Il caso Dolce&Gabbana e l’immaturità della comunità Lgbt

Panorama«I nemici più pericolosi dei gay, spesso, sono i gay stessi. Non è la prima volta che si conferma questo assioma. Cari gay, è il momento di crescere», scriveva su “Il Fatto Quotidiano” il blogger Domenico Naso in occasione del famoso “caso Barilla”, quando la comunità Lgbt si scatenò nel boicottaggio del noto marchio italiano a causa delle dichiarazioni pro-famiglia del suo presidente.

Un autogol clamoroso, come mostrammo allora, che aprì gli occhi di molti sul fenomeno che abbiamo definito “omofascismo”, ovvero l’incredibile capacità delle associazioni gay di produrre altissimi livelli di odio contro chi osa esporre pubblicamente un’idea contraria alle loro convinzioni, sopratutto se si tratta di persone con una certa notorietà. Smascherati, dunque, molti ipocriti proclamatori della libertà di pensiero e del noto “Je suis Charlie”, come è stato spiegato. Ricordiamo, ad esempio, i tentativi di Arcigay di bloccare perfino lo svolgimento del Festival di Sanremo pur di impedire al cantante Povia di esibirsi con il brano “Luca era gay” (diventato poi un successo vincendo il Premio Mogol 2009, a proposito di azioni controproducenti).

In questi giorni è riaccaduto: gli stilisti omosessuali Dolce&Gabbana hanno rilasciato un’intervista a “Panorama”, parlando del loro ultimo progetto basato sulla famiglia: «La famiglia è un senso di appartenenza sovrannaturale», hanno spiegato. «Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Ma lei accetterebbe di essere figlia della chimica? Procreare deve essere un atto d’amore». Domenico Dolce aggiunge: «Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia».

Queste parole hanno incendiato il web, qualche militante Lgbt ha (giustamente) parlato di “decine di anni di battaglie gay bruciati in un attimo”. Molto peso lo ha avuto il commento del cantante gay Elton John: «Come vi permettete di dire che i miei meravigliosi figli sono ‘sintetici’? Dovete vergognarvi per aver puntato i loro ditini contro la fecondazione in vitro. Il vostro pensiero arcaico è fuori tempo: proprio come le vostre creazioni di moda», unendosi alla campagna di boicottaggio del marchio D&G. Peccato che il giorno dopo sia stato fotografato con una borsa proprio di Dolce&Gabbana, ipocritamente alla faccia della coerenza. Il cantante inglese rivendica il fantomatico diritto di acquistare gli uteri delle donne (meglio se povere) per produrre artificialmente i figli che la natura non permette di avere. Eppure, nel 2010 proprio lui si pentì –incapace di consolare il disperato pianto del bimbo-, di aver violentemente reso orfano di madre il bambino che aveva strappato dalle braccia di chi lo aveva partorito: «Sarà straziante per lui crescere e realizzare che non ha una mamma», disse in un attimo di lucidità.

Ad accodarsi al “fondamentalismo gay di Elton John”, come è stato definito, anche un pugno di alieni miliardari, come Sharon Stone, Ricky Martin, Victoria Beckham, la fidanzatina berlusconiana Francesca Pascale, la cantante Courtney Love (“voglio bruciare i loro vestiti”, ha detto) e altri vaghi quanto inutili personaggi mediatici.

A sostegno dei due stilisti, oltre tante persone normali, sopratutto lontane da questi dibattiti (basta leggere i commenti sui social network per verificarlo), anche profili di un certo peso come quello dell’omosessuale Enrico Oliari, presidente di GayLib, che ha scritto: «Gli stilisti Dolce&Gabbana sono stati gli unici, sia pure con parole forse troppo forti, a trovare il coraggio di dire no a un pensiero unico fuorviante e mistificatorio che una parte del movimento gay vorrebbe imporre a tutti gli omosessuali. Per questa ragione noi siamo assolutamente contrari alla campagna internazionale liberticida di boicottaggio della nota griffe e anzi, senza la necessità di condividere ogni parte del pensiero espresso dagli stilisti in materia ma in una ferma e convinta difesa del bene supremo e primario che è la libertà d’espressione, lanciamo un altro hashtag: #SiamoTuttiDolce&Gabbana e siamo pronti a consegnare ai due stilisti la tessera onoraria della nostra associazione».

