Ratzinger disse “no” al creazionismo: «l’evoluzione è una conquista della scienza»

L’idea pre-darwiniana secondo cui «ogni singola specie» è «un dato della creazione, che grazie all’opera creatrice di Dio esiste sin dal principio del mondo accanto alle altre specie come qualcosa di unico e di diverso», è una visione che «contraddice l’idea dell’evoluzione e oggi è diventata insostenibile». Ad affermarlo, nel lontano 1969, uno dei più importanti teologi cattolici: Joseph Ratzinger.

Si tratta di una poco conosciuta lezione pubblicata in una raccolta di saggi intitolata Wer ist das eigentlich – Gott? (München 1969) e rivela, forse meglio di tanti altri suoi interventi sul tema, che la Chiesa cattolica non è affatto nemica della teoria di Charles Darwin (seppur lo è di una sua interpretazione filo-ateista, il neodarwinismo filosofico).

Proprio il naturalista inglese è l’oggetto di riflessione del teologo Ratzinger, il quale «scatenò una rivoluzione dell’immagine del mondo non inferiore a quella che per noi si lega al nome di Copernico». Innanzitutto perché «la teoria del fissismo della specie» che «considerava ogni singola specie come una realtà creata da Dio fin dall’inizio del mondo, esistente come qualcosa di separato e distinto da tutte le altre specie […] non è conciliabile con quella evoluzionistica e che questo aspetto della fede di altri tempi non è oggi più sostenibile».

Questa chiarificazione, tuttavia, «non è ancora sufficiente per spiegare il concetto di creazione». La quale, se correttamente interpretata non è affatto in contraddizione con la selezione naturale darwiniana: «la fede nella creazione si pone il problema del perché qualcosa esiste al posto del nulla; la teoria dell’evoluzione si domanda invece perché esistano proprio queste cose e non altre. In termini filosofici si potrebbe dunque dire che l’evoluzionismo rimane sul piano fenomenologico, occupandosi delle singole realtà concrete, mentre la fede nella creazione si muove sul piano ontologico, contempla il miracolo dell’essere, nel tentativo di cogliere il fondamento che sta dietro alle singole cose e di arrivare al mistero di questo “essere” comune a tutte le realtà». Così, sottolineò magistralmente Ratzinger, «la fede nella creazione riguarda la differenza tra il nulla e l’essere, mentre la teoria nell’evoluzione vuole spiegare la differenza tra i diversi esseri».

La presa di distanza del futuro Benedetto XVI dal creazionismo biblico, oggi ancora sostenuto dal mondo protestante e, purtroppo, anche da qualche cattolico, è netta: «è stato eliminato dalla teoria dell’evoluzione. Il credente deve perciò accettare le conquiste della scienza ed ammettere che la maniera in cui egli si era immaginata la creazione, apparteneva ad una concezione prescientifica del mondo, diventata oggi indifendibile». L’interpretazione letterale delle Scritture, danneggia «la comprensione della trascendenza della parola di Dio rispetto a tutte le sue singole forme espressive». Anche l’evoluzione dell’uomo non è più smentibile: «o tutte le singole cose sono prodotto dello sviluppo, e quindi lo è anche l’uomo, oppure non lo sono. Quest’ultima (opzione) è fuori discussione, quindi rimane la prima».

Anche Ratzinger, come il biologo Stephen Jay Gould, propose di separare le due sfere: «la dottrina dell’evoluzione non può assolutamente incorporare la fede nella creazione. In questo senso essa può giustamente indicare l’idea della creazione come inutilizzabile per sé: non può stare fra i materiali positivi alla cui elaborazione essa è vincolata per metodo». Dall’altra parte, però, l’evoluzione biologica «deve lasciare aperta la domanda se la problematizzazione della fede non sia legittima e possibile per sé. A partire da un certo concetto di scienza, al massimo la può vedere come extrascientifica, ma non può vietare per principio alcuna domanda sull’uomo che si rivolga alla questione dell’essere come tale. Al contrario, tali domande ultime saranno sempre indispensabili per l’uomo che vive faccia a faccia con l’Ultimo e non può essere ridotto a ciò che è documentabile scientificamente».

La questione più interessante, allora, è capire se la fede nella creazione può «assumere in sé l’idea dell’evoluzione come un di più oppure se al contrario questa contraddica il suo fondamento». La domanda posta da Ratzinger è: «la rappresentazione di un mondo in divenire è conciliabile con l’idea biblica fondamentale della creazione del mondo da parte del Verbo, con il ricondurre l’essere al senso creatore? L’idea dell’essere espressa nella Bibbia può coesistere con quella del divenire elaborata dalla teoria dell’evoluzione?». Già per i Padri della Chiesa, in realtà, «l’immagine biblica del mondo, così come essa si esprime nei racconti della creazione del Vecchio Testamento, non era affatto la loro. In sostanza appariva antiscientifica a loro tanto quanto a noi».

