Il “pin” dell’Universo: una scelta razionale

Universo 
 
di Umberto Fasol*
*preside e docente di scienze naturali in un liceo scientifico

 
 
 

Ci sono delle cose, nella vita, che si possono scegliere, altre no. La costante gravitazionale G (0,0000000000667), la costante alfa o di struttura fine, di Sommerfeld (1/137), la velocità della luce nel vuoto (c = 299.792.458 m/sec), la costante di Plank (662 preceduto da 33 zeri, dopo la virgola) sono valori molto precisi, che non si possono scegliere. O meglio, sono già stati scelti una volta per tutte. E non sono più modificabili. Sono “i numeri dell’Universo” (J.Barrow) o costanti universali.

Tutto quello che vediamo e che costituisce l’Universo, esiste nella forma che ha, proprio grazie alla combinazione di questi quattro numeri, ciascuno preso fino alla sua ultima cifra decimale. Da questi numeri deriva la materia che esperimentiamo. E’ il codice PIN dell’Universo. Il film iniziato con il “big bang” ancora 13,7 miliardi di anni fa, è partito proprio perché “è stata digitata” questa unica e determinata sequenza di numeri.

Ci sono stati tentativi falliti? Nessuno può dirlo. Certo, con questi numeri è partito il più grande spettacolo del Mondo e sappiamo anche che con altri non sarebbe mai partito. O questi oppure… niente. Perché “sono stati scelti” questi numeri? Non lo sappiamo. Non esiste alcun algoritmo, né una teoria scientifica in grado di rendere ragione del loro valore. La stessa domanda si può rivolgere alla fisica, all’astronomia, alla chimica e alla biologia: “perché esistono le leggi scientifiche?” Perché esiste la forza di gravità, data dal prodotto delle masse, diviso il quadrato della loro distanza e moltiplicato per una costante piccolissima? O ancora perché esiste la forza elettrica?

In ambito biologico: perché esiste il codice genetico? Sappiamo infatti che non esiste alcun motivo per cui alla tripletta UUU debba corrispondere l’amminoacido fenilalanina: è una pura convenzione, come accade in ogni codice che si rispetti (E. Boncinelli). Perché esiste la meiosi, ovvero il processo di due divisioni cellulari che porta alla formazione esclusiva di cellule riproduttive nelle gonadi, dotate di corredo cromosomico dimezzato? Anche qui, non esiste alcun motivo materiale per cui i cromosomi degli spermatogoni debbano appaiarsi per poi separarsi in modo rigoroso, in funzione di una fecondazione di cui non hanno mai avuto esperienza né conoscenza. Cosa sanno gli spermatozoi dell’esistenza degli ovuli da fecondare?

Insomma… possiamo scegliere se tenere un cane oppure un gatto, possiamo scegliere dove abitare o quali vestiti indossare ma… non possiamo scegliere se vivere un giorno di più o di meno, o il metabolismo delle nostre cellule o l’aria che respiriamo, o ancora il cielo che vorremmo sopra di noi. Soprattutto, non possiamo scegliere un mondo diverso da questo.  Il tessuto dell’essere ci precede e ci segue: noi fluttiamo in esso.

Ora arrivo al punto della questione che per me appare più interessante e particolarmente intrigante. Ci si chiede: “queste costanti e queste leggi che danno sussistenza al Mondo e lo fanno esistere… rimandano ad un Creatore che le ha scelte tra infinite possibilità oppure la scienza arriverà un domani alla loro comprensione?” La risposta per conto mio non può che essere una sola: se le possibilità sono infinite e tra loro nessuna risulta privilegiata, significa che è avvenuta una vera e propria “estrazione” di numeri.

Nulla potrà mai giustificare una scelta se non un criterio di razionalità che, come diceva Wittgenstein, dev’essere esterno al sistema (“il senso del Mondo dev’essere fuori di esso”). Perfino la lavatrice e il forno a microonde hanno il programma “intelligente” tra le loro possibilità… l’Universo e la vita no? L’informazione potrà mai essere spiegata da qualcosa che non sia a sua volta informazione?

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82 commenti a Il “pin” dell’Universo: una scelta razionale

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  1. Linda G. ha detto

    Grazie per questo bell’articolo! Credo che la scoperta delle leggi che governano l’universo porti ad ammirarne, oltre alla razionalità, la bellezza. Il Creato è stupefacente per la propria razionalità, ma anche bello a tutti i livelli, visto ad occhio nudo, al microscopio, al telescopio.

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    • andrea ha detto in risposta a Linda G.

      Proprio così; una mente chiara non può che assistere meravigliata allo spettacolo della creazione di DIO.

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  2. Giorgio Masiero ha detto

    Grazie, Fasol: un bellissimo intervento di filosofia ragionata e, in quanto tale, superiore ad ogni contingente, temporanea, approssimata, parziale proposizione scientifica.

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  3. Giuseppe ha detto

    La tentazione del principio antropico…

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    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Giuseppe

      … già, Giuseppe, il principio antropico!
      Io trovo che, dopo che Copernico aveva decentrato la Terra dall’Universo e dopo che Cartesio aveva separato la res extensa dalla res cogitans, la fisica classica aveva tentato di completare la rimozione della mente (e della centralità umana) dal cosmo col meccanicismo e il determinismo laplaciani… Ma con la MQ la mente umana si riprende la rivincita tornando al centro della scienza moderna, fin dai suoi principi fondanti. Che sarebbe infatti la MQ senza una mente che appronta l’autostato iniziale, osserva l’evoluzione del sistema e che “ad un certo istante” da essa liberamente scelto (infatti, questo “istante” t del libero arbitrio è fuori dagli stessi assiomi e leggi della MQ) lo fa precipitare nell’autostato finale?!

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      • Nadia ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        La rivincita di Pascal, prof!

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      • Giuseppe ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Non saprei. Il problema della misura e del collasso del vettore di stato è ancora aperto…

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        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Giuseppe

          Ma Lei, Giuseppe, come immagina possibile un’assiomatica della MQ senza osservatore intelligente?
          La MQ ha risolto il mind-body problem, come aveva immaginato Tommaso d’Aquino, e non se n’è ancora accorta!

