Perché pregare se talvolta sembra che Dio non risponda come vorremmo?

bambina preghiera«La preghiera non è una bacchetta magica!». Nell’udienza generale di ieri, Papa Francesco ha fatto una riflessione sulla preghiera che riteniamo molto interessante.

Tra le tante domande che ci arrivano per e-mail, molte riguardano questa tematica: qual è il senso della preghiera? Perché spesso sembra che Dio non risponda alle nostre domande? Perché pregare se Lui conosce già ciò di cui abbiamo bisogno? Ad esse abbiamo già risposto, in particolare al significato del pregare e al conciliare la preghiera con l’onniscienza di Dio.

Ieri il Pontefice ha dato il suo contributo, che merita di essere ripreso. Dopo aver letto il brano evangelico Luca 18,1-8, Francesco ha commentato: «Gesù esorta a pregare “senza stancarsi”. Tutti proviamo momenti di stanchezza e di scoraggiamento, soprattutto quando la nostra preghiera sembra inefficace. Ma Gesù ci assicura: Dio esaudisce prontamente i suoi figli, anche se ciò non significa che lo faccia nei tempi e nei modi che noi vorremmo. La preghiera non è una bacchetta magica!».

Allora, perché la preghiera? Perché «essa aiuta a conservare la fede in Dio ad affidarci a Lui anche quando non ne comprendiamo la volontà. L’oggetto della preghiera passa in secondo piano, ciò che importa prima di tutto è la relazione con il Padre. Ecco cosa fa la preghiera: trasforma il desiderio e lo modella secondo la volontà di Dio, qualunque essa sia, perché chi prega aspira prima di tutto all’unione con Dio, che è Amore misericordioso».

Lo scrivevamo anche noi un anno fa: la preghiera non serve per far comprendere a Dio le nostre necessità o per mutare la sua volontà, ma per disporre noi stessi ad accogliere il Suo aiuto e la Sua risposta: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22, 42), quest è l’apice della preghiera. Sant’Agostino ricorda che «la creatura ragionevole offre preghiere a Dio per costruire se stessa, non per istruire Dio» (De gratia Novi Testamenti ad Honoratum liber unus, 29).

«Gli effetti della preghiera non sono un’illusione», ha scritto il premio Nobel per la Medicina, Alexis Carrel (convertitosi a Lourdes dopo aver constatato un miracolo di guarigione davanti ai suoi occhi). «Essa fortifica nello stesso tempo il senso sacro e il senso morale. L’uomo si vede così com’è. Scopre il suo egoismo, la sua cupidigia, i suoi errori di giudizio, il suo orgoglio; si piega all’adempimento del dovere morale; tenta di acquistare l’umiltà intellettuale. Così gli si apre dinanzi il regno della Grazia. Tuttavia gli effetti della preghiera non sono un’illusione, la preghiera non dev’essere paragonata alla morfina e non bisogna ridurre il senso sacro all’angoscia dell’uomo davanti ai pericoli che lo circondano e davanti al mistero dell’universo. Questo perché la preghiera determina, insieme con la calma, una integrazione delle attività mentali, una specie di fioritura della personalità, solleva gli uomini al di sopra della statura mentale loro, propria per eredità o per educazione. Questo contrasto con Dio li ricolma di pace. E pace si irradia da loro. E pace essi portano dovunque vadano. Tutto accade come se Dio ascoltasse l’uomo e gli rispondesse. Disgraziatamente non c’è ora nel mondo che un minimo numero d’individui che sappiano realmente pregare» (A. Carrel, La Preghiera, Morcelliana 1986, pp. 28-44).

La redazione
(articolo inserito nell’archivio dedicato alle risposte teologiche)

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

16 commenti a Perché pregare se talvolta sembra che Dio non risponda come vorremmo?

« nascondi i commenti

  1. Luca ha detto

    Bello grazie.
    Sia fatta la tua volontà così in cielo come in terra
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano

  2. sara ha detto

    Forse non si ” chiede” cio’ che ci salva…

  3. Li ha detto

    Anche mia madre usava le stesse parole. Io dico che non è un talismano.
    E comunque perché Dio dovrebbe essere ai nostri ordini secondo i nostri tempi? Ci da aiuto anche provvidenziale, ma i tempi di Dio non sono quelli dell’uomo.

  4. Giallo ha detto

    Sto leggendo un libro un po’ datato ma molto interessante di L. Dossey, un medico che ha cercato di documentare in modo empirico l’effettiva efficacia terapeutica della preghiera. Le osservazioni sembrano suggerire che il maggiore effetto di guarigione non si osservi in coloro che fanno una preghiera di intenzione (“ti prego, ti supplico, devi fammi guarire da X”) ma in coloro che accettano con serenita’ la propria malattia e pregano quasi con gioia e accettazione (“ho X, lo accetto e ti prego perché Tu metti un significato in ogni cosa”

  5. Sophie ha detto

    Da quando, anzichè chiedere a Dio di togliermi una croce, gli ho chiesto la forza di sopportarla, mi sono arrivate una pioggia di grazie. 🙂

  6. Max ha detto

    Mi piace molto la riflessione di Sant’Agostino.

    Alla fine la preghiera e’ piu’ una maniera per adeguarsi alla volontà di Dio ed innalzare se’ stessi.

