La prova biologica dell’individuo-persona dal concepimento

Cinque prove esistenza uomoLa questione sull’inizio della vita umana è più pragmatica di quanto si possa pensare, dichiara Carlo Casini nella Prova biologica dell’esistenza umana fin dal concepimento. Infatti, gli uomini e le donne comuni devono farsi un’idea per decidere. Non hanno tempo di frequentare corsi, lezioni, approfondimenti specialistici o accademici per sapere se quella “azione – aborto, procreazione artificiale, pillola del giorno dopo, abrogazioni o meno di leggi sull’inizio vita – incide su un essere umano oppure no”.

Necessitando di un linguaggio comprensibile, questi uomini e donne – che fanno e sono la società – sono in realtà trattati come un branco di scimmie ammaestrate. All’inseguimento di scopi tutt’altro che scientifici, la cosiddetta “opinione pubblica” è blandita e ingannata da una serie di ridicoli quanto inaccettabili costrutti semantici. Attraverso una piana eppure rigorosa esposizione didattica, Casini c’introduce a quanto accade in quell’oscuro big-bang che è il concepimento, e alle “inoppugnabili conseguenze” che ne derivano.

Biologicamente, “non appena uno spermatozoo (…) riesce a toccare e superare la membrana che racchiude l’ovocita – ovulo maturo – avviene una serie di fenomeni. In primo luogo la membrana esterna diviene impenetrabile per qualsiasi altro spermatozoo”; spermatozoo e ovocita “riducono poi a 23 il numero dei cromosomi, in modo che il nuovo vivente abbia anch’egli 46 (23+23) che comandano e guidano lo sviluppo”; infine, con l’attrazione e allineamento delle due serie di cromosomi ha inizio “la moltiplicazione delle cellule: da una a due, da due a quattro, a otto e così via fino a divenire le centinaia di migliaia di miliardi di cellule che compongono il corpo adulto di un uomo e di una donna”.

La prima inconfutabile evidenza di questa fase, rileva Casini, è che “non appena lo spermatozoo è entrato nell’ovocita si forma un’entità biologica diversa. (…) Coloro che non vogliono riconoscere un essere umano in questa iniziale fase dello sviluppo preferiscono parlare di “ovocita fecondato”, quasichè il nuovo complesso fosse soltanto un’evoluzione dell’originario gamete femminile”; essi ignorano perciò, di fatto, “il materiale – in particolare il DNA – portato dallo spermatozoo.” In realtà, “il patrimonio genetico del nuovo essere umano è già tutto presente fin dal primo contatto dello spermatozoo con l’ovocita e non può essere più sostanzialmente cambiato. (…) Ciascuno di noi – ci dicono i biologi e ci conferma l’esperienza personale – è unico e irripetibile a causa principalmente dell’eredità cromosomica. Infatti, “il dimezzamento dei cromosomi (da 46 a 23) fa sì che nessuno sia geneticamente identico né alla madre né al padre. D’altronde la praticamente infinita possibilità di combinazione dei miliardi di geni e il fatto che il dimezzamento dei cromosomi avviene ad ogni trapasso generazionale rendono praticamente inimmaginabile una ricombinazione identica del materiale genetico.”.

Secondariamente, “il nuovo complesso è da subito un organismo, cioè un tutt’uno in cui le singole parti si influenzano e si servono reciprocamente.” Gli oppositori, invece, sostengono che “soltanto l’allineamento definitivo dei cromosomi di provenienza maschile e di quelli di provenienza femminile determinerebbe l’inizio della vita”; immediatamente prima, trattasi – dicono – di un innocuo “ootide”, una specie di gemello diverso del gamete (o, cellula riproduttiva). Lo scopo di tale contorsionismo semantico, denuncia l’autore, è chiaro: “Se siamo in presenza di un gamete e non di un embrione vengono eliminati tutti i problemi etici che comportano le azioni distruttive di congelamento, selezione, sperimentazione.”
È interessante notare, a questo punto, lo stato confusionale di molte aree della politica e della ricerca, perlopiù internazionale. Dal 1984 al 2004 e oltre, “mai era stata pronunciata la parola “ootide”, ancor oggi sconosciuta persino a gran parte dei medici. Per giustificare la pretesa di manipolare e distruggere i nuovissimi concepiti si era coniato il termine di pre-embrione e si era cercato di sostenere che la vita umana comincia solo dopo 14 giorni dall’incontro dello spermatozoo con l’ovocita”. Come mai? Cosa accade al 14° giorno di così importante?

Nel Rapporto di un gruppo di studiosi, nominato dal ministro della Sanità inglese nel 1984 – noto come Rapporto Warnock e accolto poi nella legislazione britannica e spagnola – al capitolo relativo alla sperimentazione sull’embrione, si legge testualmente: “Abbiamo tuttavia concordato nel ritenere questo un settore nel quale devono essere assunte alcune precise decisioni per calmare l’ansietà diffusa nella pubblica opinione”; in base a questo attendibilissimo criterio, gli scienziati decidono pertanto “che la sperimentazione sull’embrione potrebbe essere consentita ‘finché l’embrione è incapace di sentire dolore’, cioè prima che cominci a svilupparsi il sistema nervoso centrale”. In uno sconcertante balletto di date, il discrimine viene individuato prima in una fase di 22-23 giorni dopo la fecondazione, quando il tubo neurale comincia a chiudersi; poi non oltre i 17 giorni “perché questo è il momento nel quale inizia lo sviluppo di un primitivo sistema nervoso”; e infine intorno al 15° giorno dal concepimento a motivo della raccomandazione di “tenere come punto di riferimento la formazione della “stria primitiva”.

