Il video delle due gemelle unite per la testa: messaggio agli abortisti

Un video sfida la non autosufficienza fisica e la presunta mancanza di dignità della vita come argomento a favore dell’aborto. Fortunatamente l’interruzione di gravidanza non è inammissibile solo per i cattolici, ma vi sono (soprattutto negli Stati Uniti) anche associazioni di non credenti che si battono contro questa piaga, tra cui Secular Pro-Life di cui abbiamo già parlato.

Pochi giorni or sono il loro sito parlava della famiglia canadese Hogan, nella quale cinque anni fa sono nate Tatiana e Krista, due gemelle siamesi attaccate per la testa. Purtroppo non è possibile dividerle chirurgicamente, perché condividono parte del materiale cerebrale e della circolazione del sangue. La loro mamma Felicia apprese dell’anomalia al quinto mese di gravidanza, ma non volle abortire. A causa di questa scelta, ella ricevette parecchie lettere anonime in cui le bambine vennero definite “mostri che non avrebbero dovuto nascere” ed amenità simili.

Oggi la famiglia Hogan ha risposto in modo provocatorio (e discutibile) rendendo visibili al pubblico di Internet le bambine; hanno infatti postato un video (qui sotto) che le mostra mentre giocano allegre e sorridenti nonostante l’evidentissimo handicap. La loro storia ricorda moltissimo quella delle bellissime gemelle Abby e Brittany, di cui ci siamo già interessati.

La presidentessa di Secular Pro-Life, Kelsey Hazzard, dice che questo video è un modo per la famiglia di dire: “‘Queste ragazze dolci hanno il diritto di essere qui, e hanno sempre avuto il diritto di essere qui.’ Speriamo che la gente inizierà a pensare prima di parlare”. 

Lo scopo del video è duplice: gli abortisti e gli indecisi vengono invitati a riconsiderare il problema della vita quando non vi è l’autosufficienza del corpo; i pro-life sono invitati a mettere in pratica le loro convinzioni visitando il sito ProLifeCares.org, che spiega come evitare che la propria beneficenza o il proprio aiuto vada ad enti connessi con l’industria dell’aborto.

“Nonostante tutta la propaganda contraria, i pro-life hanno profondamente a cuore il benessere di tutte le persone vulnerabili, non solo di quelle non ancora nate”, ha concluso la Hazzard.

 

Qui sotto il breve video delle due gemelle siamesi pubblicato su Secular Pro-Life:

 
Linda Gridelli

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50 commenti a Il video delle due gemelle unite per la testa: messaggio agli abortisti

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  1. Antonio ha detto

    Atei: dicono che determinati bambini è meglio che non vengano al mondo, è preferibile abortirli, perchè non avrebbero mai una vita felice…anche per colpa del modo di pensare di alcune persone, che li ritengono “mostri che non avrebbero dovuto nascere”.

    Ehi…ma sono sempre atei o.O

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    • Daniele ha detto in risposta a Antonio

      Una persona può nascere con un limite fisico, ma è solo e soltanto il contesto sociale in cui vive ad appiccicargli addosso l’etichetta di “handicappato”.

      Se la società in cui l’individuo con limiti fisici vive è basata sulla bellezza esteriore, sull’apparire, sul guadagnare, sull’avere a scapito dell’essere, sulle paranoie e sulle solitudini (come purtroppo stanno diventando le nostre società occidentali), allora quell’individuo è condannato (attenzione: condannato non dalla natura o da Dio, ma dagli uomini) ad essere handicappato ed emarginato.

      Se, invece, la società in cui l’individuo con limiti fisici vive è basata sulla vera bellezza (che è quella spirituale, interiore), sull’essere a scapito dell’avere, sul condividere con gli altri le cose belle e buone, sullo stare insieme e coltivare relazioni umane autentiche (in una parola, se quella società è cristiana e, quindi, autenticamente umana), allora quell’individuo diventa un soggetto pienamente integrato e felice, nonostante i propri limiti, di vivere in quel contesto.

