No alle unioni civili (per etero e omo): ecco alcuni perché

Nel marzo scorso abbiamo raccolto in una pagina alcune delle più interessanti posizioni di psicologi, giuristi e filosofi contrari alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Fortunatamente, seppur su quotidiani “secondari” (dal punto di vista della diffusione), proseguono settimanalmente le prese di posizioni in questo senso (scaturite dopo l’apertura del registro delle coppie di fatto nel comune di Milano, mentre a Varese è stato respinto). Ne raccogliamo altre in questo articolo, specialmente rivolte all’obiezione verso le unioni civili, richieste anche da alcune coppie eterosessuali.

Come spiega giustamente “Avvenire”, che ha dato spazio ad alcuni intellettuali, le unioni civili sono richieste da coloro che «in nome di una libertà assoluta rifiuta il matrimonio (anche solo civile), che avrebbe il torto di regolarizzare il rapporto, ma cui va stretta anche la convivenza, che non dà alcun riconoscimento pubblico. Per chi, in definitiva, non accetta le responsabilità e i doveri di un vero matrimonio (civile o religioso che sia), ma ne esige tutti i diritti, nei confronti del partner, dei figli e dell’intera società. Diverso il caso delle coppie gay, che non sono spinte dalle stesse motivazioni ma che cercano con tale attestato di chiamare “matrimonio” la loro unione e “famiglia” la loro convivenza». In merito alla situazione di privilegio delle coppie di fatto rispetto a chi sceglie di sposarsi si veda come esempio il recente caso della decisione del Tar del Veneto, secondo cui le coppie di fatto hanno il diritto di pagare rette più basse per l’asilo

 

Il sociologo Pietro Boffi, ricercatore del Cisf (Centro internazionale Studi famiglia) ha fatto presente che viene coinvolta «l’antropologia e l’ontologia stessa dell’essere umano», ricordando di non chiamarle «famiglie di fatto, perché quelle c’erano già: ora avremo coppie sposate (in comune o in chiesa), coppie di fatto (i conviventi) e coppie di registro, quelle che vogliono guidare l’auto ma non prendere la patente!». Essendoci «in gioco la definizione stessa di famiglia», ha proseguito, «occorre interrogarsi se la definizione di famiglia finora valida sia ormai vuota. Io sono convinto di no: maschio e femmina, un padre e una madre, sono categorie che non si buttano in un attimo, non possiamo ignorare l’intera psicologia dell’età evolutiva. Stiamo assistendo a una disarticolazione delle categorie mentali dell’umano». Anche tenendo in considerazione le coppie gay, ha ricordato che «la famiglia non è solo il luogo degli affetti, ma si regge su un patto che garantisce davanti a tutta la società due cose: la stabilità e la procreazione. Da sempre la procreazione è un fatto sociale, esce da un aspetto meramente privato. Ecco perché il matrimonio è un istituto giuridico». E infine: «occorre chiedersi quanto è utile a noi come società aprire a relazioni deboli, prive di stabilità e di tutele che invece il matrimonio (civile o religioso) garantisce. Perché promuovere un basso impegno e un basso profilo che non giovano a nessuno? Chi non vuole legami, basta che usufruisca delle leggi di diritto privato che già ci sono».

 

E’ intervenuta anche la psicologa Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, la quale ha affermato che le operazioni avanzate da alcuni comuni, per ultimo quello milanese, «rientrano in un più ampio disegno di delegittimazione della famiglia molto chiaro, in atto in modo sotterraneo, ovvero togliendo valore a quello che c’è». Sulla scena ci sono due culture, «una cultura che vede il limite come un valore, e un’altra cultura opposta, dove ogni limite viene eliminato. Ad esempio affermare che l’unione di un uomo e una donna è uguale a quella tra persone dello stesso sesso significa pensare che tra maschio e femmina non c’è differenza, cioè che ogni individuo è totipotente e indifferenziato, che non ha limiti, perché ognuno è tutto. Non a caso il terreno di questa battaglia è proprio il sesso, la differenza più radicale nella persona, l’aspetto davvero fondante del limite: chi è maschio non è anche femmina e viceversa. Pensiamoci bene: qualsiasi donna incinta chiede subito se il figlio “è maschio o femmina”, perché così ne conoscere l’identità». Secondo la neuropsichiatra, l’adozione di un figlio da parte delle coppie gay «provocherà danni molto gravi a questi minori. Potrà vivere quel bambino con due genitori maschi (o femmine)? Dipende: se vogliamo crescerlo nell’onnipotenza sì, ma sappiamo che questo non lo farà stare bene. Il fatto è che oggi si pensa che amare un figlio significhi solo riversargli addosso dell’affettività, ma così non è. A forza di desensibilizzare le persone e di svuotare le parole del loro vero significato – famiglia, matrimonio, diritti – si diluisce ogni confine»

 

Ha concordato il teologo Giancarlo Grandis, docente di Teologia morale alla Facoltà del Triveneto, il quale ha ricordato che «il matrimonio ci si realizza nell’alterità vera, cioè nell’altro come diverso da me. Qualcuno sostiene la necessità di un registro per le unioni di fatto come garanzia per le coppie che non intendono vincolarsi tra loro con un matrimonio, ma che ne esigono gli stessi diritti. La questione da porre alla base di questa discussione è: i diritti si fondano sui desideri? Se la risposta è sì, tutto è diritto, anche in assenza di qualsivoglia dovere. Se però i diritti sono legati alla reale e concreta natura dell’uomo, le cose vanno in maniera molto diversa».

 

La giurista Anna Denovi, avvocato del Foro di Milano, presidente del Centro per la Riforma del diritto di famiglia, componente di Telefono Azzurro, del Comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia e docente universitaria ha spiegato da parte sua che «su temi tanto sensibili la società non si sofferma a riflettere abbastanza. Oggi in Italia il matrimonio non può che essere l’impegno assunto da un uomo e una donna davanti a Dio o allo Stato civile. Però lo stato di fatto sta anticipando il diritto ovunque in Europa, e l’Italia è un Paese che quasi da solo protegge ancora la sua anima iniziale, fa da baluardo alle tradizioni e a un’etica anche laica (il valore del matrimonio civile)». Ha poi concluso: «Due persone eterosessuali che convivono hanno già tutti i riconoscimenti: i loro figli godono degli stessi diritti degli altri, se uno dei due muore l’altro ha diritto al trasferimento del contratto d’affitto, eccetera. Direi che solo per gli omosessuali c’è un salto effettivo».

 

Il prof. Alberto Gambino, professore ordinario di Diritto Privato e di Diritto Civile presso l’Università Europea di Roma ha spiegato che in Italia non sarebbe possibile approvare il matrimonio omosessuale perché «il nostro matrimonio è fondato sulla distinzione tra i sessi. Sarebbe altresì necessario un massiccio intervento di modifica del Codice Civile, oltre che dell’articolo 29 stesso; il quale, a sua volta, si richiama alla concezione del matrimonio presente nel Codice Civile all’epoca vigente, nel ’42, ove veniva messa in risalto proprio la differenza di sesso». In ogni caso non è certo la maggioranza (degli Stati esteri o dei politici italiani) che connota l’etica: «Abbiamo avuto in passato maggioranze legittime che hanno realizzato leggi del tutto contrarie all’uomo. un esempio storico eclatante di come morale e legge non sempre coincidano, e che in casi estremi prevalga comunque l’etica lo abbiamo con il processo di Norimberga dove gli esecutori degli ordini e delle azioni più efferate furono condannati non sulla base delle leggi che, formalmente, gli avrebbero permesso di compiere i crimini che avevano commesso, quanto dei principi del diritto naturale».

 

Il filosofo Pietro Barcellona, docente presso l’Università di Catania, già membro del Consiglio Superiore della Magistratura, ha spiegato che su questi argomenti bioetici non si contrappongono «una visione cattolica e una visione laica, ma una visione laica che si identifica con la conoscenza scientifica del tempo e che non conosce alcuna interrogazione sul senso della vita, e una concezione antropologica fondata sull’appartenenza di ogni essere umano ad una comunità che elabora il proprio stare al mondo». I temi bioetici, ha continuato, «sono tutti argomenti che possono essere affrontati senza alcun riferimento ai testi sacri e alle confessioni religiose, bensì sul terreno di una seria analisi delle componenti psicologiche e culturali della nostra condizione umana». La sua riflessione si è posata in modo molto interessante sui problemi della fecondazione assistita e il concetto di “madre surrogata”, rispetto alla tematica delle unioni civili ha espresso «perplessità» riguardo «l’attuale dibattito sul riconoscimento delle coppie omosessuali come una forma di nuova famiglia. Personalmente ritengo infatti che vadano regolamentati i diritti economici relativi ad una convivenza protratta nel tempo, ma penso che l’adozione di un bambino da parte di una di persone dello stesso sesso rischi di produrre nella rappresentazione mentale del giovane una lacerante distorsione fra l’attitudine a svolgere ruoli femminili e maschili, paterni e materni, e la realtà di una coppia fondata su una somiglianza senza differenza».

