Aldo Maria Valli, un esempio che qualcuno dovrebbe imitare

Bergoglio e Aldo Maria Valli Tg1Bisogna essere sempre d’accordo con il Papa? Nessuno lo ha mai detto. Ma prima dell’amore sessantottino alle proprie idee, un cattolico, in quanto figlio, è chiamato a mettere i suoi passi in quelli del Pontefice, «tentando di immedesimarci nel suo cammino e di confrontarlo con la nostra vita», secondo lo splendido insegnamento di mons. Luigi Negri.

Uno sforzo sincero nel fare questo, con alti e bassi, ci sembra osservabile nel vaticanista del Tg1, Aldo Maria Valli, autore di alcuni articoli (e di un libro) dubbiosi su diversi pronunciamenti di Papa Francesco. Anche se non condividiamo alcune cose che scrive, lo riteniamo comunque un modello positivo per chi ha scelto -al contrario nostro- la strada della critica all’attuale pontificato.

Valli è sempre stato visto con sospetto dal cosiddetto mondo “tradizionalista/conservatore” in quanto dichiarato discepolo del “progressista” Carlo Maria Martini. Eppure, è bastato qualche articolo critico verso Francesco per mandare in giubilo lo schieramento giornalistico anti-Bergoglio, facendo esultare, ad esempio, Bonifacio Borruso di Italia Oggi, che come un tifoso sfegatato ha portato in trionfo il “nuovo acquisto”: «la schiera dei critici bergogliani s’allarga!». Chissà cosa pensa di vincere, verrebbe da chiedersi.

Alle perplessità di Valli ha replicato il teologo mancusiano Andrea Grillo, che a sua volta criticò apertamente Benedetto XVI, mentre è stato prontamente difeso da Carlo Tecce, suo collega de Il Fatto Quotidiano, che, sempre a sua volta, è stato un feroce oppositore del pontificato di Ratzinger. Lasciandoci alle spalle le inutili corazzate dei giornalisti (ed evitando di commentare il recente e discutibile attacco di Riccardo Cascioli nei confronti di Andrea Tornielli), ci tenevamo a sottolineare la delicatezza con cui il vaticanista del TG1 ha inteso manifestare pubblicamente le sue perplessità sul suo blog personale, lontano anni luce dai noti urlatori, suoi colleghi. Con questo spirito ha scritto il libro 266. Jorge Mario Bergoglio Franciscus P.P. (Liberilibri 2016), di recente pubblicazione.

In questi anni Valli si è detto perplesso della proposta di discernimento caso per caso presente nell’esortazione Amoris Laetitia, temendo uno scivolamento nel soggettivismo. Un’obiezione che non condividiamo, ma comprendiamo. Una «manifestazione sincera, e anche dolorosa, di un dubbio», ha spiegato lui stesso. «Dolorosa perché voglio molto bene al papa. Ma è proprio perché gli voglio bene che lo prendo sul serio. Ed è proprio perché lo prendo sul serio che mi interrogo su quanto insegna». Le sue obiezioni sono rispettose, accompagnate da note di stima verso Bergoglio, per i suoi gesti pastorali che sono «la trama di un pontificato». «Il gesto ha la forza della testimonianza», ha scritto. «Voler bene al papa, pregare per lui e con lui. Camminare con lui mentre va incontro. Vivere il giubileo con Francesco: farsi pellegrini con lui».

Il vaticanista non è nemmeno etichettabile come si vorrebbe, esprime infatti la sua calorosa vicinanza al card. Martini ma, contemporaneamente, apprezzamento per il teologo don Luigi Giussani, condividendone l’avvertimento circa la “protestantizzazione” della fede. Sa cogliere e trattenere liberamente ciò che vale, andando oltre le legittime simpatie personali. E’ preoccupato circa la disinformazione mediatica ai danni del Papa, come accaduto sul presunto “perdono a chi abortisce o pratica l’aborto”. Presunto perché, al contrario dei titoli di giornale, Francesco si è espresso in ben altri termini, come ha scritto giustamente Valli.

«Le decisioni di Francesco possono piacere o non piacere. In ogni caso, prima di tutto, andrebbero riportate correttamente, non stravolte», ha scritto il vaticanista. «Sono stanco di questa cosiddetta società dell’informazione che è più che altro una società della disinformazione e quindi della mistificazione, non mi va più tanto di vivere in questo villaggio globale nel quale di globale c’è soprattutto la confusione, voluta e alimentata da precisi interessi di parte». Come non dargli ragione? Preso atto della dilagante confusione mediatica, bisognerebbe però anche domandarsi quanto sia prudente o utile – a se stessi e agli altri-, per chi fatica legittimamente a mettere i suoi passi in quelli di Francesco, usare il web come confessore pubblico dei propri dubbi sull’attuale pontificato, considerando anche l’orda di sedevacantisti-tradizionalisti, da una parte, e di anticlericali, dall’altra, pronti a colpire la Chiesa. Valli ci avrà riflettuto ritenendo giusto farlo, altri non sono però della stessa idea (pensiamo a Vittorio Messori, ad esempio), altri ancora non vedono ragioni adeguate per queste perplessità.

Tornando al motivo di questo articolo: a chi ha deciso di avventurarsi nella ripetitiva critica al Santo Padre (ovviamente, a scanso di equivoci, non stiamo parlando dell’iniziativa legittima dei quattro cardinali e dei loro dubia), volevamo semplicemente suggerire, per lo meno, di prendere come esempio Aldo Maria Valli che, da cattolico impegnato, ha mostrato di saper andare oltre gli schieramenti, di tenersi alla larga da complottismi, disinformazione e dietrologie, di voler unire piuttosto che dividere (significativo il recente dialogo a distanza con Luigi Accattoli), ha posto riflessioni sofferte -condivisibili o meno- e ha scelto di avanzare pubbliche obiezioni perfino al Papa -e su questo andrebbe valutata l’opportunità, prima della correttezza dei contenuti-, facendolo però con il rispetto di un figlio. In questo periodo di turbolenza mediatica tra cattolici lo riteniamo, finora, un modello comunque positivo per chi ritiene di avere l’autorevolezza adeguata e non riesce a trattenersi dalla pubblica correzione del successore di Pietro.

La redazione

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113 commenti a Aldo Maria Valli, un esempio che qualcuno dovrebbe imitare

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  1. giulia ha detto

    Non si può dar addosso a chi diceva le stesse cose da anni SOLO perché SE NE SONO ACCORTI PRIMA!
    Guardare solo alla forma di chi diceva le medesime cose di Valli, dandogli addosso, e non vederne il contenuto è tipico di chi guarda solo la copertina di un libro o di chi non ha argomenti per ribattere! Sia mai che mi illuda che diciate un Mea Culpa…ma almeno non rigirate la frittata!

    • Norberto ha detto in risposta a giulia

      Dovresti fare mea culpa Giulia, perché Valli non dice le stesse cose del disagiato fronte anti-bergogliano!
      Ad esempio non ordisce complotti sul conclave invalido, sulle dimissioni forzate di BXVI, non accusa il papa di comunismo-marxista, di aver fatto crollare la fiducia nella chiesa, di essere responsabile dell’uscita dalla chiesa di milioni di brasiliani, non mistifica sul proselitismo, non dice che ha legalizzato il divorzio cattolico e tutte le altre idiozie dei vari Socci, Cascioli, Tosatti e Magister.

      La mancanza di rispetto nei confronti del Papa è proprio ciò che squalifica da principio gli agguerriti tradizionalisti, anche se avessero argomenti minimamente maturi dietro i complotti e le dietrologie di cui vanno matti. Ben vengano quindi i Valli, con i quali si può e si riesce anche confrontarsi (e infatti si guarda bene dal citare e apprezzare i Socci e i Magister).

      • giulia ha detto in risposta a Norberto

        Ma solo Socci sapete leggere e individuare come tradizionalista???!!!!!!sono decine gli intellettuali cattolici italiani e non che hanno detto le stesse cose e a quelli che pur lo dicevano in maniera pacata per mesi, anzi anni, avete comunque dato dei gufoni

        • Norberto ha detto in risposta a giulia

          Innanzitutto non sono tanti e non sono Uccr, ma Norberto. In secondo luogo non conosco le “decine di intellettuali cattolici” che condividono le perplessità di Valli e le espongono in modo rispettoso (non è che i gruppetti di tradizionalisti su internet ti danno alla testa?)…mi viene in mente il disinformatore Magister, il complottista Blondet e il sedevacantista De Mattei. Non meritano attenzione a mio modo di vedere e altri non ce ne sono.

          Spegni il computer giulia e prova a frequentare la tua parrocchia, conoscerai la vita vera dei cattolici e vedrai che le ossessioni dei giornalisti anti-bergoglio (ma quali intellettuali??) sono robe da facebook, da bussola quotidiana e riscossa cristiana, da gruppetti di social network di tradizionalisti mischiati ai sedevacantisti.

          • Tex ha detto in risposta a Norberto

            C’è anche Messori come Valli. Per portare il nome di un altro intellettuale cattolico famoso. Non cambia niente alla sostanza, ci mancherebbe. Era giusto per precisare.

  2. Andrea ha detto

    Il cardinale Cafarra sostiene d’aver praticato la correzione fraterna evangelica, cioè, in particolare, d’aver reso pubblici i dubia solo dopo un colloquio privato con il Papa:

    http://www.ilfoglio.it/chiesa/2017/01/14/news/carlo-caffarra-papa-sinodo-famiglia-coscienza-newman-chiesa-114939/

    Che ne pensate?
    Andrea

    • Norberto ha detto in risposta a Andrea

      Stimo il card. Cafarra, se ritiene che la strada che ha intrapreso aiuti la chiarezza e l’unità della Chiesa vada pure avanti. Se dovesse sbagliarsi sarà fraternamente corretto dal Papa e dal card. Muller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

  3. claudia2674 ha detto

    Salve, sono una lettrice saltuaria e sinceramente non devotissima.
    Da quando è esplosa la polemica sui “dubia” ho però una domanda che mi martella in testa e che vorrei fare ad un fervente tradizionalista, uno di quelli che si stanno dannando e stracciando le vesti per la possibile comunione a divorziati risposati, magari poveri disgraziati usciti da un primo matrimonio pieno di botte ed insulti e che finalmente hanno trovato la serenità.
    la mia domanda è: come mai in tempi non sospetti, ossia quando Bergoglio era ancora nella sua Buenos Aires, e si era in piano pontificato di Benedetto il pluriarcistranoto divorziato risposato Silvio Berlusconi prese la comunione direttamente dalle mani di Bagnasco nessuno si straccio le vesti ? Vorrei tanto saperlo. Grazie

    • Enrico ha detto in risposta a claudia2674

      Vero. Mi risulta che l’ex arcivescovo di Buenos Aires ed attuale vescovo di Roma non distribuisca mai l’eucarestia per questo motivo evitare che personaggi famosi ma magari non degni di ricevere il sacramento usino il corpo di Cristo come occasione per una foto col vescovo.

      Caso Berlusconi forse all’epoca aveva rinnegato la concubina per la chiesa Veronica Lario.

    • Sophie ha detto in risposta a claudia2674

      “la mia domanda è: come mai in tempi non sospetti, ossia quando Bergoglio era ancora nella sua Buenos Aires, e si era in piano pontificato di Benedetto il pluriarcistranoto divorziato risposato Silvio Berlusconi prese la comunione direttamente dalle mani di Bagnasco nessuno si straccio le vesti ? Vorrei tanto saperlo. Grazie”

      Perchè tu ti sei stracciata le vesti quando il Cardinale Bagnasco ha dato la Comunione a Luxuria (tra l’altro a quei tempi dichiarato buddista)?

    • Vincent Vega ha detto in risposta a claudia2674

      Cara Claudia, pochi giorni fa ero su Facebook, sulla pagina di un mega-tradizionalista; uno di quelli “duri e puri” che da anni tuonano contro i risposati dicendo che o si castrano o sono in peccato mortale sicuro….

      Molto bene, questo tradizionalista è un fan di Pino Daniele, e il 4 Gennaio era il secondo anniversario della sua morte.

      Sulla pagina Facebook di questa persona c’era scritto “Pino, ci hai fatto sognare, ora sei lassù a rallegrare con la tua splendida voce il buon Dio e gli angeli” e quando gli ho fatto notare che Pino Daniele era risposato tre volte e che quindi dovrebbe essere nello stesso inferno degli adulteri e concubini contro cui tuona da anni, essendo lui stesso un adultero e un concubino, mi ha bloccato e non mi ha risposto.

      La gente è strana. Questa è la coerenza dei tradizionalisti.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a claudia2674

      Evidentemente, cara Claudia, i potenti e le persone dello star sistem possono avere attenuanti che riducono l’imputabilità (sgravandole quindi dal peccato mortale) mentre invece il popolino no, guai a mostrare clemenza coi cattolici comuni e a dire che possono essere in Grazia anche se non vivono da castrati grazie a varie attenuanti oggettive (figli, famiglia) e di coscienza.

      No Claudia, quello vale solo per i potenti. Se si ha la voce di Pino Daniele allora ci si può risposare tre volte (o due, non ricordo) ed essere ingrazia, il signor Rossi invece o si castra come un cappone oppure è fregato sempre e comunque.

      Dice bene Padre Ariel http://isoladipatmos.com/cattolici-e-sessuofobia-la-verginita-degli-eretici-e-piu-impura-delladulterio/

      “Devo fare però un’amara constatazione e ribadire un concetto affermato negli ultimi mesi: prendendo a pretesto il Sinodo sulla famiglia un’armata di farisei seguita a mutare il Sesto comandamento nel peccato dei peccati, come se in esso risiedesse l’intero mistero del male. E pur di supportare le loro teorie peregrine, sono pronti “politicamente” a tutto, persino ad elevare i Vescovi africani come vessillo in difesa dell’ortodossia della famiglia [cf. QUI, QUI, ecc.]. Cosa questa che rende davvero patetici certi “politicanti” che estrapolano ciò che solo a loro interessa fingendo di non sapere che diversi di questi paladini della difesa dei valori non negoziabili, della famiglia e del sacro matrimonio; questi difensori della vera dottrina che hanno tuonato contro l’adulterio e il concubinato, sono più volte risultati padri di diversi figli sparsi per il mondo, cosa che la Santa Sede sa da sempre; e nello specifico lo sanno quelli della Congregazione de propaganda fide, il cui problema principale, quando si tratta di eleggere un nuovo vescovo in qualche diocesi del Continente Nero, è di riuscire a selezionare un candidato che non abbia concubine e figli sparsi in giro, impresa tutt’altro che facile.”