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          • Giuseppe ha detto in risposta a Giorgio Masiero

            Tralasciando il problema del “libero arbitrio”, che per me rimane un equivoco filosofico, da quello che so il ruolo dell’osservatore cosciente nel processo di misura quale ingrediente necessario per indurre il collasso del vettore di stato, fu tirato in ballo da Wigner, ma come è riportato sul testo di meccanica quantistica scritto dal mio professore di Istituzioni di fisica teorica: “Questa interpretazione, discutibile già quando fu enunciata, non appare certamente lecita oggi. Infatti sono ormai in uso programmi automatici di registrazione dei dati sperimentali, di misura e riconoscimento di forme, mediante i quali vengono prese decisioni senza l’intervento dello sperimentatore e senza cambiamenti di stati di coscienza”.

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            • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Giuseppe

              Il Suo prof di istituzioni, Giuseppe, ha preso fischi per fiaschi. Che un apparato sperimentale misuri, registri, riconosca forme (matematiche, aggiungo se ce ne fosse bisogno), questo accade in fisica dai tempi di Galileo. Ma che, 1) su un autostato progettato e predisposto da uno sperimentatore umano per cominciare, un “programma automatico” prenda “decisioni”, piuttosto che 2) eseguire “automaticamente” il sw in base all’albero delle “decisioni” che un programmatore intelligente ha prima scritto secondo il suo proprio disegno, e che finalmente 3) non avvenga cambiamento di stati di coscienza negli sperimentatori umani che controllano l’apparato e finalmente interpretano i dati, solo una persona piena di pregiudizi e/o che non ha mai fatto un esperimento quantico può dire!
              E cosa direbbe poi il Suo prof d’istituzioni teoriche, Giuseppe, di fronte all’esperimento a scelta ritardata di Wheeler? o all’effetto Zenone?

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              • Giuseppe ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                Il mio professore di Istituzioni era Giuseppe Nardulli, non certo l’ultimo arrivato…

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                • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Giuseppe

                  Potrei risponderLe, Giuseppe, che Nardulli non ha preso il Nobel come Wigner, e quindi dovrebbe essere più prudente prima di usare un linguaggio sprezzante…
                  Tuttavia, le cose sono molto più semplici: in scienza, come ci ricorda Galileo con le parole e anche col suo sacrificio, non vale il principio di autorità. Lei quindi, che è uno scienziato, pensante con la Sua testa, che cosa risponde alle mie obiezioni a Nardulli?

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                  • Giuseppe ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                    Beh, per quanto riguarda il principio di autorità anche lei si contraddice, richiamando il fatto che Wigner abbia vinto il nobel. D’altra parte esistono notevoli scienziati non insigniti del suddetto premio, come Cabibbo, Regge, Parisi, pertanto l’assegnazione del nobel non può essere un criterio di demarcazione affidabile. In maniera provocatoria (e voglio sottolinearlo) potrei chiederle quanti lavori di cromodinamica quantistica e fenomenologia delle particelle lei abbia pubblicato su Physical Review, ma ripeto, questa domanda è inutilmente provocatoria e converrà con me che questo tipo di ragionamenti non porta da nessuna parte. In merito alla questione specifica, io penso che allo stato attuale non esista una definizione univoca di misura in meccanica quantistica, per non parlare del fatto che non è del tutto chiaro nemmeno lo status ontologico della funzione d’onda, al di là della sua definizione matematica di proiezione del vettore di stato sulla base degli autostati di un operatore hermitiano. Per quanto concerne la questione del principio antropico, mi limito ad osservare che, per forza di cose, la nostra esperienza dell’universo è limitata e locale, quindi ogni tipo di ragionamento finalistico sul suo scopo e sull’esistenza dell’uomo è un azzardo filosofico certmente legittimo, ma che ha una valenza prettamente umana.

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                    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Giuseppe

                      Sono d’accordo con Lei che il Nobel, e più in generale il p. di autorità, non vale in scienza. Il mio accenno tendeva solo a criticare la critica saccente di Nardulli a Wigner.
                      Sugli assiomi della MQ, mi pare che molti fisici li usino tranquillamente e vi confidano con sicurezza, senza rendersi conto delle loro implicazioni antropiche.
                      Quanto al mio lavoro, esso è descritto nel breve cv contenuto nel sito, da alcuni anni si concentra oltre che nell’impresa nell’epistemologia, e tutti i miei commenti rientrano in quest’ultima e non in fisica.

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  4. Matyt ha detto

    Una precisazione…
    Esistono numerosi studi che mostrano come le costanti fisiche non siano invarianti, ma che anzi siano diverse a seconda di dove ci si trova nell’universo, e che nel passato avessero ancora valori differenti.

    http://www.lescienze.it/news/2012/12/14/news/costanti_fondamentali_fisica_universo_osservazioni_righe_spettrali_metanolo-1419574/

    Per il resto, condivido completamente l’articolo (e la posizione di Wittgenstein, uno dei miei filosofi preferiti…)
    Se un senso esiste, esso è sicuramente al di fuori dell’Universo: ha dunque caratteristiche che non ci permettono, in alcun modo (perlomeno, in queste condizioni ontologiche) di pensare di conoscerlo.

    La domanda (provocatoria…) che pongo è: siamo sicuri che DEBBA avere un senso, il Mondo? O

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    • manuzzo ha detto in risposta a Matyt

      Rispondo solo alla domanda posta alla fine:
      NO. Ma ci fidiamo di quello che i discepoli hanno fatto e detto in nome di Gesù. E poi il discorso si potrebbe estendere a tanti altri testimoni più o meno moderni della fede, ma la componente principale è quella citata.

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      • Matyt ha detto in risposta a manuzzo

        Quindi, se capisco bene, lei postula l’esistenza di Dio (e quindi la validità per così dire “trascendente” delle Sacre Scritture) e da questa giunge alla necessità dell’esistenza del Senso.

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        • Salvatore ha detto in risposta a Matyt

          No, manuzzo sta semplicemente dicendo una cosa correttissima: noi crediamo in Dio perché crediamo in Gesù Cristo, da parte mia senza cristianesimo non mi fregherebbe nulla di Dio (per forza distante e disinteressato=, come non mi frega nulla del deismo.

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          • manuzzo ha detto in risposta a Salvatore

            Infatti, salvatore ha spiegato in pieno ciò che intendevo. Se la nostra vita è stata voluta da un osservatore esterno che c’è sempre stato (a differenza dell’universo: la scoperta del big bang rende del tutto invalida la scusa della novacula occami con cui ci avete caricato per decenni), o ancora meglio, è fuori dal tempo, allora siamo qui per qualche motivo. Altrimenti no. Io, come tanti altri, ritengo dogmatica sia l’affermazione “l’universo è stato creato da qualcuno/qualcosa”, sia il contrario ateistico per cui dal nulla, per caso, nasce cosa. Non m’importa una cosa che non può essere dimostrata ed osservata (es.: evoluzione), è la storia di Cristo che mi risulta ben più che una masochistica invenzione degli apostoli (10/12 morti per testimoniarla!), è per questo che mi fido prima del Eloim ebreo e poi del suo Figlio.

