L’intelligibilità dell’universo e l’esistenza di Dio

osservare universo«Se l’intero universo materiale può essere descritto dalla matematica, deve esistere una logica immateriale più vasta dell’universo materiale […]. Convinzioni di questo tipo sembrano implicare che Dio sia un matematico». Queste le parole che si leggono nel libro “Perché il mondo è matematico?” (Laterza 1992, pag. 69), scritto da uno dei principali matematici e cosmologi inglesi, John David Barrow, docente di Matematica all’Università di Cambridge.

La citazione contiene la risposta del perché molti scienziati aderiscano esistenzialmente al deismo, cioè l’affermazione positiva all’esistenza di un dio, di un creatore, deducibile dallo studio scientifico dell’universo. Posizione lontana dal cristianesimo, al quale si approda sempre tramite un incontro personale e mai per un ragionamento o uno studio scientifico, ma sulla quale vale comunque la pena riflettere poiché offre notevoli spunti anche a chi ha avuto il dono della fede. Argomenti a favore, i deisti ne hanno tanti, dal fine-tuning alla teleologia (teleonomia) dell’evoluzione biologica e cosmologica.

Un altro argomento è proprio quello dell‘intelligibilità dell’universo. Cosa vuol dire? Lasciamolo spiegare al filosofo Roger Trigg, professore emerito di Filosofia presso l’Università di Warwick: «Quando si prende parte alla ricerca scientifica, si studia un mondo che si assume ordinato. Si dà per scontato che esistano delle regolarità da osservare. Di certo, se non fosse possibile scoprire l’ordine, non potremmo fare della scienza. E’ solo questione di caso? Secondo me no, l’ordine che la scienza scopre nella natura riflette in qualche modo la mente del creatore dietro le cose. In altre parole, l’ordine ha una base religiosa. In qualche modo, Dio, ha creato un mondo che ci mostra qualcosa della sua mente e della sua razionalità». La cosa più affascinante, è che tale ordine naturale si esprime in forma matematica, un linguaggio che l’uomo è capace di leggere e codificare e che rende l’universo, per l’appunto, comprensibile, intelligibile alla ragione umana. «Una risposta potrebbe essere che noi», ha concluso il filosofo inglese, «in quanto creature fatte a immagine di Dio, riflettiamo, seppur in modo assolutamente attenuato, la razionalità del Dio che creò il mondo; la razionalità che noi possediamo rifletterebbe quindi in qualche modo la ragione incorporata nello schema stesso delle cose» (R. Trigg, in R. Stannard, La scienza e i miracoli, Tea 1998, p. 230,231).

Questa corrispondenza tra l’uomo e il linguaggio con cui è scritta la natura è un’altra incredibile e fortuita coincidenza? C’è chi risponde di sì, chiudendo preventivamente l’uso della ragione, come ha fatto il matematico Bertrand Russell o il suo collega John Allen Paulos. C’è chi invece risponde di no, lasciandosi provocare dalla sfida all’intelligenza che la realtà fisica offre all’uomo: «Per quanto mi riguarda», ha riflettuto ad esempio Owen Gingerich, professore emerito di Astronomia e Storia della scienza presso l’Università di Harvard. «piuttosto che credere che tutto ciò che ci circonda sia semplicemente un non senso, o una sorta di macabro scherzo, preferisco pensare che l’universo sia stato creato intenzionalmente e per un determinato scopo da un Dio amorevole» (O. Gingerich, Cercando Dio nell’Universo, Lindau 2007, p. 101).

La ricerca scientifica è possibile perché noi comprendiamo la realtà naturale, dalle particelle subatomiche ai processi avvenuti nell’universo appena nato. E’ un regalo all’uomo, «qualcosa di “non dovuto”, una circostanza che sembra gratuitamente offrirsi a noi come una eccedenza, quasi un “lusso” concesso all’essere umano», ha commentato Marco Bersanelli, ordinario di Astrofisica all’Università statale di Milano. «E’ tutt’altro che scontato che la natura sia così ben descritta da un particolare linguaggio, quello della matematica, il quale si dimostra straordinariamente efficace per la formulazione delle leggi fisiche. E’ un fatto sorprendente che la realtà si lasci conoscere, cioè che l’impresa scientifica nel suo complesso sia possibile» (M. Bersanelli, Solo lo stupore conosce, Bur 2003, p. 212). «Il fatto che il mondo sia comprensibile è davvero un miracolo», ha scritto il celebre fisico Albert Einstein. «E’ questione di convinzione che la natura, quale risulta percepibile dai nostri cinque sensi, abbia il carattere di un cruciverba ben congegnato. I successi ottenuti finora dalla scienza danno, in verità, un certo sostegno a questa convinzione. La cosa più incomprensibile dell’universo è il fatto che esso sia comprensibile» (A. Einstein, Pensieri degli anni difficili, Boringhieri 1974, p.36-42).

