Francesco come Dobzhansky: «l’evoluzione è la creazione di Dio»

FrancescoLe recenti parole di Papa Francesco alla Sessione Plenaria della Pontifica Accademia delle Scienze hanno prevedibilmente scosso gli animi del laicismo conservatore. Parlando di Benedetto XVI, il Pontefice ha spiegato che «certo di lui non si potrà mai dire che lo studio e la scienza abbiano inaridito la sua persona e il suo amore nei confronti di Dio e del prossimo, ma al contrario, che la scienza, la saggezza e la preghiera hanno dilatato il suo cuore e il suo spirito».

Bellissima, inoltre, la riflessione di Francesco sull’evoluzione biologica: «Quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose. Ma non è così. Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato l’autonomia agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà. E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l’essere a tutti gli enti. L’inizio del mondo non è opera del caos che deve a un altro la sua origine, ma deriva direttamente da un Principio supremo che crea per amore. Il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono. Per quanto riguarda l’uomo, invece, vi è un cambiamento e una novità. Quando, al sesto giorno del racconto della Genesi, arriva la creazione dell’uomo, Dio dà all’essere umano un’altra autonomia, un’autonomia diversa da quella della natura, che è la libertà.».

Subito è scattata la reazione dell’altare laicista italiano, il quotidiano “Repubblica, che ha titolato: “Il Papa: “Il big bang non contraddice il creazionismo. Il quotidiano del finto amico di Papa Bergoglio, Eugenio Scalfari, ha scelto di mettere in bocca al Papa il termine “creazionismo”, ovvero l’ideologia (“-ismo”) sostenuta dal mondo protestante sulla lettura letterale della Bibbia, che contrasta apertamente l’evoluzione. Peccato che quello di Francesco sia stato un inno all’evoluzione biologica, con il quale ha voluto mostrare come essa non contraddica affatto la visione teologica cattolica della Creazione.

Il secondo atto della rapida “risposta” di “Repubblica” è stata quella di intervistare un “piccolo Odifreddi”, il fisico Carlo Rovelli il quale ha sostenuto che «è un grave errore dire che il Big Bang esige l’intervento di un creatore divino». Il fisico italiano, nella foga di definirsi “serenamente ateo” e affermare che “tutti gli scienziati sono atei”, ha interpretato il discorso di Papa Francesco come una dichiarazione scientifica. Ed invece era uno sguardo filosofico su un dato scientifico, esattamente come quando Rovelli parla della «meraviglia di molto ordine che nasce dalle infinite combinazioni delle cose. Il credente chiama questa emozione Dio. Io la chiamo emozione». Come quella di Francesco, la sua è una legittima riflessione filosofica sull’universo, seppur rivelante una volontà di fermarsi “all’emozione” senza avere il coraggio di andare oltre ad essa, come invece fece il suo “collega” Albert Einstein: «Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio» (A. Einstein, citato in Isaacson, “Einstein: His Life and Universe”, Simon e Schuster, pag. 27).

D’altra parte è legittima qualunque riflessione filosofica, anche perché -come ha scritto il premio Nobel per la fisica Leon Max Lederman-, «non sappiamo nulla dell’universo fino a quando ha raggiunto l’età matura ad un miliardo di miliardesimo di secondo. Cioè, poco tempo dopo la creazione nel Big Bang. Quando leggete o sentite qualcosa sulla nascita dell’universo, siamo nel regno della filosofia. Solo Dio sa cosa è successo all’inizio» (L.M. Lederman, “The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question”, Mariner Books 2006).

Tuttavia Rovelli ha per lo meno capito che il Papa «ha parlato in polemica con chi legge la Bibbia in maniera letterale. In America la metà dei credenti ritiene che non ci sia stata l’evoluzione della specie e in alcune scuole hanno cancellato Darwin dai programmi. Credo che si stia rivolgendo a questi cristiani dicendo loro che la Chiesa cattolica non è d’accordo». Cosa che non ha afferrato l’opinionista Michele Serra il quale, senza nemmeno leggere il discorso del Pontefice (probabilmente si è fermato al solo titolo di “Repubblica”), lo ha accusato di sostenere l’opposto di quanto ha detto, dipingendolo come un creazionista americano che usa la Bibbia come un testo scientifico. Questo dimostra ancora una volta l’incompetenza dei vecchi giornalisti italiani (che ben presto, fortunatamente, saranno mandati a casa grazie alla diffusione di Internet).