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    • Chissenefrega ha detto in risposta a Antonio

      Questo è assolutamente falso, è una delle solite panzane che raccontate voi cattolici integralisti. Io sono ateo, ma non ho mai pensato che ” determinati bambini è meglio che non vengano al mondo, è preferibile abortirli, perchè non avrebbero mai una vita felice”. Io rispetto nella maniera più assoluta la scelta della madre e mi fa piacere che le gemelline siamesi siano al mondo amate e accudite dai loro genitori. Ma se avessero deciso il contrario mai e poi mai mi sentirei di condannarli. L’importante è che siano stati liberi di scegliere liberamente. Se non esistesse la legge che consente l’aborto, non avrebbero potuto scegliere, e la loro decisione non avrebbe alcun merito, avendo altri deciso per loro.
      Tempo fa leggevo in un blog gli interventi di donne che avevano abortito. Quasi tutte parlavano del loro aborto come di una esperienza drammatica, ma nessuna si dichiarava contraria alla 194. Per loro era fondamentale aver potuto scegliere.Ma questo a voi è difficile farlo capire.

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      • Paolo ha detto in risposta a Chissenefrega

        C.S. Lewis ha scritto da qualche parte qualcosa di paradossale. Qualcuno aveva espresso questo pensiero: “Sa, in tempo di guerra ci sono un sacco di restrizioni, uno non è più libero”. Al che, lui replicò: “Non sono nato per essere libero, ma per adorare e obbedire”. La tua risonanza psicologica a questa affermazione ti dice molto sulla tua disposizione alla santità, sulla tua prossimità ad essa. Esistono due parole che una volta contraddistinguevano, nella cultura occidentale, l’amore, due termini che adesso abbiamo come minimo in tedio. Sono parole la cui risonanza affettiva è radicalmente mutata. La parola “obbedienza” e la parola “autorità”. Erano parole che facevano sorridere e dire “Sì”, adesso sono parole che provocano disgusto e fanno dire: “No”. Certo, sono relative l’una all’altra. Uno non obbedisce mica ai despoti; uno obbedisce alla autorità legittima, giusta. Ma che cos’è l’autorità? Tutti pensano che autorità equivalga a potere. È un errore capitale. Vorrebbe dire che è il potere a fare il diritto. È esattamente il contrario. È la giustizia a fare il potere.
        La più lucida esposizione della nozione di autorità nella Bibbia la troviamo, credo, nel dialogo tra Gesù e il centurione, quel pio centurione pagano che va da Gesù e gli chiede la guarigione per il servo morente. Il centurione si rivolge a Gesù con queste parole: “So che tu, in quanto Giudeo, non ti puoi arrischiare a venire a casa mia”. Infatti era contro la Legge recarsi nelle case dei pagani. “Nessun problema. Ti dì solo una parola e il mio servo riguadagnerà la salute”. È il passaggio che recitiamo prima di ricevere la Comunione e sono felice che il santo Padre abbia ripristinato questa allusione biblica, “ di venire a casa mia”. La casa della tua bocca. Poi continua: “So infatti cosa vuol dire comandare, e come si eserciti questo verbo, dato che sono anch’io un uomo di comando, di autorità; dico infatti a uno dei miei soldati ‘Va’, ed egli va; oppure, ad un altro, ‘Vieni’, e quello viene; ad un terzo ‘Fa’ questo’, e quello esegue”. Ora, un centurione era un romano che disponeva di un centinaio di romani a lui sottoposti. Perché un centinaio di soldati obbedisce allora a uno solo, a un centurione? È forse più forte di loro? Potrebbe trattarsi di un individuo spregevole. Eppure, quando sono al suo cospetto, non vedono un certo Simone Spregevole di Siria, ma Cesare, Signore del Mondo. Perché? Perché egli è sottomesso completamente a Cesare. L’origine di ogni autorità è la resa e la sottomissione. Allora, il centurione chiede a Gesù: “So come funziona con l’autorità, e so pure che anche la morte con Te ha poco da dire, e che puoi benissimo guarire da lontano, quindi non c’è bisogno che Ti scomodi per venire a casa mia”. E Gesù: “Buon per te. Non ho visto una fede simile in tutto Israele. Sai?”.
        Allora, autorità equivale e mitezza, arrendevolezza, sottomissione. Sottomettiti a Dio e Dio col suo potere ti verrà incontro. Ti regalo ancora un fiore, che tu forse butterai via, ma ti voglio bene, perchè esisti, perchè ci sei, e se tu non esistessi non potresti scegliere. Allora perchè impedire a un essere indifeso di vivere e di poter a sua volta scegliere?