Ma i “miracoli”, in realtà, sono due: non solo l’affascinante ordine e la razionalità della realtà, elemento impossibile se all’origine vi fosse solamente il caso o il caos, ma che tale ordine sia scritto con lo stesso linguaggio scientifico usato dall’uomo, che con un tale ordine può in qualche modo stabilire un rapporto. Proprio di questo “doppio mriacolo” parla infatti anche il premio Nobel per la fisica, Eugene Paul Wigner: «E’ difficile evitare l’impressione di trovarci qui di fronte a un miracolo, o al doppio miracolo dell’esistenza delle leggi di natura e della capacità della mente umana di divinarle. Il fatto miracoloso che il linguaggio della matematica sia appropriato per la formulazione delle leggi della fisica è un regalo meraviglioso che noi non comprendiamo né meritiamo» (E.P. Wigner, The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Science, in “Communications in Pure and Applied Mathematics”, vol.13, 1960, pp.1-14).

E’ dalla riflessione sul perché la scienza è in grado di essere efficace che si può giungere all’ipotesi di Dio, come ricordato anche da Benedetto XVI. Lo afferma ad esempio Antonio Marino, ordinario di Analisi matema­tica all’Università di Pisa: «La matematica ci costringe ad alzare lo sguardo […]. Perché è possibile organizzare parti della nostra conoscenza in formule logiche senza le quali gli oggetti stessi non sono nemmeno concepibili? Direi che in questo universo logico sembra di scorgere un aspetto del Logos che pervade il creato, qualcosa dell’intelligenza del linguaggio, del Verbo: quell’ar­monia logica che si scopre nello studio di un problema e conduce poi essa stessa a fare nuove congetture e nuove scoperte». Molto sintetico è stato Alexander Markovich Polyakov, docente presso l’Università di Princeton e forse il principale fisico russo vivente: «Noi sappiamo che la natura è descritta nel migliore dei modi matematici perché è Dio che l’ha creata» (A.M. Polyakov, Probing the Forces of the Universe Fortune, vol.114, number 8, 1986, p.57).

Anche agli uomini più profondamente impegnati e noti nel campo scientifico non è risparmiata la scelta se limitarsi a descrivere i particolari del mondo che la scienza aiuta a decifrare o andare oltre, aprire la ragione lasciandosi stupire dal fatto che possiamo decifrare la realtà fisica e che questo è un “miracolo”, ovvero un segno che rimanda inevitabilmente ad Altro, ad un oggetto ultimo. A Colui che è l’autore. Come ben sintetizzato dall’astrofisico Marco Bersanelli: «D’altra parte la realtà fisica ci appare anche irraggiungibile nella sua consistenza ultima. Si ha l’impressione che il livello ultimo del reale sia sempre oltre ciò che la ragione può definire e comprendere. C’è sempre una “terra incognita”, un livello inarrivabile. La realtà è allo stesso tempo accessibile e inarrivabile. In questo senso la ricerca scientifica mette in luce la natura della realtà come “mistero”. Come se ogni nostra conoscenza o conquista rimandasse inesorabilmente a un oggetto ultimo e nascosto» (M. Bersanelli, Solo lo stupore conosce, Bur 2003, p. 7).

La redazione
(articolo inserito nell’archivio dedicato alle tematiche sull’esistenza di Dio)

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31 commenti a L’intelligibilità dell’universo e l’esistenza di Dio

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  1. minstrel ha detto

    Che Dio sia un matematico ovviamente ne dubito assai. Ritengo piuttosto più probabile che l’astrazione matematica, che permette di misurare la proiezione quantificabile del reale, sia uno strumento utile all’uomo per comprendere come l’intero reale sia ordine e non caos.

    • Ottavio ha detto in risposta a minstrel

      Però questo ordine è un ordine matematico, per questo si usa dire che “Dio è un matematico” (bello il libro dell’astrofisico Mario Livio intitolato proprio così)

      • minstrel ha detto in risposta a Ottavio

        La possibilità di astrarre dall’intero del reale una parte quantificabile matematicamente non significa ovviamente che l’ordine del reale INTEGRALE risponda solo ad una simile astrazione, ma che l’ordine più complesso dell’intero Reale permette fra le tante astrazioni (fra le quali quella altrettanto affascinante e rigorosa detta “metafisica”) anche quella.