Giustamente, commenta Casini, la teoria del pre-embrioneha perso oggi credito e non è stata accettata né dal Consiglio d’Europa, (…) né dal Parlamento europeo (…)” e né – indirettamente – dalla legislazione italiana (Cfr., L. 40/2004). Inoltre, il criterio di “umanità” della stria primitiva dell’embrione è inaccettabile e paradossalmente a favore del fatto che fin dall’inizio “il concepito è pienamente un essere umano vivente”; se “infatti – argomenta l’autore – la morte del cervello è considerata morte dell’uomo (…), perché il cervello è la parte che (…) unifica e finalizza le varie funzioni”, allora il dato decisivo per attestare “l’esistenza di una vita umana è l’unità organica determinata da un principio unificatore e finalizzatore”. Nell’embrione, “un tale principio unificatore e organizzatore non solo è presente ma svolge una funzione possente e mirabile tutta proiettata verso il futuro.” In una battuta, l’embrione che non ha cervello è tutt’altro che un cadavere!

E pur tuttavia, come nel migliore dark fantasy che si rispetti, seppellito un criterio – quello della stria neurale – rieccone spuntare un secondo, o dell’annidamento. Altrettanto accomodante e mendace. Secondo tale ipotesi, l’embrione che si è formato in una delle due tube e sta per raggiungere un punto preciso della mucosa uterina non sarebbe un individuo umano (dunque, plausibilmente martirizzabile). Il cosiddetto “annidamento” definitivo necessita, infatti, di circa 14 giorni dopo la fecondazione. Ebbene, questi fautori di “materia indistinta” – solo perché “in viaggio” – porterebbero come prova l’esempio dei gemelli monozigoti, quelli cioè che derivano da un solo ovocita fecondato; poiché la loro divisione in più individui avviene prima dell’annidamento e non dopo, tutto ciò che si è sviluppato fino a questo momento non verrebbe considerato un essere umano.

La vacuità di tale tesi, spiega Casini, è già presente in una sorprendente discordanza dai sostenitori del 14° giorno, ossia la retrodatazione del passaggio da “grumo” a uomo da 14 (termine della fase di annidamento) a 7 giorni (inizio della fase di annidamento). Inoltre, sembra totalmente misconosciuto il caso, in biologia, della generazione per gemmazione, in cui “l’essere che genera la gemma è un’entità biologica ben determinata”; come ha sottoscritto nel 1995 il Comitato nazionale di bioetica: “A ciascuno dei due gemelli deve essere riconosciuta una piena individualità fin dal loro costituirsi – il primo, nella fecondazione; l’altro o gli altri, nella scissione gemellare”.

In definitiva, che dalla fecondazione lo sviluppo dell’embrione sia continuo (non esistono salti di qualità), autonomo (autodiretto), e finalisticamente orientato è una constatazione concorde di tutti gli scienziati. Ed è proprio da questo continuo, teleologico sviluppo che si evince l’indiscutibile prova biologica dell’individuo-persona, fin dal concepimento. Tutti i tentativi di contrastare tale evidenza sono irragionevoli – eppure, curiosamente vicini a quel tipo di speculazione magico-esoterica che da Aristotele fino al ‘600 ha regnato indiscussa nella comprensione del momento fecondativo.

Valentina Fanton

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51 commenti a La prova biologica dell’individuo-persona dal concepimento

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  1. manuzzo86 ha detto

    Anche un umano è “continuo (non esistono salti di qualità), autonomo (autodiretto), e finalisticamente orientato è una constatazione concorde di tutti gli scienziati”, ma perché non bisogna ucciderlo se non c’è un inferno? la vera domanda è questa. Anche gli ebrei, se non ricordo male, per i nazisti non erano uomini, e mi domando se già oggi un ateo mi riconosce come essere umano. Ma perchè non dovrebbe uccidermi, codice penale a parte?

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    • LawFirstpope ha detto in risposta a manuzzo86

      Ancor prima: ma perché dovrebbe esistere un codice penale? 😉

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      • manuzzo ha detto in risposta a LawFirstpope