Arrivando alle conclusioni: «la creazione non è un principio lontano e nemmeno un principio suddiviso in più stadi, bensì coinvolge l’essere contingente e l’essere in divenire: l’essere contingente è abbracciato nella sua interezza dall’unico atto creatore di Dio, il quale gli dà nella sua divisione la sua unità, in cui contemporaneamente consiste il suo essere, che non è misurabile per noi, perché noi non vediamo il tutto, anzi noi stessi siamo solo sue parti. La creazione non è da pensare secondo lo schema dell’artigiano che realizza oggetti di ogni sorta, ma nella maniera in cui il pensiero è creatore». Il pensiero di Ratzinger, così, si avvicina a quello del gesuita Teilhard de Chardin, per il quale «la materia rappresenta un momento nella storia dello spirito. Questa però è solo una diversa espressione dell’affermazione che lo spirito è creato e non è puro prodotto dello sviluppo, anche se si manifesta alla maniera dell’evoluzione. La comparsa dello spirito significa piuttosto che un moto progressivo raggiunge la sua meta stabilita».

Come dunque interpretare l’inizio dell’umanità in Adamo ed Eva, secondo il racconto biblico? «Adamo significa ognuno di noi», rispose Ratzinger. «Ogni uomo è in rapporto diretto con Dio. La fede afferma sul primo uomo nulla di più che su ciascuno di noi e viceversa su di noi nulla di meno che sul primo uomo. Ogni uomo è più che un prodotto di disposizioni ereditarie e ambiente, nessuno è solo risultato dei fattori calcolabili del mondo, il mistero della creazione sta sopra ognuno di noi». Così, a proposito del “primo uomo”: «L’argilla divenne uomo nell’istante in cui un essere per la prima volta, anche se ancora in modo confuso, riuscì a sviluppare l’idea di Dio. Il primo “tu” che fu pronunciato – balbettando come sempre – nei confronti di Dio dalle labbra dell’uomo, indica l’istante in cui lo spirito era nato nel mondo. Qui fu attraversato il Rubicone dell’umanazione». E, tuttavia, «l’istante dell’umanazione non può essere fissato dalla paleontologia: l’umanazione è l’insorgenza dello spirito, che non si può dissotterrare con la vanga. La teoria dell’evoluzione non annulla la fede, e nemmeno la conferma. Ma la sfida a comprendere meglio se stessa e ad aiutare in questo modo l’uomo a capire sé e a diventare sempre più quello che deve essere: l’essere che può dire tu a Dio per l’eternità».

La redazione

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59 commenti a Ratzinger disse “no” al creazionismo: «l’evoluzione è una conquista della scienza»

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  1. Novella 4000 ha detto

    Peccato i seguaci di Vigano’ ci credono.

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  2. lorenzo ha detto

    Se uno afferma che, ad esempio, la terra ha fatto germogliate le piante, il mare ha prodotto i pesci e la terra gli animali,
    è creazionista o evoluzionista?

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    • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

      Mah, forse un ripetente? 😆

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      • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

        Infatti non ho fatto altro che ripetere delle frasi: sai da dove le ho prese?

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        • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

          Da Focus?

          «…la fede nella creazione riguarda la differenza tra il nulla e l’essere, mentre la teoria nell’evoluzione vuole spiegare la differenza tra i diversi esseri…».
          Come salvare capra e cavoli con la difesa Chewbacca.

          «…l’evoluzione è una conquista della scienza…»
          Nel senso che la scienza studia e comprende la realtà? Beh, sì, come tutto il resto.

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          • Max De Pasquale ha detto in risposta a Klaud

            Oppure, consentimi, e’ una posizione che chi ha idee filosofiche non materialiste (non ci sono solo i materialisti su questa terra) ha in mente e gli consente di continuare le proprie ricerche scientifiche ed, allo stesso tempo, credere in una realta’ trascendente. Se si conosce bene la differenza tra i due campi, non ci sono interferenze.

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            • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

              Max De Pasquale:
              Le ricerche scientifiche si basano su metodi e ragionamenti razionali, il credere in una realtà trascendente non è per niente razionale o scientifico.
              La scienza non puo’ essere che razionale tramite dimostrazioni o confutazioni, il trascendente si basa su ipotesi sovente fantasmatiche, indimostrabili….Questa è tutta la differenza ; il ché mi fa ripetere che, sovente, negli articoli UCCR, ma anche in certi commenti, c’è una R in troppo ! In altre parole si elude o esclude il ragionamento Razionale (erre maiuscola)….

