El Salvador: donna muore senza aborto? No, è una bufala

El SalvadorLa tattica è sempre la stessa: manipolare la realtà per legittimare la propria attività lobbystica. Lo ha fatto di recente l’Associazione Luca Coscioni mentendo spudoratamente sui risultati di una ricerca scientifica delll’istituto “Mario Negri” sull’eutanasia clandestina e sta avvenendo un altro tipo di manipolazione anche in El Salvador per imporre la legalizzazione dell’aborto.

Su tutti i quotidiani leggiamo la stessa storia: andare avanti con la gravidanza per Beatriz (il nome è di fantasia) potrebbe significare la morte perché soffre di una grave alterazione del sistema immunitario. Ma in Salvador la legge vieta l’interruzione di gravidanza e i medici non la operano perché hanno paura di essere incriminati.

Qual è la verità? Ovviamente un’altra, come sempre: la donna è stabile e, come spiegato (anche qui) dal ginecologo Carlos Mayora Escobar che rappresenta l’Associazione di Bioetica di El Salvador, si raccomanda che Beatriz continui la gravidanza e quando i medici lo riterranno opportuno potrà essere indotto il parto con taglio cesareo o vaginale. Il Lupus di cui è affetta è infatti in fase inattiva e può essere medicato senza inconvenienti. «La paziente è stata molto ben gestita presso l’Ospedale di maternità, è guardata con attenzione», ha detto il dott. Mayora. Non c’è nessun pericolo di vita se verranno eseguite le cure mediche adeguate. Con il progresso della medicina non c’è nessun motivo a sostegno dell’aborto terapeutico!

La Fundación Sí a la Vida ha contatti telefonici frequenti con Beatriz e spiegano in un comunicato: «La fuga di informazioni inesatte circa il caso di Beatriz serve solo a strumentalizzare questo caso. Lei è una donna malata e ha bisogno di tutto il sostegno». L’avvocato Georgina de Rivas, dell’associazione “Abogados por Derechos Humanos”, ha invece denunciato che la donna è sottoposta a forti pressioni da parte di associazione abortiste internazionali, come Planned Parenthood e Amnesty International, che vogliono presentare i dati sulla sua malattia in modo alternato per giustificare l’imposizione dell’aborto terapeutico.

La redazione

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38 commenti a El Salvador: donna muore senza aborto? No, è una bufala

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  1. Daniele ha detto

    Oggi, con le nuove tecnologie, le informazioni, vere o false che siano, corrono più velocemente di ieri e quindi a noi cristiani (amanti di Cristo, cioè della Verità in Persona, che non siamo noi a possedere ma è Lei a possederci) è affidato il compito di scovare le tante, troppe menzogne che girano nei mass-media e di confutarle coi dati alla mano, diffondendo il più possibile la Verità.

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  2. Ho mandato un commento al Corriere, ma sta ancora in lista di moderazione e dubito che sarà sbloccato, mentre i commenti anticattolici ovviamente si sprecano. Comunque invito tutti ad intervenire, bisogna in qualche modo far vedere che ci siamo.

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    • Max ha detto in risposta a Francesco Santoni

      Francesco, con che nick hai scritto? Od hai usato il tuo nome?

      Inoltre, mi chiedevo se si trova anche un link ad un articolo che non fosse HatzeOr, perche’ si potrebbe essere accusati di citare un giornale “di parte”.

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      • Laura ha detto in risposta a Max

        Questa tesi del “giornale di parte” non convince affatto…secondo te se fosse successo in Italia Repubblica e Il Fatto avrebbero riportato le parole del ginecologo? No, eppure sono tra i quotidiani principali…

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        • Max ha detto in risposta a Laura

          Laura, lasciamo che Repubblica e soprattutto il Fatto si comportino in maniera non proprio corretta. Non cerchiamo di fare un po’ meglio.

          Per far presa su “gli indecisi”, occorre citare giornali o fonti di informazione che non siano manifestatamente “cattolici”, o ti accuseranno all’istante di citare fonti tendenziose. Per la stessa ragione, se qualcuno mi cita Repubblica e soprattutto FQ, dico che sono fonti non proprio affidabili.

