Francesco apre ai gay? La Chiesa non condanna mai il peccatore

Papa francesco aereoTornando in aereo dalla Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile, papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti, ossessionati dai soliti argomenti: donne preti, omosessuali e comunione ai divorziati.

Il Pontefice ha risposto ad una di queste dicendo: «si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’identità, in Vaticano. Dicono che ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, non tutte sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby: di questa tendenza o d’affari, lobby dei politici, lobby dei massoni, tante lobby… questo è il problema più grave».

Una frase che qualunque cattolico potrebbe sottoscrivere dato che ripete semplicemente il magistero della Chiesa, richiamando -come lo stesso Pontefice esplicita- il Catechismo: «gli omosessuali devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione».

Innumerevoli tuttavia sono stati tentativi di usare queste parole addirittura come un avvallo del Pontefice (“progressista”) alle nozze gay. Basterebbe conoscere la Chiesa per sapere che la condanna è sempre verso il “peccato” e mai contro il “peccatore”, come è stato commentato sull’“Osservatore Romano”: «il cristianesimo ha sempre distinto fra condanna del peccato e misericordia verso il peccatore, non è un rigido puritanesimo senza cuore». Questo vale per tutti i peccati, non solo quelli sessuali (compiuti da etero e da omo). Chiunque si sia andato a confessare in una Chiesa sa bene che non c’è mai un giudizio contro la persona (come si può condannare l’uomo per essere peccatore?). Inoltre, il peccatore non è impedito da una sincera ricerca della fede, semmai è ostacolato dal trovarla (la condanna del peccato è sempre per il bene dell’uomo, mai fine a se stessa).

La Chiesa accoglie tutti e perdona sempre, ma continua a condannare il peccato come ostacolo della fede e della realizzazione piena dell’uomo. Lo testimonia l’omosessuale Philippe Ariño, giovane docente di spagnolo e affermato saggista, di cui abbiamo già parlato. «La Chiesa ha capito l’omosessualità», ha dichiarato in una recente intervista. «La Chiesa cattolica mi riconosce innanzitutto come persona e non mi chiede di negare l’esistenza del mio desiderio omosessuale, ma piuttosto di valorizzarlo offrendolo pienamente a Dio, che mi ha amato fin dall’inizio per quello che sono, con i miei punti di forza e di debolezza».

Altri omosessuali cattolici lo hanno testimoniato. Ad esempio Alfonso Signoriniche ha spiegato«Essere cattolici e gay non è facile, non perché la chiesa non accolga i peccatori, Dio è accoglienza, è più mamma che papà. Ma è il fatto che ogni volta devi avere un confronto con il sacerdote che imbarazza sempre un po’». Perfino Nichi Vendola, leader di Sel, ha affermato«E’ stato forse più facile dire la mia omosessualità ai preti che al partito. Ho parlato della mia omosessualità con molti preti, con uomini e anche con donne di Chiesa. Non mi sono mai sentito rifiutato. Sono state anzi interlocuzioni belle, profonde. La Chiesa è un universo ricchissimo e complicato, non riducibile a nessuna delle categorie politiche che usa la cronaca». 

La redazione

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59 commenti a Francesco apre ai gay? La Chiesa non condanna mai il peccatore

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  1. lorenzo ha detto

    La Chiesa non giudica i gay come non giudica Berlusconi.
    La Chiesa però afferma che le pratiche omosessuali e gli adulteri di Berlusconi sono peccati che degradano chi li compie.

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  2. Marco ha detto

    Articolo puntuale e preciso come al solito, un solo appunto: la frase sul qualcuno che si è “perso” non è in realtà stata pronunciata, come si può verificare dalla sbobinatura dell’incontro sul sito ufficiale del Vaticano http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-conferenza-stampa_it.html .
    Ovviamente non si tratta né di manipolazione né di complottismo, è probabile che all’inizio sia stata battuta per errore da qualche agenzia nella foga del momento e poi ripresa (anche dall’Espresso, ovviamente con tutt’altro spirito..) 🙂

    Un caro saluto a tutta la redazione

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  3. Cicciuzzone ha detto

    Ma vi decidete? Insomma se uno è gay dev’essere accettato (in che senso) ma perchè dev’essere curato? Spiegate meglio il concetto..