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    • Andrea2 ha detto in risposta a Matyt

      Ti propongo una riformulazione dell’ultima domanda:
      deve avere un senso la tua vita?

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      • Matyt ha detto in risposta a Andrea2

        Le risposte sono molteplici:

        -No
        -Non necessariamente
        -Si, ma non “esterno”
        -Si, lo scelgo io tramite le mie azioni…

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        • Salvatore ha detto in risposta a Matyt

          Eppure devi rispondere a questa domanda, altrimenti che senso ha continuare a vivere? O, meglio, ogni volta che scegli di non suicidarti continui a sostenere che la tua vita ha un senso.

          In ogni caso, è scorretto parlare con noi di Dio senza parlare di Cristo. Noi siamo credenti perché cristiani.

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          • Matyt ha detto in risposta a Salvatore

            Mi pare di aver risposto, non una, ma ben 4 volte alla domanda sul senso.

            E, in seconda istanza, sarà senz’altro un problema mio, ma trovo abbastanza grave dichiararsi in prima istanza cristiani, e solo perchè cristiani credenti.

            Significa, mi pare, di non aver capito nulla di come funzioni il senso religioso, e denota una “scelta” del cristianesimo molto poco consapevole, ma probabilmente, è un problema di limitatezza mentale mia.

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        • Nonsense ha detto in risposta a Matyt

          <

          strong>Andrea2:deve avere un senso la tua vita?

          Matyt:-No

          Perché vivere allora?

          Matyt:Non necessariamente

          Perché?
          Aggiungiamo anche: alla luce della risposta precedente, che senso ha un’esistenza senza senso? Ha motivo/finalità d’esistere?

          Matyt:
          Si, ma non “esterno”
          -Si, lo scelgo io tramite le mie azioni…

          Non sufficiente: quello che è elencato qui è un “utilizzo” della propria esistenza, non una finalità. Posso usare una penna per grattarmi il sedere o per conficcarla nell’occhio di una persona, non per questo posso negare che la penna viene costruita per il preciso scopo di scrivere sulla carta.

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    • beppina ha detto in risposta a Matyt

      Come é possibile esistere senza una motivazione necessaria?

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      • Matyt ha detto in risposta a beppina

        Le giro la domanda:
        E’ necessaria una motivazione per giustificare l’esistenza, oppure lei postula la necessità a priori?

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        • Salvatore ha detto in risposta a Matyt

          Ti rigiro la domanda: ma perché quello che fai e che dici nella tua vita dovrebbe avere senso?

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          • beppina ha detto in risposta a Salvatore

            1 – siamo sicuri che DEBBA avere un senso, il Mondo?

            2 – come é possibile esistere senza una motivazione necessaria?

            3 – ma perché quello che fai e che dici nella tua vita dovrebbe avere senso?

            Perché se ho una coscienza non può essere per un caso. 🙂

            Mi raccomando pero… ora mi aspetto delle risposte anch’io.

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            • beppina ha detto in risposta a beppina

              però … non pero

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              • beppina ha detto in risposta a beppina

                Ops, che casino… il punto 3 sarebbe

                E’ necessaria una motivazione per giustificare l’esistenza, oppure lei postula la necessità a priori?

                La risposta penso sia la medesima comunque: se ho una coscienza non può essere per caso e di conseguenza sono costretta a dare una caratterizzazione alla mia esistenza.

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                • Matyt ha detto in risposta a beppina

                  E perchè, di grazia, non può essere per caso?

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                  • manuzzo ha detto in risposta a Matyt

                    E lei ci crede davvero che per caso esiste qualcosa? Cioè qui stiamo dicendo che all’improvviso, per caso, nasce l’universo e per caso dalle pietre e da una brodaglia di acqua e sostanze varie nascono, casualmente, delle cose che riproducono se stesse( inizialmente mediante l’RNA, correggetemi se sbaglio) e che poi avrebbero mutato la loro forma fino ad arrivare qui a battere parti del loro corpo su un supporto informatico per scambiarsi informazioni razionali mediante il perché ci sono, anche senza uno scambio fisico. Il tutto rigorosamente per caso. Capisco l’insubordinazione all’autorità e la ribellione a ciò che è più grande di loro da parte di alcuni soggetti (qualche angelo pure ha sperimentato la cosa, figuriamoci noi umani) e di conseguenza la ribellione intellettuale al trascendente, ma ci credete davvero al caso, a un universo che si dà delle leggi da solo? Non credo ci crediate neppure voi, onestamente, ma ritengo valida la scusa per ribellarsi all’autorità morale altrui.
                    Una causa non causata, seppur riposta in una divinità panteistica (ben lontana quindi dall’ideale cattolico) o un Logos per dirla in termini filosofici ma laici, mi pare suggerita dalla logica, seppur non dimostrabile in maniera tangibile, è ovvio. Notasi che nulla di ciò che ho detto in questo post poi c’entra con il perché uno è cristiano, va bene per quello che è un qualsiasi teista, tra cui es: wikka, induista, satanista spirituale ecc…. ( ma non il buddhista)

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                    • Matyt ha detto in risposta a manuzzo

                      Cosa credo io dubito sia importante (per quanto lo dichiari poco sotto).
                      Quello che è importante è: a lei sembra ovvio che debba necessariamente esistere un intelletto ordinatore.
                      Per altri no.
                      Esistono persone che hanno la sua stessa scandalizzata reazione quando gli si parla di una divinità che si mette a tavolino e progetta dalle basi l’universo.
                      Chi ha ragione, dal momento che entrambi non possono basarsi su dati sensibili condivisibili da entrambe le parti?

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                  • beppina ha detto in risposta a Matyt

                    Espongo il mio pensiero con il massimo della grazia 🙂 .

                    Non le dico però perché non può essere per caso; evidenzio invece che se anche fosse per caso non cambierebbero i termini della questione. Se anche fosse per caso, cioé una conseguenza accidentale o fortuita, saremmo comunque tenuti a considerarla perlomeno in termini di giusto o sbagliato e di conseguenza ci troveremmo a rapportarsi, comunque, ad un “risultato” da valutare.
                    Va da se che la valutazione della coscienza in termini di “risultato sbagliato” o “risultato giusto”, almeno inizialmente, é irrilevante in riferimento all’ottica di caratterizzare la propria esistenza; quello che conta, infatti, é il fatto che ho a che fare con un risultato.
                    Inutile dire che a posteriori il problema del caso é implicitamente risolto.

