe il suicidio (assistito o no) fra la lista dei peccati (non può cambiare la dottrina) ma della lista dei peccati dovremmo interessarci solo noi cattolici e non le leggi (stesso principio che applica la Chiesa).

        • Aristarco ha detto in risposta a Azaria

          Caro/a Azaria,
          Mi sembra di scorgere alla base di quanto scrivi, un concetto che non posso – come non credente o come non so – condividere.
          Si tratta di un concetto molto diffuso anche in ambiti laici italiani.
          Concetto talmente diffuso che a lungo l’ho inavvertitamente coltivato io stesso.
          Devo ammettere di essermi accorto con difficoltà della inconsistenza di tale concetto.
          Il concetto fa riferimento indirettamente alla Fede nell’Uomo.
          Io ho fiducia nell’Uomo.
          Da un certo punto di vista, si potrebbe finanche provocatoriamente sostenere che sono forse costretto ad avere fiducia nell’Uomo non avendo altri a cui affidarsi 😉
          Sarà anche per questo motivo, ma rimane il fatto che ritengo l’Uomo molto migliore di quello che il mainstream tende a riconoscere.
          Io ho fiducia nell’Umanità.
          Io sono convinto che gli uomini, nei fatti, siano tendenzialmente buoni e che invece si auto-giudichino molto peggio di quanto in realtà siano.
          Gli uomini sono buoni e non hanno bisogno di essere eterodiretti.
          Gli uomini hanno bisogno di credere in sé stessi e alla loro bontà.
          La stragrande maggioranza delle nefandezze umane sono fatte non per autentica cattiveria, ma per stupidità.
          Ad esempio, sono convinto che la guerra sia più espressione di stupidità che di cattiveria.
          Gli uomini sono fondamentalmente buoni e comprendo che questo è un concetto scandaloso per un Cattolico, che vede Dio Padre come Essere Buono e Misericordioso (nonostante abbia permesso l’inferno, ovverosia la pena eterna… che – IMHO – non si meriterebbe neppure Hitler!) e gli Uomini come Figli Disubbidienti e per lo più Cattivi (tanto cattivi che, alla fine, sarà l’Inferno a contenere la stragrande maggioranza dell’Umanità, se si legge con attenzione l’insieme delle rigorose norme morali che non devono essere infrante per evitare l’Inferno [ad esempio, autoenuclearsi immediatamente un globo oculare se si getta uno sguardo su una bella e procace figliuola {… avrei dovuto accecarmi da entrambi gli occhi già da molti anni!}]).
          Gli uomini sono tendenzialmente e sostanzialmente buoni, IMHO.
          E non hanno bisogno di essere eterodiretti.
          Comunque mi rendo conto di aver divagato. Scusami.
          Ho appena criticato Menelik perché ha messo troppa carne sul fuoco, ma neppure io scherzo 😉
          Il vero concetto su cui voglio puntare i riflettori è il seguente.
          Avevo inizialmente scritto che mi sembra di scorgere alla base di quanto scrivi, un concetto che non posso condividere.
          Esiste nella cultura Cattolica e Laica italiana il concetto di una visione dell’Umanità che suddivide gli uomini in “papà benevoli” – da una parte – e – dall’altra parte – “minus habens”.
          Da una parte, ci sono i “papà benevoli” (i preti, i politici, i militari, ecc.) che stabiliscono che certe cose non sono alla portata dei “minus habens” (tutti gli altri).
          Eccezionalmente ciò può anche essere non inesatto, soprattutto in ambiti di competenze squisitamente tecnico-scientifiche.
          Però deve essere l’assoluta eccezione. E non la regola.
          E l’eccezione deve essere usata con straordinaria parsimonia.
          Tu affermi testualmente che “La Chiesa conosce la realtà della natura umana (compresa la psicologia delle masse) molto meglio di me e di te messi insieme […]”.
          Questa tua frase mi innervosisce alquanto.
          La tua frase la riscrivo nel seguente modo:
          “La popolazione dei preti conosce la realtà della natura umana molto meglio di me e di te messi insieme […]”.
          Non mi piace questa frase.
          Ora te la riscrivo nuovamente.
          Quella particolare popolazione (costituita da preti o da politici o da militari o da vattelapesca) conosce la realtà della natura umana molto meglio di me e di te messi insieme […].
          Non è vero, caro/a Azaria!
          Non è detto!
          Può essere vero, come può essere falso!
          E non mi pace, caro/a Azaria, che qualcuno implicitamente ci consideri dei “minus habens” che hanno bisogno di “papà benevoli”!
          Ciao
          Aristarco
          P.S. Ti/Vi saluto e ringrazio per la gradevole discussione, ma ora devo abbandonare. A presto. Tornerò comunque a rileggere le eventuali repliche.

