Dopo aver distrutto la famiglia ora l’Europa vuole più bambini

InvecchiamentoE’ sorprendente leggere un articolo di qualche settimana fa pubblicato sul New York Times nel quale si spiega che la “Sex and Society”, un gruppo no-profit che si occupa dell’educazione sessuale in Danimarca, intende cambiare i suoi programmi dando più spazio «ai metodi per rimanere incinta, parlando della gravidanza in una luce più positiva». «”Per molti, molti anni, abbiamo parlato solo di sesso sicuro, di come prevenire la gravidanza”, ha detto Marianne Lomholt, direttore nazionale di Sex and Society. “Improvvisamente abbiamo pensato che forse dovremmo in realtà spiegare anche come si rimane incinta”».

Questo improvviso incremento del quoziente intellettivo del direttore di Sex and Society rivela in realtà una scomoda verità: effettivamente dagli anni ’60 in poi la gravidanza è stata pesantemente osteggiata dall’ideologia femminista e dal mondo mediatico sempre più secolarizzato, così come la stessa maternità. La diffusione e la regolamentazione delle pratiche abortive è una diretta conseguenza (le leggi che hanno regolamentato l’aborto sono tutte immediatamente successive alla fine degli anni ’60) di questa intolleranza verso la figura materna che impedirebbe alla donna la sua libertà, la sua autonomia. Oggi esistono addirittura gruppi di orgogliosi child-free (adulti senza bambini), ai quali vengono riservati voli in aeroplano e cene al ristorante. Parallelamente tutta la famiglia è finita sotto attacco tramite le leggi sul divorzio (anch’esse tra gli anni 60 e gli anni 70), il matrimonio ha sempre più perso di stabilità e di valore e nel tempo è stato quasi completamente sostituito dalle diverse forme di convivenza.

Gli uomini hanno iniziato ad avere paura e a fuggire dalle responsabilità, responsabilità verso i figli, verso il proprio partner e verso la definitività del matrimonio. Qual è stata l’immediata conseguenza? Il crollo demografico che ha portato alla crisi economica, come prosegue l’articolo sul principale quotidiano americano: «La Danimarca, come diversi paesi europei, sta soffrendo per la bassa natalità. Ci sono 28 europei di 65 anni o più per ogni 100 residenti di età 20-64, quasi il doppio della media mondiale. Entro la fine del secolo, le Nazioni Unite si aspettano che il dato europeo di raddoppi» In Danimarca, in particolare, «il tasso di natalità è al di sotto del cosiddetto tasso di sostituzione, necessario per far evitare il declino ad una popolazione. Tali tendenze trasformano le società, riducendo potenzialmente la crescita economica e aumentando lo stress sui sistemi pensionistici pubblici che richiedono cure per i più anziani. Il Giappone affronta già questa situazione a causa delle vendite di pannolini per anziani che stanno surclassando quelle per i pannolini dei bambini».

I bambini portano sulle spalle anche altre conseguenze, come ha spiegato l’economista Nicholas Eberstadt sul Wall Street Journal: «L’impatto deleterio sui bambini dalla caduta della famiglia è chiaro. Così anche il ruolo dannoso del divorzio e della loro crescita con genitori al fuori dal matrimonio, aggravando disparità di reddito e di ricchezza».

Qualcosa è andato evidentemente storto nel nostro progetto laico e secolarizzato, per anni abbiamo voluto massacrare la famiglia pensando che l’autoaffermazione di noi stessi, la ricerca dell’autonomia assoluta e la mancanza dell’onere e degli obblighi della responsabilità ci potesse rendere finalmente felici. In realtà abbiamo soltanto reso i rapporti personali più fragili e corrotti, ci siamo ritrovati individualisti ed egoisti e abbiamo trasformato l’Occidente in un vecchio, depresso e stanco arnese sull’orlo del declino e pronto per essere colonizzato. Qualcuno comincia ad accorgersene anche, se purtroppo, sembra essere troppo tardi.

 

Avviso importante:

Ricordiamo che domani, sabato 23 maggio 2015, in 100 piazze d’Italia tornano a manifestare silenziosamente e rispettosamente le Sentinelle in Piedi. Nel loro sito web si possono trovare indicazioni precise per chi volesse partecipare, qui sotto il video di invito alla veglia di domani.

La redazione

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