Anche l’omosessuale e scrittore Aldo Busi è intervenuto (sul “Corriere della Sera”, che ha pubblicato anche un ottimo commento del sociologo Mauro Magatti) ammettendo di provare «un istintivo orrore per quegli uomini» che affittano «uteri di donne […]. Gli appagati e trionfanti papà, diciamo pure contronatura e contro ogni buonsenso, di questi bambini con una madre senza come possono essere poi tanto appagati? Come possono questi padri surrogati di madri surrogate guardare questi figli amatissimi e doppiamente idolatrati quali premi di una hybris vittoriosa senza provare ribrezzo per se stessi al pensiero di quella mammifera incosciente, dolente, abbandonata a se stessa che glieli ha forniti e si è tolta di mezzo, anzi, che è stata di fatto tolta di mezzo magari con un bonifico conclusivo a sigillo di una lettera di credito iniziale? Di un credito di sangue mai più esigibile, estinto – come l’utero che l’ha pompato per nove mesi come se pompasse la ruota sgonfia di una bicicletta non sua? Voi, cantanti, stilisti e ormai anche droghieri, prefetti e borghesi gay, sapete chi sono queste donne da voi degradate a bestie produttrici di placenta? Qualche dovuto passaggio nella maturazione sentimentale e civile bisogna proprio averlo saltato per essere dei padri e degli educatori felici sulla pelle di madri alienate, lontane, allontanate, vive e morte a sé: vive in vitro». Molto più sintetico l’intervento dell’omosessuale Cristiano Malgioglio: «Credo che la presenza femminile sia fondamentale per la buona crescita di un bambino. Io ho adottato tre figli a distanza e sono felice così. E comunque se penso a una famiglia, resto fedele al modello tradizionale, formato da un uomo e da una donna”».

In difesa di D&G anche sei persone cresciute con genitori gay o lesbiche, che hanno sperimentato sulla loro pelle il disagio del crescere in questo modo. Nella loro lettera si legge: «Vogliamo ringraziarvi per aver dato voce a quanto abbiamo appreso dall’esperienza: ogni essere umano ha una mamma e un papà ed eliminare uno dei due dalla vita di un bambino significa privarlo della dignità, dell’umanità e dell’uguaglianza. Se tornerete indietro e vi scuserete per quanto avete detto, renderete ancora più vulnerabili e discreditati i bambini che vivono nelle case gay. Per il nostro bene, così come per quello di tutti i bambini italiani, è importante che non vi scusiate né che vi arrendiate».

Sembra comunque che non ci sia questo rischio, Dolce e Gabbana non sono certo il “cedevole” Guido Barilla. Anzi, hanno rincarato la dose: «Non me l’aspettavo da una persona che ritenevo — sottolineo: ritenevo — intelligente come Elton John. Ma come? Predichi comprensione, predichi tolleranza, e poi aggredisci? Tutto perché qualcun altro la pensa in modo diverso da te? E’ un modo autoritario di vedere le cose: se sei d’accordo con me bene, altrimenti ti attacco. E glielo ho scritto, nei commenti di Instagram: fascista. Vedo che ci sono, specialmente in Rete, anche i gay omofobi: quelli che offendono altri gay che esprimono idee diverse». Sorridendo hanno anche ridicolizzato la campagna di boicottaggio: ««Forse perderemo qualche fan di Elton John, forse guadagneremo qualche mamma, chi lo sa…». Questo ironico realismo è qualcosa di magico.

CitizenGo ha lanciato con grande successo una petizione on-line, che in poche ore ha già raggiunto le 40mila firme, così come l’hastag: #SupportDolceGabbana«Quando si tocca il mondo gay si alzano sipari su nervi scoperti, sollevando reazioni spropositate», è stato invece il commento di “Panorama”, rivista su cui è partito il tutto.

