Caso Varani, «la comunità Lgbt ora teme che emerga lo stile di vita gay»

marco prato«Marco Prato era “uno di noi”. Nel senso che faceva la vita che molti gay facevano, al netto di certi eccessi: penso a quello della droga. La comunità Lgbt ha paura che si raccontino cose che tutti conoscono. Che si scoperchi il vaso di Pandora. Tutti sanno, ma è meglio non parlarne». A dirlo è Marco Pasqua, attivista omosessuale e giornalista presso Il Messaggero. Marco Prato (nella foto) è uno dei due killer del 23enne Luca Varani, barbaramente massacrato e ucciso il 4 marzo scorso in un quartiere romano.

La morte è avvenuta durante un festino gay a base di cocaina e alcol e si sta rivelando uno dei casi più terribili degli ultimi anni. Gli agghiaccianti particolari che emergono, ora dopo ora, descrivono uno scenario fuori da ogni immaginazione, tanto che c’è già chi afferma che il delitto consumatosi è ben peggiore del massacro del Circeo, poiché non c’è più nemmeno l’elemento politico come movente, ma soltanto la pura violenza e il vuoto esistenziale vissuto dai protagonisti.

E’ stata rilevata molta iniziale reticenza mediatica nel raccontare che l’omicidio è avvenuto all’interno di un’orgia omosessuale, pochi hanno raccontato che Marco Prato -assieme all’altro omicida, Manuel Foffo- è un noto attivista Lgbt della movida romana: «Nella Romanella frociona e godona Marco Prato era noto come “la lesbica con la parrucca”», si legge su Dagospia. «Assai noto nella Roma gaya e benestante». Organizzava serate al «primo e unico club transgender d’Italia» e su Twitter ritwittava chi sbeffeggia i credenti, i fedeli di Padre Pio e i difensori della famiglia. E’ effettivamente significativo che l’ultimo post pubblicato su Facebook dalla vittima, Luca Varani, sia stato contro i matrimoni omosessuali. Lo ha fatto notare Mario Adinolfi, anche se per ora non sembra che gli inquirenti abbiano indicato questo come movente. Tuttavia, rimane valida la sua riflessione: se la vittima fosse stato un difensore del Gay Pride, ucciso da due Sentinelle in Piedi dopo aver scritto un post a favore delle nozze omosessuali, allora si sarebbe scatenato il finimondo. E’ invece accaduto il contrario e, come è stato osservato, i cronisti sorvolano.

La stampa è stata tuttavia costretta a parlarne poiché lo stesso Marco Prato ha rivelato di aver accolto Varani nell’appartamento, travestito da donna, con parrucca, smalto e tacchi a spillo. Vestiva così da giorni perché il complice, Manuel Foffo, «voleva che fossi la sua bambolina». Il giovane è stato invitato, dicono, perché Foffo «voleva simulare uno stupro con un prostituto-maschio». Dopo un rapporto a tre, condito da pesanti dosi di cocaina, qualcuno ha versato un farmaco nel bicchiere di Varani, tanto da provocargli un malore. Foffo e Prato si sono accaniti sul 23enne «in preda a un improvviso e insensato odio e repulsione», colpendo la vittima alla testa con un martello, almeno trenta volte, accoltellandolo più volte fino a devastargli il collo e il volto, tentando di strozzarlo, sgozzandolo per non farlo urlare. E poi lasciandolo morire per dissanguamento. La tortura è durata dalla notte di giovedì alla mattina di venerdì, «gli abbiamo messo una coperta sul volto, respirava ancora», hanno detto i due. Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento il corpo aveva ancora la lama conficcata, i due killer, invece, dopo essersi addormentati sul corpo martoriato di Varani, sono usciti, si sono sbarazzati del cellulare e dei vestiti della vittima e si sono recati a bere in alcuni locali. Il gip di Roma ha spiegato che l’omicidio è arrivato in seguito ad una «fredda ideazione, pianificazione ed esecuzione. L’azione omicida presenta modalità raccapriccianti. Il fatto è tanto efferato e preceduto da sevizie e torture, senza altro movente se non quello di appagare un crudele desiderio di malvagità».

Il sito web Dagospia, contattato da una fonte attendibile, ha raccontato che l’attivista Lgbt Marco Prato «amava fare sesso alla presenza di sangue. A volte usava anche delle lamette per fare o farsi dei piccoli tagli, succhiava il suo sangue e quello del compagno del momento. Quello che tutti ricordano è anche un rapporto conflittuale con la figura paterna. E una relazione ossessiva con quella materna». Quello di Prato ricorda molto il profilo di Mario Mieli, icona gay italiana a cui è dedicato il principale circolo omosessuale d’Italia, anche lui vestiva abiti femminili ed era protagonista di pratiche orribili, come la coprofagia (mangiare i propri escrementi).

La mattina dopo l’omicidio, Prato ha tentato il suicidio rivelando in alcune lettere il desiderio sempre nutrito di operarsi e “diventare” donna. Lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, docente presso l’Università di Chieti, ha spiegato che «in questi casi ci troviamo di fronte ad un disturbo grave dell’identità di genere unito a una omosessualità egodistonica, elementi che incidono sull’equilibrio psicopatologico e possono portare l’individuo a un tentativo di ‘automedicazione’ con sostanze psicoattive come la cocaina». Sempre su Dagospia, si legge: «A Prato piacevano assai le “notti sbagliate”. Quelle in cui all’alcol e al sesso si univano abbondanti dosi di coca e di GHB. Quest’ultima è la droga “frocia” che in questo periodo va per la maggiore tra l’upper-class gaya meneghina e capitolina». Non va meglio a Milano, al noto locale gay Muccassassina: «al primo piano esiste una vasta e accogliente dark room, dove si consumano rapporti sessuali fugaci e anonimi, squallidi e sudati, ma che sono parte integrante, almeno per alcuni, di un rito settimanale che ha la sua liturgia», rivela Il Fatto Quotidiano.

Quello che è arrivato alle cronache nazionali è uno spaccato reale di vita gay, dello stile di vita di molti omosessuali militanti. Lo ha ammesso il già citato Marco Pasqua, omosessuale dichiarato e vice capo della cronaca de Il Messaggero: «Sono preoccupato, così come lo è la comunità LGBT romana. Marco era “uno di noi”. Nel senso che faceva la vita che molti gay facevano, al netto di certi eccessi: penso a quello della droga». E’ stato Pasqua a legare il caso alle folli serate arcobaleno: «Racconto un mondo che  tutti i gay conoscono. Un mondo in cui navigano anche gli etero (repressi), quelli a caccia di transessuali, ma che potrebbero anche passare una notte con dei ragazzi gay. E’ una realtà borderline. La comunità ha paura che si raccontino cose che tutti conoscono. Che si scoperchi il vaso di Pandora. Tutti sanno, ma è meglio non parlarne».

Non sembra essere soltanto una caratteristica italiana. Simon Fanshawe, importante scrittore omosessuale e inglese, ha affermato: «noi uomini gay viviamo la vita da adolescenti, ancora ossessionati dal sesso, dai corpi, dalle droghe, dalla gioventù, e dall’essere “gay”. Abbiamo combattuto discriminazione e pregiudizio, ma solo per arrivare distruggere noi stessi con droghe e sesso selvaggio. Abbiamo normalizzato la prostituzione. E’ praticamente un percorso obbligato per qualsiasi ragazzo. Siamo assetati di vanità, abbiamo organizzato la nostra identità intorno al sesso e questo è deleterio. Così la promiscuità e la droga sono diventate la norma». Lo stesso ha rivelato Matthew Todd, drammaturgo e redattore della rivista gay inglese “Attitude”: «C’è questo luogo comune che passiamo tanto tempo a fare festa, ma in realtà noi lo sappiamo bene e le ricerche ora lo dimostrano: c’è un inferno di gay infelici, un alto numero di depressi, ansiosi e con istinti suicidi, che abusano di droghe e alcol e che soffrono di dipendenza sessuale, tassi molto più elevati di comportamento auto-distruttivi. La vita gay è incredibilmente sessualizzata. I ragazzi entrano in questo mondo sessualizzato dove c’è un sacco di alcol e un sacco di droga, non c’è nulla di sano, dolce o rilassato». Pochi giorni fa, altro esempio, il più noto attivista Lgbt in Germania, il politico Volker Beck (leader dei Verdi), è stato arrestato mentre lasciava l’appartamento di uno spacciatore, con addosso 0,6 g di Crystal Meth, droga usata nel “chemsex”, una sorta di sesso estremo e compulsivo praticato sopratutto in ambito omosessuale (lo stesso che praticava Marco Prato). Beck è anche noto per aver inneggiato alla depenalizzazione dei contatti sessuali con i bambini.

Queste persone, al di sopra di ogni sospetto, parlano ed accusano esplicitamente la “vita gay”, la “comunità gay”, mentre sappiamo bene che non esiste una vita o una comunità etero. Possono farlo perché quella omosessuale è una realtà numericamente piccola, dove pochi casi diventano statisticamente rilevanti, sopratutto se accade quello che questi attivisti Lgbt raccontano. In ogni caso, tornando all’omicidio del giovane Varani, seppur nella cronaca degli ultimi dieci anni esistano pochi casi di tale efferatezza psicopatica, ha comunque ragione chi chiede di non generalizzare, di non colpevolizzare tutti gli omosessuali per quanto avvenuto (anche se poi chi lo chiede è il primo a colpevolizzare tutti i sacerdoti quando qualcuno di essi commette il crimine della pedofilia). Sarebbe ingiusto e irragionevole.

Ma è evidente che il tema qui è lo stile di vita di molti attivisti Lgbt, quello di chi si trova per picchiare le Sentinelle in Piedi, per impedire i convegni sulla famiglia, di coloro che diffondono odio sui Twitter (e che poi magari pretendono pure l’adozione dei bambini). Se non fosse così, la comunità gay non sarebbe preoccupata «che si raccontino cose che tutti i gay conoscono», come affermato dal giornalista omosessuale de Il Messaggero. Uno stile di vita, leggiamo, che solitamente crea «un inferno di gay infelici» ma che in questo caso ha prodotto anche due mostri umani. Anzi, l’inferno vero e proprio, colorato dalle gioiose tinte della bandiera arcobaleno.

La redazione
(articolo inserito nell’archivio dedicato alle tematiche Lgbt)

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202 commenti a Caso Varani, «la comunità Lgbt ora teme che emerga lo stile di vita gay»

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  1. Corum22 ha detto

    Ho letto che Marco Pasqua è stato coperto di insulti per aver fatto emergere questi particolari sulle serate degli attivisti arcobaleno, evidentemente molti hanno la coda di paglia.

    • Francesca ha detto in risposta a Corum22

      No, evidentemente gli altri hanno un po’ di sale in zucca e non si fanno abbindolare da quattro stupide generalizzazioni. Marco Pasqua può parlare per se, non per il mondo gay come lo chiama lui. Come d’altronde ritengo che la Franzoni non rappresenti l’agire il mondo delle mamme etero e Parolisi il maschio etero in generale. O dovrei pensarla così?

      • Panthom ha detto in risposta a Francesca

        Se Marco Pasqua deve parlare per sé allora lo stesso devi far tu. E tra te e lui, intervistato su Gay.it io preferisco dar credito a lui, oltretutto un giornalista del Messaggero che evidentemente conosce quel che dice e non si esporrebbe se raccontasse cose non vere. Il paragone con la Franzoni non regge perché nessun fantomatico “attivista etero” ha tirato in ballo lo “stile di vita” etero per giustificare l’omicidio, invece questo è stato fatto con il caso Varani.

        • Francesca ha detto in risposta a Panthom

          E dunque la banale generalizzazione è più vera se la tira fuori un giornalista?
          La generalizzazione è generalizzazione e basta e non mi sembra che qualcuno abbia eletto Marco Pasqua come suo rappresentante come rappresentante della Comunità LGBT. Anzi vi dirò se quello che affermate in questo articolo è vero, e ne dubito, il caro signor Pasqua, chiunque egli sia, si beccherà più di una denuncia per ciò che ha affermato.
          Se lui si droga il problema è suo, e non è l’omosessualità.

          • Panthom ha detto in risposta a Francesca

            Non mi sembra che tu sia stata eletta come rappresentante della Comunità Lgbt e certamente è più credibile lui, omosessuale militante, se critica gli omosessuali militante dato che è un’azione controproducente. Meno credibile sei tu, invece, perché ti comporti proprio nel modo a te conveniente.

            Inoltre non c’è soltanto la sua opinione, ecco cosa dice questo omosessuale su Gay.it: Inizialmente sono approdato in questa comunità alla ricerca di amore, intimità e fratellanza. Invece ciò che ho trovato è: sospetto, infedeltà, solitudine e mancanza di unione. In questa comunità, c’è talmente tanto disgusto di sé stessi che si incontrano continuamente uomini a pezzi, autodistruttivi, che sanno solo ferire, che sono crudeli e vendicativi gli uni contro gli altri. Pur riconoscendo di essere attratto dagli uomini, ho scelto di dissociarmi da uno stile di vita al di fuori della morale e della bontà»: http://www.gay.tv/articolo/non-voglio-piu-essere-gay/64061/

            Il problema è lo stile di vita, come vedi. Adesso sarebbe da denunciare anche lui…

          • lorenzo ha detto in risposta a Francesca

            I casi sono due:
            o scrivi in politically correct parlando dello stile di vita gay che non conosci,
            o conosci il mondo gay e menti sapendo di mentire.

            Il malessere delle persone omosessuali viene da dentro, non da fuori, e lo stile di vita gay non fa altro che amplificare il malessere interiore.

  2. Mari ha detto

    A tal proposito io invito ad andare a guardare i commenti tipici ai post di adinolfi, anche di quello sopra citato, e provare a indovinare da che mondo provengono quelli che insultano (io immagino siano un branco di cagnolini aizzati quotidianamente da circoli lgbt)

  3. Mari ha detto

    Ma la riflessione che merita di più di essere fatta è questa: che questo mondo perverso, quello lgbt, non essendo costituito da fattori fisici o genetici ma solo “culturali”, possa aumentare o diminuire a seconda di forze a favore o contrarie alla sua diffusione. se per ora si ha una percentuale bassa di lgbt, cosa ci assicura che lasciando correre questo fenomeno esso non arrivi a contagiare una parte sempre maggiore della popolazione?

  4. Positrone76 ha detto

    Va tutto bene ma mai farne un giudizio complessivo rispetto alle persone. Non tutti gli attivisti omosessuali sono pronti ad assinare o sono vuoti di contenuti. Certo errano ma confondere lgbt con edonismo o pensare che essere omosessuali significa solo essere (non viene detto implitamente ma implicitamente il messaggio è chiaro) malati o vuoti è un grande errore. Lo stesso che ha fatto notare certe correlazioni è un omosessuale. E dire molti e lascia intendere una correlazione non sempre vera. Cose del genere avvengono anche in ambienti eterosessuali o nelle upper class in generale. La tentazione di far passare per l’omosessualità tutto il male del mondo mi pare distorcente e poco cristiano.
    Certo è invece, che in certi mondi c’è profondo disagio verso una cultura che appiattisce, che relativizza, che ignora Dio.
    Dove manca Dio, anche il più grande dei beni è imperfetto. Il male è assenza di Bene e non un singolo comportamento o un singolo peccato.

    • Boomers ha detto in risposta a Positrone76

      Hai ragione, infatti nell’articolo è specificato che è sbagliato generalizzare. Anche se sono tanti quelli che denunciano questo stile di vita e per una comunità piccola come quella gay è statisticamente rilevante, per questo non ha senso dire “comportamenti del genere avvengono anche in ambito eterosessuale”.