          • Azaria ha detto in risposta a Aristarco

            Visto che tornerai a leggere le repliche te ne lascio una.

            Prima cosa ti posso dire che nonostante i tuoi ragionamenti più che plausibili pecchi un po’ di ignoranza sulla Dottrina Cattolica (il fatto di cavarsi i bulbi oculari e natura dell’inferno) ma questo è una cosa a parte e non mi sembra il posto su cui approfondire.

            Seconda cosa, per quanto riguarda il fatto che non bisognerebbe creare regole per etero-dirigere gli uomini, a questo punto non dovremmo avere più leggi, tranne pochissime da applicare con parsimonia, non credi (data la tua esperienza vissuta) sia un po’ azzardato?

            Vorrei specificare che non considero te con un livello di intelligenza al di sotto della media, anche perché i ragionamenti che hai portato qui basterebbero per smentirmi, semplicemente vedo che ogni cosa che prevede la Chiesa si avvera, compreso ciò che succede nelle zone in cui l’eutanasia è diventata legale, io associo il 98% di queste “intuizioni” della Chiesa a pura razionalità (magari con un 2% di Intervento Divino dove anche la razionalità fallisce).

            Inoltre la tua voglia di creare quella legge come l’hai descritta tu (suicidio permesso ma con estreme limitazioni) entrerebbe in contrasto con il non dover etero-dirigere l’uomo.

            Infine la tua teoria è già contraddetta da ciò che succede lì dove le leggi sul suicidio sono passate.

            • Daphnos ha detto in risposta a Azaria

              Sul punto primo sei stato troppo buono… spesso è divertente, ma a volte deprimente, vedere come alcuni non credenti, i più incazzosi, si ostinino ad accusare i cattolici di interpretare la Bibbia alla lettera, quando poi ne arrivano altri che tirano fuori la strepitosa teoria della “natura cattiva dell’uomo”. Sigh… neanche ed Egli vide che era cosa molto buona sanno più usare per denigrarci 🙁 .

          • Azaria ha detto in risposta a Aristarco

            Ah! Per la cronaca, sono un uomo.

            • Aristarco ha detto in risposta a Azaria

              Carissimo Azaria,
              Ho molte cose da fare, ma trovo molto intrigante dialogare con chi ha deciso di confrontarsi pacatamente e quindi le rimando per poterti subito rispondere, promettendoti l’impegno di limitare la mia prolissità 😉

              La questione di fondo sulla eutanasia che mi irrita – e che le tue hanno fatto riemergere – è che ci sia qualcuno che decida per me e per il mio bene, soprattutto riguardo a problematiche così delicate e personalissime, come l’eutanasia.

              Se Azaria cerca di convincermi sulla non validità della eutanasia, avrà tutto il mio rispetto.

              Se Azaria cerca di convincermi sulla non validità della eutanasia, non avrò problemi a riconoscere che la “molla” che induce Azaria a parlarmi contro l’eutanasia faccia riferimento a ciò che Azaria crede sia il mio Bene.

              Se Azaria cerca di convincermi sulla non validità della eutanasia, sono convinto che lo faccia con le migliori intenzioni del mondo.

              Se però Azaria non si limita a cercare di convincermi della non validità della eutanasia, ma in modo pro-attivo mi impone i suoi convincimenti, allora … allora …. non mi è più tanto simpatico 🙁

              Ciao,
              Aristarco

              • domenico ha detto in risposta a Aristarco

                Aristarco tu non stai invocando la libertà di decidere sulla tua vita. Tu sei liberissimo di suicidarti per qualunque ragione quando e come vuoi. Tu invece stai chiedendo che sia lo Stato a fare qualcosa al posto tuo. E’ una cosa molto diversa.