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    • Panthom ha detto in risposta a Cicciuzzone

      Chi ha mai detto che deve essere curato? Se ti riferisci all’aiuto psicologico che un omosessuale ha il diritto di chiedere per farsi aiutare in caso di sentimenti omosessuali indesiderati, perché tu dovresti opporsi al suo diritto di autodeterminazione?

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      • Cicciuzzone ha detto in risposta a Panthom

        Nell’articolo c’è scritto “La Chiesa accoglie tutti e perdona sempre, ma continua a condannare il peccato come ostacolo della fede e della realizzazione piena dell’uomo” mi pare proprio che i gay vengono “accettati” e “perdonati”, però condanna il loro modo di fare/essere..

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        • Panthom ha detto in risposta a Cicciuzzone

          Certamente, viene condannato il peccato. L’omosessualità è peccato quando avvengono atti omosessuali, non per il solo essere omosessuale. Allo stesso modo è peccato bestemmiare, rubare, commettere adulterio ecc. , l’omosessuale peccatore è trattato e accolto dalla Chiesa esattamente come l’eterosessuale peccatore.

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          • Cicciuzzone ha detto in risposta a Panthom

            Assurdo al giorno d’oggi pensare così.. Ma davvero non si vuole riconoscere i diritti ad un gay? Se dio è onnipotente perchè non li “guarisce”? Perchè non fa sparire questa “piaga”? Non vedo perchè debbano andare all’inferno per gli atti omosessuali che fanno, finchè li fanno consenzienti credo siano fatti loro no?

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            • andrea g ha detto in risposta a Cicciuzzone

              E tu a cosa credi?
              Che il mondo si sia fatto per caso?
              O a qualche altra simile barzelletta?

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            • Panthom ha detto in risposta a Cicciuzzone

              Cosa intendi per “diritti ad un gay”? Ti ricordo che né matrimonio né adozione sono diritti umani.

              Come Dio permette che gli uomini possano perdersi come ti sei perso tu, così permette la libertà degli omosessuali di peccare, così come lo permette a me. Quando tu vorrai accettare i diritti degli ex-gay? Ad esempio ogni volta che tu parli a favore dei gaysmo ci dovrebbe essere per parcondicio qualcuno che parla di ex-gaysmo altrimenti è discriminazione.

              Tu sei un militante dei diritti umani, sono sicuro che da ora comincerai a batterti anche per questo.

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            • Sophie ha detto in risposta a Cicciuzzone

              Dio lascia tutta la libertà, non te la puoi prendere con Dio se la usi male.

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            • LawFirstpope ha detto in risposta a Cicciuzzone

              Perché Dio non guarisce gli alcoolisti, i drogati? Perché non fa sparire i ladri, gli omicidi, i fedifraghi?
              La lista è lunga…

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  4. Gab ha detto

    In effetti non si capisce dall’articolo se il Pontefice abbia chiarito la questione oppure no. Che ci sia un’impronta progressista anche nel seguente articolo non vi è dubbio dato che si cita un signore che parla di “valorizzare il desiderio omosessuale“. Davvero non si capisce come si potrebbe valorizzare dato che chi lo fa è un sodomita condannato come dice S. Paolo.

    Afferma forse questo il Pontefice? Parla del dare un “valore” (non si capisce quale) al desiderio omosessuale? Afferma forse questo il Catechismo?

    Io penso che non sia il Pontefice alla fine a non aver chiarito il dubbio, ma piuttosto le conclusioni ambigue di questo articolo.

