La forza della vita, basta non mettersi di traverso

Fiore 
 
di Stefano Bruni*
*pediatra
 
 

Sono entrambi giovani. Lei é bionda, con gli occhi azzurri. Sorride dolcemente quando, visitando Nicoletta, la sua bimba che ora ha quattro mesi di vita, le dico “Chissá se le rimarranno questi splendidi occhi azzurri anche da grande”! “Li conserverà, li conserverà!” mi dice, “Li ha presi da me.” Io mi sento un po’ sciocco. Certo, il colore delle iridi dei neonati può cambiare nel corso dei mesi, ma Nicoletta è il ritratto della mamma: bionda e con due grandi e dolci occhioni azzurri. Certo che manterrà quel bellissimo colore!

Il papà sta tenendo a bada il fratellino di Nicoletta. Lui, il fratellino, l’ho già visitato. Non è uno che ami molto farsi visitare ma questa volta é andata meglio del solito e ora, con la meritata caramella in bocca, fa la spola tra l’ambulatorio e la piazzetta antistante saltando come un grillo, felice di avere il papà a sua completa disposizione per un po’. Nicoletta è una bimba bella e sana. Sgambetta e mi sorride. Di tanto in tanto accenna ad un “nghé” come per rispondere ai complimenti che le faccio (le femmine, anche piccolissime, sembrano sensibilissime ai complimenti e se dici loro che sono “moooolto carine” ti sorridono e partono a chiacchierare, a modo loro, che non le fermi più se non quando le metti sulla bilancia, altra cosa cui sembrano molto sensibili fin da piccolissime).

Ed è un miracolo che io la stia visitando perché undici mesi fa i medici l’avevano data per morta. Chiedo alla mamma se posso raccontare la sua storia su questo sito web e lei non ha esitazioni: si coccola Nicoletta orgogliosa e acconsente con un sorriso. Il papà è rientrato nello studio per un attimo, all’inseguimento del figlio più grande. Chiedo il permesso anche a lui: “Sono sempre d’accordo con quello che fa mia moglie!” dice con un sorriso sornione.

Nicoletta avrebbe potuto avere un fratellino gemello ma alla fine del secondo mese di gravidanza la mamma lo ha perso. Un’emorragia, la corsa al Pronto Soccorso, l’ecografia, la triste diagnosi. I medici che visitano la giovane mamma non hanno dubbi: aborto spontaneo dei due piccoli feti. Occorre effettuare il raschiamento, cioé ripulire la cavità uterina dai resti di quella gravidanza interrottasi spontaneamente, per evitare infezioni e future complicanze…La mamma è distrutta. Il giovane papà è oppresso allo stesso modo ma ha un’esitazione. Se il raschiamento dev’essere effettuato preferisce spostare sua moglie nell’Ospedale, non molto lontano, in cui lavora il suo ginecologo.

Durante il trasferimento in ambulanza nella mente della giovane donna si affollano i pensieri e si scontrano violentemente: l’immagine dei due gemellini, costruita nella sua mente negli ultimi due mesi, si confonde nel rosso scuro del sangue dell’emorragia. I ricordi irrompono impetuosi. Il ciclo che ritarda, la certezza della gravidanza, l’impatto della notizia: “Signora, sono due fratelli gemelli!”. La paura per l’impegno subito scalzata dalla gioia per quelle due nuove vite che si stanno formando nel proprio ventre. E ora, in un attimo, all’improvviso, senza motivo apparente, più nulla…Il papà segue l’ambulanza in macchina. Anche la sua mente è in subbuglio. Una tempesta di emozioni contrastanti, lo scontro tra il pensiero di ciò che è e quello che avrebbe potuto essere è devastante.

L’ambulanza arriva in ospedale. Il ginecologo accoglie la giovane donna; ha discusso il caso coi colleghi che per primi hanno visto la sua giovane paziente. Si prepara per il raschiamento. Nessuno parla; l’ospedale dorme, è notte. Ma dentro la testa dei due giovani quel silenzio é assordante. Prima di intervenire il medico, correttamente, sottopone ad una nuova ecografia quella signora bionda e con i grandi, gonfi, occhi azzurri. Il ginecologo sgrana gli occhi. Uno dei due feti, purtroppo è vero, non vive più; ma dietro un grosso ematoma la sonda dell’ecografo sorprende il secondo feto che si nasconde, si muove, il suo cuoricino batte dunque è vivo. Certo, il medico non scommetterebbe nulla sulla possibilità che quella giovanissima vita raggiunga il nono mese di gestazione e possa venire al mondo. La strada, più che in salita, si presenta come un’arrampicata su una parete rocciosa verticale.