              NB Nonostante questo ritengo che una persona è assolutamente libera di credere cio’ che le fa più comodo pur essendo irrazionale o pseudo scientifico, evitando pero’ di insegnarla o diffonderla come scientifica –come avviene in certe scuole- o spacciarla per « razionale » o verità assoluta (in fisica il termine « assoluto » non ha nessun significato !) senza l’ombra di una prova !

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              • Brunello ha detto in risposta a alessandro pendesini

                La scienza e’ oggettivamente limitata e non è vero che in futuro non sarà così, basta conoscere il teorema di indeterminazione di Heisenberg. E sto parlando solo della realta’ fisica, figuriamoci se si prendono in considerazione i sentimenti. Quindi o rinunciamo ad indagare su una parte consistente della realtà o dobbiamo ricorrere al trascendente su cui ovviamente non ci sono prove

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              • Max De Pasquale ha detto in risposta a alessandro pendesini

                Alessandro Pandresini,

                ci risiamo, e’ sempre li’ a recitare il solito mantra, sperando che continuando a ripeterlo lei risulti convincente.

                Per un ambito della realta’, quello in cui e’ possibile compiere misure, esiste la Scienza. Per tutto il resto – ed e’ una realta’ vastissima – non possiamo usare la Scienza, sarebbe un uso a sproposito e sconveniente nei confronti della Scienza stessa. Tutti noi crediamo, nella vita di tutti i giorni, in cose che non ricadono nell’ambito della scienza e che non possono essere pienamente dimostrate. Non per questo non hanno valore. E ci sono anche tanti atei che la pensano cosi’

                Piu’ in dettaglio, che il credere in una realta’ trascendente implichi credere in ipotesi fantasmatiche, ritengo che sia un’idea irrazionale e sbagliata; al contrario puo’ essere una idea che parte dell’osservazione della realta’ e dalla logica, come grandi pensatori ci hanno insegnato. Una persona e’ assolutamente libera di credere che non sia cosi’, evitando pero’ di insegnare o diffondere cio come fatto assodato o “razionale”.

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                • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

                  …….Piu’ in dettaglio, che il credere in una realta’ trascendente implichi credere in ipotesi fantasmatiche, ritengo che sia un’idea irrazionale e sbagliata; al contrario puo’ essere una idea che parte dell’osservazione della realta’ e dalla logica, come grandi pensatori ci hanno insegnato……
                  Max De Pasquale :
                  I gusti sono una cosa, la Scienza (esse maiuscolo) e l’esistenza un’altra. Non serve l’approccio scientifico per sapere se mi piace il torrone. Nemmeno per comprare un’orologio, o per tifare per la Ferrari F1 o scegliere una camicia……
                  Per decidere se qualcosa esiste o meno, invece, i gusti non servono a niente. E allora, le chiedo: la frase “Gesù è Risorto” (o l’anima si stacca dal corpo e va in cielo) è un fatto comprovato, evidente, razionale oppure un suo gusto particolare ?
                  Il desiderio che piova, non se ne fosse ancora accorto, non fa piovere.

                  Ripeto che se fosse indiscutibilmente accertato che Gesù (o una qualsia altra persona) fosse risorto, quindi avesse potuto levitare, dovremmo rivedere assolutamente da cima a fondo tutte le leggi e costanti della fisica !!! In altre parole cestinare la Scienza….

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                  • Max De Pasquale ha detto in risposta a alessandro pendesini

                    I gusti sono una cosa, la Scienza (esse maiuscolo) e l’esistenza un’altra. Non serve l’approccio scientifico per sapere se mi piace il torrone. Nemmeno per comprare un’orologio, o per tifare per la Ferrari F1 o scegliere una camicia……

                    Pandesini, si sente bene? lei che afferma che non serve il freddo e razionale metodo scientifico per capire delle cose?

                    Per decidere se qualcosa esiste o meno, invece, i gusti non servono a niente. E allora, le chiedo: la frase “Gesù è Risorto” (o l’anima si stacca dal corpo e va in cielo) è un fatto comprovato, evidente, razionale oppure un suo gusto particolare ?

                    Ah, il solito trabocchetto stupido. Parlavamo di differenza tra mondo fisico e mondo trascendente e poi si passa a dire “allora se esistono realta’ trascendenti Gesu’ e’ risorto e l’anima va in cielo”. Come se il non credere nelle seconde implicasse anche il non credere alle prime. Nel caso non se ne fosse accorto, ci sono e ci sono stati tanti che non credono alle dottrine del catechismo ma non per questo non credono nell’esistenza di Dio. Veda alla voce “deisti”, per esempio, od un certo filosofo chiamato Aristotele.