    Se poi Nicky Vendola dice quello che dice mi pare ovvio che si senta autorizzato da certi uomini e donne di Chiesa a portare avanti le sue battaglie per i matrimoni e le adozioni ai gay.

    A me pare invece che l’approdo dei matrimoni gay anche in Italia, così come accadde per il divorzio e l’aborto, sia facilitato dal lassismo del clero, che quindi, in parte, pare appoggiare questa lobby di cui parla il Papa (visto che è presente tale lobby in Vaticano). Così come per Paolo VI anche per Francesco si denota un denunciare la cosa, ma non mi sembra ci sia nessun tentativo, neppure velato, per tentare di risvegliare le masse da questa sonnolenza che dura ormai da 50 anni, o se ci sia il coraggio di qualche iniziativa esemplare per tentare di ostacolare il disastro. Di questo la Chiesa (o meglio chi la governa) non ne esce certo immacolato.

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    • Greg ha detto in risposta a Gab

      Sai qual è il problema dei cattolici della condanna come te? Che siete sempre scontenti, critici e denuncianti, in caccia del peccatore. Sempre più pontefici del pontefice, anche questo è una forma di cattolicesimo adulto, fai-da-te. Tra te e Vito Mancuso non c’è nessuna differenza.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Gab

      Valorizzare il desiderio omosessuale “offrendolo pienamente a Dio” significa, se tu non lo avessi capito, “realizzare la volontà di Dio”, cioè non avere rapporti sessuali contro natura: ti è più chiaro il concetto adesso?

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

        Sarà anche così, ma il concetto è espresso in modo completamente ambiguo e persino contraddittorio.

        Ora te lo spiego (così magari stemperiamo un po’ il tuo tono da saputello a sproposito): “valorizzare” un male (sottintendendo: in senso positivo) non è possibile e quando si usano espressioni come “non tutti i mali vengono per nuocere” (classicamente i Padri della Chiesa parlano persino di “felix culpa” in riferimento al peccato originale, poiché esso è stato l’occasione per l’Incarnazione di Nostro Signore), si sta utilizzando un linguaggio metaforico. Il male è tale e di per sé deve essere sempre evitato, altrimenti si arriva sino all’ascesi “al contrario” di certe sette gnostiche, che predicavano il passaggio attraverso il male come mezzo necessario per giungere al bene e per compiere la vera ascesi spirituale.

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        • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Sarebbe come dici tu se l’essere omosessuali fosse, per il solo fatto di esserlo, un male.
          L’omosessualità è invece uno stato in cui si ritrovano alcune persone, a volte volontariamente, a volte no: l’omosessuale che allora, non per sua colpa, si ritrova in quella situazione, di cosa può essere accusato?
          Come può allora un uomo ergersi a giudice di un altro uomo leggendone la coscienza?

          Il Magistero afferma che le pratiche omosessuali sono un male e, quello che il Papa invita a valorizzare, non sono certo tali azioni conto natura, ma piuttosto è un richiamo a contrastare con tutte le proprie forze le pulsioni peccaminose in modo da piegarle alla volontà di seguire l’insegnamento della Chiesa.

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

            Come ho spiegato più sotto “avere tendenze omosessuali” è un male ontologico, di tipo psicologico, e non è in sé un male morale. Essere “schizofrenici” non è un male morale (se non si è fatto nulla apposta per diventarlo), ma non è certo un bene! Stessa cosa per l’omosessualità. Cerchiamo di avere idee chiare, perché altrimenti diventiamo preda delle ideologie o di ambiguità che rischiano di farci perdere la strada del vero e, di conseguenza, anche quella del bene.

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            • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Chi stabilisce se l’omosessualità è un male ontologico?

              Se un omosessuale vive in conformità agli insegnamenti del Magistero, non si ritrova forse in paradiso grazie anche alla sua omosessualità?