Ma la speranza si riaccende nella giovane famiglia. Il pensiero di quello che potrà ancora essere torna prepotente ad occupare la loro mente anche se è e rimarrà viva la tristezza per l’altra giovane vita interrotta. Come sia accaduto che il primo medico non abbia riconosciuto che la seconda camera gestazionale è ancora “abitata” da Nicoletta e che Nicoletta è viva e intenzionata a continuare il suo sviluppo ora non interessa più a nessuno, anche se da quell’errore avrebbe potuto avere origine una tragedia ancora più grande di quella che si è comunque consumata. Nicoletta avrebbe potuto essere soppressa per errore! Che grande responsabilità ha il medico; è bene che tutti noi che facciamo questo mestiere ce lo ricordiamo sempre.

Ora ció che importa é fare tutto il possibile affinché Nicoletta sopravviva, cresca e possa nascere. Non sarà facile, il ginecologo è molto chiaro. Saranno sette mesi di letto per la giovane donna, sette mesi di dialogo serrato con la sua bimba, a convincerla a tenere duro, ad andare avanti, giorno dopo giorno, divisi tra la paura che non ce la faccia e la speranza, molto più forte, che a quella seconda nascita ne segua una terza, quella definitiva. I mesi scorrono lenti. Ma ogni giorno che passa è un giorno conquistato. Ormai manca poco… Ora la paura è quasi un ricordo… Ora la paura è un ricordo. Questa notte le stesse pareti bianche dello stesso ospedale hanno un colore diverso, un odore diverso. Non è più il rosso a dominare il contesto ma l’azzurro vivo degli occhi di Nicoletta appena aperti che si fissano in quelli della sua mamma non più velati e spenti ma finalmente accesi e grati.

La mamma ora sta rivestendo Nicoletta che continua a sorridere e “chiacchierare” imperterrita a modo suo. Chissà se è consapevole del miracolo che la sua vita, che i suoi quattro mesi e i suoi grandi occhi azzurri sono lí a testimoniare. A giudicare dalla sua facciotta furba direi quasi di sì. Certo ne sono consapevoli la sua mamma e il suo papà. E ne sono consapevole anche io. Ci salutiamo dopo aver discusso di come divezzare la bimba. Nicole ora è imbacuccata nella sua giacchina rosa. Da dentro il cappuccio continua a sorridermi appena le rivolgo lo sguardo.

La vita è stata più forte della morte. E il miracolo si è ripetuto. A volte, perché il miracolo si ripeta, basta solo lasciare che le cose accadano: basta non mettersi di traverso alla vita.

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18 commenti a La forza della vita, basta non mettersi di traverso

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  1. Laura ha detto

    che bello quel che ci racconti stefano, ce ne fossero di professionisti come te!

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  2. Enrico da Bergamo ha detto

    Guarda caso si parla di marito e non del concubino a dimostrazione che chi ripsetta l’altro lo sposa.

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  3. Cino ha detto

    A proposito dell’aborto spontaneo, vorrei porre una domanda…
    La Chiesa afferma che l’anima è presente nel corpo delle persone già quando sono composti solamente da una cellula, fin dall’inizio quindi.
    Però guardando su wikipedia si può notare come:
    “Altre ricerche confermano il fatto che il livello percentuale di abortività spontanea delle gravidanze, rilevate mediante i livelli ematici di hCG (gonadotropina corionica umana, ormone prodotto in gravidanza), oscilla tra il 31% e il 35,5%. Il periodo a maggior rischio è il primo trimestre. Si parla di probabilità, di stima epidemiologica, visto che molte interruzioni spontanee di gravidanza passano inosservate, senza che assumano una dignità clinica.”
    E’ una percentuale piuttosto alta e la percentuale vera potrebbe essere anche superiore… la domanda che mi pongo è: perché Dio decide di togliere la vita a tutti questi bambini prima che nascano?
    Tengo a sottolineare che sono cristiano cattolico e quindi che non intendevo fare alcuna provocazione di nessun tipo. La mia era solo una semplice domanda, la quale ha già ottenuto qualche vaga risposta da parte mia, ma desideravo sentire la vostra opinione…

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    • MarcoF ha detto in risposta a Cino

      Ciao Cino, i disegni di Dio non seguono la “logica del mondo” e a volte sono a noi incomprensibili.
      Questi bimbi “non nati” continuano a vivere accanto a Dio nell’eternità.