      • Max ha detto in risposta a Ottavio

        Mi pare pero’ che Mario Livio metta il punto interrogativo alla fine: “Is God a mathematician?”

  2. beppino ha detto

    Io parlerei piuttosto dell’intellegibilità della logica (“prodotto” della consapevolezza ed autocoscienza dell’uomo…) più che della realtà o universo.

    Dio c’é perché non c’é altro modo di giustificare quello che non potevamo o non possiamo ora o non potremmo mai in futuro capire. Di converso, se tutto fosse chiaro e spiegato, non avrebbe giustificazione il nostro stesso essere in quanto non é possibile che chi capisce tutto della realtà (e di se stesso) esista in quanto tale partendo da una situazione di assente comprensione/conoscenza (come potrebbe essere il caso dell’Uomo).

    Accettata la prima asserzione il cerchio si chiude; accettata la seconda allo stesso modo il cerchio si chiude con le medesime conclusioni. Girare intorno alla seconda asserzione “risolvendo la questione” ponendo ad assioma che la realtà é infinita in tutte le dimensioni e di ciò si deve semplicemente prendere atto (come sovente afferma qualche speculatore ateo…) non da soluzione allo stesso modo perché andrebbe spiegato il perché in una paraggio quadridimensionale (o meglio polidimensionale) della realtà infinita per una certa quantità polidimensionale della realtà stessa sia esistita l’esperienza finita dell’Uomo consapevole ed autocosciente (o qualcosaltro di similare…). Finite situazioni (ma senza fine in quanto situazioni che sono accadute, accadono e accadranno) in una infinita realtà polidimensionale non può che portare nuovamente al circolo chiuso della seconda asserzione.

  3. Corrado Luciani ha detto

    Aldilà di discorsi metafisici direi che senz’altro il nostro Universo è informazione, ovvero acquisisce ed elabora dati. Ciò avviene non solo negli esseri viventi (DNA, RNA, etc..) ma anche nel mondo inanimato (il cosidetto “entaglement” delle particelle). La sua origine è oramai, anche scientificamente, immateriale (vuoto quantistico che crea materia ed antimateria). Tutto ciò ha generato la coscienza ed intelligenza che noi conosciamo. Poi ognuno può fare le sue valutazioni ma personalmente ritengo più probabile l’esistenza di una intelligenza/coscienza immateriale che da origine a tutto, ovvero Dio.

    • Klaud. ha detto in risposta a Corrado Luciani

      Il problema è che oltre un certo punto delle certezze scientifiche il cammino diventa evanescente, qualcuno immagina una strada che non può che proseguire, altri pongono un bivio che porta a una ”intelligenza/coscienza immateriale che da origine a tutto”. Non possiamo far altro che proseguire e vedere.

    • andrea g ha detto in risposta a Corrado Luciani

      Cos’è il vuoto quantistico che “crea materia”?

  4. pendesini alessandro ha detto

    Ritengo che dio –grande matematico, onnipotente e onniscente dicono-, nei suoi calcoli matematici si è comunque sbagliato a più riprese ! Altrimenti come potremmo spiegare il motivo che degli asteroidi giganti abbiano colpito a diverse epoche la nostra Terra, eliminando –circa 65 milioni di anni fda- quasi il 90% della biosfera ?
    N.B. -La tesi di una presunta regolazione fine o perfetta (fin-tunning) dell’universo ai primi istanti, non riposa su alcun argomento scientifico ; in altre parole è una pura invenzione pseudo-scientifica ! Tutti i fisici sanno che la teoria della relatività generale, che descrive il mondo cosmico, è incompatibile con la meccanica quantistica, che descrive il mondo atomico. E ‘quindi illegittimo utilizzare le equazioni della gravità a un’epoca quantistica in un mondo dove il tempo e lo spazio della relatività generale non esistono più.

    • Gianfranco ha detto in risposta a pendesini alessandro

      Ho l’impressione che in questo commento sono utilizzati degli aggettivi assoluti in modo azzardato. Il fine-tuning riposa su argomenti scientifici e rimane una teoria scientifica. Tutti i fisici, sapendo la difficoltà a coniugare la meccanica quantistica con la relatività generale, non dicono che è incompatibile, anzi. E’ perfettamente legittimo utilizzare le equazioni di Einstein in istanti successivi al big bang. Questa è la scommessa della Fisica dei prossimi decenni.
      Ci andrei cauto ad utilizzare questi termini. Altrimenti si rischia di passare per fondamentalisti.