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      • Francesco Santoni ha detto in risposta a Max

        Ho usato il nick hybridslinky, ma il commento è ancora in moderazione, vai tranquillo che non lo approveranno mai, forse perché ho scritto che gli appelli di Amnesty sono buoni per pulirsi il posteriore 😉 (però ho anche linkato l’articolo da HatzeOr).

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  3. Umpalumpa ha detto

    Leggendo l’articolo di Hatzeoir.org (quello segnalato da questo post) mi ha colpito il fatto che in tutto il mondo ci sia una politica che ha come unico scopo l’aborto. Si sta parlando di El Salvador ma potrebbe essere tranquillamente l’Irlanda o l’Italia se non ci fosse la legge 194.
    Dico questo perchè è ormai ovvio che non sono di politiche spontanee volute dai cittadini di un determinato paese rispetto ad un altro. Tutt’altro. Sembrerebbe invece una politica sapientemente orchestrata a livello internazionale. Probabilmente ho detto una banalità, però volevo cmq evidenziarla.

    Non sto ipotizzando organizzazioni spectre o cose simili.
    Molto più semplicemente grosse aziende private che cercano di aprirsi nuovi mercati. Il tutto appoggiato da organizzazioni politiche e non, più o meno ideologizzate.

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    • manuzzo ha detto in risposta a Umpalumpa

      Purtroppo l’unica lobby a cui fa caso la mentalità laicista-integralista è CL. Quelli che guadagnano ammazzando bambini per i fondamentalisti atei sono brave persone, e non so se credono davvero alle bufale che leggono (in genere si sente dire che gli atei sono più intelligenti….), o fingono per provocare.

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  4. MarcoF ha detto

    Ottimo lavoro, ragazzi!!

    P.S. Titti????? Ci sei???
    Mi sa che stavolta hai preso proprio un bel granchietto!! 😉 😉
    http://www.uccronline.it/2013/05/01/la-forza-della-vita-basta-non-mettersi-di-traverso/

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    • manuzzo ha detto in risposta a MarcoF

      Il punto è voler mascherare come terapeutico l’aborto scelto arbitrariamente da ragazze che potevano pensarci prima, se una donna davvero sta male mi pare (e correggetemi se sbaglio) che neppure il catechismo della Chiesa cattolica vieta di abortire. Ma le ragazze (nostrane) che vanno ad abortire ABUSANDO della 194 sono sane come anguille. È un eccidio voluto, premeditato, non necessario e cattivo, ma del resto se non c’è un inferno, non c’è motivo di non uccidere. Se si parte dall’inesistenza dell’inferno, allora si all’aborto come alla guerra, alla droga, alla mafia ecc… tutto è permesso.

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      • Emanuele ha detto in risposta a manuzzo

        …preciso due cose:

        1. L’aborto diretto è sempre condannato dalla Chiesa. Quello che è tollerabile è che si verifichi un aborto in seguito di terapie per salvare la vita della madre. Le faccio qualche esempio.

        L’eclampsia è una malattia molto grave che può portare alla morte la donna in poche ore. In questo caso, l’unica cura è interrompere la gravidanza. Ma si può fare in due modi: facendo abortire la donna, oppure facendola partorire (possibilmente con un cesareo per non traumatizzare troppo il nascituro, magari molto prematuro). Se il bambino ha meno di 23 settimane di gestazione purtroppo ci sono pochiessime chance di vita, ma i medici possono fare di tutto per salvarlo. In questo caso non c’è colpa né nella madre né nei medici.

        Gravidanze ectopiche (es. in una tuba). La crescita del bambino può portare alla rottura dei tessuti con gravi emorragie. Ci sono anche qui più strade: abortire subito; aspettare il più possibile e far partore pretermine. Anche in questo caso il piccolo potrebbe essere molto prematuro e non sopravvivere. Ci sono poi casi in cui la tuba è già lacerata: in questo caso deve essere rimossa con quello che contiene (il feto, che non è detto sopravviva all’intervento.

        Ci sono poi i casi in cui è necessario somministrare alla madre farmaci salvavita che potrebbero essere potenziamente abortivi. Anche in questo caso, però l’aborto è una conseguenza involontaria e non voluta.

        Riassumendo, quello che conta è la volontà dei dottori di salvare madre e bambino. Ci sono i casi in cui se non si interviene si perderanno certamente madre e figlio: allora si interverra sulla madre cercando di limitare i danni al feto il più possibile. Se ciò non è possibile siamo difronte ad un aborto indiretto che non costituisce una colpa per nessuno.