                    Ripeto che se fosse indiscutibilmente accertato che Gesù (o una qualsia altra persona) fosse risorto, quindi avesse potuto levitare, dovremmo rivedere assolutamente da cima a fondo tutte le leggi e costanti della fisica !!! In altre parole cestinare la Scienza….

                    No, andrebbe solo cestinato questa implicazione, che e’ semplicistica, tendenziosa e basata sull’ignoranza.
                    Molte civilta’ del passato ritenevano che le divinita’ si immischiassero in qualunque cosa, in qualunque fatto. Se pioveva era volonta’ diretta di Giove pluvio. Se c’erano dei vortici in mare, erano i mostri di Nettuno che respiravano. E via dicendo. Con la filosofia cristiana, invece, si e’ affermata l’idea che Dio non interviene nella realta’ fisica di tutti i giorni. Nemmeno per cose come l’evoluzione delle specie, guidata dalle “cause seconde”, cioe’ le leggi fisiche. L’Universo pero’ e’ costruito in maniera ordinata e razionale e comprensibile alla mente umana. Ecco perche’ la Scienza e’ nata da queste parti e non in Cina.
                    In occasioni del tutto speciali e che devono dimostrare qualcosa a noi, Dio puo’ intervenire direttamente nella sua Creazione. Ma come si dice, sono le eccezioni che confermano la regola: che l’Universo segue le leggi fisiche con uniformita’ e regolarità, e con questo noi possiamo fare Scienza.

                    Avro’ detto queste cose 100 volte in questi anni…

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                    • Klaud ha detto in risposta a Max De Pasquale

                      Il tuo discorso parrebbe filare… se non che, quattro o cinque volte, scambi la causa con l’effetto.
                      Sembra che la scienza sia nata da queste parti solo perché, in genere, la nostra cultura è eurocentrica. Ognuno ha fatto la propria parte.

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                    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

                      …..Pandesini, si sente bene? lei che afferma che non serve il freddo e razionale metodo scientifico per capire delle cose?……
                      Caro Max De Pasquale :
                      Non mi risulta aver affermato cose del genere ! Tutte le nostre sensazioni sono SOGGETTIVE ! Tutte…
                      La scienza, tramite la sua metodologia, ci permette di accettare proposizioni razionali da quelle che NON lo sono tipo ideologie metafisiche o mitiche….

                      ……. L’Universo pero’ e’ costruito in maniera ordinata e razionale e comprensibile alla mente umana. Ecco perche’ la Scienza e’ nata da queste parti e non in Cina.
                      In occasioni del tutto speciali e che devono dimostrare qualcosa a noi, Dio puo’ intervenire direttamente nella sua Creazione. Ma come si dice, sono le eccezioni che confermano la regola: che l’Universo segue le leggi fisiche con uniformita’ e regolarità, e con questo noi possiamo fare Scienza.
                      Avro’ detto queste cose 100 volte in questi anni…… !
                      …Max DIXIT
                      Temo pero’ abbia dimenticato che esiste un criterio per verificare se un’opinione è ragionevole o no, e non tutte lo sono. Basta dimostrare che lo è, invece di pretenderlo come fa lei evocando racconti mitici, ma anche puerili !!
                      Il problema sorge quando un’opinione pretesa –a volte con arroganza ragionevole vuole irragionevolmente –quindi irrazionalmente- essere imposta a tutti.
                      -In linea di principio, nel processo idiosincratico di inventare una teoria scientifica, tutti i metodi sono ammissibili – deduzione, induzione, analogia, intuizione, auto-convinzione, auto-illusione e persino allucinazione – l’unico vero criterio rimane sempre e comunque pragmatico ! Quindi, la giustificazione della teoria deve imperativamente essere razionale, nel caso contrario avremmo semplicemente smesso di praticare la scienza già da secoli !
                      Per contro, la pseudoscienza, parascienza, metascienza o metafisica ecc… si accontenta di riciclare “saggezze dovute a divinità ancestrali”, quindi racconti mitologici modificati –o interpretati- secondo le tendenze ed interessi del momento…Insomma una strategia opportunista ben rodata –fondata sulla paura e terrore…. Ed è proprio quello che il cattolicesimo ha fatto da quando esiste….
                      Da qualche anno l’islam, un’altra religione monoteista, ripete gli esecrabili comportamenti cristiano/cattolichi d’altri tempi……E, NON è finita !