                    La invito, se possibile, a rapportarsi in forma assertiva, altrimenti non é uno scambio di idee ma un interrogatorio.

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                    • matyt ha detto in risposta a beppina

                      Sinceramente, non colgo il discorso del giudizio di merito sulla conseguenza accidentale.
                      E’ accidentale, punto: sarebbe come valutare quanto sia “giusta” la gravità, o il sorgere del sole, o la meccanica celeste.

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            • lorenzo ha detto in risposta a beppina

              1 – Il mondo ha sempre un senso: il non senso non è forse un senso?

              2 – L’esistere è motivativazione necessaria all’esistenza.

              3 – Quello che faccio e che dico nella mia vita ha sempre un senso anche se talvolta non riesco capire quale sia.

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              • Matyt ha detto in risposta a lorenzo

                No, il non senso è assenza di senso, quindi non è senso.
                E’ come dire che il non essere è uno stato dell’essere, semplicemente non è vero.

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                • lorenzo ha detto in risposta a Matyt

                  Per affermare che un qualcosa non abbia senso, debbo affermare che la mia mente non riesce a dare un senso a quella cosa: non è forse questo un giudizio di senso?
                  Il non essere è uno stato dell’essere per il semplice motivo che è uno stato passato del non necessario futuro essere: hai mai provato ad affrontare la problematica del nome di Dio?

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            • beppina ha detto in risposta a beppina

              Chiedo scusa a Salvatore. L’intervento era per Matyt.

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  5. Giorgio Masiero ha detto

    Non la capisco, Matyt: Lei dice che “numerosi studi MOSTRANO come le costanti cosmologiche non siano invarianti” e invece si tratta solo di mere speculazioni e, per giunta, a dimostrazione della Sua asserzione porta il link ad uno studio su una costante cosmologica che dimostra il contrario di ciò che Lei asserisce, ovvero che questa costante E’ VERAMENTE COSTANTE!!
    Quanto alla domanda sul senso del mondo, io Le do la mia risposta: 1) questa è la domanda più importante di tutte quelle che l’uomo può porsi; 2) non ammette per definizione una risposta scientifica, perché il senso se c’è è “fuori” dal mondo e quindi non è sperimentabile; 3) che se la razionalità (se non il metodo scientifico) ci conferma un principio antropico, nel macroscopico dell’Universo come nel microscopico degli atomi della MQ, un Senso c’è.

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    • Matyt ha detto in risposta a Giorgio Masiero

      http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/1008/1008.3907v1.pdf
      Meglio?

      Per quanto riguarda il secondo punto del contendere:
      Non colgo il ragionamento che la porta dal riconoscere l’esistenza di un supposto princpio antropico all’esistenza del Senso.

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      • Nonsense ha detto in risposta a Matyt

        Alla tua domanda risponde il biochimico Michael Behe

        «Supponete di camminare con un amico nei boschi. Improvvisamente il vostro amico è sollevato per aria e penzola per un piede da una liana attaccata al ramo di un albero. Dopo averlo tirato giù ricostruite la trappola. Scoprite che una liana era stata ben avvolta attorno ad un robusto ed elastico ramo d’albero, la cui estremità era stata abbassata fino al terreno. Il ramo era ben ancorato a terra da un altro ramo a forma di forca, attaccato a sua volta ad una seconda liana (nascosta dalle foglie) in modo che, quando questa fosse stata toccata, essa l’avrebbe smosso, lasciando il ramo piegato libero di tornare nella sua posizione normale. L’estremità della liana era legata ad anello con un nodo atto ad afferrare una gamba e a trascinarla verso l’alto. Anche se la trappola era fatta completamente di materiali naturali avreste presto concluso che era il prodotto di un disegno intelligente.»

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        • Matyt ha detto in risposta a Nonsense

          Si, ma l’intervento “esterno” sarebbe evidente.
          Evidenza che manca, o che viene negata in modo abbastanza sistematico, nel nostro caso.

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        • Salvatore ha detto in risposta a Nonsense

          Direi che è una fortuna che manchi l’evidenza, altrimenti sarebbe violato il libero arbitrio, principio cardine del cristianesimo.

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        • lorenzo ha detto in risposta a Nonsense

          Una liana si era avvolta attorno al ramo di un albero elastico che fu piegato fino a terra quando un pesante albero vicino cadde impigliandosi nella liana e trascinandola nella caduta;
          un ramo a forma di forca dell’albero caduto si spezzò e trattenne la liana al terreno;
          un’altra liana, di quelle che crescono sotto le foglie, si avvinghio al ramo spezzato in modo tale che il più piccolo strattone lo avrebbe liberato dal terreno;
          una scimmia, giocherellando con la liana trattenuta a terra fece casualmente un anello con un nodo tipo cappio;
          il mio amico mise un piede nel cappio e con l’altro tocco la liana cresciuta tra le foglie: la liana cresciuta tra le foglie smosse il ramo a forcella che libero la liana che fece rizzare l’albero elastico che trascinò per aria il mio amico.

          Se questa cosa avviene una volta sola posso pensare al caso;
          se le cosa si ripete, con qualche sforzo posso ancora considerare la cosa casule;
          se le volte iniziano ad essere tre non posso far altro che pensare ad un disegno intelligente.

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          • Matyt ha detto in risposta a lorenzo

            Posso pensarci, senz’altro.
            Il fatto che io ci pensi, però, non significa che io abbia ragione.
            Se così non fosse, rischierei di fare la fine del tanto spregiato tacchino di Russell.

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  6. Emanuele ha detto

    Oggi riflettevo su una cosa probabilmente stupida…

    L’entropia dell’universo dovrebbe sempre aumentare mentre l’energia totale rimane costante. L’universo dovrebbe via via omogeneizzarsi tendendo alla ”morte termica”, ossia la temperatura di ogni punto diventerà uguale alla media. Differentemente da quello che vediamo oggi, dove stelle molto calde si alternano a regioni molto fredde.

    L’universo é partito da uno stato omogeneo ed isotropo. A seguito del big-bang si é formata una sfera di energia e particelle in espansione. Non c’è motivo di pensare che l’esplosione non sia stata perfettamente ”simmetrica”.