Lo stesso errore di Rovelli, ovvero confondere il discorso del Pontefice come un trattato scientifico, quando invece si tratta di conclusioni filosofiche, lo ha commesso anche il pensionato torinese Piergiorgio Odifreddi. Lo avevamo lasciato quando affermava che le “camere a gas sono un’opinione”, difendendolo (gli unici a farlo) dalle accuse di antisemitismo e spiegando la sua gaffe con la sua semplicemente nota e proverbiale ignoranza. E’ oggi tornato alla guerra al cattolicesimo scrivendo: «Francesco continua a credere, sessant’anni dopo Pio XII, che il Big Bang sia un evento nel tempo, che permette di domandare cosa c’era prima di quell’evento». Confusioni dei piani, come abbiamo già sottolineato, tanto che lo ha ricordato Enzo Pennetta- già Sant’Agostino affermava che la creazione non è un evento nel tempo: «Se dicono (i neoplatonici) che sono vuoti i pensieri degli uomini che immaginano spazi infiniti, non essendoci spazio alcuno fuori del mondo, altrettanto si deve loro rispondere che sono vuoti i pensieri degli uomini i quali pensano a tempi passati quando Dio non aveva creato, non essendoci alcun tempo prima del mondo» (De civ. Dei 11, 3). Tanto che il celebre fisico inglese Paul Davies ha affermato: «La teoria del Big Bang descrive come l’universo si è originato dal nulla -proprio dal nulla, nemmeno lo spazio e tempo- in pieno accordo con le leggi della fisica. Sant’Agostino avrebbe capito perfettamente» (citato in Bersanelli e Gargantini, “Solo lo stupore conosce”, Rizzoli 2003).

Tuttavia Odifreddi ha accusato Francesco «di arrampicarsi sugli specchi per conciliare Dio e la scienza a proposito della creazione dell’universo e dell’uomo». Non è dello stesso parere il premio Nobel per la fisica Arno Penzias, il quale scoprì la radiazione di fondo cosmica (una delle più forti prove a favore del Big Bang), dicendo: «I migliori dati in nostro possesso sono esattamente quelli che avrei potuto predire se non avessi avuto altro su cui fondarmi che il Pentateuco, i Salmi, la Bibbia nel suo complesso». Questo a proposito di “conciliazione”.

La riflessione di Papa Francesco ha scatenato il laicismo conservatore perché ha avuto il pregio di scardinare decenni di attacchi laicisti alla religione in nome della scienza e dell’evoluzione. Francesco, invece, ha spiegato che un vero sguardo sulla scienza non contraddice affatto la fede cattolica, anzi, può arrivare a sostenerla. La sua affermazione somiglia notevolmente a quella del celebre genetista cristiano Theodosius Dobzhansky, noto universalmente per essere l’autore della cosiddetta “Sintesi moderna”, ovvero la revisione moderna del darwinismo integrata alla moderna genetica, detta anche “neodarwinismo”: «La diversità degli organismi», ha scritto, «diviene, comunque, ragionevole e comprensibile se il Creatore ha creato il mondo vivente non per capriccio, ma attraverso l’evoluzione spinta dalla selezione naturale. E’ sbagliato ritenere creazione ed evoluzione come alternative che si escludono a vicenda. Io sono un creazionista e un evoluzionista. Evoluzione è il modo con cui Dio o la Natura creano» (T. Dobzhansky, “Nothing in Biology Makes Sense except in the Light of Evolution”, “The American Biology Teacher”, 35 (3), 1973, pp. 125-129).