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      • Antonio ha detto in risposta a Chissenefrega

        Sai quante panzane vengono messe in bocca a noi cattolici integralisti da voi atei fondamentalisti?
        L’aborto è omicidio. E’ l’omicidio non è una scelta è sbagliato. Punto. Se esistesse una legge che consente l’omocidio di adulti, sarebbe lecito scegliere?
        Ma questo è troppo difficile che voi lo capiate.

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        • Chissenefrega ha detto in risposta a Antonio

          Chi l’ha detto che l’aborto è un omicidio? Lo dici tu ripetendo a pappagallo i dettami della gerontocrazia vaticana. Ma esistono anche altri pareri e la legge dello stato italiano (votata da un parlamento eletto democraticamente e confermata da un referendum popolare) lo permette a certe condizioni e non potrebbe farlo se lo equiparasse a un omicidio.
          Ti ricordo inoltre che la 194 non ha inventato l’aborto, ma questo veniva praticato anche prima. Ti ricordo infine che la legge 194 non obbliga nessuna donna ad abortire, mentre in precdedenza l’assenza di una legge spingeva le donne ad abortire in condizioni molto dannose per la loro salute. In realtà la 194 è un’ottima legge, che ha fatto diminuire il numero degli aborti, basta guardare le statistiche. Ma questo voi non lo capite perchè affrontate il problema dell’aborto solo da un punto di vista morale, cosa irrilevante per la legge, che deve invece affrontare il problema da un punto di vista sociale.
          Visto che siete così attenti ai problemi della vita perchè non parlate mai degli oltre mille morti all’anno per infortuni sul lavoro? Molti di questi sono “omicidi di adulti” consentiti dalla legge o, forse meglio, dalla mancanza o dal mancato rispetto della legge. E’ evidente che il problema non si risolve attraverso appelli morali agli imprenditori a sfruttare meno i loro operai, ma solo mediante la formazione, l’educazione,il varo di leggi adeguate e un adeguato controllo affinchè vengano rispettate.

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          • Laura ha detto in risposta a Chissenefrega

            L’ignoranza non è permessa su questi argomenti. La scienza certifica che il nuovo essere umano compare al momento della fecondazione, uccidere un essere umano è omicidio.

            Anche tu ipocrita: la legge 194 impone alle donne di portare a termine la gravidanza dopo la 22° settimana e tu la chiami “buona legge”. Dove va a finire la tua tanto pubblicitata difesa della donna? Se l’abortista vuole essere coerente deve arrivare a sostenere l’aborto fino al secondo prima del parto, la Consulta di Bioetica Laica è perfino arrivata a giustificare l’infanticidio pur di rimanere coerente.

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            • Milamber ha detto in risposta a Laura

              Il detto giusto è: “l’ignoranza non è mai una giustificazione” e vale per tutti.
              Riguardo alle gemelle siamesi… mi domando, l’averle fatte nascere garantirà ai genitori di vivere finché ne avranno bisogno? O il ragionamento è stato “facciamole nascere che diventiamo famosi, poi si vedrà?”

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          • Antonio ha detto in risposta a Chissenefrega

            Sei tu a ripetere a pappagallo i dettami della gerontocrazia atea. Perchè sei un manipolato che vuole esserlo.
            Cos’è il feto? Non è una persona? Tu non sei stato un feto? E non eri una persona?
            E se io ti faccio a pezzi quando hai 65 anni, 30 anni o 25, o 16, o 4, o 2 mesi, o il giorno prima di nascere o 4 mesi prima ho ucciso te o cosa? Che differenza c’è tra te a 65 anni e te a 14? e tra te a 14 e a 2 mesi?

