I vaticanisti censurano lo “scomodo” Papa Francesco

Repubblica papaNell’ottobre scorso, in occasione del Sinodo sulla Famiglia, la maggioranza dei vaticanisti italiani -professionisti e improvvisati- ha dato prova della capacità di manipolare le notizie sulla Chiesa e su Papa Francesco, pur di compiacere i lettori e la redazione del quotidiano per cui scrivono.

Il caso più emblematico è stato certamente quello dello storico cattolico Franco Cardini, arrivato addirittura a scrivere che dopo il Sinodo i cattolici non possono più opporsi alla legge sulle unioni civili e sui matrimoni omosessuali: «Il cattolico da ora non potrà più farsi scudo della sua fede come alibi per contrastare quelle misure civili volte a rendere possibile e giuridicamente riconosciuta una unione anche fuori dai limiti matrimoniali, persino una unione tra persone dello stesso sesso». Il Sinodo ha concluso (seppur ancora provvisoriamente, dato che non è ancora terminato) proprio all’opposto: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

Qualcosa di simile è accaduto rispetto ai tre recenti discorsi -molto politicamente scorretti- pronunciati da Papa Francesco, quello del 15/11/14 a favore della difesa della vita e contro aborto ed eutanasia; quello del 17/11/14 a favore della famiglia naturale e quello del 25/11/14 a Strasburgo dove ha concentrato la sua riflessione sulla sacralità della persona umana e sui temi eticamente sensibili. I primi due discorsi sono stati inspiegabilmente ignorati dalla stragrande maggioranza dei vaticanisti (anche se, purtroppo, sappiamo perché), mentre non era ovviamente possibile fare lo stesso sul celebre discorso tenuto al Parlamento Europeo. Riflessione che ha preso ampio spunto dal discorso di Benedetto XVI ai membri del corpo diplomatico del gennaio 2013. Nessun vaticanista (tranne uno) se n’è accorto e questo la dice lunga sulla competenza dei giornalisti italiani.

 

Elenchiamo qui sotto il comportamento dei vaticanisti più noti, per molti saranno nomi completamente nuovi ma riteniamo fondamentale conoscere per nome coloro che veicolano sui media le notizie sul Papa e sul Vaticano.

CARLO MARRONI. Marroni è il vaticanista de “Il Sole 24 ore”, sempre attento -chissà perché- al volto oscuro del Vaticano. Parlando del discorso ha spiegato che il Papa ha impresso «una forte scossa ideale a riscoprire le radici profonde dei fondatori». Radici profonde? Eppure Francesco ha parlato di “radici religiose”, e non profonde, invitando «un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità». Nessun accenno da parte di Marroni sul fondamentale contributo del cristianesimo nell’intervento di Francesco: «ritengo fondamentale non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bensì soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla sua crescita». Silenzio anche sulle vibranti e frequenti parole verso i temi eticamente sensibili e sulla “cultura dello scarto” (citata ben due volte dal Papa), il vaticanista ha preferito informare che il Pontefice ha parlato solamente della dignità del lavoro e della protezione dei migranti. Censurati i temi più scomodi.

 

MARCO POLITI. Politi è una nostra vecchia conoscenza, vaticanista del “Fatto Quotidiano” e con un lungo passato a “Repubblica”. Anche Politi parlando del discorso a Strasburgo ha censurato le parole di Francesco: ha iniziato affrettandosi a spiegare che si tratta di un discorso «fortemente laico nell’illuminare le piaghe della crisi attuale». In realtà lo stesso Papa ha spiegato, all’inizio del suo intervento, che ha voluto dare un messaggio di speranza, «speranza nel Signore che trasforma il male in bene e la morte in vita». Non è affatto stata una riflessione laica, anche perché ha voluto rivolgersi all’Europa «a partire dalla mia vocazione di pastore» e non di Capo di Stato. Nell’articolo di Politi, tuttavia, compare un brevissimo accenno allo scomodo argomento della «cultura dello scarto, con gli esseri umani trattati come oggetti da utilizzare e buttare». Tutto qui, il resto del pezzo è una strumentalizzazione dell’evento di Strasburgo per criticare i politici attualmente più antipatici al direttore de “Il Fatto”: Matteo Renzi e Matteo Salvini.

