Nessun crollo di fedeli alle udienze di Francesco, ecco i dati veri

Nessun crollo di fedeli alle udienzeQualche giorno fa le agenzie di stampa hanno riportato i nuovi dati emessi dalla Prefettura della Casa Pontificia sulla partecipazione dei fedeli ai vari incontri con il Papa avvenuti in Vaticano nel corso del 2016 (udienze, celebrazioni e angelus/regina coeli). Rispetto all’anno precedente hanno partecipato circa 800mila fedeli in più.

La notizia, di per sé già poco interessante, potrebbe finire qui, se non fosse che sulla partecipazione alle udienze c’è stata parecchia (e volontaria) disinformazione in questi anni. Cogliamo questa occasione per chiarire le cose.

Il fronte antibergogliano ha spesso diffuso l’informazione che Papa Francesco non sarebbe amato dai cattolici: un anno fa il giornalista Antonio Socci, ad esempio, scriveva dei «dati disastrosi sul crollo dell’afflusso dei fedeli agli incontri di Bergoglio […]. Il Vaticano in effetti è sempre più allarmato perché da due anni è in corso una vera fuga da Bergoglio […]. Numeri terribili […] All’entusiasimo iniziale dei primi mesi ha fatto seguito una cocente delusione con la conseguente fuga dagli incontri papali […]. I dati che ho citato segnano un totale fallimento. Dunque l’effetto Bergoglio c’è, ma al contrario: non attrae i lontani, ma fa fuggire i vicini. Perché? Cosa c’è che non va nel messaggio di Bergoglio? Il popolo cristiano si allontana da Bergoglio, il 2016 sarà l’anno della verità». Meno apocalittici i toni del suo collega Sandro Magister dell’Espresso, anche lui comunque soddisfatto per la “fuga” di fedeli dal successore di Pietro: «Quindi ogni nuovo anno con la metà di presenze dell’anno precedente».

Entrambi però non hanno mai mostrato il confronto diretto tra i dati dei partecipanti agli incontri di Francesco, di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II. Avrebbero altrimenti dovuto dire che la media dei fedeli che negli ultimi quattro anni hanno partecipato agli incontri pubblici del Pontefice argentino è nettamente più alta di quella relativa ai suoi predecessori: 4.925.925 presenze medie per Papa Francesco contro le 2.524.11 presenze medie per Benedetto XVI e le 3.748.758 presenze medie per Giovanni Paolo II (per lui abbiamo considerato solo la media degli ultimi cinque anni, dal 2000 al 2004). Come si evince dalla tabella riassuntiva qui sotto, è vero che tra il 2014 e il 2015, in particolare, c’è stata un’inflessione delle partecipazioni agli incontri pubblici di Francesco, ma i numeri sono sempre rimasti decisamente più alti rispetto a quelli dei suoi predecessori. E, in ogni caso, flussi altalenanti sono osservabili sia per Wojtyla che per Ratzinger. Nel 2016, infine, quello che doveva essere “l’anno della verità” secondo il giornalista di Libero, si è verificato un netto aumento dei già numerosi partecipanti. Ecco, la verità, appunto.

Se davvero i numeri dei fedeli presenti alle udienze fossero segno della “verità” di un Pontificato, sempre secondo Socci, allora che dire di quelli di Giovanni Paolo II? Se davvero “pochi” partecipanti equivale a “qualcosa che non va nel messaggio” del Papa, che dire dei numeri nettamente inferiori di Papa Ratzinger (che venne deriso per questo dal suo più attivo persecutore mediatico)? Se davvero i dati di Francesco rappresenterebbero una “fuga”, un “fallimento totale”, prendendo ancora in prestito le valutazioni dei critici di Francesco, con quali parole descrivere gli ancora meno elevati tassi di affluenza ottenuti dai suoi due predecessori? Precisiamo comunque che i numeri appena citati, sintetizzati qui sotto, non significano nulla e men che meno andrebbero usati per valutare positivamente o negativamente la cifra di un pontificato: la verità non si gioca sui numeri e sull’adesione. Altrimenti Cristo non sarebbe stato crocifisso dai suoi contemporanei. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI -così come Francesco- sono stati due enormi e preziosi doni alla Chiesa, indipendentemente da quanti hanno partecipato fisicamente ai loro eventi pubblici. Il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha giustamente criticato chi «mette uno contro l’altro e guarda chi è meglio, chi ha più visitatori nei momenti pubblici in piazza San Pietro: questo è l’approccio sbagliato».

Qui sotto la nostra tabella con i dati annuali pubblicati dal Vaticano (manca il 2005 poiché anno di transizione di due Papi, mentre il 2013 è stato considerato in quanto il pontificato di Papa Francesco è iniziato nei primi mesi dell’anno), per chi volesse verificarli personalmente ecco le fonti: Giovanni Paolo II, anno 2000, 2001, 2002, 2003 e 2004.
Benedetto XVI, anno 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011 2012.
Papa Francesco, anno 2013, 2014, 2015 e 2016.

 

 

Post Scriptum
Ci è stato segnalato che il giornalista Antonio Socci ha incolpato Francesco per il crollo del numero di cattolici in Brasile dal 2014 al 2016: provenendo dall’America Latina, la colpa è sua. Eppure, oltre al fatto che la crisi della Chiesa brasiliana è iniziata da ben prima di Francesco (nel 2013 il capo dei vescovi brasiliani ha ammesso che negli anni precedenti hanno trascurato le periferie), lo stesso ragionamento non è stato fatto nei confronti del tedesco Benedetto XVI quando nel 2009 la Chiesa tedesca ha toccato il record per la fuga di fedeli. Infine, se Francesco è colpevole dell’allontanamento dei brasiliani allora, per proporzione inversa, dovrebbe essere meritevole per la crescita delle conversioni adulte in Francia (un aumento del 50% tra 2013 e 2014) o per la crescita delle presenze alla messa in Polonia (dal 39,1% del 2014 al 39,8% del 2015). Ma non è così, buon senso dice che questi fenomeni dipendono da incontrollabili flussi personali-culturali-sociali e, solo in parte, anche dal governo della Chiesa locale. Per il bene dell’informazione andrebbero evitate grossolane correlazioni e presunte causalità.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

142 commenti a Nessun crollo di fedeli alle udienze di Francesco, ecco i dati veri