      • ratioman ha detto in risposta a Boomers

        E’ esattamente il contrario: inferire conclusioni sull’intera comunità gay a partire da un numero limitato di casi che si supponga possano essere rappresentativi dell’insieme universo porta ad un errore (in senso statistico) tanto maggiore quanto minore è l’insieme campione. Il ragionamento è paragonabile (anche se non identico) all’errore sulle misure di conteggio, che è dato dalla radice quadrata dei conteggi totali. Quindi con 100 conteggi faccio un errore di 10 conteggi, quindi del 10%, con 10000 conteggi faccio un errore di 100 conteggi, quindi dell’ 1%.
        Seguendo il suo ragionamento sarebbe interessante, dal punto di vista statistico, stabilire quanti delitti efferati vengono commessi da eterosessuali, o da credenti, e valutare l’errore basato su questa stima. Io però non seguirò il suo ragionamento, perché sarebbe un lampante caso di “post hoc ergo propter hoc”.

        • Panthom ha detto in risposta a ratioman

          Per scrivere il tuo commento hai però dovuto censurare le parole degli attivisti gay citati nell’articolo, che indicano lo stile di vita gay come “movente” di quanto accaduto.

      • Francesca ha detto in risposta a Boomers

        Pensa, anche per Cogne la Franzoni è stata statisticamente rilevante.
        E mi sembra che non siano tanti a denunciare “stili di vita”, casomai qui vedo commenti che sono totalmente in disaccordo con la singolare esperienza di Marco Pasqua. Se lui ama andare nelle dark room è un problema suo, io nel mondo omosessuale, come lo chiamate voi, conosco coppie che stanno da 50 anni insieme e non si sono mai traditi, non hanno ucciso figli, non si sono mai picchiati e non hanno mai abusato di nessuno. Siete voi a generalizzare e a banalizzare un episodio che richiede un “sacro” rispetto del dolore di una famiglia e non la strumentalizzazione che ne state facendo. Sono certa che Dio la pensi come me e non come voi.

        • Dario* ha detto in risposta a Francesca

          Si vede che non si erano espressi a favore della famiglia. Abbiamo ben visto cosa è successo a Domenico Dolce qualche tempo fa: http://www.uccronline.it/2015/03/18/il-caso-dolcegabbana-e-limmaturita-della-comunita-lgbt/ e strascichi vari

        • Panthom ha detto in risposta a Francesca

          Vedi Francesca, il tuo ragionamento è coraggioso ma viziato. Tu sei una militante Lgbt e quindi hai tutto l’interesse a negare il borderline stile di vita gay. Marco Pasqua e gli altri attivisti citati nell’articolo non hanno alcun interesse ad affermare questo stile di vita, sarebbe controproducente inventarselo e non avrebbero motivi. Il fatto che loro ne parlino quindi si spiega soltanto perché è vero ed è la realtà, una scomoda realtà che tu infatti tenti di negare.

        • sara ha detto in risposta a Francesca

          C’È una vena…hmmmm…un non socche’ di acido nelle tue parole..comunque..ora che hai fatto la tua sparata….clap clap clap..te ne puoi tornare a posto..

    • Andrea VCR ha detto in risposta a Positrone76

      Il male, almeno per noi cristiani, non è solo assenza di Bene, ma una forza (e delle entità personali, umane e non) volta a pervertire e distruggere la Creazione. Invito chi non ne è convinto a rileggere le Sacre Scritture.
      Alcuni “ambienti culturali” sono più affini al male di altri… e mi sembra che le affermazioni di Fanshawe e Todd non smentiscano questo punto di vista.
      Allo stesso modo chi sostiene l’azione politica del sig. Beck per la depenalizzazione della pedofilia (insieme ai suoi compagni di partito Ulrike Lunaceck e Daniel Cohn-Bendit, giusto per dirne un altro paio) molto probabilmente esce da ambienti analoghi.
      Questo non significa avere pregiudizi contro l’omosessualità (Giorgio Ponte per esempio è un mito e tra le mie conoscenze vi è sicuramente una persona omosessuale cui non avrei problemi ad affidare l’educazione dei miei figli), quanto parlare dei risultati delle subculture nichiliste (al plurale, pensiamo ad esempio alle reclute dell’ISIS).
      Fatta questa doverosa premessa, la frase del sig. Pasqua che apre l’articolo è difficile da ignorare.
      Viva Cristo Re

      • Panthom ha detto in risposta a Andrea VCR

        E’ difficile da ignorare ma tutti la ignorano, chissà perché.

        • positrone76 ha detto in risposta a Panthom

          Io non lo ignoro di certo, tuttavia il pensiero da me esposto lungi dall’essere mio è di Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino. Anche il Diavolo, che del male è un agente, ma non IL MALE in quanto tale che preesiste al Diavolo che è sempre assenza o rifiuto del Bene.

    • Michele. ha detto in risposta a Positrone76

      Il giudizio complessivo( e negativo ) non viene espresso da chi ne parla ma, più o meno inconsciamente, da chi non vuole che se ne parli; è questo lo chiamerei un dramma antropologico che non si vuole ammettere ma che si deve tollerare ma nascondere e al tempo stesso legalizzare.

  5. Francesco ha detto

    Come al solito uscirà qualcuno che dirà che questa frustrazione e vuoto esistenziale è causata da un’italia omofoba e cattolica, come sempre.

    • Massimiliano ha detto in risposta a Francesco

      E i preti pedofili? E la Franzoni che ammazza il figlio? E Rosa e Olindo che sgozzano i vicini di casa e domenica dopo vanno a messa? Lì non potete accusare i gay, quindi la colpa di chi è? Degli etero? No! Della Chiesa? No! Va bene, sarà dell’inquinamento radiofonico causato da musica di cantanti gay.
      Siete ridicoli ma soprattutto perfidi

      • Panthom ha detto in risposta a Massimiliano

        Peccato che i preti pedofili siano lo 0,8% del totale, lo stesso si può dire dei criminali etero sposati. Nessuno incolpa i gay, ma sono gli stessi attivisti gay (citati nell’articolo) ad indicare lo stile di vita gay ampiamente diffuso come “movente” dell’omicidio. Sei perfido tu se ignori questo collegamento.

      • Francesca ha detto in risposta a Massimiliano

        Caro Massimiliano, capisco il tuo sconcerto, in realtà sono solo persone molto ignoranti quelle che generalizzano, persone che non conosco la carità cristiana e che non hanno idea di cosa sia la statistica che citano. Si danno la zappa sui piedi da soli ad ogni messaggio.
        Perché se volessimo guardare la statistica riferita ad ogni singolo contesto, già solo con i femminicidi avremmo chiuso l’argomento prima di aprirlo. Per dirla con parole cattoliche, il mondo eterosessuale lo dovrà spiegare a nostro signore cosa gli è passato per la testa ammazzando e stuprando donne innocenti nei millenni fino ai nostri giorni.
        Quindi prima di indagare il diverso da se, qualcuno dovrebbe indagare se stesso su questa tendenza “morbosa” degli eterosessuali ad uccidere le loro compagne.

        • Panthom ha detto in risposta a Francesca

          Vedo che non demordi e allora bisogna andare su un altro piano. Parli di statistiche senza documentare quanto dici, al contrario esistono centinaia di studi scientifici che rilevano la violenza domestica all’interno di coppie omosessuali. Questo è un esempio: http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1001609
          Si parla di “problema significativo” nelle coppie gay e ti invito a leggere le conclusioni.
          Evidentemente non sono soltanto gli attivisti gay citati nell’articolo a pensarla così, ma anche gli studi scientifici.

        • sara ha detto in risposta a Francesca

          Perche’ nomini Dio quando Nelle tue parole c’è
          tanto odio verso quelli che tu chiami etero…perche’ parli di categorie..non siamo forse tutti uomini?…nessuno vuole qui dimostrare la bravura di nessuna categoria…sarebbe da idioti. Però io non capisco perche’ non si guardi la reata’ per quella che e’

  6. positrone76 ha detto

    Questa sarebbe una sciocchezza ma in effetti il mondo cattolico si occupa moltissimo di omosessualità, forse persino troppo come ebbe modo di dire persino il Papa tempo fa…

    • Sophie ha detto in risposta a positrone76

      Il mondo cattolico se ne occupa tanto perchè molti omosessuali non fanno le loro cose in privato ma impongono il loro stile di vita agli altri con arroganza e prepotenza, persino ai bambini.

      • positrone76 ha detto in risposta a Sophie

        Rispondo a te Sophie ma anche ad altri che hanno posto una posizione simile. La vita di una persona, la sua fede ed il suo stile non sempre possono o debbono rimanere privati. Dipende dai casi. Il mondo lgbt attivista (i ari arcigay et similia) rappresentano una piccolissima porzione del mondo omosessuale italiano. Ci sono naturalmente casi in cui (più spesso etero con la coscienza sporca direi) alcune lobby e associazioni “gay” vogliono reca scandalo con proposte inaccettabili e lì è giusto intervenire, ma usare un caso mediatico per farne un discorso pro o contro certe proposte “gay” mi pare fuori luogo e anche forzato…

        • Sophie ha detto in risposta a positrone76

          E’ stato semplicemente fatto notare che c’è il marcio nel mondo lgbt, quello che loro ci fanno notare quotidianamente quando parlando di famiglie naturali parlano di Bossetti, Olindo e Rosa ecc. Incassassero il colpo prendendone atto e senza stare sempre a sbraitare come cani rabbiosi come loro solito. Io tra l’altro ancora sento una parola di condanna riguardo l’alleanza durata diversi anni fra l’associazione omosessuale ilga e quella pedofila nambla.

          • Positrone ha detto in risposta a Sophie

            Ma se al cane rabbioso si risponde come cani rabbiosi in cosa siamo differenti noi cristiani?

            • Sophie ha detto in risposta a Positrone

              Non mi risulta che noi denunciamo chiunque dissenta da noi, che chiediamo una legge apposita per cristiani e che il buonismo sia l’essenza del cristianesimo. Ti ricordo che Gesù nel tempio prese la gente a frustate.

              • positrone76 ha detto in risposta a Sophie

                Non mi sembra neppure che si denuncino i cristiani i quanto tali. Certamente noi siamo portatori di verità scomode per il mondano. Ma Gesù non frustò presumibilmente nessuno semplicemente scacciò i ladri, i venditori di offerte, non frustò omosessuali e neppure prostitute, assassini, fornicatori, bugiardi, bestemmiatori…. Non si tratta di buonismo ma neppure una certa vena di rigorismo giustizialista…

    • Fabio ha detto in risposta a positrone76

      Sai quando non si limitano a vivere la loro vita ma vogliono distruggere il matrimonio, vogliono i bambini in adozione, vogliono entrare nelle scuole a diffondere il gender, vogliono essere sposati in chiesa ecc. e allora vale la pena occuparsene.

  7. michele ha detto

    Chi sono io per giudicare? Magari a loro modo cercavano anch’essi Dio… poverini… questo è il giudizio del mondo già… un plauso alla radicale Bonino per voler liberalizzare del tutto l’uso delle droghe, questi sono I risultati, dovrebbe andarci lei in galera

  8. Engy ha detto

    Per quanto mi consta, l’idiozia, la malvagità e la perversione riguardano tutti gli uomini/esseri umani, etero o omo che siano, e mi sembra molto banale dire ciò.
    Cosa sarebbe mai stato scoperchiato, secondo qualcuno?

    • Francesco ha detto in risposta a Engy

      La risposta alla tua domanda si trova nelle prime righe dell’articolo, e viene anche ripetuta più in dettaglio in fondo.

    • Vauro ha detto in risposta a Engy

      Boh chiedilo agli attivisti gay….

    • sara ha detto in risposta a Engy

      Caro Engy…son d’ accordissimo..la perversione e’ umana e la cattiveria lo schifo piu’Profondo esce da dentro il cuore Dell uomo..ma c e’ un problema che e’ a monte…l ‘ omosessualità Diversamente da quello che si vuole far passare oggi nasconde forti disagi e sofferenze interne le quali soffocati si ripercuotono sullo stile di vita della persona…che per non entrare nel problema o evitandolo o sforzandosi che non vi sia una dissociazione di identita’ si ostina a vivere secondo i propri impulsi che lo portano a non stare bene con se stesso e per nascondere o soffocare il disagio si cerca di esorcizzarlo in tutti i modi..prendendosela col mondo con te stesso o con non so cosa, e ti rifugi pieno di rancore negli eccessi piu sfrenati sperando di spegnere un malessere in crescita. Il fatto e’questo amico mio..agli omosessuali,cosi’ come ai trans ai bisessuali viene detto che è Tutto normale e sano e il loro disagio deriva dal non essere accettati dal mondo , dai genitori…ecc…facendogli soffocare il loro senso di frustrazione con bugie e vizi…il risultato?…la disperazione, si passa da una miccia alla fiamma e dalla fiamma all incendio..dovresti saperlo loro sono usati…fatti sballare al massimo fino all annientamento di se’ …si sa poi come va a finire… il limite della follia, della depravazione e’ il male.

      • positrone76 ha detto in risposta a sara

        Ma è un clamoroso falso. Non c’è nulla di male ed anzi va bene chiedersi se dietro l’omosessualità ci possa essere un trauma o una “fase” ma ci sono molti omosessuali che vivono serenamente la propria vita. Sono mediamente contenti e sereni. Non c’è obbligatoriamente disagio, questo è un falso.
        Falso poi che dicendo che va tutto bene, la loro vita diventa dedita ai vizi… Ci sono molti casi ed ognuno fa storia a sé. Se la genesi dell’omosessualità e quindi anche le sue conseguenze psicologiche vengono definite dalla Chiesa, in 2000 anni, “misteriosa” non vestitevi da certificatori psicologici e abbiate anche l’umiltà di pensare che forse non ne sapete molto o almeno tutto.
        Il discorso rimane, la sodomia è un peccato, lo è anche la mancanza di fede ma ciò non impedisce di essere persone serene o equilibrate. La misericordia è quello lo strumento per attrarre a Gesù…

        • sara ha detto in risposta a positrone76

          Panthom se vogliamo parlare di fichi dimmelo…sul DSM , manuale diagnostico di psichiatria l omosessualita’ e tutto il mondo annesso era dignosticata sotto i disturbi di identita’ di genere…che poi a furia di pressioni e psichiatri di parte si sia voluto cancellare come patologia non elimina la sostanza. Certo che Dio ha misericordia con tutti ma non mi puoi negare che, e io parlo in un sito dove di presuppone Cristo, come verita’ e unica via di felicità, per vivere bene un omosessuale deve vedere il suo stato esistenziale sotto la luce particolare..illuminata dalla fede..perche’ non puoi negarmi che vivere cristianamente per un etero sia lo stesso che per un omo..partendo dal presupposto che esiste una morale , un comportamento secondo dottrina e un peccato…puo’ un omosessuale vivere felicemente nel peccato?…non credo..e non puoi negarmi che tutto cio crei in loro un disagio..diversamente puoi obbligare un omo a vivere castamente per tutta la vita?..no se non vissuto sotto un ottica di fede..dunque una cosa e’ correlata all altra..per cui tranne casi particolari..credo siano pochi gli omo davvero felici..cosi come per gli etero ovvio..ma l etero puo vivere una vita normale..l omo e’ castrato a vita…ovviamente cio non vuol dire che possano esserci omosessuali santi. Io stimo coloro che vivono la loro condizione agli occhi del Vangelo..non so perche’ Dio abbia permesso tale situazione ma nulla e’ impossibile a Dio..e certamente un omo convertito ne vale forse 10 di credenti..

          • Dario* ha detto in risposta a sara

            Guarda che non stai rispondendo a Phantom 😉

            • sara ha detto in risposta a Dario*

              Hahaha..si Dario..me ne sono accorta dopo…tu sei uno dei pochi ad avere un nome normale..chi ci capisce niente!