            Della legge non me ne frega nulla. La legge è una stronzata inventata dall’uomo. In alcuni paesi puoi abortire, in altri no, in alcuni puoi picchiare la moglie, in altri no. In alcuni puoi essere religioso in altri ti sbattono nei campi di lavoro. Se stavamo a guardare la legge stavamo freschi. Per me esiste cosa è giusto e cosa è comodo.

            I problemi del lavoro? E che dovrei dirti? Aspetta ho un’idea…facciamo togliere il crocifisso dai cantieri e sbattezziamo tutti gli imprenditori. Ha funzionato per gli zaini giganti che devono portare i bambini e tutti gli altri problemi della scuola.

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            • Chissenefrega ha detto in risposta a Antonio

              “Della legge non me ne frega nulla. La legge è una stronzata inventata dall’uomo”

              Fantastico!!! Suppongo che per te esista solo la legge di dio. Sei pronto per arruolarti fra i talebani. Però loro non ti vorrebbero tra i piedi-anche se tu la pensi esattamente come loro – perchè il loro dio è meglio del tuo, anzi è l’unico. Quanto relativismo anche fra integralisti!

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    • Roberto dara ha detto in risposta a Antonio

      La solita visione distorta di ciò che penserebbero gli “atei”, come se tutti fossero uguali, e come se nessuna persona credente invece pensasse quello che dici tu.

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      • G.T. ha detto in risposta a Roberto dara

        Spesso è così. Perché Roberto non bacchetti Luke nel post sulle donne e contraccettivi? Infatti pensa di sapere cosa fanno le cattoliche…

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      • Antonio ha detto in risposta a Roberto dara

        i preti sono tutti pedofili, alle crociate ci andavano tutti per arricchirsi, i preti dell’inquisizione erano tutti cattivi, tutti i cattolici sono nazisti, di destra o altre cacate simili, tutti i cattolici sono creduloni, tutti i credenti non capiscono niente di scienza, tutti gli atei sono stupidi….mmm almeno una di queste è verissima. Tutto il resto lo dicono gli atei, ma tranquillo…solo le nostre sono visioni distorte.

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    • Paolo Viti ha detto in risposta a Antonio

      Ma qui non c’entra nulla l’ateismo…questo video è realizzato proprio da un’associazione di non credenti.

      L’opposizione all’aborto è questione puramente laica!!!!!! Smettiamola di inserire la religione in questi argomenti, ci facciamo del male da soli.

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      • Antonio ha detto in risposta a Paolo Viti

        E sono anche pienamente daccordo con te, non a caso la mia era una battuta. Non c’è cosa più laica dell’omicidio.
        Ma visto che con i controsensi degli atei ci potremmo fare un’eterno cabaret, ne ho approfittato. 🙂

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  2. cabellen ha detto

    Di fronte a temi così delicati non so proprio cosa dire, e provo persino ammirazione per chi – da qualsiasi parte – riesce a considerare e a commentare il problema.
    Un unico appunto: parlare di cultura della morte e di industria dell’aborto mi sembra ingeneroso, perché non credo proprio che vi sia un medico al mondo contento di praticare aborti.

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    • G.T. ha detto in risposta a cabellen

      Che c’è un business è un’ovvietà, infatti è difeso dai liberisti di professione.

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    • Salvatore ha detto in risposta a cabellen

      Ti inviterei a controllare i bilanci di Planned Parenthood e sopratutto le testimonianze delle sue ex presidenti, molte delle quali passate dalla parte pro-life.