 

MASSIMO FAGGIOLI. Faggioli è docente di storia del cristianesimo e opinionista per diversi quotidiani della sinistra italiana. Con il suo articolo sul discorso di Francesco ha voluto sfogarsi contro quei «vaticanisti di casa nostra che speravano in una frustata tradizionalista all’Europa relativista», lasciando apparire indirettamente la sua ostilità verso il pontificato di Benedetto XVI, in cui il relativismo faceva spesso capolino. Come abbiamo già fatto notare, nel suo intervento Francesco si è palesemente ispirato ad uno degli ultimi discorsi di Papa Ratzinger e ha più volte citato il suo pensiero, in particolare quando ha invitato a «costruire insieme l’Europa che ruota non intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili», formula che riprende i “valori non negoziabili” di Ratzinger. La sacralità della persona umana e i valori inalienabili, ovvero sui quali non si può cedere, sono esattamente una frustrata all’Europa relativista e su questi ha basato il suo intervento Papa Francesco. Inutile far notare che nemmeno Faggioli si è sentito di citare -nemmeno di passaggio- le parole più scomode del Pontefice, l’accenno alle radici religiose dell’Europa né tanto meno la “cultura dello scarto”. Curioso come invece abbia scritto che il Papa «ha parlato del bisogno della trascendenza (non declinata in modo confessionale) per fondare un umanesimo non tecnocratico». La trascendenza non sarebbe declinata in modo confessionale? Francesco ha detto proprio l’opposto, legando la trascendenza all’apertura a Dio: «la sua storia è fatta del continuo incontro tra cielo e terra, dove il cielo indica l’apertura al trascendente, a Dio, che ha da sempre contraddistinto l’uomo europeo, e la terra rappresenta la sua capacità pratica e concreta di affrontare le situazioni e i problemi. Il futuro dell’Europa dipende dalla riscoperta del nesso vitale e inseparabile fra questi due elementi».

 

ANNA MARIA MERLO. La Merlo non è una vaticanista, ma una corrispondente di Parigi del quotidiano comunista il “Manifesto”. Anche questa volta quotidiano rosso non ha tradito le aspettative. La Merlo, oltre a scrivere Dio con l’iniziale minuscola, si esprime soddisfatta: «il papa si è ben guardato dal citare le controverse “radici cristiane”, che nel 2004 la destra avrebbe voluto inserire nel Preambolo del Trattato costituzionale, poi naufragato sotto il doppio “no” olandese e francese. Bergoglio non ha pero’ evitato di far riferimento alle più generali “radici religiose”, con tutte le conseguenze che comportano nell’interpretazione cattolica». Oltre al fatto che non si capisce quali conseguenze comporti tale affermazione per l’interpretazione cattolica, occorre ricordare che la proposta di riconoscere le “radici cristiane” venne da Giovanni Paolo II, appoggiato da importanti storici internazionali. Non certo “dalla destra”, anche perché in Italia perfino Sergio Romano -non certo uno di destra- scrisse che, così facendo, «renderemmo onore alla verità. La storia politica dell’Europa è cristiana». In secondo luogo, Francesco ha parlato di “radici religiose” dopo aver spiegato di ritenere «fondamentale non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bensì soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla sua crescita. Tale contributo non costituisce un pericolo per la laicità degli Stati e per l’indipendenza delle istituzioni dell’Unione, bensì un arricchimento». Per questo «desidero, perciò, rinnovare la disponibilità della Santa Sede e della Chiesa cattolica, attraverso la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee (COMECE), a intrattenere un dialogo proficuo, aperto e trasparente con le istituzioni dell’Unione Europea. Parimenti sono convinto che un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità, possa essere anche più facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno». Se si contestualizza la citazione appare dunque un chiaro intento di indicare nel cristianesimo e nelle radici cristiane la fonte di una sana rinascita dell’Europa, secondo il Pontefice. La giornalista ha concluso definendo “controversa” la condanna dell’eutanasia e dell’aborto. Terminologia che non hanno avuto il coraggio di citare i vaticanisti veri.

 

LUCA KOCCI. Kocci è il vaticanista de “Il Manifesto”, ma nemmeno questa volta ha scritto un articolo. Non lo ha fatto sul discorso del Papa contro l’aborto e l’eutanasia, nemmeno quando ha difeso la famiglia e non ha parlato dell’importante intervento al Parlamento Europeo. Al contrario, è intervenuto ampiamente sulla visita del Papa in Turchia. Come mai? Forse i tre discorsi del Papa contraddicevano le sue convinzioni etiche? Non si sa, rimane l’inspiegabile assenza di un vaticanista professionista su un evento tanto importante.