                      L’Universo pero’ e’ costruito in maniera ordinata e razionale
                      ….
                      Davvero? Ma ne è proprio convinto ? E lei avendo studiato la fisica (come afferma) arriva a delle simili concusioni che considero assurde ?…L'”armonia” dell’universo è un suo gusto ? o la deduce dalla cosmologia ?

                      NB : -Non deve inoltre perdere di vista che se Ratzinger, ma non solo, avesse affermato durante l’inquisizione cio’ che dice nell’articolo, serebbe più che probabilmente finito sul rogo come Giordano Bruno e Giulio Cesare Vanini, per citare solo quelli……Ne prenda nota

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          • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

            Non cambiare continuamente discorso e dimmi se “la terra ha fatto germogliate le piante, il mare ha prodotto i pesci e la terra gli animali” è una frase evoluzionista o creazionista.

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            • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

              La mia opinione è che dove c’è materia e condizioni adatte lì si produrrà la vita.
              Se pensi al nulla, mettiti il cuore in pace: già duemila anni fa il pagano Lucrezio affermava che nulla ha origine dal nulla. E non pensava a un dio demiurgo.

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  3. Max De Pasquale ha detto

    Stile a volte un po’ difficile da seguire, ma i concetti espressi sono lodevoli. Sono le ragioni per cui la Chiesa Cattolica non si oppone alla teoria dell’evoluzione.

    Quando il cardinale Ravasi organizzo’ una conferenza sull’Evoluzione in Vaticano, circa 10 anni fa, invito’ scienziati ma evito’ accuratamente di chiamare anche sostenitori dell’Intelligent Design e del Creazionismo.

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  4. minimus ha detto

    Ci sono anche studiosi che hanno evidenziato incongruenze nella teoria darwiniana, tra cui il dr. Richard Smalley, premio Nobel per la Chimica nel 1996. A suo parere, le nuove scoperte scientifiche, in particolare sul fine-tuning e sulle mutazioni genetiche, hanno reso il modello evoluzionario “insostenibile”. Quindi si tratta di una questione tutt’altro che chiusa.

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    • simone ha detto in risposta a minimus

      Dall’evidenziare incongruenze al definire insostenibile il modello evolutivo credo che ci sia di mezzo un anno luce, come minimo. Non spariamo a caso, per favore.

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a minimus

      ……solo Dio sa per certo, ma è sempre più chiaro alla scienza moderna che l’universo fosse squisitamente messo a punto per consentire la vita umana»……Richard Erret Smalley DIXIT !
      Minimus :
      Ovviamente senza l’ombra di una prova razionale o scientifica…..

      NB Il « Fine Tuning » che possiamo ricollegarlo al Principio antropico FORTE, piattaforda della quale si sviluppo’ la strana teoria « dell’Intelligent Design », teoria pseudo-scientifica quindi NON razionale, la quale afferma che determinate osservazioni dell’universo e della biosfera, uomo incluso, sono perfettamente spiegate da una causa eterea « intelligente » anziché da processi correlati alla CONTINGENZA come la selezione naturale !….No Comment

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      • Brunello ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Il fine tuning non è come lo racconti ed e’ un dato di fatto: Esistono nell’universo delle costanti che consentono la vita, se il loro valore fosse leggermente diverso non ci sarebbe. Questo fatto ha solo due spiegazioni:
        1) Esiste un creatore
        2) Abbiamo una gran fortuna, il dio Caso ci ha assistito.
        A me sembra più razionale la prima poi la certezza assoluta non esiste

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        • alessandro pendesini ha detto in risposta a Brunello


          Il fine tuning non è come lo racconti ed e’ un dato di fatto: Esistono nell’universo delle costanti che consentono la vita, se il loro valore fosse leggermente diverso non ci sarebbe.

          Brunello :
          Assolutamente NO !
          La sua risposta mi fa capire che lei NON ha minimamente capito cosa significa il Principio antropico DEBOLE !
          Le suggerisco assistere a qualche lezioni di astrofisica… prima ! e parlare….DOPO
          L’improvvisazione si puo’ fare in Arte, musica Jazz, ad esempio, ma NON DI CERTO TRAMITE LA SCIENZA.

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  5. Brunello ha detto

    Secondo me Darwin va in crisi quando deve spiegare l’origine dell’uomo: non si può sostenere che l’uomo e’ uno scimmione senza peli…

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Brunello

      Brunello
      La definizione accademica dell’uomo è :
      “SCIMMIA EPIFENOMENALE DELLA SPECIE UMANA”….che piaccia o no!
      Inoltre ritengo sia uno sbaglio madornale affermare che “l’uomo discende dalle scimmie ! Proprio perché siamo SCIMMIE della specie umana ed abbiamo come “cugini” il scimpanzé, bonobo e gorilla cosi come un antenato comune l’Australopiteco.