La redazione

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39 commenti a Francesco come Dobzhansky: «l’evoluzione è la creazione di Dio»

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  1. Max ha detto

    Papa Pio XII inizialmente disse che il modello di George Lemaitre, l’esplosione dell’Atomo Primordiale (come si chiamava il Big Bang allora), era una “prova scientifica” della Genesi. Lemaitre chiese a Pio XII di non seguire questo approccio – il Big Bang era una teoria scientifica, non metafisica, e poteva anche rivelarsi sbagliata. Pio XII, che era una persona intelligente, ascolto’ Lemaitre e non parlo’ piu’ di Big Bang come la Genesi. Vorrei che si facesse attenzione e non si ripetesse lo stesso errore.

    Qualunque modello cosmologico si rivelerà scientificamente corretto, Big Bang, Universo eterno, od altro, le argomentazioni di Aristotele e Tommaso D’Aquino sulla “Prima Causa” rimarranno applicabili.

    Dice il metafisico scolastico E. Faser:

    *The universe, however physics and scientific cosmology end up describing it — even if it turned out to be a universe without a temporal beginning, even if it is a four-dimensional block universe, even if Hawking’s closed universe model turned out to be correct, even if we should really think in terms of a multiverse rather than a single universe — will, the Aristotelian argues, necessarily exhibit just these features (potentialities needing actualization, composition, contingency, etc.). And thus it will, as a matter of metaphysical necessity, require a cause outside it*.
    And only that which is pure actuality devoid of potentiality, only what is utterly simple or non-composite, only something whose essence or nature just is existence itself, only what is therefore in no way contingent but utterly necessary — only that, the classical theist maintains, could in principle be the ultimate terminus of explanation, whatever the specific scientific details turn out to be.”

    • Dario ha detto in risposta a Max

      La penso esattamente come te.
      Non si può dare credito ad una Teoria non dimostrata che oltretutto viene usata dall’ambiente ateo per “dimostrare” la non necessità di Dio.
      Se iniziamo a dargli credito non faremo altro che aumentare il numero di coloro che abbandonano la fede. Ma poi…? Cosa significa che Dio non ha la bacchetta magica? Forse che Colui che ha creato il Tutto dal nulla non poteva creare l’uomo dal nulla? Colui che ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza avrebbe lasciato dopo il big bang che delle particelle di quantum si evolvessero in miliardi di anni fino a diventare cellule, poi scimmie e poi uomini? Papa Francesco, ti voglio bene, ma attento alle dichiarazioni che fai.

      • No_name ha detto in risposta a Dario

        Per evitare che le persone abbandonino la fede allora bisognerebbe proibire i libri di cosmologia perchè quello che succede è che quando una persona si affaccia su questa finestra sconfinata che è la conoscenza dell’universo, diventa molto inverosimile il racconto di un essere creatore che avrebbe centrato tutti il suo interesse nel rivelarsi a solo una parte della popolazione di un piccolissimo pianeta sperduto nella periferia di una galassia tra tante altre milioni di miliardi di galassie.

        • Jack ha detto in risposta a No_name

          Eh si, infatti tutti i cosmologi appena si laureano diventano atei 😉
          Il primo a diventarlo è stato il sacerdote cattolico George Lemaitre!

          “La conoscenza rende atei”…parola di No_name. Beato te!

          • No_name ha detto in risposta a Jack

            Non tutti, ma la maggior parte sicuramente si.

            • Dario* ha detto in risposta a No_name

              Se è il rigore scientifico che metti alla base del tuo credo dovresti essere in grado di dimostrare questa tua affermazione assolutamente priva di fondamento perché, messa lì così, è proprio campata in aria