              • Azaria ha detto in risposta a Aristarco

                Scusami se rispondo ora, ma date le tue premesse non credevo di ricevere una replica, specialmente in cosí breve termine.

                Se però Azaria non si limita a cercare di convincermi della non validità della eutanasia, ma in modo pro-attivo mi impone i suoi convincimenti, allora … allora …. non mi è più tanto simpatico

                Bella cosa essere simpatici agli altri, ma se per servire Cristo (e quindi fare il bene di tutti) devo essere antipatico a qualcuno dire che sono felicissimo di diventare antipatico é anche riduttivo.

                Ripeto che la legge che legalizza l’eutanasia apre scenari piú che realistici (ed empiricamente poi dimostratisi veri) in cui una persona non piú attiva viene forzata (in un modo o nell’altro) a togliersi davanti anche contro la propria volontá. Ció significa che lasciar passare la legge sarebbe la stessa cosa che condannare a morte tali persone: i piú deboli.
                Mi spiace ma non ci stó, mi é stato insegnato che il debole va difeso sempre e comunque.

                Ripeto ancora che le tue argomentazioni, anche se affascinanti, sono entrate in netta contraddizione fra di loro e con la realtá, palesemente visibile nei paesi dove l’eutanasia é stata legalizzata.

  4. Nullapercaso ha detto

    Aristarco parla di scelte per sé non di imposizioni a malati o nonni ingombranti. Chi solamente allude a cose del genere evidentemente è in malafede o in fondo è il suo desiderio.
    Se il peso della vita risulta insopportabile è solo l’individuo che può scegliere per sé stesso, se tu nella sofferenza più atroce, fisica o psichica, tu vuoi continuare a lottare io farò tutto il possibile per permettertelo, però per favore rispetta ciò che scelgo io per me.

    • Azaria ha detto in risposta a Nullapercaso

      Caro Nullapercaso, in linea di principio sarei del tutto daccordo con te (e sono sicuro che lo sarebbe anche la Chiesa).
      Il punto è che, come già detto precedentemente, più che i principi bisogna vedere i fatti, e i fatti vanno in tutt’altra direzione, infatti quando tu dici

      Aristarco parla di scelte per sé non di imposizioni a malati o nonni ingombranti. Chi solamente allude a cose del genere evidentemente è in malafede o in fondo è il suo desiderio.

      sbagli.

      Chi indica (e non allude come hai detto tu) cose simili semplicemente guarda cosa sta succedendo lì dove tali leggi sono applicate.

      Come dicevo prima, i principi sono buoni e molti di noi

      tu e chiunque appoggi le teorie pro-choice ragionate su ciò che “dovrebbe essere” la Chiesa ragiona su “ciò che realmente è”

      Purtroppo il mondo è lontanissimo dalle nostre idee e bisogna essere razionali. La Chiesa, in 2000 anni lo ha imparato.

    • domenico ha detto in risposta a Nullapercaso

      Ma smettetela con questa menzogna delle ‘scelte per sé’.
      Non ci crede più nessuno ed è chi la usa ad essere piuttosto in malafede.
      Basta guardare quello che sta accadendo dove queste leggi sono passate anni fa proprio con tutte quelle limitazioni che si invocano (solo maggiorenni, solo consenzienti, solo chi ha fatto esplicita richiesta in passato, ecc. ecc.).
      Leggete quello che accade in Belgio:
      http://www.cmaj.ca/content/early/2010/05/17/cmaj.091876.full.pdf+html

    • andrea g ha detto in risposta a Nullapercaso

      “Chi solamente allude a cose del genere evidentemente è in malafede o in fondo
      è il suo desiderio”.
      Che profondità di pensiero, incredibile.
      Ma sui vecchietti in casa di riposo, che “costringono” i parenti
      a spese di te,po e di denaro, la legge pro eutanasia come inciderebbe?
      Esprimiti su questo, se no lascia perdere.

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