          • sara ha detto in risposta a sara

            Positrone…non panthom…sorry..la risposta e’ per te Positrone..

            • Positrone ha detto in risposta a sara

              Non so perché è stato pubblicato due volte lo stesso commento. Chiedo alla redazione se è possibile cancellare una delle due ed eventualmente anche questa stessa richiesta. Chiedo scusa per la ripetizione involontaria

            • sara ha detto in risposta a sara

              Positrone..mi pari un po’ confuso..ne’ io ne’ la chiesa condanna nessuno..nn so se crediamo nella stessa cosa..il tuo mi pare un po’ un ragionamento di tipo protestante..del tipo..basta credere in Dio..lui
              E’ buono..chi sono gli altri per giudicare, io ho la mia spiritualità..
              Ecc ..ecc..la fede e’ si personale..ma non fai da te a tuo piacimento..non basta credere per salvarsi…ci sono gradi di peccato in termini di gravita’..e il peccato e’ peccato per tutti..il peccato ti allontana da Dio..e teoricamente non si potrebbe accedere al sacramento se non si presuppone una condizione di grazia…il Vangelo parla chiaro ed e’. Poco interpretabile
              Il rapporto omosessuale e’ condannato perche’ contro la natura e il disegno procreativo di Dio..che sia
              Fatto con la stessa persona o diverse…se credessi veramente nel peccato e nella sua conseguenza non parleresti in modo cosi’..sicuro..ma poi tu chi sei per dire cosa
              e’ buono o cosa no…

              • positrone76 ha detto in risposta a sara

                Sara, ti assicuro che io non sono affatto confuso. Io non so in cosa credi tu, nel cattolicesimo nessun peccato eccettuata la bestemmia allo Spirito Santo non può essere perdonato. La fede personale e a tuo piacimento è piuttosto la tua.
                Certo ci vuole discernimento, correzione e aiuto fraterno. Certo che bisogna giudicare il peccato (ma non il peccatore) certo bisogna abbracciare la propria croce, ma lo facciamo tutti da peccatori. Chi in un ambito chi in un altro ma il disegno è complessivo e non particolare. La ragione nella logica di Dio è una ragione di misericordia e non di punizione (che peraltro è particolarmente in questi casi è autopunizione).
                Il rapporto omosessuale occasionale non è neppure condannato ma è disordinato quando è uno stile di vita nell’atto. Se fatto con la stessa persona o in maniera promiscua cambia la natura del peccato. Catechismo della Chiesa Cattolica alla mano l’amore, la passione possono diminuire l’entità del peccato. Fare sesso per amore e farlo per edonismo non sono la stessa cosa nemmeno per Dio.
                Io credo nel peccato ma credo nel peccato per quello che è… Nessun uomo si può salvare senza lo sforzo ad essere migliore ad avvicinarsi alla santità ma se si salvassero solo i santi allora il diavolo avrebbe decisamente vinto.
                Il Vangelo, ti ricordo, non è l’unica fonte di Verità, quello è roba da protestanti….

                Io non sono nessuno per dire cosa e buono e cosa no ma neppure tu sei nessuno per dirlo, ma al contrario di te non pretendo di farlo

      • Francesca ha detto in risposta a sara

        Un pezzo memorabile, genetista o psichiatra?

  9. maria ha detto

    I mostri, statistiche alla mano, sono democraticamente distribuiti. Ogni religione, ogni setta, ogni ideologia ha i suoi. Purtroppo la mostruosità e’ parte del dna umano. A prescindere dalla particolare confessione (o meglio sarebbe dire confusione) cui appartiene. La chiesa con molta saggezza lo chiama peccato originale. E nessuno vi sfugge.

    • Laura ha detto in risposta a maria

      Ci sono però situazioni e stili di vita che amplificano gli effetti del peccato originale.

      • maria ha detto in risposta a Laura

        Certo. Lei ha ragione: Basta pensare ai preti pedofili

        • lorenzo ha detto in risposta a maria

          Purtroppo oltre l’80% dei preti pedofili sono gay: ti suggerisce niente la cosa?

          • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

            Che vuoi farci? La Chiesa è fatta per indicare ai peccatori la Divina Misericordia…

            • Mari ha detto in risposta a lorenzo

              Mi piacerebbe sondare la comunità lgbt per vedere lì qual è la percentuale di pedofili rispetto ai gay, chissà cosa su potrebbe scoprire

            • maria ha detto in risposta a lorenzo

              Gia! La vera chiesa. Quella che Papa Francesco sta tentando con fatica di ricostruire, pezzo dopo prezzo. E poi c’è un’altra chiesa: Quella del “noi siamo i migliori”, “noi abbiamo la verità in tasca”, “noi solo siamo i custodi dei veri valori”. Una chiesa buona solo a giudicare sterilmente, a mettere sotto processo gli altri. Tanto acida e piena di cattiveria verso gli altri, quanto carica di mistificanti giustificazioni verso se stessa. Anche quando si macchia di peccati gravissimi (come mandare al rogo o stuprare bambini). Ognuno fa le sue scelte. Io sto con tutte le mie forze con la chiesa di Francesco. Socci ha scelto di stare dalla parte opposta. Tu, Lorenzo? (ti sto dando del tu … Cosa assai rara)

              • Claudio ha detto in risposta a maria

                Che due palle, la stessa fuffa da 50 anni. Non conoscono l abc della Chiesa ma devono spiegare al mondo come dovrebbe

              • Boomers ha detto in risposta a maria

                maria si è fatta la sua chiesa su misura, strumentalizzando Papa Francesco e guardando dall’alto verso il basso tutti gli altri. E come tutti gli impostori non riesce ad entrare nel merito, parla di preti pedofili censurando che sono tutti omosessuali, quindi viene confutata la sua asserzione iniziale. Cosa fa? Ammette di aver detto una sciocchezza? No, fugge via e dice che nella Chiesa c’è molta confusione. Lei infatti incarna questa confusione etica ed esistenziale.

          • ratioman ha detto in risposta a lorenzo

            Il 100% dei preti pedofili sono preti.
            Il 100% dei preti pedofili ha bevuto latte durante l’infanzia.
            Il 90% dei preti pedofili utilizza il cellulare.
            Il 90% dei preti pedofili hanno la patente per guidare l’automobile.

            Sono chiari questi esempi per chiarirle definitivamente la fallacia del suo ragionamento?

            • Michele ha detto in risposta a ratioman

              Il 100% dei preti pedofili sono preti.
              Il 100% dei preti pedofili ha bevuto latte durante l’infanzia.
              Il 90% dei preti pedofili utilizza il cellulare.
              Il 90% dei preti pedofili hanno la patente per guidare l’automobile.

              Un po’ come il 100/90% di coloro che non sono né pedofili né preti. Ad ogni modo se l’80% dei preti pedofili è omosessuale o ammettiamo che l’80% dei preti sia omosessuale, oppure ammettiamo che esista, all’interno della categoria “preti”, una correlazione tra omosessualità e pedofilia, più alta di quella tra eterosessualità e pedofilia.

            • Dario* ha detto in risposta a ratioman

              La questione è che, data la piccola percentuale di pregi gay, il fatto che l’80% dei preti pedofili sia omosessuale fa sì che tra le due cose ci sia una stretta correlazione.
              Per dirla in altre parole:
              – preso l’universo dei preti maschi, una minuscola percentuale è pedofila
              – preso l’universo dei preti col cellulare, una minuscola percentuale è pedofila
              – preso l’universo dei preti con la patente, una minuscola percentuale è pedofila
              – preso l’universo dei preti omosessuali, una larga percentuale è pedofila
              Forse in questi termini anche a te riuscirà più evidente il nesso tra le due cose

              • ratioman ha detto in risposta a Dario*

                Eh no, non funziona così la statistica. Lei nell’ultima riga ha proprio invertito il ragionamento. Avrebbe dovuto dire “preso un campione di preti pedofili, una larga percentuale è omosessuale”.
                Ricapitoliamo:
                1) Non so da quale ricerca si possa dire che l’ 80% dei preti pedofili fosse anche omosessuale.
                2) Anche ammettendo esatta la percentuale precedente e ammettendo un nesso causale anziché una semplice correlazione, si potrebbe tuttalpiù affermare che la tendenza alla pedofilia è dovuta non tanto all’essere omosessuale, ma all’essere prete E omosessuale. Anzi, se la percentuale di pedofili tra gli omosessuali dovesse rilevarsi la stessa che tra gli eterosessuali (in un campione più ampio, non solo tra i preti), si potrebbe indagare se la condizione di celibato non possa essere una concausa nello sviluppo anomalo della propria sessualità che comporti maggiori rischi di diventare pedofilo. Ma anche se ci fosse una correlazione diretta tra omosessualità e pedofilia non sarebbe necessariamente un rapporto causa-effetto, ma si dovrebbero proporre argomentazioni più raffinate, per esempio riguardo l’accettazione degli omosessuali nella nostra società ed il rischio che ci possano essere delle turbe in età evolutiva causate da questa non accettazione, confrontando, per esempio, casi statistici in diversi paesi.
                Tutto ciò per dire che bisogna andare con i piedi di piombo quando si vogliono fare certe affermazioni su principi causali in statistica e mi pare che alcuni non intraprendano il cammino sufficientemente zavorrati.

                • Azaria ha detto in risposta a ratioman

                  Rispondo io alle tue domande:

                  1) Dal CeSNuR
                  2) Sempre dal link:
                  2.a) La percentuale totale di preti pedofili é simile (se non inferiore, dipende dalle aree geografiche)
                  2.b) La percentuale giá citata dei preti pedofili con tendenze omosessuali é l’81% (o 80%, dipende dall’approssimazione) di tutti i casi di sacerdoti pedofili
                  Quindi abbiamo 2 ipotesi: la prima é che nei non-sacerdoti il rapporto fra pedofili omosessuali e pedofili eterosessuali sia la stessa (ipotesi disastrosa per gli omosessuali, aggravata dal fatto che il numero della popolazione omosessuale é in percentuale estremamente inferiore rispetto a quella etero) la seconda (sarebbe piú allettante per gli omosessuali e sinceramente é quella che reputo piú credibile, anche se non ho dati alla mano) indicherebbe che la percentuale di omosessuali pedofili fra i preti é nettamente superiore della percentuale di omosessuali pedofili fra i non preti. Quest’ultima ipotesi porta peró anche un’informazione nascosta: visto che la percentuale di pedofili nel clero é minore o uguale a quella fuori dal clero e che la percentuale di sacerdoti omosessuali pedofili é estremamente piú alta dei sacerdoti eterosessuali pedofili allora riesce facile capire che la castitá sacerdotale é per gli etero un ottimo deterrente contro la pedofilia. In altre parole un’ipotesi bastona il mondo omosessuale l’altra elogia il celibato sacerdotale.

                  Ma anche se ci fosse una correlazione diretta tra omosessualità e pedofilia non sarebbe necessariamente un rapporto causa-effetto, ma si dovrebbero proporre argomentazioni più raffinate, per esempio riguardo l’accettazione degli omosessuali nella nostra società ed il rischio che ci possano essere delle turbe in età evolutiva causate da questa non accettazione, confrontando, per esempio, casi statistici in diversi paesi

                  Questa osservazione invece a prima vista sarebbe anche competente (ma sottolineo mille volte, solo a prima vista).
                  Ti ricordo che stiamo parlando di sacerdoti, quindi ogni rapporto sessuale (indipendentemente se con adulti o bambini, omo o etero) é sempre considerato un male in funzione del voto di castitá. Tieni conto che le statistiche parlano di sacerdoti entrati in seminario in etá precoce rispetto alla media odierna (si parla di sacerdoti giá formati e che comunque hanno avuto il tempo, dopo l’ordinazione, di avere rapporti con i bambini, é poco probabile che ce ne siano di recenti) e che quindi le turbe da te supposte dovrebbero essere equamente distribuite fra i seminaristi etero ed omo.

                  • ratioman ha detto in risposta a Azaria

                    Quali domande?
                    Sulla indipendenza e universalità del CESNUR non sono d’accordo, malgrado le garanzie che si possono leggere sul sito.
                    Non tutte le religioni impongono la castità ai propri sacerdoti. Sarei curioso di vedere le statistiche a riguardo sulla pedofilia. Per conoscenza, non per cercare di dimostrare un’ ipotesi che non ho fatto. I miei esempi erano tutti finalizzati a mostrare la fallacia logica e la mediocrità etica di alcuni tipi di ragionamento.

                    • Azaria ha detto in risposta a ratioman

                      Vero, non erano domande, chiamali dubbi se vuoi, quelli enumerati.
                      A quello che vedo io il CeSNuR é attendibile.
                      Sul fatto che non tutte le religioni impongano la castitá ai loro sacerdoti lo so bene, ma non vedo in che modo influisca nel discorso.

                      I miei esempi erano tutti finalizzati a mostrare la fallacia logica e la mediocrità etica di alcuni tipi di ragionamento.

                      Veramente non c’é bisogno di ragionare molto per riportare dati da statistiche (quello che contesti tu), al piú ne serve per considerare i dati attendibili o meno e/o cercare di ricavare nuovi dati da quelli statistici. Quello che ha messo confusione sei stato tu.

                • Dario* ha detto in risposta a ratioman

                  Ma basta fare 2+2, prova ad ampliare un po’ gli orizzonti invece di pretendere di applicare dappertutto le regolette di base imparate a scuola.
                  Qui siamo di fronte a due insiemi che sono entrambi una porzione estremamente esigua di un insieme più grande. Non conosciamo la percentuale esatta di preti gay perché lo nascondono ma credo che, con un moderato tasso d’errore, si possa presumere di cardinalità paragonabile a quella dei preti pedofili. Ora, dato che sappiamo che i due insiemi si intersecano per l’80% del secondo, è facile capire che c’è una stretta correlazione tra i due, infatti sono vicini all’essere coincidenti

                  • ratioman ha detto in risposta a Dario*

                    La statistica è un po’ più complessa che fare 2+2, infatti ho cercato di spiegare perché alcune conclusioni non si possono semplicemente fare in base a certi dati a disposizione. Magari le conclusioni sono corrette, ma bisogna dimostrarle correttamente. E le correlazioni mostrate non dimostrano niente, malgrado i tentativi di renderle plausibili.

            • lorenzo ha detto in risposta a ratioman

              Se l’80% del preti condannati per pedofilia sono stati condannati per aver avuto rapporti con bambini da 0 a +/- 12 anni (per il 10%) o con ragazzi da +/- 12 a 18 anni (per il 90%), vuol dire che questi scandalosi sacerdoti, vera è propria vergogna della Chiesa, sono attratti sessualmente da persone dello stesso sesso e, siccome le persone attratte sessualmente dallo stesso sesso sono dette gay, vorresti per favore indicarmi la fallacia della constatazione che l’80% dei preti pedofili sono gay?

              • ratioman ha detto in risposta a lorenzo

                La fallacia non è nella constatazione (anche se ho dei dubbi sulla correttezza dei dati) ma nelle conclusioni (esplicite ed implicite).

                • lorenzo ha detto in risposta a ratioman

                  Se non espliciti la fallacia delle constatazioni che sarebbero implicite nelle mie conclusioni come posso ribattere alle tue implicite contestazioni sula fallacia delle mie conclusioni (esplicite ed implicite)?

                  • ratioman ha detto in risposta a lorenzo

                    Prego?
                    Comunque rispondo alla parte di domanda che ho compreso: la fallacia NON è nelle constatazioni.

                    • lorenzo ha detto in risposta a ratioman

                      Esplicami allora, o uomo razionale, stante la non fallacia delle constatazioni, in cosa consisterebbe la fallacia delle conclusioni (esplicite ed implicite).

