Ma la lobby gay odia Bergoglio: “omofobo”, “medievale”, “retrivo”

“La famiglia come immagine di Dio, uomo e donna, è una solaˮ, “la teoria del gender è un colonizzazione ideologicaˮ, “il diritto dei bambini a crescere con un papà e una mammaˮ, “figli gay? Provare con la psichiatriaˮ, “se c’è il dubbio di omosessualità, meglio non far entrare in seminarioˮ. Questi ed altri i più famosi giudizi che Papa Francesco ha ribadito molte volte, senza alcuna ambiguità (mettendo spesso in imbarazzo i cronisti dei grandi giornali).

Ciò contraddice con i fatti l’accusa teorica di “complicità” verso l’omoeresia che gli viene rinfacciata in queste ore. Eppure, chiedetelo alla lobby gay (clericale e non) se Francesco davvero strizza l’occhio al grande idolo arcobaleno.

La Chiesa omofoba di papa Bergoglio si intitola l’articolo su Micromega (4/2018, pp. 70-80) del teologo polacco Krzystof Charamsa, che nel 2015 venne immediatamente sospeso a divinis e rimosso dalla segreteria della Commissione teologica internazionale presso la Congregazione per la dottrina della fede, dopo il suo coming out. Charamsa è duro con il Papa, sopratutto con l’esortazione apostolica Amoris laetitia, nella quale si afferma a chiare lettere che «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». Sempre nel 2015, Papa Francesco ha cacciato anche il teologo tedesco David Berger, togliendogli la cattedra di insegnamento nelle scuole, dopo l’annuncio pubblico di essere omosessuale. Oggi Berger scrive: «Come cattolico gay continuo a sentirmi discriminato da Papa Francesco».

«Dopo le sue aperture largamente di apparenza ma sostanzialmente molto limitate ai diritti delle persone omosessuali (il famoso e fin troppo frainteso “chi sono io per giudicare un gay”)», scrive invece il Partito Marxista Leninista Italiano, «Bergoglio ha voluto rimettere i puntini sulle i, confermare la linea patriarcale, eteronormativa e familista del Vaticano e zittire le voci più progressiste all’interno della sua stessa Chiesa». Il cattolico Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, ha confermato: «Come i monaci di quel tempo, che definivano demoniaco tutto ciò che non comprendevano, Francesco ha voluto immergersi nella tradizione cattolica più retriva, quella che da secoli nega ogni relazione e progetti di vita che non siano conformi alle leggi canoniche lontane dal messaggio evangelico. Mi domando come il sommo pontefice, definito troppe volte amorevole e attento ai mutamenti sociali, non voglia discernere rispetto a una cultura colpevole di aver causato tanto dolore a milioni di persone e famiglie omosessuali».

«Non c’è nulla di sorprendente nelle parole omofobe e sessiste di Bergoglio», si legge invece su un blog ateo. «Sono esattamente le stesse posizioni che la Chiesa e lui stesso hanno sempre ribadito. L’unica cosa incomprensibile è come possa continuare ancora il mito di Bergoglio dopo questa ennesima dimostrazione». Nel 2014 su Gay oggi viene scritto: «Grave, gravissima ingerenza quella di Papa Francesco. Non solo Bergoglio ha tenuto a precisare con chiarezza che le coppie gay non sono una famiglia, ma ha anche bocciato nettamente le iniziative contro l’omofobia nelle scuole. Nel fare ciò, ha usato proprio quelli che sono gli slogan tanto cari agli omofobi cattolici di professione, con tanto di accusa di nazi-fascismo e dittatura del pensiero unico. Tirando in ballo la “dittatura del pensiero unico”, Bergoglio boccia indirettamente anche il DDL contro l’omofobia in discussione in Parlamento».

Mentre Il Fatto Quotidiano combatteva Papa Ratzinger attraverso Marco Politi, dall’elezione di Francesco il testimone dell’hater è passato a Marco Marzano: «Sugli effetti della presenza dei gay nel clero, il Papa non sembra pensarla molto diversamente da Viganò», ha scritto. «Certo, non ha mai usato i toni esplicitamente omofobi adottati dell’estrema destra, ma in compenso ha parlato più di una volta della “lobby gay” ribadendo ai vescovi italiani e a quelli cileni che l’omosessualità può intrecciarsi con il tema degli abusi e che in ogni caso va sradicata totalmente dai seminari».

La redazione

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69 commenti a Ma la lobby gay odia Bergoglio: “omofobo”, “medievale”, “retrivo”

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  1. Dan87 ha detto

    Ci mancava solo che una tesi e un antitesi fossero la stessa cosa.

    Una afferma A l’altro B,solo il cielo sa come fa quello che dice A a dire le stesse cose di B e viceversa,a prescindere che si argomenti per A o per B.

    Potremmo differire di opinioni ma dovremmo avere una certezza vera assoluta “non abbiamo affatto le stesse tesi”.Se no buonanotte al secchio,nemmeno staremmo a discutere.

    • Tommasodaquino ha detto in risposta a Dan87

      Godel credo che si stia rivoltando nella tomba

      • Dan87 ha detto in risposta a Tommasodaquino

        Direi:non solo Goedel ma proprio nessuno, sosterrebbe che uno dice A:”Non sono d’accordo con le unioni civili” stia dicendo contemporaneamente B:”sono d’accordo con le unioni civili” e viceversa,si deve convenire allora che A e B su questo punto non dicono le stesse cose in maniera certa,perché se no, ci finiamo noi dallo psichiatra.

    • Hugo ha detto in risposta a lorenzo

      Pongo anche a te le stesse domande…
      Qual è il problema di incontrare le persone gay?
      Significa legittimarle?
      Come spieghi che pubblicamente (molto più importante di quello che fa nel privato) si oppone alla lobby gay (come dimostrato nell’articolo)?
      Incontrare due evangelici significa essere evangelico o supportare il protestantesimo?
      Entrare in moschea senza scarpe e pregare (come fece BXVI) significa essere musulmano o sostenere l’Islam?
      Baciare il Corano (come fece GPII) significa dire che la Bibbia è falsa?
      Incontrare lorenzo che è un peccatore pubblico in quanto diffama il Papa, significa legittimare l’opera sporca di lorenzo?