        Il codice penale esiste perchè “per convivere” dobbiamo darci delle regole (così come quello civile, della navigazione, delle assicurazioni, della strada…). Però, vista la libertà di pensiero in cui tutto è permesso dire, io dico che voglio fare in questo modo qui:
        1) visto che stanno aumentando (dicono) i femminicidi: depenalizzare il femminicidio
        2) alcuni cittadini (tralasciamo le diatribe razziste- antirazziste) lamentano un forte degrado in vicinanza di campi rom o di zone a forte immigrazione: depenalizziamo l’uccisione di non italiani
        3) giornata mondiale del diversamente abile: facciamoli fuori. Facciamo un favore all’evoluzione
        4) Sistema delle pensioni: uccidiamo tutti i pensionati che non possono apportare (anche qualora ne avessero mai apportato, vedesi Odifreddi) un contributo valido alla società, facciamo un favore all’INPS
        5) Problema delle carceri: lasciamo i carcerati senza mangiare. La fucilazione non mi va di attuarla perché dovremmo sostenere i costi dei proiettili (se possedessi quote di Beretta S.R.L. sarei per la fucilazione, ovviamente)
        6) diatriba sui matrimoni gay: W Cheguevara
        7) di sera per strada: stupra una fanciulla bersaglio, fa bene a te e a lei, anche se non lo sa (guarda caso i paesi nordici, civilissimi e laicissimi, soffrono il problema degli stupri).
        8) aborto (siamo in tema, finalmente): è un omicidio, ma è lecito (vedesi deliberalizzazione del femminicidio), però ucciderei anche la madre che abortisce, in quanto se uccide finanche una cosa che replica il suo DNA (assicurando all’animale in oggetto, la donna, la sopravvivenza genetica) potrebbe essere pericolosa per altri esseri umani: se distrugge la propria sopravvivenza genetica, non contribuirà di certo all’evoluzione della specie. (Io le coniglie che ammazzavano i figli le macellavo direttamente, prima che l’età ne rendesse acerba la carne)

        Quanto sopra è come penserei se fossi un “umanista ateo”. Perché imporsi dei limiti morali con delle sciocche leggi liberticide? qualche ateo mi risponde per favore?

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        • Giacomot ha detto in risposta a manuzzo

          Se io fossi ateo sarei depresso credo …

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          • LaTenebra ha detto in risposta a Giacomot

            Credo che sia perchè ti immagini ateo, ma da credente, se mi passi il gioco di parole.
            Io non sono depresso, come milioni di altre persone.
            Non credo proprio che dipenda dalla religione, no?

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            • Emanuele ha detto in risposta a LaTenebra

              …fino che sei giovane, figo, ti sbronzi al sabato con gli amici, ogni tanto scopi, va tutto bene… Poi gli anni passano, i capelli cadono, arrivano gli acciacchi o qualche malattia, perdi il lavoro, nessuna si fa più scopare perché non sei più né figo né ne ricco… Allora capirai cos’è la depressione…

              Sapassi quante belle conversioni ci sono dopo i 50 o in punto di morte… Se ne lamentava pure Dante…

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        • Titti ha detto in risposta a manuzzo

          Che bello accostare la donna alla coniglia, non che ci fosse bisogno di questo paragone, manuzzo, per intuire la stima nei confronti del sesso femminile, che tu (non) hai. Inoltre, le coniglie, agiscono secondo natura la natura che tanto vi piace sventolare quando vi fà comodo, e che quando mostra la faccia del proprio pragmatismo crudele, non ci stà più bene.

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          • manuzzo ha detto in risposta a Titti

            Il rispetto che ho per la donna, cara Titti, così come per le altre persone, è perché le riconosco come creature volute da una divinità. Ma se non c’è divinità alcuna che ci ha voluti, accostare un uomo a un maiale, a un criceto, a un asino, così come a una donna, non mi fa ne caldo ne freddo, o hai dimenticato che per giustificare l’ateismo tu ci accosti a scimmie evolute (senza alcuna parte spirituale: solo dna al 99% simile a quello di scimpanzè).
            A parte l’invettiva (giustificata in quanto di risposta a una mia provocazione) non mi hai risposto: perchè NON fare le cose di cui sopra?

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            • manuzzo ha detto in risposta a manuzzo

              P.S. ho citato l’evoluzione ma è una cosa in cui credo pure io, non era per cominciare un discorso sul creazionismo protestante, vi prego di non andare O.T. con questo!

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              • Titti ha detto in risposta a manuzzo

                Sì sì, cerrrto che credi all’evoluzione…

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                • manuzzo ha detto in risposta a Titti

                  e perché dovrei essere contrario all’evoluzione? in che parte del catechismo la Chiesa insegna che l’evoluzione è falsa? Certo qualche dubbio mi rimane, perché non ho mai visto una scimmia diventare qualcos’altro, però le prove dell’evoluzione ci sono.

                  (in realtà penso sia una tua provocazione dovuta solo al fatto di chiamarmi stupido perché non capisco la scienza, studiata fin dalle elementari poi, ma quelli sono i Luterani, sorry)

                  Ovviamene riconosco la trollata (vedi scrittura tra parentesi) e adesso ribatto: se sono sposato, perché non devo uccidere mia moglie? mica vado all’inferno, suvvia…. per così poco poi! 🙂
                  Sei pregata di rispondere alla domanda, se vuoi puoi aggiungere che sono stupido perché non capisco la scienza (l’invettiva personale è naturale in chi non può giustificare la sua posizione)

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        • LaTenebra ha detto in risposta a manuzzo

          Ciao, ti rispondo io:
          1-8: tutte cose che reputo sbagliate (ma lo sai anche tu, no?)
          Come al solito si tira fuori la carta dell’ateo senza etica.
          Dai, da bravo :)!
          Non sono al mondo per fare male agli altri, se non per legittima difesa.