    Via via che si è raffreddata, la materia é condensata in stelle, pianeti e galassie… Dunque l’ordine è aumentato… Ma questo non contrasta con il secondo principio della termodinamica?

    La cosa più strana è che la materia si è condensata in zone più calde, differentemete da quello che osserviamo solitamente. Infatti, le nuvole condensano in gocce di pioggia, i metalli fusi in cristalli, etc.

    Sembrerebbe che, per un certo periodo, l’entropia dell’universo sia diminuita. Ma questo è impossibile senza un apporto esterno di energia… Sarebbe come se un pacco di fogli sciolti diventasse un libro, impossibile senza il lavoro di un rilegatore.

    Quindi chi o cosa ha fornito l’ordine all’universo?

    Dove sto sbagliando? …Mi scuso per le castronerie fisiche, pietà di un povero ingegnere…

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    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Emanuele

      Ti sbagli, Emanuele, perché il secondo principio della termodinamica non vieta che l’entropia diminuisca “localmente”, al prezzo di un aumento ancora maggiore in altro luogo. In fondo è quello che avviene quotidianamente con la biosfera terrestre. E’ solo al livello “di sistema chiuso” che il secondo principio della termodinamica vale.

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      • Emanuele ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        …capisco,

        ma la biosfera non è un sistema chiuso, riceve una grande quantià di energia dall’esterno (il Sole). Se “spengiamo” il Sole, diventeremmo come marte in pochi mesi.

        Se ben ricordo, quello che dici tu, richiede lavoro, ma l’universo è un sistema chiuso.
        Immagino un contenitore adiabatico con una soluzione salina all’interno… è possibile che il sale si separi spontaneamente dall’acqua, pur supponendo che l’entropia del sistema aumenti nel complesso? …riesco difficilmente ad immaginarlo… A meno di non supporre un qualche “diavoletto termodinamico” ma, se ben ricordo, la loro esistenza è stata confutata definitivamente.

        Quindi, immagino che ci dovrebbe essere qualche forma di energia “esotica” intrappolata nell’universo che fornisce il lavoro necessaro per “spostare” l’entropia. Dovrei pensare, cioè, che al momento del big-bang tutta l’energia non si sia trasformata in energia cinetica e radiazione, ma una parte sia rimasta disponibile in qualche modo per fornire l’energia necessaria a “ordinare” l’universo.

        Perdonatemi le castronerie, ma sono duro in fisica…

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    • beppina ha detto in risposta a Emanuele

      Un ipotetico “ordine” esistente o meno, attivato/sviluppato o no da qualcuno, é comunque successivo al vero problema ovvero alla fatale domanda: l’umanità deve/può limitare il suo agire ed “adeguarsi” al mondo (anche se soggetto che “ricerca” conoscenza spostando continuamente al “dopo” la chiusura dei vari “perché”) o deve “subirlo” ricercando da subito anche “la” giustificazione della propria esistenza? A parte visioni agnostiche che di fatto non affrontano il problema la vera decisione é o, prima di tutto, “adeguarsi” o, prima di tutto, “subire” essendo il primo un comportamento implicitamente “superbo” e il secondo, di fatto, un atto soprattutto di “umiltà”. Da cui la seconda domanda: dove porta la “superbia” e dove porta l'”umiltà”? E la risposta non può che essere conseguente alla constazione della nostra limitatezza, e se siamo limitati non é possibile non pensare alla vera “pazzia” dell’esistere, ovvero quella forma più o meno voluta o inconscia di “autocoscienza” che alimenta la spinta a trovare/cercare/imporre “la” fede. Ed ecco perché la fede é necessaria quanto la ragione e/o la ragione é necessaria quanto la fede (l’una riempie comunque lo spazio vuoto dell’altra), con la differenza sostanziale che la ragione é (e non può che essere) fine a se stessa mentre la fede chiude “a cerchio” quella retta infinita che rappresenta la nostra vita.

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  7. Penultimo ha detto

    A che fortuna non so cosa e’ Dio per l’appunto.Questo potrebbe essere un senso ironico e la morte dei Panteismi in questo senso io sono giunto alle scritture.Il Dio dei filosofi e’ ignoto.

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  8. Giorgio Masiero ha detto

    @ Matyt

    Sul primo punto: sì, adesso andiamo meglio, Matyt! Però, come gli autori stessi si rendono conto, c’è un rompicapo che ci deve rendere molto prudenti, prima di buttare a mare tutta la fisica che conosciamo e sposare la conclusione anche di una variazione minima di alfa come quella congetturata di 1:100.000: ogni osservazione cosmologica è interpretata alla luce del principio di omogeneità e anisotropia spaziale. Se cade il principio, che valore hanno le nostre interpretazioni a riguardo di osservazioni di eventi lontani?

    Sul secondo punto.
    Penrose ha quantificato il fine tuning nel mostro numerico 10^(10^123), quale rapporto tra il volume totale dello spazio delle fasi obbedienti solo al II° principio della termodinamica ed il volume del nostro Universo antropico. Come spiegare una tal perfetta sintonia, intervenuta fin dai primi istanti del Big Bang, senza ricorrere ad un’Agenzia Trascendente Intelligente?
    L’unica alternativa è un’Agenzia Trascendente Cieca che, qual bambino che soffia bolle di sapone, produce senza sosta una collezione (“multiverso”) d’innumerevoli universi “paralleli” (cioè inosservabili), di cui almeno uno risulti abitabile dalla vita. L’idea di multiverso non è nuova in Occidente, ma copy right della filosofia pre-socratica, come annota Tommaso d’Aquino: “Così poterono porre molti mondi coloro che non posero alcuna sapienza ordinante come causa di questo mondo; per esempio Democrito, che disse che dal concorso di atomi è nato questo mondo e infiniti altri” (“Summa Theologiae”, I, 3). Tutti i modelli di multiverso però, sono “esercizi di cosmologia metafisica”, come ha dichiarato candidamente uno dei loro più prolifici ideatori, il fisico ex-sovietico Alexander Vilenkin. Io, che ho un grande rispetto per la metafisica non essendo stato allevato a Mosca in un’alma mater del Partito, li considero solo esercizi di cattiva metafisica. Perché cattiva? Perché, a dirne una, in nessuna teoria ho trovato il controllo della coerenza tra le proprietà postulate dell’Agenzia e la sua contingenza svelata per tutti i modelli dal famoso teorema di Borde, Guth e Vilenkin d’incompletezza del tempo passato (2003), e dai suoi raffinamenti successivi.
    Nell’evoluzione dell’Universo io invece vedo una direzione dotata di senso perché orientata ad un fine: riscontro nella specie umana – “la sola specie nell’universo capace di utilizzare un sistema logico di comunicazione simbolica” (J. Monod) – il culmine di una biogenesi coestensiva alla cosmogenesi fin dai primi istanti del Big Bang, rappresentata da una geometrica freccia di senso, con coda a 14 miliardi di anni fa e punta a 140.000. Se dovessi ridurmi a ricorrere al multiverso del caso, non saprei tra l’altro come disbrigarmi dall’incoerenza logica messa in luce già da Darwin: “Mi sorge sempre l’orrendo dubbio se le convinzioni della mente umana, che si è evoluta da quella di animali inferiori, siano di qualche valore e meritevoli di credito. Chi si fiderebbe delle convinzioni della mente d’una scimmia, ammesso che ne abbia?”.