 

Concludiamo con una curiosa riflessione dello psicologo Jesse Bering apparsa sul blog di “Scientific American, nella quale si teorizza che l’avanzamento del processo di «normalizzazione delle forme adulte di relazioni omosessuali» e «il crescente sostegno pubblico per il matrimonio gay porterà, ironia della sorte, al declino finale della popolazione omosessuale». Questa speculazione di Bering c’entra poco con il resto dell’articolo, ma se le conclusioni dovessero rispondere al vero sarebbe una situazione davvero paradossale.

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121 commenti a No alle unioni civili (per etero e omo): ecco alcuni perché

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  1. Pino ha detto

    ottimo articolo, leggo «la famiglia non è solo il luogo degli affetti, ma si regge su un patto che garantisce davanti a tutta la società due cose: la stabilità e la procreazione. Da sempre la procreazione è un fatto sociale, esce da un aspetto meramente privato. Ecco perché il matrimonio è un istituto giuridico» e successivamente «Abbiamo avuto in passato maggioranze legittime che hanno realizzato leggi del tutto contrarie all’uomo. un esempio storico eclatante di come morale e legge non sempre coincidano, e che in casi estremi prevalga comunque l’etica lo abbiamo con il processo di Norimberga dove gli esecutori degli ordini e delle azioni più efferate furono condannati non sulla base delle leggi che, formalmente, gli avrebbero permesso di compiere i crimini che avevano commesso, quanto dei principi del diritto naturale». Non per vantarmi, ma senza essere un docente universitario le stesse considerazioni le avevo già fatte io su questo sito. Adesso arriverà il solito gay che contesterà la procreazione come elemento fondante il matrimonio parlando delle coppie sterili, scommettiamo?

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  2. Marcolino ha detto

    1) Se voglio sposare in chiesa una settantenne, quindi, mi considerate come al livello delle coppie gay, vista la presunta impossibilità di procreare?
    2) Non mi sembra che i gay, i conviventi (o concubini, come li chiamate senz’altro ancora voi) siano contrari al matrimonio fra cattolici. Non vi vogliono mica togliere niente, sapete? Chiedono semplicemente di poter sposare o vivere insieme liberamente con la persona che amano. Voi potete tranquillamente continuare a riempire le chiese di ave maria, non date loro alcun fastidio. Loro, invece, sembra che a voi ne diano tantissimo.

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    • Ottavio ha detto in risposta a Marcolino

      1) Tra i criteri che rendono unico il matrimonio eterosessuale, e dunque meritorio di essere privilegiato, non c’è soltanto la possibilità di procreare e l’apertura alla vita. Selezionare ogni volta un criterio diverso (ieri il criterio dell’amore, oggi il criterio della procreazione) non risulta vincente. Il matrimonio tradizionale è unico (anche etimologicamente) per una serie di unicità in contemporanea.

      2) Nemmeno i pedofili o gli incestuosi sono contrai al matrimonio tra cattolici o agnostici. Non vogliono toglierci nulla, chiedono semplicemente di poter sposare o vivere insieme liberamente con la persona che amano. Tu puoi tranquillamente continuare a riempire la tua vita del nulla in cui essa sparirà, non ti danno alcun fastidio. Loro, invece, sembra che a te ne diano tantissimo.

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      • Giulia ha detto in risposta a Ottavio

        Ma perché ogni volta che si parla di omosessualità dovete far riferimento a pedofilia ed incesto?

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        • Ottavio ha detto in risposta a Giulia

          E’ una analogia per spiegare come gli stessi argomenti avanzati dagli omosessuali sono avanzati anche da altre categorie di persone (senza ovviamente voler paragonare tra loro le varie categorie).

          La vera domanda è perché non riusciate mai a rispondere. Ripropongo: nemmeno i pedofili o gli incestuosi sono contrai al matrimonio tra cattolici o agnostici. Non vogliono toglierci nulla, chiedono semplicemente di poter sposare o vivere insieme liberamente con la persona che amano. Tu puoi tranquillamente continuare a riempire la tua vita del nulla in cui essa sparirà, non ti danno alcun fastidio. Loro, invece, sembra che a te ne diano tantissimo

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          • Giulia ha detto in risposta a Ottavio

            È secondo te un rapporto tra maggiorenni consenzienti è paragonabile al gesto di un pedofilo che abusa (con lusinghe o con minacce) d’un bambino, quasi sempre conosciuto peraltro? O al genere di “plagio” delle relazioni incestuose, peraltro spesso sconfinanti nella violenza sessuale?

            Io francamente di pedofilia ed incesto non riesco a parlare con tanta leggerezza, sono fatti ripugnanti, insani, causa ed occasione di sofferenza enorme….

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            • G.T. ha detto in risposta a Giulia

              Ma a me non frega dello stesso c*** che prende l’omosessuale nel didietro, non voglio che la sua relazione negativa per la Società sia riconosciuta, tutto qui.

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            • Ottavio ha detto in risposta a Giulia

              Anche l’incesto e la poligamia sono fra maggiorenni consenzienti. Nessun plagio, nessuna violenza. Solo amore, così come tra omosessuali.

              Perché vuoi imporre la tua morale a chi intende praticare l’incesto? Vogliono soltanto amarsi e sposarsi, perché ogni volta deve arrivare il tuo “no”?

              La questione rimane aperta: se tutte le relazioni consenzienti tra maggiorenni basate sull’amore devono essere legalizzate, allora apriamo alle nozze gay, all’incesto e alla poligamia. Scorretto favorire i primi e discriminare i secondi e i terzi.

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          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Ottavio

            >>(senza ovviamente voler paragonare tra loro le varie categorie).

            Infatti li hai appena paragonati. Quindi mettiti d’accordo. O sono 2 cose diverse (e allora l’analogia non vale) o secondo te non lo sono, e allora sei offensivo ed omofobo.

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            • Ottavio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              L’omosessuale e il pedofilo sono due persone umane.

              Ancora una volta li ho paragonati? Non capisci che si tratta di paragoni non qualitativi?

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        • Antonio ha detto in risposta a Giulia

          Perchè ogni volta che si parla di omosessualità partono le solite solfe, vedi: l’amore, l’amore, l’amore… Se c’è l’amore perchè non possono stare insieme?…di conseguenza uno si chiede: e una bambino e un vecchio innamorati? una nonna e un nipote innamorati? una graffetta e un cane innamorati…

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        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Giulia

          Giulia, te lo dico io. Perche’ sono degli omofobi.

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      • Marcolino ha detto in risposta a Ottavio

        Non percepisco grosse richieste di regolamentazione di matrimonio da parte di pedofili ed incestuosi. Oltretutto mi sembra che parliamo di categorie in cui il desiderio di sesso o di (chiamiamolo) amore non sia troppo contraccambiato dall’altra metà della coppia. Tanto difficile il concetto?
        Oltretutto la stragrande percentuale di pedofili fa parte di una categoria di persone che ha scelto di non sposarsi per motivi… professionali. O no?

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        • Azaria ha detto in risposta a Marcolino

          Oltretutto la stragrande percentuale di pedofili fa parte di una categoria di persone che ha scelto di non sposarsi per motivi… professionali

          Questa è una bella bufala, inventata ad arte.
          Se non ti fidi di me perché “di parte” il CESNUR
          http://www.cesnur.org/2011/mi_ped.html
          Riporto:
          le parrocchie e le scuole cattoliche purtroppo ospitano anche loro dei «pedofili» ma sono un ambiente sedici volte più sicuro rispetto alla società in genere.
          Quindi, che che ne dica l’oscurantismo anti-clericale, l’ambiente cattolico è particolarmente protetto (anche se purtroppo non blindato al 100%) dalla pedofilia, un rapporto di 16 a 1 (dagli ambienti cattolici all’esterno) è un abisso.

          Oltretutto mi sembra che parliamo di categorie in cui il desiderio di sesso o di (chiamiamolo) amore non sia troppo contraccambiato dall’altra metà della coppia

          Nel caso degli incestuosi direi che questa frase è proprio da non prendere minimamente in considerazione. Per quanto riguarda la pedofilia, ci vuole poco a far credere ad un bambino che è un gioco, i bambini si convincono facilmente, quindi anche questo “ostacolo” i pedofili lo possono superare allegramente.