          Una domanda per te:
          tua figlia di 16 anni resta incinta e non vuole assolutamente proseguire la gravidanza.
          Tu, che fai?

          0
          • Azaria ha detto in risposta a LaTenebra

            Posso rispondere anche io?
            Mi batto con ancora piú vigore perché una legge che vieti l’aborto venga approva prima che mia figlia possa fare danno.

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            • LaTenebra ha detto in risposta a Azaria

              Si Azaria, ma non hai risposto.
              Che fai?

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              • Azaria ha detto in risposta a LaTenebra

                Ripeto, mi batto con ancora piú vigore perché tale legge venga approvata. Se ho la facoltá legale di oppormi in quanto é mia figlia e minorenne mi oppongo, naturalmente non posso MAI passare alla violenza (con nessuno se non é giustificata dalla leggittima difesa, figurati con un’ipotetica figlia per di piú incinta).
                Ovviamente prima di tutto questo le farei capire cosa realmente sta facendo per responsabilizzarla e fare in modo che sia lei a prendere la scelta giusta.

                La risposta mi sembra banale. Te la potrei girare allo stesso modo: se una persona a te cara volesse assolutamente uccidere un neonato (cambia solo la forma, non la sostanza) tu che faresti?

                P.S.: Tutto il mio discorso perde di validitá nell’unico caso (estremamente raro, ma va considerato) in cui dall’aborto dipende con probabilitá elevate la vita della madre.

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                • LaTenebra ha detto in risposta a Azaria

                  Quindi se ho ben capito costringeresti tua figlia a tenere il bambino?
                  Perfetto, è quello che volevo sapere.

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                  • Azaria ha detto in risposta a LaTenebra

                    Certo che la costringo a NON UCCIDERE UN INNOCENTE. Tu peró non mi hai risposto alla stessa domanda che ti ho rigirato con una forma leggermente diversa.
                    Ti aiuto a trovare la risposta evidenziandoti l’unica differenza fra i due casi: l’aborto é legalmente lecito, l’omicidio di un neonato (per ora, speriamo resti questa legge civile) no.
                    In realtá ci sono altre differenze (con l’infanticidio la salute fisica della madre non viene direttamente intaccata, con l’aborto anche il corpo della madre viene avvelenato) ma puoi ignorare tale differenza che é a favore della giusta colpevolizzazione dell’aborto.

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                    • LaTenebra ha detto in risposta a Azaria

                      neonato no, feto sì.
                      Tenendo presente che prima cercherei di farle capire cosa sta facendo e che c’è anche la possibilità di dare in affido o non riconoscere il bambino.
                      Se poi proprio non vuole non posso costringerla.

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                    • Azaria ha detto in risposta a Azaria

                      Ok, ma allora qual’é la differenza fra un neonato ed un feto?
                      Qual’é la diferenza fra un bambino 10 min prima e 10 min dopo il parto?

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                    • LaTenebra ha detto in risposta a Azaria

                      10 minuti prima del parto è un feto?

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                    • Katy ha detto in risposta a LaTenebra

                      La differenza che c’è tra neonato e feto è quella che esiste tra bambino e neonato.

                      Secondo la tua logica ne deduco che ritieni più legittimo uccidere un neonato rispetto ad un bambino. Ma è davvero un ragionamento razionale?

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                    • Emanuele ha detto in risposta a Azaria

                      …aspettiamo ancora lumi da mister Tenebra sulla differenza tra feto, neonato e bambino.

                      P.S. Do un aiutino… Prima di nascere si chiama feto, anche dieci minuti prima… Fino ad un anno si chiama neonato…

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                  • Katy ha detto in risposta a LaTenebra

                    LaTenebra, costringeresti tua figlia a non uccidere il suo neonato, violando così la sua libertà di scelta?

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                    • LaTenebra ha detto in risposta a Katy

                      No, posso solo consigliarla (ad evitare l’aborto).
                      E’ lei la madre, non io.
                      Tu che faresti?

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                    • LaTenebra ha detto in risposta a Katy

                      E riguardo alla differenza feto-neonato direi che hai fatto un bel looping, ma poco logico.

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                    • LaTenebra ha detto in risposta a Katy

                      sgnaps, per la fretta non ho letto neonato.
                      Sorry.
                      Se non vuole il neonato c’è l’affido, che domanda fai?
                      Il problema è all’inizio, non alla fine.

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          • manuzzo ha detto in risposta a LaTenebra

            quoto le risposte di azaria, e ovviamente minaccio di disereditare mia figlia se uccide l’innocente: poteva tenere le gambe chiuse prima, anzichè farsi venire per la testa che uccidere è la soluzione migliore.

            Per te data la domanda pare evidente che uccidere l’embrione è lecito quindi. E mi dici pure che reputi sbagliate le mie domande dalla 1 all’8 (finalmente uno che non loda ciecamente Che Guevara, almeno!). Ma perché non sei d’accordo? che male c’è nell’uccidere una donna (o un uomo, ma dico una donna per far incazzare di più Titti, perché sono maschilista 😀 ), dov’è che si sbaglia. Perché le reputi sbagliate le cose citate? in base al codice penale?

