Unioni civili, interviene Bergoglio: «non confonderle con famiglia»

Francesco famigliaIl recente Sinodo sulla Famiglia ha «indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione». Papa Francesco è intervenuto con queste parole, questa mattina e a suo modo, nel grande dibattito sulle unioni civili in corso in Italia, incontrando i giudici del Tribunale della Rota Romana.

Proprio due giorni fa il vaticanista disinformatore Carlo Tecce, del “Fatto Quotidiano”, aveva sostenuto che Francesco non avrebbe gradito l’uscita del card. Angelo Bagnasco contro le unioni civili e a sostegno del Family Day, tanto da non averlo voluto incontrare. Andrea Tornielli ha precisato che la motivazione del mancato appuntamento è dovuta al dover dare precedenza ad alcuni nunzi apostolici in procinto di ripartire per le rispettive sedi, ma non si esclude la volontà del Papa di non voler avvallare -come spiegato anche da Franca Giansoldati– anticipatamente ogni futura iniziativa dell’episcopato che sarà libero di proporre una riflessione svincolata. Seppur più volte è intervenuto denunciando le minacce alla famiglia, vuole fare affiorare e stimolare il dibattito tra i vescovi sulle iniziative concrete.

Massimo Franco, del Corriere della Sera, ha spiegato opportunamente che nella CEI è aperta una riflessione non tanto sul ddl Cirinnà, verso il quale c’è generale opposizione a causa dell’equiparazione al matrimonio (e per la stepchild adoption), ma sull’opportunità di una manifestazione pubblica. Mons. Nunzio Galantino, segretario della CEI, non è a favore delle piazze e lo ha detto chiaramente, come altrettanto chiaramente ha espresso però in questi mesi tutta la sua contrarietà alle unioni civili discusse in Parlamento. Al contrario, mons. Bagnasco, presidente della CEI, ritiene sia opportuno questo tipo di manifestazione (si svolgerà il 30 gennaio al Circo Massimo) e la sua uscita è stata apprezzata anche dagli arcivescovi più stimati da Papa Francesco, come il card. Gualtiero Bassetti che proprio oggi ha detto: «Davanti a numerosi fedeli e rappresentanti di movimenti ecclesiali che mi chiedevano come comportarsi, io ho detto chiaramente che quanto affermato dal comitato “difendiamo i nostri figli” è buono, e quindi partecipare alla manifestazione è cosa buona. Ma ho anche detto, ed è importante: si va per affermare la bellezza della famiglia, non per contrapporsi a qualcuno».

Sostengo esplicito a mons. Bagnasco oltre che dal segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, è arrivato anche da un prelato scelto direttamente dal Papa, il neo arcivescovo di Bologna mons. Matteo Zuppi, il cui endorsement avrà creato senz’altro molti mal di pancia ai tanti “cattolici adulti” che pochi mesi fa avevano esultato alla notizia della sua elezione, come Vito Mancuso, Alberto Melloni e Mauro Pesce. Completo appoggio al Family Day anche da Gianluigi De Palo, neo-presidente del Forum delle associazioni familiari, recentemente accusato da alcune testate di aver criticato l’evento del 2007 («non ho mai detto che il Family Day del 2007 è stato un fallimento. Questo termine si trova soltanto nel titolo dell’intervista che ho rilasciato»).