          Non percepisco grosse richieste di regolamentazione di matrimonio da parte di pedofili ed incestuosi

          1) Il numero non mi sembra importante (e comunque, visto che a te il numero sembra importante, pur se non condivido l’idea ti rispondo a tono nei prossimi punti).
          2) Anche ora che in vari paesi le unioni omosessuali sono regolamentate, non mi sembra che ci siano grosse richieste se non da parte di “coppie di fatto” (ammetto di non avere grossi dati a riguardo, vedo solo che i registri italiani sono perfettamente puliti).
          3) Una trentina di anni fa non vedevo neanche richieste (assolutamente zero) da parte di omosessuali, ma con la teoria del piano inclinato, anche il resto si farà avanti in poco tempo, qualcuno si porta avanti con il lavoro (tipo le associazioni poli-amore, in alcuni paesi a braccetto con le associazioni gay)
          Interessante a riguardo l’articolo:
          http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2431

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        • Ottavio ha detto in risposta a Marcolino

          Quindi quello che conta è la quantità di richiedenti? Se dunque aumentano gli incestuosi è giusto approvare l’incesto?

          Da quando tra due incestuosi maggiorenni e consenzienti c’è violenza? Perché vuoi discriminare il loro amore? Se il matrimonio si basa soltanto sul fatto che esiste l’amore consenziente, perché discrimini poligamia e incesto?

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    • Pino ha detto in risposta a Marcolino

      eccolo!! Ho vinto la scommessa, ma ti pareva che non arrivasse quello con l’esempio dlela settantenne? Aspettiamo Sandro Di Marco, ma forse lui si limita all’esempio della 50enne.

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      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

        e gia’, ma voi continuate imperterriti a dire che il fine del matrimonio e’ la “riproduzione” e che il matrimonio lega solo coppie “potenzialmente fertili” (una cosa che, quando applicata a dei 50enni non vuol dire assolutamente niente).

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        • Ottavio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          No, i criteri che rendono unico il matrimonio eterosessuale sono molti altri, eccone alcuni: l’incontro equilibrato e naturale tra gli appartenenti dei due diversi sessi del genere umano, relazioni originalmente aperte alla vita e adatte naturalmente alla giusta e bilanciata accoglienza di un nuovo essere umano. Per questo la famiglia tradizionale è la cellula della società.

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  3. lorenzo ha detto

    Sono sempre più convinto che il “matrimonio gay” è solo un tappa di un percorso ben studiato a tavolino ed attuato nella pratica dalle lobby lgbt.
    In California sono già arrivati a vietare per legge che i minorenni possano essere curati per “guarire” dall’omosessualità.
    A quando l’obbligo di esperienze omosessuali per gli adolescenti eterosessuali affinché possano meglio decidere da quali pratiche sessuali se sentono più attratti?

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    • Andrea ha detto in risposta a lorenzo

      Ma purtroppo in Francia, nel Regno Unito e nei Paesi Nordici queste cose si fanno da un pezzo :S :S . La “(dis)educazione sessuale” secondo te cos’è?

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  4. Andrea ha detto

    Concordo su ogni singola parola.

    Questa politica che si limita ad assecondare i capricci di ogni singola persona non mi piace per nulla, anzi manco è Politica, ne è l’opposto.

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  5. Sophie ha detto

    http://www.ilgiornale.it/news/esteri/francia-elimina-mamma-e-pap-genitore-1-e-genitore-2-846677.html -.-
    Povera Santa Bernadette, si starà rigirando nella tomba….

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    • Sophie ha detto in risposta a Sophie

      Già m’immagino la scena di quando si sveglia il bambino:”Buon giorno numeri!” oppure arriva l’amichetto che per offenderlo gli dice :”Figlio di genitore 1 ignoto”. Fra qualche anno arriveranno anche “clone 1 e clone 2”, coi tempi che corrono chissà….

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      • Pino ha detto in risposta a Sophie

        genitore n.1, genitore n.2, e in caso di corna che facciamo? Occorre prevedere un genitore n.3, e già che ci siamo, tanto per essere previdenti, un genitore n.4 non guasterebbe.

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        • Sophie ha detto in risposta a Pino

          No più che altro in caso di poligamia mi chiedevo se userebbero che so: genitore 1 riferito all’uomo e 2-1, 2-2, 2-3 se si parla di moglie n°1,2 o 3. Mbu!

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  6. Giulia ha detto

    Beh visti i deludentissimi risultati ottenuti dalle “terapie riparative”… Senza contare i casi di suicidi, depressioni ecc., verificatisi dopo che adolescenti furono sottoposti a questo “protocollo terapeutico”… I cui risultati, ripeto, sono assolutamente deludenti.

    Oltre a ciò, lascia stupiti che le associazioni italiane che praticano queste “terapie” ritengano di doverle associare a riti religiosi (preghiere ecc.) il che lascia dubitare che occorra anche un intervento diciamo “trascendentale” per “guarire”. Ma poi, non si era arrivati (almeno questo!!!) a dire che no, i gay non sono “malati”? Allora perché tanta insistenza nel proporre le “terapie riparative”, peraltro già -bocciate da tutta la comunità scientifica?
    Sarà che, da quanto ho letto in merito, più che psicoterapie vengono praticate preghiere di gruppo, letture (spesso condite da un pizzico di maschilismo, ché curiosamente codesti “corsi” sono intesi rivolti quasi unicamente a uomini), teorie audaci come quella che fare pipì da seduti porti all’omosessualità (e noi signorine che c’industriamo a farla quasi in piedi per non prendere la peste nera nei bagni pubblici? Non saremo tutte lesbiche, eh!)…, mentre la psicoterapia è altra cosa.

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    • Andrea ha detto in risposta a Giulia

      Se ci sono gli omosessuali egodistonici perché devi negargli la possibilità di uscire dalla propria condizione?

      Poi chiaramente si andrà per tentativi nel cercare di elaborare una terapia precisa, ma se un omosessuale volesse uscire dal proprio orientamento perché proprio non lo accetta non vedo perché non dovrebbe.

      Poi qui parliamo di terapie per chi le voglia, non è che si voglia costringere a forza chi è omosessuale a diventare eterosessuale! Anzi, così forse si otterrebbe l’unico effetto di radicare ancora di più l’omosessualità del soggetto in terapia, d’altro canto tanti omosessuali hanno voluto provare le terapie psicologiche dopo esser passati per gli ambienti gay ed LGBTQ in generale…

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    • Sophie ha detto in risposta a Giulia

      Quando la smetterete di trattare gli omosessuali come dei poveri dementi incapaci di essere il cambiamento che vogliono nella propria vita? Quando la smetterete di importunare gli omosessuali che non vogliono essere comandati dalle sette omosessualiste? Quando comincerete a lasciare liberi scienziati e psicologi di fare il proprio lavoro senza intromettervi con le vostre pressioni politiche?

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      • Giulia ha detto in risposta a Sophie

        Ne deduco che tu non abbia mai conosciuto un omosessuale in vita tua. Non sono “ego distonici” né fornicarono abituali che tentano di possedere chiunque passi accanto a loro… Sono persone comunissime, che vivono una vita comunissima e non hanno proprio alcun desiderio di “cambiare”…

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        • Azaria ha detto in risposta a Giulia

          Giulia, io mi chiedo tu quanti omosessuali abbia conosciuto.

          Io conosco 4 omosessuali dichiarati, e su 3 di essi ti posso garantire che la fornicazione e` non solo una regola ma un orgoglio da sbandierare (la quarta e` ancora adolescente, ma purtroppo credo che seguira` la stessa strada).

          Non sono ego-donistici? Effettivamente non so quale sia la percentuale di omosessuali che sia ego-donistico, ma ce ne fosse anche solo uno, non deve avere la possibilita` di cambiare “orientamento”?

          Inoltre, ascoltando le testimonianze di Luca di Tolve riguardanti le discriminazioni che riceve da quando ha scelto di lasciare l’omosessualita`, mi chiedo quanti omosessuali siano ego-donistici ma si tengano il loro segreto per non essere discriminati dalla societa` che ormai ce l’ha a morte cono loro (come con gli ex-omosessuali).

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          • Giulia ha detto in risposta a Azaria

            Domanda: come fai a prevedere quale sarà la futura vita sessuale e relazionale di una persona, soprattutto se adolescente?

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            • Azaria ha detto in risposta a Giulia

              Giulia, strano che su tutto il discorso ti sia ancorata all’unica cosa che HAI VOLUTO vedere sbagliata (per tutto il resto, anche con tutta la tua buona volontà, non ci riesci proprio ad inventare che sia sbagliato).

              Riporto la mia frase
              ma purtroppo credo che seguira` la stessa strada
              Se conosci un po’ di italiano, quel CREDO significa che da quello che vedo tutti i segnali siano in quella direzione, anche se spero che si riprenda.