      Hai qualche osservazione di rilievo circa tutto questo?
      O sei il solito frequentatore dei blog tradizionalisti abituato a ragionare con la pancia e con l’indignazione meccanica?

  2. GianPiero ha detto

    La prossima dimostrazione scientifica e “certa” di UCCR sara’che Mons. Ricca e Padre James Martin e il card. Coccopalmerio, odiano in realta’papa Francesco che “apparentemente”li appoggia e gli fa fare carriera ma sotto sotto li ostacola.
    Poi si passera’alla dimostrazione che Cristo e’morto di sonno.

    • minimus ha detto in risposta a GianPiero

      Consiglierei a tutti di uscire dalla zona di sicurezza e andare a prendere informazioni direttamente sui siti cattolici americani. Vedrete cosa pensano i laici, e non solo sui blog dei tradizionalisti cattivi, anche su siti mainstream come NCR (National Catholic Register): la lobby gay esiste ed è estremamente potente, e soprattutto gode di un senso di impunità.

      Esempio: giusto ieri, due preti di Chicago sono stati arrestati a Miami per atti osceni in luogo pubblico di fronte a un parco giochi – facevano sesso orale in macchina.
      Il loro predecessore nella parrocchia di San Juan Diego ad Arlington, è stato arrestato nel 2015 per possesso di pedopornografia.
      L’arcivescovo di Chicago Cupich è stato uno dei primi a cercare, in modo vergognoso, di minimizzare la vicenda (“Il Papa ha ben altro a cui pensare, come il riscaldamento globale!” vi giuro che l’ha detto veramente) e ha accusato i detrattori di Francesco di “razzismo anti-latinos” (sic). Guarda caso, il parroco arrestato per pedopornografia e i successori per atti osceni sono tutti e tre latinos. Excusatio non petita?
      Lascio a voi di unire i puntini.

      • Hugo ha detto in risposta a minimus

        Peccato che questo non significhi nulla. Preti gay ce ne sono sempre stati e i preti pedofili erano più numerosi 10-15 anni fa che oggi (vedi il report della Pennsylvania).

        Non conosco le parole di Cupich e non dimostri che Cupich abbia minimizzato, sono tuoi racconti come quelli di Viganò.

        Tutto qui? Due preti gay e un prete pedofilo sarebbero la potente lobby gay impunita?
        Non è un po pochino? Sicuro che anche tu non hai altro a cui pensare?

        • minimus ha detto in risposta a Hugo

          Le persone che conosco non vanno a fare le loro cose in pubblico, in pieno giorno e di fronte a dei bambini.
          Che lo facciano due preti e tra di loro è aberrante.
          Finiamola una volta per tutte con questa ingenuità: se una persona si comporta in questo modo, è perché nel suo ambiente si sente al di sopra non solo della morale ma della stessa legge.
          Quanto a Cupich, beh, vai a vedere tu stesso se l’ha detto o no.

          Come ragazzo che è stato lui stessa abusata, a 13 anni (non da un prete) sono profondamente deluso, anzi sono scandalizzato da questo atteggiamento di minimizzazione rifiuto della realtà. Sotto tante belle parole questa è COMPLICITÀ con questi criminali, né più né meno.

          Ma capisco che per molti di voi la priorità non è né l’amore per Cristo, né il lenire sofferenze delle vittime, bensì la difesa dell’istituzione ecclesiastica.

          • minimus ha detto in risposta a minimus

            Chiedo perdono se ho commesso qualche errore grammaticale, mi sono fatto prendere dalla passione e credo che ne comprenderete il motivo.

          • Katy ha detto in risposta a minimus

            Vedi caro amico, tu indignandoti troppo frequentemente confondi le cose.
            Un conto è l’omosessualità di alcuni preti un altro sono gli abusi pedofili verso i bambini.

            Altra confusione: aver trovato due preti gay non dimostra la cupola gay della Chiesa cattolica, dal ’68 che molti preti hanno ceduto, semplicemente dimostra due preti gay da sbattere fuori (e da condannare penalmente se hanno commesso questi atti in luogo pubblico).

            O dimostrate le vostre accuse (da Viganò in giù) o tacete o ve ne andate (indignati o meno, non m’importa). Continuare a giocare ai novelli anticlericali fa solo del male a voi stessi e agli sprovveduti che vi credono.

          • Katy ha detto in risposta a minimus

            Mi spiace per gli abusi che hai subito.

      • Katy ha detto in risposta a minimus

        Hai ragione, andiamo a prendere informazione direttamente sui siti cattolici americani: “La lettera di Viganò è un resoconto soggettivo della recente storia della chiesa piena di affermazioni non verificabili; il suo tono meschino e ipocrita è quello di qualcuno che si accontenta di regolare i conti personali”
        https://www.commonwealmagazine.org/viganos-testimony

        • minimus ha detto in risposta a Katy

          Ah beh, perché dire “mi spiace” unito ad accuse di anticlericalismo e ad un velato invito ad andarsene è un grande aiuto, sì sì.
          Secondo me voi non avete idea di cosa comporti l’essere abusato. A me ha creato problemi psicologici enormi per anni: depressione, tentazioni suicide, crollo delle prestazioni scolastiche, dipendenza da alcol e pornografia. Ridurre il tutto a una mera statistica (“oggi succede di meno”) dimostra o una mancanza di conoscenza o una mancanza di empatia.

          Per il bene della Chiesa che io nonostante tutto amo, vi supplico di cambiare atteggiamento, voi e i prelati. Perché se non si farà pulizia noi dall’interno, lo farà la giustizia americana, con enorme scandalo per tutta la Chiesa universale.