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            • LaTenebra ha detto in risposta a manuzzo

              “sento” che è sbagliato, prima che contro il codice penale.

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              • manuzzo ha detto in risposta a LaTenebra

                cosa? come si fa a dire che è sbagliato uccidere una persona e poi essere favorevoli all’aborto? incoerenza atea vattene via: io mi tengo la coscienza mia!

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              • Emanuele ha detto in risposta a LaTenebra

                …quello che tu “senti” davanti ad un bambino ucciso, noi la sentiamo davanti ad uno abortito… Il tuo sentire vale più del nostro?

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            • LaTenebra ha detto in risposta a manuzzo

              Quindi se ho ben capito anche tu costringeresti tua figlia a tenere il bambino.
              Ok.

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              • Kosmo ha detto in risposta a LaTenebra

                Anche la legge “costringe” le gravide a portare a termine la gravidanza dopo N settimane. Quindi dov’è il problema?

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              • manuzzo ha detto in risposta a LaTenebra

                ok, hai già tratto la tua conclusione, ok.

                Mi spieghi in un paese ateo e senza morale come si fa a costringere una donna a non uccidere un bambino? dovrei solo intervenire in legittima difesa del bambino, “eliminando l’aggressore all’origine”. Ma oggettivamente farei morire anche il bimbo, mentre se ci provo a farla ragionare con le buone, fino a due minuti prima che venga frullato il bimbo, potrei sempre salvarlo. Infatti ho volutamente scritto “minaccio di diseredarla”, non altro! È questa la differenza: se vedo uno che, non sò, con un piccone o con un coltello o altro, vuole uccidere te, LaTenebra, posso sempre fare qualcosa (anche e soprattutto perché ti dichiari ateo e, nel tuo e non solo tuo interesse, non vorrei che morissi da ateo!), ma questi omicidi generalizzati e spacciati come diritto dell’uomo, sono incoerenza allo stato puro. Le leggi o valgono per tutti o per nessuno (quelle umane, per quelle divine non ho molto da sindacare). Una legge che dice che i bianchi posso prendere l’autobus e i neri o i gialli devono andare a piedi, anche questa senti che è “sbagliata”?

                E poi, se qualcuno avesse abortito te, ora staresti qui a difendere i diritti delle donne da noi cattivoni cattolici, maschilisti ronfoni e perversamente sadici? Ogni persona può fare qualcosa di buono per un altro (o per tutti gli altri), tu ci provi anche sono “facendoci ragionare sul diritto di scegliere”, e capisco le buone intenzioni, per te, in via relativista, sono buone. Ma si tratta sempre di ammazzare delle persone che non hanno fatto nulla e che da grandi potrebbero essere LaTenebra, anziché Papa Francesco II, Hitler, Einstein, o chi altri so io. E invece “dobbiamo lasciare libertà di scelta”. Ma chi vi capisce….

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                • Emanuele ha detto in risposta a manuzzo

                  …comunque, quando é in gioco una vita sono lecite anche le maniere forti… Se uno é incapace o pazzo esiste il trattamento sanitario obbligatorio.

                  Perché non dovrebbe esistere per una donna che si comporta da pazza, volendo che le si estirpi il figlio dal grembo? Che differenza c’è con altre forme di autolesionismo?

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            • Titti ha detto in risposta a manuzzo

              Sei maschilista? Ma dài, non lo avrei mai pensato! Comunque non è la prima volta che accenni all’eventualità di ammazzare una donna…mah!

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              • manuzzo ha detto in risposta a Titti

                e tu non è la prima volta che spacci l’ammazzare un bambino come progresso. La differenza tra me e te è che io lancio delle sterili provocazione che lasciano il tempo che trovano, tu oltre alle provocazioni hai le mani (e forse qualco’altro) sporche di san… ops, di “progresso”.

                Io ti posso dire che uccidere una donna (o un bambino) è una cosa grave per i motivi “di fede” che già hai sentiti varie volte, tu perchè mi dici che non posso uccidere una donna? perchè se lo faccio sono maschilita -_-… e chi se ne frega, scusa la banalità?

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          • Emanuele ha detto in risposta a LaTenebra

            Sono convinto al 100% che una ragazza che vive in una famiglia dove si sente amata e rispettata non ci pensa neppure un attimo ad abortire…

            Anzi, é molto più facile che una ragazza voglia tenere il bambino e siano piuttosto i genitori a fare pressioni per abortire…

            E parlo per conoscenze dirette…

            In ogni caso farei tutto il possibile per evitare che abortisca, anche conto la sua volontà: meglio che odi me, piuttosto che se stessa per il resto della vita.

