La preghiera torna a scuola, la bella rivincita degli studenti del Texas

Scuola e laicità. La scuola del Texas inverte la sua politica e colma un vuoto normativo permettendo agli alunni di raccogliersi in preghiera, lo stesso hanno deciso di fare i giocatori di una scuola della Georgia. Due casi che rivelano la permanenza di un profondo tessuto sociale nella società occidentale.

 

Sotto Natale, si sa, si intensificano le battaglie degli atei militanti. Contro il presepe, contro il crocifisso e contro qualunque aspetto religioso nella società pubblica, sopratutto nelle scuole. Negli Stati Uniti c’è a tema l’interpretazione corretta del Primo emendamento della Costituzione. Ecco due esempi contemporanei.

In Texas, grazie all’offensiva laicista, una scuola ha preso ufficialmente posizione permettendo agli studenti di potersi raccogliere in preghiera, colmando così un vuoto normativo prima esistente. E’ accaduto alla Honey Grove Middle School, dove un gruppo di alunni si era spontaneamente riunito durante il pranzo nella mensa scolastica e, prendendosi per mano, aveva pregato per un compagno di classe coinvolto in un grave incidente. Il preside, Lee Frost, aveva però immediatamente interrotto gli studenti dicendo loro: «Non lo farete mai più!», stabilendo che gli alunni potevano pregare soltanto al di fuori dell’edificio scolastico. La notizia è prevedibilmente diventata un caso nazionale, con pronunciamenti a favore e contro l’iniziativa del preside.

Il First Liberty Institute, un’organizzazione legale senza scopo di lucro, è intervenuta legalmente a sostegno dei giovani studenti affermando che l’azione del preside aveva violato i loro diritti. «Gli studenti non dovrebbero nascondersi o essere esiliati per pregare l’uno per l’altro», ha detto Keisha Russell, consigliere associato dell’organizzazione. «I funzionari scolastici devono ricordare che gli studenti non perdono i loro diritti contenuti nel Primo Emendamento al cancello della scuola, speriamo perciò che questo problema possa essere risolto rapidamente e facilmente». Così è stato. I funzionari della scuola hanno rapidamente invertito la loro politica dopo aver ricevuto la diffida del First Liberty Institute e ora gli studenti sanno che possono pregare liberamente anche di fronte agli altri compagni, purché non interferiscano con le normali attività scolastiche.

Non è andata così bene in Georgia, dove all’allenatore Russel Davis è stato proibito di unirsi in preghiera assieme ai suoi giocatori di football del liceo scolastico, prima della partita. L’orazione (il video qui sotto) aveva sempre concluso il classico momento di incitamento sportivo e morale prima dell’incontro sportivo, un importante momento formativo per i giovani studenti a cui vengono insegnati loro i valori della vita tramite lo sport, il sacrificio, il rispetto degli avversari e l’affidamento a Dio. Si tratta della scuola pubblica della contea di Dawson e il divieto è arrivato dopo la denuncia della Freedom From Religion Foundation, un’associazione di avvocati atei. Secondo loro, la preghiera è incostituzionale ed è una «grave e flagrante violazione del Primo emendamento».

Tuttavia, il Dawson County News ha riferito che gli studenti-giocatori non hanno permesso a questa decisione di impedire loro di raccogliersi prima del match sportivo. I liceali, infatti, hanno deciso di unirsi comunque in preghiera, in totale autonomia. La Dawson County High School ha sconfitto i rivali della Lumpkin County High School per 36-3, ma ha anche dato una testimonianza umana e di fede. Così come fecero, qualche mese fa, i genitori dei giocatori di una scuola dell’Alabama a cui venne impedito recitare la tradizionale preghiera prima dell’inizio delle partite di football.

 

Qui sotto il momento di preghiera negli spogliatoi della Dawson County High School

 

La redazione

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Un commento a La preghiera torna a scuola, la bella rivincita degli studenti del Texas

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  1. Tommasodaquino ha detto

    Interessante! ora la “libertà religiosa” è diventata NON DEVI PREGARE…indottrinare all’ateismo invece va benissimo…

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