Chi sono i migliori alleati della causa creazionista?

Creazionismo Vs EvoluzionismoIl prestigioso fisico Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, spiegava che «oggi tra gli scienziati cattolici è chiarissimo che si può benissimo credere nell’evoluzionismo e nella Creazione (non nel creazionismo)». Creazione, maiuscolo e non creazionismo, minuscolo.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda il movimento americano del Disegno Intelligente (Intelligent Design): «Io credo nel disegno intelligente con la “d” e la “i” minuscole, nutro perplessità invece per il Disegno Intelligente», ha precisato il prestigioso astronomo e storico della scienza di Harvard, Owen Gingerich (“Cercando Dio nell’universo”, Lindau 2006, p. 78).

Non esiste alcuna alternativa tra la fede nel Creatore e l’evoluzione biologica, come ha spiegato il prof. Ludovico Galleni, docente di Zoologia generale presso l’Università di Pisa, intervistato da UCCR. La Chiesa cattolica, ha ben spiegato da Gennaro Auletta, docente di Filosofia delle scienze presso la Pontificia Università Gregoriana, non ha «mai condannato, né il darwinismo, né la teoria dell’evoluzione. Anzi, c’è stata sempre molta attenzione. Basti ricordare che il cardinale John Henry Newman in Inghilterra fu un chiarissimo sostenitore, fin dai suoi albori, del darwinismo». Ci sono stati dei contrasti, invece, verso alcuni sostenitori più militanti del darwinismo che strumentalizzavano, e strumentalizzano, le conoscenze scientifiche per avanzare tesi di tipo filosofico-teologico, servendosene ad esempio per negare il ruolo di Dio.

Quasi la metà degli americani sostiene il creazionismo («Il 2013 è stato un anno terribile per l’evoluzione», si legge su un quotidiano americano), cioè l’idea che Dio abbia creato l’essere umano nella sua forma attuale pochi milioni di anni fa. Esso sembra essere un fenomeno purtroppo in aumento anche in Europa. Diciamo “purtroppo” perché chi lo sostiene ha anche un’idea di Dio nettamente distorta e contraria a quella del cristianesimo, anche se i loro teorizzatori sono cristiani protestanti. Ma la colpa è da attribuirsi anche ai militanti neodarwinisti, preoccupati particolarmente da interessi anti-metafisici (l’esempio classico è Richard Dawkins, ma anche in Italia ci sono esponenti di questo tipo, un esempio -decisamente più moderato e rispettoso rispetto ai suoi colleghi esteri-, è certamente Telmo Pievani).

«Con la loro pretesa di essere razionali», ha affermato l’etologo olandese Frans De Waal riferendosi in particolare a Dawkins (e probabilmente anche a Piergiorgio Odifreddi), «il loro disprezzo per l’intreccio storico fra scienza e religione e la loro disponibilità ad inimicarsi anche i credenti moderati, i neo-atei finiscono per cadere nella parte dogmatica dello spettro. La loro posizione è stata particolarmente dannosa al dibattito sull’evoluzione. Chi ascolterà i biologi che sostengono quanto sia ben documentata l’evoluzione se la prima cosa che esce dalle loro bocche è: “sei un idiota”?».

Non è la prima volta che i militanti darwinisti vengono definiti come il miglior alleato della causa creazionista. Della stessa opinione è il già citato Owen Gingerich, storico della scienza all’Università di Harvard: «penso che Dawkins da solo procuri al Disegno Intelligente più conversioni di quanto non facciano, insieme, tutti i più eminenti teorici del movimento» (O. Gingerich, “Cercando Dio nell’universo”, Lindau 2009, p. 78,79).

Alister McGrath, convertito, filosofo e teologo anglicano, ha riconosciuto invece un merito a Dawkins & amici vari: «non c’è dubbio che la nascita del nuovo ateismo ha creato un interesse culturale su Dio. Nelle mie conversazioni e dibattiti con questi nuovi atei li ho spesso ringraziati per aver suscitato una nuova curiosità sulle tematiche della religione, di Dio e del senso della vita». Ha poi raccontato: «di recente ho parlato con un collega che mi ha raccontato di un progetto molto interessante di cui si sta occupando: sta studiando il caso di quelle persone che si sono convertite al cristianesimo come risultato della loro lettura dei libri del neoateo Richard Dawkins! Questo collega ha scoperto come ci sia gente che ha letto Dawkins con l’aspettativa di trovarvi sofisticate risposte alle grandi questioni della vita. Invece hanno riscontrato qualcosa di inadeguato e superficiale. Ma hanno mantenuto aperta questa loro sete di domanda e hanno trovato la risposta nel cristianesimo».

La redazione

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