          Ultima cosa: andate a leggere, in versione inglese integrale, il John Jay Report e la relazione del Grand Jury della Pennsylvania. Perché forse non comprendete la vera natura del fenomeno.

      • positrone76 ha detto in risposta a minimus

        Solo un paio di considerazione “materiale pedopornografico”. I preti di Chicago erano cattolici (perché i giornali americani non sempre lo specificano).

        Ricordo che la gran parte dei casi di pedofilia secondo un metastudio di Introvigne, se la memoria non mi inganna, riguarda il sesso non -gay-… Così giusto per sottolineare questa tendenza a voler ignorare certi fatti…

  3. Donato ha detto

    La Redazione ha qualche rilievo od osservazione circa il video postato da Lorenzo (https://www.youtube.com/watch?v=wpcN0Ly8os) ?

    • Hugo ha detto in risposta a Donato

      E qual è il problema di incontrare le persone gay?
      Significa legittimarle?
      Incontrare due evangelici significa essere evangelico o supportare il protestantesimo?
      Entrare in moschea senza scarpe e pregare (come fece BXVI) significa essere musulmano o sostenere l’Islam?
      Baciare il Corano (come fece GPII) significa dire che la Bibbia è falsa?

      Hai qualche osservazione di rilievo circa tutto questo?
      O sei il solito frequentatore dei blog tradizionalisti abituato a ragionare con la pancia e con l’indignazione meccanica?

    • simone ha detto in risposta a Donato

      E comunque il Papa non incontra una coppia gay, ma un suo vecchio amico assieme a una decina di persone, quasi tutte donne. Nemmeno si capisce chi è la coppia…davvero credo che siate animati da puro odio perché non si spiega questa cecità.

  4. D. ha detto

    Tra dire ed il fare c’è di mezzo il mare

  5. Max De Pasquale ha detto

    …ed ora che si dira’ ad Italians?

  6. Dan87 ha detto

    No comment.

  7. Sophie ha detto

    I gay ce l’hanno con tutti al mondo, non solo con il Papa.

  8. simone ha detto

    Quindi:
    1) O la lobby tradizionalista mente.
    2) O la lobby gay finge di essere arrabbiata con il Papa perché sa bene che anche se il Papa continua a lanciare bordate pubbliche contro nozze gay, adozioni gay e gender, in realtà le approva segretamente e vuole che i gay dominino il mondo.

    A seconda di cosa scegliete so se chiamare un esorcista o meno per voi.

    • minimus ha detto in risposta a simone

      Nonostante l’intento chiaramente non conciliatorio, ti ringrazio della proposta, perché ci ricorda che il demonio è sempre lì a tentare di insidiarci. Se vuoi, puoi recitare per noi la preghiera a San Michele arcangelo.
      Però penso che esorcizzare un po’ di preti pervertiti sia più importante.

  9. Dan87 ha detto

    “Si scrive tanto della lobby gay. Io finora non ho trovato in Vaticano chi ha scritto “gay” sulla carta d’identità. Bisogna distinguere tra l’essere gay, avere questa tendenza, e fare lobby. Le lobby, tutte le lobby, non sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo? Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che le persone gay non si devono discriminare, ma si devono accogliere. Il problema non è avere questa tendenza, il problema è fare lobby e questo vale per questo come per le lobby d’affari, le lobby politiche, le lobby massoniche”Papa Francesco

    Il tutto si è trasformato in “chi sono io per giudicare”

  10. giuliano ha detto

    W papa Francesco.

  11. Ed of Ct. Usa ha detto

    In view of the German documentary on Bergoglios inaction and ineptitude of THREE Scandals on Homosexual abuse in Arg. plus Mc Carrick , Inzolio , Barros promotion plus Mahoney and Daneels advancement by B.F. AFTER being Exposed for Deviancy and or cover ups it is time for Bergoglio Cino Francis to RESIGN or Retire.He needs to do this before he Bf., Farrell and Weurl Etc disgrace the papacy any more than he has done already..

  12. Fausto Forini ha detto

    “La famiglia come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola“, “la teoria del gender è un colonizzazione ideologicaˮ, “il diritto dei bambini a crescere con un papà e una mamma“, “figli gay? Provare con la psichiatria

    «Non c’è nulla di sorprendente nelle parole omofobe e sessiste di Bergoglio»

    dichiaratamente omofobe e sessiste …

    ok, mi sembra ci siano tutti i motivi validi per odiarvi da parte dei gay e della società civile in generale.

  13. Gianluca C. ha detto

    Simoatica anche la censura (ebbene sì, hanno censurato il papa) del sito del Vaticano che ha espunto dalla trascrizione del suo discorso la frase incriminata sulla psichiatria
    https://www.bitchyf.it/vaticano-frase-papa-gay/

  14. Dan87 ha detto

    Che cosa vorrebbe dire a un padre di una famiglia cattolica il cui figlio gli dice di essere omosessuale?Risposta:

    «Sempre ci sono stati gli omosessuali e le persone con tendenze omosessuali. Sempre. Dicono i sociologi – e non so se è vero – che nei tempi di cambiamento d’epoca crescono questi fenomeni sociali, etici. Uno di loro sarebbe questo. Questa è l’opinione di alcuni sociologi. La tua domanda è chiara: Cosa direi a un papà che vede suo figlio o sua figlia che ha quella tendenza? Direi: primo, di pregare. Preghi. Non condannare, dialogare, capire e fare spazio al figlio e alla figlia. Fare spazio perché si esprima»

    in quale età s’esprime questa inquietudine del figlio? È importante. Una cosa è quando si manifesta da bambino. C’è tanto da fare con la psichiatria, per vedere come sono le cose. Una cosa è quando si manifesta dopo i 20 anni o cose del genere. Ma io mai dirò che il silenzio è un rimedio. Ignorare un figlio o una figlia con tendenza omosessuale è mancanza di paternità o maternità. Tu sei mio figlio. Tu sei mia figlia, come sei. Io sono tua padre e tua madre: Parliamo».