            • Matteo ha detto in risposta a No_name

              Buona parte degli atei che conosco lo sono diventati a 14-15 anni, età in cui loro leggevano la gazzetta dello sport e io i libri di Hawking (il quale, nei primi libri, diceva che si può studiare il Big Bang senza badare a Dio perché essendo fuori del tempo poteva aver creato il mondo senza partire dall’inizio. Puoi leggere un romanzo senza conoscere lo scrittore, che pur esiste).
              Quindi al massimo gli atei supportano la cosmologia perché pensano sia atea, non il contrario.
              Esempio: tu parli di “popolazione di un piccolissimo pianeta sperduto nella periferia di una galassia tra tante altre milioni di miliardi di galassie”. I cosmologi stanno cercando trovare nuove leggi fisiche proprio perché quello che dici non è vero, formulando ipotesi come “multiversi” e “multiversi di multiversi”. Come ha detto un cosmologo “l’universo è il più piccolo secchio in cui l’umanità poteva mettere la testa”.
              Quindi: gli atei dicono che la cosmologia gli da ragione senza conoscerla, come certi credenti dicono che la Bibbia gli da ragione senza leggerla.
              Invece di postare commenti qui, comprati un libro di cosmologia e fatti una cultura, prima che gli altri atei proibiscano i libri per evitare che le persone diventino credenti (sai, non sarebbe la prima volta che succede).

            • gladio ha detto in risposta a No_name

              Ehm… No_name, prima di sproloquiare su argomenti che temo tu manco sappia dove stiano di casa, ti consiglio di farti, se non una cultura, almeno un’infarinatura su determinati temi.

              Vedi di informarti, ad esempio, su cos’ è il “Fine tuning” cioè quell’ equilibrio fra i valori di diverse costanti fisiche grazie al quale è stata resa possibile non solo la vita , ma addirittura l’ esistenza della semplice materia inanimata ( statisticamente parlando le probabilità che si verifichi questo equilibrio affidandosi solo al “caso”, sono pressochè zero).

              Dopodicchè, magari non cambierai idea, ma se sei intellettualmente onesto l’ idea di Dio non ti parrà più tanto astrusa.

            • Paolo Viti ha detto in risposta a No_name

              Ah beh…se questi sono i tuoi argomenti, caro No_name, capisco bene perché sei costretto a tentare di sviare l’attenzione appena il dialogo va oltre al “gli scienziati sono tutti credenti o gli scienziati sono tutti atei”. Qui un esempio: http://www.uccronline.it/2014/10/30/rosario-crocetta-le-unioni-civili-ci-portano-alle-adozioni-gay/#comment-149582

              Salutami gli scienziati! Ciao da Flavio 🙂

          • Marco S. ha detto in risposta a Jack

            Vedi Galileo e Newton

        • beppino ha detto in risposta a No_name

          …quando una persona si affaccia su questa finestra sconfinata che è la conoscenza dell’universo, diventa molto inverosimile il racconto di un essere creatore che avrebbe centrato tutti il suo interesse nel rivelarsi a solo una parte della popolazione di un piccolissimo pianeta sperduto nella periferia di una galassia tra tante altre milioni di miliardi di galassie…

          Come é inverosimile ipotizzare il contrario. Saremmo tutti succubi di Dio, della cui esistenza non ci sarebbe motivo di dubitare, e non avrebbe senso il libero arbitrio che, per inciso, permette di scrivere in libertà queste importanti, almeno per lei, considerazioni.

        • Max ha detto in risposta a No_name

          “La Scienza prova che le persone non sono altro che minuscole particelle nella vastità del cosmo”

          “Uh, che sollievo – odiavo quel dovermi sentire significante!”

          Chirs Madden

        • Marco S. ha detto in risposta a No_name

          Finora conosciamo un solo pianeta in cui c’e’ certamente vita intelligente.
          Un pianeta azzurro sulla terza orbita della stella Sole.

          Se nell’universo ci sono altre forme di vita intelligente, Dio avra’ certamente pensato anche a loro.
          Far viaggiare Gesu’ a vuoto, verso migliaia di pianeti disabitati, non mi parrebbe una grande idea.

        • lorenzo ha detto in risposta a No_name

          Il dogmatismo ateo è una gran brutta bestia che ottenebra le menti, vero No_name?

          Lo sapevi che, come scriveva il Trapassi:
          “Ovunque il guardo io giro
          immenso Dio ti vedo,
          nell’opre Tue ti ammiro,
          ti riconosco in me.
          La terra, il mare, il cielo
          parlan del Tuo Potere,
          Tu sei presente in tutto
          ma piu’ lo sei in me.”