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

                Certo, verissimo, dunque è bene essere omosessuali, così ci si guadagna con più merito il paradiso? Mi pare un ottimo ragionamento, auguriamoci allora che ai nostri figli venga un bel cancro, così avranno occasione di maggiore ascesi spirituale… Cerca di ragionare, per favore.

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                • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  O tu leggi col paraocchi o io non ho mai affermato che “è bene essere omosessuali, così ci si guadagna con più merito il paradiso”.

                  Utilizzerò l’esempio del cancro per spiegarmi meglio: un tumore non è altro che un insieme di cellule che si comportano in un modo invece che in un altro. Sia noi, in base al nostro metro di giudizio, ad affermare che una neoplasia è un male e non un bene. Ma in base a che cosa noi valutiamo che una cosa è bene ed una cosa è male? Solamente in base al nostro tornaconto personale. Ed allora troverai persone che non finiranno mai di ringraziare Dio per un adenocarcinoma e persone che lo malediranno per un semplice foruncolo.

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                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

                    Ti esprimi in modo estremamente rozzo e confuso.

                    1) Un cancro non è un male per questioni di “tornaconto”, è un male perché ci priva di qualcosa che sarebbe dovuto alla nostra natura (la salute) e questo è un fatto oggettivo per me, per te e per un qualsiasi altro essere vivente. Per una pietra essere privo della vista non è un male, perché tale caratteristica non è prevista dalla natura della pietra, ma, naturalmente, essere ciechi è un male per l’uomo o per un qualsiasi animale la cui natura includa la possibilità di vedere. Lo stesso vale per l’omosessualità. Questo punto non è discutibile, basta “guardare” la realtà (qualsiasi realtà entitativa) per capirlo.

                    2) Ciò che è e rimane male oggettivo, può “per accidens”, cioè per ragioni esterne alla sua natura oggettiva di male, divenire occasione di bene e questo è il senso della “sofferenza cristiana”, ma, come vedi, si parla di “sofferenza”… Padre Pio soffriva, non godeva per i mali che sopportava, anche se essi su un altro piano erano mezzo per la sua sublime purificazione spirituale.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      L’unica cosa che è oggettivamente dovuto alla nostra natura biologica è la morte: la vita è infatti una malattia mortale.
                      La vita biologica, infatti, non è altro che un continuo divenire in cui necessariamente ciò che era prima e destinato a scomparire per lasciare il posto a ciò che viene dopo: quello che determina allora la bontà o meno di una cosa e ciò che sarà, non come avviene l’estinzione di ciò che era (non sto parlando dei mezzi attraverso i quali questo passaggio avviene).
                      Siamo pertanto noi a decidere la “conoscenza del bene e del male”?
                      Per tornare a bomba, io non concepisco l’omosessualità come un male ontologico, ma la considero esclusivamente in base al fatto che mi aiuti o meno a lasciarmi amare da Dio.

                      La gioia della sofferenza non ha nulla a che fare con il masochismo, però è una gioia vera anche se la sofferenza rimane pur sempre qualcosa che spaventa e che si vorrebbe evitare.

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        • Greg ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Ma com’è che qualche tempo fa le dichiarazioni di Arino ti andavano bene? http://www.uccronline.it/2012/12/04/lomosessuale-arino-la-chiesa-mi-accoglie-per-come-sono/#comment-100562

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Greg

            Il mio post a cui ti sei linkato è in perfetta coerenza logica con quanto ho appena fatto notare. Si tratta sempre dello stesso problema: essere caritatevoli e amare il prossimo, non può significare giustificarne i peccati, perché quello non è amore, ma esattamente il suo contrario. Dunque bisogna sempre essere molto chiari, anche se si corre il rischio di essere politicamente scorretti e di correre il rischio di essere tacciati di omofobia (per ora, almeno da noi, solo come falsissimo insulto). E’ chiaro il punto?

            La frase qui citata è e resta altamente ambigua.