                  • ratioman ha detto in risposta a lorenzo

                    Rispondo qui anziché più sotto perché pare non sia possibile dare oltre un certo numero di risposte ramificate.
                    La spiegazione sulla fallacia l’ho già data.
                    Probabilmente non mi sono spiegato bene o lei non è d’accordo. Per me va bene così.

                    • lorenzo ha detto in risposta a ratioman

                      Spiegazioni di un uomo che si ritiene razionale:

                      1- “la pedofilia è dovuta non tanto all’essere omosessuale, ma all’essere prete E omosessuale.”
                      *- Come a dire che un omosessuale che non è prete e ha rapporti con un minor non è un pedofilo…

                      2- “si potrebbe indagare se la condizione di celibato non possa essere una concausa nello sviluppo anomalo della propria sessualità che comporti maggiori rischi di diventare pedofilo.
                      *- Si è già indagato e le statistiche affermano che la stragrande maggioranza dei pedofili sono persone “accoppiate”.

                      3- “anche se ci fosse una correlazione diretta tra omosessualità e pedofilia non sarebbe necessariamente un rapporto causa-effetto, ma si dovrebbero proporre argomentazioni più raffinate, per esempio riguardo l’accettazione degli omosessuali nella nostra società ed il rischio che ci possano essere delle turbe in età evolutiva causate da questa non accettazione”
                      *- Qui veramente ti sei superato: hai individuato la causa della pedofilia nelle “turbe in età evolutiva causate” dalla non “accettazione degli omosessuali nella nostra società”.

            • giulia ha detto in risposta a ratioman

              Ci sono MOLTI più pedofili tra gli allenatori sportivi, perché CACCHIO NON ANDATE AL CONI E NON GLI DITE DI CHIUDERE???????????????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
              Chissà perché?! rispondi alla domanda di Lorenzo: perché la maggior parte dei pedofili sono OMOSESSUALI, PERCHE’??!!!

        • PaxVobis ha detto in risposta a maria

          Maria maria maria, ancora con questi attacchi senza fondamento?
          Mi Trovi nelle parole di Gesù una sola giustificazione alla pedofila? Non ci sono? Ragiona: un prete che commette un qualche crimine va contro il messaggio della Buona Novella, ma un gay che invece si comporta in tal maniera? Va forse contro i leader omosessualisti del secolo passato le cui parole sulla pedofilia ti faranno rabbrividire?

          An…portaci questi dati e statistiche che tanto sbandieri…ovviamente ce le avrai sotto mano perchè del resto sappiamo tutti dell’oggettività popria dell’anticlericale medio..

        • Laura ha detto in risposta a maria

          Che risposta stupida maria, anzi stupida io che pensavo di parlare con una persona moralmente decente.

          • IlGiustiziere ha detto in risposta a Laura

            Questo è un brutto commento e ancora più brutti sono i quattro pollici in alto di approvazione. Il giudizio sulla persona “maria” spetta soltanto a Dio.

        • Azaria ha detto in risposta a maria

          le parrocchie e le scuole cattoliche purtroppo ospitano anche loro dei «pedofili» ma sono un ambiente sedici volte più sicuro rispetto alla società in genere.

          CeSNuR

          Maria, certo che devi proprio amarlo l’indottrinamento per esibirlo in maniera cosí esplicita.

        • sara ha detto in risposta a maria

          Basta con sti preti pedofili…fatti una ricerca..non ingoiare tutto quello che ti dicono…la percentuale dei preti e’ bassissima, e poi guarda anche che categoria di preti e’ pedofilo…ci sono per carita’…ma perche’ si parla solo di preti pedofili e non di missionari o suore martirizzate in medio oriente?..parlare senza dati in mano per me e’ come parlare per aumentare anidride carbonica nel pianeta..non ti offendere…ma l opinione, come disse un saggio, e’ come l ombelico..ogniuno ce ne ha uno…

  10. IlGiustiziere ha detto

    Articolo deludente e commenti ancor più deludenti, con le solite correlazioni tutte da dimostrare.

    • Sophie ha detto in risposta a IlGiustiziere

      Fortuna che ci sei tu ad alzare il livello.

      • maria ha detto in risposta a Sophie

        Hai ragione, Sophie: I maiali con i maiali. Le aquile con le aquile. Addio

        • Sophie ha detto in risposta a maria

          Bè la Madonna c’ha fatto la sua apparizione in una grotta dove solitamente si portavano i maiali (Lourdes), nessuna offesa. Non mi risulta però che sia stata vista volare in mezzo alle aquile. Spero che tu te ne vado davvero portandoti dietro pure la tua puzza sotto il naso. Adios.

        • lorenzo ha detto in risposta a maria

          Vedo che te ne intendi di maiali: non sarai diventata vegana per sentirti più vicina al loro mondo?

    • Panthom ha detto in risposta a IlGiustiziere

      Commento deludente, incapace di entrare nel merito e dimostrare le sue accuse.

      • Dario* ha detto in risposta a Panthom

        Infatti lui aveva ben detto che i commenti erano la cosa più deludente, probabilmente a cominciare dal suo 😛

        • IlGiustiziere ha detto in risposta a Dario*

          Infatti. E’ domenica e sto davanti a un computer: ne ho ben motivo per essere deluso da me stesso.

      • IlGiustiziere ha detto in risposta a Panthom

        Hai ragione. Sono incapace sia di dimostrare che l’articolo e i commenti mi hanno deluso, sia di dimostrare cose che non ho detto (le fantomatiche accuse che sei riuscito a leggere nel mio commento), sia di dimostrare che le correlazioni sono da dimostrare (di solito è chi vuole dimostrare qualcosa che deve dimostrarla).

    • Azaria ha detto in risposta a IlGiustiziere

      Si, immagino quanto sia deludente che nonostante tutti gli sforzi che mettiate in campo per indottrinare tutto e tutti c’e’ ancora chi non si piega all’oscurantismo.

  11. Luca ha detto

    Secondo me c’é un’ambiguità di fondo nel parlare dello “stile di vita di molti attivisti gay”. Si suggerisce in fin dei conti che lo stile di vita sia in una certa misura organico e conseguente con la condizione del gay.
    Eppure come sappiamo ci sono gay che vivono la loro condizione nella speranza di una stabilizzazione dei loro rapporti affettivi e di una accettazione sociale della loro condizione.
    Evidentemente ci sono altri gay che scelgono di vivere la loro condizione come modo di manifestare il loro sentirsi estranrei e non omogenei alla società o addirittura in lotta con la società. Un pò come negli anni ’70 si sceglieva l’eroina o il terrorismo.
    Se questa mia sensazione fosse giusta credo che aiutare in tutti i modi la stabilizzazione dei rapporti affettivi dei primi potrebbe togliere molti alibi ai secondi.

    • PaxVobis ha detto in risposta a Luca

      Tre sole domande
      Quanti sono questi primi?
      Possibile che sia sempre colpa della società?
      E soprattutto perchè questi primi non si oppongono TUTTI a questo comportamento che farebbe schifare anche il conte de Sade?

      • Luca ha detto in risposta a PaxVobis

        Come si fa a rispondere ? Promuoviamo un sondaggio ? Su che basi ?
        Bisogna assumere rischi, come sempre si fa quando si fa credito a qualcuno, a partire poniamo da una banale autocertificazione o al rispetto della parola data. Far credito, dare fiducia sino a prova contraria: qualcuno potrebbe chiamarlo persino misericordia.

        • PaxVobis ha detto in risposta a Luca

          Abbiamo postp fiducia in costoro
          Poi però quando vedo una Manifestazione dell’Orgoglio Omosessuale capisco come della nostra fiducia abbiano abusato gli omosessualisti (non gli omosessuali)
          Luca devi capire una cosa: CI ODIANO. Non ci vogliono tra i piedi (noi etero): mai sentito parlare di locali per soli gay?

          • Luca ha detto in risposta a PaxVobis

            Non credo minimamente sia come dici. Se lo fosse penso che l’unica maniera di rovesciare e neutralizzare il loro odio sia quello di porgere l’altra guancia.

            • PaxVobis ha detto in risposta a Luca

              Ma Luca, possibile che sia sempre colpa nostra? Della società?
              È vero o no che esistono locali per soli gay?
              È vero o no che ormai i talk show sono monopolizzati dai maggiori i Leader LGBT?
              È vero o no che la famiglia è descritta come un luogo di conservatorismo e di violenze mentre invece le coppie gay con figli (che NON SONO UNA FAMIGLIA) sono descritte come luoghi di progresso e bontá da molti media?
              È vero o no che chiunque dica qualcosa contro il perbenismo sessantottino vigente sia subito tacciato come omofobo e razzista?
              È vero o no che Adinolfi è stato attaccato dai fideles LGBT e preso in giro per la sua obesità?
              È vero o no che Mieli e altri leader abbiano promosso la pedofilia?

              Tu pensi, luca? Ma il tuo pensiero parte dal perbenismo secolarizzato di cui sei intriso: lo so per esperienza persobale perché anch’io fino ad un anno fa avrei risposto come te, poi ho incontrato questo sito. E quando ti parlo di violenza te ne parlo per averne subito sia sui social che “dal vivo”

              Misericordia è anche ammonire chi pecca

              • Luca ha detto in risposta a PaxVobis

                E’ vero o no ?
                No, non é vero.
                E’ vero che non tutti la pensano alla stessa maniera ed é bellissimo che questo emerga in tutte le manifestazioni possibili.
                Non desidero che si diventi tutti eguali.
                A me pare che la tua lettura sia frutto semplicemente di un vittimismo insensato ed improduttivo.

                • PaxVobis ha detto in risposta a Luca

                  non ti accorgi che il vittimismo insensato e improduttivo è quello degli omosessuali?
                  Davvero sei disposto a cadere così in basso luca? Ti rendi conto della totale assenza di argomentazioni sensate con cui procedi? Stai negando la realtà in nome della tua ideologizzazione

                  Tante persone sono così assuefatte dal sistema,che combatterebberlo per difenderlo?

                  • PaxVobis ha detto in risposta a PaxVobis

                    *omosessualisti

                  • Luca ha detto in risposta a PaxVobis

                    Io condanno il vittimismo degli omosessuali e penso che non debbano essere ripagati alla stessa maniera dalle tue approssimazioni senza argomentazione (ne hai fatto un elenco qui sopra) che a loro volta sanno così tanto di vittimismo. Semplicemente penso che omosessuali ed eterosessuali non esprimano visioni del mondo antitetiche, che si escludano a vicenda. Tra i due vittimismi se devo scegliere la difesa di uno dei due trovo maggiormente giustificato quello degli omosessuali se non altro perché sono una minoranza.
                    Mi fermo alla prima approssimazione se non altro per brevità. Esistono locali per soli gay così come esistono circoli culturali di qualsiasi tipo e tendenza che implicano ed hanno bisogno di omogemneità di scelta e partecipazione. C’è bisogno di sottolineare che nessuno entrerà mai a casa Pound con una maglietta di SEL ? Con questo spero e penso che l’esistenza di un circolo di casa Pound (espressione di un’ideologia che non condivido minimamente) rappresenti per tutte e anche per me una possibilità in più, non una in meno.

                    • PaxVobis ha detto in risposta a Luca

                      Prima neghi l’esistenza di locali per soli omosessuali
                      Poi ti nascondi dietro la solita reductio ad hitlerum (in questo caso ad fascium visto che cuti CasaPound che cone esempio non c’entra una mazza anzi cadi in contraddizione)
                      Lo senti questo stridio? Sono le tue unghie che scivolano sugli specchi per cui ti arrampichi.

                      Ps. Il fatto che i gay siano una minoranza non vuol dire che siano per forza vittime: i dat

                    • PaxVobis ha detto in risposta a PaxVobis

                      *i dati ti smentiscono: uccr ha un dossier apposito

                    • Luca ha detto in risposta a Luca

                      Carissimo,
                      . se vuoi risposte, poni questioni coerento e una alla volta;
                      . il no – che tu leggi come riferito all’esistenza dei locali omosessuali” . era invece riferitoun no complessivo al tuo atteggiamento e lo era in modo esplicito. Un NO il mio che cercava di rispondere alla questione riportando la tua attenzione sul nocciolo che dal primo intervnto avevo cercato di evidenziare. Perciò se vuoi rispondi, se non vuoi per cortesia evita; se non capisci quel che scrivo perlomeno non prendere in giro, ché puoi sempre chieder conto con modi piani e non aggressivi come si fa in ogni discussione per bene.

                      PS LOCALI OMOSESSUALI: quello che negavo senza ulteriori contraddizion, era che l’esistenza di locali aperti alle sole persone omosessuali rappresenti in sé – come proponevi – un’espressione del “ci odiano e non ci vogliono tra i piedi”.

    • lorenzo ha detto in risposta a Luca

      L’affettività tra due persone dello stesso sesso è cosa ben diversa dall’affettività omosessuale: la prima ha a che fare con l’amore, la seconda con patologie psicologico sessuali.

    • Panthom ha detto in risposta a Luca

      Però Luca dovresti prendere atto che sono gli stessi attivisti gay citati a tirare in ballo lo stile di vita gay come una sorta di “movente”. Che sia sbagliato generalizzare è ovvio e nessuno lo fa.

      • Luca ha detto in risposta a Panthom

        Evitare generalizzazioni non é affatto ovvio e se leghi lo stile di vita deviante al semplice fatto di essere omosessuali stai generalizzando. Questo secondo me ti impedisce di comprendere come sia possibile che gli stessi gay lo vedano come problema e ne parlino. Tant’é che tu vedi in questo adirittura il riconoscimento di una sorta di movente.

        • Panthom ha detto in risposta a Luca

          «Marco Prato era “uno di noi”. Nel senso che faceva la vita che molti gay facevano, al netto di certi eccessi: penso a quello della droga. La comunità Lgbt ha paura che si raccontino cose che tutti conoscono. Che si scoperchi il vaso di Pandora. Tutti sanno, ma è meglio non parlarne». Queste frasi sono ciò a cui devi stare di fronte e alle quali devi rispondere.

    • Michele ha detto in risposta a Luca

      Il punto è che questi attivisti gay vivono una vita, come dire, “double face”. Da una parte rivendicano l’accettazione sociale e legale perché, dicono, siamo in grado di intraprendere relazioni serie. Dall’altra continuano la vita trasgressiva di prima. Per loro le due “cose” non sono affatto in opposizione, ma sono semplicemente il risultato della propria libertà. Insomma è come se dicessero: io sono libero di fare quello che voglio, di essere fedele ed anche di essere trasgressivo, l’importante è che io lo voglia e non mi sia imposto.
      Pensiero oltretutto coerente con il liberalismo, forse sarebbe più corretto dire nichilismo, contemporaneo: ciò che il soggetto ritiene bene è bene, ciò che ritiene male è male; unico giudice però è la volontà del soggetto stesso.
      In conclusione i gay richiedono la stabilizzazione per legittimare anche la parte più “oscura” del loro mondo, insomma per legittimarsi in toto senza dover rinunciare a nulla di quello che vogliono. Prova ne è, a mio avviso, il fatto che non hanno abbandonato le loro posizioni più trasgressive che di volta in volta emergono; le hanno semplicemente integrate con una richiesta di legittimazione istituzionale, apparentemente contraddittoria, ma in realtà coerente se si osserva il nichilismo di fondo.

      • Luca ha detto in risposta a Michele

        Esatto. E’ proprio per questo che una società sana e responsabile dovrebbe puntare all’emersione a alla scissione di queste due facce.