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  3. Daniele ha detto

    Sempre in tema di bioetica, ho saputo che alcuni ricercatori, forse sull’onda del successo del Premio Nobel 2012 per la Medicina, stanno sperimentando una cura per la SLA basata sull’utilizzo di cellule staminali adulte.
    Sperando che tale sperimentazione vada a buon fine, intanto già mi immagino le reazioni risentite dei Radicali:
    “Così non vale! Se si fosse trattato di usare staminali embrionali per curare la SLA, allora saremmo stati d’accordo. Ma visto che si tratta di usare staminali adulte (cioè non è richiesto alcun sacrificio di embrioni), ai malati di SLA continueremo a proporre, come unica prospettiva, l’eutanasia. E ci mobiliteremo, anche tramite referendum (magari presentando pure firme di “dubbia autenticità”, come già è nostra abitudine), per fare in modo che in Italia questa cura innovativa, che evita parecchi sacrifici umani e che sarebbe capace di contrastare la “cultura della morte” da noi propagandata, venga vietata nella pratica clinica”.

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  4. Marco Comandè ha detto

    La mia prima domanda (ed è proprio una domanda, nonostante si cercherà di non farla passare per tale): quando cresceranno, le due gemelle siamesi come faranno a vivere la loro sessualità?
    Per esperienza, si sa che i fratelli hanno caratteri opposti, se uno è pigro l’altro è arzillo, se uno è sentimentale l’altro è casanova, ecc.
    Una delle due potrebbe volersi sposare. Quindi l’imposizione della clausura monacale non vale, nonostante sembri l’unica deduzione che si possa fare leggendo il catechismo.

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    • giovanni ha detto in risposta a Marco Comandè

      La domanda è oziosa: la risposta su come vivranno la loro sessualità devi farla a loro, non agli utenti di questo blog. Così come per ogni altro aspetto che riguarda la loro vita.
      Quanto alle “deduzioni” che ricavi dalla lettura del catechismo, ti invito a leggerlo TUTTO, altrimenti avrai solo una visione parziale come la grottesca baggianata relativa alla “imposizione della clausura monacale”.

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      • G.T. ha detto in risposta a giovanni

        La domanda di Comandé è sottilissimamente discriminatoria.
        “due gemelle siamesi come faranno a vivere la loro sessualità?”
        Il suo presupposto è che esiste un’unico tipo di sessualità per questo si pone la domanda.
        La sua domanda ha lo stesso tono: “Un handicappato celebrale come farà la sua intelligenza”. Per lui c’è una differenza profonda tra il normodotato e lo storpio, indegno di vivere.
        Perché per lui la scienza certifica l’intelligenza, la sessualità, l’affettività e esiste un solo modo per vivere ciò: essere normali.
        Non comprende la primaria importanza della vita, perché per lui è il preposto a tutte quelle funzioni che considera e quindi se esse cessano, cessa la vita.

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        • Marco Comandè ha detto in risposta a G.T.

          Ovviamente non ho ottenuto ancora una risposta diretta. “Gli utenti di questo blog” dicono che la poligamia non si può fare (su questo concordo), che una donna non può usare la pillola del giorno dopo (infatti a questo dovrebbe servire l’obiezione di coscienza del farmacista), ecc. Insomma, un decalogo di leggi che dovrebbero avere una forza incisiva nella società laica. Ora, laicamente, una risposta non può esistere per me, perchè una delle due gemelle potrebbe decidere di sposarsi e di fare figli, ma questo limiterebbe la volontà dell’altra che dovrebbe subire la presenza del marito dell’altra.
          Invece religiosamente un rapporto sessuale è solo tra marito e moglie, senza coinvolgere nè direttamente nè indirettamente il terzo. L’unica altra soluzione, oltre alla clausura monacale, sarebbe l’indulgenza clericale per la terza persona “senza colpa”. Se voi avete altre soluzioni, gradirei conoscerle invece di pensare a giudicare me. Infatti per questo avevo precisato che la mia era proprio una domanda e non un’opinione.

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          • G.T. ha detto in risposta a Marco Comandè

            Il rapporto sessuale è diventato un bisogno -per come ne scrivi- vitale.
            La tua logica si serve dell’egualitarismo forzato di tutti gli aspetti antropologici della vita di un uomo: l’acqua e il pane diventano oggi, nella società moderna, indispensabili quanto il sesso, le droghe.
            Questa concezione banale dell’intimità di uomo genera grosse violenze.
            Ce l’ha mostrato bene Kubrick in Arancia meccanica, descrivendo una Società dionisiaca, volta a soddisfare incessantemente i suoi bisogni.
            E’ chiaro, e rispondo ai tuoi quesiti, che queste siamesi andranno aiutate, ma dando soprattutto amore, felicità e carità, sopperendo alle loro difficoltà con una volontà cristiana.