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  5. Li ha detto

    Quando sento parlare di lobby penso subito a quella delle armi, quella gay…l’associo subito alla massoneria.

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  6. priscilla ha detto

    La massoneria è la mafia della gente istruita e benestante che, a differenza della mafia, agisce per lo più nella legalità, gente talmente potente da influire nel processo legislaslativo che stabilisce cosa è legale. Se vogliamo colpire i massoni colpiamoli nel portafoglio, ovvero attenti a chi diamo i soldi quando facciamo la spesa: se possibile meglio comprare dai ‘piccoli’ (produttori, artigiani, commercianti) piuttosto che scegliere le multinazionali che spesso sono un covo di lobbisti e sfruttatori; alla fin della fiera lobbisti e massoni li foraggiamo anche noi (per es. la microsoft…)

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    • andrea g ha detto in risposta a priscilla

      Assolutamente sì; la Massoneria è una forma ipocrita
      di mafia, peggio di Cosa nostra, in questo senso,
      xchè almeno i totòriina vari non se la tirano da “filosofi
      del progresso”.

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  7. Positrone76 ha detto

    Dunque come tante volte sottolineato e il Papa ha ribadito secondo magistero, anzitutto la vita umana è un percorso di cui la Chiesa indica il fine ed i mezzi per compierla pienamente, tuttavia rimane un percorso da compiere e Dio perdona per opere come per grazia secondo il nostro cuore. Secondo poi dire che è sempre una malattia, cosa a volta letta anche su questo pregevole sito da alcuni commentatori rimane un ingiusto marchio d’infamia, stante il fatto che l’omosessualità come l’eterosessualità può essere anche fonte di problematiche psicologiche e fisiche su cui è legittimo intervenire. Terzo il peccato di sesso tra eterosessuali non mi pare abbia nel sito la stessa ricorrenza che ha l’attenzione verso il particolare peccato dell’omosessualità (intendo ovviamente l’atto in sè quando non crea scandalo che per la Chiesa è l’aggravante) che non è moralmente peggiore di altri.
    Quarto non capisco il “perfino” su nichi vendola…
    Quinto punto S. Paolo faceva e diceva cose che un cattolico oggi non dovrebbe fare ne dire. S. Paolo è un esempio non è il Magistero ne la Legge men hce meno divina. E’ compito della Chiesa anche superare San Paolo cosa che ha fortunatamente fatto molti secoli orsono 🙂

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

      Sarebbe più semplice, a questo punto, chiederti cosa hai capito del Cattolicesimo…

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      • Positrone76 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Potrei rivolgerti la stessa domanda a-theos sempre per rispondere al tuo tono da chi si sente evidentemente abilitato a dare il patentino di buon cattolico.

        Neanche quelli compiuti spinti da una passione non hanno la stessa gravità caro Lorenzo. Non credo che tutti gli omosessuali, specie se cattolici hanno tutta questa intenzionalità ad offendere Dio che peraltro non spia dal buco della serratura. Sempre relativamente a San Paolo è compito del Magistero non di San Paolo specificare il linguaggio, ed è compito della Chiesa interpretare anche quello che scrisse San Paolo al di là degli intenti di San Paolo stesso. Se non hai capito questo allora il tuo cattolicesimo non è chiaramente in linea con il Magistero.

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        • Francesco____ ha detto in risposta a Positrone76

          Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati (Luca 12.7)

          E tu dici che Dio non spia dal buco della serratura? Scusa se te lo chiedo: ma sei cristiano o fai finta?

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        • lorenzo ha detto in risposta a Positrone76

          Scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica al n° 2357: “… Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, (Cf Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.) la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati »(Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8: AAS 68 (1976) 85.). Sono contrari alla legge naturale.
          Ti sembra che l’interpretazione del Magistero sulle affermazioni di S. Paolo riguardo alle pratiche omosessuali intenda specificarne il linguaggio o si allinei a lui, senza se e senza ma, nella condanna di tali pratiche?