            Parlo da padre di una femmina…

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  2. Meister Eckhart ha detto

    Questo articolo dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, che non è minimamente necessario essere cattolici per essere contrari all’aborto. L’evidenza scientifica basta e avanza a stabilire che quello che viene abortito è un essere umano, per quanto piccolo e indifeso sia. La comunicazione tra abortisti e anti-abortisti rimarrà impossibile fino a quando i primi non accetteranno la definizione aborto = omicidio (uccisione di un essere umano). Una volta stabilito di cosa stiamo parlando, su basi scientifiche e non di fede religiosa, che siano gli abortisti a spiegare perché ritengono che questa forma di omicidio debba essere considerata accettabile dalla società e dalla Legge. Ogni discussione razionale dovrebbe partire da una semplice dichiarazione di intenti (da parte degli abortisti): secondo la nostra opinione, questa forma di omicidio (l’aborto) è giustificabile in base ai seguenti motivi e secondo i seguenti criteri. Allora, solo allora, potremmo avere un confronto ONESTO, basato unicamente su argomentazioni etico-razionali, sul tema aborto. Ma questo non avverrà mai, perché nessun abortista avrà mai il coraggio intellettuale di chiamare le cose con il loro nome e difendere la propria opinione in merito. Quindi continueremo ad assistere allo scambio di insulti tra le due parti a cui assistiamo da decenni. Davvero sconsolante.

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  3. Daniele ha detto

    Io almeno un pochino di farmacologia penso di conoscerla, per via degli studi che ho fatto (Chimica e Tecnologia Farmaceutiche), e vi dico questo:

    1) moltissime persone pensano che l’IVG sia soltanto quella chirurgica o quella farmacologica (mifepristone1 e/o misoprostolo2);

    2) molte meno persone però sanno che, in realtà, anche la pillola del giorno dopo (levonorgestrel3) e la pillola dei cinque giorni dopo (ulipristal4) hanno effetti abortivi, in quanto entrambe modificano l’endometrio (la parete mucosa interna dell’utero) in modo tale che esso non possa consentire l’impianto dell’embrione formatosi nel momento in cui l’ovulo è stato fecondato dallo spermatozoo (si parla di effetto “anti-nidatorio”):
    visto, perciò, che l’embrione è già una persona e visto anche che l’embrione muore se non si impianta nell’utero (poiché solo nella parete uterina l’embrione trova tutto quello di cui ha bisogno per vivere e svilupparsi), decidere di assumere pillole che rendano l’embrione incompatibile con l’utero equivale a decidere di abortire. Quindi, quelle del giorno dopo e dei cinque giorni dopo non è vero che sono pillole contraccettive (la definizione di contraccezione, infatti, è “prevenzione della fecondazione”) ma sono a pieno titolo pillole abortive, in quanto agiscono a fecondazione già avvenuta, uccidendo l’embrione.
    Però la propaganda laicista, che controlla la quasi totalità dei mezzi d’informazione, vuole che si continui ad ingannare l’opinione pubblica e che si continui a parlare di tali pillole come di “semplici” contraccettivi, tacendo del tutto l’effetto “anti-nidatorio” e quindi la vera natura abortiva di tali preparazioni farmaceutiche.
    Ma io, che sono sia un cristiano sia uno studioso di farmacologia, me ne frego del “politically correct” impostoci dal laicismo imperante e mi sento il dovere d’informare correttamente la popolazione su questi temi e di dire le cose come stanno, anche quando queste possono urtare o inquietare qualcuno…;

    3) ma quello che praticamente nessuno sa è un’altra sconcertante verità, verità che farà tremare i polsi a molte persone (ma mi sento il dovere di dirle, poiché tacere sarebbe come essere complice di un delitto), è che anche la pillola contraccettiva “normale”, i dispositivi (spirali, anelli) contraccettivi intrauterini, i cerotti contraccettivi, gli impianti sottocutanei contraccettivi e tutte le preparazioni a base di ormoni sessuali progettate per non concepire hanno non solo l’effetto propriamente contraccettivo (tramite blocco dell’ovulazione, che comunque è già di per sé una cosa contronatura) ma hanno anche un effetto anti-nidatorio (cioè abortivo) in quella percentuale (più alta di quello che si pensi) di casi in cui l’ovulazione non viene del tutto inibita e, pertanto, lo spermatozoo riesce a fecondare l’ovulo.
    Ma anche questa realtà è “astutamente” misconosciuta e taciuta dai mass-media.
    E’ perciò ora che si inizi a parlarne e a dire che tutti i preparati contraccettivi a base di ormoni sessuali hanno un potere anti-nidatorio e, quindi, abortivo;

    4) ora so bene che molte donne assumono preparazioni a base di ormoni sessuali non a scopo contraccettivo ma per trattare sindromi quali acne, ovaio policistico, endometriosi, irsutismo, climaterio (ma in questo caso il problema dell’aborto non si pone, poiché la donna climaterica è quella in menopausa, non più capace cioè di rimanere incinta), ecc…
    E’ bene perciò informare correttamente queste donne e dire loro che esiste un rischio concreto che la cura ormonale che stanno facendo possa avere un effetto anti-nidatorio (cioè abortivo);

    5) infine, la donna “potenzialmente incinta” dovrebbe evitare di fumare, di bere alcol, di assumere farmaci incompatibili con la salute dell’embrione-feto (nei foglietti c’è scritto), ecc… (poiché, ad esempio, un “bicchierino” alla donna potrebbe provocare solo un leggero giramento di testa, mentre all’embrione o al feto basta una piccola quantità di alcol per andare incontro a malformazioni o addirittura alla morte).

