Magnifica humanitas: «Il primo diritto umano è la vita, negato da aborto»
- Ultimissime
- 25 Mag 2026

Altro che “enciclica sui computer”. Magnifica humanitas è un testo complesso sulla dignità umana: i passaggi di Leone XIV su aborto e famiglia.
“Con tutti i problemi del mondo, la Chiesa parla di computer“.
Questa altissima obiezione alla prima enciclica di Leone XIV, “Magnifica humanitas”, arriva dal giornalista di “Libero” Antonio Socci (ma era già stato anticipato da altri, tra cui l’ex prete Alessandro Minutella).
Basta però leggere anche solo poche righe dell’enciclica appena pubblicata per capire la piccolezza di queste polemiche.

Un’enciclica complessa e importante
Il testo pubblicato questa mattina si articola in cinque capitoli e affronta una gamma molto ampia di questioni legate alla trasformazione tecnologica, alla giustizia sociale e alla dignità dell’uomo nell’era digitale.
Li avevamo già trattati sommariamente anticipando i contenuti, spiegando perché è un’enciclica importante per la nostra epoca.
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Il primo diritto umano
Sembra essere fuori luogo parlare di “Magnifica humanitas” citando solo alcuni passaggi, ma rendono bene l’idea di come gli argomenti trattati siano moltissimi, tutti riconducibili alla dignità umana.
Già nel secondo capitolo, ad esempio, emerge un passaggio importante ben distante dal riduzionismo preconcetto dei critici: «Il primo diritto umano è quello alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale», scrive infatti Leone XIV.
Senza questo diritto, prosegue,«è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite».
Il tema del suicidio assistito viene affrontato anche in un altro passaggio quando si osserva la presenza di «“sacrifici necessari” da far pagare ai più vulnerabili il prezzo di una presunta ottimizzazione della specie».
“Famiglia uomo e donna”
Un altro passaggio “scomodo”, che pochi media riporteranno, è quello sulla famiglia come «unione stabile tra un uomo e una donna».
Perché parlarne?
Perché è «il primo ambiente», spiega il Papa, «in cui ognuno sviluppa le proprie potenzialità, prende coscienza della propria dignità e impara le prime forme di verità e di bontà, interiorizzando abitudini che preparano alla vita sociale».
Non è un’enciclica sui computer
Abbiamo scelto solo un paio di pronunciamenti, certamente non centrali nel testo e probabilmente quelli che saranno meno divulgati dai grandi media.
Solo per far comprendere, a poche ore dalla pubblicazione, come “Magnifica humanitas” intende intrecciare etica tecnologica e dottrina sociale, concentrandosi sulla dignità umana in tutti i suoi aspetti.
Nessuna limitazione quindi alla “questione dei computer”, ma un collegamento della rivoluzione tecnologica in corso alla visione cristiana dell’uomo e dei suoi diritti fondamentali.


















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