      Piaccia o non piaccia, rimane un dato di fatto che certe istituzioni di moralisti duri e puri sono tenute in piedi con i soldi donati dalle estreme destre americane formate da soggetti che – i più morali in assoluto – sono sposati perlomeno un paio di volte e se la spassano appresso con ragazze di vent’anni più giovani di loro. O vogliamo davvero relegare nelle questioni prive di interesse teologico-pastorale, ma soprattutto d’interesse morale, il fatto che questi personaggi, tra una gozzoviglia e l’altra, si rechino poi con l’alabarda cavalleresca in mano e con la lacrima all’occhio alle Sante Messe in rito antico, per tuonare tra un oremus e l’altro contro l’adulterio, il concubinato e la Comunione ai divorziati risposati, come se tutto ciò fossero lussi che non possono essere concessi ai comuni mortali dal basso reddito, ma solo ai grandi dissoluti con i conti a nove zeri, dinanzi ai quali da una parte si prende, dall’altra non si vedono neppure quei peccati che gridano davvero vendetta al cospetto di Dio, sino ad affermare che «certe questioni non riguardano i teologi» e sentendosi ciò malgrado con la coscienza epistemica ed aletica in perfetto ordine?”

      Cara Claudia, questa è la coerenza dei sepolcri imbiancati tradizionalisti!

      Ma sai qual’è la cosa bella? Che verranno giudicati con lo stesso metro col quale giudicano gli altri, infatti non io, ma la Sacra Scrittura, dice “il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà avuto misericordia” e “con la misura con la quale giudicate sarete giudicati”.

      E il problema è che dovrei dire che mi dispiace ma…… Ecco, non mi dispiace neanche un po’. 😀

      Buona notte.

      • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Vincent Vega

        Quindi i misericordiosi che dicono che non esiste nessun peccato di fronte a Dio non saranno accusati di nessun peccato di fronte a Dio?
        La politica come un uccello rapace aspetta che l’avversario sia indagato o arrestato per accaparrasi voti. Delude chi non pensa che vivendo la stessa vita di quelli che critica non avrebbe fatto forse cose peggiori di lui. Cordiali saluti.

        • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Dovresti essere più preciso 😉
          – I “misericordiosi” sono quelli che usano la “misericordia”: tipo un padre che riaccoglie il figlio che ritorna a casa e lo tratta sempre come un figlio o un pastore che cerca la pecora smarrita per riportarla all’ovile.
          – I “misericorditi” sono quelli che usano la “misericordite”: tipo un padre che facilita il lavoro del figlio come guardiano di porci o un pastore ben felice che la pecora smarrita abbia trovato un nuovo ovile.

          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a lorenzo

            Grazie per il rimprovero. Ma io alludevo a quelli che dicono che nessun male è peccato di fronte a Dio, che l’inferno è vuoto o non esiste e che aspettano che la Madonna dica in un’apparizione che l’inferno non è mai esistito se non per la Chiesa Bigotta e quelli che parlano di possibilità di conversione nello stato infernale. Che Gesù ti benedica.

            • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

              Non è un rimprovero: non si vede bene, ma accanto alle parole “Dovresti essere più preciso”, c’è una faccina che fa l’occhiolino 😉
              Anch’io alludevo a quelli che papa Francesco definisce i lassisti…

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

              L’inferno esiste; purtroppo, e se Dio usa la misura della Giustizia ci finiremmo tutti. Preghiamo che usi la misura della Misericordia dandoci la Grazia efficace della salvezza, grazia che ha promesso senza eccezioni per chi reciterà la Coroncina della Divina Misericordia, che consiglio a te e a tutti.

              http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

              Parola di Cristo, Nostro Signore

              PROMESSA GENERALE :

              Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto cio’ che Mi chiederanno.

              PROMESSE PARTICOLARI :

              1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola….(Quaderni…, II, 122)

              2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 – 205)

              3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell’ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell’ultima lotta (Quaderni…, V, 124).

              Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .

              Recitala e falla recitare soprattutto a chi vive nel peccato.

              Ricordati che, parola di Sant’Agostino “chi ha salvato un’anima ha assicurato la propria”.

              Ciao.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          “Quindi i misericordiosi che dicono che non esiste nessun peccato di fronte a Dio non saranno accusati di nessun peccato di fronte a Dio?”

          Il peccato esiste; eccome. Ma un conto è riconoscere un peccato grave materiale, un conto è assumere che tutti coloro che vivono in condizioni irregolari siano in peccato mortale.

          È un giudizio che non possiamo permetterci, e che spetta solo al Confessore.

          Possiamo, però, aiutare i fratelli in difficoltà con le nostre preghiere e soprattutto facendogli conoscere la devozione che ti ho citato, riconosciuta dalla Chiesa e persino più potente del Santo Rosario.

          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Vincent Vega

            Grazie Vincent per il suggerimento di riprendere la coroncina della divina Misericordia e di tutto quello che hai scritto in merito alla coroncina.

            Aggiungo solo qualcosa sul Rosario.
            Le 15 promesse di Maria al Beato Alano:

            A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.
            Colui che persevererà nella recita del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.
            Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.
            Il Rosario farà fiorire le virtù, le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!
            Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.
            Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.
            I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.
            Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.
            Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.
            I veri figli del mio Rosario gioiranno di una grande gloria in cielo.
            Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.
            Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.
            Ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del cielo.
            Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.
            La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

            D’accordo che è una devozione per ignoranti (io lo sono) e per vecchiette bisbetiche.
            http://www.sulrosario.org per altro materiale in merito all’argomento trattato.

            Poi trovo anche utile il rosario dei sette dolori della Vergine per coloro che desiderano pentirsi dei propri peccati (apparizione Mariana a Kibeho, Rwanda).
            Ciao.

            • Teofane il recluso ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

              No no, ma che dici, il Rosario è una devozione spiritualmente potentissima, altroché.

              Solo ho fatto notare che la Coroncina della Divina Misericordia è, per volere del cielo, probabilmente la devozione più potente in assoluto.

  4. Carmelo DeTullio ha detto

    Scusate l’intromissione però vorrei far notare che è proprio grazie alla “disinformazione mediatica ai danni del Papa” che piazza San Pietro si è riempita di nuovo.

    Questo Papa è il più mediatico della storia vi ricordate come ha organizzato lo spettacolo in 4k usando come megaschermo la facciata della Basilica di San Pietro?

    Ha costruito una sua immagine di Papa buono diretta proprio ai media, quindi il giornalista Valli non deve affatto preoccuparsi dei media.

    Ritenete che possa avere ancora spazio il conservatorismo di Ratzinger?

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

      Conservatorismo e progressismo sono due modi diversi di vivere e applicare la Fede, entrambi leciti (l’importante è non scadere nelle deviazioni eretiche tradizionaliste e moderniste).

      Detto questo mi sembra evidente che Papa Francesco prediliga il progressismo, o quantomeno non penso che qualcuno sano di mente potrebbe qualificarlo come conservatore.

      Io preferisco questa linea, personalmente, nella pastorale e nel governo della Chiesa, ma ovviamente è un gusto personale.

      Molti cattolici hanno problemi con questo Papa perché in genere noi tendiamo ad essere molto conservatori, e quindi un Papa come questo ci “spaventa”.

      • Carmelo DeTullio ha detto in risposta a Vincent Vega

        Si hai ragione ma io credo che in cuor suo sia proprio un conservatore, del resto è l’unico che tal volta ancora nomina il Demonio, il Principe del Male.

        E’ progressista quando si esprime ma quando decide torna usi binari del conservatorismo.

        Sui gay disse “chi sono io per giudicare” ma poi sulle coppie gay è stato molto duro anche più di nostro Papa Ratzinger parlando di colonizzazione ideologica e di “sbaglio della mente umana”.

        Anche sulle donne disse “che sono piu importanti dei Vescovi” ma poi concluse che “per loro la porta è chiusa”.

        Sulla pedofilia ha non ha aperto le porte alla magistratura come tanti si aspettavano (e c’è stato lo scandalo dell’appoggio al cardinale Pell).

        Solo su un tema mi sembra sia stato molto progressista come dici tu: Medjugorie.

        Quando disse pubblicamente (e con sarcarsmo) che “quella non è fede” ha spiazzato tutti, a tal punto che Messori lo ha minacciato dicendo che se avesse continuato su quella linea ci sarebbe sato uno scisma,
        e infatti Bergoglio da allora non è più ritornato sull’argomento.

        Credo che abbia usato l’immagine del progressista per proteggere la Barca di Pietro, ma c’è sempre chi non aspetta altro che poterla affondare.
        Perchè Gesù non fa qualcosa per proteggere il Suo Popolo?

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Ill.mo Signor Carmelo De Tullio,
          io la fede l’ho lasciata sotto Giovanni Paolo II, pur trovandolo un personaggio eccellente, un santo, e l’ho ritrovata sotto Benedetto XVI, altro santo che mi ha confermato nella fede parecchie volte e che l’era così conservatore che ha destabilizzato il papato e l’istituzione papale con le sue dimissioni, con uno dei gesti considerato più progressista della storia della Chiesa. Sono nauseato della categoria conservatore e progressista, frutto di un modo politico di leggere la Chiesa quando la verità che è solo quella dello Spirito Santo non è né di destra né di sinistra, né tradizionalista né innovativa, ma è semplicemente quello che è: l’unica strada per la salvezza, approfondita sempre meglio sotto l’azione dello Spirito stesso mandato dal Padre per mezzo del Figlio. Lo Spirito è tradizionalista o progressista, oppure conserva quel che va conservato e toglie quel che va abbandonato?

          Poi si è tanto dibattuto su comunione sì, comunione no, confessione no, confessione sì. Io sono del parere personale e non do nessuna infallibilità e nemmeno la qualifica di teoria teologia ma specifico che è meno di un parere come nota teologica, in linea di principio e non in maniera totale, che quando un fedele di fronte alle argomentazioni del confessore dice “non mi importa e vado avanti secondo la mia coscienza” il confessore gli dia pure l’assoluzione se questo è ciò che vuole il fedele: tanto se il sacerdote batte l’aria a vuoto scacciando le mosche e le pulci perché Gesù sacerdote invisibile non compie nessun sacramento, questa è volontà del fedele e quelle cose dette al prete in confessione sono come se le avesse dette a Cristo al momento del giudizio; il fedele faccia pure quel che già ampiamente fa: quello che vuole. Stesso discorso per la Comunione. Se il fedele la vuole in stato di contraddizione di fronte al mistero che essa rappresenta che la riceva pure in quelle condizioni forse di peccato mortale, anche dando scandalo: se per il fedele è giusto credere che alle sue condizioni riceverla è doveroso se non un diritto riceverla, che la riceva. Quelle stesse motivazioni che dice a se stesso e come se le dice a Gesù al momento del giudizio: di entrambe renderà conto nel bene e nel male. Quindi che l’omicida si confessi e prenda la comunione, che l’adultero si confessi e prenda la comunione, che il pedofilo si confessi e prenda la comunione, che il mafioso si confessi e prenda la comunione, che lo scomunicato si confessi e prenda la comunione e via discorrendo: ognuno si scavi la fossa che più gli piace e scelga la lapide appropriata. Ma la Chiesa ha tutta l’autorità di dire che in peccato mortale in via ordinaria nessuno può accostarsi all’eucarestia e che c’è bisogno di pentimento e del fermo proposito di non peccare più evitando le occasioni prossime di peccato per essere assolti di un peccato (non sto facendo superficialismo di AL e non la sto attaccando: non lo farei su un forum).

          Quando la Barca di Pietro stava affondando Gesù al momento giusto è intervenuto è ha bloccato il vento(tempesta), però i discepoli lo avevano pregato (e svegliato) per questo, non andavano a scrivere lamentandosi sui forum perché non interviene. Poi di fatto Gesù essendo Dio lavora anche quando dorme e adesso già sta proteggendo il suo popolo mediante coloro che tentano di motivare l’insegnamento del Papa e coloro che “in privato e nel segreto” propongo obiezioni e chiedono che l’insegnamento dato sia maggiormente argomentato. Quelli in prima linea che sono i monaci, le monache e le suore di clausura che pregano per la Chiesa stanno lavorando perché questo avvenga: quelle che vivono “Origine style” per scelta senza bisogno di particolare sacramento per farlo ma solo della grazia di Dio, come tante persone che senza aver scelto di vivere alla “Origine style” sono costretti a viverci dalle circostanze per non danneggiarsi e fare peccato diventano poi, non subito, ma dopo, contenti di vivere così perché si ricevono tante consolazioni spirituali che valgono più di un atto sessuale, con sommo sdegno di coloro che credono che vivere senza sesso sia la peggior condanna della vita e dove alcuni di loro cercano di portare questa visione nella Chiesa attaccando il celibato nella tradizione latina, l’esistenza del voto di castità (anche dentro il matrimonio sacramento), promuovendo la masturbazione per sopravvivere psicologicamente e non contrarre patologie psichiatriche e altre cose.
          Pensa a quelli che probabilmente discorrono dell’impossibilità di vivere con un solo partner durante la vita e propongo di vivere con più partner contemporaneamente: prima del concilio di Trento c’era un Vescovo che aveva fatto costruire un castello per la “preferita”, segno che di donne ne aveva più d’una!. Caspita accettare la poligamia per la Chiesa sarebbe un avvicinamento ad alcuni protestanti e ad alcune correnti musulmane e laiche, nonché correggere il Cristo (quando bramiamo essere più bravi di Dio nell’inventare il bene e il male), quanto ci piace dire che facciamo le cose meglio di Gesù Cristo in persona pur senza essere Dio.
          Che Gesù ti benedica e che la Madonna preghi per te.
          Francesco Fassi.

          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            Finché nella Chiesa esisterà la confessione (e meno male che esiste) essa sarà attaccata di essere la più grande violentatrice, torturatrice e stupratrice della coscienza, perché impone pesi assurdi ed esercita il potere più grande che un’istituzione si è auto-attribuita. Non è farina del mio sacco tranne nelle espressioni, ma il pensiero di una semplice critica.

          • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            La querelle sull’ammissione dei conviventi e divorziati all’Eucarestia, mi ricorda tanto quella innescata dal “Catechismo olandese”: … e pensare che, a quei tempi, la Chiesa olandese era una di quelle che andava per la maggiore!!!

        • lorenzo ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Gesù era progressista o conservatore?

          • Padre Paisios ha detto in risposta a lorenzo

            @Lorenzo

            “Gesù era progressista o conservatore?”

            I conservatori dell’epoca lo hanno ammazzato….

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Carmelo, chi non crede nel demonio sono i modernisti, non i progressisti.