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          • Antonio ha detto in risposta a Azaria

            Io ne conosco a centinaia, sono pieno di amici gay e frequento locali gay da una vita e più del100% erano favorevolissimi a fare sesso con me in (e non me lo sono immaginato, basta conoscere un omosessuale per vedere quanta discrezione c’è in un: quand’è che incrociamo le spade?)
            Quindi ti quoto in pieno il “tentano di possedere chiunque passi accanto a loro”

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        • Ottavio ha detto in risposta a Giulia

          Non voglio entrare in dati poco sereni come l’altissimo tasso di promiscuità (si parla di oltre 50 partner all’anno mediamente) e la brevità dei rapporti con altissimo tasso di separazioni (sempre mediamente).

          Anch’io sono sicuro che ci siano tanti omosessuali che sono ottime persone con una relazione stabile. Resta il fatto che esistono omosessuali ego distonici, cioè coloro che hanno una indesiderata attrazione per lo stesso sesso e che chiedono di essere aiutati a determinati terapisti (non ho mai sentito invece eterosessuali egodistonici, non so perché).

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        • Sophie ha detto in risposta a Giulia

          Gentile Giulia, io ho ben due amici omosessuali che frequento proprio. Uno dei due è in crisi con la sua omosessualità. Tra l’altro loro sono contrari ai matrimoni omosessuali, ai figli in provetta ed alle adozioni ai gay. Insomma non sono ottusi come te.

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          • G.T. ha detto in risposta a Sophie

            Ma diritti di che?
            Andassero a fare qualcos’altro… invece che a rompere i maroni come sempre

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          • Giulia ha detto in risposta a Sophie

            Sarò anche ottusa ma almeno non rivolgo a persone che nemmeno conosco espressioni ingiuriose.

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            • Sophie ha detto in risposta a Giulia

              Ma non mi fare per niente la vittima che hai capito benissimo in relazione a cosa l’ho detto…

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              • Giulia ha detto in risposta a Sophie

                E tu, visto che non ci conosciamo, evita per il futuro di rivolgermi espressioni ingiuriose. Se non ti garba quel che scrivo, basta non leggerlo, sai? Ho lo stesso diritto d’esprimermi che hai tu, la Costitizione tutela persino la mia libertà di espressione (anche se sono area)…

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                • Sophie ha detto in risposta a Giulia

                  E smettila con questo vittimismo che siamo in pieno integralismo ateo-satanico, altro che islamico! Non venire a leggere in questo sito se ti dà tanto fastidio quello che ti dico. Che t’ho invitata io? Te l’ha ordinato il dottore come terapia riabilitativa?

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                  • Giulia ha detto in risposta a Sophie

                    Dai addirittura integralismo ateo-satanico?? Cara, non pensi d’esagerare? Per caso stan buttando giù le chiese o vietando le pratiche di devozione? O siamo già ai “messaggi subliminali” nei cartoni animati più stucchevoli del tipo “Satana è tra noi”???

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                    • G.T. ha detto in risposta a Giulia

                      Evidentemente non sai cosa accade nella civilissima Gran Bretagna, ove le persone che hanno il crocifisso vengono licenziate.

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                    • Sophie ha detto in risposta a Giulia

                      In Italia sono in aumento atti di vandalismo nei confronti di Chiese e statue di Santi, la maggior parte delle persone bestemmiano, vogliono togliere l’ora di religione, si pratica legalmente l’infanticidio e siete lì lì per mettere anche l’eutanasia (perchè a voi puzza la vita e quindi la società deve assecondare i vostri capricci), si pratica il divorzio e nessuno può avere nulla in contrario nei confronti dei matrimoni omosessuali. Se il mondo va a rotoli è tutta colpa vostra. Siete senza principi, i vostri unici principi sono quelli contrari a quelli cristiani. Senza di noi siete finiti perchè non avete idee. Sapete solo distruggere e odiare. Siete dei satanisti e manco ve ne rendete conto. Pretendete di aprire agli occhi agli altri quando voi siete schiavi di voi stessi e della stessa prigione che vi siete costruiti da soli e nella quale volete metterci a forza chi non vi vuole seguire e vuole essere libero. Vi calate le braghe di fronte all’integralismo islamico, a momenti leccate il pavimento dove camminano pur di vedere cancellati i cristiani dalla faccia della Terra, buffoni! I tempi ormai sono maturi, presto la pacchia sarà finita e per voi saranno cavoli neri. E’ tutto scritto e sta andando tutto esattamente come è stato scritto.

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                    • Sophie ha detto in risposta a Giulia

                      *gli occhi

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              • G.T. ha detto in risposta a Sophie

                Piacere io sono terreste!

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      • G.T. ha detto in risposta a Sophie

        Son favole come al solito, questa gente menzognera non sa far altro.

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    • Sophie ha detto in risposta a Giulia

      PS: ci sono terapie riprative FUNZIONANTI sia religiose che non religiose. Suicidi, depressioni, consumo di droghe, alcool, ecc. avvengono negli omosessuali costretti ad accettare una cosa che non vogliono essere e che la vostra dittatuta ideologica gli impone.

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      • Andrea ha detto in risposta a Sophie

        O nel vuoto nichilista degli ambienti LGBTQ.

        Già solo in questo sito è pieno di testimonianze di omosessuali (quindi non certo di Reverendi ultraconservatori, Imam o comunque persone sospettabili) uscitine nauseati…

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      • Giulia ha detto in risposta a Sophie

        E quali sarebbero i dati relativi al successo delle terapie riparative? Peraltro è singolare il riferimento a “terapie religiose”: voglio sperare che sacerdoti e/o laici privi di qualifiche non si mettano a praticare “psicoterapie” o simili… Non è che per il “santo scopo” di “corregger gli omosessuali” (correggere mafiosi, pedofili, corruttori, mercanti di schiavi, mariti violenti…? No, eh? Niente corsi riparatrici per loro) si può esercitare in modo casereccio il mestiere dello psicologo o dello psichiatra.
        Peraltro, ricordavo che psicoterapia e psicanalisi erano molto poco stimate in ambiente cattolico….

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      • Giulia ha detto in risposta a Sophie

        Quante persone “costrette” ad esser gay hai conosciuto?

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        • Laura ha detto in risposta a Giulia

          Ad esempio tutti quelli che chiedono di essere aiutati a terapisti che se poi lo fanno vengono radiati dagli enti politici politicamente corretti, oltre alla diffamazione nazionale da parte di Repubblica e Il Fatto.

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          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Laura

            Questa e’ FANTASCIENZA. Una vera “teoria riparativa” sarebbe orientata a studiare il disagio del paziente rispetto ad una identita’ sessuale e ad aiutarlo a far emergere la propria vera identita’ (qualsiasi essa sia, omo o etero). Dovrebbe essere un lavoro di aiuto serio, senza giudizi, volto esclusivamente a far emergere la verita’.

            Ma voi non parlate di questo. Voi propagandate la solita immondizia che invita certi terapisti a reprimere la sessualita’ di una persona indipendentemente dall’analisi di quali siano le cause del suo disagio e quale sia la sua vera identita’. Come si puo’ fare un lavoro cosi’ quando si va sbandierando che l’omosessualita’ e’ una cosa sbagliata? Infine….lo stesso Nicolosi ammette che la “terapia” funziona solo su 1/3 dei pazienti..come pensate che si sentano gli altri 2/3 dopo che gli e’ stato detto per mesi/anni che la loro condizione e’ “sbagliata” ? Cosa pensate avra’ “riparato” questa terapia ? Avete una qualche idea dei danni che questa immondizia puo’ fare su dei ragazzi confusi e depressi ?

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            • G.T. ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              La validità del tuo discorso ha la stessa solidità di mia nonna Pina La Fornaia.

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            • Woody85 ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              Sandro, cominciamo ad aiutare quel 1/3 dei pazienti, no? Oppure vuoi privare pure loro di un aiuto?

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            • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              la terapia funziona esattamente come tutte le psicoterapie, hanno successo in un terzo dei casi. Da notare che per quanto riguarda le terapie riparative il successo aumenta nel caso di donne, superando il 40%. Di Marco poi presenta una situazione falsa, nessun omosessuale è obbligato a fare una terapia riparativa, se lo fa è perchè ha deciso lui di farlo, perchè ha evidentemente un serio problema con la sua condizione omosessuale, perchè se fosse contento della sua situazione che motivo avrebbe di fare una simile terapia? E’ l’omosessuale stesso che si rende conto di essere in una situazione per lui problematica e sta cercando una via d’uscita. Via d’uscita che le lobby omosessualiste cercano in tutti i modi di impedire con le loro deliranti leggi contro l’omofobia, lasciando migliaia di omosessuali egodistonici in una situazione drammatica perchè viene loro negato anche un minimo supporto psicologico. Per questo sotengo che la lobby gay è illiberale e reazionaria.