          Riguardo al peccato poi, forse non ti è chiaro che l’unico offeso non è certamente Dio ma l’uomo: il peccato apre le porte dell’inferno non perché si offende Dio, ma perché con il peccato l’uomo rifiuta Dio.

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

          Ma senti chi parla! Hai appena corretto, in base alla tua sapienza insindacabile, niente meno che San Paolo, che è Sacra Scrittura, se non lo sapessi… Roba da matti. Abbi almeno il buon gusto di tacere, se devi fare perdere tempo a tutti con queste corbellerie.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Positrone76

      L’omosessualità non è sempre una malattia fisica o mentale e gli atti sessuali contro natura compiuti da un malato non hanno la stessa gravità di quelli compiuti da un vizioso.

      Il Magistero, riguardo alle pratiche omosessuali, è perfettamente in linea con quanto affermato da S. Paolo.

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  8. Daphnos ha detto

    Approfitto del tema discusso per domandare alla redazione: ma cos’è successo su questo sito a fine luglio, quando tre giorni dopo gli auguri di buone vacanze comparve un articolo sulla teoria del gender, che però fu rimosso dopo 48 ore e 12 commenti? Era una sorta di test per vedere quante persone seguono il sito anche in periodo di ferie 😉 ?

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    • Redazione UCCR ha detto in risposta a Daphnos

      Caro Daphnos,
      si è semplicemente trattato di un errore nella programmazione degli articoli, sarebbe dovuto uscire a fine agosto ed invece è “sbucato” a fine luglio. Tutto qui.

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  9. Chiariamo bene i punti della questione, perché Gab ha perfettamente ragione nel non vedere perfettamente chiaro in quanto espresso in questo articolo.

    1) La tendenza omosessuale è un male ontologico, ma NON è un male morale.

    2) La tendenza omosessuale agita è un male ontologico e anche un gravissimo male morale (c’è una gradazione anche nella gravità dei mali morali e gli atti sessuali contro natura di tipo omosessuale sono molto più gravi degli atti sessuali contro natura di tipo eterosessuale).

    2.1) Attenzione! Male MORALE vuol dire un male che può essere compreso tale senza riferimenti alla Rivelazione. Basta l’uso della ragione naturale, per comprendere perfettamente quanto sia moralmente sbagliato dare seguito pratico ad eventuali tendenze omosessuali.

    3) Dal punto di vista cattolico la persona afflitta da tendenze omosessuali va accolta, sia per essere aiutata a superare tali tendenze (che, anche quando non agite, restano un male ontologico), sia (e ancora di più) nel caso in cui peccasse in tale materia, come ogni altro peccatore, al fine di eliminare il peccato; non certo al fine di rafforzarlo, facendolo diventare un vizio radicato (come, purtroppo, pensano i finti preti alla Don Gallo).

    4) In quanto detto al punto precedente consiste il “non discriminare”, che non va inteso, invece, come un non indicare la verità al peccatore. Anche tale “indicazione” va fatta naturalmente “modus in rebus”, ossia con carità e amore.

    5) Parlare di “male ontologico” non significa affermare che l’omosessualità sia una “patologia fisiologica”, poiché si tratta di un “disturbo della personalità”; un male, dunque, di tipo psicologico (l’uomo non è solo materia).

    6) Intollerabile invece che il peccatore si erga ad innocente e puro (privo di problemi), perché questo non fa solo il proprio male, ma anche quello del suo prossimo, come dimostrano con abbondanza le circostanze che stiamo vivendo in questi tempi storici. Elenco solo le due più evidenti.

    6.1) La gente ha incominciato ad essere “discriminata”, “giudicata” (in tribunale) e condannata (a pene pecuniarie e detentive) per avere sostenuto la verità e questo è GRAVISSIMO, addirittura demoniaco in senso stretto.