      Ti faccio presente che il Catechismo della Chiesa Cattolica (non è mia intenzione fare il “saputello”, ogni cristiano cattolico dovrebbe ogni tanto consultarlo) dice al paragrafo 366: “La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente dal Dio – non è <> dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale”.

      E al paragrafo 1703: “Dotata di <>, la persona umana è in terra <>. Fin dal suo concepimento è destinata alla beatitudine eterna.

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      • MarcoF ha detto in risposta a MarcoF

        Noto ora che il testo tra le virgolette è stato cancellato dal sistema, per cui lo riscrivo:

        Paragrafo 366: La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente dal Dio – non è “prodotta” dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.

        Paragrafo 1703: Dotata di “un’anima spirituale ed immortale”, la persona umana è in terra “la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa”. Fin dal suo concepimento è destinata alla beatitudine eterna.

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        • Cino ha detto in risposta a MarcoF

          E’ chiaro che l’anima è immortale, ciò non toglie che l’aborto spontaneo sembra avere poco senso per l’uomo, ma Dio lo farà sicuramente per un motivo sensato.

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  4. Matyt ha detto

    Normalmente, a causa di gravi mutazioni cromosomiche (perlomeno da un punto di vista scientifico).
    Per quanto riguarda il perchè metafisico, non mi azzardo…

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    • Matyt ha detto in risposta a Matyt

      Ovviamente, è una risposta a Cino

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      • Titti ha detto in risposta a Matyt

        Esistono anche anche i seguenti casi: El Salvador, aborto vietato a ragazza che rischia di morire
        di Monica Ricci SargentiniDonne | Andare avanti con la gravidanza per Beatriz (il nome è di fantasia) potrebbe significare la morte perché soffre di una grave alterazione del sistema immunitario. Ma in Salvador la legge vieta l’interruzione di gravidanza e i medici non la operano perché hanno paura di essere incriminati. Da un mese i dottori aspettano il via libera delle autorità e la ragazza ha fatto anche appello alla Corte Suprema, appoggiata nella sua battaglia da Amnesty International

        “La situazione di Beatriz è disperata – ha detto Esther Major, ricercatrice dell’organizzazione per l’America Centrale – e non si può aspettare più a lungo. Le sue possibilità di sopravvivenza dipendono dalla decisione delle autorità. Ogni ritardo è crudele e disumano. Il governo ha il dovere di garantire a Beatriz l’accesso alle cure salvavita di cui ha bisogno. Fate presto”. (nella foto una manifestazione pro-aborto)
        La ragazza, che ha 22 anni, soffre di Lupus Eritematoso Sistemico (Les) aggravato da un’insufficienza renale e la sua salute è peggiorata da quando è incinta. Il feto, tra l’altro, è privo di una gran parte del cervello e nascerebbe comunque morto. Perché, dunque, impedire l’aborto? Cosa aspettano i giudici della Corte Suprema a deliberare? E non è assurdo che una legge non preveda l’eccezione in un caso come questo?

        Nel Paese dell’America Centrale, a maggioranza cattolica e con una forte minoranza evangelica, il caso sta facendo scalpore. La legge prevede fino ad otto anni di reclusione per chiunque chieda o pratichi l’aborto. Beatriz, che è molto povera e vive in una zona rurale, ha giù un figlio di un anno e mezzo che ora rischia di perdere la mamma. La giovane si è ammalata prima dell’inizio della nuova gravidanza ed è al quarto mese inoltrato. Amnesty International ed altre organizzazioni internazionali stanno mobilitando l’opinione pubblica e si appellano anche alla comunità internazionale.

        C’è da dire, che il Vescovo locale, è comunque contrario all’aborto, e pazienza se la donna muore, anche se il feto è destinato a non vivere a lungo, perchè acefalo, e pazienza, se c’è di mezzo un bambino di un anno e mezzo, che resterebbe orfano, mi sembra che, invece, dato la situaione, sia necessario mettersi di traverso.

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  5. GT ha detto

    Una domanda: ma la bambina in futuro avrà problemi per la mancanza del gemello? Insomma sono vere tutte quelle storie sui gemelli?

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  6. Gemini ha detto

    Domanda: ma la bambina crescendo avrà degli squilibri per la mancanza del gemello?

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    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Gemini

      Visto che per fortuna é viva avremo se non altro l’opportunitá di chiederglielo.

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