          Negare l’esistenza del diavolo e dell’inferno infatti è eresia, e il modernismo è la sintesi di tutte le eresie, compresa la negazione del demonio e dell’inferno.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          @Carmelo

          “Anche sulle donne disse “che sono piu importanti dei Vescovi” ma poi concluse che “per loro la porta è chiusa”.”

          Per forza, San Giovanni Paolo II ha dichiarato infallibilmente chiusa la questione, nessun Papa può riaprirla, nè Francesco nè nessuno.

          “Sui gay disse “chi sono io per giudicare” ma poi sulle coppie gay è stato molto duro anche più di nostro Papa Ratzinger parlando di colonizzazione ideologica e di “sbaglio della mente umana”.

          Ha parlato del gender come “sbaglio della mente umana” e con ragione, perché pretendere che siamo noi a decidere se siamo maschi o femmine è assurdo, una riedizione dell’antico gnosticismo già confutato dai padri della Chiesa.

          Per il resto, già sui risposati (dove la porta al contrario non era stata chiusa da nessun pronunciamento dogmatico) e sui preti sposati si stanno aprendo molte porte.

          Sul sacerdozio femminile la porta è chiusa da un pronunciamento definitivo, come ho detto; il seguente

          “Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [19], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.”

          E nemmeno Martini redivivo potrebbe cambiare ciò. https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1994/documents/hf_jp-ii_apl_19940522_ordinatio-sacerdotalis.html

          E Papa Francesco ha comunque fatto la guerra alla pedofilia, molto più che gli altri papi (che comunque sono stati grandi, ma forse erano più deboli del governo).

      • Andrea ha detto in risposta a Vincent Vega

        Già qualificarsi cattolico di sinistra o di destra, progressista o conservatore, ecc è una fesseria:
        sono concetti ideologici incompatibili con il cattolicesimo.
        Il cattolico obbedisce alle tre bianchezze di san giovanni Bosco (Papa, Maria ed Eucarestia) e ai tre trascendentali di Dio:Vero, Bello e Buono.
        Quest’ultimi sono anche i criteri di giudizio nella vita: di fronte a una data situazione, il cattolico si domanda
        se è vera o falsa, se è bella o brutta e se è buona o cattiva.
        Quindi, come dicono in Francia, “catholiques point” (cattolici punto, cioè senza se e senza ma).
        Il resto è appunto ideologia, cioè qualcosa che esiste solo nella testa delle persone, ma non nella realtà perché manca l’evidenza sperimentale (al contrario delle idee).
        Infatti, tutte le ideologie (comunismo, nazismo, ecc, d’altra parte, non a caso, scomunicati) che s’è tentato d’applicare senza l’evidenza sperimentale del metodo baconiano non hanno fatto altro che produrre milioni e milioni di morte…

        • Teofane il recluso ha detto in risposta a Andrea

          Con cattolicesimo progressista o conservatore intendevo semolicemente dire che nell’applicazione della Fede ai fedeli, tanto per dire, la Chiesa può adottare un approccio più a maglie strette o uno più a maglie larghe, senza per questo diventare eterodossa.

          Ad esempio, un secolo fa i risposati erano scomunicati e chiamati infami; e questo approccio, sebbene molto duro, è comunque ortodosso.

          Oggi, invece, i risposati non solo non sono scomunicati, ma il sacerdote può persino applicare il discernimento dove non vi sia colpevolezza piena soggettiva (e quindi non vi sia peccato mortale) e assolverli e ammetterli alla Comunione.

          Il cambiamento è grandissimo, eppure entrambi i modi di agire, da parte della Chiesa, sono ortodossi.

  5. Max ha detto

    Aldo Maria Valli ha scritto dei buoni articoli e girato bei servizi durante il pontificato di Benedetto XVI. E’ lodevole che UCCR riconosca come Valli esprima le sue perplessita’ con pacatezza ed affetto, senza alzare la voce.

  6. Federica ha detto

    Aldo Maria Valli fa bene ad essere rispettoso, tuttavia continuo a non capire perché il papa si rifiuta di rispondere ai dubia di cardinali e fedeli che meriterebbero altrettanto rispetto. Non mi straccio le vesti ma, come cattolica, sarei più serena se venisse fatta chiarezza.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Federica

      I cardinali conoscono la risposta ai Dubia.

      Non lo dico io, ma Cardinal Cappamagna

      http://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/2980-the-remnant-interview-of-cardinal-raymond-burke

      “MJM: Now, in a private letter of September 5th to the bishops of Buenos Aires, Pope Francis wrote: “There are no other interpretations of Amoris Laetitia,” other than one admitting divorced and remarried Catholics to Holy Communion in some cases. He is so adamant about this, Your Eminence. So, is it even possible for you to envision a scenario whereby you suddenly discover that you’ve missed something, that the Four Cardinals are misinterpreting it, and that you’d have to concede you were wrong? I mean if that’s not possible, then what is the point of the dubia? Don’t you already know the answers to your five questions?

      Cardinal Burke: Certainly we do. But the important thing is that the pastor of the universal Church, in his office as guardian of the truths of the Faith and promoter of the truths of the faith—that he make clear that, yes, he answers these questions in the same way that the Church answers them. And so what he wrote in that letter simply means that this is his personal understanding of the matter. But that letter hardly could be considered an exercise of the papal magisterium. And so, it’s a painful situation in which to be involved but we simply have to press forward to clarify the matter”.

      Sanno perfettamente che le risposte sono cinque SI, il problema è che a loro non sta bene il sì al primo Dubium.

      • Cristina ha detto in risposta a Vincent Vega

        Evidentemente l’onnipresente Vincent Vega e’anche dentro la mente e il cuore dei quattro cardinali e sa tutto..lui si che puo’giudicare! Siamo nel ridicolo!Oltre elogiare gli oppositori “garbati”della linea bergogliana UCCR dovrebbe fare autocritica anche su certi sostenitori dell’attuale pontefice che spesso scadono nel ridicolo. ILridicolo che si e’visto nelle scomposte reazioni ai duba:padre Spadaro adiritura su twitter ha definito il card. BUrke “vermilinguo”,un altro ha proposto seriamente di togliere la berretta rossa ai quattro cardinali. Mi pare che per amor di obbiettivita’ non si possa parlare di scomposteza ed estremismo solo da una parte! Ma guardarvi alla specchio mai?

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Cristina

          @Cristina

          “Evidentemente l’onnipresente Vincent Vega e’anche dentro la mente e il cuore dei quattro cardinali e sa tutto..lui si che può giudicare!”

          Cara Cristina,

          Io certamente non posso leggere la mente e il cuore dei quattro cappamagnati, ma posso leggere ciò che dicono.

          Al Cardinal Cappamagna è stato chiesto “Don’t you already know the answers to your five questions?” E il cardinal Cappamagna ha risposto “Certainly we do.”

          Non è colpa mia se ha smesso che conoscono le risposte.

          Ed è ovvio che il problema sia il si come risposta al primo Dubium, visto che questa gente vuole trattare una legge positiva della Chiesa come quella di FC84 come se fosse dogma irreformabile, quando non lo è.

      • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Vincent Vega

        Cattolici che non capite tutto del papa, scusate ma non l’avete capito, ma siete dei “coglionetti” farisei, se no lo capireste in tutto e non vi fareste domande e non avreste una risposta che vi sembra di maggior peso e valore di quella esposta dal pontefice (riferimento Donum Veritatis). Io pertanto sono un coglione fariseo. Dubitare di Gesù, di Papa Giovanni Paolo II di Benedetto XVI non è peccato, ma di papa Francesco sì. Chi scrive è un sostenitore del Papa anche se non esclude che possa errare nel magistero ordinario e che nel “privato” possa essere corretto con l’umiltà di chi è disposto a cambiare parere di fronte a quel che il papa risponde o vivere la condizione terribile di coscienza che la propria opinione sia migliore di quella del papa ed allora deve vivere nel silenzio e nella preghiera se non è in gioco una dottrina definitiva o un dogma, benché il papa secondo GP2 non possa perdere la retta fede cattolica, certo che alla fine lo Spirito Santo farà prevalere la verità. Cordiali saluti.

        • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Ero un po’ preoccupato a darti il numero di quello psichiatra perché non è che lui abbia una grande considerazione della Chiesa e la tenga in gran conto: quello che hai scritto fino ad ora mi rassicura.

  7. Francesco Agostino Fassi ha detto

    4 commenti alla notizia che un ex calciatore si fa frate domenicano e 22 commenti al momento per una questione che si riduce in ultimo all’ennesima discussione che non porterà nessun risultato sul pontefice. Proprio Cristo non sappiamo riconoscerlo nel suo camminare per il mondo.

  8. Umpalumpa ha detto

    Torno a fare un APPELLO a UCCR

    Per favore, fate un articolo in cui spiegate quando e se, un divorziato risposato può ricevere l’Eucarestia.

    Grazie

    • lorenzo ha detto in risposta a Umpalumpa

      Temo il tuo appello cada, giustamente, nel vuoto: significherebbe prendere posizione su prassi pastorali che stanno spaccando il Magistero.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a lorenzo

        Non so Lorenzo.

        Innanzitutto UCCR spesso si è distinto per la “pignoleria” con cui rispondeva ai vari temi (cosa che mi ha attirato a questo sito).
        In secondo luogo ad una risposta simile, fino ad un anno fa sarebbe stato “semplice” rispondere. La risposta era: i divorziati risposati non possono accedere all’eucarestia, a meno che non vivano in continenza. L’ho scritta in maniera “superficiale”..ma il succo è questo.
        In terzo luogo, se neppure UCCR riesce a rispondere a questa domanda, mi domando come si fa a sostenere che su questi temi non ci sia attualmente una notevole confusione.

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Umpalumpa

          Questione Contraccezione(ben prima di Francesco) e discernimento:
          Pareri di preti che ho sentito di persona o che mi sono stati riportati:
          1)i metodi naturali sono l’optimum per la coppia (ma porta aperta all’uso di contraccezione se è il caso)
          2)nessun coniuge che fa contraccezione può accostarsi alla comunione e alla confessione senza essere deciso di non peccare più.
          3)se la moglie ti pone di fronte a ricatto: o metti il preservato o divorzio, viene prima il bene della famiglia quindi metti il preservativo e fai pure la confessione senza confessare che usi il preservativo e fai la comunione
          4)se la moglie ti pone di fronte a ricatto: o metti il preservativo o divorzio, certamente il male della distruzione del sacramento è cosa più grave del mettersi il preservativo ma non bisogna cedere su questo punto.
          5)Oggi la Chiesa dice l’illecito della contraccezione, ma potrebbe cambiare parere in futuro, come ha fatto per la questione dell’usura prima vietata e poi permessa alle banche. Oggi si obbedisce, domani si vedrà.
          6)Lei vuole usare il preservativo con suo marito? Ha intenzione di usarlo tutta la vita matrimoniale o è aperta all’idea di fare dei figli in futuro? Se sì le do l’assoluzione anche sei le decide di continuare ad usarlo finché non vorrà dei bambini.
          7)Io non uso metodi naturali, uso metodi miei (coito interrotto). Il prete non gli da l’assoluzione.
          8)Il medesimo va da un altro prete gli dice che vuole usare il coito interrotto. Il prete gli dice: la coscienza le suggerisce quello? Se sì faccia pure quello che dice la coscienza e le do l’assoluzione che lei è a posto con Dio.
          9)Un adolescente che fa un atto sessuale con contraccezione è colpevole di peccato mortale di sesso fuori dal matrimonio con l’aggravante della contraccezione per un prete, perché la contraccezione è un male intrinseco in ogni contesto la si faccia.
          10)Un adolescente che fa un atto sessuale con contraccezione è colpevole di peccato mortale di sesso fuori dal matrimonio ma non dell’aggravante della contraccezione perché la contraccezione è riferita come male intrinseco solo se fatta in ambito coniugale.

          Trai tu la conclusione.Che Gesù ti benedica. Tutti sono preti e tutti ti diranno che hanno l’ortodossia dalla loro parte, probabilmente.

          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            In poche parole pensa che “è meglio soffrire tutte le pene possibili e per l’eternità intera piuttosto che peccare mortalmente e venialmente, con l’aiuto di Dio per non peccare”, cerca l’insegnamento della Chiesa consultando le giuste persone e abbi fiducia nella Divina Provvidenza di Dio che sei vuoi farti fare a pezzettini piuttosto che peccare magari per non dire sicuramente il Buon Gesù ti manderà il direttore spirituale adeguato secondo il suo Sacro Cuore ad aiutarti; mantieniti umile e se ti capita un’occasione sulla quale non avrai molto tempo per rifletterci sopra ricorda che “è meglio sbagliare per misericordia che per rigorismo” secondo San Francesco di Sales, dottore della Chiesa; poi non smettere la preghiera nemmeno nel caso in cui ti senti un verme e schifoso peccatore e continua a pregare sempre senza stancarti ed in ogni momento riconosciti peccatore e chiedi perdono anche per le opere buone che fai, che poi è Dio che la fa mediante te, perché tu non fai altro che condirle di peccati veniali pur facendole e molto spesso a parità di situazione avresti potuto fare un bene maggiore (imperfezione dell’opera compiuta). Che Gesù ti benedica. E non smettere di pregare Gesù per mezzo della Madonna.

        • lorenzo ha detto in risposta a Umpalumpa

          Solo chi non vuol vedere può affermare che, nella Chiesa, alcuni punti del cap. VIII di AL non hanno introdotto notevole confusione.
          Ti faccio un esempio:
          Se una persona convive “more uxorio”, per il benessere dei figli, con chi non è il legittimo coniuge può ricevere l’Eucarestia, una persona che rinnega il Battesimo al fine di sposare un non cristiano, sempre ovviamente per il benessere dei figli, può ricevere l’Eucarestia?

          • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

            Se non è colpevole di peccato mortale si, non esiste nessuna condizione intrinsecamente incompatibile con la Comunione se non il peccato mortale.

            È per questo che la Chiesa ammette i cristiani ortodossi alla Comunione, che pure vivono in stato costante di scisma, ovvero di peccato grave contro il primo comandamento, che lo vieta, perché sa che gli ortodossi sono in buona Fede (essendo nati nella loro Chiesa) e non sono in peccato mortale (oltre ad avere la nostra stessa Fede nell’Eucaristia).

            Ovviamente sui cattolici risposati o il caso che hai detto tu occorre discernimento, ma se possiamo far accedere alla Comunione e assolvere degli scismatici impenitenti come gli ortodossi possiamo fare lo stesso coi cattolici in difficoltà per vari motivi; a patto che il sacerdote valuti che non vi è peccato mortale.