        • Claudio ha detto in risposta a No_name

          Beh, da quello che dici, mi sa che forse avrai “letto” certamente libri di cosmologia (ne dubito) senza però capire una mazza… La dimensione incredibile dell’universo e il suo fine tuning sono semmai argomenti PROPRIO A FAVORE dell’esistenza del Creatore… ti invito a leggere questo va, magari ti schiarisce le idee:

        • Marco S. ha detto in risposta a No_name

          Comunque, fino a prova contraria, per ora noi risultiamo essere per noi stessi gli unici esseri viventi intelligenti rilevati nella galassia.
          In tale ipotesi, Dio non perderebbe certo il “Suo tempo” ad occuparci di noi.

          Se vi fossero altri essere intelligenti nella galassia o nell’universo, Dio avrebbe certamente un progetto anche per loro, ovviamente in rapporto al loro tipo di relazione con Dio (sappiamo bene che l’uomo ha un tipo di relazione un po’ tormentato con il suo Creatore).
          Non sarebbero comunque affari nostri, almeno fintanto che non venissimo coinvolti.

      • Max ha detto in risposta a Dario

        Per Dario:

        Scusami, il Big Bang, inteso come teoria scientifica, non dimostra ne’ smentisce l’esistenza di un Creatore. Per il resto, ricordiamoci che Dio – per come lo si intende nella filosofia scolastica cristiana – e’ l’Essere, mentre l’Universo ha l’essere. Ogni cosa esiste in quanto Dio stesso gli da’ esistenza. Questo getta una nuova luce su tutti i processi che sono susseguiti dal Big Bang fino a noi, non credi? 😉

        • Max ha detto in risposta a Max

          Un’ultima nota – per quanto ne sappiamo, il Big Bang e’ la teoria con meno problemi che spiega molto bene varie proprietà dell’Universo come le osserviamo. Di meglio, al momento, non c’e’. Ovviamente non c’e’ scritto da nessuna parte che sia la “teoria definitiva”.

          • Dario* ha detto in risposta a Max

            Io penso che Dario (senza asterisco) contestasse l’evoluzione della specie, non tanto il Big Bang in sé infatti scrive “dopo il big bang” quindi sembrerebbe darlo per buono e contestare le teorie che vengono applicate dopo

      • Dario* ha detto in risposta a Dario

        Sono parzialmente d’accordo. Dico parzialmente perché, al contrario di te, non escludo a priori la teoria dell’evoluzione in toto pur non caldeggiandola e tenendo presente che ad oggi ingloba alcune pesanti lacune per niente colmate (su cui gli evoluzionisti ovviamente glissano con nonchalance), ma penso come te che sia un terreno su cui il Papa non ha il bisogno di avventurarsi oltre a non averne probabilmente la competenza scientifica.
        Detto questo io penso che quella riportata nell’articolo sia solo la sua rispettabilissima opinione, che per altro ha il diritto di esprimere come chiunque altro, e non va confusa come un dogma perché l’infallibilità del Papa è applicabile solo in ambito dottrinale

      • Marco S. ha detto in risposta a Dario

        In questi momenti Papa Francesco ci fa rimpiangere il rigore teologico e, piu’ semplicemente, logico del Suo Predecessore.

        Gia’ nel dibattito con Scalfari abbiamo dovuto assistere a poco rassicuranti oscillazioni e smentite, anche scontando l’inevitabile interpretazione “pro domo sua” della controparte dibattimentale.

        Forse l’intellettualismo di Papa Ratzinger non lo faceva amare dalla gente semplice, ma in compenso aveva fatto molta braccia tra le elite intellettuali laiche, proprio per il suo rigore logico e la sua profondita’ di pensiero.
        E da sempre, quello che oggi pensano le elite intellettuali, sara’ domani anche il pensiero della gente comune (e di questi tempi devo aggiungere anche un bel “purtroppo”).