Se purtroppo esiste il pregiudizio che il mondo gay sia un universo di immaturità, bisogna riconoscere che i militanti Lgbt sono bravissimi ogni volta a diffonderlo e confermarlo. Torniamo così alla citazione iniziale comparsa sul “Fatto Quotidiano”: «I nemici più pericolosi dei gay, spesso, sono i gay stessi. E’ il momento di crescere».

La redazione

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40 commenti a Il caso Dolce&Gabbana e l’immaturità della comunità Lgbt

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  1. NOOOOOOOOOOOOO !!!!
    Non posso essere d’accordo con un intero paragrafo scritto da Aldo Busi, NOOOOOOOOOOOO!!!! :):)

    A parte gli scherzi, ottimo intervento.

    • Francesca ha detto in risposta a Alèudin - preghierecorte

      Anch’io mi sono preoccupata parecchio (sul paragrafo di Aldo Busi).
      Ma non è che ….magari… è stato travisato, censurato, modificato, sofisticato ?!?
      😀
      No perché nemmeno io riesco a rassegnarmi, eppure…niente…lo dovrò fare…concordo con lui.
      Gulp!

  2. Francesco ha detto

    Prima della loro dichiarazione credevo che D&G fossero una coppia di ricconi snob, ora li ho rivalutati. Spero non ritrattino mai ciò che pensano #SiamoTuttiDolce&Gabbana

  3. Max ha detto

    Questa battuta di Giuliano Guzzo, riguardo delle critiche di Elton John, e’ semplice ma credo giusta:

    “Forse sarebbe il caso che i paladini dei cosiddetti “nuovi diritti” si decidessero a chiedere una volta per tutte la dittatura, ad istituire tribunali speciali, a rispolverare la ghigliottina: almeno sarebbero coerenti.”

  4. riccardo ha detto

    Comprensibile la reazione di Elton John, vorrei vedere voi se qualcuno definisse i vostri pargoli “figli di p****”. Perché è quello che hanno fatto, con un giro di parole, D&G.

    In futuro sarebbe raccomandabile ai due stilisti una maggiore accortezza nell’esprimeresi…a meno che non si voglia creare una polemica ad arte, certo.

    • AndreaII ha detto in risposta a riccardo

      D & G hanno solo detto la verita’.

      E si sa, spesso la verita’ offende (sopratutto quelli con la coscienza sporca)

    • Li ha detto in risposta a riccardo

      E cosa sono i bambini la cui madre è stata pagata per il suo corpo? Mi spiace per loro, ma la verità è quella.

      Elton John l’ho già svalutato: tempo addietro ebbe da dire con David Bowie, che inneggiava gaiezza ma aveva sposato una donna e aveva una famiglia tradzionale. Lo riteneva ambiguo, ma anche Bowie è potente, ed Elton si sarà rosicchiato le unghie dalla rabbia.

      D&G sembra abbiano fatto la mossa giusta. Stiamo a vedere. Ho letto l’intervista e pare proprio che sia come dicono, anche se si riferiscono alla famiglia per crescere un bambino, non alla loro situazione di coppia.

      Un discreto smacco per il mondo lgbt, che ancora una volta rivela che i colori arcobaleno sono in realtà frutto di un rave party.

      • Li ha detto in risposta a Li

        Sharon Stone…non mi ha mai detto granchè, ed ora si scopre il perchè.
        Courtney Love…che aspettarsi dalla moglie di Kurt Cobain?

        Gaistapo?! Oh Beppino, questa mi mancava! 😀

        La diversità loro se la cercano. C’è una certa differenza tra una coppia di gay ed un down o un cerebroleso, con i segni evidenti della malattia sul volto. Non sono malati i gay? Allora non sono diversi. Non hanno niente di diverso, se non le solite idee politiche sinistroidi.

        Un gay handicappato, quello sì è diverso, e non certo perchè è gay.

    • lorenzo ha detto in risposta a riccardo

      Come chiameresti una madre che vende il proprio figlio?

