El Salvador dice “no” all’aborto, sconfitti New York Times ed Amnesty International

Nonostante una massiccia campagna di pressione da parte di New York Times, CNN, BBC, Human Rights Watch ed Amnesty International, l’uccisione di bambini non ancora nati tramite aborto continuerà a rimanere illegale in El Salvador. Quando queste grandi compagnie di corruzione ideologica falliscono i loro obiettivi è un momento di speranza per un mondo migliore.

I coordinatori di Amnesty International hanno dichiarato furiosi che i «legislatori di El Salvador hanno le mani macchiate di sangue dopo aver rifiutato persino di discutere la proposta di depenalizzazione dell’aborto. La fallita opportunità di porre fine a questa ingiustizia è un duro colpo per i diritti umani in El Salvador». Chi si rifiuta di uccidere avrebbe le “mani macchiate di sangue”. Amnesty International è come Hitler quando dal suo pulpito si indignò moralmente accusando il cristianesimo di aver macchiato di sangue i popoli precristiani.

Sul PanamaPost si legge che «sebbene la decisione sia stata presa a livello legislativo, decisive sono state le dimostrazioni di strada della società civile e la raccolta di decine di migliaia di firme in difesa della vita dei non nati». Davide contro Golia, in pratica.

La costituzione e la legislazione civile di El Salvador -paese che ha comunque risolvere tanti problemi di civiltà al suo interno-,  proibiscono l’interruzione di gravidanza dal momento del concepimento. Semplicemente, almeno in questo caso, sono coerenti con le evidenze dell’embriologia che riconoscono nella fecondazione il momento in cui appare l’essere umano, il quale da quel momento si svilupperà -senza soluzione di continuità- fino all’ultimo stadio della sua esistenza. La legge è fortemente difesa dalla principale associazione medica del paese, che comprende 37 diverse organizzazioni mediche. «Mai un medico può uccidere per azione o omissione», dichiara la legge. «Questo vale anche per l’aborto indotto, che è una grave violazione etica e deontologica. La biologia indica che la persona umana è l’oggetto del diritto assoluto alla vita dal suo concepimento».

Questa è una posizione politica ed etica in linea con la medicina. Osserviamo invece con quali argomenti viene giustificato l’aborto: «Possiamo dire che c’è l’uomo all’atto della fecondazione, alla fine della seconda settimana, alla prima reazione che l’embrione ha ad un disturbo esterno, al primo segnale elettroencefalografico, quando nasce, quando è in grado di ricordare. A noi la scelta» (E. Boncinelli, in Newton, luglio 07). A noi la scelta? Terribile. Comunque, El Salvador ha scelto.

La redazione

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18 commenti a El Salvador dice “no” all’aborto, sconfitti New York Times ed Amnesty International

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  1. Francesco ha detto

    per voi cristiani una propaganda anti abortista, con finalità di pedo-proselitismo, è cosi importante da definire Amensty International una compagnia di “corruzione ideologica”?

    La vostra è una vita di corruzione ideologica.

    Il cristianesimo, che si professa come la relgione del “vero” dio contro i dei falsi, al religione dell’amore eterno, in realtà è contro i diritti umani, contro Amenesty International a favore dell’omofobia e delle campagne contro l’emancipazione feminile.

    Putin, un dittatore criminale e assassino è stato eletto dal papa attuale Bergoglio, a simbolo di questa religione.

    Nella vostra definzione c’è qualcosa che non va.

  2. Max ha detto

    Meno male che in Centro America qualcuno ragiona ancora. Ovviamente, dopo il caso irlandese, pochi ne parleranno da queste parti.

    Amnesty International che parla di mani macchiate di sangue e’ al di la’ del grottesco.

  3. Sebastiano ha detto

    beh, da Amnesy non c’era da aspettarsi altro…

  4. giuliano ha detto

    La lotta fra il più debole (feto) e il più forte (madre); dopo migliaia anni di storia umana stiamo ancora discutendo su chi andrebbe difeso/aiutato senza se e senza ma.

  5. Umpalumpa ha detto

    Ottima notizia.

    Piccola nota: i vari NYT, Amnesty, BBC ecc ecc sono indubbiamente fra i media e fra le organizzazioni internazionali maggiormente importanti a livello globale.
    Sono anche gli stessi che da anni criticano Trump e i populisti europei.
    Magari è il caso che si inizi a riflettere sul tema.
    Mi domando, se sono così favorevoli a determinate politiche (es. aborto e lgbt) come aiuteranno, racconteranno, descriveranno o sosteneranno politici che la pensano in senso opposto?