            Se poi valuta che non vi è peccato mortale sbagliando e assolve chi non dovrebbe essere assolto come spiegavo l’altro giorno l’assoluzione è comunque valida per l’ecclesia supplet, e al massimo la colpa ricade su di lui.

            • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

              Lo sapevi che gli ortodossi sono cristiani e che la loro Eucarestia è valida come la nostra?
              Io ho chiesto se un battezzato che rinnega il battesimo, ovviamente per il benessere dei figli, può essere assolto ed accostarsi alla Comunione.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                Certo che gli ortodossi sono cristiani. E certo che la loro Eucaristia è valida come la nostra.

                Rimane il fatto che sono scismatici e che lo scisma è un peccato grave.

                Riguardo a questo

                “Io ho chiesto se un battezzato che rinnega il battesimo, ovviamente per il benessere dei figli, può essere assolto ed accostarsi alla Comunione.”

                Avevo capito male: avevo capito che stessi parlando di un battezzato che non battezza subito i figli perché ha sposato un non cristisno.

                Dunque, se un battezzato rinnega il battesimo (sbattezzo) non può accedere alla Comunione perché è scomunicato, ma questo non significa che sia necessariamente in peccato mortale, se è stato costretto a farlo per cause di forza maggiore.

                Semplicemente non può accostarsi alla Comunione perché non è più formalmente cristiano, come non è cristiano un islamico.

                Gli islamici o i buddisti non sono certo tutti in peccato mortale, però non possono accedere all’Eucaristia perché non sono cristiani.

                Nemmeno i protestanti possono accedere all’Eucaristia cattolica, non avendo loro la nostra stessa Fede nel Santissimo Sacramento, ma anche qui non significa che siano in peccato mortale.

                Tutto questo nulla c’entra coi risposati, che non cessano affatto di essere cristiani/cattolici.

                Non siamo più nel 1917, dove erano chiamati infami e scomunicati.

                “Can 2356. Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, sunt ipso facto infames; et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate excommunicentur vel personali interdicto plectantur.”
                (CODEX IURIS CANONICI – 1917)

              • Vincent Ghigo ha detto in risposta a lorenzo

                Certo che gli ortodossi sono cristiani. E certo che la loro Eucaristia è valida come la nostra.

                Rimane il fatto che sono scismatici e che lo scisma è un peccato grave.

                Riguardo a questo

                “Io ho chiesto se un battezzato che rinnega il battesimo, ovviamente per il benessere dei figli, può essere assolto ed accostarsi alla Comunione.”

                Avevo capito male: avevo capito che stessi parlando di un battezzato che non battezza subito i figli perché ha sposato un non cristisno.

                Dunque, se un battezzato rinnega il battesimo (sbattezzo) non può accedere alla Comunione perché è scomunicato, ma questo non significa che sia necessariamente in peccato mortale, se è stato costretto a farlo per cause di forza maggiore.

                Semplicemente non può accostarsi alla Comunione perché non è più formalmente cristiano, come non è cristiano un islamico.

                Gli islamici o i buddisti non sono certo tutti in peccato mortale, però non possono accedere all’Eucaristia perché non sono cristiani.

                Nemmeno i protestanti possono accedere all’Eucaristia cattolica, non avendo loro la nostra stessa Fede nel Santissimo Sacramento, ma anche qui non significa che siano in peccato mortale.

                Tutto questo nulla c’entra coi risposati, che non cessano affatto di essere cristiani/cattolici.

                Non siamo più nel 1917, dove erano chiamati infami e scomunicati.

                “Can 2356. Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, sunt ipso facto infames; et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate excommunicentur vel personali interdicto plectantur.”
                (CODEX IURIS CANONICI – 1917)

              • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                Certo che gli ortodossi sono cristiani. E certo che la loro Eucaristia è valida come la nostra.

                Rimane il fatto che sono scismatici e che lo scisma è un peccato grave.

                Riguardo a questo

                “Io ho chiesto se un battezzato che rinnega il battesimo, ovviamente per il benessere dei figli, può essere assolto ed accostarsi alla Comunione.”

                Avevo capito male: avevo capito che stessi parlando di un battezzato che non battezza subito i figli perché ha sposato un non cristisno.

                Dunque, se un battezzato rinnega il battesimo (sbattezzo) non può accedere alla Comunione perché è scomunicato, ma questo non significa che sia necessariamente in peccato mortale, se è stato costretto a farlo per cause di forza maggiore.

                Semplicemente non può accostarsi alla Comunione perché non è più formalmente cristiano, come non è cristiano un islamico.

                Gli islamici o i buddisti non sono certo tutti in peccato mortale, però non possono accedere all’Eucaristia perché non sono cristiani.

                Nemmeno i protestanti possono accedere all’Eucaristia cattolica, non avendo loro la nostra stessa Fede nel Santissimo Sacramento, ma anche qui non significa che siano in peccato mortale.

                Tutto questo nulla c’entra coi risposati, che non cessano affatto di essere cristiani/cattolici.

                Non siamo più nel 1917, dove erano chiamati infami e scomunicati.

                “Can 2356. Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, sunt ipso facto infames; et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate excommunicentur vel personali interdicto plectantur.”
                (CODEX IURIS CANONICI – 1917)

                • lorenzo ha detto in risposta a Teofane il recluso

                  Quindi, se la Chiesa affermasse che a rinnegare il Battesimo non si incorre più nella scomunica, i rinnegati che intendessero rimanere tali, per il benessere dei figli ovviamente, potrebbero accostarsi all’Eucarestia?

                  • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                    Non credo che rinnegare il Battesimo sia compatibile con l’Eucaristia, per il semplice motivo che è impossibile rinnegarlo e rimanere cristiani.

                    Ma questo, da capo, non c’entra nè con:

                    1) la colpevolezza personale, che può essere piena o essere lieve;

                    2) la Comunione ai risposati, che non sono affatto scomunicati dalla Chiesa;

                    3) il fatto che è assurdo assolvere e comunicare gli scismatici ortodossi che vogliono restare tali e poi usare il pugno duro sempre e comunque coi risposati anche dove non vi sia piena colpevolezza soggettiva.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Teofane il recluso

                      Che sia possibile lo hai affermato tu: “dove non vi sia piena colpevolezza soggettiva” il peccato (omicidio, pedofilia, rinnegamento o adulterio che sia) è solo veniale, e, dove il peccato veniale, ci si può accostare all’Eucarestia senza Confessione.

                    • Teofane il recluso ha detto in risposta a Teofane il recluso

                      Si ma uno che ha rinnegato il Battesimo materialmente (anche se non l’ha rinnegato nel cuore) non è più definibile cristisno perché è scomunicato, perciò indipendentemente dalla colpevolezza soggettiva non può accostarsi all’Eucaristia.

                      Nemmeno i buddisti e gli islamici sono tutti in peccato mortale; eppure non possono accedere all’Eucaristia; nemmeno i protestanti;

                      Perciò il discorso che stai facendo non c’entra niente, non essendo i risposati degli scomunicati, ma semplicemente cattolici che, essendo umani, peccatori e defettibili, hanno sbagliato nel loro percorso di vita; peccando.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Teofane il recluso

                      Quindi per te, nel caso ipotetico, come avevo premesso sopra, che la Chiesa avesse tolto la scomunica, i rinnegati, purché lo facciano per il benessere dei figli, possono fare la Comunione…

                    • Teofane il relcuso ha detto in risposta a Teofane il recluso

                      Ma è una impossibilità logica togliere la scomunica per chi si sbattezza.

                      Afferma che possa comunicarsi chi si è autoscomunicato è come affermare che un cerchio possa essere quadrato; una cosa impossibile intrinsecamente.

                      Questo, ripeto, senza entrare nel merito dell’imputabilità, poichè non credo che una madre costretta a rinnegare il battesimo per salvare la vita ai figli (caso ipotetico) sia in peccato mortale.

                      Certo, si ootrenne discutere del fatto che un rinnegamento forzato non sia veramente tale, ma vale comnque quanto ho detto: non scomunicare chi rinnega il Battesimo equivale ad affermare che un cerchio possa essere quadrato, perché vuole due trattare da cristiano chi cristiano non può essere considerato.

                      La colpevolezza non c’entra, ripeto, di certo molti buddisti sono in Grazia di Dio, ma questo non implica che possano comunicarsi.

                      Quello che chiedi è una impossibilità logica. Sarebbe come chiedere “la Chiesa può stabilire che 2 + 2 faccia 1?”.

                      Questi trabocchetti, che ricordano quelli che facevano i dottori della Legge a Gesù, non attaccano con me, Lorenzo. 😉

                    • Teofane il relcuso ha detto in risposta a Teofane il recluso

                      Ma è una impossibilità logica togliere la scomunica per chi si sbattezza.

                      Afferma che possa comunicarsi chi si è autoscomunicato è come affermare che un cerchio possa essere quadrato; una cosa impossibile intrinsecamente.

                      Questo, ripeto, senza entrare nel merito dell’imputabilità, poichè non credo che una madre costretta a rinnegare il battesimo per salvare la vita ai figli (caso ipotetico) sia in peccato mortale.

                      Certo, si potrebbe discutere del fatto che un rinnegamento forzato non sia veramente tale, ma vale comunque quanto ho detto: non scomunicare chi rinnega il Battesimo equivale ad affermare che un cerchio possa essere quadrato, perché vuole dire trattare da cristiano chi cristiano non può essere considerato.

                      La colpevolezza non c’entra, ripeto, di certo molti buddisti sono in Grazia di Dio, ma questo non implica che possano comunicarsi.

                      Quello che chiedi è una impossibilità logica. Sarebbe come chiedere “la Chiesa può stabilire che 2 + 2 faccia 1?”.

                      Questi trabocchetti, che ricordano quelli che facevano i dottori della Legge a Gesù, non attaccano con me, Lorenzo.

              • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                Sono sempre io, Vincent, ovviamente.

                La redazione ha avuto l’idea (ormai già da prima dell’ultima pausa) di inserire un limite di 21 commenti per nick (idea pessima, perché se si sta dibattendo si impedisce di finire il discorso) e quindi chi supera il numero è costretto a inventarsi un altro nick.

                • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Teofane il recluso

                  Ill.mo Vincent,
                  Da tuoi ragionamenti sembra emergere che Pietro, quando per tre volte ha rinnegato Gesù, abbia fatto nessun peccato o semplice peccatuccio veniale perché sicuramente aveva moglie e figli se non più mogli visto che era più benestante di altri e poteva avere benissimo più mogli, la poligamia non sembrava infatti scomparsa (un prete della mia diocesi lo dice scherzosamente di Pietro, a chi gli rimprovera di avere per moglie sua sorella e di non essersi sposato) e poi c’è da dire che se perdeva la vita per Gesù perdeva il bene quasi più grande da cui discendono gli altri bene, come l’essere padre per il sicuro sviluppo dei figli:

                  (Lc 22,16-…)
                  65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66che ve ne pare?”. E quelli risposero: “È reo di morte!”.
                  67 Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, 68 dicendo: “Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?”.
                  69 Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo!”. 70 Ma egli negò davanti a tutti dicendo: “Non capisco che cosa dici”. 71 Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era con Gesù, il Nazareno”. 72 Ma egli negò di nuovo, giurando: “Non conosco quell’uomo!”. 73 Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: “È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!”. 74 Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!”. E subito un gallo cantò. 75 E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: “Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. E, uscito fuori, pianse amaramente.

                  (GV 21,15-…) 15 Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. 16 Gli disse di nuovo, per la seconda volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pascola le mie pecore”. 17 Gli disse per la terza volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”, e gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore. 18 In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi”. 19 Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: “Seguimi”.
                  20 Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: “Signore, chi è che ti tradisce?”. 21 Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: “Signore, che cosa sarà di lui?”. 22 Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi”.

                  In questo caso di può dire quanto è stato meschino e per nulla misericordioso Gesù a infierire su una scelta giusta, o veniale, quella di Pietro, di negare che Gesù era fra le sue conoscenze. Quanti genitori sono giustificati dal morire martiri per non lasciare soli i figli che crescono e quanti cattolici possono rinnegare il cattolicesimo senza peccato pur di non lasciare dei figli orfani, quanti pompieri hanno il dovere di non mettere a rischio la vita pur di non lasciare figli orfani, quanti poliziotti hanno il dovere di andarsene in caso di sparatoria per il medesimo motivo.
                  La vera misericordia correttamente applicata giustifica il mancato martirio e si dimostra per quello che veramente è: il non portare la propria croce, mentre Cristo dice il contrario. Con la misericordia si correggono la parole di Cristo che sicuramente avevano solamente portata storica, cioè andava bene per quell’epoca tanto per dire qualcosa, ma che non vi sia nulla di reale dopo, se no “mannaggia li pescetti”.

                  Se permetti, anche se i miei figli sono piccoli e mia moglie giovane (tanto meglio, forse troverà un uomo migliore di me; ah no mi si dirà, la espongo al rischio di rapporti extra-matrimoniali), se Dio mi desse l’onore che non voglio non perché non lo stimi, ma perché non sono degno, del martirio rosso, io dico che martirio sia con la grazia che viene da Dio e questa è la lezione più grande che posso dare ai figli che al momento giusto sapranno cosa ha fatto il loro padre o per rifiutare secondo le loro scelte il loro padre ed una religione così dura che richiede il martirio o per credere che c’è Qualcuno(il Cristo) per vale la pena morire. Tuttavia mi sembra che da un discorso che vale la pena di fare siamo decaduti in un discorso di conservare la vita del pene per il bene dei figli.

                  • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                    Per evitare equivoci, “anche se i miei figli sono piccoli e mia moglie giovane” la scrivo più correttamente in “anche se avessi dei figli piccoli ed una giovane moglie”

                  • Teofane il recluso ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                    @Francesco

                    “Ill.mo Vincent,
                    Da tuoi ragionamenti sembra emergere che Pietro, quando per tre volte ha rinnegato Gesù, abbia fatto nessun peccato o semplice peccatuccio veniale perché sicuramente aveva moglie e figli se non più mogli visto che era più benestante di altri e poteva avere benissimo più mogli, la poligamia non sembrava infatti scomparsa (un prete della mia diocesi lo dice scherzosamente di Pietro, a chi gli rimprovera di avere per moglie sua sorella e di non essersi sposato) e poi c’è da dire che se perdeva la vita per Gesù perdeva il bene quasi più grande da cui discendono gli altri bene, come l’essere padre per il sicuro sviluppo dei figli:”

                    La responsabilità di Pietro in quel momento non la conosco, tuttavia faccio notare che aver camminato di fianco a Cristo ed essere stati Suoi discepoli “tende” ad imporre delle responsabilità un attimino grandi. A chi più è stato dato più sara richiesto, diceva Gesù, e a Pietro è stato dato moltissimo, infinitamente di più che a gente che vive nel XXI secolo e non ha mai visto Gesù e vive in un mondo bombardato da messaggi anticristiani.