        Puntando sulle emozioni ancor piu’ che sulla logica e la ragione, si possono conquistare molte simpatie popolari, ottenendo certo ben piu’ ampie platee per veicolare il messaggio cristiano.
        Ma se oggi si perdono le elite, domani si perdera’ anche il popolo, che alla “fine della fiera”, si aspetta anch’esso delle risposte razionali.

        • Kosmo ha detto in risposta a Marco S.

          Gia’ nel dibattito con Scalfari abbiamo dovuto assistere a poco rassicuranti oscillazioni e smentite, anche scontando l’inevitabile interpretazione “pro domo sua” della controparte dibattimentale.

          Quali smentite? Ha pubblicato un libro, edito dal Vaticano, con l’intervista a Scalfari, paro paro a com’era su Repubblica…

  2. Claudio ha detto

    Mammamia, ma ancora Odifreddi? Ma non può mettersi a fare il nonno come tutti i pensionati? E che caspita!

    • Flavio ha detto in risposta a Claudio

      Chi beneficia del culto di personalità, come il matematico incontinente, ha sempre problemi ad accettare la sua fine. Appena Repubblica gli chiuderà il blog -come ha già fatto quando il suo estremismo si è avventurato nell’antisemitismo- allora sparirà completamente dalla scena pubblica e verrà ricordato con ironia -se verrà ricordato- come quel vincitore dell’Asino d’Oro per i peggiori articoli scientifici (per due anni consecutivi!) che per anni ha stuprato la scienza per giustificare il suo odio verso i cattolici.

  3. Mario ha detto

    Prima ancora di creare il sole (quarto giorno), o le altre cose che creò i primissimi “giorni”, la Genesi biblica ci rivela che Dio disse:SIA LA LUCE.
    Quella LUCE, non è dato sapere per certo cosa fosse, ma possiamo anche pensare legittimamente, che sia il big bang, se venisse confermata dalla scienza l’esplosione di energia iniziale da cui si sono poi sviluppate tutte le cose come in un seme primordiale in cui la sapienza creatrice ha racchiuso in germe tutte le cose che si sarebbero venute formando attraverso le ere.

    • Enrico ha detto in risposta a Mario

      Hai proprio ragione. Solo con questa interpretazione, il big bang avrebbe un senso in relazione alla trascendenza.
      Infatti, da un punto di vista scientifico/filosofico (per carità, potrei sbagliarmi), esso non dimostra un bel niente, poiché contraddice ancora una volta il principio “nulla nasce dal nulla” (un’esplosione, a livello fisico, presuppone almeno un atomo che esploda, pertanto anche il grande botto sarebbe una causa seconda).
      Se invece Dio ha creato emanando questi meravigliosi fasci di luce, allora l’esplosione avrebbe un senso filosofico/teologico e al contempo scientifico.

  4. Daphnos ha detto

    Michele Serra non sarà mai stato un giornalista particolarmente arguto (eufemismo), ma almeno un minimo di stile lo ha sempre conservato. Ultimamente sta perdendo anche quello. E come se non bastasse… il problema, però, è spiegare a legioni di esseri umani, specie quelli di fede veterotestamentaria, che ci sono più o meno quattro miliardi di anni di differenza tra il supposto Big Bang individuato dalla scienza e la supposta creazione del mondo secondo il Libro …prego? Che il buon Serra, nella pietosa ricerca di qualche spunto ironico, si sia deconcentrato e abbia preso una cantonata involontaria sulla collocazione temporale del Big Bang? Oppure crede davvero alla sua personalissima datazione di quattro miliardi di anni? In ogni caso, sono pronto a scommettere che nessuno in redazione avrà notato l’errore e anzi i suoi fans scatenati gli avranno tributato i soliti onori… quando degli atei sinistrorsi corrono dietro a un ignorante come Serra, diventano più fanatici dei TDG.

    • Max ha detto in risposta a Daphnos

      Credo che l’eta dell’Universo sia stata incerta per molto tempo, anche dopo la teoria del Big Bang. Credo che fino a 50-60 anni fa (prima di Alan Sandage vale a dire), l’eta’ stimata fosse di pochi miliardi di anni. Che il buon Serra sia rimasto ai gloriosi tempi che furono?