    «Se voi, padre o madre, non ve la cavate chiedete aiuto. Ma sempre nel dialogo, sempre nel dialogo. Perché quel figlio e quella figlia hanno diritto a una famiglia. Non cacciarlo via dalla famiglia. Questa è una sfida seria ma che fa la paternità e della maternità»

    Dipende dall’interpretazione che si da nel contesto.

    Se i genitori non riescono ad instaurare un dialogo con la figlia/figlio omosessuale allora rivolgersi alla psichiatria.

    Che poi forse si sbaglia sarebbe più appropriato lo psicologo,non è nel DSM infatti l’omosessualità.

  15. andrea g ha detto

    Papa Francesco è il miglior pontefice che potesse guidare
    attualmente la Chiesa Cattolica, così come sono stati
    perfetti Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, Paolo VI, ecc-

  16. giuliano ha detto

    L’omofobia è l’avversione immotivata e irrazionale verso persone omosessuali, gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Veder scritto dall’omosessualista di turno che la frase un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma è frase omofoba dimostra che, qualora questa sia effettivamente frase omofoba, questa presunta avversione non solo non può che essere razionale ma probabilmente è pure abbondantemente motivata.

  17. Gianluca C. ha detto

    un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma

    non è una frase omofoba, è semplicemente una petizione di principio smentita dalla stragrande maggioranza degli studi scientifici
    http://www.today.it/scienze/genitori-gay-conseguenza-figli.html

    Scopriamo invece quale sia l’attendibilità del più famoso studio contrario:

    Mark Regnerus è un sociologo che insegna all’Università del Texas di Austin ed è diventato famoso perché nel 2012 ha pubblicato il più esteso studio mai realizzato sui figli di genitori omosessuali. Ne ha concluso che sono più inclini al suicidio, al tradimento e alla disoccupazione di quelli delle coppie eterosessuali stabili, e comunque destinati a incontrare maggiori difficoltà psicologiche e materiali nella vita. Un disastro. E infatti la ricerca di Regnerus, che contraddice i risultati di quelle precedenti, ma per la prima volta prende in esame un campione statisticamente significativo della popolazione Usa ( 2.988 persone tra i 18 e i 39 anni), è la più citata da chi si oppone al matrimonio e all’adozione gay.
    Lo studio, però, è stato subito criticato da 200 tra professori universitari e terapeuti e dalle maggiori associazioni mediche statunitensi, tra cui l’American Psychological Association, l’American Psychiatric Association, l’American Medical Association, l’American Academy of Pediatrics, e l’American Psychoanalytic Association, che hanno rimproverato a Regnerus di averne falsato i risultati usando criteri sbagliati. Il sociologo, in sostanza, ha individuato i figli di genitori gay in modo da andare a pescare quelli provenienti dalle famiglie più a rischio.
    Invece di chiedere agli intervistati se erano stati cresciuti da una coppia gay, ha chiesto se il padre o la madre avevano avuto almeno un rapporto omosessuale, a prescindere dalla sua durata e caratteristica. E in caso affermativo li ha definiti «genitori gay».
    Come ha fatto notare John Corvino, professore di filosofia alla Wayne State University di Detroit e autore di Debating Same-Sex Marriage («Il dibattito sul matrimonio gay»), nella definizione rientrano: detenuti etero che in carcere fanno sesso con altri uomini per sfogarsi; una coppia gay di lungo corso che adotta (negli Usa è possibile) bimbi portatori di handicap; una donna quarantenne che scopre la sua omosessualità quando i figli sono cresciuti, divorzia dal marito e inizia una storia con un’altra donna; una prostituta sposata eterosessuale che occasionalmente offre i propri servizi alle donne; una lesbica che fa un figlio grazie all’inseminazione artificiale e lo cresce con la sua compagna; uomini sposati con un amante del loro stesso sesso. Così sul campione totale gli individui cresciuti in famiglie gay finiscono per essere pochissimi, di fatto irrilevanti. Regnerus ha preso poi le persone individuate grazie a questo criterio e le ha confrontate con gli adulti cresciuti da genitori biologici che ancora stavano insieme. «L’unica cosa che fa la sua ricerca – spiega Corvino – è confermare quello che sappiamo già: l’instabilità e la disgregazione danneggiano i bambini».
    Adesso, mesi dopo la pubblicazione, anche Regnerus ha riconosciuto di aver sbagliato: «Se dovessi rifare da capo la mia ricerca starei più attento a definire i figli di genitori dello stesso sesso. Ho parlato di madri lesbiche e padri gay quando in effetti non sapevo niente sul loro orientamento sessuale».

    • giuliano ha detto in risposta a Gianluca C.

      Basta sposarsi e mettere al mondo figli, farli crescere, dividere con loro gioie e dolori, immedesimarsi con i loro problemi e condividere la crescita per capire dove non arriva la madre arriva il padre e viceversa. La genitorialità NON è un lavoro, non è una vocazione, non è acquisibile se mancano i presupposti. La genitorialità è soprattutto mettere in pratica sensibilità diverse; è fondamentale la sensibilità femminile della mamma, assolutamente diversa dalla sensibilità maschile del padre; è fondamentale la sensibilità maschile del padre, assolutamente diversa dalla sensibilità femminile della madre. Un bambino o è maschio o è femmina; ogni bambino, a seconda del sesso, vede il padre diversamente dalla madre e vede la madre diversamente dal padre. Crescendo capisce, perchè tutti i piccoli sono involontariamente un po’ egoisti, quando abbisogna del padre e quando abbisogna della madre. Dopo, per carità, ci sono bambini che restano solo col padre, o solo con la madre, addirittura senza padre e madre (orfani); la vita riserva talvolta grandi dolori per i piccoli. Anche un padre ed una madre potrebbero essere nelle condizioni di non rispondere appieno alle esigenze di un bambino … può capitare. Ma quel che può capitare non può giustificare (solo perchè può capitare…) che venga ritenuto moralmente e civilmente giusto che un bambino sia privato A PRIORI e RICERCATAMENTE del DIRITTO suo di avere una mamma e un papà.
      Detto questo, siamo in democrazia e le varie lobby ormai, trasformando bisogni in fantomatici diritti con le varie e studiate tattiche stanno sdoganando le cosiddette “famiglie” arcobaleno e amenità varie. Tanto a nessuno interessa la libertà dei più piccoli (fin da quando sono concepiti…). Avremo modo di vedere i risultati (anche se le coppie omo che “vogliono” figli sono statisticamente irrilevanti perchè ridicola è la numerosità) di queste follie.
      Quanto agli studi omosessualisti sulla genitorialità omosessuale… vien quasi da ridere. Non c’è uno studio, dico uno…, che nel valutare la “resa” di una coppia omosessuale a garantire benessere e felicità ad un bambino in crescita, metta prima di tutto le esigenze dei bambini stessi. Si va sempre a finire sulla “capacità”, sulla “possibilità”, sulla “abilità”, sulla “disponibilità”, sulla “bravura”, ecc… dei due adulti. Mah.

    • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

      Quello di Regnerus non è il più importante studio e comunque le critiche delle politicizzate associazioni mediche sono state smentite dall’Università del Texas che ha svolto un’indagine interna: http://www.utexas.edu/news/2012/08/29/regnerus_scientific_misconduct_inquiry_completed

      Lo studio di Regnerus è stato sostenuto da 20 scienziati e docenti universitari: http://www.baylorisr.org/2012/06/20/a-social-scientific-response-to-the-regnerus-controversy/

      Regnerus non ha mai riconosciuto l’errore e non ha mai dichiarato quella frase. Quello che ha detto è stato questo: «Io ho parlato di “madri lesbiche” e “padri gay”, quando in realtà, non conoscevo il loro orientamento sessuale, conoscevo solo il loro comportamento di relazione omosessuale. Ma per quanto riguarda gli stessi risultati, io li confermo». Quindi l’unico errore è aver dedotto dal comportamento omosessuale che fossero omosessuali.
      http://www.citizenlink.com/2012/10/26/friday-5-mark-regnerus/

      La validità e l’importanza dello studio di Regnerus è dimostrata anche dal fatto che perfino Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS), ha fatto riferimento a tale ricerca:
      http://qn.quotidiano.net/cronaca/2013/01/12/828973-coppie-gay-coro-no-contro-sentenza-cassazione.shtml

  18. Gianluca C. ha detto

    Se le tue motivazioni religiose ti fanno ritenere che una coppia omosessuale non possa crescere un bambino al pari di una coppia eterosessuale, nessun problema.
    L’importante è che tu non provi nemmeno ad ammantare questa convinzione religiosa con presunte evidenze scientifiche, perché sennò vai a fare delle brutte figure, dai retta

    • giuliano ha detto in risposta a Gianluca C.

      Ma va la… non nasconda l’inconsistenza della posizione con presunta assenza di scientificità. E lasci stare la religione che c’entra ben poco con la questione. Qui non manca l’avvallo scientifico e si può portar avanti il discorso anche senza scomodare la “religione” che vi fa tanto paura (non c’è assolutamente bisogno…).
      Cominci col trovarmi un articolo di psicologia che avvalll l’omogenitorialità… ma partendo dalle esigenze del bambino però.

    • Brunello ha detto in risposta a Gianluca C.

      Un mio amico insegnante di religione mi disse di essere contrario alle adozioni omosessuali perché era statisticamente provato che i figli diventano a loro volta omosessuali. Ci sono studi in proposito ? Non sto facendo polemica voglio solo capire

      • Giuliano ha detto in risposta a Brunello

        Non c’è nessuna evenienza statistica “chiara” circa un collegamento fra adozioni omosessuali e figli che diventano omosessuali. Il motivo principale è che la popolazione da studiare (“popolazione” in senso statistico) non fornisce probabilmente ancora campioni significativi. Senza poi contare il fatto che attualmente non è ancora ben chiara cosa sia la stessa omosessualità… Personalmente penso che questo “collegamento” sia comunque una fesseria. Un bambino riesce a crescere comunque, anche se non ha un papà e una mamma o anche se si trova ad avere a che fare con due ometti che giocano con la biologia e si comprano il figlioletto. Il punto fondamentale è ritenere giusto e civile privare a PRIORI e RICERCATAMENTE un bambino del diritto suo naturale di avere una mamma e un papà (persino le associazioni degli omosessuali sullo specifico non hanno proprio una visione concorde…).
        Il nostro caro omosessualista di turno, continua comunque a mischiare le carte in tavola e logorroicamente presenta il problema da valle (vedere cioè le “differenze” fra figli di coppie omosessuali e figli di coppie uomo-donna, analisi comunque difficilissima per moltissimi motivi…) dimenticandosi però il vero problema: le esigenze del bambino. Solo partendo da questo punto si potrebbe “valutare” la cosiddetta omogenitorialità. Dallo “scientista” Gianluca C. sto ancora aspettando “informazioni” a riguardo (chissà che a furia di bighellonare per internet ci illumini).

        • Gianluca C. ha detto in risposta a Giuliano

          E quali saranno mai queste “esigenze del bambino” che una coppia omosessuale non può soddisfare? Amore? Comprensione? Educazione? Quando parli per slogan mi sei molto meno simpatico, Giuliano

          • giuliano ha detto in risposta a Gianluca C.

            E’ lei che pontifica mirabolanti “prove scientifiche” circa l’invarianza fra omogenitorialità e genitorialità.
            Al di la della simpatia o delle paventate brutte figure, sto ancora aspettando informazioni “scientifiche” ed “inattaccabili” che dimostri questa invarianza.