                    Perciò prima di accostare San Pietro al Signor Rossi io ci penserei su un attimo.

                    “In questo caso di può dire quanto è stato meschino e per nulla misericordioso Gesù a infierire su una scelta giusta, o veniale, quella di Pietro, di negare che Gesù era fra le sue conoscenze. Quanti genitori sono giustificati dal morire martiri per non lasciare soli i figli che crescono e quanti cattolici possono rinnegare il cattolicesimo senza peccato pur di non lasciare dei figli orfani, quanti pompieri hanno il dovere di non mettere a rischio la vita pur di non lasciare figli orfani, quanti poliziotti hanno il dovere di andarsene in caso di sparatoria per il medesimo motivo.
                    La vera misericordia correttamente applicata giustifica il mancato martirio e si dimostra per quello che veramente è: il non portare la propria croce, mentre Cristo dice il contrario. Con la misericordia si correggono la parole di Cristo che sicuramente avevano solamente portata storica, cioè andava bene per quell’epoca tanto per dire qualcosa, ma che non vi sia nulla di reale dopo, se no “mannaggia li pescetti”.

                    Nessuno ha detto questo, stai mischiando questioni che non c’entrano.

                    La Chiesa Ortodossa, che sarà pure scismatica ma ha veri sacramenti, vera tradizione e vera successione apostolica ha trovato il modo di aiutare i risposati.

                    Può la Chiesa Cattolica, a fronte di milioni di cattolici risposati, non fare nulla per aiutarli?

                    Ovviamente noi non possiamo accettare le seconde nozze legittimandole, come fanno gli ortodossi, perché significherebbe andare contro il dogma, però possiamo venirgli incontro in altro modo, ad esempio riconoscendo dove, pur in una situazione oggettiva di peccato, come il secondo matrimonio, non vi sia colpevolezza soggettiva (e quindi peccato mortale).

                    Tutto questo non ha nulla a che fare con lo sminuire il martirio. I martiri sono santi da altare, ma se la Chiesa ponesse San Pietro, San Thomas Moore ecc come unico modello di cattolico temo che, su oltre un miliardo di cattolici, se ne salverebbero poche centinaia.

                    La Chiesa sta cercando semplicemente di rendere la salvezza accessibile anche a chi si trova in condizioni non più materialmente recuperabili senza contrarre una nuova colpa, sapendo che in molti casi imponendo la linea dura sempre e comunque non farà altro che allontanare queste persone da Cristo e dalla Chiesa.

                    San Tommaso D’Aquino diceva “Gratia non tollit naturam” sed perfecit, ovvero la Grazia non distrugge la natura del singolo individuo ma ne porta a compimento le potenzialità.

                    Non tutti possono essere San Pietro o San Thomas Moore; e pretenderlo da tutti implica affermare, ripeto, che su un miliardo di cattolici forse se ne possa salvare un centinaio.

                    Ma è questo che è venuta a fare la Chiesa? A condannare, col giogo della Legge, le moltitudini, per permettere ad una ristrettissima minoranza di salvarsi?

                    Io non credo. Ripeto, gli ortodossi hanno da sempre aiutato queste persone (come faceva anche la Chiesa nel primo secoli, nell’eucologio Barberini, Calabria dell’VIII secolo, si trova il rito per le seconde nozze, e siamo ben prima dello scisma), ora ripeto, non possiamo fare come la Chiesa Ortodossa perché ci sono motivi dogmatici consolidatisi a Trento che lo impediscono, ma si potevano aprire delle porte basandosi sulla imputabilità o meno del peccatore, come ha fatto Al, senza violare alcun dogma.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Umpalumpa

      Quando il confessore valuti che non vi è peccato mortale.

      Non esiste una linea generale, come non esiste per gli altri peccati, è un discernimento che si fa con la persona concreta.

      Comunque in genere verranno tenuti in conto cose come la coscienza incolpevolmente erronea, di cui ha palato anche il Cardinale Ennio Antonelli (uno di quelli che hanno dato una delle interpretazioni più restrittive di Al) che cito

      Da qui http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351390?refresh_ce

      “La persona potrebbe ignorare la norma generale (ad esempio, che il rapporto sessuale è sempre illecito fuori del matrimonio). ”

      E fin qui ok, perché è ovvio che chi non conosce la norma non pecca.

      Ma poi dice

      ‘Potrebbe non percepire il valore contenuto nella norma, in modo da poter scegliere il bene ed evitare il male liberamente per convinzione interiore (ad esempio, potrebbe non comprendere che il rapporto sessuale è proprio del matrimonio e solo in esso ha valore e dignità umana, come espressione del dono reciproco totale e del comune dono ai figli). Potrebbe infine ritenere erroneamente che l’osservanza della norma, nella sua particolare situazione, sia impossibile, diventando anzi occasione di altre colpe (ad esempio, che la continenza sessuale, se il convivente non fosse d’accordo, potrebbe diventare occasione di rapporti sessuali con altre persone e provocare l’interruzione della coabitazione con grave danno per la cura e l’educazione dei figli).”

      E qui stiamo parlando di persone che la norma la conoscono, ma alla quale viene riconosciuta una coscienza incolpevolmente erronea che le sgrava dalla colpa mortale (nonostante il loro peccato sia oggettivamente grave quanto alla materia).

      Dice anche

      “in caso di errore temporaneamente invincibile e perciò di rifiuto circa la continenza sessuale, ritenuta nel proprio caso impossibile o assurda e senza valore, valutare la possibile rettitudine della coscienza alla luce della personalità e del vissuto complessivo (preghiera, amore del prossimo, partecipazione alla vita della Chiesa e rispetto per la sua dottrina, umiltà e obbedienza davanti a Dio); esigere che la persona si impegni almeno a pregare e a crescere spiritualmente, allo scopo di conoscere correttamente e compiere fedelmente la volontà di Dio nei propri confronti, come si manifesterà”

      Questo per quanto riguarda la coscienza.

      Per quanto riguarda le attenuanti oggettive ad esempio il non poter agire diversamente per il bene dei figli, come è stato detto dai vescovi di Malta

      http://www.lastampa.it/2017/01/14/vaticaninsider/ita/vaticano/amoris-laetitia-losservatore-pubblica-le-linee-guida-maltesi-jLki2r55pShr97d1iL80qL/pagina.html?zanpid=2256166063064908800

      “Nel processo di discernimento, chiedono i vescovi maltesi, «esaminiamo anche la possibilità della continenza coniugale. Nonostante che sia un ideale non facile, ci possono essere coppie che con l’aiuto della grazia pratichino questa virtù senza mettere a rischio altri aspetti della loro vita insieme. D’altronde, ci sono delle situazioni complesse quando la scelta di vivere “come fratello e sorella” risulta umanamente impossibile o reca maggior danno».”

      Tutte cose che ho già detto io fin dall’uscita di Al, ad aprile scorso, quando molti su questo sito dicevano che nulla era cambiato

      • Umpalumpa ha detto in risposta a Vincent Vega

        Vincent, puoi fare 3 esempi concreti in cui un divorziato risposato può ricevere la comunione?
        Grazie

        PS: ovviamente non “vale” il caso in cui il divorziato risposato vive come fratello e sorella con la compagna.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Umpalumpa

          Premesso che alla fine spetta solo al confessore giudicare, e che quindi nessuno deve nè tantomeno può autoassolversi direi che uno l’ha illustrato il Cardinale Ennio Antonelli, ovvero quando parla di una persona che “Potrebbe non percepire il valore contenuto nella norma, in modo da poter scegliere il bene ed evitare il male liberamente per convinzione interiore (ad esempio, potrebbe non comprendere che il rapporto sessuale è proprio del matrimonio e solo in esso ha valore e dignità umana, come espressione del dono reciproco totale e del comune dono ai figli). Potrebbe infine ritenere erroneamente che l’osservanza della norma, nella sua particolare situazione, sia impossibile, diventando anzi occasione di altre colpe (ad esempio, che la continenza sessuale, se il convivente non fosse d’accordo, potrebbe diventare occasione di rapporti sessuali con altre persone e provocare l’interruzione della coabitazione con grave danno per la cura e l’educazione dei figli).””

          E che

          “in caso di errore temporaneamente invincibile e perciò di rifiuto circa la continenza sessuale, ritenuta nel proprio caso impossibile o assurda e senza valore, valutare la possibile rettitudine della coscienza alla luce della personalità e del vissuto complessivo (preghiera, amore del prossimo, partecipazione alla vita della Chiesa e rispetto per la sua dottrina, umiltà e obbedienza davanti a Dio); esigere che la persona si impegni almeno a pregare e a crescere spiritualmente, allo scopo di conoscere correttamente e compiere fedelmente la volontà di Dio nei propri confronti, come si manifesterà”

          Qua stiamo parlando di coscienza incolpevolmente erronea, e perciò manca piena avvertenza (una delle tre condizioni per il peccato mortale) e quindi il Sacerdote può valutare di assolvere questa persona senza pretendere che viva in castità da quel momento in poi.

          Un secondo esempio è quello fatto dai Vescovi di Malta, dove dicono

          “Nel processo di discernimento, chiedono i vescovi maltesi, «esaminiamo anche la possibilità della continenza coniugale. Nonostante che sia un ideale non facile, ci possono essere coppie che con l’aiuto della grazia pratichino questa virtù senza mettere a rischio altri aspetti della loro vita insieme. D’altronde, ci sono delle situazioni complesse quando la scelta di vivere “come fratello e sorella” risulta umanamente impossibile o reca maggior danno».”

          Ora, questi coniugi sono in un caso concreto dove vivere come fratello e sorella risulta impossibile o potrebbe recare maggior danno, ad esempio far si che l’unione si sfaldi (specie nelle coppie giovani è facile, un conto è a 65 anni e oltre, un conto a 40 anni) con grave danno dei figli, anche qualora avessero piena avvertenza della norma manca la libertà di agire diversamente (deliberato consenso) e quindi anche qui non vi è peccato mortale e il confessore può decidere di assolvere anche senza pretendere la castità assoluta o garanzie in merito ad essa.

          Un terzo esempio (ma i primi due secondo me sono sufficienti) è quello di una donna risposata sfruttata dal nuovo marito e che vorrebbe fortemente vivere in castità ma che non può farlo perché altrimenti il marito la butta in mezzo ad una strada, sia lei che i figli.

          Quando si verificano questi tre casi il confessore può valutare se, nonostante l’indubbia situazione di peccato grave oggettivo, che mai viene coonestata (visto che l’adulterio è un atto intrinsecamente malvagio, secondo la dottrina) manchi l’imputabilità e quindi il peccato sia solo veniale, infatti come dice il Magistero

          “1862 Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso.’

          In questi casi l’assoluzione può essere data senza pretendere che il peccatore abbia il fermo proposito di non peccare più, visto che:

          1) il fermo proposito di non peccare più è necessario solo per assolvere il peccato mortale;

          2) il peccato veniale (come è nei casi succitati) viene cancellato dall’Eucaristia; che sana spiritualmente.

          Spero di averti soddisfatto. 🙂

          • Umpalumpa ha detto in risposta a Vincent Vega

            Vincent i primi casi di fatto si lascia al singolo peccatore la valutazione se il suo peccato è grave o meno. Perché a quel punto io vado dal confessore e gli dico onestamente che se vivo in castità con la mia compagna potrebbe essere che se ne vada via con nostra figlia. Nel terzo, una donna di fatto abusata non può in nessun caso essere considerata peccatrice. Ma dai…finiamola con sti esempi cavillosi. Mi ricordano troppo gli esempi portati dai sostenitori dell’aborto per far passare la legge sull’aborto. Vi ricordate? Esempi su incesti, sturpi e malformazioni. Poi a chi diceva: ” guardate che poi la cosa sfuggirà di mano e ci troveremo con la banalizzazione dell’aborto e milioni di aborti ogni anno”, la risposta era: “zitto maschilista. Sei cattivo”.

            Cmq…prendendo per buono quello che dici tu. Benissimo. La nuova linea è questa. Ottimo. Io non la condivido per niente, ma è una mio problema. Avrete perso un nano nella fede (io) e avrete guadagnato milioni di divorziati risposati. Ottimissimo. La domanda è: Perché il papa non risponde ai dubbia, oppure chiarisce una volta per tutte questo aspetto e si va avanti?
            E dire che la cosa è già chiara, non è vero, perché è evidente che non lo è affatto.

            Quindi ripeto…x quanto mi riguarda, il problema non è il merito della scelta, ma il perché si lascia la decisione così vaga.

            • Teofane il recluso ha detto in risposta a Umpalumpa

              @Umpalumpa

              ‘Vincent i primi casi di fatto si lascia al singolo peccatore la valutazione se il suo peccato è grave o meno. Perché a quel punto io vado dal confessore e gli dico onestamente che se vivo in castità con la mia compagna potrebbe essere che se ne vada via con nostra figlia”

              E infatti la coscienza personale è molto importante, ma la decisione se assolvere o meno non spetta a te; ma al Confessore.

              Negli esempi fatti mai si parla di autoassoluzione, ma al massimo di assoluzione da parte del Confessore.

              “Cmq…prendendo per buono quello che dici tu. Benissimo. La nuova linea è questa. Ottimo. Io non la condivido per niente, ma è una mio problema. Avrete perso un nano nella fede (io) e avrete guadagnato milioni di divorziati risposati. ”

              Non ho capito. Cosa intendi con “avete perso un nano nella Fede (io)”? Spiegati meglio, per favore.

              “La domanda è: Perché il papa non risponde ai dubbia, oppure chiarisce una volta per tutte questo aspetto e si va avanti?”

              Non ho idea del perché non risponda si Dubia, probabilmente perché non accetta di essere ricattato.

              • Umpalumpa ha detto in risposta a Teofane il recluso

                “Non ho idea del perché non risponda si Dubia, probabilmente perché non accetta di essere ricattato.”