        • Michele ha detto in risposta a Luca

          Il fatto è che la scissione tra queste due facce anzitutto richiede ai gay di rinunciare ad una parte di sé alla quale, a quanto pare, non intendono affatto rinunciare.
          In secondo luogo, anche se non vi fosse la rinuncia, ma solo una netta separazione, si finirebbe per creare una situazione schizofrenica (e ipocritamente “borghese”). Tu, caro gay, continua a fare nel privato quello che vuoi, in pubblico però comportati da persona seria, ecc. Situazione, credo, che non tarderà ad esplodere nelle sue contraddizioni.
          Invero, la soluzione più coerente è quella degli attivisti gay: rivendicare l’accettabilità sociale di tutto il loro mondo, quello perbenista e quello trasgressivo, perché entrambi frutto della libera volontà del soggetto e quindi dello sviluppo della propria personalità. Personalità che lo stato avrebbe il dovere di tutelare e difendere come “diritto umano”.

          • Luca ha detto in risposta a Michele

            Io non credo che le due facce siano intrinseche all’essere gay.
            Che non debbano rinunciare a niente é testimoniato 1) dal fatto che siano loro stessi a denunciare il problema; 2) dal fatto che siano loro stessi a domandare a gran voce stabilizzazione dei rapporti ed inserimento sociale.

            • Michele ha detto in risposta a Luca

              Sono intrinseche all’attivismo gay. Prova ne è il fatto che durante i Gay Pride convivono il lato “serio” dell’attivismo (ad es. Famiglie Arcobaleno) e quello trasgressivo fatto di uomini nudi e travestiti. Lato, quest’ultimo, che gli attivisti gay non intendono affatto nascondere o eliminare.
              Pertanto le due “prove” che tu porti non sono in realtà prove. La prima, cioè il fatto che denuncino il problema che ci siano tanti gay trasgressivi, è più che altro spia del fatto che la trasgressione (almeno a questi livelli) non è ancora accettata dalla società e quindi può mettere a repentaglio la rivendicazione con successo dei diritti. La seconda “prova” non prova nulla: come mostra la realtà, il fatto che chiedano un riconoscimento giuridico non comporta affatto un rinnegamento del loro stile di vita.
              Quello che vogliono è la legittimazione di tutto il proprio stile di vita, non solo di una parte. Se fosse così, dovrebbero eccome rinunciare a qualcosa.

      • ratioman ha detto in risposta a Michele

        Piccole esperimento: sostituisco “attivisti gay” nella sua frase precedente con “persone sposate che vanno con le prostitute”.

        Il punto è che queste persone sposate che vanno con le prostitute vivono una vita, come dire, “double face”. Da una parte rivendicano l’accettazione sociale e legale perché, dicono, siamo in grado di intraprendere relazioni serie. Dall’altra continuano la vita trasgressiva di prima. Per loro le due “cose” non sono affatto in opposizione, ma sono semplicemente il risultato della propria libertà. Insomma è come se dicessero: io sono libero di fare quello che voglio, di essere fedele ed anche di essere trasgressivo, l’importante è che io lo voglia e non mi sia imposto.

        Che effetto le ha fatto?

        • Dario* ha detto in risposta a ratioman

          Il fatto che esista nella società il cancro degli uomini di pessimi costumi non è una ragione valida per legittimarne altri che attualmente non lo sono. Che effetto ti fa questo ragionamento?

          • Dario* ha detto in risposta a Dario*

            P.S. “altri che attualmente non lo sono” si riferisce ad altri pessimi costumi che attualmente non sono legittimati. Visto che la mia frase si prestava a fraintendimenti ho preferito precisarlo

        • Michele ha detto in risposta a ratioman

          Nessun effetto.
          Il marito che va con le prostitute non reclama l’accettazione sociale del suo comportamento. Lo fa di nascosto e all’insaputa della moglie, separa nettamente un contesto dall’altro, chiedendo la legittimazione come marito e padre di famiglia e non come frequentatore di prostitute.
          L’attivista gay invece richiede la legittimazione di una relazione (quella “seria”) che nasce nello stesso ambiente in cui si realizza la sua trasgressione, cioè l’ambiente dell’attivismo gay e della rivendicazione di diritti. In sostanza neppure ha bisogno di nascondere al partner la sua trasgressione, a volte anche a quest’ultimo va bene così.

          • ratioman ha detto in risposta a Michele

            Vero. Ma solo perché il marito che va con le prostitute è già legittimato nel proprio comportamento, perché non esiste legge che gli impedisca di avere una famiglia malgrado le proprie scelte e, ancora di più, non esiste una morale diffusa che condanni i suoi comportamenti (almeno valutando le scarsissime manifestazioni riguardo questo aspetto e più ancora scarsi richiami durante le varie Giornate della Famiglia).

            • Michele ha detto in risposta a ratioman

              Se uno vuole avere una famiglia e continuare ad andare a prostitute, qualche domanda sulla contraddittorietà delle proprie scelte dovrebbe porsela (fedele ad una sola donna eppure concubino di molte?).
              Se un attivista gay vuole essere riconosciuto legalmente assieme al suo compagno e poi continuare ad andare a festini, ecc. si muove sempre all’interno del contesto sociale in cui entrambe le rivendicazioni/comportamenti sono considerati accettabili e trovano la propria linfa.

            • Dario* ha detto in risposta a ratioman

              In realtà non è affatto legittimato infatti, in un’ipotetica causa di divorzio, il fatto che l’uomo frequenti prostitute sicuramente verrebbe preso in considerazione a discarico dell’uomo ed a favore della moglie. Un conto è dire che la legge permette qualcosa, un conto è dire che lo sancisce o istituzionalizza. I gay sono già assolutamente liberi di fare ogni beneamato che gli salta in mente purché nella legalità, ciò che richiedono è che questi frizzi e lazzi siano inscritti nella legge. Un po’ come se io pretendessi che si facesse una legge che decreti che nessuno possa biasimarmi se mi scaccolo in pubblico, pena multe o il carcere

          • sara ha detto in risposta a Michele

            Michele Michele…ma dico…vi pagano per rompere le scatoline nei siti cattolici?…almeno lasciateci nei nostri ghetti virtuali a discutere senza la necessità di censurare per il political correct o di spiegare…chi sta qui presuppone una questione di fondo su cui basare il ragionamento…non e’ un forum di opinione
            …quindi non vogliamo stancarci troppo ..se nn hai delle basi io nn te le spiego di certo.
            ..nn siamo qui per quello…tu perche’ sei qui…

            • ratioman ha detto in risposta a sara

              Malgrado i toni talvolta accesi penso che in questo forum ci sia voglia di confronto, e non tutti si accontentino di darsi delle gran pacche sulle spalle dandosi ragione.
              E mi pare che le questioni di fondo su cui basare il ragionamento non siano universalmente riconosciute neppure dai frequentatori abituali (e ferventi cattolici) del forum.
              E poi, sinceramente, quelle abbreviazioni e quei puntini di sospensione sono inguardabili, soprattutto da chi vuole dare lezioni di metodo.
              Le parole sono importanti (cit.). Anche la punteggiatura. Che non sia perfetta, ma che ci sia.

              • Norberto ha detto in risposta a ratioman

                Seguo la discussione da esterno e spezzo una lancia a favore di ratioman e di Francesca. Persone che non la pensano come noi e però non insultano e che vogliono confrontarsi davvero, almeno finora, e vorrei ringraziarli. Purtroppo i nostri interlocutori sono sempre persone come l’utente “maria”, cioè volgari e sterili provocatori, invece abbiamo la fortuna di avere anche persone intelligenti come le persone citate. Valorizziamole sara! Magari fosse sempre così!

                • Dario* ha detto in risposta a Norberto

                  Adesso non mi verrai a dire che il post di ratioman era il post di uno che cerca il confronto! Le sue sterili critiche su quisquilie puramente formali di certo non sono volte alla ricerca di dialogo quanto, semmai al tentativo di irritare la sua interlocutrice attaccandola sul suo personale stile di scrittura. Hai ragione sul fatto che gli si debba riconoscere di non fare aperto uso di offese ma non è che queste ultime siano un elemento necessario per la provocazione

        • lorenzo ha detto in risposta a ratioman

          Che differenza c’è tra un porco bianco e uno nero?
          O tra un porco sporco e uno pulito
          Non sono forse entrambi dei porci?

        • Panthom ha detto in risposta a ratioman

          Anche in questo commento si censurano le parole degli attivisti gay che hanno indicato proprio lo stile di vita gay come “movente”.

    • Azaria ha detto in risposta a Luca

      Vero e’ che ci sono svariati omosessuali (vedi Philippe Ariño per fare un solo esempio su tutti) che a tali stili di vita e’ refrattario, ció non toglie che il marcio e’ intrinseco dello stile di vita gay (e non di quello omosessuale, per favore non facciamo confusione).

      Se questa mia sensazione fosse giusta credo che aiutare in tutti i modi la stabilizzazione dei rapporti affettivi dei primi potrebbe togliere molti alibi ai secondi.

      Non si puó andare avanti per inutili sensazioni che contrastano apertamente e senza ombra di dubbio con la realtá. Ancora di piú perché su queste basi irragionevoli si rovina la vita di bambini e si distrugge la Famiglia (anche se qui si tratta solo di affondare un’altro micidiale colpo su un’istituzione giá martoriata dai modernisti come te) .

      Cerca di aprire la mente, evita di farti indottrinare, il buonismo é il modo piú crudele per fare del male a coloro che ti illudi di proteggere (e non solo).

      • Luca ha detto in risposta a Azaria

        Carissimo,
        – Io uso le parole gay e omosessuale come sinonimi, come fa la stragrande maggioranza delle persone. Penso che chi sottolinea le impercettibili differenze dia al termine gay una connotazione culturale ed ideologica, e con omosessuale semplicemente indichi una preferenza sessuale. Tendenzialmente rifiuto l’identificazione tra connotazione ideologico-culturale e tendenza sessuale e perciò non considero la differenza tra i due termini. Penso che chi sottolinea queste differenze da un lato si renda complice della riduzione delle tendenze sessuali ad ideologia, dall’altro nella sua accezione di “gay” farebbe bene a cercare qualche nuova definizione, rispettosa del senso comune che lo indica come sinonimo di omosessuale.
        – Personalmente come padre cattolico auspico che mio figlio possa crescere in una società libera, nella quale sia la sua educazione ad accompagnarlo nella distinzione tra bene e male e non le consuetudini sociali né tantomeno gli obblighi di legge. Proprio perché, come sappiamo entrambi, la legge morale é opera della Sapienza divina: precede di molto gli uomini, le loro regole e consuetudini.

        • Azaria ha detto in risposta a Luca

          Penso che chi sottolinea le impercettibili differenze dia al termine gay una connotazione culturale ed ideologica, e con omosessuale semplicemente indichi una preferenza sessuale

          Quasi corretto, tranne per quel impercettibili. Sarebbe come dire ché é impercettibile la differenza che passa fra la dimensione di un quark e quella dell’universo.

          Tendenzialmente rifiuto l’identificazione tra connotazione ideologico-culturale e tendenza sessuale e perciò non considero la differenza tra i due termini.

          Non vuoi considerare la realtá? Bene, parla di Peter Pan allora, se cambi idea e decidi di parlare di realtá fammi un fischio.

          Personalmente come padre cattolico auspico che mio figlio possa crescere in una società libera, nella quale sia la sua educazione ad accompagnarlo nella distinzione tra bene e male e non le consuetudini sociali né tantomeno gli obblighi di legge

          Prendendo questa frase esattamente come l’hai scritta allora dovremmo eliminare tutte le leggi contro l’omicidio, lo sfruttamento, lo schiavismo, la mafia, il pizzo, la truffa, ecc. perché altrimenti altererebbero la sua distinzione del bene e del male sarebbero alterati da obblighi di legge.

          Proprio perché, come sappiamo entrambi, la legge morale é opera della Sapienza divina: precede di molto gli uomini, le loro regole e consuetudini.

          Ottime parole, condivido in pieno, solo che sono del tutto fuori argomento. Non significano minimamente che noi non dobbiamo avere leggi per il bene del popolo (richiamo al discorso precedente).

          • Luca ha detto in risposta a Azaria

            Temo che tu non intenda appieno quel che scrivo io oppure il senso ultimo delle tue stesse osservazioni. Sarebbe troppo lungo rispondere alle singole provocazioni, diciamo che preferisco rischiare e provocare a mia volta. Così parto dalle tue conclusioni ultime per mostrarne la debolezza e mettere in crisi l’intero ragionamento.
            Esattamente come l’ho scritta (cito) non intendo minimamente sostenere una società anarchica. Ho l’impressione invece che io e te non ci si intenda su cosa ci si possa aspettare da una legge, da una società e da uno stato. Ho l’impressione – ma posso sbagliare – che tu intenda le leggi come uno strumento per affermare il bene in senso morale. Se é così forse dovresti riflettere sul fatto che questa é la concezione dello “stato etico”, come nel caso degli stati teocratici, es. dell’Islam o degli stati rigidamente ideologici (dall’URSS di Stalin alla Germania di Hitler e alla Cambogia di Pol Pot).
            Ora siccome io credo nell’individuo nella libertà e nella democrazia, credo che in uno stato laico (non laicista) e democratico le leggi debbano semplicemente garantire il massimo di libertà. Garantire tutta la libertà possibile e funzionale allo sviluppo sociale. Reprimere tutte le sopraffazioni e garantire a ciascuno la possibilità di formarsi una retta coscienza.
            A me sembra la forma di convivenza meno distante da quella pedagogia divina che il nostro catechismo ci racconta. Per dirla con S Paolo (Gal 5, 4-5)
            Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia. Noi infatti per virtù dello Spirito, attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo.
            Da queso punto di vista, dal punto di vista di una crescita sociale ordinata, la domanda da porsi é se sia più funziomale la repressione degli istinti omosessuali o incanalarli nella direzione della stabilità dei rapporti affettivi. L’articolo che stiamo commentando tende ad identificare l’omosessualità con il disordine morale di ogni ordine e grado e questo a me non solo pare scorretto dal punto di vista morale, rispetto cioé ad una persoma omosessuale, ma soprattutto lo ritengo nocivo dal punto di vista più generale della società. Rendere marginali questi comportamenti significa istigarne la devianza.

            • Azaria ha detto in risposta a Luca

              Ho l’impressione invece che io e te non ci si intenda su cosa ci si possa aspettare da una legge, da una società e da uno stato

              Ti sbagli di grosso.

              Ora siccome io credo nell’individuo nella libertà e nella democrazia, credo che in uno stato laico (non laicista) e democratico le leggi debbano semplicemente garantire il massimo di libertà. Garantire tutta la libertà possibile e funzionale allo sviluppo sociale. Reprimere tutte le sopraffazioni e garantire a ciascuno la possibilità di formarsi una retta coscienza.

              Su questo sfondi una porta aperta, le mie convinzioni a favore della famiglia infatti sono del tutto laiche e si basano sulla giustizia laica. Il fatto che io difenda tale giustizia é un obbligo dettatomi dal Vangelo. Magari se non fossi cattolico non seguirei tale obbligo (non lo avrei comunque), ció peró non ambia la realtá.

              A me sembra la forma di convivenza meno distante…

              Non capisco a cosa ti riferisci.

              Da queso punto di vista, dal punto di vista di una crescita sociale ordinata, la domanda da porsi é se sia più funziomale la repressione degli istinti omosessuali o incanalarli nella direzione della stabilità dei rapporti affettivi.

              Ecco, tu ti poni una risposta “a sensazioni” (risultato in netto contrasto con la razionalitá, ma si sa le sensazioni non sono vincolate alla razionalitá, e quindi é anche normale) altri si sono sforzati di dare una risposta (anche laica) razionale, e semplicemente hanno capito che la famiglia non si tocca. Questo indipendente mente dalla tua idea (che i dovrai spiegare da dove ti salta fuori) che qualcuno voglia “reprimere gli istinti omosessuali”.