        2. Ricordiamo che le donne sono vittime dell’aborto. Decenni di inganni, disinformazione, messaggi edonistici ed egoistici, etc. facilmente possono indurre le donne, soprattutto se giovani o in difficoltà, ad abortire pur non avendo piena consapevolezza del grave fatto che stanno compiendo. Molte di queste donne, pagheranno molto cara questa scelta, una volta capito cosa hanno compiuto.

        La società scarica l’aborto solo sulle donne: da sole devono decidere, da sole devono farsi operare, possibilemnte da sole devono anche abortire (vedi pillole ellaone o RU486)… La colpa di chi ha ingannato queste donne e le ha indotte a compiere un aborto è molto grande: solo la misericordia di Dio potrà perdonare queste persone.

        Con questo non voglio discolpare le donne che coscientemente decidono di abortire, ma porre l’attenzione sulle migliaia e migliaia di donne prima ingannate e poi lasciate sole.

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        • manuzzo ha detto in risposta a Emanuele

          Grazie per la delucidazione. Si deve dar valore ad ambedue le vite, è questo che mi pare il principio ispiratore della dottrina romana a riguardo. Non so dove sia la discriminazione maschilista, ma si sa: se uno guarda un porno in cui la donna è buona solo per alcune cose, è lecito, non c’è nulla di male, se uno dice che un bambino ha dei diritti come altri esseri viventi (cani gatti e mucche comprese) è un bigotto liberticida. E vabbè, teniamoci pure questa, che dobbiamo fa.

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  5. notimenowhere ha detto

    Secondo il link il dottor Carlos Mayora Escobar non ha avuto accesso alla cartella clinica della paziente ne ha potuto visitarla di persona. Mi domando come fa ad affermare che il lupus di cui soffrirebbe è in fase inattiva (sarebbe meglio dire in fase remissiva) e non c’è rischio per la vita della donna. Tralaltro, a detta dell’avvocato che la segue, la stessa soffre anche di pressione alta e di problemi renali. Patologie che potrebbero essere legate al LES.
    Comunque c’è da augurarsi che la situazione abbia un esito positivo visto i passi avanti fatti dalla medicina. Sia per la donna che per il bambino se la corte suprema deciderà per il proseguimento della gravidanza.

    http://www.bresciareumatologia.it/LESgravidanza.htm

    Così nel “primo” mondo. Speriamo che anche in quel paese le cose vadano così.

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    • Laura ha detto in risposta a notimenowhere

      Perché è presidente dell’Associazione di Bioetica di El Salvador ed evidentemente è informato sui fatti anche se non ha letto la cartella clinica, in ogni caso la Fundación Sí a la Vida è in contatto con la donna e conferma la situazione.

      Avere la pressione alta e problemi renali non giustifica un aborto terapeutico, ovviamente.

      Siamo sicuri che tutti gli abortisti vorrebbero un finale lieto e non invece la morte della donna per poter poi strumentalizzare il caso a loro vantaggio? Cosa ne pensi?

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  6. notimenowhere ha detto

    Laura

    Io non sono un anti abortista. Non in toto almeno. Ma l’eventuale morte di una persona non mi farebbe gioire. Naturlmente parlo per me. Non posso parlare a nome di altri quindi non saprei rispondere alla tua domanda. Quello che tu affermi potrebbe essere e di certo se per sfortuna la donna dovesse morire sarei portato a pensare che se avesse avuto la possibilità di abortire forse si sarebbe salvata. Ma siamo nel campo delle ipotesi e l’una vale l’altra.

    Essere presidente di un’associazione non da crediti o conoscenze particolari. Tralaltro, secondo quello che dice l’avvocato della donna, i medici che la seguono direttamente sono preoccupati per le sue condizioni.

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    • Laura ha detto in risposta a notimenowhere

      Io non mi rivolgevo a lei, ovviamente…parlavo in generale degli abortisti. Ritengo difficile essere quasi un anti abortista…stare a metà non è possibile, o si è a favore della morte di un essere umano o si è contro.
      La donna può morire per tanti motivi e nessuno di questi può essere legato al non aver abortito..dunque anche se dovesse tragicamente morire non sarebbe comunque lecito arrivare a conclusioni personali senza prima esserci accertati dei fatti.