    5.2) Idem, e addirittura peggio, per “matrimonio gay” (che offende l’integrità stessa dell’istituto familiare, che è solo quello derivante dal matrimonio tra uomo e donna) e per le adozioni di innocenti (quelli sì!) che ne costituiscono il passo successivo.

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    • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Dovresti però spiegarmi quale dovrebbe essere la corretta attrazione sessuale di un ermafrodita per non essere considerata tendenza omosessuale.

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

        Mi spieghi cosa c’entra ‘sta domanda con il problema dell’omosessualità, che non ha alcuna causa fisiologica?

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        • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Alcuni, rarissimi, casi di omosessualità sono dovuti a problematiche genetiche, altri a problermi psicologici, culturali, sociali o morali.
          Un ermafrodita che esteriormente è sia uomo che donna, si comporta da omosessuale se va con gli uomini o con le donne?

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          • Abby ha detto in risposta a lorenzo

            La tendenza omosessuale sarebbe quella orientata ad altri ermafroditi. 😉

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

            Scusami, non capisco perché tu, che da altre risposte sembri dotato di buona consapevolezza, ti sia incistato in questo discorso senza senso. Non mi pare comunque proprio vi sia alcuna evidenza di omosessualità dovuta a fattori genetici.

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            • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Sono pienamente d’accordo con te che non esiste in natura “alcuna evidenza di omosessualità dovuta a fattori genetici”; dovrai pero ammettere che esistono rarissime anomalie genetiche dovute ad errati accoppiamenti dei cromosomi X ed Y che non permettono di definire se un determinato essere umano è uomo o donna: sindrome di Jacobs, sindrome di Turner, sindrome di Klinefelter, sindrome di Noonan…

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

                1) Forse non ti è chiaro il fatto che l’orientamento sessuale è una questione prettamente psicologica. Il che non significa che la psicologia sia una cosa a sé, irrelata rispetto alla biologia e, soprattutto, non avente una propria “inclinazione naturale” preferenziale (si è uomini e donne anche psichicamente). Però, tanto quanto una biologia perfettamente eterosessuale non determina in modo assoluto l’identità sessuale psicologica, poiché, appunto, in presenza di una maturazione psicologica deviata, si può essere biologicamente sani e psicologicamente omosessuali; ebbene allo stesso modo la biologia ermafrodita non è necessariamente determinante per l’identità sessuale. Non c’è il gene dell’omosessualità, tanto meno ci sarà un gene dell’omosessualità nell’ermafrodismo. Chiaro?

                2) Stiamo parlando di omosessualità, che non c’entra assolutamente nulla con altri problemi come le patologie da te menzionate. Il problema di stabilire a quale sesso appartenga un ermafrodita non c’entra nulla con il problema dell’omosessualità.

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                • Li ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  In effetti l’ermafrodito ha un quesito da porsi: essere maschio o femmina? L’etimologia della parola è data dall’unione di ermete (mercurio) e afrodite (venere) perchè nato da essi. Il suo significato è “che sembra”, o “si crede”.

                  Ricordo un documentario che trattava le storie di queste persone androgine che dovevano appunto decidere quale sesso scegliere. Non si parla mai di loro, ma ho l’impressione che abbiano la loro parte di discriminazione.

                  OT: Mai quanto gli obesi, comunque! /OT

                  Mi piacerebbe conoscere uqlche gay cattolico e non per sentire il loro parere su questi articoli.

                  Redazione, se ne circola qualcuno fatecelo sapere che lo invitiamo volentieri.

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                • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  Io definisco omosessuale un maschio (o una femmina) biologico attratto sessualmente da un altro maschio (femmina) biologico.
                  L’orientamento sessuale o è in linea con la biologia o è un disorientamento sessuale.
                  Lungi da me affermare che negli ermafroditi e casi assillabili vi sia il gene dell’omosessualità, però ammetterai che qualche disorientamento sessuale quelle persone, non assolutamente per colpa loro, lo provino.