              L’articolo che stiamo commentando tende ad identificare l’omosessualità con il disordine morale di ogni ordine e grado e questo a me non solo pare scorretto dal punto di vista morale, rispetto cioé ad una persoma omosessuale, ma soprattutto lo ritengo nocivo dal punto di vista più generale della società. Rendere marginali questi comportamenti significa istigarne la devianza.

              Ecco, se non fai distinzione fra gay ed omosessuali é normalissimo che non riesci a capire l’abisso di differenza. I tuoi commenti sono basati su un banale pregiudizio. Quando ti ho messo il link dell’articolo su Ariño di UCCR capisci quanto é in aria tutto il castello che hai costruito.

        • lorenzo ha detto in risposta a Luca

          Quindi, secondo te,
          quel tizio che in mondo la cui aristocrazia considerava le pratiche omosessuali analoghe o addirittura preferibili alle pratiche eterosessuali, scriveva:
          “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento.”,
          non era ispirato dalla Sapienza Divina?

          • Luca ha detto in risposta a lorenzo

            Ma cosa dici ? Dove lo hai letto ? Fantastico

            • Luca ha detto in risposta a Luca

              Si intende: dove hai letto le cose che mi attribuisci ?

              • lorenzo ha detto in risposta a Luca

                Scrivi che “la domanda da porsi é se sia più funziomale la repressione degli istinti omosessuali o incanalarli nella direzione della stabilità dei rapporti affettivi. L’articolo… tende ad identificare l’omosessualità con il disordine morale di ogni ordine e grado e questo a me non solo pare scorretto dal punto di vista morale… ma soprattutto lo ritengo nocivo dal punto di vista più generale della società.”

                Pensa un po’ che il tizio che ha scritto la lettera ai romani tendeva ad identificare l’omosessualità come un castigo sociale in grado di incrementare notevolmente il disordine morale ed era fortemente contrario al fatto che i rapporti omosessuali, instabili per loro natura, venissero considerati normali rapporti affettivi.

                • Luca ha detto in risposta a lorenzo

                  OK
                  Vediamo se sono capace di essere più chiaro.
                  – S Paolo scrive ispirato dallo Spirito e noi consideriamo le sue lettere Parola di Dio. Per la precisione scrive … atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento (Rom 1, 27). Questa tua del “castigo sociale” non so bene dove stia.
                  – Droga, omicidio, falsità (le cose di cui parla l’articolo) non sono impliciti nell’omosessualità e mi pare grave (scorretto) suggerirlo.
                  – Sulle leggi e sulla morale la mia posizione personale é quella da me espressa qui sopra in risposta ad Azaria. Copio ed incollo “(…) non intendo minimamente sostenere una società anarchica. Ho l’impressione invece che io e te non ci si intenda su cosa ci si possa aspettare da una legge, da una società e da uno stato. Ho l’impressione – ma posso sbagliare – che tu intenda le leggi come uno strumento per affermare il bene in senso morale. Se é così forse dovresti riflettere sul fatto che questa é la concezione dello “stato etico”, come nel caso degli stati teocratici, es. dell’Islam o degli stati rigidamente ideologici (dall’URSS di Stalin alla Germania di Hitler e alla Cambogia di Pol Pot).
                  Ora siccome io credo nell’individuo nella libertà e nella democrazia, credo che in uno stato laico (non laicista) e democratico le leggi debbano semplicemente garantire il massimo di libertà. Garantire tutta la libertà possibile e funzionale allo sviluppo sociale. Reprimere tutte le sopraffazioni e garantire a ciascuno la possibilità di formarsi una retta coscienza.”

                  • lorenzo ha detto in risposta a Luca

                    1. Omosessualità come castigo sociale:
                    – Questa è la colpa della società: “perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile…poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore…”
                    – …e questa è la conseguente condanna della società: “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi… Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento.”

                    2.
                    – Falsità: se conoscessi da vicino il mondo gay sapresti che la falsità è un vero e proprio stile di vita gay.
                    – Droga (e alcol): aiutano molto a tacitare il malessere che viene dal di dentro.
                    – Omicidio: fortunatamente non tutti i desideri di chi incolpa gli altri del proprio malessere si trasformano in realtà.

                    3. Ogni società è libera di decidere di quale morte vuole morire.

                  • Norberto ha detto in risposta a Luca

                    Ringrazio anche Luca per il tentativo e la volontà di confrontarsi davvero senza scadere facilmente nell’offendere e rispettando l’interlocutore. Grazie, un bell’esempio di sano confronto! Sempre più raro ormai!

          • Giovanni ha detto in risposta a lorenzo

            I passi di San Paolo citati non si riferiscono all’amore omosessuale tra due amanti bensì sono tratti da dittici o elenchi morali mutuati da elenchi stoici greci …
            Paolo si scaglia contro l’uso del sesso nelle orge idolatriche non già per l’amore tra due soggetti…
            Non tenere conto di questo elemento genera enormi equivoci … ormai tutta l’esegesi biblica lo sa e i teologi concordano sui passi relativi di Corinzi e Romani che sono gli unici sugli omosessuali nel nuovo Testamento ….
            Era il rifiuto di pratiche sessuali legati agli idoli pagani …

            • Giovanni ha detto in risposta a Giovanni

              P.S. abbiamo elenchi stoici e cinici molto simili di esortazioni morali tra i greci e i romani coevi di San Paolo che erano in uso come opposizione al vizio e alla lussuria per favorire la virtù e l’elevazione morale …
              Vedi Bibbia edita da Utet curata dal biblica monsignor Rossano e gli stessi studi di monsignor Gianfranco Ravasi in Jesus

              • lorenzo ha detto in risposta a Giovanni

                Quando Paolo scriveva: “E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.”, a chi credi pensasse?

            • lorenzo ha detto in risposta a Giovanni

              E secondo te, scrivere che si sono abbandonati(ἀφίημι) i naturali rapporti tra uomini e donne per accendersi(ἐκκαίομαι) di libidine(ὄρεξις) uomini con uomini e donne con donne, significa alludere alle “pratiche sessuali legati agli idoli pagani”?
              Ma chi credi di prendere in giro?

  12. Melissa ha detto

    Sono lesbica. Avrei preferito non esserlo, ma non è di certo stata una scelta. Non ho mai assunto sostanze stupefacenti, bevo una birra o un bicchiere di vino come tutti i 30 enni miei coetanei, sono fidanzata felicemente da 6 anni con un’altra donna. Sono ingegnere, ho un lavoro stipendiato. Ho la patente e una macchina. Pago le tasse e l’affitto. Non potete fare di un’erba un fascio. Il marcio, la psicopatia o il cattivo stile di vita non dipende dall’orientamento sessuale o dalla nazionalità, ma dall’educazione ricevuta o da fattori genetici. Vi faccio solo 3 nomi: Annamaria Franzoni, e i coniugi Olindo e Rosa.

    • Panthom ha detto in risposta a Melissa

      Ciao Melissa, nessuno ti accusa per la tua inclinazione omosessuale e nessuno sta generalizzando (è scritto e sottolineato nell’articolo). Il problema è che gli stessi attivisti omosessuali (citati nell’articolo) indicano lo stile di vita ampiamente diffuso nel mondo Lgbt (attivisti Lgbt) come degradante e caratterizzato da droga, ipersessualizzazione e prostituzione. Con tassi altissimi per una piccola comunità, tanto da essere statisticamente rilevante. La tua critica andrebbe dunque rivolta a questi attivisti, sono loro a collegare lo stile di vita con quanto accaduto.

    • lorenzo ha detto in risposta a Melissa

      Sei lesbica.
      Potresti non esserlo.
      Preferisci rimanere come sei.
      Non lamentarti di ciò che ti bruca dentro.

      • Melissa ha detto in risposta a lorenzo

        Potresti non essere etero dunque.

        • Francesca ha detto in risposta a Melissa

          Mi sembra di essere alla fiera del pregiudizio.
          Commenti che manco al bar dello sport del paesello di 25 abitanti negli anni ’40.
          L’orientamento sessuale non è una scelta e non lo dico io, ma la scienza, prima ve ne farete una ragione meglio sarà per tutti, soprattutto per la vostra progenie (e dico vostra solo perché non ho figli).
          Generalizzare invece è una scelta. La scelta che ti porta a giudicare a cazzo di cane le persone in base al colore della pelle, in base al ceto sociale o in base alla disabilità ad esempio. In sostanza in base a ciò che è diverso da te, in termini più semplici una vera e propria forma di bullismo dell’età adulta.
          L’arma di coloro che non hanno una personalità definita e felice e per questo hanno grossi disagi a socializzare, l’arma delle persone insicure.
          Citare statistiche di preti gay ed associare l’omosessualità alla pedofilia è un po’ come citare i papà eterossuali ed associarli all’abuso di minori, citare mariti sposati in chiesa ed associarli al numero dei femminicidi. Citare le mamme ed associarle tutte alla Franzoni o alla Panarello.
          Non mi sembra una strategia che possa portare a conclusioni concrete né serie sull’argomento.
          Purtroppo la follia, la violenza e la pedofilia non hanno denominatori comuni se non un fortissimo disagio di vivere. Inoltre secondo la logica perversa che trovo spesso in questi commenti, cosa dovremmo pensare riguardo alle famiglie formate da coppie eterossuali più che tradizionali e benestanti che hanno partorito questi due mostri?

          • Panthom ha detto in risposta a Francesca

            La questione che poneva lorenzo non è l’orientamento sessuale ma il vivere come lesbica, cioè compiere atti omosessuali. Sono due cose differenti.

            Il resto del commento è l’errore già commesso da altri in questi commenti: sono gli stessi attivisti gay citati nell’articolo a collegare lo stile di vita gay all’omicidio di Varani. Quindi nessun parallelo con mariti etero e fantomatiche comunità eterosessuali.

        • lorenzo ha detto in risposta a Melissa

          Se una patologia psicologica creasse una specie di cortocircuito tra la mia fisicità ed i miei desideri sessuali potrei benissimo non essere etero.
          Dovrei però decidere se convivere problematicamente con la mia patologia o cercare di uscirne.
          Eventuali conseguenze sono a mio carico.

          • Lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

            Se ti informi bene, l’omosessualità non è una patologia…cerca su Wikipedia va…

            • Panthom ha detto in risposta a Lorenzo

              Quello di lorenzo è un paradosso per far capire che l’omosessuale vive una contraddizione tra corpo (etero) e psiche (omo). Infatti esiste come patologia l’omosessualità egodistonica. Mentre non esiste l’eterosessualità egodistonica.

            • lorenzo ha detto in risposta a Lorenzo

              Anche la cura del malessere esistenziale degli omosessuali è da cercare su Wikipedia?

        • Panthom ha detto in risposta a Melissa

          Melissa se non fossi etero sarei incoerente con il corpo che mi è stato dato, il quale si comporta da eterosessuale (anche il tuo).

        • Dario* ha detto in risposta a Melissa

          La questione è che, assecondare le proprie inclinazioni non è l’equivalente del realizzarsi. Se uno ha l’inclinazione per il gioco d’azzardo non è detto che in esso troverà la felicità e/o la piena realizzazione di sé, anzi.
          Razionalmente bisogna farsi un’idea chiara di ciò che è bene e ciò che è male ed assecondare solo le proprie inclinazioni che portano al primo. Se si parte dal presupposto che sia sempre giusto (o addirittura un diritto assoluto) assecondare qualsiasi propria inclinazione, per coerenza non si potranno biasimare pedofili, sadici, serial-killer, terroristi, ecc.

  13. Max ha detto

    Chiedetevi il perché, oltre che il come. Non sarà forse che decenni di emarginalizzazione sociale e psicologica hanno prodotto dei veri e propri ghetti dove è facile che il tutto si estremizzi? Non sarà forse che questa voglia di normalità è necessaria perché questo corto circuito autoreferenziale si spezzi? Quanta ipocrisia e superficialità.

    • Panthom ha detto in risposta a Max

      Questo è un commento intelligente perché finalmente prende atto che la comunità lgbt (fatta da gay ed etero) è effettivamente un ghetto di estremisti. Scaricare la colpa sulla società omofoba è però una soluzione troppo comoda che non accetto e ritengo che il problema sia insito nell’omosessualità, una situazione che (come tante altre) amplifica gli effetti del peccato originale che tutti abbiamo dentro (riprendo il commento di Laura qui sopra). Anche perché nelle società gay-friedly come l’Olanda o i Pasesi bassi, i tassi di suicidio gay non sono certo inferiori ai nostri.

  14. Luca ha detto

    Articolo pessimo e strumentalizzante, per mezza pagina colpevolizzate “l’ambiente gay” per il crimine efferrato, poi nel magico finale, fate una pessima uscita sul “non bisogna generalizzare”. Questa si chiama cattiva informazione.
    Cosa c’entrano poi gli attivisti lgbt che protestano contro le sentille che negano il diritto di uguaglianza è un mistero.

  15. Melissa ha detto

    Ho l’impressione che sia comodo trattare il problema di festini, alcol, droga come qualcosa di circoscritto al mondo gay.
    Chiunque di voi la pensi così ha una visione estremamente ristretta.
    Gli eterni insoddisfatti, i drogati, i sadici sono ovunque. Sono i vostri vicini etero o gay, ragazzi o ultra sessantenni, uomini o donne.
    Guardate agli scheletri nei vostri armadi. Se pensate che il problema sia una singola comunità, avete chiuso gli occhi e avete cercato una risposta rassicurante per voi.

    • Panthom ha detto in risposta a Melissa

      Parli di “voi” quando invece sono gli attivisti gay citati nell’articolo a riferirlo. Ma lo avete letto?

    • lorenzo ha detto in risposta a Melissa

      “… La comunità Lgbt ha paura che si raccontino cose che tutti conoscono. Che si scoperchi il vaso di Pandora. Tutti sanno, ma è meglio non parlarne…” (Marco Pasqua)

  16. Francesca ha detto

    Ma come può venire in mente a qualcuno di scrivere un articolo del genere?
    Una bieca generalizzazione ai limiti dell’offesa della dignità della vittima di questo tragico episodio di violenza.
    Il mondo omosessuale, come quello eterosessuale, non è uno, non è unico, ma fatto di mille sfaccettature ed è del tutto evidente che la discriminante di un crimine non è l’orientamento sessuale.
    Se qualche attivista o se un giornalista adotta un certo stile di vita questo è un problema tutto suo e nulla ha a che vedere con il fatto che sia omosessuale.
    Se poi vogliamo parlare dei due mostri che hanno solo pensato di poter fare quello che hanno fatto al povero Luca Varani, allora focalizziamoci su di loro, sull’educazione che hanno ricevuto dalle loro meravigliose famiglie tradizionali e interroghiamoci magari sul fatto che entrambi i giovanotti sono la dimostrazione di come vivere all’interno di una coppia eterosessuale, sposata e benestante non sia affatto una garanzia di salute mentale.

  17. Harry ha detto

    Lo stile di vita gay? Tutti i miei cugini sono stati delinquebti, alcolizzati, ladri, tossicodipendenti e ne han fatti di ogni. E sono etero.

    Quindi? Devo fare la stessa cagata di associazione?

    • Panthom ha detto in risposta a Harry

      Domandalo agli attivisti gay citati nell’articolo che hanno fatto questo collegamento, evidentemente avevano le loro buone ragioni. Non credi?

  18. Licurgo ha detto

    Non saprei, penso che l’uso di droghe, la sessualità sganciata dall’affettività e dall’umanità e quant’altro sia da diversi anni anche tipico degli ambienti borghesi etero, e forse non solo borghesi.
    Per cui, non so quanto sia uno stile di vita gay piuttosto che uno stile dettato dal consumismo sfrenato -che è poi alla base della crisi odierna che è di sovrapproduzione prima che finanziaria, la quale ne è una conseguenza anche se esplode prima- e che quindi tocca anche il mondo gay, per cui non penso, con queste mie riflessioni minimali, di essere nemmeno in contraddizione con l’esponente del mondo gay dell’articolo che sta parlando dal suo punto di vista soggettivo.