      • Gianfranco ha detto in risposta a Gianfranco

        Aggiungo che sulla teoria quantistica relativistica Hawkins (noto non credente) ha scritto tantissimi libri. La meccanica quantistica allo stato attuale è una teoria largamente incompleta e suscettibile nei prossimi decenni di integrazioni se non rivoluzioni. La teoria della gravitazione universale penso che sia affermata anche alla luce delle ultime verifiche (onde gravitazionali).

      • Gianfranco ha detto in risposta a Gianfranco

        Un altro appunto riguarda l’estinzione dei dinosauri avvenuta presumibilmente a causa di un asteroide circa 65 milioni di anni fa. Secondo studi recenti è il secondo o terzo evento epocale nella biosfera terrestre che stava causando l’estinzione della vita sulla terra.
        Alcune teorie autorevoli tuttavia rimarcano il fatto che proprio l’estinzione dei dinosauri ha lasciato campo aperto all’evoluzione dei mammiferi (che esistevano da almeno 50 milioni di anni) da cui è derivato l’homo sapiens. Quindi come vedi un evento può essere letto in un modo come nell’altro senza confutare l’ipotesi di un disegno divino o della pura casualità.

        • andrea g ha detto in risposta a Gianfranco

          Credo che la pura casualità possa essere applicata a ciò che già esiste,
          per il pensiero laico ateo o agnostico.
          Il problema dell’articolo è, mi pare, la ricerca scientifica che scopre la matematica-logica
          dell’universo, e come ciò conduca a considerare realtà di un Essere trascendente creatore;
          Nella logica laico agnostica e ateistica, l’estinzione dei dinosauri viene valutata come pura casualità.
          Anche la leggibilità scientifica dell’universo viene attribuito alla pura casualità -credo.

      • pendesini alessandro ha detto in risposta a Gianfranco

        …Il fine-tuning riposa su argomenti scientifici e rimane una teoria scientifica…..Gianfranco DIXIT !

        Gianfranco : ma sei proprio sicuro che il « Fin Tunning » sia una teoria scientifica accertata ? Potresti citare
        le fonti della tua (strana) affermazione ? Quali sarebbero le Università (al di qua del 100mo posto in classifica !) che lo confermano ?

        Va notato che la matematica non descrive l’Universo o la Realtà, ma contribuisce a creare dei modelli interpretativi, approssimativi, mai definitivi e ancora meno assoluti, della Realtà !
        Dato che l’oggetto reale (l’Universo) non è identico a l’oggetto teorico ( la teoria), se la scienza costruisce modelli armoniosi, se il formalismo è armonioso o lo si ritiene tale, ciò non significa che l’Universo sia lui stesso armonioso ! Inoltre non contiene praticamente nessusa informazione, cioé non contiene globalmente nessuna struttura. Che io sappia, nessuna accademia di cosmologia, ha potuto dimostrare il contrario….Aggiungo, non esiste nessuna ragione pensare che le leggi della fisica possano essere emanate dall’Universo stesso….
        Ma è altrettanto vero che le leggi della natura (elaborate dall’uomo) dicono il « come » l’Universo si comporta, ma non rispondono al « perché » ! – Su questo dilemma pero’, avrei –modestamente- una risposta da dare…..

        • hicetnunc ha detto in risposta a pendesini alessandro

          condivido tutto ma voglio sentire il resto

        • Max ha detto in risposta a pendesini alessandro

          “Inoltre non contiene praticamente nessusa informazione, cioé non contiene globalmente nessuna struttura.”

          Non ho capito bene il senso di questa affermazione. Potrebbe spiegare di nuovo? Grazie

        • Gianfranco ha detto in risposta a pendesini alessandro

          Ti sembrerà strano ma a Cambridge university tenevano dei seminari proprio su questo argomento.
          Non vorrei sembrare scortese però noto nei tuoi interventi un po’ di presunzione (tutti i fisici…). Non so se sei uno scienziato ma sicuramente non sei molto informato.

    • hicetnunc ha detto in risposta a pendesini alessandro

      anche la luna viene da una collisione “tra-terra-e-theia” secondo la (una teoria della) scienza

      potendo creare la luna “matematicamente” il metodo usato sembra ancora più creativo della creazione del satellite amato dai poeti

      che bisogno c’è di far collidere delle orbite cioè dover aspettare che collidano due oggetti sulla loro orbita? l’orbita dei due corpi era matematicamente predisposta per creare la luna?