                Se dovesse rispondere si(o no), in cosa consisterebbe il ricatto?
                La situazione VERA, CONCRETA,REALE è quella che all’interno della chiesa c’è confusione su questi temi. E non sono temi di poco conto. Anzi.
                Giustamente (secondo me) sono stati presentati i dubia. Lo stesso papa qualche anno fa aveva detto all’angelus di “disturbare i pastori”. Le parole esatte all’angelus del 11/5/14 sono state “E vi chiedo, per favore, di importunare i pastori, di disturbare i pastori, tutti noi pastori, perché possiamo dare a voi il latte della grazia, della dottrina e della guida. Importunare! Pensate a quella bella immagine del vitellino, come importuna la mamma perché gli dia da mangiare.”
                Disturbiamo per avere la guida. Importuniamo. Non è che sia nostro diritto avere la guida. Ma è dovere dei pastori darla.

                Piccolo appunto mio personale. Come pecorella disobbediente, mi sarebbe piaciuto avere una guida (soprattutto dal vescovo di Roma) quando sono andato a 2 family day con 3 miei nipoti piccoli (di cui uno in passeggino) e mi son preso una lavata che metà bastava. Svegliandomi in piena notte e tornando a casa la mattina successiva. Invece, anche li, si è lasciato spazio a fraintendimenti, con parole tipo “non mi immischio di politica” eccecc Per non parlare del comportamento della Cei. Almeno un saluto.

                Cmq…a parte questo piccolo sfogo personale da pecorella abbandonata – sotto l’acqua – dal pastore (altro che “prendete l’odore delle pecore”)…torniamo al tema.
                Da cosa sarebbe ricattato se dovesse rispondere siono?
                Si può chiedere spiegazioni? oppure no? ma allora, se non si ricevono risposte, perchè chiedere ai fedeli di “importunare” i pastori? e soprattutto, se non si danno spiegazioni, come si fa a dire che un comportamento è giusto o sbagliato?

                “Forse” c’aveva indovinato quel tale 2000 anni fa, dicendo: “che il vostro parlare sia si si no no”.

        • Umpalumpa ha detto in risposta a Umpalumpa

          Ad ogni modo..aggiungo..è assurdo sostenere che queste nuove “linee guida” riguardo i divorziati risposati, non stiano creando confusione sul tema.
          E “aggredire” chiunque faccia notare l’ovvio, fa molto riflettere (oltre che dispiacere).

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Umpalumpa

            Ti ho risposto, io. 🙂

            • Umpalumpa ha detto in risposta a Vincent Vega

              :))

              Grande vincent. Avevo intuito che l’umiltà non era esattamente la tua più grande caratteristica, ma questo credo sia un po troppo pure per te.
              La risposta definitiva, da che ne so io, dovrebbe darla il papa.

              • Teofane il recluso ha detto in risposta a Umpalumpa

                Non hai capito. Con “ti ho risposto” intendevo dire che ho risposto alla tua richiesta di esempi che avevi fatto sopra.

  9. Federica ha detto

    Vincent Vega se il SI ai dubia non va bene ai cardinali credo sia perché va contro la dottrina non perché vogliano mettere il papa in difficoltà. Lo spiega benissimo Caffarra nella sua recente intervista al Foglio. Burke, Caffarra…sono pastori stimabili, che hanno sempre dimostrato di amare la Chiesa perché dovrei credere che sono in mala fede?
    Purtroppo c’è un malessere dilagante tra i miei amici cattolici e i miei fratelli di comunità che sta creando smarrimento e discomunione. È vero che in Gesù Cristo tutto è superabile, tuttavia se il papa, che ama cosí tanto raggiungere tutti, comunicasse anche con questa parte della sua Chiesa che chiede chiarezza, male non farebbe, secondo il mio modesto parere.

    • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Federica

      Purtroppo nella visione del Santo Padre, mi pare espressa al ritorno dall’isola di Lesbo durante l’intervista con i giornalisti, egli ha detto che la questione dei divorziati risposati non è fra le sue priorità di pontificato, di conseguenza se ne deve dedurre che le eventuali discussioni in proposito le consideri bagarre senza senso: sembra molto sicuro della bontà di Amoris Laetita; quindi bisogna dargli il beneficio della buona intenzione e non dimenticare che è solo un uomo fatto strumento dello Spirito Santo, ma sempre uomo resta; ed in un’altra intervista ha parlato di coloro che vedono tutto in bianco e nero. Stessa cosa ripetuta tra l’altro in intervista da Sua Eminenza Cardinale Walter Kasper in merito al fatto che il cristiano non può che scontrarsi di fronte al fatto di dover concretamente nella vita fare il male minore. Cosa peraltro ribadita personalmente a me da un sacerdote autore di libri di bioetica cattolica, ovvero che anche il cristiano più fervente non può sfuggire dalla realtà della vita di fare il male, cioè scegliere fra cose sbagliate. Ma per questo non serviva Amoris Laetitia perché questo atteggiamento, vero o falso che sia, saltasse fuori: già da tempo su molte questioni morali si parla di fare il “male minore” e si giustificano eccezioni per svariate situazioni morali.
      Più che lamentarci di un discernimento che reca qualche perplessità e domanda sarebbe il caso di ringraziare Gesù che non ha prevalso la tesi sostenuta da qualcuno, io l’ho sentita in omelia da un sacerdote durante la messa prima del sinodo straordinario, che ai divorziati (senza specificare risposati ma era implicito da divorziati in là) NESSUNO HA IL DIRITTO DI GIUDICARE LA SITUAZIONE MA LA COMUNIONE VA DATA A TUTTI SENZA DISTINZIONE E SENZA DISCRIMINANTI PERCHE’ NESSUNO HA LA FACOLTA’ DI CODIFICARE IN UNA LEGGE CONDIZIONI DIRIMENTI PER LA NON RICEZIONE DELLA CONFESSIONE E DELL’EUCARESTIA E SEMPRE PAROLA DI QUEL PRETE GLI ALTRI PRETI MORALISTI E MOLTI VESCOVI CONTRARI A QUESTO ATTEGGIAMENTO SONO DEI PARRUCCONI CHE SPERANO COME I FARISEI DI RISOLVERE CON RAGIONAMENTI LOGICI-MORALI QUESTIONI DI NON LORO COMPETENZA. QUINDI MISERICORDIA SENZA PENTIMENTO PER TUTTI I DIVORZIATI ED OLTRE, A PRESCINDERE DA CHI ROMPE E CHI SUBISCE LA ROTTURA O GLI ALTRI FATTI ACCADUTI CHE HANNO PORTATO ALLA ROTTURA DEL RAPPORTO NEL SUO LEGAME VISIBILE.

      Piuttosto che lamentarci troppo ringraziamo Gesù che tale concezione della misericordia della bontà a prescindere della situazione non abbia prevalso al sinodo e ci troviamo di fronte a problemi minori: le cose potrebbero andare peggio.
      Molte volte ci si domanda perché Dio permette il male? Tutti se lo domandano, anch’io, anche Benedetto XVI che dice continua a chiederselo con sempre maggiore intensità, ma c’è anche una risposta-domanda: vedi tu quanti mali Dio non permette che accadono e che taglia alla radice prima che si concretizzino? Solo nell’aldilà sapremo l’effettiva portata del male bloccato da Cristo. Forse lo scopo di Gesù per mezzo di un papa in buona fede sicuro di quello che ha detto e fatto è quello che si rifletta ancora ulteriormente in vista di un altro passo, come magari la preparazione di un Concilio Vaticano III.
      Che Dio ti benedica.

      • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

        Dio è Misericordia, è fedeltà unilaterale al patto fatto con l’Uomo: quello che noi “percepiamo” della Misericordia è il Suo Amore per noi.

        Anche il matrimonio è un patto unilaterale di fedeltà, fatto chiamando Dio stesso a testimone delle proprie parole, che impegna i coniugi per tutta la vita;
        l’uomo però è debole è potrebbe non essere capace di rispettare quel patto:
        se allora ritengo lecito appellarsi alla Misericordia nel caso non si riesca a tener fede al patto,
        non ritengo invece lecito appellarsi alla stessa Misericordia se si vuole vivere un secondo nuovo patto pur essendo valido il patto precedente.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

          E con questo hai misericordiosamente condannato all’inferno milioni di cattolici.

          Per fortuna che la Chiesa non la vede come te.

          • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

            Verso chi si commette adulterio?

            • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

              Per la Chiesa chi commette adulterio è un peccatore come gli altri.

              Per la Chiesa il peccato di adulterio è mortale solo quando vi sono le altre due condizioni soggettive che lo rendono tale (piena avvertenza e deliberato consenso).

              Per la Chiesa il peccatore che commette adulterio può essere colpevole solo di colpa veniale quando non ha piena avvertenza e/o deliberato consenso.

              Per la Chiesa il sacerdote può discernere dove, pur in una situazione oggettiva di peccato (adulterio) manchino piena avvertenza (coscienza incolpevolmente erronea) e/o deliberato consenso (mancanza di loberta di agire diversamente; esempio una nuova famiglia) e sia quindi in peccato veniale.

              Per la Chiesa è solo il peccato mortale che necessita del fermo proposito di non peccare più per essere assolto.

              Per la Chiesa l’Eucaristia sana spiritualmente cancellando il peccato veniale

              Per la Chiesa FC84 è una legge positiva che può essere cambiata da un altro Papa.

              Per la Chiesa il Papa ha (canone 331 codice di diritto canonico ) piena potesta universale sulla Chiesa e le sue leggi positive.

              Fine.

              • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                Ti ho chiesto verso chi si commette adulterio, non se l’adulterio è un peccato grave o meno…

                • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                  E cosa c’entra questo con l’opportunità o meno di discernere dove vi sia colpa mortale oppure no ( e quindi dove si possa attuare una disciplina meno dura)?

                  • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Non capisci cosa c’entra e disquisisci di discernimento?

                    • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                      Io ti ho chiesto mille volte se e perché l’adulterio vada sempre considerato un peccato mortale , ma te ne sei sempre ben guardato dal rispondere.

                      Ti faccio una domanda: la Chiesa Ortodossa, che ha trovato il modo di aiutare queste persone (come del resto faceva anche la Chiesa occidentale del primo millennio, basti vedere l’eucologio Barberini, Calabria dell’VIII secolo, dove c’è il rito per le seconde nozze) perché la Chiesa Cattolica dovrebbe essere così severa come voi “veri misericordiosi” chiedete?

                      Perché, se esiste un modo di venire incontro a queste persone senza violare il dogma (come quello di cui si parla in Al e che viene ormai apllicato nella maggioranza delle diocesi italiane) la Chiesa dovrebbe rifiutarlo?

                      Forse che essere risposati e cattolici è imperdonabile mentre essere risposati e ortodossi è perdonabile?

                      Ripeto, noi non possiamo legittimare le seconde nozze come gli ortodossi perché motivi dogmatici lo impediscono, ma riconoscere la responsabilità diminuita di un peccatore PUR a fronte di un secondo matrimonio o convivenza civile è una cosa che non va in nulla contro il dogma.

                      E allora ripeto: perché non sfruttare questo fatto per aiutare quelle persone?

                      Il Sabato è per l’uomo, non l’uomo per il Sabato. E questo l’ha detto Qualcuno di leggermente importante.

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      O illustre Teofane:

                      Ti ho risposto che è perché lo ha affermato Gesù nei Vangeli e lo ha spiegato S. Tommaso quando scrive che l’inosservanza degli imperativi assoluti è sempre peccato grave.

                      La Chiesa Cristiana Ortodossa, leggendo adulterio nella parola “porneia”, ritiene l’adulterio un valido motivo per annullare le nozze, la Chiesa Cattolica no.
                      Seconde nozze nel cattolicesimo? Se le prime non sono valide non c’è problema.

                      In che modo la convivenza “more uxorio” con persona diversa dal legittimo coniuge non violerebbe l’indissolubilità matrimoniale ribadita da Cristo?

                      Nessuna confessione cristiana ammetta l’adulterio o la validità delle seconde nozze se le prime sono ancora valide.

                    • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                      @Lorenzo

                      “Ti ho risposto che è perché lo ha affermato Gesù nei Vangeli e lo ha spiegato S. Tommaso quando scrive che l’inosservanza degli imperativi assoluti è sempre peccato grave.”

                      Sempre peccato grave, dici bene, non sempre peccato mortale.

                      La violazione del sesto comandamento è sempre materia grave ma può non essere peccato mortale se mancano le condizioni soggettive che lo rendono tale.

                      P.s e non sono “illustre” manco un po’. Lo è solo il monaco di cui porto indegnamente il nick.

                      “La Chiesa Cristiana Ortodossa, leggendo adulterio nella parola “porneia”, ritiene l’adulterio un valido motivo per annullare le nozze, la Chiesa Cattolica no.”

                      Vedi che, ostinandoti a parlare di ciò che non conosci, dici delle fregnacce?

                      Nella Chiesa Ortodossa l’indissolubilità matrimoniale è ASSOLUTA. Se il matrimonio è icona dell’incarnazione non può essere temporaneo: come la consacrazione verginale nel monachesimo – per la quale nell’Ortodossia non si ammettono dispense –, esso si proietta nell’eternità. La grazia di un sacramento – come è risaputo per il battesimo e per la cresima – non si può togliere.

                      La Chiesa Ortodossa concede le seconde nozze per un unico motivo (e non altri): la benevolenza verso l’uomo, che ha una natura ferita dal peccato ed è, quindi, defettibile e peccatore, e spesso incapace della fedeltà propria di Dio.

                      La Chiesa infatti si trovò subito di fronte al fatto che la legislazione civile consentiva non solo le seconde nozze ai vedovi, ma contemplava anche lo scioglimento del vincolo nuziale e la possibilità di un ulteriore matrimonio.

                      Per risolvere questo grave problema pastorale- che non fu solo della Chiesa antica, ma si è addirittura acutizzato oggi con la secolarizzazione della società e l’affermazione della laicità dello Stato – la Chiesa orientale ha elaborato il concetto di “economia” o “Oikonomia”.

                      Anche l’economia ecclesiastica ha un fondamento teologico. Il termine, nel linguaggio teologico, designa propriamente l’iniziativa salvifica di Dio, il criterio di fondo della storia della salvezza. Esprime pertanto l’agire di Dio in relazione al mondo, al Suo manifestarsi ed al Suo operare in esso (mentre la teologia è il discorso su Dio in se stesso, nella Sua vita intima, nelle relazioni, ad esempio, fra le tre Persone divine). Ancora una volta, dal concetto di economia teologica discende la sua applicazione all’ambito canonico-disciplinare, in una correlazione così stretta che soltanto alla luce della prima la seconda diventa pienamente comprensibile e pertanto giustificabile. Che cos’è allora l’oikonomia?

                      Tecnicamente l’oikonomia/economia ecclesiastica è la possibilità di concedere deroghe, in forma temporanea o permanente, da una prescrizione normativa, senza per questo inficiare in alcun modo la validità della prescrizione stessa.