  19. PaxVobis ha detto

    Adesso si sono scatenati i mastini LGBT a colpi di perbenismo e diritti per tutti…ma tranquilli NON PRAEVALEBUNT

  20. Dom ha detto

    Cari Luca,
    è facile venire qui e fare i perbenisti della domenica…
    Dovreste considerare quel “mondo” di cui si parla nell’articolo, fatto anche di perversione gay… Fa scandalo dirlo?
    Qui, stiamo morendo di politicamente corretto!
    Sono gay questi tizi che hanno ucciso il povero Luca? Sì, bene. Ora sappiamo, anche, a quale galassia ideologica appartengono, in cui promiscuità sessuale e attivismo gay la fanno da padrona. Ripeto: si può dire e si può dire?
    Quello che giustamente si fa notare è abbiamo sbagliato qualcosa come Società nel trattare questi fenomeni con buonismo? Es. facile e comodo imputare alla società tutti i mali! E’ facile incolpare un articolo come questo leggendo due righe e tirare le conseguenze.
    Il punto è un altro: questa educazione fatta da genitori libertini sta comportando il suicidio di una generazione! Perché non c’è più una stramaledetta regola sociale che eviti orrori del genere. Tutto è lecito!

    Può sembrare forte quello che dirò: ma sono contento di non avere avuto un genitore come Luca! Confuso e inconcludente, che non sa manco lui quel che dice e non ha idea su niente. Questa educazione falsa, all’acqua di rosa, sta distruggendo la gioventù italiana!

    Bisogna ripartire

    • Dom ha detto in risposta a Dom

      Aggiungo un giorno sarà lecito arrivare fare di peggio il crinale ormai è inclinato

  21. Daniele ha detto

    Questo articolo è semplice spazzatura,non servono altri commenti,cerca solo di screditare gli omosessuali,la prossima volta che un etero tira acido in faccia,uccide bambini,violenta donne ecc spero si ricordi di essere etero o “etero”(tipo il killer) e a sua volta si faccia schifo da solo perché probabilmente quelle pratiche sessuali strane (sesso etero) hanno portato a commettere quel gesto orribile.
    Sto tizio può scoperchiare quello che vuole io non faccio questo stile di vita e come me tanti altri,stile di vita che a quanto pare adottano invece anche gli etero come killer,devo dire basta molto poco,qualche grammo di coca,per far dimenticare ad un etero di essere tale,quindi per favore non scassate ad un intera comunità ma fatelo a chi fa questo tipo di vita, sia esso gay etero bianco giallo o blu!

  22. Pier Paolo ha detto

    Di commenti razionali se ne sono letti molto pochi, per il resto si nota una gran voglia di giustificare razionalmente il proprio odio e pregiudizio.
    Il delitto è chiaro a chiunque abbia un minimo di cervello non ha nulla a che fare con la sessualità in generale, non è il fatto di essere omosessuali ad aver portato Marco Prato a commetere l’omocidio.
    “Lo stile di vita gay” c’entra ancor meno!
    Sembra strano che un òmosessuale abbia parlato davvero così lasciando spazio agli omofobi di credere che essere gay significhi avere uno stile di vita come quello, trascurando il fatto che come è ovvio c’é chi si droga e chi no, chi ama le orge e chi no.
    Per esperienza so che questo mondo di eccessi esiste, che il mondo gay ( quello lesbo non so) è un mondo molto sessocentrico ( come quello etero?) e che in questo mondo , esattamente come quello etero esiste gente che vive la sessualità negli eccessi tra orge e droghe. Si Parla di locali in cui ci sono dark room ed è vero, ma in quello etero esitono i locali per scambisti e la prosituzione per strada è molto diffusa. Molta gente le dark room non le frequenta anche se esistono, e molta gente pur frequentando le stesse discoteche e serate che frequentano quelli che si dedicano ad eccessi ( il mondo gay è piccolo e le discoteche sono quelle per tutti, si può a malapena far selezione per gusti musicali)quelli eccessi non li vivono, sicuramente ne conoscono anche l’esistenza ma non lo vivono, magari fanno anche a meno di avere a che fare con gente cosi.
    Il mondo gay è ne piu, ne meno come quello etero, con pregi e difetti…con la grossa e pesante differenza che il mondo gay fino ad oggi e prorbabilmente per molto a lungo ancora è oppresso da gente come voi, oggi forse non più, ma crescere in un mondo che ti vuol far credere che sei il diavolo in terra per il semlice provare attrazione omosessuale, porta con se una miriade di problemi, che nei casi più gravi porta al sucidio. E la causa è l’omofobia non l’omosessualità.
    A mio parere in questo omicidio, più che l’omosessualità, la causa è innazitutto l’abuso, macchedico iper-abuso di droghe e alcool!
    Se si vuole andare piùa fondo solo uno dei due era gay, ed ha vissuto sulla propria pelle gli effetti dell’omofobia in famiglia e della società e credo che Roma si ben più omofoba di Milano. Addirittura voleva diventare donna ed anzichè ricevere il supporto psicologico del caso ed essere trattato con il dovuto riguardo, ha invece subito in famiglia cosi come nella società odio, per quello che è. Non tutta la gente che subisce omofobia cresce con gravi disturbi, ma in questo caso il destino ha voluto che fosse così e le droghe hanno iperaccentuato la sua malattia!
    Se mai ce ne fosse bisogno, credo che proprio questo caso renda quantomai visibile, i danni che l’omofobia provoca, quasi sempre con vostro piacere si arriva ad un suicidio, a volte si arriva ad un omicidio.
    Prendi un uomo eterosessuale e opprimilo facendolo sentire molto più che sbagliato, non per come è, per cosa ha fatto, ma per chi è, per il semplice fatto di respirare. L’errore della natura che nessuno può accettare e scoprirete che anche gli eterosessuali tenderanno al suicidio, ma cosnidernado tassi di aggressivita decisamente più alevevati è più probabile si arrivi ad omicidi se non a stragi.
    Molti gay è vero, si drogano ed hanno problemi psicologici causati dall’omofobia, ferite a volte ancora aperte a volte in via di guarigione, ma abbiate il coraggio di dire che l’aggressività nei confronti altrui è decisamente più bassa nel “mondo gay” e nello “stile di vita gay”!
    Noi la rivoluzione per ottenere i nostri diritti l’abbiamo fatta in mutande nelle strade, voi le vostre rivoluzioni le avete fatte tutte con le armi.Negli after hour, dicosteche dopo le discoteche, a serate gay corrono anche gli eterosessuali, a differenza di una disco normale, li si droga la stragrande maggioranza, etero ed omo.
    I gay drogati ballano pacifici e in estasi, pensando di scopare, molti etero drogati pensano di scopare e diventano aggressivi nei confronti di chiunque guardi la loro ragazza, balli troppo vicino allo spazio che si sono ritagliati per loro…a questa serata ci sono stato 4 volte nel giro di un anno, poi ho smesso perchè hano dovuto installare un metale detector.
    Gli eccessi esistono tanto nel mondo gay, che in quello etero, ed il mondo gay anche tra gli eccessi è enormemente meno aggressivo di quello etero…tendenzialmente. Poi certo capita che uno psicopatico uccide durante un orgia un altro e all’improvviso chi crede che i gay sono il male, se la ride perchè mai avrebbe pensato di poter usare una bomba come questa per far passare il mnodo gay per il male assoluto. Trascurando però che la Chiesa, portatrice di bene ha trucidato e torturato, pepeterato genocidi religiosi…oh però il male siamo noi!
    Certo erano altri tempi! Però i comandamenti esistono da millenni e soprattutto, la Chiesa è la Chiesa, non un omosessuale qualunque., un isitutzione che ha fatto il male, mascherandolo da bene, che è poi la ragione stessa per cui ha pero sempre più consensi e simpatie da Martin Lutero fino allo scandalo di pedofilia sistematica a Boston, in Irlanda, in Australia…casi isolati? … come quello di cui stiamo parlando? oppure a volr essere razionali qualcosa in come la Chiesa è concepita è sbagliato. Quanti preti pedofili eranoa Boston? un centinaio. Sono stati allontananti dai bambini affinche nin facessero piu del male? Macchè … son stati tarsferiti di parrocchia per fornir loro nuova carne fresca. Noi però, per voler trombare siam considerati il male sceso in terra, per una sforbiciata o per un rapporto anale… e voi???!!!! Lupi vestiti da agnelli?
    Assurdo che ancora oggi, non siate in grado di criticare la Chiesa per come è stata gestita la vicenda, mica solo a Boston! Chissà in Italia…denunciare certe cose non è datutti, ci vuole fegato e cmq certe cose vengono insabbiate, lo hanno fatto a Boston, figuratevi da noi.
    Siete destinati all’estinzione! Mi auguro solo di essere ancora in vita il giorno in cuisarà ormai chiaro che la Chiesa è morta per aver sperperato il bagaglio di fiducia millenaria che miliardi persone le avevano inegenuamente concesso.

    L’omicidio lo si commenta semlicemnte dicendo che uno piscopatico sotto effetto di droghe ha trucidato un uomo, in compania di un altro piscopatico. Tirare in ballo l’omosessualità è privo di senso come lo è tirare in ballo l’eterosessualità per tutti gli piscopatici etero che trucidano qualcuno.
    Il problema potrebbe essere l’omofobia! Questa si potrebbe averlo portato a fare quello che ha fatto, anche se probabilmente in maniera non direttamnte ricollegabile.

    • PaxVobis ha detto in risposta a Pier Paolo

      Perché ve la prendete con noi?
      Uccr riporta semplicemente le parole degli attivisti omosex

      • Pier Paolo ha detto in risposta a PaxVobis

        Assurdo, sta cosa l’ho letta più e più volte nei commenti.
        Le parole dell’attivista omosessuale come dici, non sono come sostieni.
        Non attribuisce assolutamente la colpa di quanto accaduto allo stile di vita gay, ma piuttosto coglie la palla al balzo per criticare quel mondo fatto di eccessi, che per lui è lo stile di vita gay…essendo giornalista trovo la cosa assurda, ma è come se voi cattolici ultraortodossi parlando dei cattolici in generale parliate di voi perchè questo è il mondo che conoscete, trascurando che esiste una marea di cattolici anche particanti che invece riescono a ragionare e ad affrontare un discorso in maniera “matura”, sarà per questo che gente come Mario Monti o Matteo Renzi vengono definiti cattolici maturi.
        Credo attrbuisca la colpa all’iper-abuso di droghe, dando per scontato che di base vi è una personalità molto disturbata e senza pace. Le due cose insieme ad una buona dose di sfiga son state letali. Credo la pensi così.
        Che tradotto significa che poteva succedere ad un eterosessuale, con problemi magari di altro genere ma altrettanto pesanti ad un festino etero…è successo ad un gay ad un festino gay.
        A dirla tutta, adesso che ci penso, un omicidio ad un festino eterosessuale condito con droghe è già successo a Perugia, con Amanda Knox, Meredith Kerchner e Raffaele Sollecito…tutti molto eterosessuali….e chissà quanti altri…in questo caso però non ricordo ci fossero risvolti psicologici che spiegassero l’omicidio.
        Molti eterosessuali hanno istinti omicidi anche senza un background di sofferenza alle spalle, che lla fine li porti ad esplodere.

        Già che ci siamo generalizziamo. Noi gay e voi Etero!
        Non ha senso, e sarebbe più corretto parlare di essere umani in generale che per una ragione o per un altra commettono qualcosa, ma a voi piace così.

        • Panthom ha detto in risposta a Pier Paolo

          Nessuno sta negando che episodi del genere esistono anche tra gli etero, oltre al fatto che dividere la società in base alle inclinazioni sessuali mi sembra assurdo. Il problema denunciato da numerosi attivisti Lgbt è che dietro lo stile di vita gay c’è un modo ipersessualizzato, basato sull’eccesso, sulla prostituzione e sulle droghe. E l’episodio Varani ha come “movente” proprio dallo stile di vita dei suoi killer.

          Non facciamo poi finta di non capire le differenze statistiche, se il 10% della popolazione è omosessuale e se di quel 10% il 3-4% ha un certo comportamento è ovvio che ha un peso statistico differente dal 3-4% del 90% della popolazione eterosessuale. Le statistiche sono inventate, le sto usando come esempio per far capire perché è sbagliato dire “succede anche nei festini etero”. Non esiste alcun “attivista etero” che denuncia lo “stile di vita etero”, ma soltanto “attivisti gay” che denunciano l’estremismo dello “stile di vita gay”. Stanno generalizzando? Non lo so, io prendo atto che è così.

          • Pier Paolo ha detto in risposta a Panthom

            Che lo stile di vita di un’omicida sia alla base di un omicidio è vero credo in quasi tutti gli omicidi, anche laddove non si riscontrano eccessi.
            Qui voi( forse non tu, ma molti nei loro commenti e anche chi ha scritto il pezzo) volete sostenere tra le righe che gli omosessuali hanno tutti questo stile di vita e che siccome per voi son tutti psicopatici per il fatto stesso dessere omosessuali, son tutti potenziali assassini..cosa che invece chi ha criticato lo stile di vita gay negli articoli da voi citati, non ha fatto.
            Secondo me si è limitato a cogliere la palla al balzo e criticare quel mondo in cui perlatro se ho capito bene ha bazzicato. Avrebbe potuto assaggiarlo per curiosità e poi allontanersene frequentando gente con stili di vita meno eccessivi.

    • Gianfranco ha detto in risposta a Pier Paolo

      Pier Paolo ti invito a rileggere con calma il lungo commento da te postato. Lo avverto molto confusionario e condito di pregiudizi con forti affermazioni non provate.
      Vedo di riassumerlo cercando di rispondere punto per punto.
      – “Il delitto non ha a che fare con la sessualità”. Di che stiamo parlando? Di un omicidio avvenuto durante un rapporto multiplo omosessuale.
      – “La stile di vita gay non c’entra ancor meno”. L’articolo cita proprio le affermazioni di attivisti omosex che affermano il contrario.
      – La tua lunga dissertazione che descrive gli ambienti omo o etero sono lontanissimi da stili di vita di un credente. A me, come credente, provocano tristezza. Il mio giudizio riguarda non il peccatore ma la vita vuota e senza speranza di queste persone. Tuttavia da cristiano sono sempre disposto ad accogliere ed ascoltare questi fratelli (perchè tali sono per me, ci crederai o no).
      – “Molti gay è vero, si drogano ed hanno problemi psicologici causati dall’omofobia”. Non è che questa posizione rischia di essere un’alibi? Possibile che la responsabilità dei propri comportamenti è sempre degli altri?
      -“la Chiesa, portatrice di bene ha trucidato e torturato, perpreterato genocidi religiosi…”. Questa è un’altra affermazione gratuita molto grave. I duemila anni di storia della Chiesa non si possono liquidare con queste generalizzazioni antistoriche. E’ come se uno etologo che osservasse un animale erbivoro mangiare casualmente carne affermasse che quella specie animale è diventata carnivora o addirittura lo è sempre stata. La storia della Chiesa deve essere letta nel suo complesso sia se sei credente sia sei sei agnostico/ateo.
      -riguardo alla vicenda di Boston, puoi trovare su questo stesso sito le autocritiche, anche feroci, sui comportamenti per nulla cristiani dei preti pedofili. Inoltre ti invito a leggere anche tutti gli atti fatti sia dai papi negli ultimi trent’anni sia delle varie conferenze episcopali lì dove si è presentato il problema. Considera che un comportamento che ha sempre tenuto la Chiesa è quello di condannare fermamente il peccato, soprattutto quando è perpretato dai propri ministri nei confronti dei più deboli e di essere vicino alle vittime. L’aspetto che so che è difficile far capire agli ambienti agnostici/ateo o protestanti, è che anche i peccatori secondo il nostro credo hanno la possibilità, una volta siceramente pentito, di chiedere ed ottenere il perdono di nostro Signore, anche il più bieco assassino, anche Marco Prato (il credente non si scandalizzerebbe anzi ne gioirebbe).
      – “Il problema potrebbe essere l’omofobia!”. Questa affermazione ti fa stare più tranquillo e con la coscienza a posto. Però è da dimostrare. E non mi pare francamente dimostrabile, considerando che l’omicidio è avvenuto durante un rapporto multiplo omosex.