      Ciao

      • Daphnos ha detto in risposta a Max

        La mia ipotesi è che si sia confuso con l’età della Terra, 4,6 miliardi di anni, visto che subito dopo fa riferimento, assai superficialmente, ai ritrovamenti fossili. Magari, non essendo del mestiere, avrà letto da qualche parte che “il mondo ha quattro miliardi di anni” e così ha sovrapposto i due concetti. Però sarebbe stato in parte giustificato se avesse scritto “tra la creazione scientifica e quella biblica passano quatro miliardi di anni…”, così avrebbe conservato almeno il beneficio del dubbio, nel lettore; invece lui parla espressamente di BIG BANG. Comunque, siccome l’età dell’Universo è ancora oggetto di disputa mentre la geologia già da un secolo parla con buona approssimazione di 4-5 miliardi di anni per la Terra, è improbabile che se uno è a conoscenza della cosa azzardi una datazione dell’Universo addirittura inferiore a quella della Terra stessa 🙂 ! Senza contare che certi pennivendoli, quando trattano di questioni a loro oscure, tendono spesso a ingigantire i dati a piacimento, tanto il pubblico non ne sa più di loro: per cui se l’età della Terra è quattro o cinque miliardi di anni dicono che è di cinque miliardi, se quella dell’Universo è tra i dodici e i quindici miliardi di anni scrivono “quindici miliardi, per qualcuno addirittura di più”; al contrario, per ridicolizzare meglio i creazionisti, affermano che per loro il mondo ha cinquemila anni, anche se quelli che ho letto io parlano generalmente di dodicimila anni. Insomma, cifre in libertà. La cantonata però resta.

  5. Sophie ha detto

    Scusate io non ho capito una cosa da anni. Perdonate la mia ignoranza: i cristiani sostengono che l’uomo venga da Adamo ed Eva? O questi sono i cosidetti creazionisti? Grazie.

    • EquesFidus ha detto in risposta a Sophie

      Sì, noi crediamo che siano realmente esistiti, come recita il Catechismo al punto 417: “Adamo ed Eva hanno trasmesso alla loro discendenza la natura umana ferita dal loro primo peccato, privata, quindi, della santità e della giustizia originali. Questa privazione è chiamata « peccato originale ».”. Questo però non significa che i fatti si siano svolti esattamente come narrati nella Genesi (che è un testo di natura allegorica e non storica), né che i nomi dei nostri primi antenati si chiamassero realmente Adamo (che significa “Umanità”) ed Eva, o anche solo loro due (la stessa Bibbia contraddice questa tesi, tra l’altro); semplicemente, indica che tutta la specie umana discende da degli antenati comuni e che, pertanto, tutti noi portiamo alla nascita il peccato originale. Essendo però tutti di comune origine, non esistono etnie, condizioni sociali o sessi superiori, bensì noi tutti possiamo essere mondati dal Battesimo e salvati dal Cristo.

    • Marco S. ha detto in risposta a Sophie

      Con il termine “creazionismo” credo si voglia genericamente includere una serie di interpretazioni molto ampia sulle origini della vita e dell’uomo, ben al di la’ della mera interpretazione biblica letterale.

      Pensiamo per esempio alla Teoria del Disegno Intelligente, che accetta la Teoria Evolutiva darwiniana, ma sostiene che la sola selezione naturale, sia pure considerata in uno spazio di milioni di anni, non potrebbe spiegare certi repentini “cambi di passo” dell’evoluzione della vita sulla Terra o lo sviluppo di organi complessi, come l’occhio.
      (Va comunque osservato che, nella comunita’ scientifica, coloro che sostengono questa teoria sono in larga minoranza)

      Il creazionismo all’interno del mondo cristiano e’ molto piu’ presente tra i protestanti, che si basano solo su una interpretazione letterale della Bibbia, meno tra i cattolici, sin dai tempi piu’ antichi, non vi e’ stata particolare difficolta’ ad ammettere che il racconto della Genesi potesse avere una qualche valenza allegorica.