 

LUIGI ACCATTOLI. Accattoli è un opinionista sul Vaticano del “Corriere della Sera”. Davvero pessimo il suo servizio sul “Sinodo sulla famiglia”, quando pubblicò una serie di articoli ideologici e per nulla oggettivi di quanto stava accadendo. Corretto, invece, il suo articolo sul discorso del Papa sulla “falsa compassione” dei sostenitori di aborto ed eutanasia. Non pervenuto sul discorso a favore della famiglia, tanto meno su quello al Parlamento Europeo.

 

ADRIANA CERRETTELLI. La Cerrettelli è editorialista de “Il Sole 24 ore”, bravissima a tagliuzzare le parole più scomode del Papa. La giornalista ha infatti riportato la frase: «L’essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo», tagliando il pezzo seguente in cui Francesco sottolinea che «quando la vita non è funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere». La Cerrettelli parla poi della «spiegata critica del Papa alla “cultura dello scarto”», ma spiegando che questa sarebbe «un pesante j’accuse agli squilibri dell’attuale governance economica dell’euro». Ma cosa c’entra la “cultura dello scarto” con l’euro? Perché ha scelto di non citare le vere parole del Pontefice sulla cultura dello scarto, quelle contro l’eutanasia e l’aborto?

 

GIACOMO GALEAZZI. Galeazzi è uno dei vaticanisti de “La Stampa”, molto attento a risultare sempre politicamente corretto senza però stravolgere completamente la realtà. Buono e completo il suo pezzo sull’intervento del Papa pubblicato su “Vatican Insider”, più sintetico quello apparso su “La Stampa”. Il vaticanista tratta troppo velocemente le emergenze indicate da Francesco, come quelle «dei singoli ridotti ormai a oggetto “di scarto”, specie se “deboli, malati o vecchi”», citando però le parole sulla difesa della famiglia «unita, fertile e indissolubile». Forse l’unico tra i vaticanisti a farlo. Peccato la sua conclusione: «La Chiesa cambia “schemi”». Non è cambiato nulla, d’altra parte le teorie sul “cambiamento di schema” e sulla presunta lotta vaticana contro Francesco sono, notoriamente, fin troppo abusate dal vaticanista Galeazzi.

 

FRANCA GIANSOLDATI. Vaticanista de “Il Messaggero”, ha scritto uno dei peggiori articoli sul Sinodo sulla Famiglia e sulla contemporanea contrapposizione tra la Curia romana e il sindaco Marino circa la trascrizione di matrimoni omosessuali contratti all’estero, addirittura affermando che «con Bergoglio la linea è cambiata. Sono finiti i tempi dell’interventismo a gamba tesa, dello scontro aperto, della contrapposizione veemente Chiesa-Campidoglio». Peccato che nella riga successiva si contraddiceva completamente scrivendo che l’intervento della Curia romana ha effettivamente usato «parole durissime, in linea con quello che ha ribadito la Chiesa la Sinodo sulla Famiglia». Bergoglio è entrato più volte a gamba tesa, il caso più clamoroso è il suo recente invito ai medici di fare obiezione di coscienza, ma Giansoldati non lo ha mai riconosciuto. Rimane questo pesante scivolone della vaticanista, fino a prima sempre oggettiva e valida. Nel commentare le parole di Francesco ai burocrati europei è tornata ad esporre la realtà dei fatti in modo eccellente.

 

MARCO ANSALDO. Ansaldo è il vaticanista di “Repubblica”, mentre ha coperto bene la notizia sul discorso del Papa contro l’aborto e a favore dell’obiezione di coscienza, rivolto ai medici cattolici, non sembra aver voluto scrivere molto sul discorso in difesa della famiglia e su quello di Strasburgo. Solo un breve accenno all’intervista rilasciata dal Papa ai giornalisti sull’aereo di ritorno. Perché nessun commento ad un discorso tanto importante?

 

MATTEO MATZUZZI. Matzuzzi è il nuovo vaticanista de “Il Foglio”, l’unico che si è accorto delle numerosi citazioni di Francesco al discorso del suo predecessore pronunciato poco tempo prima della sua abdicazione. Giornalista valido, così come lo era Paolo Rodari -suo predecessore al “Foglio”– prima di approdare a “Repubblica”, il suo articolo sul discorso del Pontefice è completo ed onesto.