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          • Laura ha detto in risposta a Marco Comandè

            Ribadisci il fatto che essendo l’altra gemella limitata nella sua volontà tu avresti preferito piuttosto ucciderle appena nate/non ancora nate. Chissà cosa ne pensano loro della tua preoccupazione…chissà perché per giustificare l’uccisione di persone “fastidiose” (che fanno ripensare alla vostra pretesa di dire chi è degno di vivere e chi no) dovete fingere di essere preoccupati per la loro libertà limitata…mah, almeno gli eugenisti nazisti del ‘900 erano meno ipocriti.

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    • Laura ha detto in risposta a Marco Comandè

      Caro Comandè, e quando cresceranno i bambini cresciuti da due omosessuali? Come reagiranno alla scelta dei loro “genitori” ad averli privati di un padre o di una madre?

      Non capisco il delirio sulla clausura monacale…evidentemente non sapevi cosa dire. Interessante sapere che non potendo avere una attività sessuale come le altre persone tu le avresti uccise appena nate/non ancora nate. Non male il tuo concetto di “fare del bene del prossimo”. Te ne sarebbero state sicuramente grate!

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      • Marco Comandè ha detto in risposta a Laura

        “ed è proprio una domanda, nonostante si cercherà di non farla passare per tale”. E infatti non viene passata come tale! Forse dovrei fare l’indovino… Gradirei una risposta diretta e non giudizi sul mio pensiero (che non ho espresso, quindi come fate a tirare in ballo giudizi immaginari?).

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        • Laura ha detto in risposta a Marco Comandè

          Non c’è nessuna risposta ad una domanda che non è posta. Il tuo ragionamento è chiaro: “meglio uccidere subito chi ritengo che abbia una volta cresciuto una libertà limitata”. O forse sei contrario all’aborto di queste due bellissime fanciulle? Non ti sei mai posto il quesito che queste due bimbe nella loro vita potranno vivere un senso di libertà maggiore di quello che hai avuto tu in tutta la tua esistenza da “di-sperato”, cioè privo di speranza come di fatto è -coerentemente, altrimenti in cosa potrebbe sperare?- colui che nega Dio?

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          • Titti ha detto in risposta a Laura

            Marco Comandè, mi viene in mente il caso di due famosi gemelli siamesi nati in America nei primi anni del ‘900. Erano uniti per un fianco, volontariamente, non trovando altro, fecero da principale attrazione in un circo, si sposarono perchè essi avevano la capacità di addormentarsi a turno, mentre l’altro aveva una vita intima con la ripettiva moglie. Certo, che se volessero avere una vita sessuale, ne avrebbero tutto il diritto, visto che la castità dovrebbe essere una libera scelta, saranno loro, a dirci, un giorno che domani, se la loro vita, valeva la pena, averla vissuta. Mi viene anche in mente un’altro caso di un bambino nato con un gemello siamese non del tutto formato: lì si decise per un’intervento a favore del gemello più sano, pena la vita breve di entrambi, i genitori si fecero moltissimi scrupoli ed, essendo musulmani, interpellarono un imam affinchè li consigliasse, e l’imam, con un insolito buon senso, si pronunciò a favore dell’operazione, considerando la morte conseguente all’intrvento del gemello più debole e malformato, il male minore. Una situazione eccezzionale richiede delle regole eccezzionali, questo io penso, ma mi farebbe piacere sapere le risposte di coloro che hanno sempre la verità in tasca.