Questa mattina, comunque, Francesco ha voluto lanciare un ennesimo segnale (tutti i suoi interventi a favore della famiglia li abbiamo raccolti qui), molto chiaro: «Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione […]. La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità». Citando Paolo VI, l’incubo dei “cattolici progressisti”, ha proseguito: «Come affermò il beato Paolo VI, la Chiesa ha sempre rivolto “uno sguardo particolare, pieno di sollecitudine e di amore, alla famiglia ed ai suoi problemi. Per mezzo del matrimonio e della famiglia Iddio ha sapientemente unite due tra le maggiori realtà umane: la missione di trasmettere la vita e l’amore vicendevole e legittimo dell’uomo e della donna, per il quale essi sono chiamati a completarsi vicendevolmente in una donazione reciproca non soltanto fisica, ma soprattutto spirituale”». Ed in conclusione, «la Chiesa con rinnovato senso di responsabilità continua a proporre il matrimonio, nei suoi elementi essenziali – prole, bene dei coniugi, unità, indissolubilità, sacramentalità –, non come un ideale per pochi, nonostante i moderni modelli centrati sull’effimero e sul transitorio, ma come una realtà che, nella grazia di Cristo, può essere vissuta da tutti i fedeli battezzati».

Un intervento che non è stato ripreso sui rispettivi quotidiani (o blog) né dai vaticanisti “progressisti”, come Carlo Tecce e Paolo Rodari, né dai “tradizionalisti”, come Sandro Magister e Antonio Socci. Ogni schieramento porta purtroppo avanti la sua piccola battaglia, scopi diversi ma argomenti comuni: entrambe la fazioni vorrebbero far passare Papa Francesco come pontefice Lgbt e, per questo, censurano le notizie che inficiano i loro intenti. Per ora, tra i vaticanisti, soltanto Andrea Tornielli e Francesco Antonio Grana (oltre ad Avvenire, chiaramente), hanno ripreso le parole papali, seppur soltanto il secondo le ha legate al dibattito sulle unioni civili.

Facciamo anche notare altre parole odierne del Papa, comparse all’interno di un secondo discorso che ha tenuto quest’oggi, che contribuiscono ad abbattere il finto Papa inventato dalle due fazioni citate poco sopra, quello che avrebbe “cancellato il peccato” e “vietato il giudicare”: «Noi possiamo e dobbiamo giudicare situazioni di peccato ma non possiamo giudicare le persone, perché solo Dio può leggere in profondità nel loro cuore. È nostro compito ammonire chi sbaglia, denunciando la cattiveria e l’ingiustizia di certi comportamenti, al fine di liberare le vittime e sollevare chi è caduto. Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che «la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Questa verità è, in definitiva, Cristo stesso, la cui mite misericordia è la misura della nostra maniera di annunciare la verità e di condannare l’ingiustizia. Solo parole pronunciate con amore e accompagnate da mitezza e misericordia toccano i cuori di noi peccatori. Parole e gesti duri o moralistici corrono il rischio di alienare ulteriormente coloro che vorremmo condurre alla conversione e alla libertà, rafforzando il loro senso di diniego e di difesa».

 

Aggiornamento 23/01/15
Il giornalista Antonio Socci ha parlato soltanto questa mattina dell’intervento del Papa su Libero, sostenendo comunque che il Pontefice sarebbe stato costretto a malincuore ad esprimersi per meri motivi di calcolo politico, avendo percepito che l’opposizione cattolica alle unioni civili è molto forte. Insomma, prima lo criticava perché non prendeva posizione sulle unioni civili (falso, poiché ne ha parlato più volte), ora che ne ha parlato lo critica perché lo avrebbe fatto per scopi politici. Comunque c’è sempre del fango da gettargli addosso e tutto fa brodo per la propria misera battaglia.

 

Aggiornamento 24/01/15
Diversi lettori ci hanno fatto ricordare che Papa Francesco intervenne anche pochi giorni prima del recente referendum sloveno sull’abrogazione del matrimonio gay, vinto dai sostenitori della famiglia. Il Papa, durante l’Udienza generale del 16 dicembre 2015, ha invitato i pellegrini sloveni a «sostenere la famiglia, struttura di riferimento del vivere sociale», esprimendo «apprezzamento all’intera Chiesa slovena in favore della famiglia» e incoraggiando «tutti, specialmente quanti hanno responsabilità pubbliche, a sostenere la famiglia, struttura di riferimento del vivere sociale».

La redazione

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