    • lorenzo ha detto in risposta a Umpalumpa

      Umpalumpa, non sono riuscito a pubblicare perché gli interventi erano stati chiusi e quindi questa risposte te la dovevo.

      Riguardo al servizio nella Chiesa primitiva si legge, tanto per citare un caso, negli Atti (6.2): “ Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense…”; questo a dimostrare che, come affermi tu, il servizio al prossimo, pur nei limiti delle proprie possibilità, è conseguenza “ inevitabili della evangelizzazione” .

      Veniamo ora al compito primario della Chiesa, avvero all’annuncio del Vangelo: quando Emanuele scrive di “funzioni, sacramenti, catechismo, incontri per famiglie”, non allude forse alla vera e propria evangelizzazione di base che viene praticata nelle parrocchie? Nell’Eucarestia, nelle omelie, nella preparazione ai sacramenti, negli incontri biblici, non si fa forse evangelizzazione diretta annunciando la “Buona Novella”?

      Tu prosegui : “Invece gli aveva dato un compito, che sarebbe potuto sembrare del tutto inutile: andate in giro a dire a tutti che sono risorto.”; dimentichi forse che in ogni S. Messa proclamiamo pubblicamente ed a gran voce la Resurrezione di Cristo? Tuttavia il “raccontare agli altri come l’incontro con Cristo Risorto abbia rivoluzionato la propria esistenza” lascia il tempo che trova perché alle persone interessano più i fatti che le parole: “Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. “ (Gm 2.18)

      Che poi oggi si stia facendo strada nella Chiesa la subdola tesi dei cattolici adulti che l’unica cosa che veramente conta sono solo le opere di misericordia corporali, è un boccone indigesto che non voglio e non riesco proprio a digerire.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a lorenzo

        Ciao Lorenzo.
        Si purtroppo si sono chiusi i commenti proprio sul più bello. grazie per la risposta.

        Sui sacramenti non discuto minimamente. Figurati. Ci mancherebbe altro. Certo che è evangelizzazione.
        Anche altre cose possono essere evangelizzazione. Figuriamoci. Incontri con famiglie ecc

        Il mio discorso, però, riguardava una mia impressione, magari sbagliata, riguardo quello che tu richiami nell’ultima parte del tuo commento. A me sembra, magari sbaglio, che spesso alcuni (neanche più tanto pochi) tendano a dire/pensare che il compito della Chiesa sia l’accoglienza. Tantopiù intesa come assistenza materiale. A me personalmente è capitato di sentirlo dire da un prete durante l’omelia domenicale.
        Secondo me, nella mia totale ignoranza, il compito della Chiesa, invece, è l’evangelizzazione. L’eventuale accoglienza è solo un effetto collaterale inevitabile, oltre che meritorio, ottimo, meraviglioso ecc ecc.

        Questa impressione è ancora più forte quando vedo migliaia di immigrati, ipotiziamo pure che siano tutti onesti e buonissimi, che arrivano in Italia a cui parte del mondo clericale attuale – ripeto magari è una mia impressione del tutto infondata – offre esclusivamente l’accoglienza intesa in senso materiale. Non sento mai dire concetti tipo “a queste persone, la prima risposta che dobbiamo dare è l’annuncio di Cristo”. Magari richiamando il concetto di povertà spirituale (beati i poveri in spirito). Certo, il papa alcune volte ha parlato di periferie esistenziali. Però poi il messaggio che mi pare sia passato ha dimenticato l’aggettivo “esistenziali” e ha trasformato le periferie in senso geografico, spesso ipotizzando il povero come sempre e comunque nel giusto, titolare di diritti in quanto ingiustamente povero per colpa della società ricca e non bisognoso di altro se non l’aiuto materiale.

        Riguardo invece il fatto che dire agli altri come l’incontro con Cristo abbia cambiato l’esistenza lasci il tempo che trova, credo tu ti stia sbagliando. Certo, alle volte può non servire. Però se senti una persona che ti dice, concretamente, perchè non si droga più, oppure perchè si è riappacificato col padre, oppure perchè ha perdonato un tradimento coniugale nell’ottica della fede, sicuramente ti fa interrogare. Non si tratta di una lezione teorica, ma la testimonianza di un fatto che è successo nella vita di una persona. Poi, per carità, anche questo può non essere sufficiente. Non c’è dubbio.

        Credo che stiamo dicendo, circa, la stessa cosa.
        Ma sono l’unico che ha questa impressione? Se si, dov’è che sbaglio?

        • lorenzo ha detto in risposta a Umpalumpa

          Condivido in pieno quello che hai scritto.
          Riguardo poi alle periferie esistenziali e venendo al tema aborto, io credo che anche Amnesty International & C. siano delle periferie esistenziali che si propagano in modo subdolo e creano, nelle persone meno accorte, altre periferie esistenziali.