      Essere presidente dell’Associazione di Bioetica di un Paese e venire interpellato quando si ragiona sulla legittimità di una legge bioetica implica un’ottima conoscenza dei fatti. Funziona così anche in Italia con il nostro Comitato di Bioetica interpellato dal governo appositamente in ogni caso controverso.

      I medici sarebbero comunque preoccupati per le sue condizioni, che sia ammalata non c’è dubbio. Tuttavia la situazione non è quella descritta sui media, la donna non è a rischio di morte e può tranquillamente portare a termine la gravidanza senza rischiare nulla. Difficile altrimenti che il dott. Carlos Mayora Escobar, che è anche fellow della American College of Obstetricians and Ginecologists e tra i responsabili (Gran Maestro) della Federazione di Ginecologia Latinoamericana, si sia esposto in questo modo.

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      • notimenowhere ha detto in risposta a Laura

        Laura

        Per farti capire come la penso.
        In casi di pericolo di vita per la madre se la stessa decide di abortire io sono favorevole.
        Oppure, se per una gravissima malformazione, il futuro nascituro è destinato a morire nei giorni o settimane successive alla nascita sono favorevole.
        Sempre col consenso della madre ovviamente.
        Per altre situazioni che non sto qui ad elencarti non sono favorevole.
        Ho delle riserve sulla tua affermazione sul fatto che una donna non può morire per non aver abortito. Di donne morte per complicanze durante la gestazione, durante il parto o a causa di esso è piena la storia. Oggi sicuramente di meno in molte parti del mondo ma i numeri basta cercarli. Ed anche se solo una donna all’anno rischiasse la propria vita perchè incinta io sarei favorevole a darle la scelta se salvarsi o meno.
        Per tornare in tema non ho elementi sufficienti per poter affermare con certezza se Beatriz sia in pericolo di vita. Da una parte ci sono i link “pro choice” da l’altra i “pro life”.
        Sul fatto che Escobar si esponga immagino che faccia parte del suo ruolo di sostenitore dei “pro life”. Anche se sbagliasse non penso che rischi più di tanto.
        Se la donna ha un avvocato vuol dire che si sente in pericolo di vita. Vuol dire che altri medici, immagino quelli che la curano, le hanno prospettato la possibilità che rischi la vita.

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        • Emanuele ha detto in risposta a notimenowhere

          1. Non esistono circostanze nelle quali la vita della madre sia in pericolo e la cura sia l’aborto. L’aborto può essere una conseguenza non voluta di terapie somministrate alla madre o coseguenza di un operazione chirurgica.

          2. Chi lo stabilisce che il nascituro morirà in poche settimane? Ci sono dozzine di casi documentati di persone che dovevano vivere poche ore e che adesso sono persone adulte… certo, alcune con gravi disabilità, ma ciò e sufficiente per sopprimere una vita?

          Ed anche nei casi più gravi come l’acefalia, non sta né ai medici né alla madre decidere quanto un bambino deve vivere. Soprattutto, proprio perché particolarmente fragile, almeno per quel tempo che gli è dato di vivere dovrà sperimentare l’amore di chi gli sta attorno…

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          • notimenowhere ha detto in risposta a Emanuele

            Emanuele

            1) Beh le circostanze esistono. Ci possono essere gravi problematiche cardiache pregresse della donna ad esempio che mettono a rischio la vita in caso di gravidanza. C’è la preeclampsia nei casi più gravi.

            2) Chi lo stabilisce? Beh, che ti devo rispondere. La prossima volta che un medico ti fa una diagnosi qualsiasi rispondigli allo stesso modo.

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            • Emanuele ha detto in risposta a notimenowhere

              1. Nei casi da lei citati non serve a nulla l’aborto preventivo. Mia moglie ha avuto la preclampsia… Ci sono fattori di rischio, non la certezza che si svilupperà la malattia… Infatti, quando la situazione stava degenerando l’hanno fatta partorie (32 settimane). Adesso la banbina la mamma sono perfettamente sane.