      • Pier Paolo ha detto in risposta a Gianfranco

        IL delitto non ha a che fare con la sessualità nel senso che essere omosessuali non porta a commetere omicidi.
        Lo stile di vita gay descritto, sicuramente porta a sentirsi vuoti ed è a mio avviso da condannare perchè autolesionista, ma assolutamente non credo sia la ragione per cui Marco Prato ha ucciso qualcuno.
        Marco Prato ha ucciso qualcuno perchè era psicopatico, con una valanga di problemi e l’iperabuso di droghe ha ccentuato le sue tendenze psicopatiche.
        IL far sesso in orge non puo in alcun modo essere considerato la causa che porta qualcuno ad uccidere qualcun altro.
        Il fatto di drogarsi, credo altrettanto. Una marea di gente si droga e nessuno muore.
        Festini gay ed etero esistono e vengono portati avanti ovunque nel mondo senza che succedano queste atrocità, il fatto che fossero li per scopare non c’entra nulla.
        è come se tu dopo aver fatto sesso con tua moglie la uccidi e poi la gente commentando ritenesse che la molla che ti ha fatto scattare l`ìstinto omicida è l’aver fatto sesso con tua moglie. Cosa cèntra il sesso?????

        Ha più senso parlare di droghe, solo però se usate da gente che già di base ha gravissimi problemi mai risolti e annegati in anni di abusi di droghe e di un nottata ancor più sopra le righe delle altre.
        Se tu ti facessi di cocaina, dubito uccideresti qualcuno….

        Inoltre sono loro a dirlo…volevano provare cosa si prova ad uccidere! Chi fa festini li fa per provare i piaceri del sesso…questi volevano la morte.

        Spiace ricordartelo ma se tratti di merda di tuo figlio e lo fai sentire una merda, lo privi dell affetto di cui ha bisogno e li rendi la vita impossibile perchè per te e la società intera lui non è altra che feccia e sarebbe meglio morisse, beh non sorprenderti se crescendo è pieno di problemi psicologici e molti cascano nelle droghe.
        Non credo sia una scusa.
        Ognuno ha ovviamente la responsabilità della propria vita laddove ha la possibilità di prendere decisioni, come drogarsi o meno, uccidedere o meno. Ma certo non gli si può fare una colpa se il mondo lo ha odiato per il fatto stesso di esistere e porterà le ferite per il resto della sua vita, non si può fare altro che aver compassione e comprendere il perchè di detrminati percorsi, pur condannandoli.
        In questo caso anche la società e la famiglia dovrebbero interrogarsi e chiedersi se davvero ha senso infliggere questa tortura ad una parte di essa. L’omofobia va estirpata, esattamente come il razzismo.
        Nel caso di quest omicidio Marco Prato e l’altro senza dubbio sono resposanbili delle proprie azioni e credo non ci siano scusanti, è giustissimo rispondano delle proprie azioni.
        Detto questo , credo sia giusto che anche la famiglia e la società si interroghino su come sia stato possibile tutto ciò.
        Io credo che l’omofobia anche se indirettamente possa ver portato Marco Prato ad aver sviluppato una personalità tanto piscopatica, così come porta molta altra gente a sucidarsi, o semplicemnte a vivere anni di sofferenze prima di disintossicarsi dalla merda che la gente ti vomita addosso cominciando a credere in te stesso senza che nessuno te lo abbia insegnato perchè ripeto la mentalità diffusa è che i gay non solo no meritano amore, ma meritano botte e se si suicidano tanto meglio. Merda!
        L’omofobia si esprime anche solo con uno sguardo di disapprovazione quando a 5 anni ti mostri più femminile del figlio maschio degli amici di famiglia, o quando sei costretto a vivere nella paura che da un momento all’altro qualche psicopatico omofobo vedendoti per quello che sei ti possa pestare a sangue.
        Credo che la cosa possa essere evitata, battendosi contro l’omofobia. Gli stronzi ci saranno sempre, ma il giorno in cui saranno tutti assolutamente d’accordo che picchiare un gay perche è gay è da codannare senza se e senza ma e che avre un figlio gay possa e debba essere amato come chiunque, sarà il giorno in cui la società avrà il diritto di sentirsi a posto con la coscienza. Non cerco scuse, ma che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

        I ciccioni vengono presi per il culo, bullizzati, ma la situazione è completamente diversa.
        Nessuno dice che sia giusto emarginare i ciccioni, o che siano il cancro della società o che siano il diavolo in terra. In famiglia vengono sicuramente amati sia che siano ciccioni o che siano magri.
        È opinione diffusa chei gay invece non mertino amore.

    • lorenzo ha detto in risposta a Pier Paolo

      Pier Paolo, il malessere che provi dentro di te, e che il tuo scritto evidenzia, è causato dalle tue pratiche omosessuali e non da ciò che tu definisci omofobia.
      Ti sei mai chiesto perché, in una società che definisce omofobo chi la pensa come me, la cosa non mi crea alcun turbamento interiore?
      Chi ti indica la strada per uscire dal tuo malessere esistenziale lo fa perché ti vuole male o perché ti vuole bene? Poi tu sei libero di scegliere quale strada preferisci seguire.

      • Pier Paolo ha detto in risposta a lorenzo

        Perchè l’omofobia è la vera malattia.
        Porta genete razionale a sragionare, senza che se ne rendano conto. Porta gente compassionevole a non mostrare compassione. Porta gente che crede nell’amore ad odiare.

        L’odio è un virus, in qualsiasi forma.
        Non ho mai letto parole di compassione per gay picchiati da gente che considera l’omosessualità una malattia Mai. Non dalla chiesa, non dai praticanti.
        Io fossi in te mi chiederei come mai!!

  23. Pier Paolo ha detto

    Anche San Paolo alla fine si è arreso e si è convertito.
    Chissà che impariate veramante cosa significhi essere cristiani…e purtroppo per chi vuole esserlo e io non lo sono, si può solo prendere le distanze dalle istituzioni ecclesiastiche e pensare non solo con la propria testa, ma con il proprio cuore.
    Parlate di ideologia palrnado degli altri, e forse avete anche ragione, ma trascurate il fatto che la vostra è la madre di tutte le ideologie.
    Sostenere che l’omosessualità sia contronatura è quanto di più assurdo si possa sostenere, fosse così non esisterebbe e non ha bisogno di essere estirpata perquanto naturale perchè non porta alcun tipo di danno alla società, al contrario della pedofilia molto diffuda da prelati.
    Spesso si sostiene che sia contronatura perchè non esiete nel mondo animale, e che siamo noi esseri umani ad essere malati ea pervertirci. Peccatto che non sia altro che un arma della propaganda cattolica per spargere falsità.
    In realtà è stata documentata in migliaia di specie animali,ma chissà magari esiste in tutte le specie e semplicemnete non si è ancora avuto modo di osservarla.
    Poi si sostiene che accettare l’omosessualità porterebbe all’estinzione, come se tutti gli uomini in massa debbano o essere etero o omosessuali. In verità solo una piccola parte è omosessuale, ( che poi molti etero, in realtà siano bisessuali l’ho sempre pensato, ma anche nel caso in cui praticassero sesso omosessuale non si arriverebbe all’estinzione, semplicemnte vivrebbero in un mondo in cui la bisessualità e accettata e avrebber figli come bisessuali anziche da etero.
    Se l’omosessualità fosse proprio il modo in cui la natura decide di non esagerare con la riproduzione? è dimostrato che molti omosessuali nascono in famiglie numerose.
    Forse la natura nella sua complessità ha previsto un meccanismo per gestire la sovrapopolazione o forse un figlio che non ha figli è utile alla famiglia numerosa nel gestire la prole dei fratelli.
    Ad ogni modo qualsiasi sia la ragione per cui l’omosessualità esiste è certo sia naturale!

    • Panthom ha detto in risposta a Pier Paolo

      Questo commento potevi risparmiartelo Pier Paolo.
      1) Se non sei cristiano hai poco da augurare agli altri di imparare ad esserlo.
      2) L’omosessualità è contro natura perché è una contraddizione interna tra il corpo e la psiche. E’ contro la natura dell’uomo, non è certo una scelta e quindi non c’è nessuna colpa ad essere omosessuali ovviamente.
      3) Il fatto che l’omosessualità esiste in natura poco interessa, in natura esistono tantissime cose come gli stupri, animali che si mangiano tra loro e altre cose varie. Non per questo sono inclinazioni o comportamenti accettabili nell’uomo. E non per questo vanno chiamati “naturali”.
      4) Il problema dell’estinzione non è affatto il motivo per cui moralmente non si accetta l’atto omosessuale, è semplicemente uno degli esempi di come l’omosessualità sia contraria alla natura umana che è stata creata non certo per estinguersi, ma per generare. Non a caso siamo uomini e donne e la nostra struttura anatomica e fisiologica è creata e studiata per incontrare l’altro sesso e completarsi con esso.

      • Pier Paolo ha detto in risposta a Panthom

        1- Ho smesso d’essere cristiano quano mi era ormai chiaro che tra le parole di Gesù, che considero tuttora un punto di riferimento quando ho dubbi di tipo morale, e quello che la morale che la Chiesa porta avanti vi è un abisso. Così come vi è un abisso tra le parole dell’antico testamento e le parole di Gesù, che pur non cosiderandolo figlio di Dio, lo considero un profeta all latezza di Budda e forse molti altri che neanche conosco.
        Trovo molto più cristiani i luterani, propensi a riconoscere gli errori comessi quando ne commettono ( la chiesa con Galileo ci ha impiegato 500 annnia chiedere scusa) e ad abbracciare davvero gli ultimi per non lasciarli indietro.
        La morale cambia con il passare dei secoli e a volte ci si accorge che le cose dette anche da personalità illustri, erano fortemente influenzate dai tempi in cui vivevono. Ai tempi delle crociate uccidere era cosniderato normale anche dalla chiesa, con l’inquisizione la tortura era considerata normale dalal chiesa, i catari son stati sterminati dalla Chiesa… cose all epoca considerata normali, condannabili se ci si ispirasse alle parole di Gesù…( La chiesa lo ha mai fatto?!). Oggi sono considerate cose non più accetabili grazie allinfluenza delle forze progressiste che la schiesa stessa ha osteggiato. Per assurdo il laicismo ha portato anche la Chiesa a rendersi conto dei propri sbagli e per olti aspetti trasportando la società in un mondo molto più ispirato alle parole di Gesù pur rifiutando la religione come fonte d’ispirazione. Percè in fondo Gesù non ha mai detto altro che parole di buon senso…in un mondo in cui il buon senso era impossibile da trovare.
        Nn credo serva dirsi cristiani praticanti per riconoscere chi porta coerentemente vanti le parole di gesù.
        Al massimo potreste dirvi anticotestamentari, come anche i musulmani e gli ebrei 😉

        2- Senza offesa, ma a quanto pare nel parlare dell’omosessualità dovresti quanto meno prima informarti.
        Il mondo gay è vario, e non sempre essere omosessuali porta ad una contraddizione tra corpo e psiche. Questo credo fosse il caso dell’omicida, anche se non ho ben capito, ad ogni modo quando un uomo non si riconosce nel proprio corpo e si sente del sesso opposto.
        La stragrande maggioranza degli omosessuali vive benissimo nel proprio corpo, non vi è alcuna contraddizione tra corpo e mente, semplicemnte intende usare il suo corpo per far sesso con adulti consenzienti dello stesso sesso.
        A volte essere omosessuale viene vissuto con senso di colpa, ci son passato anche io. Non ha nulla a che fare con la contraddizione corpo e psiche, ma piuttosto il senso di colpa è causato dall’omofobia imperante nella società.
        Si sa d’essere qualcosa che pur non facendo male a nessuno, viene cosniderato la peggior cosa un essere umano possa fare. Ci vuole tempo per disintossicarsi da tutt la merda omofoba che la società e la famiglia ti vomitano addosso. Una volta fatto si vive la propria sessualità in pace con se stessi e da omosessuali distonici di diventa omosesuali sintonici. Non vi è alcuna malattia alla base dell#omosessualità.

        3- In natura esiste e non è da combattere perchè l’omosessualità non reca danno a nessuno. Gli istinti omocidi esistono in natura, ma son da caombattere perchè ledono le leibertà altrui. La pedofilia idem. L’omosessualità non reca danno tanto quanto non reca danno l’eterosessualità, la sola differenza è legata alla procreazione…ma ripeto forse è proprio per questo che l’omosessualità esiste, per non procreare.
        4- Ti ripeto che l’omosessualità è stat documentata in migliaia di specie animali, che si sono evolute per milioni di anni, o che a parer vostro son state create da Dio da non so quante migliaie di anni e che nonostante l’omosessualità non si sono mai estinte. Segno che la natura è perfettamente in grado di autoregolarsi, producendo individui etero in numero sufficiente affinchè non si estingua ed omosessauli per ragioni a noi oscure, ma come già detto, forse in parte, essendo documentato che molti omosesuali nascono in famiglie numerose, può essere un modo che la natura ha di limitare la popolazione, o di fornire un mezzo in più afficnhè la prole dei fratelli etero cresca meglio anche grazie all’aiuto di chi non avra figli e quindi avra tempo per aiutare la famiglia.

        Sta di fatto che l’innaturalezza dell’omosessualità è frutto di ideologia ( vecchia di migliaia di anni) …ha molto piu senso osservare imparziali le molteplici vie con cui la natura si esprime e assecondarla, se non nuoce a qualcuno, piuttosto che inventarsi una via obbligata e sostenere che sia la sola con cui la natura si possa esprimere. Perchè è la natura stessa a dirci cosa sia naturale e cosa no, noi diciamo cosa sia moralmente accetabile e l’omosessualità è decisamente accetabile non provocando alcun danno a nessuno.

        • lorenzo ha detto in risposta a Pier Paolo

          1- Un bel minestrone e il pranzo è servito…
          2- Ogni assassino seriale sa che la coscienza, dopo le prime volte, inizia a tacere: chi cerca di risvegliargliela non è ben accetto.
          3- Avvisare l’omosessuale che ha intrapreso una strada che conduce alla morte è combattere l’omosessualità?
          4- Come a dire che, per legge di natura, i pezzi difettosi non si debbano replicare.

    • lorenzo ha detto in risposta a Pier Paolo

      Ad ogni modo qualsiasi sia la ragione per cui i frutti velenosi esistono è certo siano naturali: chi se ne ciba ne paga le conseguenze.

  24. Anna ha detto

    Per questo la povera vittima, ovvero un profamily etero fidanzato con ragazza ma prostituto con maschi, ha poi deciso di parteciparvi?……

    • Ottavio ha detto in risposta a Anna

      Che Varani fosse etero mi sembra inverosimile dato che ha partecipato al festino, oltretutto bazzicava in quel mondo da tempo e aveva amicizie sospette. Che fosse contro il matrimonio omosessuale non vedo cosa c’entri, tanti omosessuali -anche attivisti- sono contrari. Anzi, fino a qualche decina di anni fa il matrimonio era fumo negli occhi per tutti i gay, Mario Mieli ha riservato parole terribili verso chi si sposava e aveva figli..

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