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      • Brunello ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Mi sono spiegato male, in effetti con gli scimpanzé siamo cugini. Però io vedo una differenza molto grande tra l’uomo e lo scimpanzé…un po’ troppa direi…pronto a ricredermi quando uno scimpanzé scriverà la divina commedia o un orango dipingerà la Gioconda

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  6. Alcor vega ha detto

    La sensazione di qualcosa che manca qualcosa di inspiegabilmente vuoto nella nostra vita è il peccato originale anche qui prendere alla lettera le scritture è pericoloso perché l ebraico è una lingua molto simbolica e nn cone la nostra rigida io più di Datwin parlerei di Wallace da cui Darwin prese molto spunto solo che quest ultimo in borsa inglese aveva chi lanciava la teoria wallace invece era troppo credente

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  7. Mario D'Angelo ha detto

    Si è liberi di pensare quello che si vuole, naturalmente,in questo campo e in altri ambiti meno “abissali” e originarii: l’importante è farlo senza preclusioni o elusioni, sino in fondo e con con la massima onestà intellettuale possibile. Se si aderisce alla prospettiva evoluzionistica, si rinunzia ipso facto a formulare la domanda filosofica decisiva:«Perché l’essere esiste? In altri termini:« Si esse est,unde esse?». La fede nella creazione permette dunque di pensare
    “per causas”: Aristotele argomentava che si conosce davvero soltanto facendo riferimento al principio di causalità,inespungibile sia dalla speculazione teoretica sia dalla ricerca scientifica. Si dà allora un punto d’incontro (ovvero di non opposizione radicale) tra creazionismo ed evoluzionismo? Forse la risposta potrebbe risultare affermativa, sebbene a due condizioni ineludibili, l’una inerente alla dimensione del credere, l’altra attinente a quella della razionalità positiva; la fede dovrebbe cioè disancorarsi dall’interpretazione “letterale” e “immanentistica” del Testo Sacro,(espungendo dal proprio orizzonte il “fissismo”, verbigrazia);reciprocamente,e in naniera complementare, il pensiero scientifico avrebbe l’obbligo metodologico di eludere il rischio sempre incipiente della “dogmatizzazione” delle sue scoperte, reversibili e integrabili ad infinitum (si ricorda brevemente e “a volo di rondine” il fallibilismo della scienza, come pure che una teoria per dirsi scientifica dev’essere non solo verificabile, ma anche falsificabile; orbene l’evoluzionismo,con la sua incompletezza, l’inverificabilità e la non falsificabilità può legittimamente aspirare alla denominazione di teoria, o si configura piuttosto come un’ideologia?). Alla luce delle considerazioni fin qui svolte appare nitidamente che’evoluzione non è in grado d’incorporare in alcun modo la fede; quest’ultima nondimeno,
    dal proprio angolo visuale, trarrebbe un enorme giovamento dal considerare la creazione “continua”,ossia dotata da Dio di una libertà “ubicata”, per dir così, dell'”autonomia” che le permette di “concreare” attivamente, partecipando al progetto d’amore gratuito e oblativo del Creatore.

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Mario D'Angelo

      dal proprio angolo visuale, trarrebbe un enorme giovamento dal considerare la creazione “continua”
      Mario D’Angelo :
      Se vogliamo essere razionali, non sarebbe opportuno considerare l’evoluzione della biosfera -uomo incluso- un CAMBIAMENTO continuo, anziché creazione continua ?

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  8. sebastiano ha detto

    “Thus, for instance, Catholicism, in a sense little understood, stands outside a quarrel like that of Darwinism at Dayton. It stands outside it because it stands all around it, as a house stands all around two incongruous pieces of furniture. It is no sectarian boast to say it is before and after and beyond all these things in all directions. It is impartial in a fight between the Fundamentalist and the theory of the Origin of Species, because it goes back to an origin before that Origin; because it is more fundamental than Fundamentalism. It knows where the Bible came from. It also knows where most of the theories of Evolution go to. It knows there were many other Gospels besides the Four Gospels, and that the others were only eliminated by the authority of the Catholic Church. It knows there are many other evolutionary theories besides the Darwinian theory; and that the latter is quite likely to be eliminated by later science. It does not, in the conventional phrase, accept the conclusions of science, for the simple reason that science has not concluded. To conclude is to shut up; and the man of science is not at all likely to shut up.” (G.K.Chesterton)