            In rete trova di tutto, su tutto e per tutto; pro, contro, razionali, irrazionali, chi esamina 23 casi, chi esamina 145 casi, qualcuno scrive che i figli di omocoppie sono milioni (milioni???), nel 90% delle volte il titolo dell’articolo già indica l’orientamento dell’articolista (dimostrando già a monte l’ennesima finestra di Overton aperta) ecc…

            Ma non c’è MAI qualcuno che prova a vedere il problema dal punto di vista del bambino. E’ lei che deve mostrare le sue certezze. Molto più prosaicamente, e con meno sicurezza, io pongo solo piccole domande. E’ chi vuole cambiare la corrente “dominante” che deve rispondere e “provare”. A me compete solo leggere e approfondire. Dai figli che abbiamo cresciuto penso di aver capito qualcosa; ma sono sempre pronto anche a vedere la cosa da altri punti di vista. Ma “fatti” però… non “parole” suffragate da statistiche demenziali e ascientifiche, piaggeria e paura di esser bastian contrari rispetto al pensiero unico dominante. Ciao, Gianluca C.

            I bimbi in provetta sono una recente novità, per migliaia d’anni l’umanità non ha usufruito della “potente” novità della “famiglia omogenitoriale” e dopo miglia di anni pare sempre più eterea l’origine biologica ormai non più vista come valore. Al di la dei piagnistei sulla onnipresente “omofobia” e del complotto infernale dei cattivoni retrogradi che vogliono bloccare sul nascere le famiglie arcobaleno, i fatti si stanno aspettando… non correnti di pensiero o desideri convertiti in (presunti) diritti.

            • Gianluca C. ha detto in risposta a giuliano

              Io più che mostrarti, dati alla mano, che la comunità scientifica è concorde, pressoché unanimemente, nel ritenere che non vi siano differenze nel benessere (well-being) tra figli di coppie eterosessuali ed omosessuali, proprio non posso fare.
              Per continuare a negare ad oltranza queste risultanze sono richieste abilità eristiche che non hai, te lo assicuro.
              Perciò se vuoi continuare a parlare per slogan fa’ pure, ché io non replicherò ulteriormente. Concedo sempre l’ultima parola al mio interlocutore, specie quando più parla e più mostra l’inconsistenza dei suoi argomenti

              • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

                Vedi Gianluca, già solo leggere che la “comunità scientifica è concorde” significa prendere il tuo commento e gettarlo nella spazzatura. Per chi abbia un minimo di confidenza con la ricerca scientifica sa bene che gli scienziati non sono concordi praticamente su nulla, tanto meno su temi del genere dove è la stessa natura che ha impedito alle persone omosessuali di poter divenire naturalmente genitori.

                Per quanto riguarda la ricerca scientifica, in questo articolo sono elencati oltre cento studi scientifici contrari alle adozioni gay. Ovviamente farai i salti mortali per dire che sono falsi/firmati da omofobi/pubblicati su giornaletti parrocchiali ecc. Ma questo non cambierà la realtà, se vuoi continuare a parlare per slogan fai puro ma prima ti informi e poi pretenderai di dire la tua e aspettare che qualcuno ti prenda sul serio.

                http://www.uccronline.it/2013/01/16/adozione-agli-omosessuali-gli-studi-scientifici-dicono-di-no/

                • Gianluca C. ha detto in risposta a Seba

                  Per quanto riguarda la ricerca scientifica, in questo articolo sono elencati oltre cento studi scientifici contrari alle adozioni gay.

                  Ma anche no.
                  L’elenco include per la massima parte studi che nulla hanno a che fare con le adozioni gay e con la omogenitorialità.
                  Mi è bastato prenderne poi uno a caso e fare un minimo di fact-checking per capire come sia intervenuta una interpretazione fantasmatica dei risultati da parte di UCCR:

                  Nel marzo 2011 sono apparsi i risultati di uno studio condotto dall’Istituto di ricerche economiche e sociali (ISER) dell’Università di Essex, Regno Unito. Dopo aver utilizzato un campione di 11.825 adulti e 1.268 giovani (età 10-15) è stato valutato il grado di felicità dei bambini nelle famiglie con alto e basso reddito verificando che l’influenza maggiore sulla felicità di un bambino è se esso vive con entrambi i genitori -maschio e femmina- e dal rapporto che hanno con essi, in particolare la loro madre.

                  La specificazione “maschio e femmina” non è presente nello studio citato. E’ un invenzione di UCCR. Lo studio si limitava a dire, abbastanza ovviamente, che il grado di felicità dei bambini è mediamente maggiore laddove abbiano due genitori anziché uno.

                  In breve, sarebbe il caso che le fonti venissero estrapolate da siti appena un po’ più imparziali di UCCR, non trovi?

                  • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

                    L’elenco include per la massima parte studi che nulla hanno a che fare con le adozioni gay e con la omogenitorialità

                    Certo, come no. Hai citato solo uno studi e lo hai già falsificato, dato che recandosi alla ricerca si legge: ” A much greater influence on a child’s happiness is whether they live with both parents and the happiness of their parents’ relationship, and in particular their mother“.
                    Se il bambino vive con entrambi i genitori, piuttosto che in altre forme di “famiglia”, è più felice.

                    Mi è bastato prenderne poi uno a caso e fare un minimo di fact-checking

                    Vedi Gianluca, prima che tu possa fare un fact-checking dovrai mangiare altre 2000 panini.
                    Prima spacciavi che non c’erano studi citando come fonte Tiscali, ora ti arrabatti a smentire la mole di studi che esistono sul tema con argomentazioni risibili e attaccando chi elenca gli studi. E’ il solito bluff, tranquillo, siete tutti uguali.

                    In breve, sarebbe il caso che le fonti venissero estrapolate da siti appena un po’ più imparziali di UCCR, non trovi?