              In entrambi i casi, basta monitorare la situazione e far partorire il più tardi possibile… Può darsi che il bambino non sopravviva, ma é inutile abortire a 3 mesi…

              2. I medici, quelli seri, formulano una diagnosi, non emettono sentenze… Ho frequentato per varie settimane un reparto di terapia intensiva neonatale, nessun medico si é mai permesso di dare scadenze… Anche nelle situazioni più gravi procedevano ora per ora, giorno per giorno… Purtroppo qualcuno non ce l’ha fatta, ma nessuno é stato abbandonato al suo destino o dato per spacciato in partenza, neppure nei casi più gravi.

              Questa é medicina, l’aborto é spesso solo la strada più veloce (ed economica) per risolvere i problemi…

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        • Laura ha detto in risposta a notimenowhere

          Capisco la tua posizione, è quella di molti. Il problema è che non è possibile giustificarla…o si è sempre favorevoli all’aborto o si è sempre contrari. A meno che tu ritenga che è possibile scegliere se un essere umano ha diritto alla vita oppure no…credo che questa posizione sia davvero pericolosa però. Tu dici di essere contrario in alcuni casi all’aborto…perché? Probabilmente perché in linea con la scienza riconosci nell’embrione un essere umano con diritto alla vita e questo diritto è più forte del diritto alla scelta di ucciderlo o no, ovviamente. Tuttavia giustifichi la sua uccisione in altri casi…beh questa posizione non è da me moralmente accettabile, un essere umano ha sempre diritto alla vita e non soltanto quando lo decidiamo noi.

          Rispetto alla vicenda, Max ha trovato tante altre fonti neutrali che chiariscono la vicenda: http://www.uccronline.it/2013/05/10/el-salvador-donna-muore-senza-aborto-no-e-una-bufala/#comment-118264

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  7. Controinformato ha detto

    d’ora in poi non darò più un centesimo ad Amnesty International

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  8. Simone Emili ha detto

    Scusate l’ O.T. Perché la possibilità di commentare i post dura solo 3/4 giorni? Ci sono tante discussioni molto interessanti che sul più bello si interrompono, ed è un gran peccato….

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  9. Emanuele ha detto

    …incredibile! Non ho trovato traccia della notizia sul Fatto Quotidiano… ma credo che sia solo questione di ore, la tentazione sarà troppo forte…

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      • Emanuele ha detto in risposta a Kosmo

        non avevo dubbi… Siamo ormai allo stravolgimento della realtà.

        Una manifestazione pacifica con famiglie, suore, seminaristi, politici, medici, etc. Senza simboli di partito,senza manganelli e molotov, diventa un raduno nazifascista…

        Invece, quei bei cortei di ragazzotti che manco sanno per cosa manifestano, con caschi e sciarpe in faccia, nascosti dietro falci e martelli o vessilli del Che (noto pacifista!!?), che finiscono a manganellate e incendi di negozzi, sono esempi di democrazia…

        Certo, perché la marcia per la vita é organizzata da Casa Pound(?), mentre in qui cortei di cui sopra i violenti sono sempre infiltrati fascisti…

        CHE SCHIFO DI INFORMAZIONE!

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      • Daphnos ha detto in risposta a Kosmo

        Mentre Obama in Usa promuove una campagna per l’integrazione degli immigrati

        vedo che queste hanno trovato un nuovo santino da appendere sul cruscotto 😉 . Mi chiedo cosa c’entri con la manifestazione di Roma, ma tant’è.

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  10. Kosmo ha detto

    mezzo-OT:
    Invito tutti ad approfondire questa notizia CHE HA LETTERALMENTE DELL’INCREDIBILE, letta su Tempi:
    http://www.tempi.it/neonata-dopo-le-cure-per-la-leucemia-guarisce-anche-dalla-sindrome-di-down#.UY4E1kp5DHM

    mi chiedo se sia un’analisi sbagliata (prima o dopo la presunta “guarigione”), un vero e proprio miracolo, o un traguardo bellissimo raggiunto dalla scienza (seppure inconsapevolmente).

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    • beppina ha detto in risposta a Kosmo

      Vero, parzialmente vero o non vero, non ha importanza. Sono queste le cose che rendono bella la giornata.

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      • Daphnos ha detto in risposta a beppina

        Hai ragione Beppina, ma metti caso che sia vero: dovrò correre subito dai nostri cari amici, quelli che curano il dizionario del politically correct, e chiedere loro: ma se dalla sindrome di Down si può guarire, è da considerarsi malattia a tutti gli effetti?

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