    Penso che quanto cristiani non possiamo rinunciare a una separazione netta e totale tra gli aspetti fenomenologici e quelli ontologici dell’essere che nominava Ratzinger nel ’69, nella lettura delle scoperte scientifiche.
    È piuttosto un dovere della scienza che appunto si occupa solo di fenomeni attraverso il suo noto metodo scientifico. Ora, il modello di Darwin dell’evoluzione è davvero stato provato con il metodo scientifico? Non mi risulta e a livello di esperimenti e studi sembrano esserci più prove non dico a favore del creazionismo, ma che semplicemente confutano il modello attuale di evoluzione che viene insegnato a priori nelle scuole e diffuso sui programmi della televisione nazionale come SuperQuark.
    Non mi ritengo creazionista, o per lo meno, sicuramente non creazionista secondo la descrizione di questo articolo, insomma il cattolicesimo si basa sulla interpretazione della Bibbia e sulla revisione di queste interpretazioni quando la scienza contrasta in maniera chiara e comprovata la interpretazione, San Roberto Bellarmino insegna, 50 anni prima di Galileo nelle sue Lectiones Lovonienses. Trovo semplicemente che ad oggi la scienza abbia fornito un solo paradigma di evoluzione, per me e per certi scienziati non valido, ma che il vero errore sia nell’averlo diffuso come dimostrato, il che è puro scientismo e ostacolo alla ricerca scientifica stessa.

    “science has not concluded”, ma si vuol far credere il contrario quando si parla evoluzione, e trovo che un documento del ’69 debba essere preso più come una curiosità storica che una vera fonte di dibattito visto che ci sono sempre nuove scoperte.

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  9. andrea g ha detto

    Il creazionismo letterale (che mi pare molto più appannaggio
    di sette surreali come quella geovista che come non come il
    ‘protestantesimo’ in senso lato) è decisamente imbarazzante,
    allo stesso modo in cui è imbarazzante l’evoluzionismo che
    afferma che a un certo punto la materia, l’atomo si siano
    messi in cammino (in evoluzione), senza porsi il problema
    dell’origine primaria (cioè: come abbiano fatto a comparire
    dal nulla)-

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  10. andrea g ha detto

    L’evoluzionismo dal nulla rimane pur sempre una delle migliori
    barzellette della setta ateistica-

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a andrea g

      L’evoluzionismo dal nulla rimane pur sempre una delle migliori
      barzellette della setta ateistica-

      Andrea G
      In fisica l’interpretazione del termine “nulla” o niente NON è la medesima che la classica definizione che leggiamo nei dizionari particolarmente in quelli di decine d’anni fa.

      La finalità, la teleonomia, esiste ! Ma non deve nulla a una forza soprannaturale. (N.B.Questa apparizione di finalismo e intenzionalità è in realtà illusoria !) Non implica l’uso di una teoria del vivere che sfugge all’analisi della scienza. Inoltre non esiste nessuna discontinuità tra materia inerte e materia vivente ! La materia vivente non è radicalmente diversa dalla materia inanimata e, contrariamente alla convinzione di Bergson, nulla dice che l’intelligenza umana razionale sia necessariamente incapace di decodificarla !

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      • Brunello ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Se la finalità esiste posso benissimo attribuirla ad un Creatore…non c’è nessuna teoria scientifica che esclude questa possibilità. Dire che non c’è nessuna discontinuità tra materia inerte e vivente la vedo come una affermazione non scientifica…era nel 1700, se non mi sbaglio, che si pensava che dal fango nascessero gli insetti

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      • andrea g ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Non c’è più il nulla di una volta.

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    • Max De Pasquale ha detto in risposta a andrea g

      Ma l’evoluzionismo dal nulla non esiste.

      Esiste l’evoluzione delle specie, e 150 anni di lavoro e milioni di fossili raccolti e studiati in centinaia di musei la dimostrano senza ombra di dubbio, checche’ ne dicano i creazionisti.

      Che si usi l’evoluzione per dimostrare che Dio non esista e’ l’evoluzionismo, e’ una stupidaggine e questo lo sanno anche atei.

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  11. andrea g ha detto

    Certo, Sig. Pendesini-

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  12. Angelo ha detto

    Ma quindi come la mettiamo con Adamo ed Eva (i nostri progenitori) ed il peccato originale? E’ una favola, un’allegoria, una spiegazione teologica che si sono dati gli ebrei ed hanno ereditato i cristiani?
    Attenzione all’interpretazione troppo letterale delle Scritture, ma anche al pericolo di rendere tutta la Scrittura un’allegoria favolistica.
    Ps. se Dio esiste (ed esiste ovviamente) non si può non parlare di “creazione”: poi va definita bene questa creazione (non come fanno certe sette protestanti che contano i giorni, i mesi e gli anni dal Libro della Genesi) ma di creazione si tratta, quindi ogni cattolico – da questo punto di vista – dovrebbe definirsi un “creazionista” (ovvero credere nell’esistenza di un Creatore).