 

GIAN GUIDO VECCHI. Vecchi è il vaticanista principale del “Corriere della Sera”, questa volta il suo resoconto del discorso del Papa è corretto e vengono citati tutti i temi da lui toccati, anche quelli più politicamente scorretti. Da tenere in considerazione per paragonarlo a quanto scritto dai suoi colleghi, lo stesso si può fare con l’ottimo pezzo di Mimmo Muolo su “Avvenire” che nelle prime dieci righe condensa senza esitazione tutte le argomentazioni del Papa.

 

ALDO MARIA VALLI. Valli è vaticanista del Tg1 e collaboratore del quotidiano “Europa”, solitamente è attendibile e onesto. Il suo articolo sul discorso del Pontefice forse è il migliore pubblicato.

 

MICHELE SERRA. Serra è un giornalista anticlericale, editorialista di “Repubblica”. Dopo che Francesco ha invocato le radici religiose dell’Europa, il contributo fondamentale del cristianesimo, il rifiuto della cultura dello scarto che porta a aborto ed eutanasia, la difesa della “famiglia fertile” e il sostegno ai “valori ineludibili”, Serra ha commentato parlando di «straordinario discorso». Incredibile approvazione? No, molto probabilmente non ha nemmeno letto o ascoltato il discorso di Francesco.

 

Per concludere desideriamo citare l’ottima riflessione di John L. Allen, celebre vaticanista di “The Boston Globe”. Ha preso per il naso l’ipocrisia dei vaticanisti e dei giornalisti internazionali, servi della moda del momento di esaltare qualunque discorso del progressista Papa Francesco e, possibilmente, contrapporlo a Benedetto XVI, all’arretratezza dei vescovi, cardinali e della Chiesa cattolica. Dopo aver riassunto i temi toccati da Francesco e avendo notato la vicinanza al pensiero di Benedetto XVI, ha commentato: «Se fosse stato Benedetto XVI a recarsi a Strasburgo per dire queste cose, si può immaginare che la trama sui quotidiani sarebbe stata: “Il Papa rimprovera Europa per mancanza di valori”». Invece, «dato che Francesco, a cui hanno attribuito la figura del cane sciolto progressista, gli elementi nei suoi discorsi sono stati in gran parte ignorati a favore dei suoi accenni agli immigrati, al lavoro, all’ambiente, al traffico di armi e di esseri umani».

La redazione

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18 commenti a I vaticanisti censurano lo “scomodo” Papa Francesco

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  1. Max ha detto

    S.P.Q.V.

    Sono Pazzi Questi Vaticanisti

    • Enrico ha detto in risposta a Max

      Infatti sono “vaticanisti”, cioè conoscitori politici dello stato vaticano: sui discorsi e sulle omelie del pontefice, sulla dottrina e sulla morale cristiana cattolica, sulla vita e sul culto della Chiesa, ne sanno quanto un bambino appena nato… a proposito di aborto…

    • Mario ha detto in risposta a Max

      No sono massoni.

  2. Fabrizia ha detto

    Quanto è importante leggere quello che dice il Papa e non quello che commentano i vaticanisti! Andare alla fonte, sempre.

  3. Daniele ha detto

    Ma per le redazioni dei quotidiani era uno sforzo troppo grande (la mia battuta è sarcastica) riportare parola per parola il testo integrale del discorso del Papa al Parlamento Europeo, cioè senza omissioni, né aggiunte, né invenzioni, né commenti di ogni sorta!?

    • Mario ha detto in risposta a Daniele

      Ogni giornale, telegiornale in Italia dice una sola notizia senza l’ok di lorsignori massoni. Ogni notizia va scritta in un certo modo, va presentata in Tv secondo parole, secondo una presica INTONAZIONE di voce (importanza della comunicaz. non verbale) e secondo una predisposta scaletta.. “NEI MASS MEDIA NIENTE AVVIENE A CASO”. A.Colzi.

    • gladio ha detto in risposta a Daniele

      Cosa vuoi…ognuno cerca di “adattare” il Papa secondo le linee guida del proprio editore; e fino a che questo sarà possibile solo con qualche colpetto di lima qua e là Francesco sarà ancora considerato ” amico “, anche se… un po’ meno di prima.