                    Anche tu non sei una fonte attendibile, prima dovresti dimostrare di essere neutrale e poi potrai dire qualcosa e pensare che qualcuno ti prenda sul serio. Nel frattempo vorrei un tuo ridicolo fact-checking anche per questo studio, che ha confutato tutti gli studi a favore delle adozioni gay: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a Seba

                      A casa mia, “both parents” vuol dire “entrambi i genitori”, non “padre e madre”.
                      Quanto al resto, confermo pienamente.
                      L’elenco di UCCR è un’accozzaglia di studi che quasi sempre nulla hanno a che fare con le adozioni gay o con l’omogenitorialià e che, oltre tutto, sono stati interpolati ad uso e consumo di quelli come te che non vanno al di là del proprio bias cognitivo.
                      L’articolo che “avrebbe confutato tutti gli studi a favore delle adozioni gay” (LOL) si limita a criticarne 26 su 59 per la carenza di omogeneità nei campioni, ma ovviamente non dice affatto quello che vorresti tu, ossia che le coppie omosessuali “non vanno bene” per crescere un bambino.
                      Caro il mio scienziato wanna-be: citami non cento, ma dieci studi che

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a Seba

                      (…segue)
                      … che affermano chiaramente che i genitori omosessuali sono meno idonei a crescere un figlio e poi ne riparliamo. Degli studi citati su UCCR e interpolati che parlano di ossitocina et similia non me ne faccio niente.
                      Io ti ho dato il link (di un’università, non di un sito LGBT) dove è presente un meta-studio che ha esaminato SETTANTACINQUE studi (non settantatre, avevo sbagliato per difetto) con conclusioni concordi, contro QUATTRO, tra cui quello di Regnerus. Studi che parlano specificamente di adozioni ed omogenitorialità. Tiscali (?) proprio non so dove salterebbe fuori.

                    • Seba ha detto in risposta a Seba

                      A casa mia, “both parents” vuol dire “entrambi i genitori”, non “padre e madre”.

                      Appunto, entrambi i genitori e che stiano parlando di sessi diversi è specificato poco dopo: “in particolare la loro madre”. E se si parla di “madre”, significa che prima si parlava anche di “padre”.

                      L’elenco di UCCR è un’accozzaglia di studi che quasi sempre nulla hanno a che fare con le adozioni gay o con l’omogenitorialià e che, oltre tutto, sono stati interpolati ad uso e consumo di quelli come te che non vanno al di là del proprio bias cognitivo.

                      Va beh, questa è la tua convinzione di fonte totalmente di parte quindi non ha alcun valore. Anche perché fino a un’ora fa dicevi che non esistevano studi contro le adozioni gay, ora dici che esistono però sono tutti falsi, un’accozzaglia inutile di scienziati bigotti e omofobi. E’ il solito copione, Gianlu. Tranquillo.

                      L’articolo che “avrebbe confutato tutti gli studi a favore delle adozioni gay” (LOL) si limita a criticarne 26 su 59 per la carenza di omogeneità nei campioni, ma ovviamente non dice affatto quello che vorresti tu, ossia che le coppie omosessuali “non vanno bene” per crescere un bambino.

                      Detto da uno che fino a un’ora fa diceva che la letteratura scientifica era tutta, completamente a favore delle adozioni gay. Stai facendo progressi!

                    • Gianluca C. ha detto in risposta a Seba

                      Appunto, entrambi i genitori e che stiano parlando di sessi diversi è specificato poco dopo: “in particolare la loro madre”. E se si parla di “madre”, significa che prima si parlava anche di “padre”.

                      In effetti hai ragione: infatti dopo aver meglio controllato lo studio citato da UCCR riguarda in realtà tutt’altra questione, cioè sul benessere dei figli nella famiglie povere rispetto a quelle ricche, e nel panel preso in considerazione non risulta nemmeno UNA famiglia con genitori omosessuali. Grazie al xxxxx che s’intendesse per genitori padre e madre. Che poi cosa c’entri questo studio con l’omogenitorialità, rimane un mistero

                      Anche perché fino a un’ora fa dicevi che non esistevano studi contro le adozioni gay, ora dici che esistono però sono tutti falsi, un’accozzaglia inutile di scienziati bigotti e omofobi.

                      Espediente da quattro soldi, quello di mettere in bocca altrui cose non dette. IO ho detto che una metaricerca ha trovato 75 studi che sull’omogenitorialità concludono in segno positivo e 4 studi che concludono in segno opposto. Ho detto anche che gli studi citati da UCCR NON riguardano affatto specificamente l’omogenitorialità, cosa che puoi facilmente constatare. NON ho detto che questi studi sono “falsi, un’accozzaglia inutile di scienziati bigotti e omofobi” bensì semplicemente che riguardano tutt’altre questioni e che sono stati interpolati da UCCR a proprio uso e consumo.
                      D’altronde, mi chiedo: se ci fosse veramente questa pletora di studi scientifici sull’omogenitorialità che concludono in segno negativo, perché doversi ridurre a estrapolare brandelli di frasi da studi che con l’omogenitorialità non hanno niente a che fare?

                      Infine, proprio per non lasciar nulla d’intentato, ti faccio notare che “confutare”, termine da te usato, non vuol dire solo “mettere in discussione”, ma “dimostrare il contrario”. Lo studio di cui sei tanto fiero mette in discussione la correttezza metodologica di alcuni studi sull’omogenitorialità, ma non CONFUTA, non dimostra che sia vero il contrario. Un po’ pochino per asserire che i genitori omosessuali siano meno adatti a crescere un figlio, no?

                    • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

                      Che poi cosa c’entri questo studio con l’omogenitorialità, rimane un mistero

                      Non c’entra nulla per te, ma c’entra con l’evidenza che la famiglia composta da uomo e donna è l’ambito migliore ed ideale per crescere un bambino. E lo dimostrano non solo i confronti diretti con le situazioni omosessuali, ma anche tutta la letteratura in cui si dimostra la bontà della presenza della figura paterna, ad esempio (cosa che le coppie lesbiche censurano), o la necessità della figura materna (cosa che le coppie gay censurano).