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          • Pino ha detto in risposta a Laura

            esattamente così, ma infatti la lobby gay si identifica con posizioni politiche reazionarie ed antidemocratiche, questo non è certo una novità.

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        • Sophie ha detto in risposta a Giulia

          E Laura al solito ha detto la sacrosanta verità. Grazie Laura.

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    • Azaria ha detto in risposta a Giulia

      visti i deludentissimi risultati ottenuti dalle “terapie riparative”
      Mi puoi dire a cosa ti riferisci? Tutte le terapie hanno percentuali di successo e di fallimento, non mi risulta che quelle delle terapie riparative si discostino molto dalle altre.

      i casi di suicidi, depressioni ecc., verificatisi dopo che adolescenti furono sottoposti a questo “protocollo terapeutico”
      Bisogna vedere anche quanti si suicidano o restano depressi nel vedersi omosessuali (principalmente le teorie riparative nascono per questo). Poi e` normale che se alcune terapie riparative vengono fatte da incompetenti (non tutti coloro che si occupano di psico-terapie sono preparati per fare cio`) i risultati possono essere i piu` diversi, suicidi compresi, ma anche in questo le terapie riparative non si discostano in nessun modo dalle altre terapie.

      associare a riti religiosi
      Se permetti, io quando sto male fisicamente (pochissime volte in realta`) non mi accontento delle cure mediche (che comunque non lascio in secondo piano) ma le accompagno alle preghiere. Le preghiere e le cure mediche sono due cose completamente distinte, vuoi spiegarmi perche` non dovrei pregare?

      già bocciate da tutta la comunità scientifica
      Se ti riferisci all’APA come unica fonte (che effettivamente e` considerata, a torto, l’unica fonte ufficiale) non manca la documentazione per vedere quanto sia politicizzata e falsa.

      Sarà che, da quanto ho letto in merito…
      Questo (e quello che segue) e` interessante, non sono ironico, puoi citare le fonti, vorrei darci uno sguardo, grazie.

      Effettivamente il fatto che il modo di urinare influisca in qualche modo mi lascia un po’ scettico, ma da quando ho iniziato a studiare le scienze ho imparato che anche quelle che possono sembrare delle evidenze posono sessere semplici apparenze (l’ho constatato sulla mia pelle perdendo mesi negli esperimenti che precedettero la mia laurea).

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      • Giulia ha detto in risposta a Azaria

        Non sto scherzando: pare che nei seminari tenuti da una nota associazione “riparativa” oltre alle solite storie sulla donna inferiore all’uomo viene spiegato che il “bambino pre-omosessuale” (mah…) urina da seduto… Ne deduco che una quantità di miei colleghi di mezz’età con la prostata scassata sarebbero “pre-omosessuali” e che il (non sempre fruttuoso) tentativo di tante di noi signorine di non sederci quando usiamo i bagni pubblici (mediamente luridi) non sia una precauzione igienica ma “preomosessualità”….

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        • Laura ha detto in risposta a Giulia

          Interessante queste citazioni senza fonte.

          Pensato che nei seminari tenuti da una nota associazione pro-omosessuali, oltre alle solite storie sulla superiorità del gay rispetto all’etero, viene spiegato che il bambino post-omosessuale (mah…) urina cantando “Luca era gay” e che il tentativo di tante di noi signorine di fare altrettanto non sia esibizione canora ma “preomosessualità”….

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        • Azaria ha detto in risposta a Giulia

          Giulia, come ti ho consigliato prima te lo ripeto, questo non vuole essere un insulto, ma un invito reale: cerca di leggere meglio quello che scrivi e/o leggi. Fai un’enorme confusione fra quello che leggi (quando lo riporti lo trovo coerente o almeno ammissibile) e le deduzioni che ne fai (completamente distanti dalle frasi che riporti ed assolutamente inconcepibili alla luce della logica).

          Ti faccio un’esempio, alla mia frase
          Questo (e quello che segue) e` interessante, non sono ironico, puoi citare le fonti, vorrei darci uno sguardo, grazie.
          che mi sembra abbastanza chiara (ho preso la tua frase sul serio, sono interessato alla teoria, gradirei le fonti)
          Tu mi rispondi:
          Non sto scherzando: pare che nei seminari…
          Cosa c’è della mia frase (chiara anche ad un bimbo di 6 anni) che non ti era chiaro?
          Tieni conto che poi non hai riportato assolutamente niente riguardanti le fonti. Ad esempio sarebbe stato gradito un modo per rintracciare tale “associazione riparativa” e leggerne i dati, vedendo se hanno (non credo sia probabile, ma quello che credo io non conta davanti ai dati empirici) dei riscontri scientifici in qualche modo.

          Tieni conto che l’associazione potrebbe avvalersi di dati scientifici più che validi ma che sia stata fraintesa (come, ti ho dimostrato, tu hai frainteso la mia frase di prima, e non solo quella, continuo….)

          il “bambino pre-omosessuale” (mah…) urina da seduto… Ne deduco che una quantità di miei colleghi di mezz’età con la prostata scassata sarebbero “pre-omosessuali”

          Questo è un esempio banale e mastodontico di fraintendimento.
          La prima frase (il “bambino pre-omosessuale” (mah…) urina da seduto) non so se è corretta (dovrei capire cosa è il “bambino pre-omosessuale”) ma prendiamola per buona pur senza conoscere il significato della frase stessa.
          Da questa frase a ciò che hai recepito tu (colleghi di mezz’età con la prostata scassata sarebbero “pre-omosessuali”) non c’è alcun nesso logico, è un collegamento inventato di sana pianta.

          Ora, se di questa “associazione riparativa” come la chiami tu, conosco solo quello che riporti tu, vista la tua scarsa capacità con la logica minima di base, mi viene da credere che l’associazione magari esiste realmente, ha delle solide basi scientifiche alle spalle, ha detto cose del tutto sensate, ma riportate da te in modo del tutto sbagliato. Per evitarti dinuovo una figuraccia, ti ripeto che questo è solo ciò che mi viene da credere, poi magari di quest’associazione esiste solo la pagina fb creata da un mitomane sfigato fallito che non sa fare altro che scrivere fesserie a cui dei cretini danno seguito (altra ipotesi plausibile) o c’è un’altra spiegazione, chissà!

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    • Ottavio ha detto in risposta a Giulia

      Se le terapie sono deludenti, perché tanti omosessuali sono oggi felicemente sposati con una donna? Questa domanda continuerà a tormentare l’animo delle potentissime forze omosessualiste, che forse riusciranno a vincere sulla carta ma perderanno certamente la loro vita (intesa come destino, ovviamente).

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      • Giulia ha detto in risposta a Ottavio

        Se è per questo, un omosessuale può benissimo sposarsi (matrimonio di facciata) con qualsiasi bella ragazza o brutta megera o connivente amica o ingenua fidanzata e – così tappata la bocca alle chiacchiere del villaggio – continuare a vivere esattamente come prima….

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        • Ottavio ha detto in risposta a Giulia

          Ah, questa è una novità. Quindi l’omosessuale può felicemente sposarsi con una donna. Confermi? E gli omosessuali cosa ne pensano della tua teoria?

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        • Azaria ha detto in risposta a Giulia

          Giulia, ottima risposta nel caso in cui fossero ancora gli omosessuali ad essere discriminati (in passato, purtroppo, succedeva, ed in alcune zone del mondo, sempre purtroppo, succede ancora oggi).

          Il problema è che oggi i più discriminati sono proprio gli ex-omosessuali che si sono sposati (vedi Di Torve).

          Quindi un omosessuale dovrebbe fare un matrimonio di facciata per abbandonare una vita di agi (sempre Di Torve docet) in cui è visto come un eroe e portato su un piedistallo per scegliere una vita in cui dei mitomani razzisti (questo sono le associazioni gay, e sottolineo le ASSOCIAZIONI GAY, non gli omosessuali in genere) continuano a minacciarlo e cercano di ridurlo al silenzio?

          Geniale!

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  7. Azaria ha detto

    Comunque invito a tornare sul tema, visto che le terapie riparative sono state gia` trattate in altri articoli e sicuramente saranno trattate dinuovo in futuro. L’articolo tratta delle coppie di fatto e non solo omosessuali (e le teorie riparative non sono minimamente trattate nell’argomento).

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  8. Laura ha detto

    Più aumenta il sostegno al matrimonio gay e più spariscono gli omosessuali? Se lo psicologo ci ha preso, Paola Concia avrà sulla coscienza un bel po’ di rimpianti.

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  9. lorenzo ha detto

    Ritengo che il titolo dell’articolo che accomuna le unioni civili etero a quelle omosessuali stia già a testimoniare una grossa vittoria culturale delle lobby lgbt.
    Cosa ha infatti in comune una coppia eterosessuale con una coppia omosessuale più di quanto non ne abbia con una coppia di amici di una bocciofila che condividono lo stesso appartamento?