          • Umpalumpa ha detto in risposta a lorenzo

            Concordo. Le periferie esistenziali non hanno nulla a che vedere con il reddito.
            Il che non significa che i poveri materiali non devono essere aiutati. Anzi. Significa qualcosa in più (non in meno). L’aiuto proposto, visto che principalmente è di natura esistenziale e non solo economica, riguarda tanto i ricchi quanto i poveri.

            Se invece si condivide la tesi del “i poveri sono buoni per definizione o a prescindere e sono poveri in quanto truffati dai ricchi”, si scade in un’ideologia (decrepita) che nulla ha a che fare con il cristianesimo e, che si concretizza, nel ritenere i ricchi colpevoli a prescindere.
            Data questa impostazione sbagliata, le conseguenze sono logiche. La soluzione proposta non sarà l’evangelizzazione ma il riscatto sociale (mai raggiunto tra l’altro). Altra logica conseguenza dell’impostazione sbagliata e che di fronte a migrazioni più o meno fisiologiche o epocali, l’unica soluzione coerente con i presupposti di cui sopra che si riesce a proporre nei fatti è l’accoglienza indiscriminata che, dati i presupposti sbagliati, non può che essere falsa anche lei stessa.

            Quanti, all’interno del clero e fra i laici, sono caduti in questo errore?

  6. Roberto Di Marco ha detto

    Boncinelli dice che un uomo è tale quando ha la capacità di ricordare. Geniale. Dal suo punto di vista quindi non c’è niente di male ad uccidere un uomo che sta dormendo, che è gravemente ubriaco o che ha una qualsiasi altra alterazione legata alla memoria. I cultori della morte che non hanno nessun criterio, se non l’ appagamento deresponsabilizzato delle pulsioni, per fondare la loro ideologia.

    • lorenzo ha detto in risposta a Roberto Di Marco

      Già Platone, a suo tempo, disse che “L’uomo è un bipede implume!”… e Diogene si presento un giorno in pubblico con un pollo spennato dicendo: “Ecco l’uomo di Platone!”.

  7. Emanuele ha detto

    Riguardo l’aborto, non dimentichiamoci che l’altra metà delle vittime (o buona parte) sono le madri.

    Non sempre le madri vogliono l’aborto o lo prendono alla leggera. Spesso sono ingannate, subiscono pressioni se non addirittura minacce e violenze.

    Ho conoscuto donne che per tenere i propri figli sono state cacciate di casa, hanno chiuso i contatti con la famiglia, hanno subito divorzi, hanno perso il posto di lavoro.

    Si dirà che rispetto ad una vita sono tutte cose secondarie… Giusto. Ma è giusto che le donne debbano affrontare da sole tutto ciò e molti “cattolici” puntino il dito senza conoscere la storia di queste donne? O sarebbe un dovere morale, prima che cristiano, aiutarle concretamente?

    Ho conosciuto donne che hanno sbagliato. Prima tutti intorno per dirle quanto era bello, saggio, intelligente, giusto abortire. Poi all’ospedale ci sono andate da sole, da sole sono tornate a casa, da sole hanno pianto per anni. Una pilatesca lavata di mani generale.

    Quindi, prima di mettere le donne tout court tra i carnefici, valutiamo bene i singoli casi.

    • giuliano ha detto in risposta a Emanuele

      L’assistenza sanitaria per le donne in gravidanza e in difficioltà economica è gratuita prima, durante e dopo. Nella più COMPLETA privacy. Il bambino nato può essere non riconosciuto e ad esso può essere data una possibilità con sucessivo affido e adozione (le liste di coppie uomo-donna disposte ad accettare un bambino non riconosciuto sono notoriamente non vuote). Può essere vera la storia della “gigantesca lavata di mani generale” per le donne che hanno abortito e poi si sono pentite, e comunque è difficile contestualizzare gli atti pilateschi distribuendo oggettivamente colpe e mancanze a destra e a manca; sicuramente sono vere le possibilità e le situazioni a favore della donna e del bambino sopra citate (prima, durante e dopo).

      • Emanuele ha detto in risposta a giuliano

        Tu, con quante donne che hanno abortito hai parlato? Quante storie dai volontari
        di MPV?

      • Emanuele ha detto in risposta a giuliano

        P.S.

        Non volevo suonare provocatorio.

        Perché da un lato è vero che ci sono le opportunità, ma quando ricevi pressioni dalla famiglia, dal marito/compagno, dai dottori, dagli amici, dai media, etc. non è facile decidere contro tutti e tutto…

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