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    • Matyt ha detto in risposta a Giorgio Masiero

      1.
      Ovviamente… Quello che mi preme normalmente evidenziare con questi interventi “iconoclasti” è far vedere come ciò che comunemente (e intuitivamente…) si ritiene corretto potrebbe essere in realtà sbagliato, e che il nostro affidarci così pesantemente all’intuito è in realtà una scorciatoia cognitiva molto comoda, ma anche molto pericolosa (basti pensare alla truculenta fine del tacchino di Russell… 😉 )

      2.
      La sua argomentazione è decisamente valida (ed è un piacere leggere, per una volta, su questo sito, qualcuno che effettivamente fornisca un ragionamento degno dell’importanza dei punti che porta avanti).
      L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso (e penso lo farà finchè ho vita) è: L’Ordine dell’universo è una causa, o un effetto?

      0
      • Salvatore ha detto in risposta a Matyt

        Un piccolo inciso: un po’ troppo altezzoso il tuo commento al secondo punto, noi dobbiamo ancora aspettare, al contrario tuo, qualcuno che riesca ad argomentare in modo razionale la sua opposizione alla fede cattolica. Per ora soltanto insulti, commenti sciocchi e provocazioni varie, ai quali contribuisci enormemente anche tu.

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        • Alberto ha detto in risposta a Salvatore

          Infatti: c’è sempre quello che si è autoproclamato “il più furbo di tutti”. Senza averne donde, tra l’altro.

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      • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Matyt

        1. Piu’ che di errori d’intuito, io parlerei in questo caso dei limiti statutari della scienza. Che cosa diranno tra 500 anni gli scienziati delle nostre teorie fisiche e delle nostre”certezze” scientifiche attuali? Penseranno della RG e della MQ cio’ che noi ora pensiamo del sistema tolemaico e della meccanica di Laplace?
        2. Il problema metafisico fondamentale e’ esattamente quello da Lei posto, Matyt. Resta a mio avviso, sul piano logico, un vantaggio della priorita’ dell’ordine sul caos, perche’ altrimenti come confortiamo Darwin? Lei, Matyt, che validita’ assegna a questo Suo cortese dialogo “razionale” con me, se non di un mero gioco accadente casualmente nel moto incessante dei neuroni del Suo cervello?

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        • Matyt ha detto in risposta a Giorgio Masiero

          1. Senz’altro…
          Però, ancora, mi pare che la percezione di questa dialetticità e dinamicità della scienza sia davvero davvero piccola, e che quindi si rischi di prendere delle cantonate madornali quando si va ad analizzare lo status ontologico di un fenomeno.

          2. Sinceramente, sono d’accordo con lei… Einsteinanamente, intravedo (o forse spero di vedere…) il Divino nell’apparente Ordine che anima la natura.

          Sono però sempre consapevole della mia impossibilità di determinare se la mia percezione di ordine sia vera o falsa, e che il mio intravedere il Divino in questa percezione sia reale, o sia semplicemente wishful thinking.

          Della serie, magari il risultato non cambia di molto (lei pensa che Dio esista, e anch’io lo ritengo ragionevole), quello che però mi pare di capitale importanza (probabilmente, anche a causa di una certa deformazione professionale che mi porta a ritenere la via di risoluzione di un problema molto più importante della soluzione stessa) è appunto il corpus di assunzioni che stanno alla base di questo risultato filosofico.

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      • beppina ha detto in risposta a Matyt

        La sua argomentazione è decisamente valida (ed è un piacere leggere, per una volta, su questo sito, qualcuno che effettivamente fornisca un ragionamento degno dell’importanza dei punti che porta avanti). L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso (e penso lo farà finchè ho vita) è: L’Ordine dell’universo è una causa, o un effetto?

        Chiedo venia se intervengo sulla vostra discussione. Penso che la risposta sul “perché” dell’universo non può che essere la chiave per dare soluzione alla domanda. In ogni caso l’Ordine sarebbe una caratterizzazione dell’universo e non potrebbe che essere “successivo” allo stesso universo; quindi lo stesso Ordine non potrebbe mai essere considerato una causa, semmai un effetto. Penso anche che l’Ordine non potrebbe essere neanche un effetto… ma é altro discorso.

        Chiedo nuovamente scusa ma non riesco a trattenere un appunto: limiterei un tantino la spocchia… non ha ragione d’essere.

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        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a beppina

          In questo articolo di Fasol si parla, beppina, del fine tuning delle costanti cosmologiche, non di metafisica. E il dialogo tra me e Matyt riguarda la domanda se il fine tuning, o Ordine, che è apparso fin dal Big Bang, sia nato con l’Universo o sia l’effetto selettivo casuale dell’Universo in cui ci troviamo, uno tra infiniti altri (multiverso)…

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      • Penultimo ha detto in risposta a Matyt

        Hai ragione ma il “tacchino non c’era nel recinto” era scappato,clamorosamente il fattore è stato fregato,pensava di trovare il tacchino li e invece…

        Mentre dall’altro lato sommare a un infinito altri infiniti è privo di senso.

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        • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

          L’Ordine dell’universo è una causa, o un effetto?

          Non ha senso perchè l’ordine è la possibilità di causa e efetto,altrimenti ogni cosa sarebbe causa effetto di se stessa,dunque qualcosa sarebbe causa effetto di se stesso contempraneamente,”dunque un insieme vuoto causarebbe i suoi elementi”ma questo contradice Eraclito non Aristotele.

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  9. Riccardo I. ha detto

    Bellissimo questo articolo!