    Note:

    1anche noto come RU486, il mifepristone è il principio attivo di Myfegine®, preparazione farmaceutica appositamente progettata per avere effetti abortivi;

    2principio attivo di Cytotec®, si tratta di un analogo della prostaglandina E1 il cui unico uso “ufficiale” (on-label) è la terapia dell’ulcera gastrica, ma il cui uso “secondario” (off-label) è l’induzione di contrazioni uterine al fine di espellere il feto anzitempo (cioè abortire);

    3principio attivo di Norlevo® e Levonelle®, preparazioni farmaceutiche note come “pillola del giorno dopo”;

    4principio attivo di EllaOne®, preparazione farmaceutica nota come “pillola dei cinque giorni dopo”.

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    • daniele ha detto in risposta a Daniele

      a sentire l’organizzazione mondiale della sanità però non è così, per quanto rigurada la LNG (levonorgestrel).Secondo loro sembra che sia dimostrato che questa pillola non interferisca in alcun modo sull’attecchimento dell’embrione all’utero. Quancuno ha quanche notizia in più sulla questione?

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      • Daniele ha detto in risposta a daniele

        L’OMS (o WHO che dir si voglia) è purtroppo caduta in disgrazia, in quanto è andata in mano ai massoni, alle lobby abortiste, alle case farmaceutiche, alle lobby LGBT, ecc…, quindi non mi meraviglio delle falsità che spesso l’OMS dice.

        Scusate, ma lo sapete che sta per uscire il DSM-V, cioè il documento che contiene le linee guida che gli psichiatri devono adottare nel trattare i pazienti, e che in tale documento uno stato d’animo quale la tristezza (ad esempio per un lutto, per la fine di una storia d’amore, per un brutto voto a scuola, per un rimprovero sul posto di lavoro, ecc…: tutte cose per cui è normale essere tristi) è considerato una patologia da trattare con antidepressivi?
        E che, sempre in tale documento, la rabbia (anche il semplice perdere le staffe quando qualcuno fa qualcosa che non va bene) è considerata come una psicosi, la tensione pre-esame (che è una cosa del tutto normale, per nulla patologica e, anzi, necessaria perché dà quella scarica di adrenalina in più per affrontare lo studio) come una sindorme ansioso-depressiva, l’emozione (normalissima) nel parlare in pubblico come un’introversione patologica, la timidezza come un male da debellare (mentre spesso i timidi sono persone di uno spessore umano e spirituale inimmaginabile), l’eiaculazione precoce come una vera e propia malattia (mentre non lo è assolutamente), le passioni (squadra di calcio, motori, collezionismo, ecc…) come vere e prorie manie da curare, ecc…?
        E sapete perché vogliono far passare per patologico anche quello che non lo è?
        Beh, perché se si moltiplicano a tavolino le patologie, le case farmaceutiche possono vendere farmaci anche per queste “nuove” patologie e così fare lauti guadagni.
        Quindi è evidente che ai vertici dell’OMS siedono esponenti della case farmaceutiche, interessate più al profitto che alla salute delle persone.

        E lo sapete che l’OMS sta investendo tantissimo nella divulgazione di una teoria secondo la quale esiste il “gene gay”? L’obiettivo di ciò è chiaro, ed è che la lobby LGBT vuol far vedere che l’omosessualità è una cosa naturale poiché è scritta nei geni e che quindi anche gli omosessuali devono potersi sposare e adottare figli (o addirittura farli, tramite l’utero in affitto). Ma la teoria è falsa, in quanto nessuno ha mai trovato il “gene gay”.

        Così l’aborto: l’OMS, Amnesty International ed altre organizzazioni lo considerano come un diritto umano a tutela della donna. L’obiettivo è chiaro: la salute della donna non ha nulla a che vedere, in quanto quello che realmente interessa è che la Planned Parenthood (la più grande fabbrica di aborti al mondo) faccia affari d’oro.
        Sui contraccettivi ormonali è chiaro che l’OMS fa di tutto perché non si parli del loro potenziale abortivo: perché, se lo dicessero, molte meno donne li utilizzerebbero.

        Insomma l’OMS è tutta politica e marketing… di occuparsi della salute ha smesso da un pezzo…

        Perciò c’è bisogno di medici, farmacisti, biologi, scienziati, ecc… onesti, che non cadano nelle teorie propagandate dall’OMS ma che, anzi, sappiano confutarle coi dati alla mano.
        In Italia questo prezioso lavoro lo fanno alcune associazioni di professionisti (che lavorano nel campo della salute) cristiani quali “Scienza e Vita”, Comitato “Verità e Vita”, “Medici e Farmacisti Cattolici”, ecc…, ma lo potrebbe anche fare autonomamente ogni singolo professionista (anche se costituirsi in associazione ha un impatto migliore).