                      Tale procedimento, con il quale si mitiga la durezza di una legge nel momento stesso in cui se ne ribadisce la validità, si giustifica solo con il fine superiore di agevolare il conseguimento della salvezza eterna, laddove la legge, applicata in tutto il suo rigore, potrebbe ostacolarlo. Soltanto la Chiesa, che attualizza nel tempo e nella storia l’opera salvifica del Cristo, può derogare dalla lettera della legge. Agendo in tal modo infatti essa non fa che imitare l’infinita misericordia divina, che vuole che «tutti gli uomini siano salvati» (I Tim. 2, 4) e si ritiene perciò autorizzata a concedere deroghe persino alle prescrizioni risalenti al Cristo stesso, talvolta risultando in apparenza più condiscendente del suo stesso Signore.

                      L’economia canonica infatti altro non è che la prosecuzione, nell’esperienza storica della Chiesa, dell’economia teologica. In modo più concettuale potrebbe essere definita la “pastorale della misericordia”, che riesce ad addolcire le durezze della legge, senza in alcun modo comprometterne la validità. Essa è espressione dell’«interesse della Chiesa per l’uomo», secondo le parole dello storico e teologo russo-americano John Meyendorff.

                      Perciò come vedi la questione non è come dici tu, parlando di ciò che non sai. In nessun caso nella Chiesa Ortodossa il matrimonio valido può essere annullato.

                      Come neanche nella Chiesa Cattolica, dove si riconosce al massimo la nullità fin dal principio, ovvero che il matrimonio non è mai stato.

                      Semplicemente la Chiesa Ortodossa, sulla scia di quanto fatto dalla Chiesa nel primo millennio, prima dello scisma (vedere L’eucologio Barberini, dove troviamo che nella Calabria dell’VIII secolo c’è il rito delle seconde nozze) , ha sempre usato clemenza pastorale verso queste persone, per agevolare la loro salvezza.

                      La Chiesa Cattolica può concedere le seconde nozze con oikonomia? No, motivi dogmatici risalenti a Trento lo impediscono.

                      Ma può applicare l’epicheia verso queste persone, che non significa ammettere che la loro situazione sia lecita, ma riconoscere quando, pur essendo in situazione oggettiva di peccato, tali persone non portino su di se colpa mortale e che quindi il loro peccato sia solo veniale.

                      Il peccato veniale infatti:

                      1) non necessita del fermo proposito di non peccare più per essere assolto (a differenza del peccato mortale);

                      2) viene addirittura cancellato dall’assunzione dell’Eucaristia, poichè Cristo è il celeste medico che sana l’anima.

                      “In che modo la convivenza “more uxorio” con persona diversa dal legittimo coniuge non violerebbe l’indissolubilità matrimoniale ribadita da Cristo?”

                      In nessun modo.

                      Infatti, come ribadito da Al 301 e 305, i risposati sono in una situazione oggettiva di peccato grave materiale.

                      Ma questo non implica che siano anche in peccato mortale; poichè la coscienza invincibilmente erronea (mancanza di piena avvertenza) e/o attenuanti di altro tipo come il bene dei figli che impedisce di agire diversamente, ovvero mancanza di deliberato consenso (Per esempio per garantire la loro educazione, evitando che l’unione si sfasci [cosa facile se la coppia è giovane e non hanno entrambi la stessa Fede. Ad esempio può esserci una coppia dove lei è molto fedele e vorrebbe vivere in castità ma dove lui è più tiepido nella Fede e quindi quella povera donna si trova costretta a non essere assolta, se non si applica il discernimento, oppure a mettere in pericolo l’unione, imponendo al marito una castità che lo porterà al tradimento e alla fine dell’unione, con grave danno dei figli, oppure dove entrambi valutino che per loro la continenza sarebbe impraticabile mettendo a rischio l’unione è possibile il discernimento), sgravano dal peccato mortale PUR lasciando intatta l’intrinseca malvagità dell’adulterio secondo la dottrina.

                      ” Nessun confessione cristiana ammetta l’adulterio o la validità delle seconde nozze se le prime sono ancora valide.”

                      Falso, come dimostrato sopra.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

          Altra cosa: DIO è indefettibile e senza peccato, gli uomini defettibili e peccatori.

          Ecco perché, mentre Dio non pecca e mantiene fede ai patti, gli uomini possono cadere.

          Tu, a chi è caduto, e non può castrarsi come un cappone (perché castrarsi come un cappone vorrebbe dire sfasciare la nuova famiglia con grave danno dei figli o perché ha coscienza incolpevolmente erronea [riconosciuta nella dottrina e anche dal Cardinale Antonelli qui http://www.uccronline.it/2017/01/15/aldo-maria-valli-un-esempio-finora-che-qualcuno-dovrebbe-imitare/#comment-182910 ] ) neghi Misericordia e dici che per loro Misericordia non può esserci, condannandoli misericordiosamente all’inferno (ma ehi, tu non sei “misericordista”, la tua è la Misericordia vera 😉 ), la Chiesa invece dice che può esserci misericordia anche per loro, e che non necessariamente sono in peccato mortale (ovviamente non è detto nemmeno il contrario, spetta al confessore discernere).

          Che dire, sono felice che la Chiesa la veda diversamente da te.

          • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

            Il padre misericordioso ha atteso con ansia che il figlio ritornasse a casa o è andato a dargli una mano a pascolare i porci?

            • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

              Non c’entra con ciò di cui si stava parlando.

              • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                Ovvia risposta di chi trasforma l’adulterio in un peccatuccio veniale: se l’adulterio è un peccatuccio veniale, perché non accostarsi direttamente all’Eucarestia senza confessione?
                Vuoi forse che il Padre misericordioso non comprenda come, data la nostra situazione, non posiamo far altro che pascolare i porci e non ci dia una mano a continuare la vita che stiamo facendo?

                • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                  Ma se l’adulterio in certe circostanze è un peccato veniale a causa di una responsabilità soggettiva diminuita è una cosa che deve discernere il Confessore, un una decisione che può prendere il penitente da se, autonomamente, perché altrimenti rischia il Sacrilegio.

                  L’adulterio è sempre peccato grave quanto alla materia, poi è mortale se vi è piena avvertenza e deliberato consenso; è veniale se manca una delle due.

                  È questo non solo l’adulterio, ma anche gli altri peccati gravi.

                • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                  Inoltre scrivere

                  “Ovvia risposta di chi trasforma l’adulterio in un peccatuccio veniale”

                  È profondamente disonesto (non che non sia abituato con te; che ritagliavi da ciò che riportavo di Sant’Agostino delle frasi mozze perché riportare la frase intera non avrebbe permesso la tua tesi), poichè non ho mai scritto che l’adulterio possa essere “trasformato” in un “peccatuccio veniale”.

                  Questa è una cosa che, con la consueta malafede, mi attribuisci.

                  Io ho detto che l’adulterio è sempre peccato grave materialmente.

                  Le circostanze non possono cambiare la natura dell’atto, la sua intrinseca malvagità, ma possono (eccome) cambiare l’imputabilità del soggetto che lo compie.

                  Ad esempio, Caffarra ha fatto un errore simile al tuo dicendo, in un’intervista data a Matteo Matzuzzi il 14 gennaio scorso sul Foglio, quanto segue:

                  “Amoris laetitia ha insegnato che, date certe circostanze precise e fatto un certo percorso, il fedele potrebbe accostarsi all’eucaristia senza impegnarsi alla continenza? Ci sono vescovi che hanno insegnato che si può. Per una semplice questione di logica, si deve allora anche insegnare che l’adulterio non è in sé e per sé male.”

                  L’errore contenuto in questa sua affermazione è violento e a più livelli e, in questo senso, inescusabile per un personaggio di questo calibro intellettuale:

                  (1) Il fatto che esistano circostanze attenuanti per un penitente, infatti, non sminuisce la gravità dell’atto ma solo diminuisce la responsabilità del peccatore in quanto gli riconosce una libertà diminuita (ciò che viene detto anche al Catechismo paragrafo 1862, dove si scrive che un peccato in materia grave -come l’adulterio per l’appunto- può essere veniale);

                  2) infatti, parlando in ambito civile, se Gianji prende una pistola e la punta contro la tempia di Paolo e gli ordina di firmare un falso, è chiaro : (a) che Paolo ha la sua libertà molto sminuita; (b) che Paolo sempre commette un atto intrinsecamente malvagio cioè firmare un falso; (c) che Paolo gode di circostanze attenuanti oggettive ; (d) che il giudice che assolverà Paolo o gli darà una pena alleggerita a causa di queste circostanze attenuanti non afferma che firmare falsi non sia in sé e di per sé cosa contro la legge;

                  3) in ragione del punto 2, dove la Chiesa, nella persona del confessore, valuta che un risposato abbia coscienza invincibilmente erronea o circostanze attenuanti che fanno si che non possa agire diversamente senza una nuova colpa, il peccatore in questo caso è reo di sola colpa veniale, nonostante l’adulterio sia e rimanga un atto intrinsecamente malvagio.

                  Perciò non esiste nessuno, nè io, nè un Vescovo, nè il Papa, che possa “trasformare” l’adulterio in un peccatuccio veniale.

                  Il Confessore non trasforma un bel niente: constata solo l’esistenza di circostanze attenuanti oggettive (visto che le può constatare) esistenti e da questa constatazione ne deduce la responsabilità ridotta del peccatore, e quindi che il suo peccato, pur grave quanto alla materia, è soggettivamente veniale.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Teofane il recluso

                    “Ad esempio, Caffarra ha fatto un errore simile al tuo…”
                    Cosa posso controbattere ad una così profonda, asserita e ribadita conoscenza della dottrina?

                    • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                      Entra nel merito e dimmi dove ho sbagliato.

                      Se ho sbagliato non tarderò a riconoscerlo.

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Mi sai dire in quale occasione, secondo le parole di Cristo, è lecito commettere adulterio?

                      Mi sai specificare se Gesù ha detto all’adultera: va e non peccare più;
                      oppure: va e continua a peccare come prima perché hai un buon motivo per vivere in adulterio?

                    • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                      Non è mai lecito commettere adulterio.

                      Ho spiegato già mille volte la differenza tra liceità di un atto e mancanza di piena imputabilità (peccato mortale) del peccatore che lo commette, vedi questo http://www.uccronline.it/2017/01/15/aldo-maria-valli-un-esempio-finora-che-qualcuno-dovrebbe-imitare/#comment-183029 mio post.

                      Perciò basta con queste domande trabocchetto, che potrebbero mettere in difficoltà solo chi non conosce la dottrina.

                      Con me caschi male, Lorè. 🙂

                    • Teofane il recluso ha detto in risposta a lorenzo

                      Inoltre anche in questo post ho spiegato la differenza tra liceità dell’adulterio in se e colpa del peccatore, scrivendo:

                      “Ad esempio, Caffarra ha fatto un errore simile al tuo dicendo, in un’intervista data a Matteo Matzuzzi il 14 gennaio scorso sul Foglio, quanto segue:

                      “Amoris laetitia ha insegnato che, date certe circostanze precise e fatto un certo percorso, il fedele potrebbe accostarsi all’eucaristia senza impegnarsi alla continenza? Ci sono vescovi che hanno insegnato che si può. Per una semplice questione di logica, si deve allora anche insegnare che l’adulterio non è in sé e per sé male.”

                      L’errore contenuto in questa sua affermazione è violento e a più livelli e, in questo senso, inescusabile per un personaggio di questo calibro intellettuale:

                      (1) Il fatto che esistano circostanze attenuanti per un penitente, infatti, non sminuisce la gravità dell’atto ma solo diminuisce la responsabilità del peccatore in quanto gli riconosce una libertà diminuita (ciò che viene detto anche al Catechismo paragrafo 1862, dove si scrive che un peccato in materia grave -come l’adulterio per l’appunto- può essere veniale);

                      2) infatti, parlando in ambito civile, se Gianni prende una pistola e la punta contro la tempia di Paolo e gli ordina di firmare un falso, è chiaro : (a) che Paolo ha la sua libertà molto sminuita; (b) che Paolo sempre commette un atto intrinsecamente malvagio cioè firmare un falso; (c) che Paolo gode di circostanze attenuanti oggettive ; (d) che il giudice che assolverà Paolo o gli darà una pena alleggerita a causa di queste circostanze attenuanti non afferma che firmare falsi non sia in sé e di per sé cosa contro la legge;

                      3) in ragione del punto 2, dove la Chiesa, nella persona del confessore, valuta che un risposato abbia coscienza invincibilmente erronea o circostanze attenuanti che fanno si che non possa agire diversamente senza una nuova colpa, il peccatore in questo caso è reo di sola colpa veniale, nonostante l’adulterio sia e rimanga un atto intrinsecamente malvagio.

                      Perciò che tu, poi, venga a chiedermi

                      “Mi sai dire in quale occasione, secondo le parole di Cristo, è lecito commettere adulterio?”

                      A fronte di tutto quanto detto sopra (che spiega bene che la Chiesa mai e poi mai potrà ammettere la liceità dell’adulterio ma può riconoscere la responsabilità diminuita del peccatore) significa solo due cose:

                      1) hai un Q.I under 50, che ti impedisce di capire quanto scrivo;

                      2) mi stai prendendo per le natiche.

                      E in entrambi i casi il dialogo non porta a nulla.

                      Te lo ripeto; le tue domande da dottore della Legge per cogliermi in castagna, con me non attaccano. Provaci pure, però. Se ti piace prenderlo dialetticamente in quel posto nelle discussioni mostrando a tutti la tha caratura io non posso impedirterlo. 🙂

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Teofane, puoi forse negare che, sulla base di quello che tu hai scritto, confermato e ribadito, uno che non conosce i Vangeli ne avrebbe ricavato la convinzione che Gesù abbia detto all’adultera che se aveva un valido motivo, l’educazione dei figli tanto per fare un esempio, poteva continuare a vivere in adulterio?

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      x REDAZIONE
                      Chiedo scusa, mi sono lasciato trascinare: eliminate pure l’intervento.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Federica

      @Federica”

      “Vincent Vega se il SI ai dubia non va bene ai cardinali credo sia perché va contro la dottrina non perché vogliano mettere il papa in difficoltà. ”

      Ma dove sarebbe il contrasto col dogma e la dottrina irreformabile, nel modificare una Legge positiva della Chiesa (FC84) che pur essendo fondata sul dogma non è l’unico modo lecito di applicare il dogma stesso (visto che FC si focalizza sul foro esterno mentre Al suo foro interno, entrambe azioni legittime dottrinalmente)?