      Quando poi lima , cesello, forbici e colla non basteranno più ( e viste le sempre più frequenti e sempre più chiare prese di posizione di Bergolio, non andrà a lungo),si passerà alla diffamazione e alla calunnia cominciando proprio dagli ” amici ” Scalfari e Mancuso; sentirai allora che bordate!

  4. gladio ha detto

    Eh si, qualche raglio comincia a levarsi, in giro si sente già qualche “osanna ” in meno e qualche ” crucifige ” in più…

  5. Graf ha detto

    I vaticanisti migliori sono Sandro Magister e Marco Tosatti.

    • Norberto ha detto in risposta a Graf

      Purtroppo anche loro spesso si fanno prendere dal tirare il Papa dalla parte opposta a quella di Politi e Galeazzi…

  6. Versari Lino ha detto

    Papa Francesco ha il grave torto di essere molto intelligente, di vedere avanti nel futuro come pochi di noi sanno fare. Ha un’anima bella, luminosa, pulita che la stragrande maggioranza dei suoi sedicenti seguaci sono ben lontani dal possedere. E’ i più importanti portatori di pace fra le nazioni che esiste in questa fase di crisi. Tutte le persone non ipocrite, credenti o non credenti, gli dobbiamo una immensa gratitudine. Avessimo un personaggio trasparente come lui al posto del prossimo presidente della nostra Repubblica. versarilino@gmail.com

    • Marco S. ha detto in risposta a Versari Lino

      Il Papa ha certamente un anima piu’ bella e pulita del sottoscritto, non a caso sono io che lo chiamo “Santo Padre” e non Lui che mi chiama “santo figlio”.

      Per il resto concordo.
      Mi pare che il Papa stia trovando la Sua via per essere papa, perché mi sembra si susseguano con sempre maggior frequenza interventi forti, solidi ed inattaccabili, mentre si siano diradati interventi che possono prestare il fianco ai travisamenti e alle manipolazioni.

      Se questa e’ la tendenza anche per il futuro, cosa di cui non dubito, credo che Papa Francesco risultera’ un papa molto importante, anche sulla strada di purificazione della Chiesa dalle ultime scorie del potere temporale (un potere che, calcolato sulla sua scala storica, puo’ dirsi terminato appena “ieri”).

      Non so quanti tradizionalisti oggi accetterebbero ancora di rivedere il papa con la tiara (abolita da Paolo VI), con la sedia gestatoria (rifiutata da Giovanni Paolo II e mai piu’ rimessa in uso, neanche quando proposta a Benedetto XVI per i suoi problemi di mobilita’ all’anca)o vedere la tiara nello stemma pontificio (sostituita da Benedetto XVI con la mitria papale, a sottolineare il suo potere eminentemente spirituale ed il suo ruolo di primus inter pares).

      Se si vede quindi l’operato di Papa Francesco alla luce di questi precedenti, le Sue novita’ non sono poi cosi’ fuori dal solco gia’ tracciato anche dai Suoi predecessori.

  7. Sophie ha detto

    Mi dispiace di aver pensato male del Papa. Ho pregato molto per lui in questi giorni e ho deciso di mia volontà che farò penitenza, chiedo quale al mio Padre spirituale.

    • Marco S. ha detto in risposta a Sophie

      La penitenza te la do io: smettila di dire fesserie 🙂

      Se hai pregato molto per il Papa, sono convinto abbia gia’ fatto per Lui molto di piu’ di molti suoi acritici sostenitori.

      Per il resto sono convinto che Papa Francesco stia “ingranando” e quindi arrivera’ sempre piu’ a dare solida consistenza alle suggestioni dei primi mesi del Suo originale pontificato.
      Magari anche grazie alle tue preghiere.

      • Sophie ha detto in risposta a Marco S.

        Credo che preghiere e mea culpa non bastino. Mi conosco, ogni tanto mi arrivano queste specie di illuminazioni improvvise (come quando mi sono convertita in un nanosecondo, cioè il record mondiale di conversione) e capisco tutto in un attimo. Non so che è successo questa volta che ho pregato per lui ma pare che sono andata a segno, forse mi sono lasciata andare. Dubito che il mio Padre spirituale mi faccia fare penitenza sapendo quanto sono severa con me stessa ma la voglio fare lo stesso.

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