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    • Max De Pasquale ha detto in risposta a Angelo

      Piu’ sopra, te lo dice Ratzinger: il primo uomo (e donna) fu chi penso’ a Dio per la prima volta. Quindi, da qualche parte, deve essere esistito. Da qualche parte, le cose sono incominciate. E noi abbiamo “screwed up” dall’inizio (peccato originale).

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  13. andrea g ha detto

    Adesso nel nulla ci sono le “fluttuazioni quantistiche”.
    E’ un nulla con qualcosa dentro.
    Dette fluttuazioni nascono dal nulla.

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    • andrea g ha detto in risposta a andrea g

      Ma forse è il nulla che nasce dalle fluttuazioni.

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      • andrea g ha detto in risposta a andrea g

        No, un momento, il nulla si autocrea,
        ecco il trucco.

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        • alessandro pendesini ha detto in risposta a andrea g

          Andrea G
          La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa piuttosto che niente. Non c’è bisogno di evocare dio perché accenda la miccia e faccia nascere l’universo disse un certo Stephen Hawking….
          -Poiché una legge come la gravitazione esiste, l’Universo può crearsi e si creerà spontaneamente a partire dal nulla.
          La transizione dal nulla a qualcosa è del tutto naturale, non richiede alcun agente. La risposta alla vecchia domanda “perché c’è qualcosa piuttosto che niente”? sarebbe allora che il “niente” è instabile.

          NB :-L’energia gravitazionale negativa annulla esattamente l’energia positiva rappresentata dalla materia. Quindi l’energia totale dell’Universo è uguale a zero.

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          • andrea g ha detto in risposta a alessandro pendesini

            “La transizione dal nulla a qualcosa è del tutto naturale,
            non richiede alcun agente”.
            Certamente, Sig. Pendesini, tranquillo, nessuno le vuole
            male.

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          • Brunello ha detto in risposta a alessandro pendesini

            Resta solo da capire come mai ci fosse la forza di gravità, e con quel valore di G che se fosse solo leggermente diverso non staremmo qui a chiacchierare. Ovviamente mi viene voglia di chiedere a Pendesini se c’è un modo di attivare la creazione spontanea di cui parla perché avrei bisogno di una villetta al mare 😉

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            • andrea g ha detto in risposta a Brunello

              Ma non è difficile, Brunello:
              la forza di gravità
              è autoesistente, autocreante e autoespandente
              (forse anche autolucidante, ma qui la scienza
              ancora non si esprime).
              Soltanto pregiudizi arcaici e bigotti possono spingere a
              domandarsi donde essa salti fuori.

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            • alessandro pendesini ha detto in risposta a Brunello

              Resta solo da capire come mai ci fosse la forza di gravità, e con quel valore di G che se fosse solo leggermente diverso non staremmo qui a chiacchierare……
              Brunello
              Malgrado lei cerchi “visibilità” facendo lo spiritoso con un certo cinismo, riaffermo che il suo commento, doppiamente ripetuto, dimostra che NON ha minimamente capito il significato del Principio antropico DEBOLE !!!
              Le sue affermazioni implicano il Principio antropico FORTE…Teoria pseudo scientifica utilizzata -a torto- da gente senza scrupolo, intellettualmente disonesti per cercare disperatamente di difendere “Verità” indiscutibili, non negoziabili…..Se non ha paura del ridicolo, continui pure; è sulla buona strada

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              • Brunello ha detto in risposta a alessandro pendesini

                Il principio antropico dice se l’universo e’ così dato che ne stiamo discutendo. Quello debole dice che le costanti non sono equiprobabili ma sono tali da consentire la vita. Non capisco dove avrei sbagliato. Tra l’altro il fine tuning per me e’ una prova che Dio esiste ma non ho parlato di certezze, quelle le lascio a Pendesini

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  14. andrea g ha detto

    Ci sono: il vuoto è un non vuoto che dal nulla crea spontaneamente,
    le leggi della fisica non hanno bisogno di spiegazione (se non in
    psichiatria), e il nulla è pieno zeppo di cose di cui non ha senso
    domandarsi l’origine.

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  15. giorgio baldrati ha detto

    la vita possiede la proprietà di adattarsi a mutamenti climatici e a variazioni ambientali.
    questo è stato notato per alcune specie per cui possiamo ritenere che questa proprietà
    valga , di necessità ,in quanto notata in più specie e quindi legata alla vita , per ogni vivente.
    se tale proprietà mancasse , la vita avrebbe assai minori possibilità di mantenersi a lungo su
    questo pianeta. possiamo solo riconoscere in questo la sapienza del creatore.

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