      • Federica ha detto in risposta a Vincent Vega

        Sono ignorante, non ho gli elementi per valutare questi tecnicismi ma immaggino che i cardinali dubbiosi si siano posti il problema…
        Grazie al cielo non serve aver studiato teologia, né conoscere a memoria il diritto canonico per avere lo Spirito di discernimento. Sarebbe, insieme al mio peccato, un ulteriore ostacolo alla mia conversione.
        A me pare che questa generazione abbia bisogno di una Chiesa che sia segno di contraddizione, che sia sale della terra che dia sapore a ciò che non ha più sapore, che dia senso alla vita, al matrimonio e alla famiglia. Se il sale perde il suo sapore non serve più a nulla dice la parola. Non ne serve molto di sale per dare sapore, quel tanto che basta per annunciare al mondo che in Cristo, nel Suo amore, aggrappata alla sua croce gloriosa e con l’aiuto del suo Spirito Santo posso andare oltre quelle che sono le mie forze (camminare sulle acque della morte); posso aprirmi alla vita dopo il terzo, quarto figlio, posso perdonare mio marito che non è come vorrei e posso anche vivere nella castità se mio marito mi ha lasciata! Perché Dio esiste e ama ogni uomo al punto di donare tutto se stesso per preservarlo dal peccato (che questo sì lo rende schiavo, mica la dottrina!). Certo sulle nostre forze non possiamo fare nulla tanto meno rimanere casti dopo una separazione ma in Cristo è possibile. Se ci crediamo e glielo chiediamo con tutte le nostre forze. E questo salverà il mondo. Altrimenti Dio ci amerà lo stesso ma avremmo perso l’occasione di sperimentare quanto è grande il Signore!

      • Carmelo DeTullio ha detto in risposta a Vincent Vega

        scusa la provocazione ma.. come fa il Papa a decidere quando essere infallibile?

        Comunque se il Papa dice che le donne sono più importanti dei vescovi diventa incomprensibile del perchè non possano dire neanche una messa.

        Perchè la Chiesa non avrebbe modo? Il Papa puo dichiararsi infallibile, puo decidere come e quando evocare l’eucarestia ma non può ordinare una donna sacerdote?

        A maggior ragione se è stata una donna la prima ad annunciare la Resurrezione!

        Per quale motivo onestamente mi sfugge…

        poi di motivi se ne possono inventare mille.

        La guerra alla pedofilia non puo rimanere sulla carta ed è comunque sconcertante il silenzio dei cattolici.

        • Teofane il recluso ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Il motivo per cui non sia possibile ordinare una donna non lo so, non l’ho studiato.

          Però San Giovanni Paolo II ha chiuso la questione definitivamente e nessun Papa può contraddirlo su questo senza cadere in eresia.

        • Teofane il recluso ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Per farti capire https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1994/documents/hf_jp-ii_apl_19940522_ordinatio-sacerdotalis.html

          “4. Benché la dottrina circa l’ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini sia conservata dalla costante e universale Tradizione della Chiesa e sia insegnata con fermezza dal Magistero nei documenti più recenti, tuttavia nel nostro tempo in diversi luoghi la si ritiene discutibile, o anche si attribuisce alla decisione della Chiesa di non ammettere le donne a tale ordinazione un valore meramente disciplinare.

          Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli (Qui non è Karol Wojtyla che parlava, ma Pietro) [19], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.”

          Qua siamo di fronte ad un pronunciamento definitivo, infallibile e irreformabile di Pietro.

        • Padre Paisios ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Per farti capire https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1994/documents/hf_jp-ii_apl_19940522_ordinatio-sacerdotalis.html

          “4. Benché la dottrina circa l’ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini sia conservata dalla costante e universale Tradizione della Chiesa e sia insegnata con fermezza dal Magistero nei documenti più recenti, tuttavia nel nostro tempo in diversi luoghi la si ritiene discutibile, o anche si attribuisce alla decisione della Chiesa di non ammettere le donne a tale ordinazione un valore meramente disciplinare.

          Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli (Qui non è Karol Wojtyla che parlava, ma Pietro) [19], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.” ”

          Qua siamo di fronte ad un pronunciamento definitivo, infallibile e irreformabile di Pietro.

        • Padre Paisios ha detto in risposta a Carmelo DeTullio

          Sono sempre io, Vincent/Teofane.

          Redazioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee 😀 😀 😀 😀 ma quando mai vi è venuta in mente l’idea di mettere 21 commenti per artìcolo (che implica, specie nei topic più infuocati, troncare il dibattito impendendo di rispondere e costringendo a crearsi nuovi nick)! 😀 😀 😀

          Seriamente, non riesco a capire il motivo di una cosa del genere ma vabbè. ;!

  10. Cristina ha detto

    Ormai credo che tutti abbiano detto la loro sui divorziati risposati. Due Sinodi sulla famiglia quintali di documenti di scritti di interviste di opinioni espresse nei blog ecc. Centinaia di migliaia di parole ma che dico milioni di parole su una questione a cui si puo ‘rispondere con una s ola parola:si oppure no.Possono i divorziati che vivono in una seconda unione mentre e’ancora valida la prima accedere alla Comunione?Basterebbe rispondere con un si’o con un no. Invece milioni di parole vane che no

    dicono nulla non dirimono la

    questione. Un tempo si diceva Roma locuta causa soluta,cioe’se parla Roma la causa e’risolta. ORA invece Roma invece di risolvere le controversie le rende piu’ingarbugliate e confuse.

    • Max ha detto in risposta a Cristina

      Infatti…

      Se non ci sono problemi con l’Inglese:

      http://edwardfeser.blogspot.com.tr/2017/01/more-on-amoris.html

      Un paio di esempi:

      “Invoking Amoris Laetitia, the bishops of Malta have decreed that adulterers who feel “at peace with God” and find it “humanly impossible” to refrain from sex may receive absolution and go to communion”.

      “Canon lawyer Edward Peters judges the Malta situation a “disaster” that makes it “urgent” that the four cardinals’ dubia be answered either by Pope Francis or Cardinal Müller.

      “Cardinal Caffarra says that “only a blind man” could deny that the Church is in crisis.”

  11. Giampietro ha detto

    Ho scelto questo articolo per esprimere la mia opinione, mi scuso se vado un po’ fuori tema, ma penso che le critiche mosse dai quattro cardinali e da quella parte della Chiesa che definisco conservatrice esprima qualcosa di molto più grande: stiamo vivendo un tempo di grande crisi, di grande confusione all’interno della chiesa ed il futuro prossimo non promette nulla di buono, temo infatti che siamo vicini a quel tempo escatologico previsto dalla Vergine a Medjugorie, ma anche da molti santi mistici riconosciuti dalla Chiesa.
    Penso che il Papa davanti a questa grande crisi più che parlare di Misericordia ad un mondo che non lo sta’ nemmeno ad ascoltare ( semmai strizza l’occhiolino sperando in una apertura verso la società moderna), dovrebbe parlare o meglio GRIDARE CONVERSIONE .
    Il mondo è in grave pericolo: i giovani, le famiglie, i nostri figli, noi stessi stiamo rischiando di finire all’inferno !La chiesa deve sicuramente cambiare metodo davanti ad un mondo che sta’ annegato nel mare del male: ma più che buttarsi nell’acqua progressista del maligno per salvare le anime, rischiando così di perdersi nella confusione, dovrebbe fare un passo indietro tornando ad essere quella di un tempo non molto lontano ,forse anacronistica, ma in cui la presenza di Dio si sentiva e si vedeva nel volto delle persone. Ricordo tante cose che sono andate perse in questi ultimi 30 anni nella mia parrocchia: l’importanza della Santa Messa, della recita del rosario , delle sante funzioni, il valore sacro della famiglia, la solidarieta’ tra le persone, il rispetto della vita.
    Cosa dovrebbe fare Il santo Padre? Altro che “Buona sera” ma:”Sia lodato Gesù Cristo! ” e ” Dio benedica voi, le vostre famiglie, i vostri figli!” ” Raccomando la Santa Messa alla domenica, confessatevi spesso , non mancate all’Eucarestia, Recitate il rosario ogni giorno in famiglia, digiunate ai vizi. ”
    Altro che parlare di Misericordia e di ecooogia,questo è il tempo di battere il pugno da quel balcone e gridare a voce alta come San Giovanni Paolo ll e tutti i Santi che la chiesa venera LA CONVERSIONE di un’umanità che non e’ mai stata così lontana da Dio?” altro che agevolare la confessione al peccato d”aborto, quanto piuttosto piangere denunciando i milioni di bambini massacrati con l’aborto. Abbiamo un Grande Papa che ha le capacità di denunciare il male ma sembra che preferisca il linguaggio mitezza riservandosi invece di bacchettare quei cristiani “farisei” che definisce ” malati o persone che nascondono una doppia vita”.
    Penso che più un cristiano si avvicina a Dio più si senta peccatore e bisognoso di Misericordia ma anche determinato nel dire ciò che è male e ciò che è bene . Se il pastore non grida e mostra al suo gregge il bastone difficilmente le pecore cambieranno direzione e cadranno giù per il dirupo.

    • Padre Paisios ha detto in risposta a Giampietro

      Domanda, Giampietro: cosa voleva dire San Paolo, quando in 1 Cor 15, 56 dice ” il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge”?

      Te lo chiedo perché è un passo, quello, che fin dalla prima volta che l’ho letto mi si è “stampato” a caratteri di fuoco nella mente.

      Ed è la risposta che mi sono dato che mi ha portato a capire la pastorale della Chiesa sotto Papa Francesco.

      Ma ora ti chiedo: cosa significa afferma che “LA FORZA DEL PECCATO è la Legge”?

      Questa è una affermazione estremamente forte. San Paolo nella lettera ai Romani ha negato che la Legge sia peccato, anzi ha detto che è buona e giusta “in se”.

      Dunque la domanda rimane: come può una cosa buona e giusta in se (che non è certo peccato, infatti, tanto è vero che alla domanda “la legge è dunque peccato?” San Paolo risponde con un secco “no!”) essere anche LA FORZA DEL PECCATO?

      E non è certo un “exploit” isolato quello di San Paolo in quel passo, perché anche nella lettera ai Romani disse una cosa altrettanto forte, ovvero “SENZA LA LEGGE IL PECCATO È MORTO” (Rom 7,8).

      Si potrebero citare molte altre cose dette da San Paolo ma credo che queste due bastino.

      Cosa significa affermare che la Legge è la forza del peccato e che senza la Legge il peccato è morto?

      E questa constatazione che risale addirittura a San Paolo come deve regolare la pastorale della Chiesa? Dobbiamo dare sempre più forza alla Legge (e quindi al peccato) oppure alla Misericordia?

      Cosa è meglio, di fronte a persone in difficoltà e a rischio di dannazione?

      Quale dei due atteggiamenti spingono le pecore nel dirupo?

      Per favore, prova a rispondere a queste mie domande,

      • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Padre Paisios

        Rev.mo Padre Paisios,
        direi di fronte all’ultima domanda, quella di fronte alle persone a Rischio di DANNAZIONE? Pregare per la conversione dei peccatori (senza dimenticare che noi siamo i primi sebbene non i più grandi ma solo per grazia di Dio, ma anche nel peccato siamo dei luridi mediocri) come costante nella propria vita spirituale, far celebrare messe per lui (cosa più importante), pregare in Adorazioni Eucaristiche per queste persone ove ci sono, pregare il Rosario, confidare in Dio e nella sua capacità di toccare i cuori, flagellarsi se il confessore e direttore spirituale ce lo consente, digiunare se il dottore e il direttore spirituale ce lo consentono, portare il cilicio alle medesime condizioni, passare una o più notti in preghiera se la salute tiene e il direttore spirituale ce lo consente, donare a Dio la nostra vita per il peccatore chiedendo in cambio un cancro doloroso con morte successiva ad esempio con la grazia di Dio di portarlo per domandare la grazia del ricorso al confessione del peccatore per cui preghiamo, dire a Dio che ci tolga la vita sulla terra sbattendoci all’inferno per la vita di quel peccatore, dire a Gesù di mandarci all’inferno al posto del peccatore nei modi che Egli saprà trovare che ci faranno vivere un inferno, fare delle opere di carità come fare offerte ai preti diocesani all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (facendosi prendere in giro per questo) o ai Centri di Aiuto alla Vita per le donne gravide e dire a Dio che quelle sono opere fatte dal peccatore per cui preghiamo per chiedere la conversione usando come metodo per prelevare soldi la rinuncia al Cinema alle pizze e ai divertimenti costosi per avere i soldi per le offerte ed infine mandare un sacerdote santo che gli spieghi che il peccato (male indicato dalla Legge voluto dal peccatore) non gli sta facendo del bene e parlarne anche noi al diretto interessato nel segreto sentendoci rispondere forse “che non son c***i nostri”, sentendoci ripetere in faccia la lista dei nostri difetti e peccati (questo è utile) e che non abbiamo nessun diritto di giudicare né lui(anche se non lo stavamo facendo) né la situazione perché in quelle condizioni lui dice che “Gesù capisce, condona ed approva e che pure i preti fanno di peggio anche se sono religiosi di fronte e sporchi di dentro”.
        Che Gesù la benedica e che la Madonna preghi per lei.
        Francesco Fassi.

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

          Domandare per lui il Dono dello Spirito Santo. Pregare Gesù Bambino che non si dimentichi del peccatore quando era piccolo bambino. Che ci venga tolta la vita in un terremoto se ce ne sarà uno nella nostra zona e che i soccorritori a suo tempo lavorino per altri e lascino morire noi sotto le macerie per impossibilità ad aiutare tutti pur di pagare la grazia di conversione richiesta. Pregare le litanie dell’umiltà per noi stessi prima di parlare con la persona del peccato. Non trascurare di parlare dell’infinita misericordia di Dio che perdona qualsiasi peccato, sempre che il peccatore lo riconosca per tale. Lasciare al Papa e ai vescovi il compito di decidere le condizioni in cui un male intrinseco non è peccato e stare zitti di fronte alle obiezioni che la nostra coscienza ci pone sui forum e nelle pubbliche discussioni.
          Non dimenticare mai che non si può abortire Gesù Bambino per giustificare il proprio peccato.

          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            O abortire Gesù bambino per salvare i nostri figli e le alte situazioni umane dove tenere il Divino Bambino con noi risulta scomodo. Quanto è difficile farlo, ma lui non merita forse amore? Non è forse il nostro “figlio primogenito” in senso figurato e la scienza insegna che i genitori fanno preferenze per i primogeniti maschio femmine che siano?

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