      • Mari ha detto in risposta a lorenzo

        Disperata… e approfittarsi della disperazione di un’altra persona è secondo me l’atto più codardo e meschino che si possa commettere

        • Dario* ha detto in risposta a Mari

          La disperazione non è sufficiente, io non posso neanche lontanamente concepire l’idea di condannare un mio eventuale figlio ad una vita di merda per soldi (o per qualsiasi altro motivo), e sono un uomo (il legame tra un bimbo e sua madre, checché se ne dica, è più profondo di quello col padre), preferirei morire 1000 volte e non solo come modo di dire

        • lorenzo ha detto in risposta a Mari

          C’è chi il figlio lo fa per gioco, chi li fa per passione, Elton John né l’uno né l’altro: lui il figlio lo compra da un pappone…

        • Li ha detto in risposta a Mari

          approfittarsi della disperazione di un’altra persona è secondo me l’atto più codardo e meschino che si possa commettere

          Vedi di ricordare queste parole a tutte le persone etero e non che vogliono un utero in affitto, mi raccomando.

          Riguardo la disperazione…mi spiace, ma dipende da come reagisce una persona: una volta lessi di un ragazzino che si era suicidato perchè bocciato. Se la disperazione valesse per tutti allora neanch’io sarei qui a parlare con voi.

          La disperazione poi è per chi fede non ne ha o l’ha debole. La disperazione porta una madre che ha perso un figlio ad agire in un modo, la fede in un altro.

          La disperazione è per chi non ha più speranza alcuna, e i soldi che una donna ricava dal vendere il suo corpo sono momentanei, la perdita del figlio è eterna.

    • Jack ha detto in risposta a riccardo

      Hanno detto “figli della chimica”…è semplicemente la descrizione tecnica di come vengono prodotti i bambini per le coppie omosessuali.

      • Li ha detto in risposta a Jack

        Prodotti. Dio mio che brutto termine da applicarsi agli umani. Poi gli animalisti si lamentano degli esperimenti sugli animali per la medicina, ma fanno la fila per avere un “figio di plastica”.

    • Riccardo ha detto in risposta a riccardo

      Che il fenomeno degli uteri in affitto sia una forma di prostituzione, mi sembra innegabile, e anche qui abbiamo i ricchi clienti e le donne sfruttate, con in più un terzo soggetto, il bambino, ridotto a semplice merce di scambio.

      • lorenzo ha detto in risposta a Riccardo

        Non vorrei essere nei panni del pappone che si è comprato l’utero quando il figlio cercherà la propria madre.

    • andrea g ha detto in risposta a riccardo

      In realtà non hanno offeso i “figli” di Elton John, ma semplicemente
      ricordato quella che dovrebbe essere un’ovvietà.
      Al massimo hanno “offeso” le pretese dei gay di essere “genitori”:
      tutto quì-

      In futuro è raccomandabile che i due stilisti abbiano il coraggio
      di mantenere questa logica riflessione, che fà loro onore.

  5. beppino ha detto

    La gaistapo colpisce ancora; é proprio vero.. vorrebbero essere adulti benvoluti, ben visti e soprattutto accettati ma non sprecano occasione per rinfocolare il calore della diversità presuntivamente abbandonata spenta fuori dalla porta. Al resto del mondo non resterebbe che scottarsi ovvero scostarsi.

    Far crescere un bambino vuol dire “dare tanto amore” ma anche prendere atto che “ci si deve trovare” nella posizione di accettare/adeguarsi alle sue esigenze; i mercenari della vita vedono solo amore per loro stessi perché trasferire amore ad un altro essere senza che sussistano le necessarie condizioni é solo uno spregevole atto di unilaterale egoismo.

    Teniamo a memoria i vari Stone, Martin, Beckham, Courtney, John ed i relativi epigoni nostrani; al momento opportuno la cultura della mercificazione della vita dovrà essere “a loro” ricordata per evidenziare che non sempre i soldi riescono a fare la differenza.

  6. Umberto P. ha detto

    Scelgo Aldo Busi per l’eloquenza e la chiarezza. Quando si vuole imporre un pensiero unico, provo un gusto particolare a mettermi di traverso.