                      Espediente da quattro soldi, quello di mettere in bocca altrui cose non dette

                      Il nostro debunker di Pizzo Calabro non ricorda le sue stesse parole. Vado a citare: “Io più che mostrarti, dati alla mano, che la comunità scientifica è concorde, pressoché unanimemente, nel ritenere che non vi siano differenze nel benessere (well-being) tra figli di coppie eterosessuali ed omosessuali, proprio non posso fare”. La comunità scientifica sarebbe pressoché unanimemente d’accordo!!

                      gli studi citati da UCCR NON riguardano affatto specificamente l’omogenitorialità,

                      Esistono prove dirette e prove non dirette contro l’omogenitorialità. Gran parte degli studi citati da UCCR sono prove dirette, confronti tra famiglie naturali e unioni omosessuali. Molti studi citati sono prove indirette, dove si dimostra come la presenza della madre è indispensabile (quindi non coppie gay) e altrettanto quella del padre (quindi no coppie lesbiche).

                      Un po’ pochino per asserire che i genitori omosessuali siano meno adatti a crescere un figlio, no?

                      Per lo meno hai ammesso che gli studi su cui l’APA poggia la sua posizione “pro-adozionigay” (tirandosi dietro tutte le altre associazioni mediche) sono in gran parte carenti metodologicamente. Il dott. Schumm ha dimostrato lo stesso per tutti gli altri studi esistenti: http://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0033294116665594

              • giuliano ha detto in risposta a Gianluca C.

                Io più che mostrarti, dati alla mano, che la comunità scientifica è concorde, pressoché unanimemente, nel ritenere che non vi siano differenze nel benessere (well-being) tra figli di coppie eterosessuali ed omosessuali, proprio non posso fare
                Lei ha figli? E’ bello essere portatori (indiretti) di (presunta) conoscenza. Ma su certi argomenti potrebbe contare anche l’esperienza diretta…

                Perciò se vuoi continuare a parlare per slogan fa’ pure, ché io non replicherò ulteriormente. Concedo sempre l’ultima parola al mio interlocutore, specie quando più parla e più mostra l’inconsistenza dei suoi argomenti
                Mi pare di non aver scritto per slogan; cerchi almeno di leggere bene gli interventi e non andare a macchinetta da buon epigono dell’omosessualista di turno. Sono io a chiedere “fatti” e non slogan. Riformulo la domanda: lei ha figli? E quanto anni hanno? Quanto alle sue domande … ho già scritto qualcosa qui (se lo rilegga se vuole).

          • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

            -“Le persone gay hanno tutti i diritti tranne uno, quello di impedire lo sviluppo delle vaste potenzialità che ogni bambino ha insite in sé. Se gli si negano le due polarità maschile e femminile, cioè il diritto di avere entrambi i modelli parentali, viene privato della possibilità di acquisire le dinamiche utili per la crescita”. Bruno Renzi, psichiatra.

            -“Tanto più se ci sono figli, che senza ombra di dubbio hanno bisogno di una madre e di un padre, di due polarità ben precise, anche sessualmente definite. Secondo natura”. Eugenio Borgna, psichiatra.

            “Mi sono documentata sulla enorme mole che in letteratura esiste circa la necessità per un bambino della presenza e della relazione con le proprie figure genitoriali biologiche, la propria mamma e il proprio papà, e quanto sia più felice un bambino che ha entrambi i suoi genitori, assieme”. Serenella Trezza, neuropsichiatra infantile.

            “Riitengo che le coppie di omosessuali e quelle di lesbiche che non solo adottano un bambino ma si fanno ingravidare e inseminare preparino un grave rischio di patologie per la prole. Ovvero depressioni, disturbi della personalità e dell’identità […], collasso della funzione simbolica paterna”. Italo Carta, psichiatra.

            “I bambini vogliono la coppia, la esigono imprescindibilmente, e la vogliono insieme, unita. Imperativo categorico è che sia formata da un padre e una madre: è questa la garanzia di cui hanno bisogno per esistere. Poi i bambini sopravvivono sempre, anche alle guerre, alle carestie, agli abusi e alle violenze, ma questo – appunto – è sopravvivere, non vivere nel pieno dei loro diritti”. Guido Crocetti, psicologo.

            “Noi non abbiamo un corpo e non è irrilevante che esso sia maschile o femminile e che il figlio di una coppia omosessuale non possa confrontarsi, nella definizione di sé, con il problema della differenza sessuale. La psicoanalisi non è una morale e non formula né comandamenti né anatemi ma, in quanto assume una logica non individuale ma relazionale, mi sembra particolarmente idonea a dar voce a chi, non essendo ancora nato, potrà fruire soltanto dei diritti che noi vorremo concedergli”. Silvia Vegetti Finzi, psicologa.

            Mentre Gianluca continua con le sue antiscientifiche opinioni personali, tutte le fonti di questi e molti altri interventi di psichiatri, psicologi ed esperti del campo, sono qui: http://www.uccronline.it/2012/03/27/psicologi-filosofi-e-giuristi-si-oppongono-alle-nozze-gay/

    • Seba ha detto in risposta a Gianluca C.

      Il fatto è che sono gli psicologi e la ricerca scientifica a dirci che non la coppia omosessuale non è un buon ambito per crescere un bambino.
      Che tu dica il contrario è accettabile, d’altra parte si dice pure che l’allunaggio fosse una montatura. Il consiglio è falla passare come un’opinione personale di una persona priva di adeguata formazione e nulla di più. Ok?

      Qui puoi iniziare a colmare la tua disinformazione sulle adozioni gay:
      http://www.uccronline.it/2013/01/16/adozione-agli-omosessuali-gli-studi-scientifici-dicono-di-no/
      http://www.uccronline.it/2012/03/27/psicologi-filosofi-e-giuristi-si-oppongono-alle-nozze-gay/

  19. Gianluca C. ha detto

    Per Brunello e Giuliano: non ho sinceramente voglia di citare settantatre studi (contro quattro di segno opposto) che non hanno rilevato differenze tra figli di coppie eterosessuali ed omosessuali. In ogni caso si trovano tutti qui
    https://whatweknow.inequality.cornell.edu/topics/lgbt-equality/what-does-the-scholarly-research-say-about-the-wellbeing-of-children-with-gay-or-lesbian-parents/

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