  7. Steve ha detto

    Alcune volte nella mia vita ho provato a pregare. E, come clichè vuole per gli atei e agnostici, mi son ritrovato a dire “ma cosa sto facendo, con chi sto parlando? Mi sto rivolgendo a qualcosa che probabilmente non esiste”. Ma di fatto, la voglia che avevo di pregare mi rimane come “molla” del pensiero che mi piacerebbe avere fede e forse la sto cercando.

    Carrell poi, è uno dei testimoni della fede che più mettono a dura prova il mio agnosticismo. Della sua esperienza mi fido quasi automaticamente, quindi mi ritrovo a pensare che se una persona così si era convertita con tanta forza e passione, allora non è tutto illusorio.

  8. giorgio baldrati ha detto

    io ho ringraziato e ringrazio Dio per cio` che mi ha dato e per cio` che non ho avuto.

  9. Li ha detto

    Di recente mi sono letto anche la testimonianza diGiovanni Battista Tomassi, e mi ha colpito davvero tanto.

  10. Li ha detto

    http://www.unitalsi.info/public/web/documenti/62010225131219STORIA_UNITALSI.pdf

    Se non appare andatelo a cercare nei siti dell’UNITALSI.

  11. Umberto P. ha detto

    Ho spesso riflettuto su questo tema, e sinceramente per me la preghiera, spiegata così, è un bastone per rafforzare la fede. Ma si entra in un circolo vizioso: pregando diciamo a noi stessi “autoconvinciti che è vero, autoconvinciti che è vero”, ed alla fine…ci si autoconvince che è vero, da soli. Rientra nel campo dei discorsi in cui la conseguenza diventa la premessa. “Vuoi avere fede? Abbi fede!” Ripetendo ipnoticamente le stesse frasi per migliaia di volte e cercando di convincersi che è vero…alla fine ti sembrerà vero. Funziona per tutte le religioni, ogni religione ha preghiere e mantra ipnotici. Io da esterno, non lo capirò mai come si fa a trovare senso in ciò: se io non credo a Dio, o al dio di una qualche religione, come faccio a cercarlo con la fede? E’ quello che non ho, e che vorrei vedere giustificato da un qualcosa che non ha come spinta principale la mia disposizione ad autosuggestionarmi il più possibile.

  12. maria cristina ha detto

    La preghiera che dovrebbe essere il “colloquio” o almeno il filo che lega il Trascendente , cioè Dio, dalla creatura, l’uomo , è l’azione meno descrivibile e più istintiva possibile. Nonostante i grandi e voluminosi trattati “sulla preghiera” che nessuno purtroppo ( o per fortuna) legge , la preghiera è una attività del tutto spontanea dell’essere umano, al di là delle religioni, dei credi.
    Tanto spontanea che molti anche se non lo sanno pregano. Persino i bifolchi calciatori quando si fanno il segno della croce prima di tirare un calcio di rigore, fanno, lo sappiano o no, una preghiera. Perchè la preghiera più semplice, istintiva, non intellettuale, per un cristiano è il segno della croce.Il segno della croce è una preghiera, anche se gestuale e non pronunciata, perchè significa nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
    Preghiera concentrata ma efficace. Infatti quando si fanno gli esorcismi contro il Maligno si fa innanzi tutto il segno della Croce. Infatti nei Sacramenti c’è innanzi tutto il segno della Croce.
    Qualcuno potrebbe obbiettare : allora è un segno magico? Sì, è un segno magico, se con magia si intende che la realtà terrena si mette in contatto con quella ultraterrena e ne prende la potenza. Il segno della croce sprigiona una potenza.

    preghiera concent

  13. giorgio baldrati ha detto

    mi avviene di leggere , negli interventi dei lettori : ” io prego, ma ci sara` qualcuno a ricevere ? ”
    la fede e` il massimo dono che l`uomo puo` ricevere: ” il cielo e la terra passeranno…”
    fede non e`solo il credere nell`esistenza di Dio ,creatore e signore di tutte le cose , in cielo ed in terra ; e`anche questo
    ma non solo. e` voler cogliere nel creato un disegno preciso.
    non una realta` destinata al nulla , ma una opera con una finalita`precisa , perseguita e determinata. non e` pensabile , direi
    non concepibile , che l`autore di una opera cosi` complessa e immensa come il creato ed in esso l`umanita`intera , abbia operato
    e continui ad operare nel corso dei secoli passati e futuri , al solo fine di voler concludere la sua opera nel nulla: e` assurdo.
    la finalita` del creato e della umanita` in esso , e` dunque oltre il creato stesso : nel regno del suo creatore.
    il suo regno e` aperto pertanto alle aue creature che egli , a suo giudizio , riterra` degne della elezione.
    tutti coloro che avranno operato nella loro vita , secondo la Sua volonta`, che e` volonta` di salvezza ,offerta a tutte
    le sue creature. chi avra` operato secondo la Sua volonta`e nella misura in cui avra` operato in tal senso ,ne sara`
    ritenuto degno.chi non avra` operato o avra` operato contro la Sua volonta` non ne sara` ritenuto degno. il come ed il quando
    sara“ a Suo giudizio .

« nascondi i commenti