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  10. Daniele ha detto

    L’articolo di Avvenire secondo me ha centrato un punto molto importante: oggi i conviventi eterosessuali rifiutano il matrimonio (qui si parla di quello civile: cioè si tratta di un discorso quantomai laico…) perché sposarsi non dà soltanto dei diritti, ma obbliga al rispetto di alcuni doveri (verso il coniuge, verso i figli, verso la società), doveri il cui rispetto fino ad oggi ha favorito la coesione sociale e ha permesso l’esistenza di quel “terreno fertile” per la crescita e il progresso della società. In definitiva il matrimonio ha permesso la coesione nazionale più e meglio di tutte le leggi e i decreti messi assieme.
    Ma in una società individualistica come sta purtroppo diventando la nostra, la gente non accetta più di rendere conto a qualcun altro (cioè alla comunità in cui vive) delle azioni compiute. In altre parole, è l’eclissi della responsabilità e del saper vivere in una comunità. Questo però ha già – e avrà sempre più – delle gravi conseguenze per il “progresso umano” del nostro popolo, della nostra comunità.
    Si parla sempre di diritti soltanto: dovremmo iniziare a parlare, contemporaneamente, di diritti e doveri, gli uni legati agli altri. Perché senza diritti è vero che si va in dittatura, ma senza doveri si va nel caos, nello smarrimento più totale…
    Se lo Stato italiano dovesse concedere lo status giuridico (cioè i diritti) alle coppie di fatto, sarebbe una grave perdita in termini di civiltà.
    Perciò dico anch’io “NO al riconoscimento giuridico delle convivenze” (a meno che questo riconoscimento non sia costituito da soli diritti ma sia accompagnato anche da alcuni doveri a cui i conviventi devono sottostare: ma a quel punto sarebbe inutile, visto che una cosa del genere esiste già e si chiama matrimonio civile).

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    • Giulia ha detto in risposta a Daniele

      Non capisco quali siano i doveri che i conviventi non si assumono…. Ci sono milioni di conviventi (finalmente non li chiamate più “concubini”…) che vivono nel mutuo rispetto, aiutandosi a vicenda, occupandosi con amore tanto dei figli quanto delle famiglie di origine, ecc. E – perché questo è il punctum dolens – sì, intrattenendo rapporti sessuali, senza che questo li danneggi, li renda persone meno degne o genitori peggiori.
      Il fatto di avere rapporti sessuali senza essere sposati (cosa non vietata dalla legge e penso proprio che nemmeno il mostro di Firenze in persona vorrebbe un simile divieto) peraltro non compensa il fatto che persone che magari da decenni vivono assieme, crescendo figli e nipoti e trattandosi con affetto e civiltà, non si vedano riconosciuto alcun diritto… Quantomeno mi fa ridere che politici “a favore della famiglia” e soi disant cattolici ma spesso pluri-divorziati, conviventi ecc., si scagliono contro quelle coppie di fatto nel cui novero rientrano essi stessi!!!!!!!

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      • Pino ha detto in risposta a Giulia

        chiariamo un punto che forse chiaro non è. Quando si parla di diritti e doveri si parla sempre in termini giuridici, quindi deve esserci un rapporto giuridico che certifica una situazione che attiva questi diritti e doveri. Il matrimonio è un istituto giuridico, ha natura pubblica, non privatistica. Solo in quell’ambito nascono diritti e doveri, senza gli uni non esistono gli altri. Dire che una persona “fa il proprio dovere” non significa assolutamente nulla in termini giuridici. Un riconoscimento delle coppie di fatto che riconosca loro dei “diritti” deve essere accompagnato dai relativi “doveri”, quindi è di fatto un matrimonio. Ma se il matrimonio esiste già e queste coppie liberamente e legittimamente hanno scelto di non aderirvi non capisco perchè debbano nascere dei mostriciattoli giuridici, dei simil-matrimoni o fregnacce di questo tipo. La vera ragione di queste iniziative è una sola: il riconoscimento del matrimonio gay. Poichè tale riconoscimento è impedito dalla nostra Costituzione si cercano esilaranti vie alternative (tipo quelle di Pisapia a Milano che non hanno alcun valore giuridico ma sono solo esibizioni da baraccone) per riconoscere fantomatici diritti ai gay come coppia e non come singoli individui che tali diritti hanno già, perchè nessuno ha mai negato i diritti individuali ai gay, sarebbe assurdo. E’ più chiaro ora?

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        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

          Pino, sinceramente, continui a spacciarti per “giurista” e scrivi cose grossolanamente errate. I “fantomatici diritti” sono stati riconosciuti praticamente in quasi tutta l’Europa democratica, quindi non sono poi cosi’ “fantomatici”. Quando scrivi che i “fantomatici diritti” sono gia’ riconosciuti a livello di individui scrivi EVIDENTEMENTE una stupidaggine perche’ una coppia presenta circostanze diverse che non si applicano al singolo individuo (ad esempio i problemi che sorgono quando un partner e’ di cittadinanza diversa).

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          • G.T. ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            Europa democratica?

            Grasse risate…
            Se il riferimento è all’unione politica mi spiace ma commetti un altro errore, i cittadini non si sono espressi su ciò, non solo, hanno accettato passivamente una moneta e un codice internazionale.
            Se il riferimento è invece ai singoli stati, non c’è bugia più grande di questa. Gli Stati che hanno aperto ai matrimoni omosessuali fortunatamente sono pochi.
            Converrai con me, poi a volte è meglio non considerare quello che fanno gli altri altrimenti mali per l’umanità, come il nazismo, sarebbero stati di scala maggiore.

            ANNOTAZIONE PERSONALE: Se Pino si spaccia per “giurista” per come ti esprimi ti stai spacciando per un ignorante.

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          • Piero ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            In molti paesi vige tuttora la pena di morte, e il finanziamento completo a carico dello Stato delle scuole private.
            Sei sicura di voler proseguire nel tuo sterile e ritrito “ma negli altri paesi viene riconosciuto”.
            Tra l’altro sono quei paesi che all’inizio del secolo scorso riconoscevano valida l’eugenetica.
            quindi il tuo inutile discorsetto crolla miseramente.

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            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Piero

              Anche Pino ora la butta sugli insulti (devo dire da te non me lo aspettavo), ma quanto bel cattolicesimo che vedo qui in mostra.

              In molti paesi vige la pena di morte ma in nessuno di quelli che hanno riconosciuto il matrimonio gay o le unioni civili. Il discorso sulla eugenetica c’entra come il cavolo a merenda (ovvero niente). Se si guarda oggi alle nazioni più sviluppate del pianeta ed a quelle che hanno i più stabili governi democratici (con tutti i loro limiti) si scopre che il 99% hanno approvato le unioni omosessuali (quasi tutti i paesi) o i matrimoni (pochi).

              Insomma, a pensarla come voi restano pochissimi paesi europei (quasi tutti nell’est Europa, che non è certamente ne’ la patria della democrazia ne’ dei diritti umani) e svariati regimi africani ed asiatici (siete in compagnia di Iran and Arabia Saudita).

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              • G.T. ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Cattolico non fessacchiotto, come dico sempre!

                “Nazioni sviluppate” sotto quale punto di vista?
                Questo? http://www.enzopennetta.it/2012/10/il-sole-24ore-niente-scuola-siamo-inglesi/
                Oppure quando stanno facendo di tutto per non dare più poteri nel FMI alle nazioni emergenti poco democratiche?
                O quando arretrano nell’economia?

                Parli con spregio degli stati dell’est, intanto hanno economia che stanno superando “l’avanzato” Occidente… Come la metteremo quando perderemo quel potere che ci garantisce questa protezione ideologica?

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                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a G.T.

                  Con tutte le validissime e giuste critiche che si possono fare all’Europa, se vuoi spellarti le mani per argomentare che ci sia più rispetto per i diritti umani e più pluralità democratica in Asia ed in Africa apri pure uno stand alla fiera dell’ipocrisia.

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                  • G.T. ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Dipende cosa intendi per democrazia.
                    Io,l’ho sempre detto qua dentro, non credo nella democrazia.
                    Adesso non vorrei colloquiare su questo, sarebbe un inutile perdita di tempo e tanto non capiresti.
                    Comunque, dicevo, dipende da diritti e diritti.
                    Ormai l’Europa si crede avanzata, ma quello che fa non aiuta i cittadini. Ha impoverito gli Europei, ha lasciato fare agli americani la guerra in Jugoslavia e sotto sotto ha relazioni commerciali con partner antidemocratici. Questa è vera ipocrisia.
                    L’Asia davvero è avanzatissima, Corea ecc… Ormai i cinesi, i coreani, i vietnamiti, quelli che veramente hanno il progresso scientifico, tecnico e economico ci prendono per chiacchieroni: badiamo più alla chiacchiere che alla sostanza!
                    Queste nazioni dell’Europa che si scannano tra loro, non si aiutano tra loro e depredano tra di loro sono meno o più democratici dei Cinesi e compagni bella? (lascia perdere le leggi, guarda ai fatti)

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                    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a G.T.