  7. FREEZER75 ha detto

    Avevo sentito la notizia di D&G e ne ero rimasto positivamente sorpreso
    Come pure mi ha sorpreso positivamente col suo intervento Aldo Busi

    Ormai è un dato di fatto che gli esponenti Lgbt siano una vera e propria Lobby, anzi, coi termini usati da Elton e&Co direi che vorrebbero la loro bella “dittatura”

  8. Marco S. ha detto

    Ringrazio tutte quelle persone omosessuali che hanno voluto testimoniare con coraggio quella che ritengono essere una verita’ evidente ed indiscutibile, certamente ben consapevoli dei rischi che questo oggi comporta, per chi non si lascia trascinare dalla corrente.
    Conoscevamo queste persone per l’importante contributo culturale che avevano saputo dare alla comunita’ nazionale, ci fa piacere trovarle pronte anche per un contributo morale.

    • Li ha detto in risposta a Marco S.

      Ringrazio tutte quelle persone come Elton John e compagnia bella che non perdono occasione per testimoniare la vuotezza del gaismo estremo (quello dittatoriale) rendendosi ridicoli e aprono gli occhi alla gente sulla verità (che non è loro).

  9. Francesco ha detto

    Siamo favorevoli alle adozioni di bambini da parte di coppie gay,basta che non siano i nostri figli,ma i figli degli altri!!Bello fare i fenomeni col culo degli altri!Vi voglio bene,ma questi livelli di ipocrisia non li reggo!!

  10. Francesca ha detto

    Omofascismo. Testimonianza personale.
    Con una delicatezza che, modestamente, qua su uccr vi sognate 😛 sono intervenuta in un forum di sponda lgbt. Discussione intensa ma veramente niente rispetto a certe discussioni che fate qua. Risultato: ad un certo punto mi comunicano che tolgono l’intero thread dal forum perché risulta “offensivo” verso la comunità lgbt e verso persone gay che potrebbero rimanere turbate, offese, eccetera (in vari comunicati dei moderatori si citavano anche potenziali suicidi) dall’esposizione della posizione cattolica. Esposizione, ripeto, fatta con diverse cautele (insomma sapevo dove stavo).
    Ok. Recidiva, dopo qualche tempo apro altro topic, diverso dal primo ma ad un certo punto nomino di nuovo in qualche modo l’importanza che potrebbe avere per alcuni omosessuali conoscere anche la tesi cattolica, visto che alcuni di loro hanno finalmente trovato la serenità in quella (e dato che i moderatori mi agitavano di continuo questo pericolo che i gay fossero tutti lì lì per suicidarsi, causa cattolicesimo imperante – e io avevo fatto notare che loro stavano trattando i gay come squilibrati mentali. Mentre io li trattavo da persone normalissime con le quali si può parlare di tutto.).
    Risultato: mi chiudono immediatamente il topic.
    La cosa divertente è….che non si trattava nemmeno di un forum di omosessuali (ce n’era giusto qualcuno), ma comunque era un gruppo che sposava l’ideologia del gender e le istanze lgbt.
    Mah.

    • Katy ha detto in risposta a Francesca

      Arriverà il giorno che dire “io non sono omosessuale” sarà recepito come dichiarazione omofoba e causa di potenziali suicidi. Continuano ad urlare “al lupo al lupo” e intanto non ci crede più nessuno, si è vista la fine che ha fatto il ddl Scalfarotto nell’indifferenza generale…dicevano che era un’emergenza, addirittura!

      • Li ha detto in risposta a Katy

        Alòlora me ne fregherò e ribadirò “io sono asessuale”. Stara a loro capire se etero, gay o bi.

        @Francesca: grazie per la tua testimonianza sull’omofascismo. Siamo a livelli di guardia.

        • Francesca ha detto in risposta a Li

          Li….preparati a ridere. Mi trovavo proprio in un forum di asessuali che ho conosciuto sulle vie del web e dai quali ho appreso che io mi devo chiamare “sessuale”. Ed erano presenti in quel forum alcuni (pochi) asex-omo.

  11. Meister Eckhart ha detto

    Complimenti sinceri ai signori Dolce e Gabbana, che non è la prima volta che dimostrano di essere persone intelligenti e coraggiose. Detto per inciso, le frasi dello scandalo appartengono a Domenico Dolce.