      Vi sono pero’ creazionisti anche tra i non cristiani, perché ad essi vengono equiparati, per esempio, quegli “ufologi”, che sostengono che la vita sulla Terra sia stata “seminata” da esseri intelligenti extra-terrestri, anche se non e’ ben chiaro quale scopo perseguissero costoro nel compiere questa impresa.
      E soprattutto non sono chiare quali prove vengano portate a favore di questa tesi, al di la’ delle suggestioni alla Peter Colosimo o alla Stargate.

      In realta’ il contrasto tra creazionismo ed evoluzionismo mi pare richieda la ferma volonta’ di una delle due parti a cercare lo “scontro muscolare”, al principale scopo, appunto, di distinguersi dall’altra.

      Nella Chiesa Cattolica, dove vengono accettate sia la Rivelazione, sia la Teoria dell’Evoluzione Naturale, non si vede molta sostanza in questo contrasto, visto che per caso le cose possono alterarsi, ma non certo per caso possono sorgere dal nulla.
      Quindi per ora, l’intervento esterno nell’origine dell’universo e, forse, anche nel corso dell’evoluzione della vita, rimangono le uniche ipotesi razionali, anche se poco “maneggiabili” sul piano scientifico.

      • Dario* ha detto in risposta a Marco S.

        Veramente il creazionismo come tu lo descrivi non va per la maggiore neanche in ambiente protestante dove, per la mia esperienza, ciò che viene più accreditato è l’intelligent design che non è cieca superstizione ma ha un suo rigore scientifico al pari di parte dell’evoluzionismo (dico “parte” perché, diciamoci la verità, anche diverse branche dell’evoluzionismo non sono che cieca superstizione atea)

        • Marco S. ha detto in risposta a Dario*

          D’accordo, nessuno voleva assolutizzare.

          Se il creazionismo biblico letterale non va “per la maggiore” nemmeno tra i protestanti, che pure avevano voluto distinguersi dai cattolici proprio per l’attribuire il primato alle fonti scritte, senza troppo riguardo alla loro origine storica (e quindi anche ai loro limiti), immaginiamoci quanto tale concezione di creazionismo trovi udienza tra i cattolici….

          In quanto alla Teoria del Disegno Intelligente, mi sono limitato a riferire la realta’ dei fatti, in merito al suo seguito nel mondo scientifico.
          In passato ho comprato qualche volume in merito per farmi un’idea, sia tra critici che tra i sostenitori ma, mea culpa, non ho ancora avuto modo di leggerli e meditarli a fondo.

          Pertanto la mia citazione non voleva essere né un critica, né un sostegno a questa teoria che, comunque, constato, aveva attirato anche l’interesse di Papa Benedetto XVI, vale a dire non precisamente di uno sprovveduto sul piano culturale e direi anche scientifico.

          • Dario* ha detto in risposta a Marco S.

            Guarda che neanche la mia voleva essere una critica, solo una precisazione 😉

            Già che ci sono ne faccio un’altra riguardo alla teoria dell’intelligent design (tradurre “design” con “disegno” non è proprio corretto, sarebbe più appropriato “progetto”, ma questa è proprio una pignoleria): ce ne sono tante versioni come ce ne sono tante della teoria dell’evoluzione, si può generalizzare ma è bene sapere che lo si sta facendo =)

            • Marco S. ha detto in risposta a Dario*

              Grazie Dario della considerazione sul concetto sotteso dalla parola inglese design , anche se nel mio caso, leggendo correntemente in questa lingua , non é per me una particolare chicca.

              Direi anzi che tra i numerosi false friends della lingua inglese, che possono far prendere pesanti cantonate, tradurre design con disegno non mi pare alteri in maniera così significativa il concetto originario, poiché in italiano disegno significa anche progetto, nel senso più alto del termine.

              Comunque quello che ho usato é il termine esatto con cui si designa questa teoria nella comunità scientifica italiana.

  6. Sophie ha detto

    Grazie per il chiarimento!

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