  5. Massimiliano ha detto

    Bell’articolo, come sempre…ma io vorrei aggiungere che non c’è bisogno di spingersi così avanti per cercare “prove” dell’esistenza di Dio. Che l’universo sia comprensibile in termini matematici è certo un miracolo che rimanda a una mente creatrice; è già un miracolo, però, anche il fatto stesso che l’universo ci sia; potrebbe infatti esserci il nulla. Ma il nulla non c’è. Che poi questo universo sia comprensibile matematicamente è, per me, superfluo.

    • Lucius ha detto in risposta a Massimiliano

      L’ordine dell’universo rivela l’esistenza di Dio.La ragione umana ,non offuscata dal peccato,coglie questa realtà’:la prima causa non causata di tutte le cose esistenti(se il primo non è’,il primo e’),che tendono tutte allo stesso fine:la razionalità ,l’armonia la bellezza del creato.

  6. Luca ha detto

    Dopo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; prese a dire: Perisca il giorno in cui nacqui
    e la notte in cui si disse: «È stato concepito un uomo!».
    Quel giorno sia tenebra, non lo ricerchi Dio dall’alto, né brilli mai su di esso la luce. Lo rivendichi tenebra e morte,
    gli si stenda sopra una nube e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno! Quel giorno lo possieda il buio non si aggiunga ai giorni dell’anno, non entri nel conto dei mesi. Ecco, quella notte sia lugubre e non entri giubilo in essa.
    Giobbe 3, 1-7
    Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine: Chi è costui che oscura il consiglio
    con parole insipienti? Cingiti i fianchi come un prode, io t’interrogherò e tu mi istruirai. Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra?, se hai tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
    o chi ha teso su di essa la misura? Dove sono fissate le sue basi
    o chi ha posto la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio?

    Giobbe 38, 1-7
    Non so se sia più grande l’arroganza intellettuale di uno scienziato ateo che legga nella realtà fisica l’inesistenza di Dio o quella di uno scienziato credente che pensi di poter cogliere nella realtà la logica divina.

    • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Luca

      D’accordo con Luca. E poi non capisco questo modo di rovesciare la “logica” delle cose. Il nostro senso logico/matematico ci viene dal mondo, così come noi stessi del resto. Oppure ci viene da Dio, che ha informato il mondo e noi stessi in modo logico/matematico. In entrambi i casi, dal mero fatto che il mondo sia logico/matematico, con buona pace di tanti illustri scienziati e filosofi, non posso dedurre un tubo.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Giulio Quaresima

        Puoi però interrogarti sul fatto se l’universo sia autoesplicativo oppure no, e come tutte ciò che è contingente pare proprio che non lo sia, sempre se si vuole restare nell’ambito della logica.

        • Luca ha detto in risposta a Vincent Vega

          Daccordo Vincent, io però penso che su questa soglia occorra anche l’umiltà di fermarsi. La penso un pò come Massimiliano qui sopra. Penso che la fede sia nella sua essenza più intima coscienza del proprio limite (se preferisci coscienza del peccato originale) e sia adorazione di un assoluto cho non possiamo possedere e lo penso da persona che con la logica scientifica ci campa. Penso anche se peferisci che questo sia il limite principale dell’esperienza di UCCR, pur interessante sotto molti aspetti: poiché nasce in opposizione all’UAAR finisce spesso per divenirne lo specchio, assumendone limiti uguali e contrari ed accettando in fin dei conti la stessa semplificazione: ridurre la fede ad una logica, (una filosofia, un’etica, una cultura) statici ed inoppugnabili lasciando per strada una delle sue dimensioni più caratteristiche che é quella della ricerca (adorazione).

      • Max ha detto in risposta a Giulio Quaresima

        Credo che un ateo potrebbe sostenere che, per selezione naturale, la mente umana si e’ “modulata” sulle leggi fisiche dell’Universo. Quindi il fatto che le comprendiamo (almeno in parte) non sarebbe poi cosi’ sorprendente…

        • andrea g ha detto in risposta a Max

          La selezione naturale si riferisce a ciò che già esiste.
          Ciò che già esiste è ‘leggibile’, secondo la scienza, dunque
          conduce all’esistenza dell’Essere trascendente, per cui anche
          l’eventuale selezione naturale rientrerebbe nella non casualità.
          Credo che l’articolo mi dica questo-

  7. hicetnunc ha detto

    si sta parlano di natura della matematica e non vedo Dan saltare sulla sedia

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