    Disgraziatamente per la “comunità” LGBT (ma vivono davvero tutti insieme in una grande comune?), alla realtà dei fatti supportata dalla ragionevolezza non è possibile replicare con fatti opposti di eguale valore. Per sovvertire la verità, che poi in questo caso non è altro che semplice buon senso, esiste solo la strada della violenza. Quella verbale ormai è appannaggio da tempo di questa cosiddetta comunità, quella fisica non mi pare lontana.

    Da quell’intervista vorrei riportare anche un’altra risposta, tanto triste quanto vera, sempre di Dolce:

    Avete molti nipoti: come percepite il loro mondo?
    D. Solitario, confuso sessualmente, troppo libero per dare felicità. Non si vive di cool, fashion e app per vedere con chi fare sesso ogni sera. Questa generazione ha paura di investire sugli affetti, ma trovarsi da soli davanti a un televisore al plasma non è tanto allegro.

  12. Dario* ha detto

    Una piccola riflessione sull’intervista che ha scatenato il putiferio (per chi volesse leggerla la trova qui). Alla domanda “Avreste voluto essere padri?” le risposte dei due sono estremamente divergenti:
    Gabbana: “Sì, io un figlio lo farei subito.”
    Dolce: “Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia.”

    Innanzitutto è bene notare come a favore della famiglia naturale sia solo Domenico Dolce, come faceva ben notare Meister Eckhart, quindi ad essere precisi il merito andrebbe solo a lui e non alla coppia. In seconda battuta è evidentissimo quello che cercavo di spiegare ad alcuni utenti poco elastici mentalmente (troll?) in un articolo precedente e cioè che con un amore di questo tipo (nei rari casi in cui di amore si possa parlare) è preclusa la pienezza dell’amore stesso, infatti è palese come ad entrambi manchi di poter realizzare il proprio desiderio di paternità.
    Insomma, dialetticamente non si può dimostrare niente (anche perché l’esistenza non è un costrutto mentale), ma la realtà mostra chiaramente quanto sostenevo.

  13. Il cavaliere oscuro ha detto

    “Il vostro pensiero arcaico è fuori dal tempo, come la vostra moda. Non indosserò più abiti di Dolce & Gabbana”: quindi, prima Elton John vestiva da arcaico e non se n’era accorto?!? Smettila Elton! Sei capriccioso come un bambino!!!

  14. Luca ha detto

    Ma non vi fate schfo per l’odio che disseminate. Lo sapete che questo sito verrà archiviato e presentato nella storia come l’emblema di dell’odio e della disinformazione in nome di un ideale fascista che rivive a 50 anni dalla caduta del nazismo?
    E sono etero, figuriamoci quanto state offendendo i gay (gente per bene, non criminali come voi)

  15. Luca ha detto

    FINIRETE ALL’INFERNO, LURIDI IPOCRITI
    DIO HA SCACCIATO I MERCANTI DAL TEMPIO E SCVATENERA’ LA SUA IRA SUI SERVITORI MALVAGI QUALI VOI SIETE. STATE UCCIDENDO I GAY IN NIME DEL VOSTRO EGO, SIETE ASSASSINI,. LURIDI E SCHIFOSI.

    • Dario* ha detto in risposta a Luca

      Quindi noi disseminiamo odio? E come lo definisci ciò che fai tu con questo post dissennato e delirante?
      Nessun ha scritto che i gay debbano morire né che siano destinati per forza all’inferno, se c’è uno che giudica qui sei proprio tu. Oltre a ciò non mi pare che nessuno abbia offeso i gay mentre tu offendi noi, fatti un bell’esame di coscienza 😉

    • Dario* ha detto in risposta a Luca

      P.S. per puro caso mi sono appena imbattuto in questo articolo, che si commenta da solo:
      http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/03/20/politica/mai-piu-un-soldo-pubblico-a-questi-blasfemi-e-fuori-dalle-scuole
      a questo cosa rispondi?

    • lorenzo ha detto in risposta a Luca

      Scrive San Paolo nella lettera ai romani:
      “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.
      (E POI NOMINA ESPRESSAMENTE QUELLI CHE LA PENSANO COME TE): E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

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