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            • Laura ha detto in risposta a Titti

              Non capisco tutta questa improvvisa e finta preoccupazione per la vita sessuale di queste persone. Altro non trovate per legittimare la soppressione di vite umane “scomode” che descrivere in modo negativo la diversità della loro vita? Dove è finito il vostro presunto amore per il “diverso” di cui tanto vi piace parlare quando si parla di omosessuali? Sparito? L’uccisione di queste creature sarebbe il male minore perché il male peggiore sarebbe farle vivere con una presunta limitata libertà? E’ questo il corpus di valori che offre al mondo la bioetica laica? Il buon senso per gli eugenisti di oggi è sempre l’eugenetica: esistono esseri umani malformati e quindi di serie B che hanno minor diritto alla vita di esseri umani di seria A che sono sani.

              P.S.
              L’incontro con Cristo rende liberi, e voi siete la dimostrazione al contrario. Ma questo non vuol dire certo avere risposte a tutto, l’importate è usare il criterio dell’amore ad ogni creatura senza relegare i malformati in serie B come invece è sempre stato fatto dai nemici del cristianesimo.

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              • Titti ha detto in risposta a Laura

                E di grazia, dove sarebbe la frase che mi incrimina, che mi fà mettere per iscritto che dovevano essere abortite, quando mi sono limitata a descrivere due casi simili? Magari leggere, nè?

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            • Alèudin ha detto in risposta a Titti

              incredibile che tu venga a parlare degli altri con la verità in tasca quando tu hai già deciso tutto, in base a cosa? a quello che pensi tu, alla tua presunta ragione illuminata e laica.

              Chi è che ha la verità in tasca?

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          • Sophie ha detto in risposta a Laura

            Laura, concordo con te al 100%.

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            • Laura ha detto in risposta a Sophie

              Beh anche perché bisognerebbe davvero essere fuori di testa per concordare con gli eugenisti del 2012 😉

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      • Marco Comandè ha detto in risposta a Laura

        http://it.wikipedia.org/wiki/Chang_ed_Eng_Bunker
        L’unico riferimento alla prole dei gemelli siamesi l’ho trovato in questa pagina web. Grazie per non avermi risposto. Ora specifico meglio la domanda: questi due gemelli hanno avuto più di dieci figli a testa, sposando ciascuno due sorelle che venivano suddivise per tre notti a testa. Mi fa piacere che siano riusciti ad avere una vita sessuale sana. La morale cattolica cosa dice a questo proposito? Cioè sul fatto che in natura esistono un maschio e una femmina e quindi non possono esistere situazioni ambigue? Per mettere i puntini sulle i: dal punto di vista del disordine sessuale, un omosessuale e due gemelli siamesi sono la stessa cosa. E siccome questi ultimi sono normali, allora anche l’omosessuale è normale.

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        • GiuliaM ha detto in risposta a Marco Comandè

          Chiunque legga quella pagina si rende conto che ogni gemello aveva una moglie a testa e non se le sono mai “scambiate”…
          Nel 1829 incontrarono il mercante inglese Robert Hunter che li spinse ad esibirsi nei circhi in un tour mondiale: scaduto il contratto con Hunter, si trasferirono a Wilkesboro (Carolina del Nord). Qui presero la cittadinanza americana, scegliendo il cognome “Bunker”, e sposarono nel 1843 due sorelle: Adelaide e Sarah Anne Yates.
          Eng e Sarah Anne ebbero undici figli, Chang ed Adelaide ne ebbero dieci: le due famiglie vivevano in case separate, e i gemelli si alternavano trascorrendo tre giorni in ogni casa.

          Non credo che tu non sia capace di capire il significato di un testo, quindi questo è un tentativo di trolling.

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          • Piero ha detto in risposta a GiuliaM

            classico tentativo da giornalista schierato.
            Lo vedo bene a “la Repubblica” (o comunque nell’orbita di De Benedetti).

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            • G.T. ha detto in risposta a Piero

              Ancora non è iniziata la campagna elettorale e Berlusconi non si ricandida: keep calm!

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              • Marco Comandè ha detto in risposta a G.T.