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  10. alessandro pendesini ha detto

    Poiché l’oggetto reale non è identico all’oggetto teorico, se la scienza costruisce dei modelli “armonici”, se il formalismo è “armonico”, non significa che l’Universo stesso lo sia !
    I tentativi di immaginare gli stati precedenti sfociano su un’incertezza quantistica, ed è proprio per questo che la storia dell’universo può essere considerata soltanto a partire dal periodo (o muro) di Planck. Questo non è l’inizio “reale” dell’universo, ma l’inizio del periodo durante il quale noi siamo in grado di descriverlo, e, in una certa misura, capirlo.
    Se riuscissimo a trovare empiricamente o dimostrare teoricamente che la legge di conservazione dell’energia è stata violata 13.7 miliardi di anni fa, cioé all’inizio del Big Bang, potremmo in linea di principio confermano l’ipotesi di una possibile creazione. Purtroppo su questo non esiste l’ombra di una prova !

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  11. alessandro pendesini ha detto

    (leggere “confermare”)

    In altre parole :
    Che il Big Bang abbia avuto luogo non significa che sia l’origine dell’universo.
    Il Big Bang non è la teoria d’origine dell’Universo ma una teoria dell’evoluzione cosmica !
    I modelli matematici alla base di queste teorie sono validi fino a un cortissimo tempo prima dell’istante “zero”: 10-43 sec. , Oltre l’universo si trova in una fase chiamata la “sfera di Planck”, e, -infermità fisica transitoria- la fisica attuale non è in grado di descriverlo.

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  12. Nadia ha detto

    Intervento completamente OT. L’articolo parla del fine tuning, non dell’origine dell’universo.

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    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Nadia

      @Nadia
      Per scusarmi di essere stato off topic (?) le dedico il seguente commento sperando che sia di suo gradimento :

      –Possiamo aspettarci di trovare le costanti (o leggi) della fisica in qualsiasi universo (multiverso) apparso in uno spazio-tempo vuoto, oppure altre leggi così come molte costanti fisiche -non simili alle nostre- che possono derivare da un processo aleatorio chiamato rottura spontanea della simmetria ?
      P.S. Le costanti della fisica che conosciamo sono sempre state (e rimarranno) costanti nel tempo ?

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  13. rolling stone ha detto

    Riguardo allo “intelligent design” molti sono i dubbi. Lo “idiot design” è invece razionalmente dimostrato. Non può essere altrimenti!
    Come può infatti un Dio buono ed intelligente progettare e creare un mondo dove nascono, ad esempio, bambini senza reni o senza cervello, gemelli siamesi attaccati faccia a faccia per lo sterno con un solo cuore in comune, dove la zanzara anofele ammazza un bambino ogni trenta secondi? E in generale un mondo dove lo stomaco della maggior parte degli esseri viventi diventa la tomba di altri?
    Non vedo come si possa dire perfetto padre, amorevole e saggio, un essere che, dopo un’eternità di tempo passata a fare non si sa cosa, è stato probabilmente colto da una tale noia mortale da spingerlo a creare per proprio divertimento esserini enormemente imperfetti, molti dei quali candidati ad un eterno massacro nell’inferno per il solo motivo d’aver messo in dubbio la Sua esistenza.
    Anche se un tale essere esistesse molti non solo non ne provano alcun bisogno, ma ne aborriscono la natura perfida, crudele, malvagia e, in gergo religioso, demoniaca.
    “L’esperienza di Auschwitz é stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. C’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio” (Primo Levi).

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    • Kosmo ha detto in risposta a rolling stone

      Quanto hai studiato per dire una idiozia del genere?

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    • Penultimo ha detto in risposta a rolling stone

      Oi non stanno parlando dell’ateismo forte,del problema del male e delle teodicee.Oltre che un’impostazione sbagliata,”c’erano gli alleati dunque Dio c’è.”E’ la posizione di Jonas.C’è come al solito non l’hanno ascoltato,c’è stato Stalin, Dio c’è come al solito non lo hanno ascoltato,l’uomo senza Dio è solo dittatura è morte è incapace di fondare una società senza ideologie.Sei tu quello che vedi il male nei sassi,un sasso non è nè buono nè cattivo,un leone non è nè buono nè cattivo,o forse vuoi mandare in carcere gli squali perchè hanno aggredito una persona?.L’imperfezione è quella che ti scegli non che ti hanno dato.Infatti per lo stolto nazista c’era il patriota e il giusto a combatterlo,ma tu che mi dice di questi: Benito Mussolini Atei,e stalin Ateo, Hitler pagano panteista,questi sono gli esempi infatti di società senza cristianesimo e non DIMENTICATEVELO,domandate ai vostri dei non al nostro.

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      • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

        Oltre che al solito comincerete non dire nulla con le fallacie logiche e gli argomenti ab misericordiam.http://grammar.about.com/od/ab/g/Ad-Misericordiam-term.htm

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      • rolling stone ha detto in risposta a Penultimo

        per la cronaca Auschwitz è stato liberato nel gennaio 45 dai sovietici, non dagli alleati

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        • Penultimo ha detto in risposta a rolling stone

          per la cronaca questo non spiega perchè poi abbia mssacrato oltre 40 milioni di persone,pensi che io cerco un Dio inascoltato?No io do le responsabilità a chi è il responsabile non scappo da nessuna mia ipocrisia umana,non altrtanto chi cerca un Dio al quale nemmeno crede,vigliaccamente dandoli le SUE responsabilita.
          Da questo non segue logicamente che Stalin non abbia massacrato milioni di persone per puro sollazzo di potere.Infatti non sono io cristiano che mi credo Dio,e l’ateo che svariona e pensa di essere Dio,e di giudicare le religioni e le persone,di chiamarle fanatiche,ma lui cosa è? un fanatico che dichiara gli altri fanatici e malvagi,e li manda nei gulag,li manda al massacro dopo fiero del suo fanatismo dice “è colpa del tuo Dio.”Della stoltezza dell’uomo Dio non è responsabile.Oppure siete talmente vigliacchi da dire faccio tutto quello che voglio,a reclamare siamo liberi di fare ciò che ci piace,e davanti a questa vostra libertà piangete e la rinnegate?Non erano libere queste persone di scegliere un’altra via?Non l’hanno fatto e dunque si credevano liberi di fare ciò che li pareva e piaceva,anche il massacro,lo stupro,l’omicidio,l’assassinio.E gioivano per questo,e delle loro perversioni la colpa sarebbe di Dio oppure del fatto che scioccamente credevano di essere liberi di fare ciò che volevano?