                      GT + che non credere alla democrazia qui dai ampia prova di credere all’ipocrisia..Si parla di diritti umani e citi 3paesi (Cina, Vietnam e Korea) che proprio nel campo dei diritti umani fanno inorridire. Mi sa che il Vaticano non sarebbe tanto contento di questa tua posizione. Ribadisco, non mi interessa tessere le lodi delle democrazie mondiali, ma certamente, con tutti i loro difetti, rappresentano chi piu’ chi meno, i paesi in cui i diritti umani vengono rispettati di piu’. E non a caso, i paesi che hanno riconosciuto le unioni gay o i matrimoni sono quasi tutte le democrazie del mondo (inclusi i grandi paesi dell’America Latina, l’Australia ed il Sud Africa). Tra le grandi “democrazie” restano fuori USA (anche se alcuni stati li hanno approvati), Giappone, India e le repubbliche dell’Europa Orientale. Per il resto siete in compagnia di una serie di regimi dittatoriali e repressivi. Congratulazioni!

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                    • G.T. ha detto in risposta a G.T.

                      Te l’ho già detto che non sai leggere.
                      Nel mio commento precedente ti avevo spiegato che oramai il termine “democrazia” si sta separando sempre più dallo sviluppo, inteso come tecnologico…
                      Solo a te questo non riguarda… Forse vivi sulla Luna e campi di democrazia? Pensi secondo ideologia, per questo è noioso parlare con te.
                      Le società avanzate di una volta, occidentali, coniugavano il benessere democratico (non speculazioni: cioè diritti ex novo) con un’economia di mercato fiorente… Oggi producono chiacchiere perché non sanno più che pesci pigliare con l’elettorato, è chiaro o devo farti un disegnino?

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              • Piero ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                In molti paesi vige la pena di morte ma in nessuno di quelli che hanno riconosciuto il matrimonio gay o le unioni civili.

                Ah si’????? USA ti dice niente?

                Il discorso sulla eugenetica c’entra come il cavolo a merenda (ovvero niente

                E invece c’enta tantissimo, solo che ti fa male il culetto parlarne.
                C’entra perche’ sono le stesse nazioni che hanno ceduto al “politicamente corretto” ora come allora, dando seguito legale a bufale alla moda…

                Insomma, a pensarla come voi restano pochissimi paesi europei (quasi tutti nell’est Europa, che non è certamente ne’ la patria della democrazia ne’ dei diritti umani) e svariati regimi africani ed asiatici (siete in compagnia di Iran and Arabia Saudita).
                A pensarla che il giorno c’e’ il sole e la notte la luna ci sono anche lor, quindi?

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                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Piero

                  Infatti gli USA non hanno riconosciuto ne’ i matrimoni ne’ le unioni civili (lo hanno fatto solo alcuni (pochi) stati. Come al solito la foga della polemica ottenbra il cervello eh Piero ?

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                  • Piero ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    ma se hai appena detto che gli stati piu’ avanzati l’hanno fatto.
                    Gli USA lo sono o non lo sono?
                    Fammi indovinare: gli stati federati che l’hanno fatto sono buoni bravi e belli, gli altri degli inferni omofobi vero?
                    Non sara’ invece qualcos’altro che ottenebra il cervello?

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            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Piero

              Opps, trattasi di Piero, non di Pino, scusa Pino, come non detto.

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          • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            io non mi spaccio per nulla, ma quello che scrive sesquipedali corbellerie sei solo tu. Quello che accade negli altri Paesi europei (democratici? Paesi nei quali viene impedita la libera espressione del pensiero come l’Inghilterra sarebbero “democratici”?) non riguarda l’ordinamento italiano, al quale mi riferisco. Ma per te questi concetti sono evidentemente troppo difficili da digerire. Tu non sai controbattere mai alle mie argomentazioni e questo denota i tuoi limiti intellettuali in materia giuridica. Per la legge italiana diritti e doveri, nel caso di matrimonio, sono riconosciuti dalla legge, non è forse vero? Non solo, il matrimonio omosessuale, come ha fatto notare un intervento citato nell’articolo, contrasta sia con l’srt. 29 della Costituzione sia con metà dell’attuale diritto di famiglia che andrebbe modificato. Impresa semplicissima, mi pare. Quindi le battaglie omosessualiste sul riconoscimento delle coppie gay sono, per il momento, manifesti ideologici, ma qui c’è qualcuno che crede alle panzane del Nichi nazionale e del suo sodale politico Bersani che promettono il matrimonio gay per prendere i voti degli omosessuali e dei loro sostenitori che credono a tutto, anche alle favole.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Daniele

      In Italia non pochi si separano per gli indubbi vantaggi economici che questo stato offre rispetto al matrimonio: non accumuli i redditi per la tassazione e puoi detrarre le spese di mantenimento del coniuge conservando intatti tutti gli altri diritti.

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      • G.T. ha detto in risposta a lorenzo

        Esatt.

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      • Giulia ha detto in risposta a lorenzo

        Aboliamo la separazione ed il divorzio allora? Cui peraltro ricorre gran copia di persone sposate con matrimonio concordatario?

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        • lorenzo ha detto in risposta a Giulia

          Separazione, divorzio ed annullameto del matrimonio, sono tre cose nettamente distinte: io stavo solo mettendo l’accento sulla convenienza economica che c’è oggi in Italia a sposarsi per poi separarsi sulla carta.

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  11. G.T. ha detto

    Cari amici tutto questo viene da lontano…
    Le cosiddette “discriminazioni positive”: quote rose, quote nere e quote omosessuali un domani, sono appunto un oltraggio alla parità fra i cittadini.
    Che senso ha dare più potere alle donne o ai neri?
    Questi simbolismi da Black Power, una volta perseguiti, diventano oggi vanto dei nostri politici di caratura internazionale.
    Caspiterina, un presidente di colore eletto per che cosa? Per fare arretrare una nazione su tutti i piani.
    Era meglio se stava a casa.
    Ora i gay è chiaro che non sono dei genitori modelli, al contrario incentivano al disequilibrio i figli, dovrebbero stare quieti.
    E’ uno Stato, veramente civile, dovrebbe battere i pugni sul tavolo e dire: “Signori miei per voi non ci saranno diritti di alcun genere ne ora ne mai!”.

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    • Giulia ha detto in risposta a G.T.

      Sai uno Stato che non riconosce “né ora né mai” diritti di alcun genere a questa o quella minoranza (donne? Persone di colore? Omosessuali? Ebrei? Portatori di handicap? Persone che so io con gli occhi verdi? Mancini? Celiaci? Diabetici?) generalmente finisce per schiaffare chi non merita alcun diritto in lager, carceri ecc…. Era meglio la Germania nazista con i lager per ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, portatori di handicap? L’America schiavista dove esseri umani erano compravenduti o quella segregazionista dove una donna che sedeva in bus nel “posto riservato ai bianchi” finiva in galera?
      Devo dedurre che secondo te ipotetiche minoranze (quali?) non devono avere “alcun diritto”? Nessuno nessuno? E perché mai?

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      • G.T. ha detto in risposta a Giulia

        Bastano i diritti fondamentali dell’Uomo. Non vedo perché riconoscer qualcosa al di più, sono sovrastrutture in più che burocratizzano uno stato. Oltre ad essere discriminanti per le persone comuni.
        Queste sono discriminazioni al contrario!
        Se un tempo (ingiustamente) perivano, oggi hanno più diritti rispetto al resto della Società.
        Uno comunità determinata dovrebbe smetterla con questo buonismo mieloso scaduto.

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      • Sophie ha detto in risposta a Giulia

        Com’è che i cristiani sono la categoria più martirizzata e perseguitata del mondo contemporaneo e non li citate mai?

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      • Leon ha detto in risposta a Giulia

        Si ma dietro le maggioranze.La democrazia tutela le minoranza e va bene,ma ciò non implica che si deve ascoltare sempre o comunque la minoranze.

        E lascia perdere Reductio ad Hitlerum.

        Perchè la retorica non è la logica.

        Perchè sono la maggioranza delle persone a decidere che tipo di stato e con che valori di famiglia lo vogliono,viceversa farei lo sciopero della fame come Pannella.

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    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a G.T.