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        • Emanuele ha detto in risposta a Daniele

          Aggiungo, anche che la diffusione della perversione e del vizio non è casuale… Depressione, ansia, rabbia, disperazione trovano via facile con chi non ha valori e mete nella vita, con chi considera solo gli aspetti materiali…

          In sostanza, più depravati, più depressi, più psicofarmaci… E il cerchio si chiude…

          Il matrimonio gay ha proprio questo fine: smantellare la famiglia. Infatti, é la famiglia il luogo dove si insegnano i primi valori…

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        • Mariasole ha detto in risposta a Daniele

          Posso citarti su altro sito? 🙂

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    • Emanuele ha detto in risposta a Daniele

      Vero, a mia moglie volevano mettere oa spirale a seguito di un cesareo. Solo manifestando, per caso, le nostre convinzioni antiabortiste, ci hanno detto dei percoli abortivi della spirale

      Quante donne, invece, non avranno ricevuto una corretta informazione? Chi non esprime espressamente la sua contrarità all’aborto, non deve sapere nulla?

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      • Daniele ha detto in risposta a Emanuele

        I cristiani che si trovano ad aver bisogno di cure sanitarie e che però non vogliono farsi raggirare dalle falsità propagandate dall’OMS sarebbe bene che si documentassero circa la vera natura delle terapie che stanno per intraprendere: questo lo possono fare mettendosi in contatto con le associazioni cristiane di professionisti della salute di cui parlavo in un altro mio commento, che sapranno dare loro informazioni corrette sia da un punto di vista scientifico sia da un punto di vista etico.
        Perché se uno non si mette in contatto con una di queste associazioni, è molto probabile che nessuno dei medici che lo sta curando lo informi sulla reale natura delle terapie e sulla reale necessità di esse. Lo so: è inquietante, ma è quello che accade…

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        • Emanuele ha detto in risposta a Daniele

          Non solo inquietante, ma aberrante…

          Quante donne, soprattutto straniere o poco istruite, saranno state ingannate? …alla faccia del consenso informato!

          La cosa che mi fa più incaz.. é che nel supermercato della mia città (una delle famose coop rosse con gli amici al Forteto) c’è il reparto di carne macellato con rito islamico… Viceversa si può buttare un banbino nel cesso, senza che nessuno sia informato di quello che sta facendo…

          Ovviamente senza nulla togliere agli amici mussulmani… É che non può essere più importante che uno si offenda perché non ho usato il coltello giusto per macellare una mucca, piuttosto che ESSERI UMANI INNOCENTI siano eliminati come scarafaggi!

          …scusate lo sfogo…

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        • LawFirstpope ha detto in risposta a Daniele

          Questo confuta anche il fatto che una legge che favorisce l’aborto è quella che garantisce più libertà (al di là del giudizio morale, che giustamente va dato).
          Chi non vuole abortire, neanche ‘per errore’, con una legge del genere sicuramente non è del tutto libero.
          Ma vallo a spiegare ai laicisti…

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  4. daniele ha detto

    Salve a tutti…vorrei che quancuno esperto in materia potesse darmi un chiarimento su una questione. Mi riferisco alla così detta pillola del giorno dopo. Quando parlo di questa pillola mi riferisco non alla RU486 ma alla LNG (levonorgestrel) che da quanto ho capito non è considerata una pillola abortiva ma un anticoncezionale perchè sembra che sia dimostrato che non impedisca ne l’entrata dello spermatozoo nell’ovulo ne l’attecchimento dell’embrione alla placenta. Da quanto ho capito interferisce solo sul processo ovulatorio. La sua assonzione però deve avvenire entro le 72 ore dopo il rapporto sessuale non protetto. E’ considerata una contraccezaione d’emergenza dalla organizzazione mondiale della sanità. La sua efficacia però si riduce con il passare del tempo.
    tutto questo mi suona strano, anche se non sono esperto in materia. Se una donna ha un rapprto sessale non protetto, significa che lei diventa incinta dopo 72 ore? non l’ho capita questa cosa.

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    • Daniele ha detto in risposta a daniele

      Contrariamente a ciò che dicono l’OMS e altre organizzazioni “umanitarie”, è stato dimostrato che sia la pillola del giorno dopo (a base di levonorgestrel, chiamata Norlevo(R) e Levonelle(R)) sia quella dei cinque giorni dopo sia gli altri sistemi contraccettivi ormonali (pillola “normale”, cerotto, impianto sottocutaneo, dispositivi intrauterini, ecc…) hanno un effetto anti-nidatorio e, quindi, abortivo.

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  5. Daniele ha detto

    Alcuni dati:

    “The combinazions of extrogens and progestins also produce a change in cervical mucus, in the uterine endometrium, and in motility and secretion in the uterine tubes, all of which decrease the LIKELIHOOD of conception AND IMPLANTATION”.

    Tratto da “B. G. Katzung, S. B. Masters, A. J. Trevor – Basic and Clinical Pharmacology (11th Edition) – McGrawHill-Lange – New York – 2009”.

    “La combinazione di estogeni e progestinici (combinazione presente nei contraccettivi ormonali) produce anche un cambiamento del muco cervicale, dell’endometrio uterino e della motilità e secrezione nelle tube uterine: tutti questi fattori fanno diminuire la PROBABILITA’ sia del concepimento SIA DELL’IMPIANTO (inteso come impianto dell’embrione nell’utero)”.

    Io questo lo chiamo aborto.

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