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          • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

            E renditi conto che perfino parlano di multiverso!Ideologismo scientifico che tenta la continua indottrinazione paragonabile,alle terie agli scenziati ex sovietici che inventavano balle ascientifiche da indottrinamento di massa.Sentiamo: l’altro me di questi posti è ateo o cristiano?e ditemi in questi universi lo yeti esiste?Perchè un altro universo possibile dove esista il corrispotivo ideale di batman?E in questo universo la terra gira intorno al sole o il sole intorno alla terra?
            Come vedo o uno crede in Dio o semplicemente si da a altre fedi,queste seconde tenta di spaccairle per scientifiche.

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    • Lucio ha detto in risposta a rolling stone

      R.S.
      Tutta la Religione Cristiana e’ una continua risposta a queste domande. Il problema e’ che non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire (e capire).

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      • rolling stone ha detto in risposta a Lucio

        Ma quale continua risposta? se lo stesso Ratzinger nel maggio 2006 ad Auschwitz ha tuonato: „Warum hast du geschwiegen? Warum konntest du das alles dulden?“
        Perchè hai taciuto? Perchè hai potuto tollerare tutto questo?

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        • Lucio ha detto in risposta a rolling stone

          Non fraintendere R.S.
          Con questa domanda il Papa non ha voluto certo affermare che Dio e’ impotente di fronte al male. Dio e’ signore della storia e anche eventi cosi’ mostruosi come quello da te citato rientrano, in maniera misteriosa, nei disegni della sua provvidenza. L’agire di Dio oltrepassa la nostra ragione ma non e’ irrazionale. Mi sembra invece vero l’esatto opposto di quanto tu sostieni: l’ unico Dio che puo’ ancora avere un senso dopo Auschwitz e’ quello che accetta di “annullarsi” assumendo la condizione umana, giungendo a donare per noi tutto se stesso con la sua passione e la sua morte sulla croce.

          Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
          il quale, pur essendo di natura divina,
          non considerò un tesoro geloso
          la sua uguaglianza con Dio;
          ma spogliò se stesso,
          assumendo la condizione di servo
          e divenendo simile agli uomini;
          apparso in forma umana,
          umiliò se stesso
          facendosi obbediente fino alla morte
          e alla morte di croce.
          Per questo Dio l’ha esaltato
          e gli ha dato il nome
          che è al di sopra di ogni altro nome;
          perché nel nome di Gesù
          ogni ginocchio si pieghi
          nei cieli, sulla terra e sotto terra;
          e ogni lingua proclami
          che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
          Ciao!

          0
  14. Giorgio Masiero ha detto

    Bentornato RS!
    Da Lei mi sarei aspettato però un intervento in tema sul fine tuning, piuttosto che uno OT sul tema del male…

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    • rolling stone ha detto in risposta a Giorgio Masiero

      Buongiorno professor Masiero
      Guardandoci attorno vediamo che l’universo è talmente grande, vario e insondabile, da rendere plausibile la seguente ipotesi: la distribuzione di massa ed energia nell’universo è talmente varia, casuale e caotica, da rendere possibile localmente (in un punto o regione dell’universo) qualsiasi deformazione dello spazio-tempo, da rendere quindi possibile qualsiasi “modo di muoversi” (dinamica) della massa. Questo significa, nel linguaggio di Fasol, che localmente è possibile qualsiasi PIN, ossia qualsiasi “fine tuning”.

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  15. Giorgio Masiero ha detto

    @ RS
    La Sua congettura, RS, non è falsificabile, e quindi non può essere presa come assunzione in scienza, ma può essere solo una speculazione. No, il fine tuning è una cosa molto seria in scienza e, a mio avviso, può trovare solo una soluzione metafisica o in un’Agenzia trascendente intelligente (“cattiva”, se Lei preferisce) o in un’Agenzia Trascendente cieca (il multiverso).
    C’è chi ancora fa spallucce sul fine tuning (anche in qualche commento a questo articolo), dicendo che sono le caratteristiche del mondo dove viviamo a determinare come siamo, non viceversa, e quindi in un mondo diverso la vita sarebbe eventualmente apparsa in forme diverse. Giusto, ma non è questo il punto. Atteso che quel poco che sappiamo della vita non ci vieta d’immaginare l’esistenza di sue forme diverse già in questo Universo, il fine tuning afferma piuttosto che una minima diversità delle costanti cosmologiche al Big Bang avrebbe reso impossibile qualsiasi forma di vita. Se uno solo di quei numeri – che stabiliscono i rapporti tra le varie forze attrattive e repulsive che regolano i giochi di fisica, chimica e biologia – fosse appena diverso, l’Universo sarebbe un singolo buco nero, o un insieme di buchi neri, o una polvere di particelle non interagenti, o sarebbe costituito di solo elio, e così via. In tutti i casi l’uniformità del paesaggio (ad entropia costante, quindi senza trasformazioni termodinamiche, quindi zero chimica, quindi no metabolismi, quindi…) impedirebbe ogni forma di vita immaginabile.
    La coincidenza del fine tuning è stata presa tanto sul serio dalla comunità scientifica che da 40 anni (dal congresso di astrofisici di Cracovia del 1973 dove fu per la prima volta presentato da Carter il principio antropico debole) ebbe inizio un cambio di paradigma in cosmologia…, da allora gradualmente volatilizzantesi come scienza galileiana e trasformantesi in “multiversologia” metafisico-matematica.

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  16. alessandro pendesini ha detto

    –Da dove provvengono le leggi della fisica? Da niente ! La maggior parte di loro sono proposte formulate da umani; derivano da simmetrie del vuoto in cui l’universo è sorto spontaneamente.
    Le leggi della fisica sono di un ordine diverso rispetto alle “leggi della natura” per la ragione che il mondo reale non è assimilabile al mondo della teoria.
    La teoria ha una propria struttura, indipendente dalla realtà, è la teoria che si “realizza” e non la realtà che si teorizza”..
    Noi viamo in un mondo “senza etichette”, il quale non invia messaggi in codice. E’ con l’aiuto del nostro cervello che creiamo categorie in un mondo che non ne ha, ad eccezione di quelle già create dall’uomo.
    P.S. A proposito di “fine tuning”: se la massa del neutrino -ad esempio- fosse 10 volte superiore, ce ne sarebbero 10 volte meno nel cosmo, e il loro effetto sulla gravità rimarrebbe uguale !

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