      GT ovvero la fiera del delirio.
      “Signori miei per voi non ci saranno diritti di alcun genere ne ora ne mai!”.
      Ma dove vivi, in Iran ?
      E la tirade su Obama ? Obama non piace neanche a me…ma cosa vuoi sostenere ? che i repubblicani sarebbero meglio ? Ma per favore…

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      • G.T. ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Secondo me non sai leggere…
        Cosa ha parlato appena più sotto Leon?
        La Reductio ad Hitlerum non vale.
        Ciò lo dicono i cosiddetti difensori della democrazia. Evidentemente tu vorresti vivere in Iran, poiché vorresti tacciare la critica di un singolo. Ma senza fare tanta strada, ti basterebbe un Paese politicacamente corretto nevvero? 🙂

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  12. Leon ha detto

    Ma giachè usi tale fallacia logica,la userò anche io mi spiegherai come l’eutanisia non fosse un programma condiviso già nel manifesto del partito nazista.

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  13. Leon ha detto

    (donne? Persone di colore? Omosessuali? Ebrei? Portatori di handicap? Persone che so io con gli occhi verdi? Mancini? Celiaci? Diabetici?)

    Altra fallacia non si vede come infatti un’omossessuale debba essere necessariamente ebreo.

    Visto che non lo è.Perchè equipari illogicamente e retoricamente dei termini diversi?

    Cosa c’entra un diabetico con un’omossessuale o un ebreo?

    Siamo in presenza di fallacie induttive quando la probabilità induttiva dell’argomento risulta più bassa di quanto inizialmente possa sembrare, ovvero quando si presenta ciò che è vero in alcuni casi come se fosse vero in ogni caso.

    Fallacia induttiva:
    Generalizzazione indebita: vi cadiamo quando traiamo una conclusione riguardante un’intera classe di oggetti a partire dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti.

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  14. Leon ha detto

    Chi lo ha detto che una sentenza deve decidere i valori di famiglia di 60 milioni di cittadini?

    Non è questo stuprare la democrazia stessa?Altro che laico e laico questa è un’oligarchia inaccetabile,sapendo che i DICO erano stati bocciati in parlamento.

    E non c’è nulla da ridere perchè ovviamente anche per altri motivi le persone si stanno anche stufando di uno stato che si comporta da oligorchia corrotta e di miserabili ladri,ipocriti,aprofitatori,retorici,collusi,ignoranti,amorali,e stolti.Perchè debbo ascoltare le opinioni di un politico corrotto?

    Perchè un corrotto,come dimostrano molti politici odierni italiani, si permette anche solo di proferire verbo su un qualche valore etico?

    Sotto quale potestà un colluso con l’andrangheta osa parlare!
    Partendo dalla regione Lombardia.

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  15. G.T. ha detto

    Queste ideologie sono contro la Famiglia, vogliono distruggerla!

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    • Giulia ha detto in risposta a G.T.

      Ti risulta che abbiano vietato il matrimonio e istituito pene pesanti per chi cresce i figli? A me non pare… Al più trovo assurdo che a parlare di famiglia “tradizionale” (sic) siano politici soi disant cattolici ma pluri-divorziati!!!

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      • G.T. ha detto in risposta a Giulia

        Chiedendo privilegi come fai tu senza meritarli può indurre la collettività a discuter certi concetti assodati come il matrimonio.
        Se una coppia non si vuole impegnare perché dovrebbe avere gli stessi diritti di una coppia che si è sposata?

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  16. Antonio72 ha detto

    Sì a regolamentare le unioni civili e no al matrimonio omosessuale. Il problema di questi discorsi saranno anche corretti dal punto di vista teoretico, ma trascurano l’evidenza oggettiva che la società è mutata nei decenni ed i vari rapporti economici, sociali, umani, si sono radicalmente trasformati.
    Si pensi solo alle esangui casse pensionistiche e assistenziali, ai rapporti di lavoro precarizzati, all’inaccessibilità al credito bancario, al livellamento verso il basso degli stipendi, all’elevata tassazione diretta ed indiretta che colpisce in particolare le famiglie dei ceti medio-bassi, all’esigua o nulla indennità di disoccupazione e similari, al sensibile deprezzamento della moneta con l’introduzione dell’euro (il famoso cambio Uno Euro=Mille Lire) ecc..
    Le persone si sposano meno perchè mentre i doveri rimangono pressocchè inalterati, o peggio si aggravano, i diritti vengono via via risicati fino all’osso. Lo Stato che vuole tutelare la famiglia tradizionale colpendo le famiglie di fatto (spesso dei già poco tutelati giovani) mi ricorda l’ultima operazione fiscale di Monti che da una parte lima leggermente la tassa diretta mentre dall’altra aumenta l’imposta indiretta e le varie accise, lasciando le tasche del contribuente ancora vuote. Se si vuole veramente aiutare la famiglia ed anche agevolare le coppie a sposarsi è evidente che si deve agire con altre leve che non siano solo il bastone senza alcuna carota. Se si aiutano le coppie non ancora sposate è probabile che possano crearsi le condizioni per consentire loro di fare il grande passo, se invece le si penalizza pesantemente è certo che non si sposeranno mai.

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    • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

      Il tuo discorso non ha senso…
      Piantiamola di dire che non si sposano per la crisi.
      Il trend in discesa è iniziato lo scorso decennio.
      Questo è dovuto principalmente:
      -poca maturità giovanile, a 30 anni come minimo si smuovono dalla casa genitoriale
      -poco investimento da parte dello Stato nelle famiglie già formate, ma che anzi depreda con manovre fiscali.
      -poco potere d’acquisto per colpa della moneta straniera Euro.
      Quindi cerchiamo di sfatare certi “miti” duri a morire…
      Non è che per forza bisogna fare pranzo, ricevimento, e tutto quanto… come solito fare, un po’ di sobrietà.
      E’ un non sense tutelare coppie che non vogliono prendere un impegno.

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    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Antonio72

      La società muta ma questo non autorizza a modificare nulla. Il tuo ragionamento è giusto, ma la soluzione è una politica a favore della famiglia e non certo le unioni di fatto che metterebbero ancora più in crisi la famiglia.

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      • Giulia ha detto in risposta a Giovanni Pastormerlo

        Perché, le unioni di fatto (che come tali già esistono) in qual modo minano l’esistenza del matrimonio? È come la storiella “se passa il divorzio le vostre mogli scalperanno tutte di casa col parrucchiere”?

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        • G.T. ha detto in risposta a Giulia

          Perché non hanno senso di esistere, se non ti vuoi impegnare perché dovresti essere riconosciuta la tua relazione?

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          • Antonio72 ha detto in risposta a G.T.

            Perchè sei tu stesso che dovresti riconoscerla e non derogare ad altri il giudizio sulla tua relazione. Altrimenti la relazione diviene solo una parvenza, e la stessa istituzione matrimoniale assume consistenza solo nelle parole scritte nel testo di una legge. Ed invece dovrebbe essere esattamente il contrario.

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            • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

              No caro, farsi una famiglia assume connotati non solo giuridici ma etici.
              Un tizio qualunque e una tizia qualunque, quando si sposano, s’impegnano con lo Stato.
              Creare “un’altra” istituzione, farsa, serve solo a confondere e a diffondere precarietà.
              E poi è una sovrastruttura giuridica, c’è il matrimonio non capisco perché creare ad hoc istituzioni per ogni sfumatura di relazione…

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              • Antonio72 ha detto in risposta a G.T.

                Sì, ma prima di assumersi l’impegno con lo Stato devono assumersene l’uno con l’altra. Altrimenti, come già detto, resta solo la carta scritta (sempre più spesso, come possiamo constatare, carta straccia). E questa propensione a non assumersi l’impegno proviene da altre cause che dalla carta scritta. Si devono dunque rimuovere queste cause per le coppie in genere, anche di fatto, visto che una coppia di fatto non è detto che non ambisca al matrimonio. Qualora anche rimuovendo le cause, l’istituzione matrimoniale non riprenda vigore, non si potrà ignorare troppo a lungo lo stato di fatto della realtà sociale, in quanto non è compito dello Stato edificare la società (non almeno quello repubblicano e democratico – inoltre nel mondo globalizzato sarebbe un’operazione impossibile). Crederlo è pericoloso proprio per il credente. In definitiva il compito dello Stato è rimuovere quelle cause oggettive, mentre quello della Chiesa è riportare alla luce il senso profondo (non laico) del matrimonio tra l’uomo e la donna. Se fallisce il primo non è detto che debba fallire anche l’ultimo.

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                • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

                  Se ambisce al matrimonio che senso a riconoscerle?
                  Le cause le ho già elencate sopra, leggile.
                  Non dobbiamo arrenderci di fronte alla realtà, fallirebbe la stessa Verità.
                  L’adattamento è sempre un fallimento, è inutile girarci intorno: serve una rieducazione.

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