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      • Abby ha detto in risposta a lorenzo

        Parli di ermafrociti con gemiti? http://www.youtube.com/watch?v=2gQ0wilZQk4

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    • Positrone76 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Chiariamo i punti.
      Qui discutiamo di Magistero e di visione cattolica. Precisato questo.
      1) L’omosessualità non è un male ontologico l’affermazione è tautologica quanto falsa.
      2) C’è una gradazione del male che dipende da una serie di fattori relativi all’azione in sé ma anche dalla presenza di vizio, passioni, volontà ect. Il sesso anale eterosessuale può essere peggio di un atto omosessuale in determinate condizioni. Alla luce del ragionamento complessivo interno alla dottrina l’aggravante è data dal fattore sociale (il fattore scandalo ovvero il cattivo esempio) che però se manca non rende il peccato in sé più grave.
      3) La persona dal punto di vista cattolico va aiutata a comprendere la natura del suo peccato e non incoraggiata a superare tali tendenze che peraltro se non agite non sono peccato.
      4) Indicare il male per natura e gravità maggiore di quella effettiva è una discriminazione. Il cattolico deve aiutare a capire la differenza tra peccato e peccatore oltre che la gradazione dei peccati e del loro modus operandi. Le regole servono a trovare la nostra felicità più autentica non a rientrare in ottusi schemi privi di cuore ed umanità.
      5) Parlare di male ontologico supera quanto il magistero afferma che parla di natura psicologica generata misteriosa e non malevola
      6) Intollerabile è che si tenti con il pretesto di indicare la via giusta, colpevolizzare e deplorare una non scelta. La mancanza di carità che questo atteggiamento comporta è tra i peccati, il più grave. Chi giudica con la riga sarà giudicato con rigore. L’indicazione deve essere chiara, vera e comprensiva di ogni suo aspetto nella consapevolezza che la via via deve essere scelta non imposta.
      6.1) La gente ha cominciato a esagerare esasperando i toni, in maniera anticristiana anche quando va oltre quello che la Chiesa definisce.
      6.2) La questione giuridica del matrimonio gay e “diritti” presuntamente acquisiti dai single come dai gay e persino da alcuni eterosessuali è questione che non ha nulla a che fare con i precedenti punti. E’ qualcosa che esula da qualsiasi ragionevolezza in nome di infondate premesse.

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Positrone76

        Guarda, stai facendo discorsi che sono inficiati alla radice da profonde incomprensioni e da evidenti contraddizioni. Se la tendenza omosessuale non fosse un male ontologico, cioè una tendenza in sé sbagliata, in quanto lesiva della natura umana, perché mai dovrebbe essere un male morale praticare l’omosessualità?

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  10. luca ha detto

    vorrei ricordare che i due peccati maggiori secondo il Vangelo sono la pedofilia e l’avarizia…l’omosessualità in un certo senso viene compresa nella celebre frase di Gesù:
    ci sono eunuchi per il Regno dei cieli, eunuchi per la cattiveria degli uomini ed eunuchi per natura…

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    • Sophie ha detto in risposta a luca

      Dalla definizione della Treccani. Eunuco: uomo privo di facoltà virili o per difetto organico o in seguito a evirazione. Dove l’hai vista l’omosessualità?

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    • Kosmo ha detto in risposta a luca

      ma che dici???

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    • lorenzo ha detto in risposta a luca

      “Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio».
      Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».” (Mt 19.3-12)

      vorrei ricordarti che Gesù, prima di nominare gli eunuchi, afferma che Dio creo l’uomo “maschio e femmina” e che conclude dicendo: “Chi può capire, capisca”.

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  11. Sophie ha detto

    Ogni cosa che dice il Papa viene sempre travisata e gli si affibbiano sempre mille interpretazioni, invece con Benedetto questo non succedeva. In genere quando una persona viene perennemente fraintesa qualche problema tecnico di comunicazione ce l’ha….

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