                Non si sono scambiati le consorti. E allora? Io non l’ho mai detto, tu hai ripetuto quello che ho narrato io. Quindi dove trai la conclusione tua? Io ho semplicemente detto che la morale cattolica assoluta dichiara che esistono un marito e una moglie, ma in quel caso c’è molta ambiguità perchè sembra che Qualcuno abbia giocato un brutto scherzo inserendo il terzo incomodo nel rapporto di coppia. E quel terzo incomodo deve trovare un escamontage per rimanere invisibile. Insomma, dov’è l’evidenza lapalissiana di un uomo nella sua integrità e una donna nella sua integrita?

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                • GiuliaM ha detto in risposta a Marco Comandè

                  questi due gemelli hanno avuto più di dieci figli a testa, sposando ciascuno due sorelle che venivano suddivise per tre notti a testa
                  Che fossero bigami, questo l’hai detto e non hai ammesso di aver sbagliato.
                  Certo, se poi si vanno a prendere i casi rari, allora possiamo dirne di cotte e di crude, ma l’eccezione conferma la regola, come si suol dire!

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              • Piero ha detto in risposta a G.T.

                ma cosa c’entra questo?
                Sottolineo la sua abitudine di manipolare le parole di altri, insinuando significati che non sono voluti, solo per i suoi scopi ideologici.
                Come i suoi colleghi di quelle testate.

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  5. Marcolino ha detto

    Quelli che voi chiamate non sono persone che vogliono l’aborto a tutti i costi. Semplicemente sono favorevoli alla della madre. E per libera scelta s’intende in maniera uguale quella di abortire o di potare avanti la gravidanza in libertà. Libertà perennemente negata dal pensiero cattolico. Non siamo dei boia o degli assassini. E se una è contraria ad abortire merita ugual rispetto di chi è favorevole. Sempre che stiamo continuando a parlare del PROPRIO corpo. Chi è favorevole alla possibilità di abortire non è contrario alla possibilità di fare 10 figli, neanche se chi vuole farli è cattolico. Difficile.

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  6. Marcolino ha detto

    Ho dimenticato “abortisti” tra la 4a e la 5a parola. Sorry.

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  7. Antonio ha detto

    Vorrei fare qualche domanda ai fan dell’aborto:
    Ho sentito dire da alcuni medici che bere alcol e fumare in gravidanza fa male al futuro bambino.
    Voi ci credete?

    Dicono che i problemi possono essere molteplici, alcuni:
    -le dismorfologie facciali e i problemi cerebrali si devono all’esposizione all’alcol durante il primo trimestre di gravidanza
    -il deficit di crescita è legato all’esposizione durante la seconda metà della gestazione
    -l’alterato sviluppo del cranio è dovuto all’effetto dell’alcol nella quarta settimana di gravidanza
    -difetti congeniti più gravi di norma subentrano nei primi tre mesi di gravidanza, periodo in cui si sviluppano gli organi del bambino e durante il quale spesso le donne sono ancora inconsapevoli del proprio stato.

    Se doveste nascere con un cranio sproporzionato, con un deficit di crescita, problemi agli organi tra cui il cervello e con la faccia da mostro, non vi incazzereste perchè vostra madre se lo poteva evitare?
    Non dovrebbe esserci un qualcosa che protegga il bambino da tutti questi problemi? “Un diritto alla nascita normale”. (Perchè in questo caso è il bere della madre che provoca i disturbi, non problemi genetici o altro)

    E se voi meritata il diritto di non nascere con un cranio storto e vari altri problemi che vi condizioneranno l’esistenza, non bisognerebbe dare questo diritto anche ai bambini che saranno abortiti?
    Non è scelta della madre bere in gravidanza, condannando il figlio a problemi gravissimi?
    La madre può davvero scegliere della vita e morte del bambino? Condannandolo a non vivere proprio o a vivere da mostro? Scelte si, ma le responsabilità dove sono? Non ne ha proprio la madre?

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    • Milamber ha detto in risposta a Antonio

      Hai sentito dire? ‘mmazza come siete indietro! Guarda che è una certezza da decinaia di anni.
      Naturalmente nessun ateo costringerà una donna a fumare o a bere in gravidanza… voi sì?
      A dire il vero, su queste cose, noto una maggior leggerezza in chi tende ad affidarsi alla D.P. piuttosto di chi si regge sulle proprie gambe.

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